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Osservatorio Vittime nell’esecuzione del dovere

Osservatorio Vittime Del Dovere
Osservatorio Vittime Del Dovere

Osservatorio Vittime del Dovere: tutela gratuita

Osservatorio Vittime del Dovere: amianto, utilizzo di proiettili all’uranio impoverito, radiazioni ionizzanti, ed altri cancerogeni, hanno provocato un’epidemia tra i nostri militari.

La tutela dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Tra i dipendenti pubblici e i privati cittadini impegnati in alcune attività specifiche, ci sono coloro che subiscono un danno biologico. Ci sono casi in cui vi è il decesso della vittima.

In questo contesto, l’ONA svolge attività di assistenza delle vittime del dovere. Quest’attività è di natura medica e di tutela legale in favore di tutti i cittadini.

Anche coloro che non sono dipendenti pubblici, ma che subiscono dei danni nello svolgimento di attività di pubblica utilità, hanno diritto a tale riconoscimento.

Il discrimine è costituito dalla funzione di svolgimento di un servizio per la PA, ed in questo modo, sussiste il riconoscimento dello status di vittima del dovere.

Chi sono le vittime del dovere? La tutela

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni ritengono di prioritaria importanza la tutela di coloro che subiscono danno o perdono la vita nell’esecuzione di un dovere pubblico.

La più alta incidenza di vittime del dovere si riscontra tra coloro che hanno dedicato la loro vita alla tutela delle istituzioni democratiche.

Tra questi, in modo particolare, i Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri, ai Militari, da quelli dell’Esercito a quelli della Marina e dell’Aviazione. Cittadini, prima che lavoratori, sono tutti i giorni impegnati nella difesa dei più deboli e nel contrasto alla legalità.

Antonio dal Cin, Nicola Panei, i superstiti Leopoldo di Vico, quelli di Giovanni Tiraferri Roffeni, e centinaia di altri che hanno aderito all’ONA. Il loro impegno prosegue per la tutela della vita e della dignità della persona umana.

L’ amianto: killer delle vittime del dovere

L’amianto è quel killer che ha già provocato, nelle sole Forze Armate, 830 casi di mesotelioma fino al 2015, così come risulta dalla relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta del 07.02.2018, e il VI Rapporto Mesoteliomi. È solo la punta dell’iceberg.

Oltre all’amianto ci sono tutti gli altri cancerogeni, e se per il mesotelioma è solo l’asbesto l’agente causale, per gli altri cancri, come per esempio il tumore del polmone, ci sono tutti gli altri cancerogeni, e c’è una sostanziale violazione di tutte le regole cautelari.

Le finalità dell’Osservatorio Vittime del Dovere

L’ONA ha promosso l’associazione con forza. Nasce, così, l’Osservatorio Vittime del Dovere. Questa associazione è di promozione sociale, apartitica e senza fini di lucro.

L’“Osservatorio Vittime del Dovere”,  presenta una struttura democratica ed elettività delle cariche sociali. Tra le sue finalità troviamo la tutela della salute, in particolare del personale Civile e Militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza.

Il rischio di malattia nella Marina Militare

L’amianto è uno dei killer dei nostri marinai, imbarcati nelle unità da guerra, come nel trasporto civile. La Marina Militare Italiana è affondata sull’amianto. Sono stati censiti 570 casi di mesotelioma entro il 2015, e molti altri sono stati nel frattempo diagnosticati.

Sono stati istruiti ben tre procedimenti penali dalla sola Procura della Repubblica di Padova, poiché sono stati segnalati migliaia di casi di vittime, compresi i familiari.

L’atto di accusa della Commissione Parlamentare d’Inchiesta

Nella relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati, della XVII Legislatura, si fa lo specifico riferimento al rischio amianto e all’impatto che l’utilizzo di questi minerali sulla salute:

Tanto è vero che nella stessa relazione finale della Commissione Parlamentare di Inchiesta risulta, a pag. 34/35, quanto segue: “Tanto è vero che la Procura della Repubblica di Padova è giunta ad accertare che solo nell’ambito della Marina Militare 1101 persone sono decedute o Risono ammalate per patologie asbesto-correlate (circa 570 i mesoteliomi).

Ed allarmano le prospettive di ordine generale delineate dal Direttore del RENAM Alessandro Marinacelo, medito il 19 ottobre 2017: “il picco dei casi di mesotelioma, sia il numero di casi sia il numero di tassi, è presumibile sia nel periodo tra il 2015 e il 2020”.

Intanto, come si desume da una relazione tecnica di Marinaccio trasmessa in data 29 gennaio 2018 dal Presidente dell’INAIL Massimo De Felice, nell’ambito dei corpi militari, “sono stati identificati 830 casi di mesotelioma maligno con esposizione in tale settore”.

Ed è sconfortante apprendere da tale relazione che “negli archivi del ReNaM sono presenti informazioni relative a n. 9 casi di mesotelioma maligno con codice di esposizione familiare insorti in soggetti esposti per ragioni di convivenza con familiari professionalmente esposti nel settore della ‘Difesa nazionale'”: una esposizione, dunque, che si è insinuata persino nel domicilio dei militari, coinvolgendo i loro congiunti“.

Si pubblica il testo della relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati, della XVII Legislatura, del 07.02.2018, anche al fine di dimostrare la necessità di una tutela più pregnate della salute di tutti i nostri militari:

Tutela legale delle vittime dell’amianto in Marina Militare

  • Marina I: Corte di Appello di Venezia, proc. 2453/2019 R.G. Appello;
  • II: Corte di Appello di Venezia, proc. n. 2905/2019 R.G. Appello. Prossima udienza 14.01.2021 (rinnovazione del dibattimento);
  • III: Tribunale di Padova, proc. n. 15082/2013 R.G.N.R. Richiesta di archiviazione. Opposizione delle vittime.

Tutela vittime di altri cancerogeni nelle Forze Armate

Anche gli altri cancerogeni hanno provocato danni a coloro che hanno prestato servizio nelle Forze Armate.

Tra gli autorevoli membri del direttivo dell’associazione, presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni, anche il Dott. Arturo Cianciosi, medico legale, e uno dei massimi esperti nazionali sulle malattie asbesto correlate e nell’assistenza delle vittime del mesotelioma, e Nicola Panei, ex luogotenente dell’Aeronautica militare riconosciuto vittima del dovere e già sostenitore delle attività promosse dall’Osservatorio, che ha scelto di aderire attivamente per offrire il suo impegno nella difesa dei diritti delle vittime del dovere.

Tra i sostenitori anche due militari le cui storie sono state al centro di una importante attenzione mediatica, Lorenzo Motta che, arruolato giovanissimo con all’attivo diverse missioni estere, all’età di 24 anni è stato colpito da linfoma di Hodgkin, il cui caso è stato oggetto di una recente interrogazione parlamentare a firma dei Sen. Stefania Pucciarelli Stefano Candiani.

L’uranio impoverito e i vaccini contaminati

L’uranio impoverito e i vaccini contaminati sono gli altri killer dei nostri militari. Per questo motivo nasce l’Osservatorio Vittime del Dovere, per tutelare i militari esposti a questi rischi.

Condizione di rischio accertata e confermata con particolare riferimento a coloro che sono stati impiegati nelle diverse missioni.

Il caso di Lorenzo Motta è emblematico. Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 837/2016, testualmente “nei casi come quello in esame, nell’accertare i presupposti sostanziali della dipendenza della patologia da causa di servizio la P.A. procedente ed i suoi organi tecnici sono gravati da un onere di istruttoria e di motivazione assai stringente, circa la sussistenza inconcreta, delle circostanze straordinarie e dei fatti di servizio che hanno esposto il militare ad un maggior rischio rispetto alle condizioni ordinarie di attività.

Non considerano le appellanti che, nei casi delicati qual’è quello in esame, all’interessato basta dimostrare l’insorgenza della malattia in termini probabilistico – statistici, non essendo sempre possibile stabilire un nesso diretto di causalità tra l’insorgenza della neoplasia e di contesti operativi complessi o degradati sotto il profilo bellico o ambientale in cui questi è chiamato ad operare“.

Uranio impoverito: cosa fare in caso di esposizione?

Nel caso di esposizione ad uranio impoverito, ovvero ai vaccini contaminati, come si è verificato nel passato, è possibile ottenere la tutela dimostrando la sussistenza della malattia/infermità  con onere della prova del decorso alternativo a carico dell’Amministrazione.

In altre parole, se un militare, come nel caso di Lorenzo Motta, dopo essere rientrato da diverse missioni, alcune delle quali con esposizione ad uranio impoverito, ovvero a un programma vaccinale, con plurime sottoposizioni alla somministrazione di vaccini, alcuni dei quali con additivi e metalli pesanti e l’Amministrazione non è in grado di dimostrare un decorso alternativo, a maggior ragione, sussiste il diritto al riconoscimento della causa di servizio e, soprattutto, della qualità di vittima del dovere, anche per equiparazione.

Lorenzo Motta è il coordinatore del Dipartimento Tutela Esposti all’Uranio Impoverito e Dipartimento Vittime dei Vaccini. La storia e l’impegno di Lorenzo Motta nel suo ruolo di coordinamento ONA, e ora, nella nuova associazione Osservatorio Vittime del Dovere, ha permesso e permetterà la tutela di tutte le vittime dell’uranio impoverito e dei vaccini:

Antonio Dal Cin, finanziere eroe dei tempi moderni

Nec Recisa Recedit: è il motto di tutti i finanzieri. Lo hanno impresso nella pelle psichica e nel cuore, il loro impegno è contro il crimine, giorno e notte senza alcun riposo. Interdicono la condotta degli evasori fiscali ma, molte volte, lottano anche contro l’amianto.

Soprattutto Antonio. Il nostro giovane eroe, che per primo, nel 2011, affiancando l’Avv. Ezio Bonanni nella guida dell’Osservatorio Nazionale Amianto e in particolare, nel coordinamento del Comitato Finanzieri Contro l’Amianto.

Antonio ha sacrificato la vita per la collettività, nella difesa delle istituzioni democratiche, nell’impegno per la salubrità degli ambienti, compresi quelli di lavoro.

Il principio ispiratore è stato quello della tutela della dignità dell’essere umano, compresi i militari, ed in particolare, i finanzieri molte, troppe volte esposti all’amianto e ad altre condizioni di rischio, tra cui la fibra killer, che impiantandosi sugli alveoli polmonari e sulla pleura, come a lui accaduto, provoca la morte tra atroci sofferenze.

Antonio ha ricevuto l’ordine di vigilare sui vagoni di amianto che erano stati sequestrati dalla Magistratura prima che fossero esportati nell’est Europeo. Bardato della sua divisa grigio antracite, con le sue stellette, lucidate tutti i giorni, Antonio ha obbedito agli ordini.

Gli venne detto: il finanziere non si ammala. La divisa lo protegge. Necessario che nessuno si avvicini per evitare che ci siano danni alla salute, ed Antonio ha obbedito. Fino a quando si è imbattuto nell’Avv. Ezio Bonanni e nell’ONA, era ormai il 2008, e aveva strani sintomi. Giovane leone, forte e coraggioso, accusava dolori pleurici e senso di soffocamento e problemi cardiaci.

La triste notizia: asbestosi polmonare

Aveva ricevuto quasi una sentenza di morte, Antonio, si preannunciava il mesotelioma della pleura, che lo avrebbe ucciso da lì a poco, oppure un arresto cardiocircolatorio.

Subito riformato dalla Guardia di Finanza, perché, evidentemente, inidoneo al serivizio: come può un militare continuare la lotta a difesa delle istituzioni democratiche se si è ammalato di asbestosi polmonare e pleuropatia?

Subito riformato, perché inabile al 100%.

Però, c’è il coniglio dal cilindro, nel riconoscimento della causa di servizio e di vittima del dovere, la malattia di Antonio non vale più il 100%, quando c’è da sborsare il risarcimento, allora, la sua malattia vale il 5%!

Anni e anni di lungaggini burocratiche, certificati e controcertificati, pareri, burocrazia, etc., ed ora l’azione giudiziaria.

Il valore della tutela della dignità umana

Antonio non si tira indietro, combatte per se e per gli altri, è un leone ancora indomito, e il suo ruggito scuote le coscienze, e impone, intanto, la bonifica delle caserme della Guardia di Finanza, ed ha l’apprezzamento anche del Comandante Generale, anche se privo del risarcimento, e con la pensione minima, perché non è stata riconosciuta quella privilegiata, è costretto a vivere nella ristrettezza economica.

Infatti, Antonio è sposato con la Sig.ra Monica ed hanno due figli piccoli, Anna, nata il 30.01.2007, e Matteo, nato 08.05.2013, e, nel gennaio 2014 la triste notizia: la riforma e il pensionamento del giovane Antonio (44 anni). Ciò nonostante con coraggio e determinazione, Antonio è riuscito ad essere un ottimo padre e, al tempo stesso un campione nella tutela della dignità di tutti gli esseri umani, un impegno civile che trascende la lotta contro l’amianto per affermare i valori della tutela della dignità di tutti gli esseri umani, civili e militari, giovani e maturi, uomini e donne, senza alcuna distinzione.

In un mondo che privilegia il profitto e che offende i valori fondamentali e il nucleo essenziale dei diritti della persona umana, l’ONA, che si ispira ai valori più alti, e alla più elevata civiltà giuridica, ha trovato, così come in Lorenzo, in Antonio, Nicola, e tanti altri, gli alfieri, ovvero coloro che portano la bandiera nel campo di battaglia dove si lotta per il bene, ora e per sempre.

Scopri l’impegno del nostro eroe dei tempi moderni:

Ali amianto: la corsa delle fibre colpisce gli aviatori

Neanche le ali della nostra Aviazione Militare riescono a preservare la vita e la salute dei nostri aviatori, impegnati nel pattugliamento dei cieli, e di chi a terra li sorregge, organizzando e costituendo, quindi, la spina dorsale della nostra arma azzurra.

Azzurra non solo per il colore delle divise, del cielo, e degli occhi dei giovani uomini e donne che si sono arruolati e si arruolano per l’affermazione dei valori più alti, di legalità, di giustizia, di difesa del suolo della patria, ma anche per la crocidolite, l’amianto blu.

Nicola Panei, Luogotenente dell’Aeronautica Militare, Servizio Antincendio, è ignaro di indossare delle divise di amianto. Le sue sono bianche, perché sono realizzate con la crocidolite, e lo dovrebbero preservare dal fuoco. Svolge un servizio attiguo agli aeromobili, quando sono alimentati dal carburante o in sede di atterraggio, pronto ad intervenire per ogni necessità.

Fino alla metà degli anni ’90, le tute e i guanti erano in amianto.

In amianto alcuni componenti degli aeromobili. Si ammala di asbestosi anche lui.

Questa folle corsa del male, rappresentato dalle fibre di amianto che si conficcano negli alveoli e li forano e giungono alla pleura, per il momento non ha ucciso Nicola, il quale combatte, anche lui, come Antonio, ed è tra i fondatori, nel 2008, dell’ONA e ora, della nuova associazione, l’Osservatorio Vittime del Dovere.

Tutela dei diritti delle vittime del dovere

Sono Vittime del Dovere”  coloro che hanno contratto infermità invalidanti, dalle quali possa seguire anche il decesso, in seguito, ovvero nel corso di missioni, qualsiasi ne sia la natura, a condizione che ci sia il riconoscimento di causa di servizio e determinate condizioni:

  • nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;
  • nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;
  • nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
  • per operazioni di soccorso;
  • in attività di tutela della pubblica incolumità;
  • in attività di prevenzione e di repressione dei reati.

Questa previsione di cui all’art. 1, comma 563 L. 266/05 è poi integrata dalle altre fattispecie, cui rientrano coloro che sono equiparati alle vittime del dovere.

Soggetti equiparati a Vittime del Dovere

Sono “soggetti equiparati alle vittime del dovere” coloro che sono allo stesso modo vittime per postumi invalidanti o decesso in seguito a missioni dentro e fuori i confini nazionali, sempre dipendenti da causa di servizio, con particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà (art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006).

Con il DPR 7 luglio 2006, n. 243 (in Gazzetta ufficiale, 8 agosto, n. 183): “Regolamento concernente termini e modalità di corresponsione delle provvidenze alle vittime del dovere ed ai soggetti equiparati, ai fini della progressiva estensione dei benefici già previsti in favore delle vittime della criminalità e del terrorismo, a norma dell’articolo 1, comma 565, della legge 23 dicembre 2005 n. 266″,  sono stati identificati i casi e l’ambito di operatività della discipòina della equiparazione alle vittime del dovere. L’art. 1 del DPR 243/06, in base all’art. 1 del comma 564, L. 266/2005, indica la platea di coloro che hanno diritto alla tutela, cui attribuisce le stesse “provvidenze le misure di sostegno e tutela previste dalle leggi 13 agosto 1980, n. 466, 20 ottobre 1990, n. 302, 23 novembre 1998, n. 407, e loro successive modificazioni, e 3 agosto 2004, n. 204″, riservate alle vittime del dovere.

Il dettaglio dell’art.1 del DPR 243/06

Questa norma 1 precisa che:

Ai fini del presente regolamento, si intendono:

a. benefici e provvidenze indicano le misure di sostegno e tutela previste dalle leggi 13 agosto 1980, n. 466, 20 ottobre 1990, n. 302, 23 novembre 1998, n. 407, e loro successive modificazioni, e 3 agosto 2004, n. 204;

b. per missioni di qualunque natura, le missioni, quali che ne siano gli scopi, autorizzate dall’autorità gerarchicamente o funzionalmente sopraordinate al dipendente;

c. per particolari condizioni ambientali od operative, le condizioni comunque implicanti l’esistenza od anche il sopravvenire di circostanze straordinarie e fatti di servizio che hanno esposto il dipendente a maggiori rischi o fatiche, in rapporto alle ordinarie condizioni di svolgimento dei compiti di istituto.

Coloro che in servizio nelle Forze Armate (Marina Militare, Esercito, Aereonautica Militare, Guardia di Finanza e Carabinieri),  e nel Comparto Sicurezza (Polizia di Stato, Polizia Municipale, Polizia Penitenziaria e Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco), ma anche nell’impiego pubblico e anche per coloro che non sono dipendenti subordinati, hanno subito dei danni alla salute in tale contesto, hanno diritto al riconoscimento delle prestazioni previdenziali connesse al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

I vari diritti delle vittime del dovere

Tutti coloro che sono stati riconosciuti vittime del dovere, hanno diritto ad ottenere:

  • Speciale elargizione vittime del dovere, nella misura di €2.000,00, per ogni punto di invalidità;
  • Assegno mensile vitalizio,  nella misura di €500,00 mensili a condizione che l’infermità conseguente al servizio sia almeno del 25%;
  • Speciale assegno vitalizio,  nella misura di €1.033,00 mensili;
  • Incremento della retribuzione pensionabile del 7,5%, per la pensione e indennità di fine rapporto;
  • Aumento figurativo di 10 anni di contributi INPS;
  • Esenzione dall’IRPEF;
  • Collocamento obbligatorio  in favore delle vittime, del coniuge e dei figli;
  • Borse di studio esenti da imposizione fiscale
  • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, anche per i medicinali di fascia C e in favore dei famigliari;
  • Assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • Esenzione dall’imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici;

I superstiti delle vittime del dovere

In caso di decesso della vittima del dovere, sussiste il diritto dei superstiti ad ottenere la liquidazione della prestazione.

Secondo l’art. 6 della L. 466/80, riferita soltanto alla speciale elargizione, identifica, secondo un preciso ordine, chi sono i superstiti:

  1. coniuge superstite e figli se a carico;
    figli, in mancanza del coniuge superstite o se lo stesso non abbia diritto a pensione;
    genitori;
    fratelli e sorelle se conviventi a carico.
    Fermo restando l’ordine sopraindicato per le categorie di cui ai numeri 2), 3) e 4),
    nell’ambito di ciascuna di esse, si applicano le disposizioni sulle successioni legittime
    stabilite dal codice civile

Discriminazione dei figli non a carico

Si evidenzia che i Ministeri, nell’applicare la disciplina di riconoscimento di vittima del dovere, applicano pedissequamente l’art. 6, L. 466/80, ed escludono dal diritto gli orfani, se non nel carico fiscale, nel caso di sussistenza del coniuge. Queste tesi sono state contestate dall’Avv. Ezio Bonanni, poiché la disciplina applicata dal Ministero è circoscritta alla speciale elargizione e perché sono intervenute successive modifiche normative che non selezionano gli orfani se a carico fiscale o meno.

In più, l’art. 20, L. 183/2010, che riconosce l’equiparazione a vittima del dovere di tutti coloro che hanno contratto patologie asbesto-correlate perché imbarcati nelle unità navali della Marina Militare, riconoscendo il diritto al risarcimento e allo status di vittima del dovere anche ai famigliari, non opera alcuna distinzione per gli orfani se, o meno, nel carico fiscale.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno ottenuto significativi risultati nella tutela dei diritti degli orfani non nel carico fiscale.

È il caso degli orfani del Capitano Sorgente, piuttosto che del sommergibilista Tiraferri Roffeni, e di tanti altri orfani che, ancora, tuttavia, debbono lottare per ottenere il riconoscimento dei loro diritti.

Anche la Corte di Cassazione si è pronunciata su questa problematica. Nel 2021 ha infatti emesso un’Ordinanza interlocutoria Civile Sez. 6 Num. 15224, tramite la quale ha chiarito di non aver ancora assunto una posizione chiara in merito.

Equiparazione a vittime del terrorismo

L’Avv. Ezio Bonanni è  uno dei pionieri della tutela delle vittime del dovere, con riferimento anche agli orfani non nel carico fiscale del genitore vittima del dovere.

Nel percorso legislativo e giurisdizionale, ci si avvia ad un complesso sistema di equiparazione delle vittime del dovere con le vittime del terrorismo (SS. UU. 22753/2018).

Già in precedenza, le Sezioni Unite, n. 7761/2017 hanno affermato il seguente principio: In tema di benefici in favore delle vittime del dovere e dei soggetti ad essi equiparati, l’ammontare dell’assegno vitalizio mensile è uguale a quello dell’analogo assegno attribuito alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, essendo la legislazione primaria in materia permeata da un simile intento perequativo ed in conformità al principio di razionalità-equità di cui all’art. 3 Cosi., come risulta dal ‘diritto vivente’ rappresentato dalla costante giurisprudenza amministrativa ed ordinaria”.

Sulla base di tale giurisprudenza, le vittime del dovere hanno gli stessi diritti delle vittime del terrorismo, pur non potendo, però, ampliare la platea degli aventi diritto, nel rispetto di SS. UU. 22753/2018. Quindi, l’assegno vitalizio, anche per le vittime del dovere, deve essere erogato nella misura di € 500,00, mensili.

Graduatoria delle vittime del dovere

Consulta la graduatoria delle vittime del dovere.

Risarcimento danni vittime del dovere

Coloro che sono vittime del dovere e i famigliari, oltre alle prestazioni previdenziali connesse al riconoscimento della causa di servizio, e, quindi, all’equo indennizzo, hanno diritto al risarcimento dei danni.

Le vittime del dovere hanno diritto al risarcimento di tutti i danni, patrimoniali, non patrimoniali, patiti e patiendi:

Risarcimento dei danni non patrimoniali

  • biologici (lesione all’integrità psicofisica)
  • morali (sofferenza fisica e interiore)
  • esistenziali (peggioramento qualità della vita)

Risarcimento dei danni patrimoniali

  • emergenti
  • lucro cessanti.

Le azioni dell’ONA per la tutela giurisdizionale delle vittime

Tra i servizi assicurati dall’ONA:

  • Costituzione di parte civile nel procedimento penale per chiedere il risarcimento dei danni da reato con la citazione del Ministero come responsabile civile;
  • Esercizio dell’azione civile presso il TAR competente, per far valere il diritto al risarcimento del danno del militare;
  • Esercizio dell’azione civile presso il Tribunale nel caso di dipendenti civili dello Stato, sia per il danno diretto della vittima primaria, che dei danni iure proprio dei famigliari;
  • Azione civile innanzi il Tribunale competente, in favore dei famigliari di militari vittime del dovere per il risarcimento del danno iure proprio.

Per saperne di più: Danni amianto: risarcimenti, rendite e benefici contributivi

Per approfondimento:

La condanna della Marina Militare al risarcimento del danno

Caro Pindaro…

Editoriale Alcanterini -Pindaro
Editoriale Alcanterini

Caro Pindaro…: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Ecco, siamo arrivati a dama o se volete al dunque. Perché siamo alla vigilia della tradizionale transumanza estiva, quella dell’inizi agosto, ovvero del trasferimento dalla stanza dello smart working, del computer e dei faldoni trasferiti dall’ufficio, al soggiorno o se preferite in cucina o in sdraia sul balcone, protetti dalla crema solare, ma non dagli sguardi indiscreti, seppure socialmente distanziati, dei vicini.

Francamente, le odi televisive, scontate quanto l’ennesimo scudetto alla Juve, sulla conclusione forzata di un campionato tra professionisti senza la giustificazione del pubblico, ci hanno restituito alla noia, all’apatia di una vita senza emozioni.

Numero Verde Assistenza ONA

Pindaro, senza attività sportiva siamo senza speranza

Altro che stretti a coorte dal Coronavirus, con inno di Mameli e tricolore alle finestre. Ormai sappiamo che senza stimoli da opportunità agonistica, prof o non prof, non si va da alcuna parte. L’atletica ci sta provando, ma si va in discesa. La Formula Uno ha portato a casa il nulla salvo la catastrofe Ferrari, a conferma che di galli a cantare non se ne possono avere mai più di uno…

Il ciclismo rinvia i Giri e il tennis i Tornei titolati. E allora, caro Pindaro, dopo l’annuncio di una proroga del fermo da emergenza COVID sino alla metà di ottobre, con buona pace anche tua, ci sarà poco da immaginare voli ed enfatizzare gesta. Poi, se proprio vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, abbiamo sempre un margine di riflessione in più, per aggiustare il tiro, per pensare ad un futuro che minaccia di essere sostanzialmente diverso dal passato. Molte cose, alla luce di quel che sta capitando, non avranno più senso e spazio.

Altre verranno trascinate in avanti in osservanza alle pastoie della burocrazia, per poi essere inesorabilmente spazzate via dallo stato di necessità, com’è già avvenuto e sta avvenendo. Dunque, da settembre avremo la Legge Delega sullo sport corredata dai Decreti attuativi e la messa in moto potenziale di un’attività progettualizzata di Federazioni, Enti di Promozione e Associazioni Benemerite da imputare al 2020, ma con proiezioni sul 2021, con intermezzi congressuali complicati da nuove regole, a cominciare dal limite al numero dei mandati, con effetto retroattivo.

Attenzione alla ripartenza post vacanze

Naturalmente, la vera scommessa sarà quella di far fare più sport agli italiani, avendo però la macchina ferma da mesi e mesi, non adeguata e in attesa del carburante. Infine e non ultimo, sport a parte, attenzione, la ripartenza post vacanze in genere si identifica con la riapertura delle scuole. Ma sappiamo che quest’anno sarà diverso e non soltanto per il problema dei nuovi banchi, mentre si pone anche la questione dei seggi elettorali da spostare in altre sedi in occasione degli election day, il 20 e 21 settembre, quando in Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Puglia, Campania e forse la Valle d’Aosta si andrà al voto, come in 1.164 comuni e due collegi uninominali per il Senato in Veneto e in Sardegna.

Se consideriamo che al tutto si abbinerà il referendum sul taglio dei parlamentari nazionali, si arriva facilmente anche a capire il motivo di quanto sta già capitando da giorni con il tam – tam quotidiano di note giudiziarie, di inchieste, con toni esagerati, modi esagitati e palesi campagne mediatiche strumentali in crescendo rossiniano. Per i prossimi due mesi nulla sarà risparmiato, dato che la posta in gioco è come sempre altissima, compresa la gestione dei miliardi del “recovery”, piuttosto che del “MES”. Preparatevi all’anticipazione dei botti di capodanno perché, caro Pindaro, smentendo la tua massima valoriale, probabilmente non vinceranno, né perderanno, i migliori.

La storia dell’orso: da M49 a Beethoven

M49
M49

L’orso bruno, M49, sembra si trovi da qualche parte con l’irriducibile settantottenne Graziano Mesina, altro Papillon d’Italia, specializzato in fughe e latitanze.

Diciamo, come per la “quinta sinfonia” di Beethoven, che l’orso e l’uomo lottano contro il fato e magari lo vincono. In realtà, si tratta di una metafora adatta per il Bel Paese, da cui si evince che i proverbi e i detti popolari hanno senso e contenuto.

Infatti è proprio della pelle dell’orso che dovremmo parlare, di quella pelle che troppo spesso viene venduta ben prima che l’orso sia stato ucciso. Buon per M 49, direte voi e buon per il bandito di lungo corso sardo, diranno i romantici, che sulla latitanza dei briganti hanno costruito il mito ed il novellare popolare, da Fra Diavolo a Musolino, da Ghino di Tacco a Giuliano…

Numero Verde Assistenza ONA

L’orso clandestino è il nostro spirito guida

E allora? E allora, allora quasi quasi verrebbe la voglia di scappare anche a noi ed andare a latitare fuori dalle balle. Ma è mai possibile che in Italia si sia sempre all’inseguimento di qualcuno, dopo che gli si consentito tranquillamente di fuggire? D’altra parte se non crollassero indebitamente i ponti, non ci sarebbe motivo né occasione di battere i record di ricostruzione, né tanto meno di andare al recupero dei 184 evasi dal “CARA” di Caltanisetta, piuttosto che delle centinaia di migliaia di “invisibili” clandestini che circolano dalle spiagge alle campagne, alle periferie ed ai centri nevralgici delle nostre città, peraltro invase dal pattume e dai cinghiali, senza nulla togliere ai sorci.

Adesso che l’oro è salito a 1973,5 dollari l’oncia, che tutti coloro che hanno trattato camici e mascherine rischiano scendere nel profondo delle bolge di dantesca memoria, che si profila finalmente il ritorno dei medici scolastici, sempre causa COVID, piuttosto che dei mono-banchi a rotelle e che Fauci annuncia il vaccino per ottobre, giusto in tempo per le 59 e elezioni presidenziali negli USA, il gossip, che non risparmia nessuno e tanto meno Palazzo Chigi, mi fa pensare a chi si occupava nel passato della comunicazione istituzionale, col massimo rispetto per i colleghi del presente.

Mi riferisco ad Antonio Ghirelli che, giunto al culmine di una carriera prestigiosa, si fece carico prima del Presidente più amato, Sandro Pertini e poi di un Capo del Governo molto impegnativo, Bettino Craxi. Ma questa è davvero un’altra storia, purtroppo adesso i conti vano fatti con chi c’è e pure con chi non c’è, perché in fuga, come l’orso M49, Grazianeddu e Ludwig sulle note della sua universale quinta sinfonia, giusto quella che sta salutando il nuovo Ponte di Renzo Piano, quello dell’altra Italia, a Genova.

Il rumoroso silenzioso amianto

Smaltimento Amianto
Smaltimento Amianto

Aumenta il numero dei mesoteliomi e dei casi di patologie correlate del silenzioso amianto nel 2019. Presto i nuovi dati aggiornati all’estate del 2020.

Malattie asbesto correlate: i dati aggiornati al 2020

Il mesotelioma, da quello pleurico, alla tunica vaginale del testicolo, senza dimenticare il cancro del peritoneo e del cuore (mesotelioma del pericardio), sono solo le sentinelle della più vasta epidemia da amianto che la fibra killer continua a provocare.

I tempi di latenza sono molto lunghi, e il minerale è stato utilizzato in Italia, ancora, fino all’aprile del 1993, data in cui è entrato in vigore il divieto di estrazione e produzione sancito dall’art. 1, L. 257/1992.

I lavori della Commissione Amianto

Il Ministro dell’Ambiente, Generale Sergio Costa ha istituito la Commissione Amianto del Ministero dell’Ambiente di cui l’ONA rappresenta la cabina di regia. La Commissione è presieduta dal Dott. Raffaele Guariniello, che detta l’agenda dei lavori.

L’Avv. Ezio Bonanni, unitamente al Gen. Gianpiero Cardillo, Commissari, hanno già elaborato una serie di proposte rimesse all’attenzione del Sig. Ministro, Gen. Sergio Costa, ed hanno auspicato che la direttrice di azione della Commissione, ruoti sulla prevenzione primaria, evitare ogni forma di esposizione ai minerali di asbesto, così da evitare i danni alla salute e, dunque, mettere fine all’epidemia da amianto.

Killer silenzioso amianto

Secondo lo Iarc 2012 (International Agency for Research on Cancer – nell’ultima monografia), tra le neoplasie causate dall’esposizione all’amianto rientrano anche il cancro alla laringe e alle ovaie, ed, inoltre è stata confermata l’associazione tra esposizione ad amianto e maggiore incidenza di cancro alla laringe, allo stomaco e al colon retto.

L’epidemia del silenzioso amianto nel 2020

Ad oggi, il mesotelioma, il tumore che si origina dalle cellule del mesotelio per effetto delle fibre di amianto (che ne costituisce l’esclusiva causa di insorgenza), rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini sia nelle donne; una macabra contabilità che non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto correlate, molto meno rare.

Secondo i dati pubblicati su “I numeri del cancro 2016 di Aiom/Airtum”, in Italia, sono stati circa 1.900 i nuovi casi diagnosticati, con un particolare incremento oltre i 50 anni, un dato che va ben oltre quelli diffusi da ONA, rappresentativa delle vittime dell’amianto. Un nuovo “big killer” che silenziosamente si fa spazio nella quotidianità di ognuno di noi.

Nel libro bianco, pubblicato il 19.06.2018, sono stati confermati questi dati con un numero di decessi per il 2017 non inferiore ai 6000, e questo dato di fatto è stato confermato anche per il 2019, come presto sarà ulteriormente reso noto dall’ONA.

Nel corso del 2020, la pandemia da Covid-19, ha accentuato il numero dei decessi tra coloro che sono stati esposti ad amianto.

Le proposte dell’Avv. Ezio Bonanni alla Commissione Amianto

Nel corso dei lavori della Commissione Amianto finalizzati alla redazione di un testo tecnico-giuridico che il Ministro dell’Ambiente porterà al più presto all’esame del Consiglio dei Ministri, l’Avv. Ezio Bonanni ha formulato una serie di proposte, tra le quali:

assistenza ona

La strage del silenzioso amianto nel mondo

“Sulla base delle evidenze scientifiche, e alla luce dell’elaborazione dei dati epidemiologici – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto -, riteniamo che la possibilità di valutazione di un aggiornamento dei riconoscimenti Inail sia doverosa. Ricordiamo che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono oltre 107.000 i decessi tra i soli lavoratori italiani per patologie asbesto correlate.

Ed è proprio per questo – continua l’Avvocato – che il nostro obiettivo è quello di far emergere la pericolosità di questa esposizione in toto (riferita anche ad altre patologie, non solo a quelle contemplate nelle tabelle Inail), proprio per riuscire a tutelare i cittadini nel modo più integro possibile”.

Segnalazione dei casi di patologie asbesto correlate

L’ONA, prosegue con le sue indagini epidemiologiche proprio a dimostrazione della correlazione tra l’esposizione all’amianto e una maggior incidenza di tumori riconosciuti, oltre al mesotelioma, non solo attraverso le segnalazioni alle varie sedi e attraverso i suoi iscritti, ma anche attraverso la piattaforma web ONA REPAC, alla quale tutti i cittadini possono accedere, segnalando, in modo anonimo, casi di patologie di asbesto correlate e avere tutte le informazioni dell’impatto che questo killer silenzioso riversa sulla salute umana, ben oltre la rilevazione dei casi già noti di mesotelioma.

I numeri della strage nel 2019:

  • 6.000 decessi per patologie asbesto correlate
  • 1.900 i nuovi casi di mesotelioma, secondo i dati pubblicati da “I numeri del cancro in Italia 2016 di Aiom/Airtum”.
  • 1 su 234, gli uomini in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.
  • 1 su 785, le donne in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.
  • 4% i decessi oncologici per mesotelioma in entrambi i sessi.
  • 2.732, i pazienti ad oggi, in Italia, con diagnosi di mesotelioma.
  • 2.400 sono le scuole italiane in cui sono presenti amianto e i materiali di asbesto.
  • 1 su 5, gli istituti nel Lazio in cui è stata riscontrata la presenza di amianto.
  • 844 i casi di mesotelioma maligno “accertati” dal 2001 al 2015, registrati nel Lazio.
  • 1.000 gli anni necessari per rimuovere totalmente ogni traccia di amianto dal nostro territorio.

Futuro provvisorio e arcano

Soldi - futuro
Soldi

Futuro provvisorio e arcano: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

“Arcano è tutto, fuor che il nostro dolor…”, affermava Giacomo Leopardi nell’Ultimo canto di Saffo. Ecco, questo mi pare un modo per rappresentare lo stato d’animo di chi ieri tributava ovazioni trionfali all’Avvocato Giuseppe Conte, reduce dal Summit per il Recovery Fund a Bruxelles e domani, anzi già da oggi trova e troverà argomenti per manifestare sentimenti diversi.

In realtà, ogni evento, benché positivo, come una nascita o un matrimonio, può riservare futuro incerto, salvo la certezza di una dipartita con relativi lai, magari di circostanza. Ecco dunque che sul concetto di arcano ci dovremmo soffermare, concentrare, perché è proprio nell’alea d’imponderabilità che accompagna da decenni il nostro divenire, che si nasconde l’insidia. Francamente era più percepibile la dimensione del vantaggio o del rischio al tempo delle lire, perché oggi i miliardi sono divenuti milioni e i trilioni miliardi, con la conseguenza che veniamo meno impressionati dalle cifre e siamo più inclini a lasciarci andare.

Numero Verde Assistenza ONA

Un futuro incerto per la nostra Italia

La cosa che comunque deve farci riflettere è che ottanta miliardi di euro si sono involati come bonus a vario titolo, senza lasciare il segno tangibile di un investimento; che si parla di un ulteriore scostamento per altri venti miliardi e che non si esclude che alla fine si ricorra anche al MES, posto che il fondo perduto di ottanta e il prestito agevolato per differenza sino a 209 miliardi, ottenuti con il Recovery, non sono immediatamente disponibili.

Quindi, nella aleatorietà virale – che ci lascia tra color che son sospesi forse o almeno sino al 31 di ottobre, salvo impennate autunnali – il rischio che corriamo è quello di vedere sfumare le residue risorse rimaste in casa, senza agganciare nulla che sia poco più che effimero. Insomma, il coraggio di governare o lo hai o non lo hai.

Ci sono milioni di pensionati minimi e medi anche con piccole partite iva che non hanno preso palla, altri che vivono di un reddito, quello di cittadinanza, che non ha innescato nemmeno il meccanismo dei lavori socialmente utili. Ci sono provvidenze in corso per incentivare attività improbabili e mobilità senza senso compiuto, come quella in monopattino, ma dall’altra parte viviamo di ipotesi ed annunci, in specie per quelli irrinunciabili e urgenti, come gli interventi sulle infrastrutture e i servizi primari.

Se i miliardi sono ormai noccioline, attenzione che non ci vorrà molto a sgranocchiarli e poi? Poi affronteremo di nuovo l’arcano nell’unica certezza del dolore, ma nel frattempo avremo adempiuto ad un passaggio essenziale, come quello della Elezione del Presidente della Repubblica con i parlamentari di questa Legislatura, che dopo il trionfo di Conte sopravviveranno con questo Governo, sino a fine mandato, per gestire il provvisorio del futuro, salvo l’arcano del presente.