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Vittime del dovere ONA News: tutela delle vittime ONA TV

Vittime del dovere ONA News

Quinta puntata – Vittime del dovere ONA news

Quinta puntata – Vittime del dovere ONA news

Vittime del dovere ONA News. L’ONA rimane in prima linea nella tutela della salute e della dignità della vita umana. Il 2 novembre, il giorno dei Morti, è una data importante per le Forze Armate. Si ricordano tutti i caduti. Spesso, però, si dimenticano tutti coloro che hanno dedicato la vita alla patria. Oltre che nelle Forze Armate, anche nello svolgimento dei loro doveri. Per le vittime del dovere serve maggiore attenzione!

Quinta puntata ONA TV: consulta il video della trasmissione

vittime del dovere ONA News

La quinta puntata di ONA TV è dedicata interamente a loro, al loro sacrificio in tempo di guerra e di pace. Il personale civile e militare che, in tempo di pace, è stato impiegato nelle missioni in Italia e all’estero, ha subito dei danni alla salute.

Infatti, il personale civile e militare ha subito plurime esposizioni. Fibre di amianto, nanoparticelle e radiazioni per i proiettili all’uranio impoverito, vaccini contaminati ed altri veleni.

La devozione per la patria, gli ideali di democrazia e la difesa dei più deboli, hanno determinato forte dedizione dei nostri militari. Tuttavia, hanno pagato a caro prezzo il loro senso dell’onore e del dovere.

In questo contesto, l’ONA reclama la prevenzione primaria, quella secondaria ma, anche e soprattutto, quella terziaria. Per questi motivi, è forte l’impegno, perché siano tutelati i diritti delle vittime del dovere. È così che si chiamano, infatti, coloro che hanno sacrificato la vita per gli altri.

Chi sono le vittime del dovere?

Vittima, con riferimento allo stato di servizio, è colui che subisce la lesione alla sua integrità psicofisica per effetto di agenti cancerogeni. Ci sono, poi, altre vittime, quelle della strada, di attentati terroristici, etc. Ma l’ambito di questa quinta puntata di ONA TV, è proprio il tema delle vittime del dovere nelle Forze Armate e in altri comparti della PA.

Per questo motivo, richiamiamo tutta la disciplina relativa al riconoscimento di causa di servizio. Quindi, ottenuto tale riconoscimento, si può chiedere quello dello status di vittima del dovere. Per i rapporti privatizzati, l’indennizzo INAIL.  

Ottenuto il riconoscimento della lesione biologica, come riconducibile al servizio, ed in particolare, all’esposizione a sostanze tossico nocive, è possibile chiedere il riconoscimento di vittima del dovere. Poi c’è il caso classico di coloro che in missione subiscono dei danni (art. 1 co. 563 della L. 266/05), in alcuni casi, purtroppo, anche la morte.

Tutela vittime del dovere ONA news

Uno degli impegni fondamentali di ONA APS è la tutela della dignità della vita umana che presuppone la dignità del lavoro. La tutela del lavoro è ancorata alla nostra Costituzione. I nostri militari debbono avere tutte le tutele, comprese quelle di cui all’art. 2087 c.c.

Nel caso in cui, purtroppo, l’esposizione si sia già verificata, è necessaria la sorveglianza sanitaria, e soprattutto le tutele. Come spiega il giornalista e conduttore Massimo Maria Amorosini, in questa nuova trasmissione.

In studio, con l’avvocato Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

La presenza dell’Avv. Ezio Bonanni in studio, è legata al suo impegno, ormai ultraventennale, nella tutela delle vittime dell’amianto. Nella tutela delle vittime della fibra killer, si è imbattuto in tutti gli altri veleni. Ha potuto constatare sotto i suoi occhi le tragiche conseguenze di queste esposizioni. In molti casi, queste vittime, si vedono negati i loro diritti, e questo rende necessaria l’azione giudiziaria.

Massimo Maria Amorosini: necessarie tutele per Forze Armate

Introduce la trasmissione il Dott. Massimo Maria Amorosini, giornalista di ONA TV e dell’ONA, anche di ONA notiziario amianto. Nella sezione vittime del dovere ONA News si trovano tutte le informazioni sui materiali cancerogeni, sulle tutele sanitarie e legali.

Vittime del dovere ONA news , sezione di informazione, di questo notiziario amianto, è lo strumento di informazione, anche per la tutela dei diritti. Infatti, troppo spesso, il Ministero nega i giusti diritti alle vittime.

Le Forze Armate hanno pagato un duro tributo al loro impegno nelle diverse missioni di pace. I nostri militari sono stati esposti a nanoparticelle, con metalli pesanti, e a radiazioni per l’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito. In questo modo, anche per il programma vaccinale errato, è ancora in corso una epidemia.

ONA News: Uranio impoverito

Già, il loro dovere, a cui non fa da contraltare, nel nostro Paese, un diritto: quello alla tutela e alla difesa della propria vita.

“Non si ricordano solo le vittime del dovere – afferma il conduttore infine introducendo l’argomento – ma anche quelle del lavoro e del terrorismo”.

E proprio a quelle del terrorismo sono state equiparate le vittime del dovere da un punto di vista legislativo. Lo spiegano tutti gli ospiti, anche con riferimento alla 4° puntata.

Vittime del dovere News: ‘Serve maggiore attenzione

La quinta puntata, online su ONA TV da oggi 5 novembre 2020, è intensa. Si parla in ogni caso di vite perdute o compromesse per sempre e dimenticate da uno Stato patrigno.

Si parla di famiglie distrutte dal dolore del lutto, a cui si aggiunge quello del sentirsi abbandonati.

Leit motiv che stringe attorno alla discussione è la necessità di porre attenzione maggiore verso questi temi ma anche l’importanza di tenere viva la Memoria. Perché non si dimentichi che ancora, a causa di un quadro normativo insufficiente così come insufficienti sono le risorse economiche a disposizione, molti di loro finiscono per diventare in realtà vittime dell’indifferenza.

Vittime del dovere News: serve maggiore attenzione

Ospiti della puntata in collegamento via etere:

  • Carlo Calcagni, Colonnello Ruolo d’Onore Esercito Italiano e membro dell’ONA;
  • Gaetano D’Onofrio Sottufficiale Marina Militare Italiana in congedo;
  • Enzo Vanzan papà di Matteo Vanzan  primo caporal maggiore dei Lagunari, morto nel 2004 in combattimento in Iraq durante l’operazione Antica Babilonia.

L’Avv. Ezio Bonanni: necessario tutelare i nostri militari

Apre il dibattito l’avvocato Ezio Bonanni a cui il giornalista rivolge una domanda articolata e chiara.

“Varie leggi sono state promulgate negli anni con l’intento di destinare alle vittime ed ai loro familiari una serie di indennizzi, pensioni privilegiate, ed altri contributi accessori.

Questi sussidi sono stati introdotti già negli anni 80 e poi confermati ed irrobustiti nel 2005 con la legge 266. Nel tempo, la regolamentazione normativa ha subito delle modifiche. Vi è ancora una diversità di regolamentazione delle vittime del dovere rispetto a quelle del terrorismo.

Sono in corso dei percorsi legislativi di proposte di legge, per armonizzare le discipline. Quale è l’attuale quadro normativo e cosa bisogna cambiare per garantire realmente i diritti a i nostri compatrioti?”.

Avv. Ezio Bonanni: il quadro normativo vittime del dovere

L’avvocato parla immediatamente di “insufficienza e contraddittorietà del quadro normativo” innanzitutto in quanto ad equiparazione tra le vittime del dovere e quelle del terrorismo, laddove anche queste ultime vengono “pesantemente pregiudicate”.

Il problema fondamentale e gravissimo per Bonanni di una situazione complessa che va certo oltre la questione economica. Infatti, c’è un problema di prevenzione primaria. Cioè evitare che ci siano condizioni di rischio, per amianto, radon, radiazioni e nanoparticelle. L’utilizzo dei proiettili all’uranio impoverito ha determinato una condizione di rischio nei Balcani e negli altri territori delle missioni. Poi vi è tutta la problematica della gestione di operazioni militari e tutele a vario titolo.

Vittime del dovere ONA news: accertare le responsabilità

Quindi, tale problematica, risiede proprio nell’insufficienza delle risorse economiche destinate a tali vittime.

“I nostri militari sono stati mandati allo sbaraglio – riflette lucidamente l’avvocato. Richiama l’attenzione del colonnello Carlo Calcagni e ricorda il caporalmaggiore Matteo Vanzan barbaramente trucidato. Anche il fatto che il militare si è visto negare, dopo la morte, la medaglia al ‘valor militare‘, con un riconoscimento equipollente. Prosegue – e penso alla contaminazione multipla di agenti patogeni e metalli pesanti, a pratiche vaccinali errate e gravi conseguenze per la salute”.

E chiarisce ancora: “Penso ai campi di Nassiriya che non erano difesi adeguatamente e penso a regole di ingaggio ugualmente inadeguate”.

È amareggiato mentre ricorda le vittime che difende instancabilmente da molti anni. Parla di “Politici inadeguati, privi di esperienza e di preparazione, anche nella logica politica”.

Rispondendo infine alla domanda afferma che: “questi nostri militari sono stati riconosciuti vittime del terrorismo. In realtà – dice l’avvocato –  l’Ona sta lottando nelle aule dei tribunali e nelle audizioni parlamentari per una normativa che sia omogenea, per le vittime del terrorismo e per le vittime del dovere”.

Discriminazioni da parte del Ministero della Difesa

Il Ministero della Difesa, ancora nel novembre del 2020, si ostina a discriminare le vittime del dovere rispetto a quelle del terrorismo. Per di più, di tale discriminazione sono vittime, in particolare, gli orfani vittime del dovere. Questi ultimi, infatti, se non sono nel carico fiscale della vittima e il coniuge è in vita, ricevono il rigetto delle loro richieste.

Equiparazione vittime del dovere a quelle del terrorismo

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7761/2017, hanno stabilito il principio di sostanziale e tendenziale equiparazione. Questo è il principio:

“In tema di benefici in favore delle vittime del dovere e dei soggetti ad essi equiparati, l’ammontare dell’assegno vitalizio mensile è uguale a quello dell’analogo assegno attribuito alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, essendo la legislazione primaria in materia permeata da un simile intento perequativo ed in conformità al principio di razionalità-equità di cui all’art. 3 Cost., come risulta dal ‘diritto vivente’ rappresentato dalla costante giurisprudenza amministrativa ed ordinaria”

In più, questa tendenza del Legislatore, ancorata sui valori della nostra Costituzione, è riconosciuta anche dalle Sezioni Unite, n. 22753/2018. Tuttavia, proprio sulla base di tale sentenza che nega il diritto ai fratelli non a carico, l’amministrazione ha tratto nuova linfa per tentare di negare questi diritti agli orfani.

Le Corti Territoriali hanno, quindi, subito nuove eccezioni. La Corte di Appello di Genova, come già quella di Salerno, hanno dato, comunque, ragione all’Avv. Ezio Bonanni. In questo modo, anche gli orfani non a carico hanno potuto ottenere la liquidazione degli importi dovuti.

Tuttavia, l’Avvocatura dello Stato ha impugnato le due sentenze. Ora la palla passa alla Corte di Cassazione. L’Avv. Ezio Bonanni, sentito anche dalla I Commissione Affari Costituzionali il 29.10.2019, ha denunciato questa situazione:

Tutela giuridica degli orfani vittime del dovere: ONA news

Gli orfani delle vittime del terrorismo, infatti, anche in presenza del coniuge, hanno diritto alla liquidazione delle prestazioni, pure se erano non nel carico fiscale del defunto.

Amorosini introduce, quindi, il tema degli avvertimenti da parte dell’Onu allo Stato italiano, durante gli anni ’90, dei rischi connessi all’uranio impoverito, non tenuti affatto in considerazione nelle missioni di Nassiriya. A proposito delle missioni italiane all’estero, Amorosini introduce gli ospiti.

Storie di vittime del dovere e uranio impoverito

Ed ecco il Colonnello Calcagni. L’Ufficiale superiore dell’Esercito Italiano fu impiegato in missione di pace in Bosnia. Questi fu contaminato da sostanze tossiche che lo costringono da tempo a sottoporsi a pesanti cure invasive.

Già intervistato da ONA notiziario amianto, ha raccontato tutta la sua storia, che ha ora riepilogato in trasmissione

Secondo la documentazione, fornita dal Col. Calcagni alla redazione, risulta dimostrata la sua esposizione a metalli pesanti. Il documento allegato dimostra che il Colonnello Calcagni è stato esposto a 28 metalli pesanti, di cui due radioattivi.

La diagnosi è malattia multiorgano neurodegenerativa, cronica, progressiva e irreversibile. “Nel mio corpo sono stati rilevati 28 metalli pesanti di cui due radioattivi”, ci racconta Calcagni.

vittime del dovere ONA News

Un vero miracolo vivente, con una enorme forza di volontà. Calcagni è divenuto un atleta paralimpico italiano di punta, un palmares eccezionale, che ha trovato nello sport la forza per andare avanti.

Colonnello Calcagni: ci racconti la sua storia

Introduce il Dott. Amorosini: “Non stiamo trattando il caso Calcagni – dice il colonnello con generosità  – stiamo parlando di migliaia di militari che hanno la sola colpa di fare il proprio dovere. Il legislatore intendeva tutelare questi umili servitori dello Stato, ma non sono stati applicati i diritti riconosciuti. Chiediamo solo rispetto”.

L’impeto del colonnello è potente, in tutta la sua compostezza e nella forza delle sue lucide parole. Riepiloga tutta la sua storia, le attività di servizio, le esposizioni agli agenti tossici e radioattivi.

Nel corso della trasmissione il Colonnello Calcagni ha fatto riferimento ad alcuni atti del Senato della Repubblica di mercoledì 10.01.2001:

Questo atto dimostra, come illustrato in trasmissione, che il danno e il rischio fossero già ben noti. Il documento smentisce le tesi del Ministero. 

D’Onofrio Gaetano, maresciallo della Marina Militare

E la storia di D’Onofrio gli fa da eco. Dopo moltissime missioni all’estero, tra l’America e l’Europa, i Balcani. Nelle unità navali della Marina Militare Italiana, il sottoufficiale ha servito la Patria.

Ha ottenuto un elevato livello di professionalità, e ha svolto il suo servizio, imbarcato nella nave Garibaldi, nave Vittorio Veneto, nave Sagittario e nave Artigliere. Queste unità navali della Marina Militare, aveva componenti in amianto, sia nei motori, sia in tutte le coibentazioni, e persino nelle cucine. Gli stessi alloggiamenti avevano la coibentazione in amianto friabile.

Strage amianto Marina Militare: vittime del dovere ONA news

L’uso dell’amianto nelle unità navali della MM, ha provocato migliaia di morti, tra i quali 570 casi di mesotelioma. Il mesotelioma è la malattia sentinella dell’amianto. Molte altre sono le malattie asbesto correlate, tra le quali il tumore del polmone, della laringe e delle ovaie. Ancora le fibre di asbesto provocano il tumore della faringe, dello stomaco e del colon retto. Ancora, l’asbestosi, le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici.

La Marina Militare ha organizzato le attività di servizio con la presenza di plurimi agenti cancerogeni e anche con proiettili all’uranio impoverito. Il Sig. D’Onofrio, è stato congedato quando aveva appena compiuto 42 anni, ed era già malato.

Nel 2008 il Sig. D’Onofrio Gaetano ha ricevuto la diagnosi di adenocarcinoma al polmone sinistro. E’ una patologia asbesto correlata. Ciò è dimostrato dall’ultima monografia IARC. Il fatto stesso che ci sia una epidemia di mesoteliomi, tra coloro che hanno svolto servizio nella Marina Militare, che è confermato anche dal VII Rapporto ReNaM, rende fondate le ragioni del militare. 

D’Onofrio Gaetano racconta la sua storia

D’Onofrio nel 2008 scopre di avere un adenocarcinoma al polmone sinistro. Gli danno pochi mesi di vita. Di lì a poco morirà. Ne soffriranno le conseguenze la moglie e i figli.

La vita del Sig. D’Onofrio Gaetano è completamente sconvolta. È lasciato solo dalla Forza Armata, solo a morire per via dell’amianto.

D’Onofrio è collocato in pensione con la L. 335 del ’95, perchè ritenuto inabile al lavoro. Nel frattempo lotta contro il cancro, ed è ancora vivo.

Si ritiene vittima dell’ingiustizia perché nonostante la malattia riconosciuta il Ministero della Difesa rifiuta di riconoscere i benefici attribuibili alle vittime del dovere e degli equiparati. “È intervenuta la prescrizione ordinaria” adduce come ragione del diniego il Ministero.

Il Ministero nega i diritti di D’Onofrio Gaetano

La tesi del Ministero della Difesa è errata. Innanzitutto, non si comprende perchè, a suo tempo, non fu informato del rischio amianto. L’Avv. Ezio Bonanni ha dimostrato che vi fu una carenza di informazione. Il senso dell’onore militare, richiamato dal Presidente dell’ONA, avrebbe imposto di informare sul rischio. Non solo nel corso del servizio, ma anche con la diagnosi della malattia che è asbesto correlata. Soprattutto, con l’art. 20 della L. 183/2010, fu istituito sia il diritto alle prestazioni previdenziali, che al risarcimento del danno.

Innanzitutto vi sono queste condotte, poi vi è il fatto che il militare si è dovuto curare, e si deve ancora curare, e che nulla gli può essere rimproverato.

In più, la legge istitutiva del diritto (art. 20 L. 183/2010) è entrata in vigore in data 24.11.2010. Gli atti di richiesta di risarcimento e delle prestazioni sono stati inoltrati prima dei 10 anni dall’entrata in vigore della legge. Il Ministero ha rigettato le richieste il giorno dopo, senza alcuna istruttoria. Per questi motivi, già in data 05.11.2020, l’Avv. Ezio Bonanni ha invitato il Ministero a rivedere le sue decisioni. Ha, inoltre, preannunciato l’azione giudiziaria in tutte le competenti sedi.

In più fatti e circostanze sono state già denunciate alla competente Procura della Repubblica, e gli atti sono stati avocati dal Procuratore Generale.

Vittime del dovere News ONA: le dichiarazioni di D’Onofrio

Quando mi chiedono quanti anni ho io rispondo 41 più dodici – dice D’Onofrio eloquentemente – ho vissuto fino a 41 anni, poi il caos: dire che incomincia un calvario è dire poco

A D’Onofrio va in pezzi la salute e la vita, ma più di qualsiasi altra brucia la ferita del non poter più prestare onorato servizio per causa della malattia.

Matteo Vanzan: eroe dell’Esercito Italiano

Il nostro Caporalmaggiore fu ucciso il 17.05.2004 perchè il campo di Nassiriya fu attaccato da milizie sciite. La salma fu tumulata con gli onori militari nel piccolo paese Camponogara presso Venezia. Il corteo fu salutato da ali di folla, e guidato dal Generale di Corpo D’Armata, Roberto Fenu.

Enzo Vanzan: il ricordo della memoria del figlio

Matteo Vanzan era un giovane fuciliere dei lagunari, un corpo speciale dell’Esercito Italiano. Questo reggimento è stato sconvolto dall’epidemia di mesoteliomi, che hanno già procurato la morte di Sarti Lauro, Raineri Mauro e Cattozzo Ferdinando.

Questa strage di mesoteliomi reggimento lagunari ha reso necessaria l’azione giudiziaria dell’ONA, per la tutela dei diritti dei familiari. Anche in questo caso il Ministero nega il diritto delle vittime.

Il padre di Matteo Vanzan invece parla di cosa è stato riconosciuto e cosa no. “A mio figlio è stato riconosciuto quasi tutto. La nostra battaglia è con l’INPS”.

Matteo Vanzan e la difesa dell’Avv. Ezio Bonanni

L’avvocato Bonanni a tal proposito più volte durante la puntata ricorda che spesso le maggiori resistenze provengono dagli enti previdenziali. Ma queste prestazioni non esauriscono il diritto delle vittime al risarcimento. Per cui l’Avv. Ezio Bonanni ha agito con la richiesta del risarcimento dei danni subiti prima di tutto da Matteo Vanzan, poi dal padre.

Matteo Vanzan

L’Esercito Italiano e il Ministero della Difesa avevano l’obbligo giuridico di evitare la morte di Matteo Vanzan, perchè avrebbero dovuto proteggerlo. La loro azione è stata negligente, perchè hanno esposto i nostri militari nel campo di Nassiriya a questo secondo attacco, dopo quello del 2003. Nel corso dell’attacco al campo, nel quale persero la vita 12 Carabinieri, 5 soldati dell’Esercito e 2 civili , vi furono degli errori. Il Ministero della Difesa e i Generali comandanti avrebbero dovuto evitare che i Carabinieri stazionassero nei pressi del luogo nel quale era conservato l’esplosivo.

Infatti, per le morti del 12.11.2003, è stato condannato a risarcire le vittime il Generale dell’Esercito Bruno Stano. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni vogliono che questi principi siano applicati anche per il caso Vanzan.

Pertanto, alla luce di alcuni precedenti specifici, sussiste il fondamento dell’azione di risarcimento del danno intrapresa dall’Avv. Ezio Bonanni.

Enzo Vanzan e la sua odissea giudiziaria

L’odissea di Enzo Vanzan inizia quando scopre che non è stato in realtà riconosciuto tutto in termini di risarcimento. Matteo Vanzan

Nessun rimborso può risarcire la vita di un figlio, lo sa bene un padre. Ma la Memoria e il giusto riconoscimento possono onorare una vita spesa per gli altri.

E proprio di senso dell’onore parla in conclusione il presidente dell’ONA, ricordando una strage silenziosa che si vuole occultare. “Onoriamo le leggi, questo basterebbe a risarcire le vittime. Le lacune ci sono ma gli uffici amministrativi possono ovviare senza problemi.

C’è un principio – continua – il risarcimento della vittima. C’è la legge del riconoscimento della vittima del dovere. Le leggi ci sono e vanno applicate”.

Carlo Calcagni: il Colonnello

L’ONA News TV ha acquisito dal colonnello Calcagni la documentazione che dimostra che è stato contaminato. 28 metalli pesanti sono nel suo corpo, e 2 sono radioattivi.vittime del dovere ONA News

ONA notiziario amianto aveva approfondito gli effetti cancerogeni e del programma vaccinale con:

Già il Prof. Giancarlo Ugazio dimostrò il potenziamento tra cancerogeni e metalli tossico nocivi. Anche con riferimento alle esposizioni da uranio impoverito. Per approfondimenti: 

Lo stesso Prof. Giancarlo Ugazio ha redatto la relazione sulle condizioni del Sig. Carlo Calcagni e ha confermato che è stato contaminato per motivi di servizio. In più, il Prof. Ugazio ha dimostrato che queste multiple esposizioni hanno comportato la c.d. sensibilità chimica multipla:

Riconducibilità all’esposizione nei teatri di guerra

Dalle conclusioni della Relazione medica dell’ultimo ricovero del Colonello Calcagni nel Centro di Altissima Specializzazione Estero Breakspear Medical.

Il Colonnello Calcagni: i sintomi

“I sintomi del Signor Calcagni sono iniziati molto distintamente in relazione al suo impiego nei Balcani come pilota di elicotteri, poiché è stato contaminato durante questo lavoro, nella misura tale da aver interferito con la sua capacità genetica di disintossicare.

Questo ha portato ad una maggiore sensibilità come la sensibilità alimentare e chimica, come documentato nei riferimenti del dottor Martin Pall, come fornito nelle informazioni allegate sulla sensibilità chimica multipla“.

La diagnosi di sensibilità chimica multipla

L’Avv. Ezio Bonanni e il Prof. Giancarlo Ugazio sono autori della pubblicazione “+++” (Minerva medica Torino gennaio 2011).

Infatti, il caso di Carlo Calcagni, è proprio quello tipico di sensibilità chimica multipla: 

“I risultati degli esami clinici e strumentali hanno rivelato una percezione sensoriale anormala, scarso equilibrio e un marcato tremore, problemi neurologici e caratteristiche parkinsoniane, come descritto sopra.

Come risulta dai risultati degli esami effettuati sulla raccolta di campioni biologici e dai risultati dell’esame fisico, questi mostrano un notevole deterioramento neurologico dal 2015.

Conclusioni: prova della sensibilità chimica multipla

Ora devo allegare l’ultima relazione del dottor Julu, la cui conclusione è citata in precedenza. In tale contesto, il dr. Julu ha sottolineato che Calcagni è affetto da disautonomia che è peggiorata.

Il sistema nervoso autonomo è parte della base del cervello ed è molto chiaro che in questo, c’è deterioramento.

Miglioramenti registrati dal Dott. Julu nella respirazione

Anche se c’è un miglioramento, come ha registrato il dottor Julu, nell’analisi respiratoria della CVT a livello del tronco encefalico, e questo è una conseguenza del sostegno terapeutico a cui il Signor Calcagni è sottoposto quotidianamente

Tuttavia, ha problemi del sistema nervoso centrale e non è in grado di guidare una bicicletta a causa della mancanza di equilibrio e limitazioni nelle sue capacità a causa degli effetti neuromuscolari della sua condizione.
Può usare un triciclo perché c’è un migliore controllo del suo equilibrio su questo.

Per quanto riguarda il suo corpo, tutti e quattro gli arti sono affetti da anomalie neurologiche, come documentato nella documentazione da me redatta e dal dottor Julu, e ha segni frequenti e moderati di atassia.

La discinesia che ha è dovuta al Parkinsoniano. Al Signor Calcagni è stato raccomandato di avere un sostegno terapeutico per la riduzione delle anomalie rilevate e le infusioni parenterali che sono state descritte in precedenza.

Abbiamo anche prescritto un supporto terapeutico per il parkinson, che è molto ben supportato nella letteratura, e sono allegati riferimenti che illustrano questo, così come le informazioni sul morbo di Parkinson.
Il Signor Calcagni è stato sottoposto, in Italia, ad esami che hanno accertato l’ipopituitarismo di cui è affetto.

La compromissione della funzione ipofisaria

I test sono stati effettuati per dimostrare che la funzione ipofisaria è stata compromessa e la terapia sostitutiva è assolutamente necessaria per tutti gli organi finali che sono sotto il controllo ipofisario: i sistemi tiroidei e
adrenogenitali.

Se il suo trattamento fosse sospeso, sarebbe estremamente rischioso per la stessa vita del paziente a causa del peggiorare delle caratteristiche del morbo di Addison, ipotiroidismo e debilità generale, e quindi il suo trattamento non deve essere fermato.

La sospensione di tale trattamento è medicamente controindicato.
Si prega di non esitare a contattarmi se avete bisogno di ulteriori informazioni”, (Dr. Jean Monro Direttore Medico GMC).

L’avv. Ezio Bonanni e la Commissione Parlamentare d’Inchiesta

L’Avv. Ezio Bonanni è stato sentito dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta dell’uranio impoverito in data 06.12.2017:

L’effetto delle radiazioni e delle nanoparticelle

L’ONA tutela la salute dei militari ed è fondamentale proteggerli da tutti i rischi. Tra queste, l’esposizione a nanoparticelle di metalli pesanti, piuttosto che radiazioni ionizzanti.

Il proiettile uranio impoverito è stato ampiamente utilizzato. Questi proiettili provocano un’elevata temperatura, quasi 3.000 gradi, per cui, tutto si polverizza. La potenza distruttiva di questi proiettili dipende proprio dal fatto che scatenano una elevata temperatura.

Proiettile uranio impoverito

Ciò è dovuto alle modalità di fabbricazione di questo proiettile DU, che contiene anche una percentuale di plutonio.

In questo modo, si viene a creare una elevata temperatura. Nell’impatto, l’esplosione dell’uranio e plutonio, scatena la reazione a catena. La temperatura si eleva fino a 2.500 gradi. Anche la corazza del carro armato è penetrata, e il carro armato è distrutto. Le nanoparticelle di metalli pesanti e le stesse radiazioni, contaminano il territorio. Nei vari teatri balcanici, e in quello del Golfo Persico, i nostri militari sono stati esposti a queste sostanze.

Proiettili uranio impoverito: capacità distruttiva

Il fatto stesso che l’uranio impoverito si dissolve nell’aria, provoca la contaminazione e, quindi, l’esposizione. Come rappresentato in questa foto, perfino i più potenti carri armati sono distrutti.

Esplosione carro armato

La foto a margine dimostra questa condizione di elevata distruttività dei proiettili. In particolare, quelli di 30 cm in dotazione agli aerei americani A-10. 

Il meccanismo di funzionamento prevedeva che, dopo 4 proiettili normali o al tungsteno, le quattro mitragliatrici, utilizzassero un proiettile DU.

Il Colonnello Calcagni è stato esposto all’uranio impoverito, come confessato dallo stesso Ministero.

vittime del dovere ONA News

Come si vede dal documento confessorio, vi è la prova delle ragioni del Colonnello Calcagni. 

ONA notiziario amianto pubblica, in esclusiva, le prove schiaccianti. Queste prove inchiodano alle loro responsabilità il Ministero della Difesa. Non è intenzione del Colonnello rinnegare il suo essere soldato e, quindi, il sacrificio per la patria. 

Lui ha accettato consapevolmente di poter morire per la patria, ma non certo di essere contaminato. Soprattutto, non può accettare che, ad essere coinvolti pesantemente, siano anche i suoi familiari. Soprattutto, la moglie e i figli.

Ma, ancora, nel corso della trasmissione, il Colonnello ha dichiarato di voler contribuire, in modo decisivo, all’impegno dell’ONA in favore delle vittime e dei familiari. La preoccupazione del Colonnello, è proprio quella dell’abbandono delle vittime.

Il Colonnello: tutelare gli orfani anche non a carico

Questo abbandonare le vittime, in particolare gli orfani, ed è stata ricordata l’orfana Dott.ssa Renata Tiraferri Roffeni, non può essere da lui condivisa. Così, vale per tutti gli altri orfani ed, allora, bisogna fare fronte comune. Non solo la prevenzione primaria e secondaria, ma, anche, la prevenzione terziaria, gli indennizzi e i risarcimenti.

I Ministeri, tra cui il Ministero della Difesa, possono rigettare la domanda in caso in cui la prestazione sia già erogata al congiunto della vittima. Questa tesi si avvale di art. 6 della L. 466/1980 e di SS.UU. 22753/2018.

Tuttavia entrambe le normative non sono applicabili nel caso di figlio di vittima del dovere non a carico fiscale. Questa tesi è sostenuta dall’Avvocato Bonanni ed è ribadita da diverse Corti di merito.

Per esempio la Corte di Appello di Genova, in funzione di Magistratura del lavoro, n. 575/2019 ha ritenuto non applicabile l’art. 6 della L. 466/1980 perché fa riferimento alla sola speciale elargizione.

A tal proposito, la Corte di Cassazione, in Civile Ord. Sez. 6 Num. 15224 del 2021, ha precisato che, in merito alla questione, non ha ancora assunto una posizione.

Per questo motivo, l’Osservatorio Nazionale Amianto continua la sua azione di tutela.
Perciò invita tutti gli orfani di vittima del dovere non a carico, a proseguire nelle loro richieste e ad impugnare le sentenze risultate negative.

Carlo Calcagni: documento sconcertante. La resa dei conti

Carlo Calcagni è Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano. Nel corso del suo servizio, è stato paracadutista, pilota ed istruttore di volo di elicotteri. Nel corso della missione di peacekeping in Bosnia, è stato contaminato da sostanze tossiche e radioattive.

vittime del dovere ONA News
Colonnello Carlo Calcagni, un eroe ma soprattutto un uomo sempre accanto alla popolazione.

Nel suo corpo sono stati trovati 28 metalli pesanti tra cui due radioattivi. Ciò risulta essere stato accertato dal Dott. Pasquale Montilla e confessato dall’amministrazione.

Tuttavia, il Ministero della Difesa in uno sconcertante documento a firma di un alto ufficiale, che ONA notiziario amianto pubblica in esclusiva, aveva, addirittura, negato lo stato di servizio del militare.

Pubblichiamo, ora, questo documento, per dimostrare, in modo documentale, che, in realtà, quanto dichiarato in quella sede non corrisponde al vero.

Come dichiarato dal Colonnello, il documento è stato successivamente revocato. Ci chiediamo se ora il Ministero ha intenzione di fare luce su questa vicenda, e di avviare un procedimento disciplinare a carico del responsabile.

Il Colonnello Calcagni ha un motto che condivide anche l’Avv. Ezio Bonanni: “mai arrendersi”.

vittime del dovere ONA News

Quindi, l’ONA chiederà lumi al Ministro della Difesa. Rimaniamo, quindi, in attesa di sapere anche le ragioni per le quali il Colonnello non è stato, ancora, risarcito. Infatti, aveva chiesto la liquidazione, anche a titolo simbolico, di 1 euro.

Vittime del dovere ONA news: il senso dell’onore 

Tuttavia, l’Avvocatura dello Stato si ostina ancora a smentire la verità dei fatti, perfino l’avvenuto riconoscimento.

Infatti, nel corso della trasmissione, il Colonnello ha ripercorso tutta la storia del suo procedimento amministrativo. Prima, il riconoscimento di causa di servizio, poi dello status di equiparato alle vittime del dovere. Infine, di ottenere gli stessi diritti che spettano alle vittime del terrorismo.

Colonnello Carlo Calcagni

Il Colonnello Calcagni si è molto rammaricato per il comportamento del militare che ha sottoscritto l’atto poco veritiero che, poi, è stato revocato. Ha ritenuto questo comportamento contrario all’onore militare.

È importante il concetto di onore militare, e, specialmente per la questione amianto, le Forze Armate hanno smarrito il senso della lealtà, che pure, li ha sempre caratterizzati.

Nel frattempo il Colonnello Calcagni si vede negati i diritti al risarcimento del danno. Il Colonnello Calcagni non intende promuovere il giudizio di risarcimento, contro quella stessa Forza Armata per la quale ha servito, e che ha definito la sua seconda famiglia.

Nella toccante lettera che il padre del colonnello, Sig.  Antonio Calcagni ha scritto al Presidente della Repubblica e che ONA notiziario amianto pubblica in esclusiva, l’Esercito è definito la seconda famiglia.

L’azione dell’ONA per avere chiarezza

L’ONA chiede chiarezza al Ministero della Difesa, in seguito alle dichiarazioni del Colonnello Calcagni, urge un immediato confronto.

Si ritiene infatti molto grave che in una nota sia stato negato il ruolo e le attività del colonnello Calcagni e che ancora a tutt’oggi egli sia ancora privo del risarcimento del danno.

Quindi, l’ONA insiste anche per la tutela dei familiari. Anche i familiari di coloro che sono dipendenti del Ministero hanno dei danni alla salute e devono ricevere tutela.

Lobby amianto bando mondiale: appello dell’ONA

Meeting of the COPs to the basel Rotterdam and Stockholm convention
Amianto crisotilo

Sono contrarie le Lobby amianto bando mondiale. I produttori dell’amianto continuano ad insistere sostenendo che il crisotilo, uno dei minerali di amianto della classe dei serpentini, sarebbe innocuo per la salute.

Consulenza

Lavori della Convezione di Rotterdam sulla questione amianto

I lavori della Convezione di Rotterdam, a Ginevra, hanno avuto come centro di riferimento, la discussione sull’amianto crisotilo. I produttori e anche alcuni Stati, per anni, hanno insistito per poter commercializzare i materiali di amianto. Questo è il caso per esempio di amianto Canada.

L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA hanno, più volte, ribadito la necessità di una messa al bando globale e di un intervento dell’OMS. Si auspica che ponesse un divieto di utilizzo di amianto rispetto alla semplice raccomandazione.

Crisotilo amianto cancerogeno: divieto di utilizzo nel mondo

L’ONA ribadisce che, anche l’amianto crisotilo è cancerogeno. Lo stesso IARC nella sua ultima monografia lo conferma:

Asbestos is the generic commercial designation for a group of naturally occurring mineral silicate fibres of the serpentine and amphibole series. These include the serpentine mineral chrysotile (also known as ‘withe asbestos’), and the five amphibole minerals – actinolite, amosite (also known ad ‘brown asbestso’), anthophyllite, crocidolite (also known as ‘blue asbestos’), and tremolite.

The conclusions reached in thism Monograph about asbestos and its carcinoegenic risks apply to these six types of fibres wherever they are found, and that includes talc containing asbestiform fibres. Erionite (fibrous aluminosilicate) is evaluated in a separate Monograph in this volume“.

Lo stesso OMS dichiara:

All types of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials”.

Quindi, se ciò è precisato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per quale motivo, non è posto un divieto fermo?

Si ha il terribile sospetto che il tentennare dell’OMS sia legato alle pressioni della Russia e dell’India ma, soprattutto, della Cina. Quest’ultima, ha il controllo politico ed economico dell’OMS ed è tra i maggiori utilizzatori di amianto.

Produzione amianto nel mondo: Russia e Cina in prima fila

Prosegue, ancora, nel 2018, la produzione di amianto nel mondo. Nonostante l’unanime consenso scientifico circa l’elevata lesività dell’amianto per la salute umana, ci sono, ancora, Stati canaglia. Ci riferiamo alla Russia, al Kazakhstan e alla Cina.

La produzione di amianto nel 2018 in migliaia di tonnellate:
   Russia 710,000
   Kazakhstan 203,000
   China 125,000
   Brazil 110,000

È necessario, quindi, intervenire con accordi dell’Organizzazione Internazionale del Commercio, perché l’amianto sia posto al bando in tutte le Nazioni. In particolare, deve essere posto il divieto di estrazione e commercializzazione. Ma le lobby amianto bando mondiale continuano a essere contrarie.

Tant’è vero che le stesse raccomandazioni dell’OMS sono rimaste inascoltate. La produzione nel 2018 è stata più elevata rispetto al 2016:

La produzione di amianto nel 2016 in migliaia di tonnellate:
   India 308,000
   China 288,000
   Russia 234,000
   Brasile 120,000
   Indonesia 114,000

La capacità lesiva dell’amianto e l’epidemia in Italia

In Italia, poiché si è fatto largo utilizzo di questi minerali, vi è un’elevata incidenza di malattie asbesto correlate. Infatti, oltre al mesotelioma, che uccide, ogni anno, fa migliaia di vittime, come confermato anche dal VII Rapporto Mesoteliomi, ci sono tutte le altre malattie asbesto correlate.

Ci sono quelle fibrotiche, tra cui asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, ma anche tumori amianto. Tra questi ultimi ci sono i vari tipi di mesotelioma:

Ci sono, anche, tutte le altre neoplasie ricollegabili alla esposizione amianto:

Questi sono i cancri per i quali vi è unanimità scientifica sulla loro eziologia da esposizione a fibre di asbesto. Poi, ci sono le altre neoplasie:

Su queste neoplasie non vi è unanimità scientifica. Però, la stessa monografia dello IARC comprova che, nei lavoratori dell’amianto ve ne è una più alta incidenza.

Queste malattie, presentano tempi di latenza che possono raggiungere anche i 50 anni. Basti pensare che, solo il mesotelioma e il tumore polmonare, causano 107.000 decessi ogni anno, come accertato dalla stessa OMS e confermato dalle monografie IARC.

Lobby amianto bando mondiale: ancora nessun fatto

Ancora oggi, soltanto 60 Paesi nel mondo hanno posto al bando il minerale. L’amianto viene estratto e lavorato per più di 2 milioni di tonnellate ogni anno. I Paesi principali responsabili di questo crimine sono: la Russia (il 28,3%), la Cina (23,5%), l’India (17,7%) e amianto Brasile (10,1%).

Gli ultimi dati che abbiamo sopra riportato, impongono, quindi, a dispetto delle lobby amianto bando mondiale, con riferimento alla Convenzione di Rotterdam.

I Paesi firmatari della Convenzione di Rotterdam

L’ONA, sostiene con l’Ituc, il Sindacato Mondiale dell’Industria, l’iniziativa assunta dalle 12 Nazioni africane, che hanno chiesto l’inserimento dell’amianto crisotilo, nella Convenzione di Rotterdam.

Ci sono state diverse riunioni, prima della quale l’ONA, anche attraverso questo notiziario, ha lanciato questo appello. Sono, ora, trascorsi altri anni senza che si sia risolto nulla. L’ONA insiste per la messa al bando globale dell’amianto.

ONA: appello al Governo per il bando globale dell’amianto

L’ONA, nella conferenza stampa del 13.10.2020, ha reiterato l’appello rivolto attraverso questo notiziario amianto. Il Giornale sull’Amianto, organo di informazione dell’ONA, ha lanciato l’appello per la messa al bando globale.

Già il 02.05.2017, nella sua intervista a questo notiziario amianto, l’Avv. Ezio Bonanni ha dichiarato:

Abbiamo preso in prestito il nostro pianeta, e quindi lo dobbiamo restituire ai nostri figli integro“. È quanto affermato dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

La salute del pianeta è la salute di tutti i cittadini, o meglio, di tutto il genere umano. La prevenzione primaria è l’unica legge in grado di tutelare la salute dal rischio amianto. Una legge scientifica, e al contempo etico-morale, con il suggello dell’autorevole insegnamento di Papa Francesco, ispiratore delle attività dell’ONA”.

Papa Francesco a supporto delle tesi dell’ONA

Lo stesso Papa Francesco: “Questa Terra, protesta per il male che provochiamo a causa dell’uso irresponsabile, e dell’abuso dei beni, che Dio le ha posto. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La distruzione dell’ambiente umano è qualcosa di molto serio”.

La Lobby dell’amianto bando mondiale opposizione

Negli anni, infatti, l’hanno sempre avuta vinta alcuni Stati “canaglia”, ostaggio di lobby, che hanno bloccato il divieto di commercializzazione dell’amianto crisotilo. Questi Stati hanno posto il veto alla messa al bando di questo killer silenzioso.

Ora l’iniziativa dei 12 Stati africani tende a modificare le regole e a rendere sufficiente una maggioranza qualificata del 75%. In questo modo sarà più semplice imporre le limitazioni al commercio dell’amianto crisotilo.

La questione amianto a livello internazionale

Il Governo Francese, con décret 96-1133 del 24.12.1996, aveva imposto delle limitazioni alla fabbricazione, importazione e commercializzazione di prodotti contenenti amianto.

Il 28.05.1998, il Governo canadese ha impugnato il provvedimento innanzi l’OMC, con la conseguente apertura di una procedura di consultazione con la Comunità Europea. Il Canada informò il Dispute Settlement Body dell’OMC, e chiese l’istituzione di un Panel, per censurare le proibizioni imposte dal governo francese.

La richiesta si fondava sulla base della presunta violazione dell’art. 2 dell’Agreement on Technical Barriers to Trade (TBT Agreement), del principio di non discriminazione previsto nell’art. 111 del GATT. Oltre alla presunta violazione, di tutte le altre disposizioni che proibivano le restrizioni alle importazioni, e per il fatto che ci si paventasse una lesione ai sensi dell’art. XXIII: 1 (b) del GATT.

Lobby amianto bando mondiale: costituzione del Panel

Il Panel istituito in data 25.11.98, sulla base del ricorso del Canada, ha poi formulato al Dispute Settlement Body, perché fossero assunti provvedimenti. In data 18.09.2000 con il Report WT/DS135/R European Communities – Measures Affecting Asbestos and Asbestos-Containing Products non ha soddisfatto il Canada.

Il Canada ha ricorso all’Appellate Body dell’OMC per contestarne il contenuto. L’Appellate Body, nel suo Report WT/DS135/AB/R European Communities Measures Affecting Asbestos and Asbestos-Containing Products del 12.03.2001, ha parzialmente riformato il Report del Panel.

Entrambi furono adottati dal Dispute Settlement Body in data 06.06.2001.  Le decisioni del Governo Francese, vennero ritenute legittime e compatibili con gli impegni assunti in seno all’OMC.

In quanto, questa disciplina adottata dalla Francia, era giustificata dalla necessità di proteggere la vita e la salute umana, ai sensi dell’art. XX B degli accordi del GATT.

Iniziative ONA a favore della rimozione amianto crisotilo

L’ONA non comprende le ragioni secondo cui, nell’ambito della Convenzione di Rotterdam, non si riesca ad ottenere l’imposizione di limitazione al commercio dei materiali amianto. 

Dato che sia l’OMS che lo IARC hanno dichiarato anche l’amianto crisotilo cancerogeno, l’ONA insiste affinché vengano finalmente imposte restrizioni nel commercio dei materiali amianto. L’obiettivo finale, è giungere alla messa al bando globale della fibra killer.

Nei prossimi mesi, l’ONA, inoltrerà una formale istanza, presso la sede delle Nazioni Unite, affinché si dia corso a una formale declaratoria di sollecitazioni. In questo modo, ci auspichiamo sarà possibile limitare il commercio dei materiali amianto e, quindi, prediligere a dispetto delle lobby amianto bando mondiale. 

Lobby amianto bando mondiale: assistenza ONA alle vittime

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto fornisce un servizio di assistenza gratuita per le vittime amianto, sia legale gratuita sia medica e tecnica.

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Scuole amianto: i diritti delle vittime

amianto scuole Regione Lazio

Il rischio scuole amianto è stato denunciato dall’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni

La prima sentenza di condanna del Ministero dell’Istruzione per mancata bonifica dall’amianto arriva nel 2021. Il Tribunale di Bologna ha condannato il Ministero al risarcimento del danno subito dalla professoressa Olga Mariasofia D’Emilio, per la somma di 930.258 euro, che vanno alla sua famiglia. La professoressa, infatti, dopo aver contratto il mesotelioma pleurico, purtroppo è morta nel febbraio 2017.

Un provvedimento storico – ha commentato l’Avvocato Ezio Bonanni – che sancisce i diritti dei lavoratori esposti all’amianto anche nel mondo della scuola. Tanti studenti e insegnanti sono stati per anni a rischio esposizione amianto e anche tra questi sono stati registrati moltissimi casi di patologie asbesto correlate“.

L’ONA ha istituito il servizio di tutela legale, che permette di richiedere assistenza per ottenere il risarcimento danni, il prepensionamento e l’indennizzo INAIL. Inoltre mette a disposizione anche l’assistenza medica, grazie all’aiuto di medici volontari.

Consulenza Scuole amianto

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Scuole amianto: le bonifiche vanno avanti

L’impegno dell’ONA è stato premiato. Molti siti sono stati bonificati grazie alle segnalazioni dell’ONA e alle azioni giudiziarie.

Dopo reiterate richieste, l’associazione ONA è riuscita a far convocare l’XI° Commissione Capitolina. In data 20.03.2018, l’ONA partecipa ai lavori. L’Avv. Ezio Bonanni ha sollecitato la bonifica dei plessi scolastici nella capitale e in tutto il Lazio.

Molto ancora resta da fare. Secondo i dati Ona (aggiornati al 2022), infatti, le scuole italiane nelle quali è ancora presente amianto sono 2292. Sono circa 356.900 gli studenti esposti, ai quali si devono aggiungere circa 50mila persone tra personale docente e non docente.

Tanti sono stati negli anni gli insegnanti e gli operatori scolastici colpiti dal mesotelioma, il tumore causato dall’amianto. Il VII Rapporto ReNaM dell’INAIL, uscito nel 2021, ne ha registrati, tra il 1993 e il 2018, ben 121. Maestre e maestri elementari, operatori scolastici, insegnanti nelle scuole e nei corsi di qualificazione professionale e tecnici di laboratorio chimico hanno avuto la terribile diagnosi. Purtroppo l’esito è molto spesso infausto.

Il loro numero, rispetto ai primi anni di rilevazione, è purtroppo in crescita. Tutte esposizioni che si sarebbero potute evitare se il Legislatore fosse intervenuto prima. La pericolosità del minerale è, infatti nota, già dai primi del Novecento. I nostri bambini e chi lavora nella scuola continua ad essere a rischio amianto in tante strutture.

Rischio danni alla salute dei professori e degli alunni

Le fibre dei minerali di amianto, provocano danni alla salute anche alle basse dosi. In più, come dimostrato dall’Avv. Ezio Bonanni, le fibre di amianto sono presenti nelle scuole contaminate con alte esposizioni.

Infatti, l’incidenza dell’esposizione amianto scuole, è stata trattata dall’Avv. Ezio Bonanni in Palazzo Vecchio a Firenze, nella conferenza stampa del 10 aprile 2015. Inoltre Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2022 censisce 2.400 scuole contaminate.

Studenti e insegnanti continuano a essere esposti per i ritardi nelle bonifiche a causa della presenza di amianto spruzzato nelle palestre, pannellature in amianto, coibentazioni di tubazioni. Inoltre, cartoni e tessuti di amianto potevano essere utilizzati nei laboratori tecnici e artigianali.

A questi rischi si aggiungono quelli dovuti al fatto che il 58% delle scuole è privo delle certificazioni, tra cui quella sull’agibilità. In più, il 41,4% sono in area sismica 1 e 2 e soltanto il 30% è costruito con la tecnica antisismica.

Tutela legale del personale docente e non docente

L’amianto nelle scuole provoca l’esposizione del personale docente e non docente. L’ONA ha, più volte, sollecitato la bonifica, anche con azioni giudiziarie. Nel VI Rapporto mesoteliomi, pubblicato nell’autunno 2018, risultano censiti 91 casi di mesotelioma.

Questo dato epidemiologico, circoscritto a soli casi di mesotelioma amianto istituti scolastici, cresce secondo l’ultimo rapporto ed è solo la punta dell’iceberg. Infatti, questi minerali provocano molti danni alla salute. L’ONA ha dimostrato l’elevato potere cancerogeno di tutte le esposizioni, anche quelle a basse dosi.

Tant’è vero che, le fibre di amianto provocano tutta una serie di altre malattie asbesto correlate, tra le quali il tumore del polmone, della laringe e molti altri tipi di cancro.

Per tali motivi, l’ONA continua a insistere sulla prevenzione primaria. Non va trascurata neanche la prevenzione secondaria del personale docente e non docente.

Riconoscimento malattia professionale scuole amianto

Infine le vittime devono salvaguardare i propri diritti attraverso la prevenzione terziaria. Nel caso di malattie asbesto correlate e danni amianto per il personale scolastico, occorre ottenere il riconoscimento di malattia professionale e attivare la tutela INAIL.

Oltre alle prestazioni INAIL (indennizzo o rendita), il personale docente e non docente danneggiato dall’amianto nelle scuole ha diritto ai benefici contributivi. Queste maggiorazioni contributive amianto scuole sono riconosciute dall’art. 13, co. 7, L. 257/1992.

I contributi aggiuntivi sono pari al 50% del periodo di esposizione alle fibre di asbesto nelle scuole.

Il personale scolastico esposto ad amianto, che ha subito un danno alla salute riconosciuto dall’INAIL, ha diritto al prepensionamento. Tuttavia, nel caso in cui tali maggiorazioni non dovessero far maturare il diritto a pensione allora, si può domandare la pensione invalidità amianto.

In caso di danni alla salute con il riconoscimento INAIL, esiste il diritto all’integrale risarcimento del danno. Si tratta dei danni differenziali, che debbono essere risarciti. La quantificazione è sempre equitativa.

Scuole amianto, la condanna del Ministero dell’Istruzione

Si condanna al risarcimento il Ministero dell’Istruzione per la morte della professoressa Olga Maria D’Emilio, insegnante presso la Scuola Media Farini di Bologna. È stata esposta ad amianto, presente sia nelle strutture sia nei laboratori di chimica e fisica. Il 17 maggio 2002 si diagnostica il mesotelioma pleurico.

Oltre ad affrontare la malattia la donna ha intrapreso anche un lungo procedimento penale. In questo è stata assistita dagli avvocati Ezio Bonanni e Massimiliano Fabiani, e dall’ONA che, come associazione, è da sempre al fianco dei lavoratori esposti ad amianto. Il Dott. Arturo Cianciosi, medico legale dell’ONA, ha identificato l’esposizione ad amianto.

La sentenza arriva nel dicembre 2021, quasi 4 anni dopo la morte della donna. Il risarcimento andrà ai figli, rimasti orfani. Il provvedimento si può considerare l’eredità della professoressa per tutti quei lavoratori del mondo della scuola che si trovano, o si troveranno, purtroppo, a vivere il suo stesso incubo, magari con qualche tutela in più.

Inizio delle bonifiche nelle scuole di Roma

A Roma si è giunti finalmente a una svolta. Grazie a un investimento di 10 milioni di euro, 111 edifici della Città metropolitana saranno bonificati. L’amministrazione provvederà così a rimuovere e smaltire il minerale dagli istituti superiori del territorio.

I fondi sono regionali e arrivano dal Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020. Il Piano di rimozione dell’amianto riguarderà 48 scuole del nord del territorio metropolitano, 41 a sud, 22 a est e 77 nel territorio comunale di Roma.

Consulenza gratuita vittime nelle scuole

L’ONA assicura l’assistenza alle vittime nelle scuole. Si può richiedere una consulenza gratuita attraverso il form o chiamando il numero verde.

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    Roma rischio amianto scuole: l’ONA per la bonifica

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    Amianto nelle scuole

    Roma rischio amianto scuole: riflettori puntati sulla capitale, presso cui l’ONA è operativa già dal 2008. Molti edifici scolastici sono stati oggetto di bonifica nella città di Roma.

    È stato così premiato lo sforzo dell’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Avv. Ezio Bonanni. Un lavoro, quello della bonifica delle scuole, necessario. Inoltre l’ONA continua a tutelare le vittime esposte alla fibra killer con il servizio di consulenza gratuita legale e medica.

    Consulenza Roma rischio amianto scuole

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    Roma rischio amianto scuole: XI Commissione Capitolina

    Nonostante l’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni, la problematica dell’amianto nelle scuole non sembrerebbe ancora arginata. Molti cittadini, però, iniziano a riconoscere la gravità del problema e temono per la vita dei propri figli.

    L’Osservatorio Nazionale Amianto parteciperà all’iniziativa e prenderà parte ai lavori per risolvere la situazione amianto, presente ancora in molti edifici scolastici della Capitale.

    Situazione, denunciata dall’associazione stessa dal lontano 2009, e che tutt’oggi non sembra trovare spazio per scrivervi la parola fine.

    Questo appuntamento è stato fortemente voluto dall’On.le Francesco Figliomeni, nonché Consigliere del Comune di Roma con Fratelli d’Italia. Un incontro necessario per spronare a riaprire un dibattito che sembrerebbe ormai dormiente, sulla presenza di materiali cancerogeni all’interno di edifici scolastici ancora frequentati.

    Il fine dell’On.le Figliomeni infatti, è quello di sollecitare le istituzioni ad eseguire operazioni di bonifica e messa in sicurezza delle strutture pubbliche. Anche queste, richieste avanzate da lungo tempo dall’ONA, proprio per tutelare i cittadini.

    Roma rischio amianto scuole: parla l’Avv. Ezio Bonanni

    «Ci auguriamo che dalle parole seguano i fatti. Per l’amianto nelle scuole, come per le buche nelle strade di Roma. Noi il prossimo 20 marzo saremo presenti per continuare a chiedere prima di tutto la messa in sicurezza degli edifici scolastici, e poi la rimozione dei materiali di amianto e contenenti amianto» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

    La bonifica degli edifici pubblici rappresenta infatti per l’ONA uno degli obiettivi primari, per il quale bisogna insistere fino ad ottenere la vittoria. È infatti preoccupante pensare che i nostri figli possano un domani contrarre una patologia asbesto correlata, facendo un’azione così comune come stare seduti tra i banchi di scuola.

    “Daremo il nostro contributo e per chiedere al Comune di Roma e all’amministrazione Raggi l’adeguata applicazione delle norme finalizzate allo smantellamento di amianto dalle strutture pubbliche e scolastiche, eliminando le criticità che possono essere adottate in una logica di superamento del problema”, dichiara Michele Rucco, Segretario Generale dell’ONA, che sarà presente all’incontro di domani rappresentando l’associazione ed incalzando così l’impegno dell’associazione nella lotta contro l’amianto.

    Focus di approfondimento sul rischio amianto

    In seguito alle numerose denunce esposte dall’ONA, è stata effettuata una verifica del numero dei casi di mesotelioma tra il personale docente e non docente e sono stati registrati 63 casi nel comparto istruzione: 41 uomini e 22 donne. A scorrere le categorie professionali, c’è da restare di sasso: 25 insegnanti, 6 bidelli, 5 tecnici di laboratorio e così via.

    Questo lancia un serio allarme non solo per i bambini, adolescenti che frequentano le strutture pubbliche contaminate, la minaccia infatti incombe anche sul personale degli edifici scolastici.

    Nel corso degli anni, il numero dei casi di mesotelioma è aumentato. L’ amianto nelle scuole era presente perché veniva adoperato come isolante termico e antincendio, come è avvenuto a lungo in tutti gli edifici pubblici.

    Nelle scuole, l’amianto era presente anche nei cartoni e nei tessuti d’amianto nei laboratori tecnici e artigianali e prima che venisse commercializzato sotto forma di panetto premiscelato e pronto all’uso perfino il Das, nel quale è stato trovato il crisotilo.

    Speriamo quindi che alla luce dell’incontro che avverrà domani, qualcosa possa cambiare in modo da tranquillizzare le famiglie, gli insegnanti e il resto del personale impiegato nelle scuole, costretti a convivere con l’incubo di doversi ammalare pur avendo come unica colpa quella di compiere il proprio dovere.

    Scuole amianto, condannato il Ministero dell’Istruzione

    La professoressa Olga Mariasofia D’Emilio, ha inalato la fibra killer dove insegnava, nella scuola media Farini di Bologna, per oltre 10 anni. Il 17 maggio 2002 gli è stato diagnosticato un mesotelioma pleurico. L’esposizione all’amianto è stata identificata da dottor Arturo Cianciosi, medico legale ONA. Da qui si è partiti per il ricorso.

    La sentenza è arrivata nel dicembre 2021, quasi 4 anni dopo la morte della donna. La famiglia della professoressa è stata risarcita per 930mila euro. Il Tribunale di Bologna ha condannato il Ministero dell’Istruzione a pagare l’ingente somma, proprio per la mancata bonifica dell’istituto scolastico.

    Una sentenza storica“, ha dichiarato il presidente dell’ONA, che è sicuro che questo risultato sarà utilizzato in tanti procedimenti simili, anche a Roma.

    Consulenza gratuita ONA dedicata alle vittime

    L’ONA e l’Avvocato Bonanni garantiscono alle vittime esposte ad amianto e ai loro familiari l’assistenza medica e l’assistenza legale. Per avere maggiori informazioni e richiedere la consulenza basta chiamare il numero verde o compilare il form.

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      Sport scuola ambiente amianto: prevenzione primaria

      Coni Sport
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      Sport scuola ambiente amianto: la prevenzione primaria è il punto di partenza. Questo è il punto chiave che anche il CONI ha ribadito al Ministro dell’Ambiente quando fu sottoscritto il protocollo nel maggio del 2019.

      Il successivo 30.05.2019, si è celebrata la conferenza ONA, alla quale è intervenuto anche l’Avv. Ezio Bonanni e il presidente del CONI Giovanni Malagò.

      Il protocollo d’intesa Ministero dell’Ambiente e CONI

      La recente sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra Ministero dell’ambiente, CONI e nuova Agenzia Sport e Salute (maggio 2019). Infatti, il protocollo è “Per la sensibilizzazione sulle tematiche ambientali legate allo sviluppo sostenibile”. Si apre, così, a tre ordini di problemi.

      Ovvero, l’esigenza che soggetti come le Associazioni Benemerite con precipuo ruolo di promotrici di valori etici e sociali. In questo modo, è coinvolto anche ONA Fairplay. Il tutto grazie all’impegno del Dott. Ruggero Alcanterini.

      La “plastic free” ed altri obiettivi come il risparmio energetico e delle risorse naturali, a partire dall’acqua, sono condivisibili. Tuttavia, questi non possono essere temi che escludono quelli della tutela dello sport.

      Importante anche l’attività sportiva, ovvero le attività scolare e prescolare.

      Sul punto, vi è un’azione sinergica di ONA con il CONI, ferme le rispettive competenze. Per questo motivo, il Dott. Ruggero Alcanterini insiste perché il Governo Nazionale assuma gli impegni dovuti a tutela dello sport. 

      In particolare, è necessaria la presa d’impegno globale per le risorse necessarie per gli impianti sportivi e per le attività del CONI. Senza entrare nel merito delle recenti modifiche legislative. Tuttavia, l’impegno del Governo in favore dello sport, avrebbe ricadute importanti.

      Infatti, intensificare l’attività sportiva sarebbe fondamentale per la prevenzione di alcune malattie come, per esempio, il diabete e i danni cardiaci.

      Per cui, è fondamentale che il Governo affronti il gravissimo problema ambientale e di salute pubblica legato alla presenza di amianto. In particolare, al rischio esponenziale di esposizione nelle strutture sportive pubbliche e private.

      C’è un rischio complessivo, anche per quanto riguarda i plessi scolastici, come anche le palestre delle scuole. Per tali motivi, è condivisibile l’azione dell’ONA, finalizzata alla bonifica anche degli impianti sportivi.

      ONA news: Amianto nelle scuole, un pericolo ancora presente

      La prima puntata di ONA news, è stata dedicata al tema  “Amianto nelle scuole, un pericolo ancora presente”. Questo tema è stato approfondito anche con riferimento alle palestre negli istituti scolastici.

      Mai esplicitamente aperti alla problematica amianto

      AmiantoSempre sulla base dei contenuti del Protocollo, potenzialmente ma non esplicitamente aperti alla grave problematica derivante dall’amianto.

      Il tema dell’amianto, infatti, non può essere dimenticato dal Governo.

      Ruggero Alcanterini ed Ezio Bonanni insieme per la bonifica

      Posto che in base ai monitoraggi acquisiti le percentuali di contaminazione da fibre di asbesto raggiungono punte del 78% (scuole) e dell’82% (impianti sportivi), si deve affrontare il problema.

      Per cui, l’Osservatorio Nazionale Amianto e il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, tramite i Presidenti Ezio Bonanni e Ruggero Alcanterini, rinnovano l’appello al Governo. Anche al Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa, perché, dopo un investimento sulla scuola, siano messi in sicurezza anche gli impianti sportivi.

      Si chiede che il Ministro Costa affronti con criterio di priorità questo problema. Nel maggio del 2019, il Ministro Costa ha dichiarato: “Investiamo oltre 1,5 milioni di euro e le nostre conoscenze tecniche per trasformare lo sport nel miglior testimonial ecologico e plastic free”.

      Il protocollo di intesa del 19.04.2019, è stato sottoscritto presso il Ministero dell’Ambiente. In questo protocollo, si fa riferimento alla “valorizzazione della natura e della diffusione delle buone pratiche ecologiste e specificatamente plastic free su cui tanto stiamo lavorando”.

      Così ha dichiarato il ministro Sergio Costa. Questi ha esaltato lo sport nelle sue potenzialità, che è diffuso  dai giovanissimi agli adulti, possiamo renderci conto che questo protocollo ci permetterà di compiere un cambiamento potenziale di sensibilità in milioni di italiani”.

      Il Ministro Costa ha esaltato il binomio cultura sportiva e ambientale”.

      Proprio per questo l’ONA esprime fiducia nel Ministro dell’Ambiente Generale Sergio Costa.

      Infatti, fa riferimento all’investimento di 1,5mln di euro che, però, l’ONA ritiene insufficienti, anche se fosse tutto circoscritto alla “collaborazione continua tra mondo dell’ambiente e dello sport”.

      Un accordo tra Sport e Ministro dell’Ambiente

      L’accordo sancisce la collaborazione nella realizzazione di attività ed iniziative. Il Ministero metterà a disposizione il proprio know how di competenze specifiche e tecniche. Ci sarà un finanziamento complessivo di oltre 1,5 milioni di euro e avrà la durata di 5 anni.sport

      Il Coni e la sua società di organizzazione eventi si impegnano a promuovere una serie di iniziative.

      Tra queste, in particolare, la sensibilizzazione dei temi legati con gli obiettivi della “Agenda 2030”. Quest’ultima sullo Sviluppo sostenibile, di incentivare la formazione. Questo programma riguarderà dirigenti, tecnici, operatori del settore sportivo, affinché la tutela dell’ambiente venga considerata con un approccio multidisciplinare.

      Il tutto, in un’ottica di economia circolare, di promuovere relazioni e partenariati con Federazioni ed Enti di promozione sportiva, Amministrazioni, enti di ricerca, università. Ciò per la diffusione di una cultura della salvaguardia della biodiversità e della riduzione dell’impatto ambientale in tutti gli eventi sportivi.

      Ma anche di valorizzare il ruolo delle istituzioni no profit sportive e dei volontari attivi in questo settore. Sono state premiate le migliori pratiche di integrazione degli obiettivi ambientali nello sport. Con una particolare attenzione alle iniziative sportive che coinvolgono le fasce più deboli e marginali di giovani.

      Le conclusioni e i programmi dell’ONA: bonificare

      Nello sport, come nella scuola, occorre bonificare. Questo il programma di sport scuola ambiente amianto. Così, il cavallo di battaglia dell’ONA rimane quello della prevenzione primaria.

      In più, la tutela delle vittime, cioè, di coloro che, purtroppo, si sono ammalati, perché l’amianto è un cancerogeno perfetto. Anche poche fibre possono essere mortali. L’Avv. Ezio Bonanni ha denunciato questa condizione di rischio diffusa:

      Infatti, come chiarito dallo IARC nell’ultima monografia, l’amianto provoca una serie di patologie molto gravi. Non solo il mesotelioma, ma anche tumori del polmone e altri gravi cancri.