Vittime del dovere: Antonio Dal Cin in trincea

Mesotelioma, asbestosi, tumore del polmone, sono alcune delle tante malattie che l’amianto provoca ai militari italiani (Marina, Esercito e Aeronautica) sono queste le patologie che affliggono nell’ultimo secolo le vittime del dovere. Questa la tesi dell’avvocato Ezio Bonanni che fin dal 2010 ha perseguito e ottenuto il riconoscimento dei diritti dei militari vittime di amianto, dimostrando il sinergismo anche con il programma vaccinale errato, perché somministrato nell’immediatezza della partenza per le missioni, e per di più con additivi dannosi per la salute.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha reso pubblici i dati relativi al danno subito dai militari, in Italia e nelle missioni, e ha costituito il Dipartimento di assistenza per ottenere il riconoscimento delle prestazioni di Vittime del Dovere, a cui tutti si possono rivolgere.

Per ulteriori, maggiori informazioni sulle ultime sentenze è possibile consultare la voce vittime del dovere sul sito dell’avv. Ezio Bonanni.

La nostra Redazione ha intervistato sia Antonio Dal Cin che l’avv. Ezio Bonanni. Antonio Dal Cin, eroe civile, finanziere vittima di amianto, malato di asbestosi, purtroppo allo stato terminale, mentre l’avv. Ezio Bonanni, pioniere in Italia della rappresentanza e difesa delle vittime di amianto, presidente dell’associazione ONA.

Antonio, ti sento ancora combattivo, sembra che l’amianto non ti abbia ucciso nell’animo?

Con l’aiuto di Dio sono ancora in vita. Sono stato esposto per motivi di servizio all’amianto killer e per questo congedato dalla Guardia di Finanza (infatti ho l’asbestosi pleurica che mi è stata valutata al 70% al momento del congedo). Nonostante il riconoscimento della causa di servizio e il congedo causato sempre per la patologia asbesto correlata (l’asbestosi appunto), ancora a tutt’oggi l’Amministrazione ritarda la liquidazione di quanto mi è dovuto, a titolo di vittima del dovere (per il momento ho ottenuto solo il 5%, tenendo conto della gravità di questa patologia), nonostante l’impegno dell’avv. Ezio Bonanni, che ha ottenuto un vero e proprio miracolo la prova dell’amianto e dell’esposizione alla fibra killer nella Guardia di Finanza che ha dovuto riconoscere che la mia malattia, l’asbestosi polmonare, ha avuto origine dall’attività di servizio. Sto lottando non per me, ormai sono inchiodato sul letto di morte, respiro con la bombola di ossigeno. Quanto per gli altri miei colleghi finanzieri, ancora esposti a rischio amianto, e per i miei figli di 5 (Matteo) e 11 anni (Anna).

Antonio, perché questa sottovalutazione nel riconoscimento dei tuoi diritti?

Purtroppo c’è stata esposizione ad amianto tra i Finanzieri, nell’Esercito, nella Marina e nell’Aeronautica, e il numero dei caduti e dei malati è altissimo. Una strage. Le superiori gerarchie per molto tempo hanno teso a negare il rischio amianto, solo ora grazie al lavoro dell’avv. Ezio Bonanni, comincia ad emergere la verità nuda e cruda e dico che bisogna continuare a lottare, per noi, per i nostri figli e per un mondo migliore liberi dall’amianto. Il mio motto è “liberi dall’amianto, si può e si deve”.

Antonio, come spieghi la tua forza morale, con un corpo così dilaniato dalle fibre killer di amianto?

Innanzitutto sto seguendo scrupolosamente il protocollo sanitario ONA che è stato elaborato per me dal Prof. Luciano Mutti e che per il momento ha bloccato la degenerazione cancerogena dell’asbestosi polmonare ed è per questo che sono ancora in vita. Non appena la fibra killer riuscirà ad innescare il cancro, in particolare il mesotelioma per me sarà la fine. Di questo sono consapevole, infatti il mio cuore cosiddetto polmonare è affaticato perché le fibre di amianto ormai hanno indurito il polmone e il cuore fa fatica. Quindi avendo una patologia cardiaca asbesto correlata, sarebbe quasi impossibile per i chirurghi estirpare la pleura e con essa il cancro per questo sto prendendo dei farmaci antiossidanti e antitumorali in chiave preventiva. Alte dosi di vitamina C, altri farmaci riparatori cellulari, alimentazione anticancro come ad esempio l’assunzione di pomodori e altri alimenti salutari, ho abolito la carne. Naturalmente mi resta poco da vivere lo so, tuttavia intendo continuare la mia lotta di verità e di giustizia.

Antonio, qual’è il tuo impegno nell’ONA?

La mia non è soltanto una malattia, perché sostanzialmente sono stato e sono ad oggi ostaggio della burocrazia italiana (attendo da 70 mesi la notifica del decreto di riconoscimento di vittime del dovere). Che poi dovrà essere impugnato dal mio legale, l’avv. Ezio Bonanni a causa di quell’assurdo punteggio del 5% che mi è stato attribuito e che contraddice la valutazione medico legale del Dipartimento militare di medicina legale di Roma che a suo tempo mi ha proposto il congedo a causa della mia patologia.

Mi impegno nell’ONA per ottenere la tutela dei diritti dei militari vittime di amianto.

Abbiamo intervistato anche l’avv. Ezio Bonanni…

Avvocato, per quale motivo Antonio non ha ancora ricevuto la notifica di riconoscimento di vittima del dovere?

Innanzitutto Antonio è un miracolato. Già nel 2012 i sanitari gli avevano dato poche aspettative di vita, più che altro a causa della compromissione cardiaca, provocata dall’asbestosi, a sua volta generata dalle fibre di amianto, eppure il buon Dio ha voluto che egli sopravvivesse, che nonostante fosse fortemente provato, trova la forza per combattere, è uno dei pochi, gli altri sono quasi tutti già deceduti.

Recentemente sono stato udito dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sui rischi per i militari. I nostri ragazzi sono morti a migliaia per l’amianto, uranio impoverito e la pratica vaccinale. Quando ho dichiarato nel corso della mia audizione è stato confermato nella Relazione finale che è stata inoltrata anche all’autorità giudiziaria. Nella sola Marina militare, per le sole segnalazioni presso la Procura di Padova risultano 1101 casi solo per la Marina e solo per l’amianto. Cosa dobbiamo attendere di più? Dobbiamo forse attendere una maggiore strage di questa? Purtroppo non c’è attenzione da parte della stampa, e soprattutto di chi ha la responsabilità della sicurezza e ci sono ritardi nel riconoscimento di qualità di vittime del dovere. Che poi più che vittime del dovere, quì si tratta di vittime del lavoro.

Ho ottenuto importanti sentenze di riconoscimento con equiparazione di vittime del terrorismo, siamo di fronte ad uno Stato terrorista. Ormai le vittime dell’amianto sono equiparate alle vittime del terrorismo. L’amianto colpisce come le bombe delle stragi terroristiche, in modo sempre vigliacco come vigliacchi sono coloro che negano i diritti delle vittime. Ammiro Antonio Dal Cin perché nonostante la sua sorte sia segnata le condizioni economiche molto disagiate dopo il congedo (percepisce una pensione da fame e aspetta da 70 mesi la liquidazione delle prestazioni dovute che lo Stato dice dovute, perché ha riconosciuto la causa di servizio) riesce a resistere e ad alimentare la fiamma della libertà e della giustizia, e guida il coordinamento dei militari e famigliari vittime dell’ONA, la più organizzata e indipendente associazione di vittime dell’amianto.

Riusciremo a liberare le Forze Armate dall’amianto?

Purtroppo l’amianto è stato utilizzato in tutte le installazioni e le strutture mezzi d’arma delle nostre forze armate (Marina, Aeronautica ed Esercito) e purtroppo ancora oggi ci sono condizioni di rischio. Certo le condizioni vanno migliorate, però ci sono stati e ci sono molti esposti amianto e purtroppo ci saranno ancora tanti altri casi che lo ricordo è stato un finanziere solo che gli è stato ordinato di eseguire attività di servizio e di vigilanza con materiali di amianto presente, come se la divisa da finanziere potesse proteggerlo dalla fibra killer che invece si è conficcata nei suoi alveoli polmonari con miliardi di fibre e quindi ha provocato l’asbestosi.

Quali sono i diritti delle vittime di amianto?

Per approfondire quali sono i diritti delle vittime di amianto è possibile consultare i nostri siti istituzionali. Il sito dell’Osservatorio Nazionale Amianto e quello del mio studio legale.

 

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