23.7 C
Rome
giovedì, Agosto 13, 2026
Home Blog Page 386

Con il San Giorgio, cambia il tempo, non è più tempo!

Ponte San Giorgio
Ponte San Giorgio

Con il San Giorgio, cambia il tempo, non è più tempo!: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Ponte San Giorgio, una tragica realtà

Non penserete mica che mi stia inventando semplici giochi di parole? Macché, dopo l’inaugurazione del Ponte San Giorgio, sul Polcevera, a Genova, faccio sul serio. Credo proprio che non ce ne sia più per nessuno.

La pietra di paragone è volata in campo, come il dado di Giulio Cesare, prima di passare il Rubicone, verso Roma e il suo destino. Dunque, “alea iacta est ! “ .

Ieri a celebrare la serietà del momento, a riconoscere l’estrema concretezza di una parte del Paese, c’erano le massime cariche dello Stato. Ma c’erano anche quelli che ci hanno messo la faccia e l’anima. C’erano coloro che il Ponte lo hanno progettato e realizzato a tempo di record e a regola d’arte, a cominciare da Renzo Piano.

Numero Verde Assistenza ONA

Da adesso in poi non sarà più possibile traccheggiare, invocare i tempi della burocrazia, compresi gli inesorabili ricorsi al TAR. Dunque, da adesso in poi, basta con le contraddizioni in fatti e termini.

Come dire che, se i migranti economici clandestini arrivano a Lampedusa e vengono riorganizzati nelle navi da quarantena, arrivate e in arrivo in Sicilia, ne consegue che gli umani là confinati devono essere considerati da subito degli indesiderati in odore di illegalità e in attesa di ripartenza per i luoghi d’origine, piuttosto che dei sequestrati in barba alle leggi nazionali e internazionali.

Ripresa della scuola e dello sport

Almeno, dal discorso pronunciato dal Presidente del Consiglio, avvocato Giuseppe Conte, questa sembra essere la prospettiva. Con tanti saluti all’ex ministro Salvini, che sulla Diciotti e la Open Arms si era limitato a bloccare decine di persone. Adesso, il restringimento rischia di assumere proporzioni bibliche, visto che di mezzo ci sono fughe a mitraglia di “rivoltosi” dagli Hotspot e serie minacce di contagio.

Cambierà dunque velocemente il tempo. Perché non c’è più tempo, soprattutto in vista delle consultazioni regionali del 20/21 settembre, quando saranno ancora lontani i soccorsi da Recovery e MES, quando si sarà alle prese con la non semplice ripresa dell’attività scolastica.

Il mondo dello sport, invece, sarà ancora intento a districarsi dal ginepraio del nuovo assetto, dal conflitto delle competenze vecchie e nuove tra CONI, Sport & Salute e Ministero, al numero dei mandati presidenziali e delle competenze ridefinite.

La maggioranza dei presidenti federali uscenti rischia la decapitazione, salvo congressi bulgari e anticipati rispetto all’entrata in vigore della nuova Legge Delega sullo Sport. Ma a che gioco vogliamo giocare? Tira aria di ripensamenti. Cambia il tempo e non è più tempo!

Sport e salute: l’impegno dell’ONA

Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Bonanni hanno partecipato al Salone D’Onore del CONI a Roma. Il tema trattato è quello dello “Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l’amianto!“.

Infatti l’ONA è in prima linea per garantire la bonifica di tutti i siti contaminati d’amianto, che spesso sono scuole o centri sportivi. Tutti i cittadini possono segnalare anonimamente la presenza di siti contaminati tramite l’app su Google Play Store  “Mappatura amianto“.

Crema e le anime scampate al rogo

Crema Rogo
Crema Rogo

Crema e le anime scampate al rogo: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Un soccorritore, come Manrico, protagonista del Trovatore di Verdi, canta : “…Di quella pira l’orrendo foco /Tutte le fibre m’arse avvampò!…/Empi spegnetela, o ch’io tra poco/ Col sangue vostro la spegnerò…”.

Sono ormai passati centosessantasette anni dalla prima di quell’opera al Teatro Apollo di Roma e appena due giorni dal rogo di Crema. Questo sembra aver risvegliato le coscienze critiche di tanti, rispetto al reale civismo di pochi.

Una donna a Crema, nel Campo del Mezzo, pare abbia voluto concludere il suo disagio terreno, scegliendo forse lucidamente la soluzione purificatrice del fuoco, liberando la sua anima. Quando analogamente, cinquantuno anni fa, Jan Palach ed i suoi amici emuli a Praga, come i bonzi vietnamiti, scelsero di immolarsi tra le fiamme, per un nobile intento, qualcuno tentò di salvarli senza riuscirci. Ma sicuramente altri si preoccuparono di documentarne l’estremo gesto, consegnandoli ad un ruolo determinante per il divenire della storia.

Rogo di Crema: incenerire per punire o per purificare?

L’inferno viene immaginato come un luogo di pena, dove le fiamme sono un miraggio, la speranza di potersi liberare da eterne afflizioni fisiche, salvando l’anima. Qui nasce il conflitto tra il dovere di salvare e il diritto presunto di assistere all’olocausto, piuttosto che quello di uccidere, come perverso abuso dell’immaginifico, che si riverbera sull’immaginario, sino alla proliferazione collettiva, sino alla condivisione dei video da cellulare, proprio a significare la straordinarietà, la sublimazione di chi sul rogo ci finisce accidentalmente o volontariamente, piuttosto che costretto e quindi oggetto di attenzioni finanche morbose.

Ma vogliamo ricordarci dei tanti beatificati ed elevati a santità, dopo essere stati purificati loro malgrado, da San Lorenzo, a Santa Barbara, a Sant’Eustachio con l’intera famiglia ? Vogliamo ricordarci di chi, oggi come ieri, è di certo piromane e non di meno assassino? Chi è autore delle migliaia d’incendi che da anni costellano l’Italia dei Fuochi? Questi condannano a morte milioni di esseri animali e vegetali, oltre che non pochi umani, peraltro vittime anche dei mefitici veleni sprigionati.

Numero Verde Assistenza ONA

Divampare delle fiamme: i casi nella storia

Vogliamo rimembrare la fine orrenda inflitta a Jacques de Molay, Gran Maestro dell’Ordine dei Templari e all’eroina Patrona di Francia, Giovanna d’Arco, piuttosto che a Girolamo Savonarola e a Giordano Bruno. Ricordiamo anche le migliaia di donne dichiarate streghe e arrostite in nome di Dio, nel corso di secoli. In questo periodo,infatti, l’umanità si è distinta per il suo senso criminale e distruttivo, orientato alla soluzione finale, giusto attraverso il fuoco, come avvenuto per milioni di sventurati nei forni dei lager o con l’atomo elevato a fusione e ad ignobile potenza, il nucleare fatto bomba, come capitò ad Hiroshima e Nagasaki, nel 1945.

Aver deciso di attaccare le Torri Gemelle a New York l’ 11 settembre del 2001, uccidendo e carbonizzando almeno tremila esseri umani, per ragioni di terrorismo a matrice estremista religiosa, non fa differenza con l’orribile morte cui sono stati condannati Marco Gottardi e Gloria Trevisan, i due architetti italiani arsi vivi con altre settanta persone nella Torre Grenfell , a Londra, tre anni fa. Inoltre non differisce da per coloro che, ogni giorno, le vite le perdono o le salvano per missione e professione, appunto i Vigili del Fuoco.

Dalla Roma Imperiale, di neroniana memoria, rispetto al divampare del fuoco e quel che rappresenta, nulla è cambiato se non i mezzi e le tecniche di spegnimento. Tutto dipende da come si previene e ci si organizza, purché se ne abbia vero intendimento.

Lo abbiamo capito anche per quel che è accaduto a Parigi e Nantes, come in altre diciannove chiese, in Francia. Lì l’incuria e la dabbenaggine non hanno che favorito la condanna delle Cattedrali all’incenerimento.

Rogo di Crema: la mancanza di forme di prevenzione

Al riguardo faccio un’annotazione, spero a breve futura memoria. Ma è mai possibile che in auto non corra l’obbligo di avere la dotazione di un estintore, come elemento principe di salvaguardia per sè e gli altri? Poche decine di euro avrebbero salvato e potrebbero salvare la vita di tanta gente, compresa quella povera donna a Crema, resasi torcia per illuminare la nostra vocazione all’indifferenza ed alla rassegnazione.

Un minimo barlume di saggezza avrebbe evitato l’incenerimento della nostra antica sapienza, con l’incendio della Biblioteca ad Alessandria d’Egitto, nel 270, quando a Palmira regnava Zenobia e il distruttore era Aureliano, prima che, con i suoi Editti da Costantinopoli, Teodosio I, nel 391 e nel 393, desse il colpo di grazia alla cultura pagana, dalle opere letterarie ai Giochi Olimpici, stoppati alla loro duecentonovantatreesima edizione.

Infine, torno a Giordano Bruno. Prima che gli fosse rinserrata la lingua con una mordacchia, urlò ai cardinali inquisitori Mandina, Pietrasanta e Millini: “Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam!”. Così, il 17 febbraio 1600, il frate domenicano, rivoluzionario filosofo, illuminato assertore dell’infinito cosmico, terminava i suoi giorni terreni su di una pila di legna in Campo dei Fiori, denudato, legato ad un palo, arso vivo , salvo la sua anima scampata per nostro libero beneficio dal rogo, mentre i “caravaggeschi” romani di allora ne gettavano a Fiume quel che di fisico restava: cenere, soltanto cenere.

L’ONA e l’azione di tutela per i Vigili del Fuoco

Tra i rischi più rilevanti per i Vigili del Fuoco, vi è quello delle fibre di amianto. Infatti è dimostrata una più elevata incidenza di malattie asbesto correlate.

Oltre al mesotelioma, infatti, si manifestano molti casi di tumore del polmone, alla laringe, o alla faringe. Questa è la prova che vi è stata e vi è elevata esposizione alle fibre di asbesto a ad altri cancerogeni.

Per tali motivi che l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni sollecitano la sorveglianza sanitaria. Inoltre le azioni di prevenzione primaria dell’ONA si sono manifestate nel convegno che si è svolto in data 06.12.2016. In più le azioni dell’ONA hanno comportato il riconoscimento della qualità di vittima del dovere.

Dal Cin: finanziere esposto amianto vittima del dovere

Antonio Dal Cin
Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin vittima amianto: riconosciuto vittima del dovere

Antonio Dal Cin vittima amianto. L’appuntato scelto in congedo della Guardia di Finanza, Antonio Dal Cin colpito da asbestosi polmonare e fibrosi pleurica ottiene il riconoscimento di causa di servizio e vittima del dovere. L’Avv. Ezio Bonanni continua nella difesa legale di Antonio Dal Cin vittima amianto.

Vittima amianto Guardia di Finanza: equiparazione a vittima del dovere

Nel caso di infermità contratte per il servizio, per esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, deve essere inoltrata la richiesta di causa di servizio:

L’ONA ha costituito l’Osservatorio Vittime del Dovere, associazione di promozione sociale. È apartitica e senza fini di lucro. L’“Osservatorio Vittime del Dovere”, rappresenta e tutela il personale Civile e Militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza.

Sono riconosciuti vittime del dovere anche coloro che non sono dipendenti pubblici, a condizione che svolgano un’attività indicata nell’art. 1,  co. 563, L. 266/05. Sono equiparati alle vittime del dovere coloro che particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà, ai sensi dell’art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006.

Il riconoscimento di vittima del dovere

Le vittime del dovere in Guardia di Finanza

Amianto, uranio impoverito, vaccini. Lesioni per infortunio o attentati. È variegata la classificazione del rischio per i finanzieri, i quali lottano contro l’evasione fiscale e i crimini valutari.

Antonio ha lavorato una vita nella Guardia di Finanza, si è speso contro l’evasione fiscale e per la tutela dell’ambiente e della legalità. Nello svolgimento del suo servizio è stato esposto ad amianto, anche per l’utilizzo dell’edilizia che se ne è fatto nelle caserme (eternit – cemento amianto, coibentazioni dell’impiantistica, coppelle che avvolgevano le tubolature, pareti isolanti, tute antincendio).

Antonio Dal Cin vittima amianto: asbestosi e fibrosi pleurica

Antonio Dal Cin ha i polmoni pieni di amianto. Durante il servizio prestato presso il Corpo della Guardia di Finanza, il Sig. Dal Cin, come motivato nelle more del ricorso depositato innanzi al Giudice del Lavoro del Tribunale di Latina, ha prestato il suo servizio in maniera non cautelata, in pericolo per la sua salute, a polveri e fibre di amianto.

Presso l’istallazione della Guardia di Finanza di Prosecco (TS), l’amianto fu utilizzato per le coibentazioni e gli intonaci. Era presente anche in enormi capannoni che erano utilizzati dalla Dogana per il ricovero del bestiame proveniente dall’est Europa.

Gli stessi convogli ferroviari, con carrozze coibentate in amianto friabile, erano lasciate in sosta in attesa di essere traslati presso i paesi dell’est Europa in violazione della L. 257/92. Queste carrozze ferroviarie erano pericolose per la salute umana. C’erano stati anche dei sequestri da parte delle autorità giudiziaria. Vi era un’elevata contaminazione anche di natura ambientale, con polveri e fibre di amianto, che Antonio ha inalato privo di protezioni.

Antonio Dal Cin vittima amianto: riconoscimento di causa di servizio

Antonio Dal Cin ha ottenuto il riconoscimento di causa di servizio. E’ il primo step. L’Amministrazione non ha potuto negare che è stato esposto ad amianto asbesto per motivi professionali.

Il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio, adunanza n. 354/2015 del 23.12.2015, ha, infatti, stabilito:

All’esame della documentazione sanitaria e degli atti allegati è dato ravvisare, nel caso di specie, il nesso di casualità utile tra l’infermità denunciata dal richiedente e riscontrata dalla Commissione Medica con l’attività di servizio prestata e che, comunque, gli elementi e le circostanze di fatto evidenziati si prospettano in rapporto di valida efficienza etiopatogenetica con l’insorgenza e l’evoluzione della predetta affezione.

Quanto sopra dopo aver esaminato e valutato, senza tralasciarne alcuno, tutti gli elementi connessi con lo svolgimento del servizio da parte del dipendente e tutti i precedenti di servizio risultanti dagli atti; e quindi DELIBERA di esprimere il richiesto parere in senso indicato in parte motiva.

Il tutto in Roma, nell’adunanza n. 354/2015 del 23/12/2015, del Comitato di Verifica per le Cause di Servizio, con atto notificato in data 28.05.2016.)“.

Questo riconoscimento è fondamentale. Infatti, sulla base di Cass., Sez. Lav., n. 4238/2019 e di Cass., Sez. Lav., n. 20446/2019, il riconoscimento di causa di servizio, ovvero dell’origine professionale delle lesioni, dà diritto allo status di vittima del dovere.

Antonio Dal Cin: finanziere vittime dell’amianto. Un leone in divisa

E’ incoraggiato, sostenuto, rappresentato e difeso dall’Avv. Ezio Bonanni, impegnato con tutte le sue forze e tutte le sue energie perchè si faccia luce sulla malattia professionale asbesto correlata del sig. Antonio Dal Cin.

Nonostante la grave malattia –asbestosi – questo “leone in divisa”, Antonio Dal Cin, finanziere in congedo, sono ormai più di 11 anni che collabora con l’Osservatorio Nazionale Amianto e con il dipartimento Vittime dell’amianto in Guardia di Finanza dell’ONA Onlus.

Malattie asbesto correlate tra i militari della Guardia di Finanza

L’utilizzo di amianto nelle caserme, nelle unità navali della Finanza di Mare. Dotazione di guanti e tute di amianto. Mitragliatrici con pezze di amianto, utilizzate per cambiare la canna in caso di surriscaldamento. Ne parla anche il VI Rapporto Mesoteliomi alla pag. 212 si legge:

Si riferisce l’utilizzo di un kit dell’esercito contenente guanti in amianto per la sostituzione della canna di mitragliatrice da guerra (es. Beretta MG-42-59): le indicazioni operative erano di sostituire la canna surriscaldata dopo l’esplosione di 250 colpi.

Detti guanti erano, inoltre, in dotazione assieme a coperte sempre in amianto sui veicoli militari armati con sistemi di sparo ‘senza rinculo’ che producevano una fiammata posteriore al momento dello sparo del proiettile‘.

L’esposizione ad amianto si è verificata priva di cautele. Mesoteliomi, tumori del polmone, della laringe e delle ovaie, piuttosto che della faringe, esofago, fegato, colon.

Le stesse asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari, sono all’ordine del giorno, ed Antonio è la vittima più testarda nell’insistere per la bonifica dei siti contaminati e per il risarcimento delle vittime.

Antonio Dal Cin: una storia di ordinaria violazione di diritti umani

Come tanti altri suoi commilitoni, anche nelle Forze Armate, Antonio Dal Cin ha prestato servizio e alloggiato all’interno delle caserme di Finanza.

I luoghi erano angusti e gli ambienti insalubri. Via via, i commilitoni di Antonio si sono ammalati. Strani cancri, incredibili patologie respiratorie. Erano anche altri i veleni che i finanzieri hanno inalato quando erano in servizio. Nel constatare le violazioni ambientali, piuttosto che nelle missioni.

Il male che divora i polmoni dei finanzieri esposti all’amianto

Ad un certo punto, il male ha divorato i polmoni di Antonio. Ad ogni minimo sforzo, il nostro finanziere giovane, forte e aitante, appena quarant’enne, anche nel salire una rampa di scale mostrava segni di sofferenza e fatica.

Ha chiesto i controlli sanitari ma è stato rassicurato: “sei giovane e forte. Non sentirai la campana”, così i superiori della GdF lo tranquillizzavano. “La divisa ti rende un supereroe, ti proteggerà da ogni rischio. Noi finché portiamo la divisa siamo invincibili“. Così mormoravano i superiori di Antonio Dal Cin vittima amianto.

Antonio Dal Cin vittima amianto, la confessione della GdF

Antonio si accalora, ricorda la sua condizione di giovane militare della GdF, pensa anche ai tre figli, di cui Anna, nata il 30.01.2007, e Matteo, nato l’08.05.2013.

Matteo aveva appena un anno quando al padre gli è stata diagnosticata l’asbestosi con prognosi di morte. Antonio vive ancora a distanza di quasi 6 anni. La sorte è stata benevola con Antonio. È raro che ci sia un così lungo periodo di sopravvivenza per una vittima dell’amianto. La compromissione cardiaca, cardiocircolatoria e cardiovascolare deponeva per il peggio

L’asbestosi polmonare e la fibrosi pleurica, sono l’anticamera del tumore del polmone e del mesotelioma pleurico. I sanitari sono stati chiari con Antonio Dal Cin vittima amianto, solo un miracolo gli avrebbe permesso di sopravvivere a questo quadro compromettente, sia dal punto di vista respiratorio, che cardiaco e con il rischio di tumore del polmone e della pleura.

Antonio Dal Cin, tra odissea giudiziaria e impegno contro l’amianto

Antonio si è curato. Ha utilizzato i protocolli ONA per tentare di bloccare il decorso cancerogeno. Stranamente l’infiammazione, al momento non è degenerata in tumore della pleura. E’ come se la fibra killer, che continua ad infiammare la pleura, a bucare i polmoni di Antonio e ad affaticare il cuore, sia stata però bloccata dal sistema immunitario, rinforzato dalla voglia di vivere per i figli minorenni, la moglie gravemente malata, e per i commilitoni già deceduti.

Antonio Dal Cin vittima amianto, è un morto che cammina. Sa benissimo che presto o tardi morirà. Per arresto cardiaco probabilmente. Il suo cuore è tanto affaticato dai polmoni intasati dalle fibre di amianto. Eppure lotta. L’ultimo ruggito del leone ferito, è dedicato ai figli minorenni, in particolare Matteo, che ora ha 7 anni. Cresce Matteo, il Buon Dio per ora gli ha risparmiato la morte del padre. Vedere il genitore per l’ultima volta su una lastra di marmo dell’obitorio, esanime ed esangue, è rimandato.

Lo Stato tenta di negare le sue responsabilità

Ritardi, pastoglie burocratiche, bizzantinismi. Mentre chi può, vive in modo parassitario sulle spalle dei cittadini, penso ai tanti politici che hanno distrutto e stanno distruggendo l’Italia (al di sopra delle appartenenze), c’è pure chi è ancora sano, e mantiene intatta la sua dignità e onestà.

Il grido di battaglia di Antonio Dal Cin è il grido di battaglia dell’ONA, e di tutte le persone oneste. Mentre il Presidente Avv. Ezio Bonanni, propone il licenziamento per giusta causa dei politici inadempienti (pensiamo a tutti i parlamentari che riscuotono il loro stipendio e sono sempre assenti dalle sedute …), c’è chi, come Antonio, paga con la vita la sua onestà, e purtroppo non è solo.

Mentre assistiamo ad uno Stato in macerie, con infrastrutture prive di manutenzione (oggi è stato inaugurato il nuovo ponte di Genova), c’è chi crede nei valori di legalità e giustizia, nella dignità e onore, che dovrebbero ispirare tutti i dipendenti pubblici e coloro che detengono cariche elettive.

Per questo motivo l’ONA mantiene viva la sua speranza, e si avvia ad un autunno caldo di mobilitazione per Antonio Dal Cin, come per Lorenzo Motta, e per migliaia di altre vittime che non ottengono giustizia, a causa di uno stato illegale, che ha perfino trattato con la mafia, e coperto gli autori delle stragi, tra cui quella di Bologna (a proposito, un altro anniversario: tutti i politici hanno dichiarato che bisogna desecretare alcuni atti, e raggiungere la verità, ma che cosa aspettano? … se tutti sono d’accordo nel perseguire la verità e giustizia, chi impedisce che questo fine sia raggiunto?).

Antonio Dal Cin vivrà in eterno come tutte le vittime del dovere

Le vittime del dovere sono coloro che donano la propria vita per il bene di tutti e per la salvaguardia delle istituzioni democratiche. Questi uomini e donne vivranno in eterno.

La loro immortalità è consegnata alla storia. Assistiamo ad una condizione paradossale di un eroe dei tempi moderni, come Antonio Dal Cin, che è riconosciuto dallo Stato italiano nella sua causa di servizio, e che, in quanto tale, poichè la sua infermità è legata all’esposizione ad amianto, ha ottenuto anche il riconoscimento dello status di vittima del dovere, ma che ha ottenuto una quantificazione al 5%.

Dal Cin vittima amianto riconosciuto vittima del dovere con il 5%

Incredibile ma vero.

Lo Stato riconosce Antonio Dal Cin per causa di servizio e vittima del dovere. Sembra risolto, almeno in parte il suo dramma, potrà almeno sfamare i figli, assicurare per loro un pasto, e dopo la sua morte un mazzo di fiori sulla sua tomba.

Nel frattempo Antonio, a 44 anni, è stato riformato con il 100%. Le sue malattie infatti sono mortali. E’ un morto che cammina Antonio. La sua sentenza è già scritta: la morte, con la fibra killer. Così morirà Antonio Dal Cin. Ha resistito ai più feroci criminali e soccombe alla fibra di amianto! Questa l’epigrafe che verrà scritta sulla sua tomba.

Ma se lo stato di salute del Dal Cin lo rende inabile al 100%, quando si discute della posizione previdenziale e dell’indennizzo, il danno è il 5%. Incredibile ma vero!

Antonio Dal Cin vittima amianto, ricorre al Giudice del lavoro

L’Amministrazione riconosce la causa di servizio in particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà, ai sensi dell’art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006.

Ma se c’è un riconoscimento inferiore al 25%, è dovuta solo la speciale elargizione, nella misura di €2.000,00 più perequazione di ogni punto riconosciuto.

Queste conclusioni sono state impugnate con il ricorso giudiziario presso il Giudice del lavoro del Tribunale di Latina (proc. n. 3985/2018 RG).

La causa ha tempi lunghi, è così in Italia. Si fa presto a morire, ma occorrono decenni per avere giustizia.

Il dramma familiare di Antonio Dal Cin vittima del dovere

Antonio Dal Cin vittima amianto è una quercia invincibile: resiste ormai da più di 6 anni all’asbestosi e al danno cardiaco. Una mano invisibile sembra proteggerlo e lo tiene in vita.

Una vera e propria odissea quella che l’ex militare delle Fiamme Gialle sta vivendo insieme alla sua famiglia; per chi non lo sapesse è padre di 2 figli minorenni, Anna di 13 e Matteo di 7 anni, quest’ultimo è nato quando il padre era già malato di asbestosi, destinati purtroppo a rimanere orfani in giovane età.

Come si fa a spiegare a due bambini così piccoli che vedono nel loro padre un eroe e un punto di riferimento che quest’uomo non ci sarà più quando loro saranno grandi? Ma soprattutto anche adesso che sono piccoli e hanno tanta voglia di giocare e di scoprire il mondo, il loro padre, a causa della malattia, non ha la forza di seguirli e accompagnarli…Chi restituirà alla famiglia questo tempo?

Antonio Dal Cin, riconosciuto vittima del dovere

L’Avv. Ezio Bonanni, nel corso del procedimento amministrativo, successivo al riconoscimento della causa di servizio, è riuscito ad ottenere il riconoscimento dello status di vittima del dovere. +

La Prefettura di Latina, Ufficio Territoriale del Governo – Area 1 Ordine e Sicurezza Pubblica, con la ministeriale prot. n. 559/C/3/E/8/GdiF/392 del 11.11.2016, ha informato il Dal Cin dell’istruttoria in corso. L’Avv. Ezio Bonanni, ai sensi dell’art. 10 bis della L. 241/90, ha impugnato e contestato alcune delle conclusioni assunte per ottenere il riconoscimento della qualità di vittima del dovere di Antonio Dal Cin. 

Nella memoria a firma dell’Avv. Ezio Bonanni, del 05.12.2016, ha ribadito che l’esposizione ad amianto costituisce quel quid pluris per il riconoscimento della qualità di vittima del dovere (ex. art.1 commi 563 e 564 L.266/2005 e D. P. R. 7 luglio 2006, n. 243, per i soggetti equiparati ex. art. 20 L.183/2010).

I finanzieri vittime dell’amianto equiparati alle vittime del dovere

Il concetto espresso dall’Avv. Ezio Bonanni, nell’accidentato percorso della domanda di riconoscimento di vittima del dovere di Antonio Dal Cin, era ancorato alla equiparazione delle vittime dell’amianto tra coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali della marina militare, con tutte le vittime della fibra killer, per motivi di servizio. Questa tesi è stata poi definitivamente avvalorata dalla Corte di Cassazione nel 2019.

Antonio Dal Cin vittima amianto, lo confermano i rapporti informativi

Sulla base delle difese dell’Avv. Ezio Bonanni, il Comitato di Verifica delle Cause di Servizio ha avviato un’ulteriore istruttoria (adunanza n. 222 del 6 marzo 2017).

E’ richiesta ulteriore documentazione al Servizio Assistenza ed Attività Sociali, Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato, Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, che sollecita la Prefettura di Latina (prot. n. 559/C/3/E/8/G di F/392/1548 del 13 marzo 2017) a chiedere all’Amministrazione Guardia di Finanza di integrare i “Rapporti Informativi” utili a poter esprimere il previsto parere.

Il 4 luglio 2017 la Prefettura di Latina, Ufficio Territoriale del Governo, Area 1, Ordine e Sicurezza Pubblica (prot. N 16825/A1 del 04/07/2017, Rif. n. 559/C/3/E/8/GdiF/392/1548 del 13/03/2017), scrive al Ministero dell’Interno Servizio Assistenza ed Attività Sociali, Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato, Dipartimento della Pubblica Sicurezza (altri in indirizzo), con riferimento alla ministeriale sopra indicata, indicando che si trasmette la nota n. 197322/17, con la quale il Comando Generale della Guardia di Finanza ha trasmesso la documentazione richiesta, afferente il nominato in oggetto.

Procedura amministrativa per riconoscimento della vittima del dovere

L’11 luglio 2017, il  Ministero dell’Interno, Servizio Assistenza ed Attività Sociali, Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato, Dipartimento della Pubblica Sicurezza (prot. n. 0017770 del 11/07/2017) ha scritto al Dipartimento di Medicina Legale di Roma, Commissione Medico Ospedaliera Vittime del Terrorismo e della Criminalità Organizzata (altri in indirizzo).

Nel corso dell’istruttoria, è stato chiesto un parere anche alla Commissione Medica Ospedaliera.

La CMO riconosce Antonio Dal Cin vittima amianto

È richiesto alla CMO di esprimere un suo parere medico legale, ‘al fine di esprimersi in ordine alla riconducibilità dell’infermità di cui è affetto il militare alle particolari condizioni ambientali od operative del servizio svolto (ex D. P. R. 243/06), ha deliberato, nell’adunanza del 6 marzo 2017, di richiedere a questo Servizio, a completamento della documentazione già in atti di: “(….)”.

Ciò posto, codesta Commissione Medico Ospedaliera, preso atto della documentazione di cui ai punti 1. e 2. previamente acquisita da questo Ufficio, vorrà, al fine di concludere con una tempistica ragionevolmente contenuta e comunque in linea con i dettami di cui all’art. 2 e ss.mm. della Legge 7 agosto 1990, n. 241, il presente procedimento, “(…) previi occorrenti ulteriori accertamenti clinico strumentali, (…) esprimersi sull’eventuale esplicitazione eziopatogenetica secondo quanto previsto dalle disposizioni vigenti in materia (…)”, nonché accertare l’esatta percentuale di invalidità – espressa con un unico valore percentuale. Sì vorrà rimettere, altresì, ogni riscontro a questo Ufficio per l’ulteriore inoltro al Comitato. Si resta in attesa di un cortese sollecito riscontro‘.

Il provvedimento finale di riconoscimento di Antonio Dal Cin vittima amianto

Antonio Dal Cin è stato quindi riconosciuto. Per il grado invalidante, limitato al 5%, è in corso il giudizio presso il Tribunale di Latina, e si pronuncerà la Magistratura dopo la CTU medico legale,  ma una cosa è certa, la dura battaglia di Antonio Dal Cin vittima amianto, è ormai un tassello dell’epopea centenaria della lotta contro l’amianto.

La causa di servizio e vittima del dovere per migliaia di vittime

Il paradosso è che infuria una dura battaglia legale.

E’ il caso di Lorenzo Motta (asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento in marina militare), vittima dell’uranio impoverito e dei vaccini contaminati.

Sono stati riconosciuti anche  vittime di mesotelioma (V.L e Camillo Limatola), anche tra le vittime nei Vigili del Fuoco e nella stessa Guardia di Finanza di mare.

Tutela legale dei finanzieri vittime del dovere e vittime dell’amianto

Antonio Dal Cin è il coordinatore dei finanzieri vittime dell’amianto. Questo dipartimento dell’ONA è molto attivo, ed è lo strumento attraverso il quale sono stati ottenuti significativi risultati:

Antonio Dal Cin vittima amianto: articoli del notiziario amianto

Tieniti informato sulle battaglie dell’ONA e di Antonio Dal Cin, nella sua lotta contro l’amianto:

Nasce l’Osservatorio Vittime del Dovere

L’Osservatorio Vittime del Dovere nasce allo scopo di tutelare, dal punto di vista legale, i diritti di tutti coloro i quali hanno contratto patologie asbesto correlate, a causa del servizio prestato nel comparto sicurezza. Questa associazione è rivolta alla tutela della incolumità pubblica, e quindi anche di coloro che non sono dipendenti pubblici.

Osservatorio Vittime del Dovere, tutela delle vittime e risarcimento dei danni

Antonio Dal Cin vittima amianto: aggiornamento 2021

Antonio Dal Cin ha conquistato un’importante vittoria. Il Tribunale di Latina, sezione Lavoro, ha accolto il ricorso presentato dall’Avv. Ezio Bonanni e ha condannato il ministero dell’Interno e quello delle Finanze al pagamento di due assegni vitalizi per un importo complessivo di 1800 euro mensili e alla liquidazione di 90mila euro.

Antonio Dal Cin, 52 anni, dopo anni, ha vinto finalmente la sua battaglia giudiziaria. Grazie al supporto dell’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Avvocato Bonanni la causa civile, che ha visto contrapposti il finanziere in congedo Antonio Dal Cin e il governo, ha avuto un risvolto positivo per la vittima.

Il giudice ha così riconosciuto al militare in congedo una invalidità del 50% per aver svolto servizio “in particolari condizioni ambientali e operative eccedenti l’ordinarietà”.

«Ringrazio l’Avvocato Bonanni per questa importante vittoria e sono fiducioso sul fatto che riuscirà a rendermi ulteriore giustizia su questa vita terrena» ha dichiarato Dal Cin, la cui battaglia per tutelare i propri diritti continua.

Infatti l’azione giudiziaria prosegue al Tar del Lazio per chiedere l’integrale risarcimento di tutti i danni.

Amianto fibrosi pleura e polmoni: tutela legale

Montefibre

Amianto fibrosi nella pleura e nei polmoni

Amianto fibrosi colpisce la pleura e i polmoni. Sono gli organi bersaglio delle fibre dei minerali di asbesto, sinonimo di amianto. Queste fibrosi dei polmoni causano asbestosi e, nella pleura, le placche pleuriche e ispessimenti pleurici da amianto. Inoltre, queste infiammazioni possono evolvere in malattie neoplastiche. Infatti questi fenomeni infiammatori possono evolvere nel tumore dei polmoni e nel mesotelioma pleurico.

È indispensabile evitare di esporsi all’amianto (prevenzione primaria) e bonificare le aree contaminate. Questo è lo scopo dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Avvocato Ezio Bonanni. Inoltre, per chi è già stato esposto si raccomanda la sorveglianza sanitaria (prevenzione secondaria) così da avere la diagnosi precoce. In questo modo, è possibile tenere sotto controllo lo sviluppo di eventuali neoplasie.

Infine le vittime e i loro familiari devono tutelare i loro diritti (prevenzione terziaria). Per questo l’ONA e l’Avv. Bonanni hanno istituito il servizio di consulenza gratuita legale e medica.

Consulenza ONA Amianto fibrosi

Indice

Tempo di lettura: 16 minuti

Amianto fibrosi: descrizione della malattia

Tutte le esposizioni ad amianto, oltre a provocare fibrosi della pleura e dei polmoni, hanno attività cancerogena. Quindi sono la causa di cancro, come il tumore della pleura, del polmone (adenocarcinoma e microcitoma) e del tratto gastro-intestinali.

La fibrosi pleurica è l’infiammazione della pleura, provocata dalle fibre di amianto nei polmoni.  Le fibre di asbesto, sia per contiguità che in seguito a frantumazione con la respirazione, dai polmoni penetrano nello spazio pleurico. In questo modo si manifestano le infiammazioni pleuriche. Nelle infiammazioni più gravi, oltre alla dispnea si manifesta il versamento pleurico essudativo.

Successivamente all’aggravarsi delle infiammazioni si possono sviluppare tumori. Perciò i tempi di latenza della fibrosi pleurica, placche pleuriche e ispessimenti pleurici sono inferiori.

Amianto fibrosi, placche e ispessimenti: diagnosi

I lavoratori esposti ad amianto hanno diritto a essere sottoposti a sorveglianza sanitaria. L’obbligo è a carico del datore di lavoro. In caso di pensionamento, è la ASL a dover effettuare le verifiche tecnico strumentali e le visite di medicina del lavoro. La sorveglianza sanitaria, ex art. 259 D.L.vo 81/2008, permette di provare il danno amianto.

La diagnosi precoce è fondamentale perché permette di estirpare il tumore del polmone prima che si possa estendere e provocare l’irreversibilità del processo cancerogeno. Grazie alla radiografia del torace, si mostrano le aree intorno ai polmoni con bordi nodulari ispessiti che ricordano una foglia di agrifoglio.

In alcune località, la condizione può essere difficile da identificare tramite radiografia. Perciò è la TAC il metodo preferito per diagnosticare questa condizione. Infatti può identificare le placche in qualsiasi parte del torace, anche se non sono calcificate.

I criteri diagnostici specifici per le patologie asbesto correlate sono chiarite da “Asbestos Related Diseases of the Lung and Other Organs“.

Infine, il modo più comune per diagnosticare l’ispessimento pleurico è rappresentato da studi di imaging, come risonanza magnetica a raggi X o scansioni TC. Così si possono rilevare i primi segni di ispessimento fibrotico quando il tessuto cicatriziale ha uno spessore di 1-2 mm.

La fibrosi è il primo stadio del tumore del polmone

Questi fenomeni displasici e infiammatori costituiscono la prima fase della induzione (iniziazione) a cui fa seguito, in alcuni casi, la promozione e la progressione di neoplasie, come il mesotelioma della pleura e, soprattutto, del tumore al polmone.

In quest’ultimo caso, grazie agli strumenti diagnostici, è possibile identificare i segni biologici di esposizione ad amianto, che permettono di marcare la neoplasia come asbesto correlata.

Questo è molto importante nel caso dei lavoratori fumatori, che sono stati esposti ad amianto. Il fumo di tabacco e l’amianto agiscono in modo sinergico, potenziandosi l’uno con l’altro. Dimostrare amianto fibrosi o placche pleuriche e ispessimenti significa, dunque, dimostrare il presupposto dell’esposizione, anche elevata, cioè il nesso causale.

Sintomi della fibrosi pleurica, placche e ispessimenti

La fibrosi diventa clinicamente importante quando coinvolge la superficie pleurica viscerale. La fibrosi pleurica parietale isolata, come con le placche pleuriche correlate all’amianto, non provoca sintomi respiratori o decrementi clinicamente rilevanti nella funzione polmonare. Al contrario, lo sviluppo della fibrosi pleurica viscerale può portare “all’intrappolamento” polmonare con conseguente dispnea e, in alcuni pazienti, insufficienza respiratoria.

Inoltre la fibrosi pleurica limita il movimento dei polmoni. Infatti in assenza di malattia parenchimale associata, i segni clinici possono essere minimi, anche se è rilevabile una compromissione funzionale.

La fibrosi pleurica diffusa: quadro clinico

Nel caso di estensione marcata degli ispessimenti, se lo spessore è di almeno 5 mm con estensione ad almeno il 25% della parete toracica bilaterale o obliterazione di entrambi i seni costo-frenici, si parla di fibrosi pleurica diffusa.

Infatti, in questi casi, oltre al segno biologico di esposizione, siamo di fronte a una vera e propria malattia di una certa rilevanza, come testimonia lo studio scientifico “Benign Pleuropathies due to Asbestos: their clinical prognostic significance and the medicolegal aspects“.

In particolare, la fibrosi pleurica diffusa determina la riduzione della compliance torace-polmone. In conclusione, il malato di fibrosi pleurica diffusa subisce l’indebolimento dell’apparato respiratorio.

Sintomi di placche e ispessimenti pleurici

Le placche e gli ispessimenti pleurici solo apparentemente sono privi di sintomi. In realtà, le placche e gli ispessimenti della pleura incarcerano il polmone e ostacolano la respirazione. Il sistema cardiaco è quindi sottoposto ad uno stress maggiore.

Inoltre alcuni pazienti descrivono il dolore o una sensazione spiacevole e fastidiosa mentre respirano.

In particolare, riguardo l’istologia, le placche pleuriche sono ipocellulari lesione composte da fasci di collagene denso disposti in una configurazione “a trama di cesto”. Invece l’ispessimento pleurico provoca cicatrici pleuriche attorno ai polmoni. Diventa, così, più difficile per loro espandersi completamente durante la respirazione.

Con il progredire della malattia, lo spazio tra i due strati della pleura si può chiudere ed il polmone viene “ingabbiato”, causando ai pazienti dolore toracico, affanno e dispnea.

Cause dello sviluppo di fibrosi alla pleura o ai polmoni

Lo sviluppo di fibrosi pleurica o polmonare può essere determinato da malattie immunologiche (pleurite reumatoide), infezione (empiema batterico, pleurite tubercolare), emitorace non adeguatamente drenato, farmaci, neoplasie, bypass post coronarico, chirurgia (CABG) e pleurite uremica.

Tuttavia il principale fattore di rischio di processi infiammatori è l’esposizione alle fibre di amianto. Esistono due forme distinte di fibrosi pleurica indotta dall’amianto polmoni: placche pleuriche parietali e ispessimento pleurico diffuso.

Infatti uno studio giapponese del 2018 su 2.132 lavoratori esposti all’amianto ha trovato placche pleuriche su scansioni TC dell’89,4% del gruppo. Queste infiammazioni sono la conseguenza dell’esposizione a tutti i minerali di amianto: crisotilo (serpentino), amosite, crocidolite e gli altri anfiboli (actinolite, antofillite e tremolite).

L’elevato numero e l’intesa esposizione dei lavoratori esposti ad amianto, in Italia, ha provocato un vero e proprio fenomeno epidemico. I dati epidemiologici confermano le risultanze scientifiche e oncologiche della 3^ Italian Consensus Conference on Malignant Mesothelioma of the Pleura, pubblicato nel 2015. Inoltre anche l’Avvocato Bonanni denuncia la grave situazione provocata dalla strage di amianto in “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2021“.

Placche pleuriche: una patologia di origine professionale

Le placche pleuriche sono causate da esposizione ad amianto ed erionite. Costituiscono infatti segni di esposizione, e, allo stesso tempo, prognostici dell’evoluzione fibrosa e neoplastica.

Lo studio “A mortality study of shipyard workers with pleural plaques“, attraverso esami autoptici e radiologici, ha dimostrato che nel 90% dei casi le placche pleuriche sono di origine lavorativa. I corpuscoli di asbesto, rilevati in sede autoptica in coloro che sono affetti da placche pleuriche, ne hanno confermato l’origine professionale per elevate esposizioni ad amianto. Si dimostra quindi che le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici sono patologie dose dipendenti.

Le placche pleuriche compaiono in media 15-20 anni dopo all’esposizione iniziale all’amianto, con l’incidenza variabile a seconda del tipo di fibra di amianto e la durata dell’esposizione stessa. Le lesioni che compaiono più comunemente avvengono tra la quinta e l’ottava costola nel torace posteriore-laterale. Le placche possono anche essere trovate sopra la cupola del diaframma e del pericardio.

Ispessimento pleurico diffuso e amianto

Quando una persona inala la polvere di amianto, le microscopiche fibre minerali possono incastrarsi nella pleura. Ciò innesca una risposta infiammatoria che provoca un accumulo cronico di liquido nello spazio pleurico. Questo accumulo è chiamato versamento pleurico. La progressiva raccolta di tessuto cicatriziale fibroso è nota come ispessimento pleurico.

Alcuni studi sull’argomento hanno rilevato che l’ispessimento pleurico si verifica tra il 5% e il 13,5% dei lavoratori esposti all’amianto.  La condizione può insorgere entro un anno dall’esposizione o non può presentarsi fino a decenni dopo.

L’ispessimento pleurico legato all’amianto viene più comunemente diagnosticato come ispessimento pleurico biapico, il che significa che di solito colpisce entrambi i polmoni.

Amianto cancerogeno: la letteratura scientifica lo conferma

La diminuita funzionalità respiratoria di coloro che sono affetti da fibrosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, si associa al maggior rischio di sviluppo di neoplasie. Ciò è confermato anche dall’ultima monografia IARC e dai Quaderni del Ministero della Salute (Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate).

Inoltre la Corte di Cassazione ha precisato che “la scienza medica evidenzia che il processo carcinogenetico inizia con uno stato infiammatorio dell’ambiente respiratorio indotto dalle fibre di asbesto introdottesi nell’organismo. Questo stato si cronicizza a causa del ripetersi degli insulti infiammatori dando luogo a una condizione patologica (placche pleuriche o ispessimenti pleurici) che costituisce terreno fertile per quella che in seguito sarà la possibile prima mutazione genetica da cellula sana a cellula maligna” (Cass., IV sezione penale, 45935/2019).

Perciò tutte le successive esposizioni alimentano l’infiammazione e determinano l’angiogenesi. Sono quindi alla base della promozione e progressione fino alla diagnosi del mesotelioma della pleura, con abbreviazione dei tempi di latenza, oltre che della successiva accelerazione del decorso clinico e della morte del paziente (Cass., IV sezione penale, sentenza 3615/2016 ed ex multis).

Cancerogenesi: dalle infiammazioni al mesotelioma

Con l’esposizione ad amianto, oltre alla risposta immunitaria e alla reazione autoimmune, si vengono a determinare ulteriori fenomeni displasici, attraverso l’infiammazione, le reazioni chimiche di superficie, quelle meccaniche e le aberrazioni cromosomiche.

Il mesotelioma si sviluppa con il meccanismo patogenetico complesso e multistadio, con accelerazione in proporzione all’entità delle esposizioni (dose cumulativa).

La dose è il risultato del tempo di esposizione e della concentrazione media delle fibre, oltre alla dose innescante, che attiva il processo (iniziazione). Rilevano tutte le successive esposizioni (promozione e progressione), con la diagnosi del mesotelioma (latenza preclinica).

Secondo gli oncologi italiani esperti di mesotelioma:  “l’aumentare dell’esposizione determina sia l’anticipazione del tempo con cui la popolazione raggiunge un predeterminato livello di incidenza, sia l’anticipazione del tempo di verificazione di ogni singolo caso di malattia che si verifica all’interno di tale popolazione“.

L’epidemiologia ha poi dimostrato la scientificità delle conclusioni degli oncologi medici italiani esperti di mesotelioma circa l’applicabilità della teoria multistadio della cancerogenesi come legge scientifica universale esplicativa della causalità individuale.

Perciò evitare l’esposizione influisce non solo sull’incidenza del numero dei casi di fibrosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, ma anche sui casi di mesotelioma, che hanno un indice di sopravvivenza limitato. In caso di diagnosi di mesotelioma, purtroppo, le chance terapeutiche sono minime. Per questo motivo è necessaria la diagnosi precoce della fbrosi, delle placche pleuriche e degli ispessimenti pleurici.

L’Avv. Ezio Bonanni ha elaborato le nuove linee guida dell’ONA per la prevenzione, la terapia e la cura del mesotelioma.

I diritti delle vittime amianto fibrosi

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno istituito il servizio di assistenza legale. L’ONA è l’associazione di tutela contro il rischio amianto e insiste perché ci sia prevenzione primaria. Anche le semplici infiammazioni della pleura debbono essere prevenute ed evitate.

Se si è vittima di malattie asbesto correlate dovute a esposizioni sul luogo di lavoro, ci sono prestazioni assistenziali, previdenziali e risarcitorie a cui si ha diritto, come:

  • prestazioni INAIL;
  • benefici previdenziali INPS per esposizione ad amianto
  • pensionamento immediato;
  • risarcimento dei danni.

Amianto fibrosi: malattie professionali riconosciute

Placche pleuriche, ispessimenti pleurici e asbestosi sono patologie asbesto correlate inserite nella Lista I dell’INAIL. In particolare l’unica causa dell’asbestosi è costituita dall’amianto (DD.MM. del 09.04.2008 e del 10.06.2014), perciò questa fibrosi è stata tabellata con la L. 455/1943.

Anche le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici sono inseriti nella Lista I dell’INAIL, gruppo 4, cod. 4.03 per le lavorazioni di amianto, nella Lista I, gruppo 4, cod. 4.06 per l’erionite e nella Lista III, gruppo I, cod. 1.02. per esposizione all’agente eziologico delle fibre ceramiche.

Inoltre la fibrosi da asbesto provoca anche delle complicazioni cardiache, cardiocircolatorie e cardiovascolari e devono concorrere alla determinazione del danno biologico. Infatti, secondo l’art. 145 del T.U.: “in tutti i casi di silicosi o di asbestosi associate ad altre forme morbose dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio si procederà alla valutazione globale del danno. Le prestazioni si intendono dovute anche nei casi di morte derivata da silicosi o da asbestosi, associate ad altre forme morbose dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio”.

Nella quantificazione del danno biologico si deve tener conto del fatto che la fase infiammatoria è il primo step dell’eventuale successiva insorgenza del tumore del polmone (in caso di fibrosi polmonare) oppure del mesotelioma della pleura (in caso di placche pleuriche e ispessimenti pleurici).

Diritto all’indennizzo e alla rendita INAIL

Dato che queste infermità sono inserite nella Lista I dell’INAIL, sussiste il diritto all’indennizzo INAIL. Si applica il principio della presunzione legale di origine. L’onere della prova, quindi, è a carico dell’INAIL. Solo nel caso in cui l’INAIL eccepisca e dimostri che l’infermità sia il risultato di una esposizione ad amianto esclusivamente extraprofessionale, può negare l’indennizzo.

In caso contrario, anche a titolo di semplice concausa (art. 41 c.p.), deve, comunque, riconoscerne l’indennizzo. È sufficiente l’esposizione ambientale, cioè la presenza dell’amianto nell’ambiente di lavoro.

Perciò, in caso di fibrosi polmonare o pleurica, occorre necessario segnalarlo al medico curante, così da avviare il percorso legale di riconoscimento di malattia professionale da parte dell’INAIL. Solitamente, nel caso di diagnosi di fibrosi polmonare, placche ed ispessimenti pleurici, è necessario inoltrare la certificazione di malattia professionale all’INAIL. In questo modo si ottiene l’istruttoria e la definizione del giudizio e l’eventuale riconoscimento di malattia professionale.

Una volta riconosciuta la patologia di origine professionale, in base al grado di invalidità si ha diritto:

  • inferiore al 6% il risarcimento è totalmente a carico del datore di lavoro;
  • tra il 6 e il 15% l’INAIL indennizza il danno biologico, mentre tutte le altre componenti sono risarcite dal datore di lavoro;
  • dal 16% la vittima ha diritto alla rendita INAIL, che prevede l’indennizzo del danno biologico e del danno patrimoniale per diminuite capacità di lavoro.

Amianto fibrosi: benefici contributivi

Le placche e gli ispessimenti pleurici sono valutati dall’INAIL con un grado invalidante inferiore al 6%, e quindi al di sotto della franchigia INAIL. Tuttavia, il riconoscimento è molto importante perché, anche se inferiore al 6%, vi è il diritto ai benefici contributivi amianto (ex art. 13 co. 7 della L. 257/92).

Le maggiorazioni contributive prevedono la rivalutazione dell’intero periodo di esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5, utile per maturare anticipatamente il diritto a pensione e di aumentare i ratei mensili per coloro che sono già pensionati.

Nel caso di mancata maturazione del diritto a pensione, a prescindere dall’età anagrafica e dall’anzianità contributiva, si può chiedere la pensione inabilità amianto (art. 1 co. 250, 250 bis e ter della L. 232/2016).

Tuttavia l’INPS aveva sostenuto che nel caso di un danno biologico inferiore al 6% non fossero dovuti i benefici amianto. La Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 30438/2018, ha però smentito le tesi dell’INPS. Infatti il diritto sussiste sempre e comunque, anche se il danno biologico fosse all’1%.

La Corte di Cassazione ha, quindi, confermato questo principio già da tempo sostenuto dall’Avv. Ezio Bonanni. In questo modo l’ONA continua a ottenere la tutela dei lavoratori che, per esposizione occupazionale da amianto, hanno subito le infiammazioni della pleura e la fibrosi del polmone.

Diritto al prepensionamento per i lavoratori esposti

Gli esami diagnostici eseguiti nel corso della sorveglianza sanitaria permettono la diagnosi precoce di malattia. Così si dimostra il danno biologico amianto fibrosi pleura e polmoni e la diagnosi precoce del mesotelioma e del cancro ai polmoni.

Infatti, qualsiasi lesione, ivi compresa la fibrosi, le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici, é patognomica di esposizione ad asbesto. In più,  permette al medico del lavoro di modulare il programma di sorveglianza sanitaria.

Inoltre, questi accertamenti danno diritto all’indennizzo INAIL e al rilascio del certificato INAIL esposizione amianto. Questo certificato potrà essere allegato alla domanda INPS per il prepensionamento.

Amianto fibrosi: diritto alla pensione d’invalidità

Se con l’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, il lavoratore non ha maturato la necessaria anzianità contributiva per ottenere il trattamento di quiescenza, può, comunque, chiedere e ottenere di essere collocato in pensione (art. 1, co. 250, 250-bis e 250-ter della L. n. 232/2016).

È sufficiente presentare la domanda amministrativa all’INPS e seguire le regole dettate dalla Circolare INPS n. 34 del 09.03.2020. L’avente diritto, entro il 31.03.2023, deve depositare la domanda. Se non si rispetta questo termine, la nuova data di scadenza è la fine di marzo dell’anno successivo e la richiesta sarà presa in esame dal successivo aprile.

L’art. 41-bis della legge 58 del 2019 ha ampliato la platea di coloro che hanno diritto a questa tutela.

Risarcimento danni per amianto fibrosi

Gli effetti dannosi dell’infiammazione sono rilevanti sia in sede INAIL sia risarcitoria. In caso di fibrosi, placche pleuriche e ispessimento, la vittima ha diritto all’integrale risarcimento dei danni, patrimoniale (danno emergente e lucro cessante) e non patrimoniale. Il pregiudizio non patrimoniale tiene conto della componente biologica e dei danni morali e danni esistenziali.

La determinazione dei danni, subiti da un lavoratore malato di fibrosi, placche pleuriche e ispessimento, per la sfera non patrimoniale, deve essere quindi personalizzata. Infatti occorre tenere conto delle tabelle del Tribunale di Milano. Si tratta di un criterio di guida per la quantificazione che corrisponda al principio di integrale ristoro (SS.UU. 26972/2008).

In conclusione, l’importo dovuto per il danno biologico deve essere adeguato con personalizzazione e si deve tener conto di questo profilo di danno ulteriore.  Non è possibile quantificare in modo esatto l’entità del risarcimento danni. Tuttavia, è possibile applicando il criterio equitativo puro (artt. 432 c.p.c. e/o 1226 e/o 2056 c.c.).

Il danno morale per paura di ammalarsi

La consapevolezza della malattia e dei suoi possibili sviluppi (Cassazione, IV sezione penale, 45935/2019) provoca anche il patema d’animo, cioè un turbamento fisico e morale (Cass., sez. lav., 24217/2017).

Il Presidente dell’ONA ha sempre sostenuto che, anche nel caso in cui le placche e gli ispessimenti pleurici non siano ancora evoluti in cancro della pleura, comunque sia il pregiudizio è elevato. Si pensi a colui che riceve dai medici la diagnosi e anche la prognosi di rischio di evoluzione in tumore della pleura. Il mesotelioma della pleura ha un indice di sopravvivenza ai 5 anni del 7%: è quasi una sentenza di condanna.

Infatti la Corte di Cassazione, IV Sez. Pen., con Sent. n.45935/2019, ha chiarito che la malattia inizia con l’infiammazione e questo è il punto chiave che giustifica la paura di ammalarsi di cancro.

Per questo motivo “la sentenza della Corte d’appello di Venezia ha commisurato il danno morale spettante all’appellante precisamente al patema e al turbamento provati per il sospetto di malattia futura, correlata al maggior rischio di contrarre il mesotelioma (tumore maligno) rispetto a soggetti con storie espositive comparabili non affetti da placche pleuriche (paura di ammalarsi).

Perciò questa Corte ritiene che la quantificazione del danno morale, lungi dal conseguire da meccanismi semplificati di liquidazione automatica, sia scaturito da un’adeguata e circostanziata “personalizzazione” del pregiudizio subito e, pertanto, sia adeguata ai criteri generalmente accolti”.

Sportello nazionale amianto dell’ONA

L’ONA assiste e tutela le vittime dell’amianto e di altri cancerogeni, per esposizione ambientale e lavorativa. Tra chi corre maggiori rischio vi è il personale militare e civile delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza. Chi fa parte di queste categorie, in caso di malattia professionale o infortunio sul lavoro, ha diritto al riconoscimento della causa di servizio, dello status di vittima del dovere e delle prestazioni aggiuntive.

L’asbesto induce fibrosi e cancro. Per questo è necessario evitare l’esposizione. Attraverso l’assistenza tecnica dell’ONA si possono avere chiarimenti sul rischio amianto. Inoltre grazie all’App Amianto i cittadini possono segnalare i siti a rischio e agevolare la bonifica.

I servizi di assistenza medica e legale ONA

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno istituito il servizio di assistenza medica e tutela legale per coloro che, affetti da fibrosi, placche pleuriche e ispessimento, hanno subito dei danni alla salute.

L’associazione ha ottenuto significativi risultati nella prevenzione, terapia e cura di malattie da amianto, come il mesotelioma. Inoltre l’ONA fornisce anche il servizio di assistenza legale, con un staff di avvocati specializzati guidati dall’Avv. Ezio Bonanni.

L’ONA assiste gratuitamente cittadini e lavoratori esposti ad asbesto e altri cancerogeni. Per chiedere la consulenza gratuita basta chiamare il numero verde o compilare il form.

Numero ONA amianto fibrosi
Whatsapp ONA amianto fibrosi

    Le regole in batteria

    Giuseppe Conte - regole
    Giuseppe Conte

    Le regole in batteria: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

    Una band scatenata per il rispetto delle regole

    Dovrei partire da un primo colpo in batteria per arrivare alla conclusione con il rispetto delle regole, essenza del fair play. Beh, nella giornata di ieri gli ingredienti non sono venuti meno.

    Al richiamo della Presidente del Senato, Casellati, il Presidente del Consiglio, Conte ha risposto, oltre che nell’Aula della Camera, fuori in Piazza Montecitorio. Si è messo appunto alla batteria con il Presidente della Camera Fico, la Ministra alle politiche agricole Bellanova e il Ministro dell’Economia, Gualtieri.

    Una band scatenata, giusto per sottolineare che è il proprio momento. A maggioranza sono passate le decisioni sullo scostamento di bilancio e sulla proroga dell’emergenza COVID sino al 15 di ottobre.

    Numero Verde Assistenza ONA

    Francamente, devo dire che, anche se sono palesi inciuci e strumentalizzazioni, dalle presidenze delle Commissioni Permanenti alle indagini sui camici in Lombardia, che emergono fibrillazioni e carenze nella Compagine, l’approvvigionamento di danaro con il “Recovery Fund” e prossimamente con il MES, nel breve termine è e sarà arma vincente.

    Perché l’aria che tira è che ci sia un ulteriore picco virale. È temuta, probabile seconda ondata, a causa dei comportamenti umani planetari difformi e dei tempi necessari per contrastare la pandemia con il vaccino.

    Quando, esauriti i soldi e i condizionamenti comportamentali del Coronavirus, nel medio termine, ci renderemo conto di aver seminato miliardi e miliardi di sterili bonus nell’italico “campo dei miracoli”, sarà tardi per noi “Pinocchi” felici e gabbati per un infinito futuro.

    Del resto, si sa che vivere da cicale non dispiace. Poi si trova sempre il modo per piangere sul latte versato. La nostra memoria diviene sempre più corta. I nasi si allungano come l’elenco delle regole, decretate di giorno in giorno, nel clangore di piatti, bonghi e tamburi.

    L’impegno dell’ONA per la salvaguardia dell’ambiente

    A proposito del Recovery plan e delle opportunità offerta per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente parla la diciannovesima puntata di ONA TV – ONA News (Recovery plan: opportunità per l’ambiente).

    Osservatorio Nazionale Amianto ha ideato una trasmissione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica tutti i dettagli della problematica amianto e delle azioni di tutela della salute dei cittadini.