L’amianto può nascondersi per decenni all’interno di edifici costruiti in epoche in cui il suo impiego era ancora diffuso. Anche chiese, conventi e altri immobili destinati al culto o alla vita comunitaria possono quindi richiedere interventi specializzati quando iniziano lavori di ristrutturazione, demolizione o messa in sicurezza.
Negli ultimi mesi, diversi casi hanno riportato l’attenzione sulla presenza di materiali contenenti amianto in edifici religiosi. Le situazioni sono molto diverse tra loro: in alcuni casi il materiale è emerso dopo un incendio, in altri durante una demolizione o nel corso di lavori di restauro. Il punto comune è la necessità di trattare i materiali sospetti con procedure adeguate, soprattutto quando possono essere danneggiati o frantumati.
Amianto negli edifici religiosi: può essere difficile individuarlo
“Per molti decenni l’amianto è stato utilizzato in numerosi materiali da costruzione grazie alla sua resistenza al calore, alle proprietà isolanti e alla durabilità. La sua presenza, tuttavia, non è necessariamente visibile a un semplice controllo. Può trovarsi all’interno di pannelli, rivestimenti, coibentazioni o altri componenti dell’edificio.
Il problema diventa particolarmente delicato quando una struttura viene sottoposta a demolizione, incendio o ristrutturazione. Il danneggiamento dei materiali può infatti favorire la dispersione di fibre nell’ambiente.
Prima di intervenire su edifici datati, quindi, è importante prevedere verifiche specifiche e, quando necessario, affidarsi a operatori qualificati.” Afferma l‘Avv. Ezio Bonanni, presidente dell‘Osservatorio Nazionale Amianto.
Un convento distrutto dalle fiamme: la bonifica dopo l’incendio
Un caso recente riguarda un ex convento situato a St Leonards, nell’area di Hastings, in Inghilterra. L’edificio, non più utilizzato, è stato interessato da un incendio che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco.
Successivamente sono emersi materiali contenenti amianto tra le macerie. La situazione ha reso necessaria un’attività di pulizia e bonifica affidata a imprese specializzate.
Secondo le informazioni diffuse dalle autorità locali, le operazioni hanno interessato anche le aree circostanti l’immobile. Le strade vicine sono state sottoposte a interventi di pulizia e successivamente riaperte.
Particolare attenzione è stata riservata anche a una scuola situata nelle vicinanze. Una verifica della qualità dell’aria, secondo quanto riferito dall’amministrazione locale, non avrebbe rilevato amianto nell’aria e l’edificio scolastico è stato quindi riaperto.
La raccomandazione rivolta ai residenti è stata comunque quella di non manipolare autonomamente eventuali frammenti o detriti provenienti dall’edificio incendiato.
Cosa succede all’amianto dopo un incendio?
A questa domanda risponde sempre Bonanni: “Un incendio può modificare profondamente la struttura dei materiali presenti in un edificio. Anche quando non viene rilevata una contaminazione dell’aria, la presenza di materiali contenenti amianto tra le macerie richiede particolare cautela. Il principio fondamentale è distinguere tra la semplice presenza del materiale e la possibilità che fibre vengano disperse nell’ambiente. Le operazioni di rimozione devono quindi essere organizzate secondo procedure specifiche, evitando interventi improvvisati sui detriti.”
Demolizione di una chiesa nel Tennessee: l’amianto trovato tra le macerie
Un’altra situazione è stata segnalata negli Stati Uniti, nella contea di Carter, in Tennessee.
Durante un’ispezione effettuata dopo una segnalazione, i tecnici del Tennessee Department of Environment and Conservation hanno individuato frammenti di materiale da costruzione tra i detriti di una chiesa sottoposta a demolizione.
Un campione è stato successivamente analizzato in laboratorio e l’esame ha confermato la presenza di asbesto.
Tra i materiali individuati sono stati segnalati pannelli realizzati con una combinazione di cemento e amianto.
Un’impresa specializzata e autorizzata alla gestione dell’amianto si è già resa disponibile per occuparsi dei materiali presenti nel cantiere e verrà eseguita in tempi celeri la bonifica.
Quando una ristrutturazione fa aumentare i costi
La presenza di amianto può avere conseguenze rilevanti anche sul piano economico, soprattutto quando viene scoperta dopo l’inizio dei lavori.
È quanto accaduto durante il recupero della Knox Heritage Church, edificio storico di circa 115 anni situato nell’area del Parksville Museum, in Canada.
Il progetto di restauro prevedeva interventi sulla copertura e sulle parti esterne dell’edificio. Durante i lavori è stata individuata una coibentazione contenente amianto all’interno delle pareti.
Le attività sono state interrotte per consentire la rimozione e lo smaltimento del materiale attraverso un’impresa specializzata. L’intervento inatteso ha fatto aumentare sensibilmente il costo complessivo del progetto.
La società storica che gestisce il sito ha quindi avviato una raccolta fondi per coprire una parte delle spese aggiuntive.
Perché l’amianto può essere presente nelle chiese storiche
Molti edifici religiosi hanno una storia costruttiva lunga e hanno subito interventi di manutenzione in periodi differenti.
Nel corso degli anni possono essere stati aggiunti materiali isolanti, pannelli e rivestimenti,
componenti per la protezione dal calore, materiali per coperture, elementi utilizzati negli impianti e prodotti contenenti amianto.
Anche un edificio apparentemente ben conservato può contenere materiali che richiedono un’indagine specifica prima di una ristrutturazione.
Amianto e demolizioni: la prevenzione viene prima dei lavori
La prevenzione parte quindi dalla fase progettuale. Un’indagine preliminare può consentire di individuare i materiali sospetti e programmare correttamente le attività di rimozione.
Questo approccio può inoltre evitare interruzioni improvvise del cantiere e costi non previsti, come dimostra il caso della chiesa storica canadese.
Dalle chiese ai conventi: la sicurezza del patrimonio passa dalla conoscenza
Gli edifici religiosi rappresentano spesso una parte importante del patrimonio storico e culturale delle comunità. Preservarli significa anche conoscere i materiali con cui sono stati costruiti e quelli introdotti durante i successivi interventi.
L’amianto può rappresentare una difficoltà significativa, ma la sua individuazione consente di pianificare le operazioni necessarie.
Che si tratti delle macerie di un convento incendiato, di una demolizione sottoposta a controllo ambientale o del restauro di una chiesa storica, il messaggio è lo stesso: “prima di intervenire su un edificio datato è fondamentale sapere cosa contiene”. Continua Bonanni.
La tutela della salute e quella del patrimonio, in questi casi, procedono nella stessa direzione.



