La recente decisione della Corte d’Appello di Milano sulla vicenda dell’ex Ilva di Taranto continua ad alimentare il dibattito istituzionale e giuridico. Nelle ore successive alla sentenza si è infatti parlato della possibilità che il Governo possa valutare un’eventuale impugnazione del provvedimento.
Su questo scenario è intervenuto l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), intervistato dal giornalista Luigi Abbate. Nel corso dell’intervista, Bonanni ha espresso la propria valutazione giuridica sulla vicenda, sostenendo che la priorità dovrebbe essere rappresentata dagli interventi di bonifica e dalla tutela della salute pubblica.
Sentenza ex Ilva: il commento di Ezio Bonanni
Secondo Bonanni, la situazione di Taranto rappresenta da anni una delle questioni ambientali e sanitarie più complesse del Paese.
Nel suo intervento, Bonanni sostiene che l’attenzione delle istituzioni avrebbe dovuto concentrarsi da tempo sulle operazioni di risanamento ambientale sull’amianto.
«Il ministro avrebbe dovuto prestare attenzione alla necessità della bonifica ben prima», dichiara, aggiungendo che, a suo avviso, un eventuale intervento pubblico destinato alla bonifica sarebbe finalizzato alla tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini.
L’ipotesi di impugnazione della sentenza
Uno dei temi affrontati nell’intervista riguarda le indiscrezioni secondo cui il Ministero potrebbe valutare la possibilità di impugnare la decisione della Corte d’Appello.
Su questo punto Bonanni esprime una valutazione esclusivamente giuridica.
«Non vi è una legittimazione dello Stato o di alcuno dei ministeri per poter impugnare questo provvedimento», sostiene l’avvocato, ricordando che la pronuncia della Corte d’Appello confermerebbe quella di primo grado e richiamando anche precedenti decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo citate nella motivazione.
Sempre secondo il presidente dell’ONA, un eventuale ricorso in Cassazione dovrebbe riguardare esclusivamente questioni di legittimità e non il merito della decisione già esaminata nei precedenti gradi di giudizio.
Si tratta, come emerge dall’intervista, di una valutazione tecnico-giuridica formulata dal legale nell’ambito del dibattito successivo alla sentenza.
«La priorità resta la bonifica»
Nel corso del colloquio Bonanni ribadisce più volte quale ritenga essere il percorso da seguire.
«L’unica cosa da fare è quella di bonificare al più presto», afferma, facendo riferimento anche al termine indicato nel provvedimento giudiziario.
Secondo il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, qualora gli interventi di bonifica fossero concretamente avviati entro i tempi stabiliti, potrebbero eventualmente essere valutate, nelle sedi competenti, richieste connesse ai tempi necessari per completare le operazioni.
L’obiettivo indicato rimane quello di eliminare le fonti di rischio e ripristinare condizioni di sicurezza ambientale e sanitaria.
Transizione industriale e tutela della salute
Nella parte conclusiva dell’intervista, Bonanni richiama anche il tema della trasformazione degli impianti produttivi.
A suo avviso, oltre agli interventi di bonifica, sarebbe necessario accelerare la sostituzione degli attuali sistemi produttivi con tecnologie a minore impatto ambientale.
«La soluzione è iniziare al più presto la bonifica degli alti forni oppure sostituire gli alti forni attuali con sistemi di produzione elettrica o con altri strumenti puliti e non con l’uso del carbone o comunque dei combustibili fossili», dichiara.
Il dibattito resta aperto
Mentre prosegue il confronto tra istituzioni, magistratura e parti coinvolte, il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce la propria posizione: la tutela della salute pubblica deve costituire, secondo la sua valutazione, il punto di partenza di ogni futura decisione.



