Equiparazione vittime del dovere e del terrorismo

Vittime del dovere Vittime del dovere

Equiparazione vittime del dovere a quelle del terrorismo

Equiparazione vittime del dovere. Le ultime novità (vittime del dovere news) sulla tutela delle vittime del dovere. Equiparazione vittime del dovere a quelle del terrorismo. Continua l’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni per la loro tutela.

Equiparazione vittime dovere e vittime del terrorismo

Il principio di uguaglianza tra vittime è fondamentale, e tuttavia non ancora affermato. A tutt’oggi le vittime del dovere e gli equiparati a vittime del dovere sono discriminati. A pagarne le conseguenze sono prima di tutto i figli superstiti, che se non nel carico fiscale, subiscono il rigetto.

Equiparazione vittime del dovere: tutela legale e medica

Chiama il numero verde, contattaci su Whatsapp o compila il form per ricevere assistenza gratuita.

WhatsApp-numero-onapng

    Equiparazione vittime del dovere e del terrorismo: chi sono?

    Sussiste una differenza nel perimetro e nell’ambito di operatività delle due categorie, e questo è ribadito dalla Corte di Cassazione, SS.UU. 22753/2018. Il Supremo Collegio, in un contesto di riconoscimento in favore di sorelle non a carico, ha ribaltato il risultato. Tuttavia ha confermato il diritto agli stessi importi nelle prestazioni identiche tra le due categorie di vittime. E’ il caso, per esempio, dell’assegno vitalizio che per tutti è di €500,00, ivi comprese le vittime del dovere.

    Del resto, la stessa Corte di Cassazione si era pronunciata su questo già con SS.UU. 7761/2017.

    In sostanza, sono vittime del terrorismo, coloro che subiscono una infermità e che perdono la vita in seguito ad azioni terroristiche. Sono tali quelle compiute dalla mafia o da altre organizzazioni criminali.

    In caso di delinquenza comune, invece, il soggetto è vittima del dovere, come se le pallottole o altri strumenti di morte potessero essere distinti. Per tali motivi, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni insistono perchè si identifichino, sotto il profilo delle tutele, tutte le vittime. In sostanza è vittima chi subisce una lesione, senza poter distinguere con diverse tutele.

    Vittime del dovere e del terrorismo: evoluzione della legge

    Quei cittadini italiani vittime del terrorismo  deceduti o lesi, hanno diritto  alle tutele. Coloro che subiscono dell’infermità in seguito ad azioni terroristiche e della criminalità organizzate sono le vittime terrorismo.

    Sono previsti una serie di benefici, anche conomici, per le cosiddette vittime del terrorismo. Si chiede che le stesse siamo attribuite pure alle vittime del dovere, che ci sia l’equiparazione vittime del dovere.

    Lo Stato riconosce a queste vittime delle tutele (vittime terrorismo tutele giuridiche, ed equiparazione vittime del dovere).

    Sulla base della legge 204 del 2006, sono vittime del terrorismo Coloro che sono deceduti o feriti per atti di causa terroristica. Tali atti possono verificarsi sia nel territorio nazionale che all’estero. Le disposizioni della legge 206 del 2004 interessano anche i cosiddetti superstiti cioè i familiari delle vittime. Anche le vittime del disastro aereo di Ustica del 1980 sono considerate vittime del terrorismo punto così le vittime della cosiddetta banda della Uno bianca. Nonché in quelle azioni criminali compiute sul territorio nazionale ripetitive. Cosi con equiparazione vittime del dovere.

    Mentre invece le vittime del dovere sono quelle di cui all’art. 1 co. 563 della L. 266/05. Poi ci sono i c.d. equiparati alle vittime del dovere, e cioè coloro che svolgono servizio in determinate condizioni. Come, per esempio, coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali della Marina Militare. Ciò è stato stabilito espressamente dall’art. 20 della L. 183 del 2010.

    In questo ambito, anche tutte le altre vittime dell’amianto, anche se appartenenti all’Esercito, alla Marina e ai Carabinieri, piuttosto che ad altri Corpi, hanno ottenuto tutela. In particolare con il riconoscimento, oltre che della causa di servizio, anche della qualità di vittima del dovere.

    Quali sono i benefici delle vittime del terrorismo?

    Nel 2004, lo Stato italiano ha aggiornato la legislazione per tutelare le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Per tali motivi, ha emanato una serie di provvedimenti. In questo modo, le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata hanno ottenuto assitenza e provvidenza. In buona sostanza si tratta di provvidenze economiche in favore di queste vittime e dei superstiti.

    Questi benefici sono estesi anche loro fa ai loro familiari e ai superstiti, con accredito anche di contribuzione figurativa. Si tratta di un incremento della base pensionistica.

    In più, queste vittime e i superstiti hanno diritto alla esenzione IRPEF e a tutta un’altra serie di provvidenze economiche. Questi benefici sono stati introdotti con la L. 206 del 2004 e con successive normative.

    L’ambito di operatività di queste tutele è stato ampliato con la L. 222 del 2007 e poi con la L. 244 del 2007. In questo modo le normative di cui alla L. 206/2004, hanno ottenuto una revisione e un aggiornamento. Le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, hanno ricevuto maggiore tutela.

    Sono stati tutelati anche i nostri militari che hanno subito attentati all’estero. Sono rientrati in questa tutela anche le vittime di Nassiriya. Nonchè i loro familiari e superstiti. In questo modo, anche per le stragi c’è stata un’ampia tutela. Anche per quelle fuori dal territorio nazionale, per i cittadini italiani e i loro familiari.

    Gli orfani e le vittime della criminalità organizzata hanno diritto a tutte le prestazioni, senza che rilevi la loro posizione fiscale. Invece, per quanto riguarda le vittime del dovere, ed equiparati, in sede amministrativa, c’è la dichiarazione di inammissibilità. Per cui gli orfani di vittime del dovere, ivi compresi coloro che sono deceduti per malattie asbesto correlate, sono costretti, così, ad agire giudiziariamente.

    Incremento della retribuzione pensionabile vittime terrorismo

    L’articolo 2 comma 1 della legge 206 del 2004 ha previsto l’attribuzione di benefici di cui all’articolo 2 della legge 336 del 70. Così con l’incremento del 7,5% della retribuzione pensionabile. Questo beneficio è riconosciuto a coloro che subiscono un invalidità permanente per atti di terrorismo, e al coniuge superstite e agli orfani.

    Questo incremento ha effetti sia per la liquidazione della misura delle pensioni dirette, che per l’indennità di fine rapporto. Questo incremento della retribuzione pensionabile si ha anche con riferimento a qualsiasi altro trattamento equipollente.

    Questo diritto alla maggiorazione pensionistica spetta anche a coloro che sono andati in pensione prima dell’entrata in vigore della L. 206 del 26.08.2004.

    Così questo diritto è attribuito anche ai lavoratori del settore privato, come da circolare INPS 113 del 2005.

    Vittime terrorismo: aumento figurativo di 10 anni di anzianità contributiva

    Tutti coloro che sono vittima di attentato terroristico al ed hanno subito in maniera permanente hanno questo diritto. Si tratta dell’aumento di 10 anni di anzianità contributiva ed ha carattere figurativo.

    Vittime terrorismo: i diritti del coniuge e degli orfani superstiti

    Per il coniuge i figli dell’invalido il beneficio è attribuito anche se il matrimonio è stato celebrato e i figli sono nati successivamente all’evento terroristico. Non vi è alcuna discriminazione, anche con riferimento alla loro nascita. Per cui la tutela spetta anche ai figli che sono nati dopo l’evento terroristico.

    Il coniuge ha il diritto alla maggiorazione sia se il matrimonio è ancora in essere al momento dell’evento, sia se ci fosse stato già il divorzio.

    Questa maggiorazione deve essere comunque riconosciuta entro l’anzianità contributiva massima del fondo nel quale il soggetto iscritto. L’aumento figurativo incrementa l’anzianità contributiva della quota di pensione, con la retribuzione pensionabile più elevata.

    Vittime terrorismo e pensione diretta

    Per coloro che hanno un invalidità permanente pari o superiore al 80% per l’evento terroristico, é  previsto il diritto immediato alla pensione diretta. Si tratta della pensione diretta vittime terrorismo. Questo trattamento pensionistico si calcola in misura pari all’ultima retribuzione integrale dell’avente diritto, maggiorata dei benefici di cui all’articolo 2 della legge 336 del 70.

    La pensione diretta vittime terrorismo spetta anche a coloro che hanno riportato un’invalidità pari o superiore al 25%. In particolare a coloro che  hanno proseguito la loro attività lavorativa fino al raggiungimento dell’anzianità contributiva massima pensionabile.

    Per il raggiungimento di tale requisito devono essere fatti valere anche i 10 anni di maggiorazione contributiva figurativa. La legge prevede, per l’appunto, che le pensioni di reversibilità o indirette del familiare superstite della vittima siano calcolate sulla base dell’ultima retribuzione integralmente percepita dal titolare del diritto. In più determinato ai sensi dell’articolo 2 della legge 336 del 1970 e sull’intera anzianità contributiva accreditato a favore del de cuius. Queste prestazioni, inoltre, hanno il vantaggio che non sono oggetto delle riduzioni collegate al reddito del beneficiario di quella tabella F della legge 335 del 95.

    Pensioni vittime terrorismo e clausola d’oro

    Questo criterio di calcolo era chiamato clausola d’oro. Questa modalità di calcolo, molto favorevole, è stata modificata con la L. 50 del 2017, che ha annullato la cosiddetta clausola d’oro. Infatti, quest’ultima prevedeva che la pensione per le vittime del terrorismo dovesse essere adeguata costantemente. Ciò sulla base degli stipendi che erano corrisposti ai lavoratori in attività, sulla base delle loro posizioni economiche corrispondenti, anche per anzianità.

    Questo criterio, che teneva conto quindi anche degli incrementi di natura contrattuale, è stato invece sostituito con una rivalutazione minima dell’1,25 annuo.

    Le esenzioni Irpef per le vittime terrorismo

    Queste vittime e i loro superstiti hanno diritto alla totale esenzione IRPEF dei trattamenti pensionistici. Ciò è stabilito dall’articolo 3 comma 2 della legge 206 del 2004. Questo beneficio -esenzione IRPEF- deve essere applicato sia su trattamenti pensionistici versati alla vittima dell’evento terroristico, sia ai superstiti, in caso di decesso.

    Doppia annualità vittime terrorismo

    Con l’articolo 5 comma 4 della legge 206 del 2006 è stata riconosciuta ai familiari delle vittime del terrorismo la pensione ai superstiti con un trattamento di doppia annualità. Quindi in caso di decesso dei soggetti vittima di terrorismo con un’invalidità non inferiore al 25%, è dovuta la doppia annualità. Si tratta di un trattamento corrispondente a 26 mensilità di trattamento pensionistico. Questa prestazione non è esente da IRPEF.

    Indennità per lavoratori autonomi vittime terrorismo

    Sussiste il diritto di lavoratori autonomi liberi professionisti ad un trattamento equipollente a quello di fine rapporto. In questo caso la prestazione aumentata del 7,5% viene erogata in base ad una unica soluzione. Il tutto è regolato dall’articolo 3 comma 5 del decreto legislativo 30 dicembre 1992 numero 503.

    Vittime terrorismo i trattamenti di natura assistenziale

    Le vittime del terrorismo hanno diritto innanzitutto alla speciale elargizione. Questa prestazione corrisponde al pagamento di importo pari a €2000 oltre perequazioni per ogni punto di invalidità dovuta in seguito all’attacco terroristico.

    Oltre alla speciale elargizione, in proporzione all’entità della lesione, nel caso di infermità superiore al 25% sussistono altri diritti. Tra questi il diritto ad assegni mensili: speciale assegno vitalizio nella misura di €1033,15, e l’assegno vitalizio nella misura di €500,00.

    Queste prestazioni sono maggiorate per perequazione automatica. Per le vittime del terrorismo, dal 01.01.2014, gli assegni sono dovuti anche al coniuge e figli di invalido portatore di lesione non inferiore al 50%. Questi diritti sono riconosciuti anche per matrimoni celebrati e per figli nati dopo l’evento lesivo di terrorismo e criminalità organizzata.

    Ciò è molto importante, perchè per le vittime del terrorismo non vi è alcuna discriminazione/selezione che riguardi le vittime. In particolare gli orfani superstiti, e quindi il diritto è riconosciuto anche agli orfani non nel carico fiscale.

    Mentre non è così per le cosiddette vittime del dovere. Infatti, per questi ultimi, e per i c.d. equiparati, i Ministeri competenti oppongono il diniego per gli orfani non nel carico fiscale se la prestazione è riconosciuta anche alla vedova. Mentre invece, in assenza di coniuge, anche per gli orfani di vittime del dovere sono riconosciute le stesse prestazioni previdenziali. Solo l’assegno vitalizio è erogato in misura inferiore, pari ad €258,23.

    Appello per gli stessi diritti a tutte le vittime compresi gli orfani

    Una particolare criticità segnalata dall’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni è quella legata alla tutela dei diritti degli orfani. Infatti, quelli non a carico fiscale al momento della morte, hanno difficoltà ad ottenere la tutela dei loro diritti. Diversamente, rispetto alle vittime del terrorismo.

    L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno ottenuto significativi risultati, come la più recente sentenza della Corte di Appello di Genova.

    Equiparazione vittime del dovere e terrorismo

    Ci riferiamo non ad un ampiamento della platea, bensì, all’accezione delle SS.UU. 22753/2018. Infatti, le vittime del dovere hanno diritto alle stesse prestazioni riservate alle vittime del terrorismo. Cosi con equiparazione vittime del dovere conmglimsteesi diritti delle vittime del terrorismo.

    In particolare, per gli orfani, categoria che ha diritto al riconoscimento delle prestazioni previdenziali. Cosimconmequiparazionemvittime del dovere a quelle del terrorismo. Infati non può essere accettata la discriminazione per i figli non nel carico fiscale. In più, ancora oggi il ministero continua ad erogare l’assegno vitalizio nella misura di euro 258,23 piuttosto che nel maggiore importo di euro 500 che è dovuto. In questo caso,,la giurisprudenza non è stata reticente. Mentre ha balbettato nella tutela dei figli non a carico, anche se le Corti territoriali hanno sempre accolto le domande di questi orfani. Così, l’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA hanno ottenuto significativi risultati.

    Come il caso del Capitano Francesco Paolo Sorgente, fermi i riconoscimenti ottenuti anche nell’Esercito Italiano.

    L’ufficiale della Marina Militare Italiana è deceduto per mesotelioma amianto in data 25 gennaio 2009. L’esposizione alla fibra killer si è verificata in servizio durante per attività in imbarco nelle unità navali della Marina.

    Vittime del dovere

    Processo Marina Bis: in corso in Corte di Appello a Venezia

    I familiari del capitano Francesco Paolo Sorgente, con l’assistenza legale dell’avvocato Bonanni, hanno agito anche in sede penale. Infatti, la loro finalità era quella di avere giustizia. Però, gli alti ufficiali sono stati assolti, per questo, è stata impugnata la sentenza. Anche il Procuratore Generale di Venezia ha impugnato la decisione e la causa è ora in corso.

    Infatti, tra le parti civili risulta anche la famiglia del Capitano Francesco Paolo Sorgente. La Marina Militare ha contraddetto sé stessa, poiché, prima ha riconosciuto la causa di servizio e la qualità di vittima del dovere; poi, in penale, ha contestato. Infatti, ha sostenuto che la diagnosi di mesotelioma non sarebbe certa.

    Nel corso del procedimento penale la cui prossima udienza è fissata per il 14.01.2021, saranno esaminate le CCTTUU. Con questo accertamento si conta di ottenere giustizia per le vittime.

    In più, il fatto stesso che queste vittime risultino parti offese in un procedimento penale rende ancora più ingiustificata la discriminazione. Per il caso degli orfani del Cap. Francesco Paolo Sorgente, solo l’azione giudiziaria ha permesso di ottenere gli stessi diritti erogati alle vittime del terrorismo. Ciò è inaccettabile.

    Francesco Paolo Sorgente: le prove del reato amianto

    Vittime del dovereFrancesco Paolo Sorgente è entrato in servizio nella Marina Militare Italiana come ufficiale di macchina il 12 marzo 1968 congedandosi a fine gennaio del 2000. Nelle sue attività di servizio, è stato imbarcato ed esposto alle fibre di asbesto.

    Anni di servizio privo di strumenti di protezione e soprattutto ignaro delle capacità mortali dell’amianto. La vedova e gli orfani si sono costituiti parte civile nel procedimento penale Marina Bis. Assistiti dall’avvocato Bonanni, cercheranno di ottenere il totale risarcimento dei danni subiti a causa del mesotelioma del congiunto.

    Risarcimento danni vittima del dovere

    Vittime del dovere

    Il fatto stesso che è dimostrato dalla foto, prova l’elevata esposizione. Ma, soprattutto, l’assenza di misure cautelari, che, se fossero state adottate, avrebbero evitato l’esposizione.

    Per questi motivi, oltre all’azione legale per ottenere i maggiori importi dovuti, è stata azionata la tutela risarcitoria. Inoltre, rimane la costituzione di parte civile nel procedimento penale.

    In sede civile, il Tribunale di Cagliari ha condannato il Ministero a riconoscere le prestazioni di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo.

    Quindi, l’assegno vitalizio è erogato nella misura di €500,00, mensili, piuttosto che di €258,23.

    I principi sono quelli di cui a SS.UU. n. 7761/2017, sulla base di una sostanziale uniformità ed equiparazione con le vittime del terrorismo.

    Parla la vedova della Vittima del dovere

    “Mio marito è stato assassinato dall’amianto ed è morto per mesotelioma. Dopo tante battaglie legali portate avanti con il sostegno dell’avvocato. Ezio Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto, finalmente, il rinvio a giudizio.

    È stato chiesto il processo i presunti responsabili.

    Anche se mio marito non potrà essere riportato in vita, sono soddisfatta e felice che il Ministero abbia riconosciuto le proprie responsabilità dando atto che mio marito, oltre a essere vittima del dovere, è anche vittima del terrorismo. – continua la vedova Patrizia Zichina – Come mai ancora oggi c’è amianto nelle unità navali della nostra Marina? Perché non si tutela la salute dei servitori dello Stato e dei cittadini?

    Combatterò per ridare a mio marito la dignità che gli è stata tolta facendolo morire con un mesotelioma che gli ha tolto il respiro giorno dopo giorno fino a soffocarlo. Spero e mi auguro che questa sorte non tocchi più ad altri militari. Mi auguro che nessuno più resti orfano e vedova per colpa dell’amianto”. 

    Equiparazione vittime del Dovere: altri rischi ed epidemia amianto

    L’ONA assiste il personale civile e militare esposto a cancerogeni per motivi di servizio e in missioni in Italia e all’estero.

    Per di più, oltre ai minerali di amianto, ci sono tutti gli altri rischi.

    Infatti, vi fu scarsa attenzione per la tutela della salute. Tutto ciò risulta confermato dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati.

    Uso di proiettili ad uranio impoverito e danni alla salute

    Oltre ai danni da esposizione a fibre di asbesto, vi sono altre condizioni di rischio. Ci riferiamo, in particolare, all’uranio impoverito.

    I vaccini contaminati e i danni per i militari

    Inoltre, specialmente per i militari in missione, c’è stata una pratica vaccinale particolarmente pericolosa e lesiva. In particolare, vi è stata la somministrazione multipla di vaccini, peraltro, con additivi.

    In alcuni casi, questi vaccini erano contaminati con metalli pesanti.

    Amianto in Marina: causa di servizio ed equo indennizzo

    Innanzitutto, è necessaria la sorveglianza sanitaria (prevenzione secondaria) e la diagnosi precoce. Nel caso di danni amianto, ovvero danni biologici per motivi di servizio, si ha diritto al riconoscimento della causa di servizio.

    Inoltre, con tale riconoscimento all’equo indennizzo (vittime dovere benefici e l’equiparazione vittime dovere alle vittime del terrorismo). 

    Lo status di vittima del dovere per danni da amianto

    Questi danni danno diritto all’indennizzo e, al tempo stesso, alle prestazioni aggiuntive connesse al riconoscimento dello status di vittima del dovere. Nella Marina Militare, ciò si lega all’art. 20, L. 183/2010, che lo contempla espressamente, unitamente al risarcimento del danno.

    La disciplina dell’equiparazione a vittima del dovere, è quella di cui all’art. 1, co. 564, L. 266/2005, e dell’art. 1 del D.P.R. 243/2006: vittime del dovere equiparazione.

    Le prestazioni previdenziali delle vittime del dovere

    Con il riconoscimento della causa di servizio in relazione ai danni biologici da esposizione ad amianto, si ha diritto alle prestazioni di vittima del dovere.

    Tutti i superstiti hanno, quindi, i seguenti diritti:

    • Speciale elargizione;
    • Assegno mensile vitalizio di €500,00, in luogo del minor importo di €258,23, per effetto della equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;
    • Speciale assegno vitalizio di €1.033,00 
    • Incremento della retribuzione pensionabile di una quota del 7,5%, 
    • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi ai fini della pensione e della buona uscita;
    • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni;
    • Diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altra categoria di soggetti e con preferenza a parità di titoli;
    • Borse di studio esenti da imposizione fiscale;
    • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, estesa anche ai medicinali di fascia C e anche in favore dei famigliari;
    • Assistenza psicologica a carico dello Stato;
    • Esenzione dall’imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici;
    • Equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata

    Amianto cancerogeno: le conclusioni dello IARC

    Lo IARC, nella sua ultima monografia con riferimento all’amianto, (World Health Organization IARC monographs on the evaluation of carcinogenic risks to humans – Vol. 100C “Arsenic, metals, fibres, and dusts volume 100 C – A review of human carcinogens” ASBESTOS – Lyon, France 2012), conclude che tutte le fibre di amianto sono cancerogene e provocano rispettivamente fibrosi e cancro.

    Gli organi più colpiti sono la laringe, il polmone e la pleura. Anche altre seriose come il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, peritoneale e pericardico, e le ovaie.

    Gli organi bersaglio sono, prima di tutto, la laringe, il polmone e la pleura, e poi le altre sierose. Ci riferiamo, in particolare, quelli della pleura, della tunica vaginale del testicolo, del peritoneo, del pericardio. Poi c’è, ancora,  il tumore delle ovaie e molte altre malattie asbesto correlate.

    Risarcimento danni per le vittime del dovere

    Le vittime del dovere hanno diritto al risarcimento del danno. In particolare, i militari in carriera, possono agire presso il TAR. Tutti gli altri, tra cui quelli di leva, e i familiari, per i danni iure proprio, presso il Tribunale Civile.

    In altre parole, il meccanismo di riconoscimento di causa di servizio, e, quindi, di equo indennizzo, è integrato dalla tutela civilistica.

    La tutela civilistica presuppone l’integrale risarcimento di tutti i danni.

    Quantificazione dei danni della vittima e dei familiari

    La vittima ha diritto all’integrale risarcimento di tutti i danni. Ci sono, prima di tutto, quelli non patrimoniali, e poi, quelli patrimoniali. Tra i primi, oltre alla lesione biologica, rileva quella morale ed esistenziale.

    Per i secondi, anche la perdita economica delle minori capacità di lavoro.

    In seguito alla morte, questi diritti vengono riconosciuti ai familiari, in particolare agli eredi. Questi ultimi hanno diritto alla liquidazione delle somme maturate dalla vittima del dovere. In più, queste vittime hanno diritto al risarcimento del c.d. danno iure proprio.

    Inoltre, i familiari, tra cui gli orfani non a carico, hanno diritto alle prestazioni previdenziali del riconoscimento del loro status di orfani di vittime del dovere.

    Danni vittime del dovere

    Leggi di seguito per conoscere tutti gli approfondimenti sulle tutele risarcitorie per i danni da amianto e le nuove tabelle.

    Danni da amianto

    Tutela legale vittime del dovere e vittime del terrorismo

    L’ONA ha istituito il dipartimento di tutela delle vittime del dovere. Con questo dipartimento, coordinato da Lorenzo Motta è possibile ottenere una più ampia tutela dei diritti delle vittime.

    Non solo il riconoscimento di causa di servizio e vittima del dovere, ma anche il risarcimento di tutti i danni.

    Tutto può essere approfondito consultando la pagina ufficiale del nostro notiziario sulle news vittima del dovere.

    Vittime del dovere: la tutela legale

    Leggi sulle tutele legali per le vittime del dovere.

    Osservatorio Vittime Del Dovere

    News vittime del dovere equiparazione

    La equiparazione vittime del dovere e terrorismo è una delle finalità dell’Ona e dell’avv. Ezio Bonanni. In questo notiziario ci sono tutte le news vittime del dovere.  Si possono cosi acquisire tutte informazioni anchensuglimsviluppi della giurisprudenza (Vittime del dovere novità).

    L’ONA offre assistenza legale gratuita con il supporto del team di avvocati online gratis dell’Avv. Ezio Bonanni. Contatta l’ONA attraverso il form o al numero verde 800 034 294.

    Consulenza legale per il riconoscimento vittima del dovere