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A Roma la rassegna letteraria “Scrivendo altrove”

rassegna letteraria, Alcanterini
rassegna letteraria, Alcanterini

Si è conclusa, nella sala della Protomoteca in Campidoglio, la prima edizione della rassegna letteraria “Scrivendo altrove”.

La straordinarietà dell’evento, legato alla tradizione letteraria della Città eterna, ha anche costituito l’occasione per dare annuncio del Congresso convocato per novembre dall’European Fair Play Movement, quando verrà firmata la “CARTA DI ROMA PER LA TRANSIZIONE ETICA DELL’EUROPA”.

L’iniziativa, dell’Associazione culturale Occhio dell’Arte Aps in collaborazione con la Pegasus Edition, ha goduto del patrocinio del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, presieduto da Ruggero Alcanterini. A fare gli onori per l’Assemblea Capitolina – Roma Capitale l’Onorevole Fabrizio Santori, consigliere con funzioni di segretario nell’aula Giulio Cesare.

Un minuto di silenzio iniziale ha ricordato la dolorosa scomparsa di Liliana De Curtis, figlia di Totò.

Cultura è contaminazione

Lo slogan “Cultura è contaminazione” ha ispirato la rassegna, con la partecipazione di numerose le personalità e personaggi delle istituzioni, dell’associazionismo e dell’arte, provenienti dai più differenti campi, dal cinema, al teatro, alla musica, al giornalismo. Fino al mondo accademico e politico.

Rassegna letteraria, Santori: “Roma punto di riferimento”

Santori ha sottolineato: “Un evento che rimarrà nella storia della Capitale e che ha visto la partecipazione di tanti scrittori e personalità illustri. Ho sposato con piacere questa iniziativa, ma anche con senso dovere. Roma nel solco della sua tradizione letteraria rimarrà, con le prossime edizioni della rassegna, un punto di riferimento per tantissimi autori. In questo percorso sarà fondamentale coinvolgere le Scuole e le Biblioteche di Roma”.

Ad aprire le danze letterarie l’umorista Federico Palmaroli in arte Osho (“Carcola che ve sfonno” – Rizzoli), che ha risposto simpaticamente alle domande – irriverenti e non – della presidente dell’Occhio dell’Arte APS Lisa Bernardini, che per tutto il pomeriggio ha rivestito il doppio ruolo di giornalista e di organizzatrice dell’happening.

A seguire, è toccato a Marco Pinti: “altro” ospite dell'”Altrove” che accompagnava il titolo della rassegna. Invito accettato a sorpresa da questo eclettico professionista, impegnato nello scrivere tra consulenze, politica e attività radiofonica (“Il Periodo ipotetico” – Edizioni Effetto).

Due segnalazioni di novità letterarie da non perdere: “Il potere della leadership. Tecniche e storia di strategia” (Aracne) di Anna Luana Tallarita e “Tra cielo e mare” (Edizioni Effigi) di Pierluigi Elia.

Rassegna letteraria: tra gli ospiti cantanti e registi

Gli altri autori, ospiti di una vera e propria maratona culturale, sono stati poi lo scrittore ed editore Roberto Sarra (“Joseph” – Pegasus Edition), presentato per l’occasione dalla critica letteraria Valeria Bellobono. La soprano Maria Dragoni, reputata l’erede della divina Maria Callas (“La sirena di Procida” – Pegasus Edition). Magnificamente rappresentata dalla curatrice del volume, Alice Mechelli.

E ancora la docente Daria Collovini (“L’Ora Blu” – Gaspari Editore, seguito del precedente romanzo “La Ballerina di Degas”). Che ha avuto come relatore l’esperto di Comunicazione e Pedagogia Alessio Papalini, collaboratore anche del Teatro Studio Jankowsky.

Il regista, sceneggiatore e scrittore Marco Tullio Barboni (“…e lo chiamerai destino” con adattamento teatrale – Paguro Edizioni) è stato omaggiato di un reading tratto dal suo libro. La voce è stata quella dell’attrice Matilde Tursi (specializzata in progetti didattico-teatrali rivolti ai bambini di ogni età) oltre che della presentazine della stessa Lisa Bernardini.

Il regista RAI Filippo De Masi, figlio del celebre compositore Francesco (“Le Case hanno gli occhi” – Pegasus Edition) è stato introdotto dallo storico, giornalista, critico musicale ed autore tv, Nicola Sisto.

“L’Italia dei giganti” del giornalista Labrinopoulos

Per concludere in bellezza, organizzatori e pubblico hanno riflettuto insieme al giornalista greco, naturalizzato italiano, George Labrinopoulos (“L’Italia dei Giganti” – Pegasus Edition). Autore di una pregevole memoria storica e politica dedicata ai protagonisti della “Prima Repubblica”, da Andreotti, a Pertini, a Craxi, a Cossiga… da lui incontrati e intervistati.

Ultimo lavoro da menzionare, quello a firma della stessa promotrice della fantastica kermesse, Lisa Bernardini, summa delle interviste in tempo di Covid, “Tu ce l’hai Peter Pan? Appunti di viaggio in un tempo difficile” – Pegasus Edition.

Per l’occasione, ospiti speciali in sala, il trasformista, attore e pittore Dario Ballantini. Nonché il musicista e compositore Claudio Simonetti, autore di colonne sonore indimenticabili dei film di Dario Argento, come Profondo Rosso, Tenebre, Suspiria.

Eurocomunicazione ha trasmesso la diretta dell’evento sui suoi portali (www.eurocomunicazione.com e www.eurocomunicazione.eu) e sulle pagine social youtube, facebook, twitter.

Tra i partners e media partners: Annuario del Cinema Italiano & Audiovisivi, GP Magazine, La Voce Magazine degli Italiani in Francia. Poi Culturlandia, Libro Plus, programma Well tv “Fatti e Storie da raccontare”. Infine, Storie di Donne Kermesse culturale, L. B.D. Communication, Eurocomunicazione.

Salamandra errante e il misterioso volo a paracadute 

salamandra
salamandra primo piano

La salamandra errante è in grado di paracadutarsi. Uno studio svela il mistero.

Salamandra errante: un misterioso anfibio

La salamandra errante (Aneides vagrans) è una specie di salamandra della famiglia Plethodontidae

Vive nel nord della California e nella Columbia Britannica, in Canada. Il suo habitat naturale sono le foreste temperate.

Diversamente dalla maggior parte delle salamandre, che vivono negli stagni, sotto rocce o tronchi, questo simpatico anfibio (lungo circa di 13 centimetri), trascorre la maggior parte della sua vita sulle altissime sequoie costiere. 

Qui pratica una sorta di “volo a paracadute”. Caratteristica davvero particolare, visto che le salamandre non sono esattamente conosciute per la loro agilità e la loro destrezza.

Ha un corpo relativamente piatto, gambe lunghe e zampe più grandi in proporzione al corpo, rispetto a quelle della maggior parte delle salamandre. Tutte caratteristiche fisiche che le consentono prestazioni davvero straordinarie.

Salamandre a confronto 

A svelare il mistero del volo da “paracadutista” della salamandra errante è uno studio di laboratorio pubblicato su Current Biology.

I ricercatori della South Florida University (Tampa) Christian Brown (studente di dottorato in biologia), Erik Sathe, Robert Dudley e Stephen Deban, hanno esaminato i comportamenti di alcuni esemplari di salamandra errante e li hanno comparati con altre tre specie del nord della California.

Ognuna di esse ha mostrato una discreta propensione a salire o scendere dagli alberi, ma la salamandra errante, che trascorre quasi tutta la vita in un singolo albero, non tocca mai il terreno: preferisce “paracadutarsi” da un albero all’altro. 

Svelato il mistero del volo della salamandra errante

Per il loro studio, Brown e il suo team hanno usato una sorta di tunnel in miniatura. Al suo interno hanno posizionato dei ventilatori che direzionavano un potente getto d’aria verso l’alto. 

Ciò serviva a simulare la caduta libera delle salamandre. Qualcosa come una “palestra di paracadutismo” al coperto per anfibi.

Hanno poi esaminato cinque salamandre erranti, lasciandole cadere dall’alto. Per ogni esperimento, il team ha registrato i movimenti dell’animale con un video al rallentatore. Il test è stato poi ripetuto con cinque individui di ciascuna delle altre tre specie di salamandre americane, che trascorrono più o meno tempo sugli alberi.

La videocamera ad alta velocità ha scattato ben 400 fotogrammi al secondo e filmato le salamandre per tutto il tempo in cui “galleggiavano” sulla colonna d’aria, a volte fino a 10 secondi. Infine, il team ha analizzato i fotogrammi, per determinare al meglio la postura degli animali durante le manovre di volo.

Risultato dei test

Durante i 45 test effettuati, sia la salamandra errante sia quella arborea (A. lugubris), si è potuto osservare che gli anfibi usavano le loro membra come un sorta di paracadute. Sollevavano il petto, allungavano gli arti e poi si lanciavano in caduta libera, massimizzando la resistenza. Cosa che ne rallentava loro discesa fino al 10%. 

In più della metà dei test, le salamandre erranti agitavano inoltre la coda e il torso per correggere la direzione e mantenere una postura del corpo verticale.

Diverso il comportamento della salamandra nera pezzata (A. FlaviPunctus), e della Monterey Ensatina (Ensatina Eschscholtzii), che scivolavano in maniera scomposta. Quest’ultima si è paracadutata solo tre volte.

La ricerca si è avvalsa della fluidodinamica computazionale e di un software di ricostruzione 3D.

Perché la salamandra “vola”?

Lo studio ha dimostrato che le salamandre possono muovere i loro corpi in modi completamente inaspettati, praticando una sorta di paracadutismo, per scivolare al ramo successivo. 

Le ragioni del volo?

Probabilmente la salamandra errante si “paracaduta”fluttuando nell’aria, per evitare i predatori.

Inoltre questa singolare tecnica le consente di scendere giù dagli alberi in maniera più veloce.

Vivendo nelle altissime sequoie, per evitare di sprecare troppe energie, utilizzerebbe insomma “un ascensore gravitazionale”. Intelligente, no?

In precedenza, questo comportamento era stato osservato solo in alcune rane dalle zampe palmate.

Un interesse di vecchia data

Il dott. Brown si è innamorato delle salamandre erranti ai tempi del liceo, dopo aver letto un articolo che le descriveva (numero di ottobre 2009 di National Geographic).  

Successivamente, mentre studiava questi anfibi alla Humboldt State University di Arcata, California (ora Calpoly Humboldt), notò che saltavano velocemente dalla sua mano o da un ramo di sequoia, assumendo posture tipiche del paracadutismo. 

Un controllo aereo sorprendente 

Circa duecento specie di salamandre in tutto il mondo sono note per arrampicarsi sugli alberi, ma “il comportamento aereo delle salamandre erranti non era mai stato descritto”, ha spiegato Christian Brown. 

Sono in grado di girare, di ribaltarsi e di mantenere la postura di paracadutismo. Utilizzano inoltre la coda come timone per fare manovre orizzontali. Il livello di controllo è semplicemente impressionante. Una cosa eccitante“- aggiunge Brown.

Ciò che ha sorpreso il dott. Brown, è inoltre il fatto che le salamandre (e presumibilmente altri animali), non hanno necessariamente bisogno di particolari caratteristiche fisiche per effettuare un “volo a paracadute”. 

Robert Dudley, uno degli altri autori dello studio, ha inoltre sottolineato che non si tratta solo di “paracadutismo passivo, verso il basso. Le salamandre erranti si muovono anche lateralmente. Ecco perché si potrebbe parlare di volo”.

Quanto c’è ancora da scoprire 

Gli studiosi stanno cercando di capire se anche altri animali possiedono abilità aeree simili, che non sono mai state notate prima.

È stato un grande studio“, afferma Gary Bucciarelli, un ecologo dell’Università della California a Los Angeles, che non ha partecipato al lavoro. “Apre molte domande su ciò che accade davvero nell’habitat naturale”.

Fonti

“Gliding e paracadutismo da parte di ARBOREAAL Salamander” di Christian E. Brown, Erik A. Sathe, Robert Dudley e Stephen M. Deban, 23 maggio 2022, Current biology 

Cassazione: no alla prescrizione vittime del dovere

prescrizione vittime del dovere
prescrizione vittime del dovere

Sulla problematica della prescrizione vittime del dovere la Cassazione mette il punto: non si applica il termine decennale per lo status. E’ una importante decisione quella della Cassazione, sezione lavoro, 17440/2022, che conferma le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni.

Infatti, in molti casi, l’Avvocatura dello Stato ha sostenuto la prescrizione vittime del dovere, decorsi i 10 anni. In realtà, lo status di vittime del dovere non può essere dichiarato prescritto. Ecco perchè l’ONA intensifica la tutela legale vittime del dovere anche grazie al sostegno dell’Avv. Ezio Bonanni.

Prescrizione vittime del dovere, come tutelarsi

L’ONA, e anche l’Osservatorio Vittime del Dovere, in modo sinergico, ti guidano nella tutela dei tuoi diritti. Sia coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di causa di servizio, sia coloro cui è stata negata, possono rivolgersi alle associazioni e ottenere la giusta tutela.

Approfondisci il tema specifico della tutela delle vittime del dovere, con riferimento alle varie condizioni di rischio, dalla esposizione ad amianto, uranio impoverito e altri cancerogeni.

Infatti, in seguito alla violazione delle regole cautelari, e delle norme di cui all’art. 2087 c.c., sono sempre numerosi i casi di infermità.

Vittime del dovere: amianto, uranio e vaccini

Sulla base delle risultanze della relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati, si confermano le violazioni.

Questa relazione ha fatto emergere una vera e propria epidemia per leucemia, tumori del sistema linfatico, linfomi, neoplasie del sangue e neoplasie dei tessuti molli.

Quindi queste esposizioni hanno generato altre malattie cancerogene. Infatti, tra le cause di cancro, non solo l’amianto e le malattie asbesto correlate, ma anche molte altre neoplasie.

Prescrizione vittime del dovere amianto

Il quadro tracciato dall’Avv. Ezio Bonanni, nella più recente pubblicazione “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, definisce l’attuale situazione. Sono ancora in corso le bonifiche.

Quella dell’epidemia di malattie asbesto correlate è una vera e propria emergenza ancora in corso, e trascende il settore delle Forze Armate. Infatti, in ampi settori, compreso quello scolastico, il rischio legato alle fibre di asbesto è tutt’ora grave e sussistente.

Pertanto, sia l’Osservatorio Vittime del Dovere che l’Osservatorio Nazionale Amianto, hanno istituito la App amianto per le segnalazioni dei siti contaminati.

Prescrizione vittime del dovere solo per i ratei

La Corte di Cassazione ha quindi messo la parola fine alla diatriba giurisprudenziale alimentata dall’Avvocatura dello Stato.

Infatti, a fronte dell’art. 2934 c.c. che dichiara non prescrittibili gli status, i Ministeri hanno opposto la prescrizione decennale. In realtà, la domanda amministrativa può essere presentata anche dopo il decorso dei dieci anni dalla infermità o dalla morte.

In questi casi, al più, potrà essere dichiarata la prescrizione dei ratei dello speciale assegno vitalizio mensile e dell’assegno vitalizio mensile. Il termine è quindi decennale ma solo per i ratei antecedenti i dieci anni dalla domanda amministrativa.

Quindi, gli “ermellini” hanno risolto il nodo affermando che al più possono essere dichiarati prescritti i ratei, quelli antecedenti i dieci anni.

Così rileva la data di entrata in vigore della normativa (Legge 266/2005 e del DPR 243/2006), oppure l’evento. Ciò detto, occorre quindi agire nei confronti dei Ministeri competenti, per ottenere la tutela dei propri diritti.

Asbesto: epidemia nelle Forze Armate

Mentre prosegue l’epidemia, in modo particolare per coloro che hanno svolto servizio nella Marina Militare, è fondamentale la tutela. In questo contesto, nonostante gli accertamenti, i Ministeri continuano a negare i diritti delle vittime e dei loro familiari.

Ne sanno qualcosa le vittime e i loro familiari. In particolare la problematica più impellente e grave è quella dell’amianto utilizzato nelle navi della Marina. Ne è un esempio emblematico l’incrociatore Vittorio Veneto, nave ammiraglia della Marina Militare Italiana.

Non a caso sono in corso diversi procedimenti penali e civili, per le tutele ex art. 20 della L. 183/2010. Pur tuttavia, il Ministero della Difesa continua a negare i diritti delle vittime. Quindi, anche la questione della prescrizione decennale è solo uno degli strumenti per negare la verità dei fatti.

Infatti, l’amianto si utilizzò in Marina Militare, come dalle altre Forze Armate, anche nelle basi a terra e nei mezzi d’arma. L’utilizzo di questi minerali è dovuto alla loro capacità fonoassorbenti e ignifughe, così che era utilizzato anche nelle coibentazioni.

In più si estraeva a buon prezzo e si lavorava facilmente. La salute fu sacrificata all’interesse economico, anche per altri comparti. La verità è stata a lungo sottaciuta.

Purtroppo però non è affatto “perfetto”, è infatti altamente cancerogeno.  Le aziende però hanno per decenni negato la correlazione tra il suo utilizzo e le malattie che colpivano decine e decine di operai che lo lavoravano e dei lavoratori che ne venivano a contatto. Tra queste l’asbestosi, il mesotelioma e altri tipi di tumore.

Uranio impoverito e vaccini: le tutele oltre la prescrizione

L’epidemia si alimentò anche a causa dei proiettili all’uranio impoverito. Questo tipo di ordigni è stato utilizzato in modo particolare nel territorio Balcanico. In Kosovo i nostri militari sono stati posti in servizio nei territori contaminati.

Così nanoparticelle di metalli pesanti, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, hanno contaminato i nostri militari. Al ritorno dalle missioni, anche in seguito alla sinergica esposizione alle fibre di asbesto, hanno subito l’insorgenza di diverse neoplasie.

Per anni il Ministero della Difesa ha negato il diritto di queste vittime. Emblematico il caso di Lorenzo Motta, così come quello del Col. Carlo Calcagni. Le analisi eseguite hanno dimostrato che i loro tessuti erano e sono contaminati. Perfino traccianti radioattivi sono stati rinvenuti nei tessuti del Col. Calcagni.

Uno degli ulteriori elementi di rischio è la somministrazione di vaccini contaminati da metalli pesanti e con additivi. Questo è stato confermato anche in sede giudiziaria per il caso di Lorenzo Motta.

Queste pratiche vaccinali hanno contribuito a contaminare queste vittime, e anche a deprimere il sistema immunitario.

Ancora a tutt’oggi lottano contro la malattia, ma anche per avere verità e giustizia. Questo della prescrizione è un tema molto importante, perchè il Ministero, oltre a dilatare i tempi, ha sempre confidato nella prescrizione.

Posta, quindi, la parola fine su questo strumento utilizzato per negare i giusti diritti delle vittime e dei loro familiari.

Quindi, l’Osservatorio Vittime del Dovere e l’Osservatorio Nazionale Amianto auspicano la più ampia tutela di coloro che sono stati impiegati nelle missioni all’estero.

La Cassazione contro la prescrizione vittime del dovere

La sentenza della questione trattata nel febbraio scorso sulla imprescrittibilità della domanda arriva dopo quelle del 24 febbraio 2022 (sempre della Corte di Cassazione). Qui si afferma la piena applicabilità dei criteri previsti dal Regolamento per le vittime del terrorismo a tutte le vittime del dovere ed equiparati. Questo ai fini della quantificazione percentuale dell’invalidità complessiva, comprensiva anche del danno morale.

Anche chi è già stato già valutato con i criteri meno favorevoli indicati nel Dpr 243/06, potrà accedere a risarcimenti maggiori. Da anni l’avvocato Ezio Bonanni e l’Osservatorio nazionale amianto lottano per i diritti delle vittime del dovere e delle loro famiglie.

Fermentazione dei cibi: cos’è e perché fa bene?

fermentazione
cibi sotto fermentazione

 

La tecnica di fermentazione dei cibi risale ad almeno 12000 anni fa.

Fermentazione: una delle prime tecniche di conservazione del cibo

La fermentazione è una tecnica di conservazione dei cibi usata da secoli, soprattutto nella cultura orientale dove sono estremamente comuni ingredienti fermentati come il miso o il kimchi

È stata abbandonata con l’invenzione del frigorifero e delle tecniche di trasformazione del cibo, che hanno dato vita al mercato industrializzato a larga scala.

Negli ultimi anni tuttavia, grazie a una maggiore conoscenza degli ingredienti, è ritornata in voga, sia nelle cucine casalinghe, sia in quelle dei grandi ristoranti.

Attraverso tale tecnica si possono infatti modificare le proprietà organolettiche dei cibi e valorizzare al massimo le materie prime, influenzandone positivamente il sapore e le proprietà nutritive.

“Divina” fermentazione  

L’idromele (dal greco ὕδωρ, hýdoracqua” e μέλι, mélimiele”), fu una delle prime bevande ottenuta dalla fermentazione naturale di un mosto di acqua e miele.

Nota come “ambrosia o nettare degli dei”, tale bevanda era considerata sacra in diverse culture e si utilizzava per entrare in connessione con le divinità.

Successivamente si sperimentò la fermentazione di birra e vino.

Un processo chimico o biologico?

Tra il XVIII e il XIX secolo, i chimici erano convinti che la fermentazione dei cibi dipendesse da un processo chimico.

Nella seconda metà dell’Ottocento, grazie a Louis Pasteur e allo studio della microbiologia, si comprese che la fermentazione era invece frutto di un processo biologico. Fu proprio Pasteur l’inventore del termine “fermentazione”. Lo scienziato lo usò per definire quel processo in cui alcuni microrganismi (lieviti e batteri) decompongono gli alimenti, principalmente i carboidrati, trasformandoli in acidi, alcol e gas. 

Fermentazione: un fenomeno “alchemico”

La fermentazione permette di creare nuovi sapori e trasformare cibi molto comuni.

Durante tale processo, i sapori vengono influenzati non solo dal tipo e dalla complessità dei microrganismi presenti in esso, ma anche da diversi fattori ambientali, come la temperatura e il prodotto che si fa fermentare. 

Il vino è un esempio perfetto di fermentazione, in quanto il profumo e la nota gustativa derivante dalla fermentazione, non sono dovute alla presenza di questi aromi nell’uva fresca, ma dalla fermentazione stessa e dall’azione dei diversi lieviti tipici delle regioni in cui viene coltivata la vite. Insomma una sorta di processo alchemico veramente interessante.

Perché fa bene consumare cibi fermentati?

Oggi, gli alimenti fermentati vengono spesso indicati come “cibi funzionali” (functional food). 

Le ragioni per cui è consigliabile consumare cibi fermentati sono diverse:

Gusto: la fermentazione conferisce un gusto deciso agli alimenti, giocando con armonie di aromi davvero inaspettate, che variano dall’acidulo all’agrodolce.

Salutista: è un metodo di conservazione completamente naturale ed ecosostenibile, che sfrutta l’azione spontanea dei microrganismi come muffe, lieviti e batteri.

Conservazione: i cibi si conservano più a lungo.

Ancora benefici

Proprietà nutritive: la fermentazione preserva e migliora il valore nutritivo degli alimenti. Aumenta il livello di vitamina C (il cavolo trasformato in crauti aumenta fino al 400% il quantitativo di vitamina C), vitamina B12, K o degli antiossidanti.

Predigestione: i microrganismi (batteri) semplificano alcune sostanze presenti nel cibo, rendendolo più digeribile. I cibi fermentati non pastorizzati contengono moltissimi probiotici, che hanno la capacità di assorbire le sostanze nutritive e combattere le infezioni.

Sistema immunitario: i batteri buoni presenti nei cibi fermentati sono in grado di regolare il sistema immunitario.

Aumento della biodiversità del microbiota intestinale (insieme di microrganismi che popolano il nostro intestino).

Controllo del peso

Ansia: alcune ricerche condotte dalla University of Maryland School of Social Work hanno evidenziato che i cibi fermentati, migliorando la salute dell’intestino, (sede del secondo cervello)possono ridurre l’ansia. 

Alcuni cibi fermentati e i loro benefici

  • Kefir – Il suo consumo regolare migliora la digestione. Ha inoltre un effetto antibatterico,  ipocolesterolemizzante, antipertensivo, antinfiammatorio. Ha proprietà antiossidanti, anticancerogene, anallergiche ed effetti curativi
  • Kombucha – Questa bevanda è ricca di componenti bioattivi, come i polifenoli e l’acido glucuronico, che hanno proprietà benefiche per la salute. Il suo consumo può prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari e regola la pressione, promuovendo il rilassamento del muscolo liscio
  • Sauerkraut – Il consumo di crauti lattofermentati aiuta a migliorare la digestione, la circolazione sanguigna, combatte l’infiammazione, fortifica le ossa e riduce il livello di colesterolo.

E ancora alimenti fermentati

  • Verdure lattofermentate – La fermentazione lattica rende le verdure più digeribili, aumenta la disponibilità di sostanze nutritive e il numero di batteri benefici dell’acido lattico presenti sull’alimento. Ciò le rende a tutti gli effetti un cibo probiotico
  • Kimchi – Può migliorare la salute cardiovascolare e la digestione. Contiene altresì alti livelli di antiossidanti che potrebbero ridurre il rischio di malattie quali: cancro, diabete, obesità e ulcere gastriche. A sostenerlo, un articolo pubblicato in Bioactive Foods in Health Promotion
  • Natto– Considerato un superfood grazie alla presenza e fermentazione a carico del Bacillus subtilis natto, contiene una grande quantità di vitamina K2 (nello specifico MK-7) e nattokinase, una proteina che contribuisce a ridurre la pressione sanguigna. 

Tipi di fermentazione 

Esistono diversi tipi di fermentazione:

  • Quella alcolica, usata in Occidente per prodotti come il vino e la birra, trasforma lo zucchero contenuto nel mosto in anidride carbonica e alcol etilico;
  • Quella acetica, usata appunto per l’aceto, trasforma l’acido etilico in acetico tramite un processo di ossidazione;
  • Quella lattica, infine, è alla base di formaggi, crauti e yogurt e trasforma gli zuccheri in acido lattico grazie all’azione di streptococchi e lattobacilli.

 

Fonti

Food and Agriculture Organization (FAO). (2012) Traditional Fermented Food and Beverages for Improved Livelihoods; Marshall, E., Mejia, D., Eds.

Bell, V., Ferrão, J., & Fernandes, T. (2017). Nutritional guidelines and fermented food frameworks. Foods.

Jones, S. (2013). Trends in microbiome research.

Bureau S. e Côté D., Rivoluziona la tua cucina con i fermenti vivi, Edizioni Sonda, Casale Monferrato (AL), 2017.

Lavoratori ex Montefibre di Acerra: “Amianto nei polmoni”

Montefibre

Diciotto anni dopo il licenziamento gli ex lavoratori della Montefibre di Acerra (Napoli), hanno scoperto l’amianto nei polmoni. Uno choc che si è aggiunto alla sofferenza di questi anni, per aver perso il lavoro e per una vita di sacrifici a cui si aggiunge anche il fantasma della malattia.

L’amianto è, infatti, subdolo, può restare latente per anni ma può anche causare dopo molto tempo infiammazioni e tumori, primo tra tutti il mesotelioma. L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, da sempre al fianco delle vittime, ha delineato bene il fenomeno nel “Libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. L’Inail registra i dati relativi ai casi di mesotelioma, l’ultimo documento disponibile è il VII Rapporto ReNaM.

Nel testo si evidenzia come il picco delle patologie asbesto correlate è previsto tra il 2025 e il 2030, proprio perché i tempi di latenza sono lunghi e negli anni 60 e 70 le aziende hanno utilizzato l’asbesto senza preoccuparsi del pericolo per la salute dei propri dipendenti.

Sorveglianza sanitaria ottenuta solo dopo lunghe lotte

Ora molti dei 400 operai della ex Montefibre si sono sottoposti ad esami medici che hanno riscontrato le fibre killer nei loro polmoni. Già 80 colleghi sono deceduti in questi anni. I risultati degli esami e anche una perizia della Procura di Nola che, come riporta NapoliToday, conferma l’esposizione a materiali tossici, potrebbe almeno permettere il prepensionamento.

172 ex dipendenti vivono ancora con 550 euro al mese di ammortizzatori sociali. “Meno del reddito di cittadinanza – fanno notare alcuni – e al di sotto della soglia di povertà” Troppo giovani per la pensione e troppo grandi per trovare un nuovo lavoro. Dimostrando di essere stati esposti ad amianto per un lungo periodo avrebbero potuto accedere al prepensionamento.

Ex Montefibre, indennizzo per chi contrae la malattia

Qualora avessero, invece, contratto purtroppo patologie asbesto correlate, a quel punto potranno chiedere l’indennizzo all’Inail. Così come i benefici contributivi all’Inps. In più potrebbero agire per il risarcimento del danno.

Un percorso lungo e tortuoso che aggrava le sofferenze dei lavoratori e delle loro famiglie. Che chiedono soltanto di poter pensare alla loro salute, senza doversi preoccupare di altro.

L’Ona continua il suo impegno a tutti i livelli, anche istituzionali, per garantire maggiori diritti alle vittime amianto. Fornisce per loro un’assistenza legale gratuita e ha istituito una App per la mappatura dei siti contaminati.