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Tutti insieme per salvare gli oceani: l’invito dell’Onu

oceani
onde del mare

Gli oceani sono duramente colpiti dall’inquinamento e le plastiche e le microplastiche mettono a dura prova la fauna che vi abita. L’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite ha fissato anche per l’oceano (ritenendolo un unico sistema), una giornata mondiale: cade proprio l’8 giugno. È necessaria per non abbassare la guardia su quello che è necessario fare per preservarlo e salvare così tante specie animali e lo stesso essere umano.

Lo slogan scelto quest’anno è “Rivitalizzazione: un’azione collettiva per l’oceano“. L’invito è a tutti, per riparare i danni che l’umanità continua a infliggere alla vita marina e ai mezzi di sussistenza che l’oceano fornisce.

Conferenza delle Nazioni unite sugli oceani

Dal 27 giugno al 1 luglio si terrà la seconda Conferenza delle Nazioni Unite sull’oceano, ospitata a Lisbona dai governi del Kenya e del Portogallo. Si parlerà della sua tutela, uno degli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

L’economia legata agli oceani

Oltre 3 miliardi di persone, spiegano dall’Onu, “dipendono dalla biodiversità marina e costiera per il loro sostentamento e, a livello globale, il valore di mercato delle risorse e delle industrie marine e costiere è stimato a 3.000 miliardi di dollari all’anno, ovvero circa il 5% del Pil globale.

Circa l’80% del volume del commercio internazionale di merci viene trasportato via mare e la pesca marittima impiega direttamente o indirettamente oltre 200 milioni di persone. Circa l’80% dell’inquinamento marino e costiero ha origine sulla terraferma, compresi i deflussi agricoli, i pesticidi, la plastica e le acque reflue non trattate”.

Un’azione immediata, dice l’Onu, è necessaria. È necessario infatti invertire la rotta sul cambiamento climatico, ma anche sull’insicurezza alimentare, sulle malattie e le pandemie, sulla diminuzione della biodiversità, sulla disuguaglianza economica, sui conflitti e le lotte.

Il Dossier Coste del Wwf

Proprio in occasione di questa importante giornata mondiale il Wwf ha diffuso la pubblicazione del  “Dossier Coste, il profilo fragile dell’Italia”.

“Le coste italiane (circa 7.500 km) – spiegano dall’associazione ambientalista – sono la porzione di territorio che, negli ultimi 50 anni, ha subito le maggiori trasformazioni. Il 51% dei paesaggi costieri italiani (circa 3.300 km) sono stati trasformati e degradati da case, alberghi, palazzi, porti e industrie. Appena 1.860 km (il 23%) di tratti lineari di costa più lunghi di 5 km nel nostro paese, isole comprese, possono essere considerati con un buon grado di naturalità”.

Le diverse attività umane hanno peggiorato l’erosione delle spiagge, su 841 chilometri di litorale. “Cambiamento climatico – spiega ancora il Wwf – inquinamento da plastica, specie aliene, ancoraggi indiscriminati e pesca eccessiva stanno deteriorando invece gli ecosistemi marini”.

Il Wwf pone l’accento anche sulla raccolta illegale dei datteri di mare. “Nel 2020, la Guardia Costiera ha registrato 10 infrazioni accertate e ha sequestrato 84 kg di datteri di mare. Nel 2015, i kg sequestrati erano stati addirittura 6.762”.

Giornata mondiale dell’ambiente, abbiamo Una sola Terra

Giornata mondiale dell'ambiente
immagine AI di una pianta dentro una sfera di cristallo

Qualche giorno tutti i Paesi hanno celebrato la giornata mondiale dell’ambiente. Un momento di riflessione che non può fermarsi alle 24 ore, ma deve continuare tutto l’anno.

Le Nazioni Unite l’hanno fissata nel 1972 il 5 giugno. La data vuole ricordare la prima Conferenza dell’Onu sull’ambiente che si è tenuta a Stoccolma dal 5 al 16 giugno del 1972. In questa occasione venne adottata la Dichiarazione di Stoccolma che definì i 26 principi sui diritti e le responsabilità dell’uomo in relazione all’ambiente.

Giornata mondiale dell’ambiente: Only one earth

Quest’anno per celebrare il cinquantesimo anno della Giornata mondiale dell’ambiente è stato ripreso lo slogan originale, Only One Earth, Solo Una Terra.

È un tema volutamente ampio, ma che richiama l’attenzione sulla scarsità delle risorse naturali, fondamentali per la nostra sopravvivenza sul pianeta, per la stabilità economica e la sicurezza nazionale.

Mattarella: ritardi anche a causa di questa “scellerata guerra”

In occasione della giornata mondiale dell’ambiente il presidente italiano Sergio Mattarella ha dichiarato che “destino dell’uomo e dell’ambiente non sono mai stati così strettamente connessi”.

“La scellerata guerra che sta insanguinando l’Europa – ha aggiunto – con l’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina sta provocando una conseguenza inevitabile sulla capacità di rispettare l’agenda degli impegni per contrastare il cambiamento climatico ed evitare così, le ulteriori crisi umanitarie conseguenti”.

Giornata mondiale dell’ambiente, diversi i temi negli anni

Diversi negli anni i temi trattati, di cui ricordiamo quello del 2016: “Go Wild for Life”, che si riferiva al commercio illegale degli animali selvatici.

Molte specie animali sono in pericolo sul nostro pianeta e tante in via di estinzione. Questo a causa di vari fattori. L’inquinamento, in primis, la distruzione degli habitat e poi non da ultimo il bracconaggio e il traffico di animali. Questa ultima attività minaccia la biodiversità, danneggia l’economia, favorisce il crimine organizzato e incrementa la corruzione.

La campagna informativa chiarisce come negli ultimi sessant’anni gli orangotango sono diminuiti del 50% a causa della distruzione del loro habitat naturale. Gli elefanti asiatici vengono cacciati illegalmente per l’avorio dei loro corni. Alcune popolazioni usano il guscio delle tartarughe marine per creare gioielli e prodotti artigianali per turisti. Tra il 2007 e il 2014 la caccia ai rinoceronti è aumentata del 9,000%. Nel 2011, purtroppo i rinoceronti di Java presenti in Vietnam e il rinoceronte nero occidentale in Camerun si sono estinti. Alcuni grandi primati (gorilla, orangotango, scimpanzè) sono spariti da paesi africani quali il Gambia e il Burkina Faso.

Diverse nazioni si sono impegnate anche per salvare il panda gigante, per esempio, ma l’invito delle Nazioni Unite alla comunità internazionale è quello a politiche e leggi più efficaci e severe per combattere il commercio illegale degli animali selvatici.

L’overshoot day: tutti noi possiamo fare molto

Tutto noi possiamo lavorare per salvare il pianeta, ogni azione è importante. Per capirlo basti pensare che il 15 maggio scorso l’Italia ha già consumato le sue risorse disponibili e da quel giorno e per il resto dell’anno tutto quello che si consuma è sulle spalle dei paesi più poveri e delle future generazioni.

Il 15 maggio scorso è stato l’overshoot day italiano: è il giorno dell’anno in cui la domanda di risorse e servizi ecologici supera la capacità della Terra di rigenerarli.

L’Ona contribuisce a tutelare l’ambiente

L’Osservatorio nazionale amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, lavorano da anni per contribuire a liberare l’ambiente che ci circonda dall’amianto e da altri agenti inquinanti e cancerogeni.

Il presidente dell’Ona ha ben chiaro il legame tra tutela dell’ambiente e salute, non solo dei lavoratori ma di tutti i cittadini. L’associazione ha realizzato anche una App per la segnalazione dei siti contaminati e delle discariche abusive, per una mappatura del territorio sempre più precisa.

Immobili, se c’è amianto lecito non pagare l’affitto?

immobili
Tetto in onduline di mianto. Una minaccia invisibile che continua a colpire l’Italia

La presenza di amianto negli immobili o sui tetti degli edifici, scoperta dopo aver firmato il contratto di affitto, consente all’inquilino di non pagare il canone?

A questa domanda ha risposto il giudice del Tribunale di Cremona, nella sentenza n. 377 del 22 settembre 2021. Il magistrato ha spiegato che il conduttore non può sospendere la corresponsione dell’affitto soltanto per la scoperta della presenza dell’asbesto.

Obbligo di rimozione da immobili solo in casi specifici

L’asbesto, infatti, si trova ancora in tantissimi edifici e per legge non c’è l’obbligo di rimozione, a meno che non diventi pericoloso. Se, infatti, la copertura in amianto, come tubature o altro, non sono deteriorati vanno soltanto tenute sotto controllo. Nel caso in cui fosse necessario possono essere incapsulato o confinato.

Inoltre per gli edifici realizzati prima del 1993, anno di esecuzione della legge 257/1992 che mette al bando l’amianto, non c’è un divieto della presenza del materiale cancerogeno.

Tecniche di bonifica

L’incapsulamento è una delle tecniche di bonifica dell’amianto e consiste nel getto di liquido aggrappante, e altre sostanze, grazie alle quali si evita il rilascio di fibre. L’usura del tempo, il cambio di temperatura, agenti atmosferici danneggiano le coperture causando dispersione delle fibre.

Solitamente questa tecnica di bonifica è raccomandata nel caso in cui l’amianto è compatto, e cioè in modo particolare per il cemento-amianto.

Il confinamento, invece, consiste nell’isolare completamente l’intero ambiente in cui si trova l’amianto, per evitare la dispersione di fibre nell’aria. Ovviamente non è adatta agli edifici.

L’obbligo di rimozione arriva soltanto nel momento in cui la copertura in amianto sia deteriorata e quindi altamente pericolosa.

Immobili, il caso del Tribunale di Cremona

Non era il caso studiato dal Tribunale di Cremona, per il tetto di un capannone commerciale. Il giudice ha infatti dato torto al conduttore.

Sulla questione si era già espressa la Corte di Cassazione (Cass. Civ. 2099/2013). La sospensione, anche solo di una parte del canone, infatti, può dirsi giustificata solo nel caso in cui venga a mancare la prestazione da parte del locatore. In questa mancata prestazione rientra anche, nel fare in modo che la copertura di amianto non si deteriori e si mantenga inalterata, in modo da non essere inalabile e, dunque, pericolosa.

Amianto, subdolo killer

L’amianto è stato utilizzato in grande quantità soprattutto dopo gli anni ’50, fino agli anni ’80. Poi il suo utilizzo è stato ridotto fino ad essere messo al bando nel 1993.

In realtà già nei primi del ‘900 erano evidenti i suoi effetti negativi sulla salute degli operai che lo maneggiavano per varie lavorazioni. Negli anni ’40 due studi scientifici ne dimostrarono la pericolosità e negli anni ’60 la sua cancerogenicità è stata confermata. Nonostante questo, però, le aziende continuarono ad utilizzarlo, non trovando alternative a così basso costo.

Gli effetti di quei comportamenti sono sempre più evidenti con il passare degli anni. La latenza delle patologie asbesto correlate è lunga anche decenni e il picco è previsto tra il 2025 e il 2030.

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, ha raccolto i dati e analizzato il fenomeno nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. I casi di mesotelioma, tumore sentinella causato quasi esclusivamente dall’asbesto, sono raccolti nel VII rapporto ReNaM dell’Inail.

Per richiedere una consulenza gratuita i lavoratori e i cittadini possono utilizzare lo sportello on-line, o contattare il numero verde 800 034 294. Per segnalare i siti contaminati da amianto, utilizzare la App, creata dall’Ona.

Terni, polveri sul quartiere Prisciano. Ona: “Daremo battaglia”

Terni
polvere sul tettuccio di un auto

I cittadini del quartiere di Prisciano, a Terni, sono ancora alle prese con le polveri che arrivano, spiegano, dall’acciaieria Ast. Una situazione da sempre insostenibile che negli ultimi mesi era un po’ rientrata. Dai primi giorni di maggio, invece, un dito di polvere è tornato a coprire tetti, balconi, auto e ogni cosa nella frazione. E i residenti sono esasperati.

Terni, l’impegno Ona sul caso delle polveri a Prisciano

A raccogliere le loro lamentele, dopo che da anni attendono adeguamenti dell’azienda che possano risolvere una problematica che preoccupa non poco per i danni alla salute e all’ambiente, è stato l’Ona Umbria.

Gianluca Mennuti, responsabile nazionale Confintesa Sicurezza Privata e coordinatore dell’Osservatorio nazionale amianto, insieme al presidente dell’associazione, l’avvocato Ezio Bonanni, promettono battaglia. Per la salvaguardia ambientale e dei cittadini.

Terni, esposto presso gli organi competenti

“Una situazione intollerabile – ha affermato l’avvocato Ezio Bonanni – che a distanza di anni ancora non vede risposte concrete”. Per questo l’Ona, insieme a Gianluca Mennuti, preparerà un esposto presso gli organi competenti per fare chiarezza. Così anche per tutelare i lavoratori che per anni hanno prestato servizio presso il Parco Rottami all’interno dell’Ast e non solo.

“È normale – ha commentato Mennuti – che si parli di tutela ambientale e poi non si intervenga in maniera decisa con chiusure e altro verso gli impianti? L’Ona si mette a disposizione di tutti i lavoratori e cittadini che vogliono intraprendere le vie legali verso il sito Ast. Non è possibile che nonostante incontri in Regione proprio da noi promossi, interventi parlamentari e molto altro, a distanza di anni nulla è cambiato”.

Prisciano, in programma una conferenza con altre associazioni

L’Ona chiede inoltre l’intervento della Procura della Repubblica, del Noe, dei carabinieri forestali e di tutte le associazioni ambientalistiche e politiche come Europa Verde, per dire basta all’inquinamento.

L’associazione organizzerà presto in Umbria una conferenza aperta anche a tutte le altre realtà per contrastare ogni forma di baratto lavoro – salute. “L’inquinamento – ha concluso Mennuti – non deve essere usato per conteggiare i risarcimenti danni, deve essere eliminato”.

Le promesse mai mantenute

La situazione a Prisciano va avanti da tempo. Nel 2019 l’amministrazione comunale promise che entro il 2021 il problema delle polveri (che conterrebbero, secondo i residenti, nichel, carbonato di calcio e altri elementi inquinanti), sarebbe stato risolto.

Invece i residenti sono di nuovo alle prese con la sporcizia, ma soprattutto con problemi di salute, il primo ed evidente la lacrimazione degli occhi, messi a dura prova dalle polveri. E la difficoltà anche ad uscire di casa. Ci sarebbe un progetto per un nuovo impianto al chiuso, ma gli abitanti sono stanchi di promesse e proclami.

Dall’azienda dicono che l’acuirsi del fenomeno nell’ultimo periodo sarebbe “eccezionale”, dovuto a motivi atmosferici. La nuova proprietà di Ast, inoltre, starebbe studiando nuove soluzioni, ancora più innovative. Per vederle realizzate si parla del prossimo settembre.

L’impegno dell’Ona

L’Ona è da sempre, al fianco delle vittime dell’amianto e di altri agenti inquinanti e cancerogeni, e dei loro familiari. Sull’amianto in particolare l’avvocato Bonanni ha studiato il fenomeno che ha interessato e interessa ancora la Penisola e ha raccolto le sue conclusioni nel “Libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

L’Ona ha realizzato anche una App per le segnalazioni dei siti contaminati che aggiorna la mappatura giornalmente. L’Osservatorio fornisce assistenza gratuita per consentire a chi ha contrato patologie asbesto correlate, primo tra tutti il mesotelioma, di far valere i propri diritti.

“Women for Women”, insieme per rinascere e Sportello a contrasto

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palco del Women for Women

È andata in onda sabato 4 giugno, su Rai 2, la trasmissione che ha ripreso l’importante evento “Women for Women against violenceCamomilla Award” 2022. Le donne che combattono insieme per superare le cicatrici, quelle causate dal tumore al seno e dalla violenza di genere, nell’idea della ideatrice dell’iniziativa, Donatella Gimigliano. La presidente dell’associazione Consorzio Umanitas ha creato così una rete alla quale possano fare riferimento.

Women, l’avvocato Ezio Bonanni: “Riformare la normativa”

Alla kermesse ha partecipato anche l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, che ha istituito anche lo Sportello a contrasto, contro la violenza sulle donne. L’avvocato Bonanni, come tutti, è rimasto colpito dalle testimonianze delle vittime, che spesso sono sole. Lottano anche per avere giustizia che tante volte è negata, come hanno testimoniato, a causa di riti alternativi e sconti di pena.

Per questo, intervistato dall’attrice e conduttrice Francesca Ceci durante l’evento, ha lanciato un appello alle forze politiche e a quelle politico-istituzionali “perché sia riformata la normativa e siano impediti gli sconti di pena”. “Si è parlato – ha spiegato poi a microfoni spenti – di riti premiali per stupratori e assassini di donne indifese. Come è possibile per esempio accogliere un patteggiamento a 15 mesi con sospensione della pena per tentato omicidio?”.

Donne, storie di lotta contro la malattia e uomini violenti

L’evento è stato patrocinato dal Senato della Repubblica, Camera dei deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Cultura, Comitato Unico di Garanzia MIC, Regione Lazio, Roma Capitale, Rai, Unicef, Croce Rossa Italiana e LILT (Lega Italiana Lotta contro i Tumori).

Arianna Ciampoli e Beppe Convertini, hanno condotto con grande sensibilità gli ospiti tra le varie storie presentate. Storie difficili, ma raccontate con la speranza di chi ha lottato tanto ed è sopravvissuto.

Hanno lasciato la loro testimonianza Filomena Lamberti, colpita con l’acido dal marito al quale aveva detto di volersi separare, raccontata dall’attrice Luciana de Falco. Carolina Marconi, ha parlato della diagnosi di tumore al seno. Il coreografo internazionale Luca Tomassini ha spiegato la sua storia: un padre violento che mandò in coma la mamma, l’infanzia difficile in cui fu anche vittima di bullismo, interpretato dall’attore Luca Capuano. Infine Elga Magrini, donna forte e coraggiosa che ha raccontato il suo percorso.

Sono stati quindi consegnati i “Camomilla Award” a chi si è speso per aiutare le donne e che ha fatto la differenza nelle loro vite. Tra i personaggi famosi Maria Grazia Cucinotta, testimonial Susan Komen Italia e autrice del libro “Vite senza paura”, e Lapo Elkann ha presentato i progetti sociali della Fondazione Laps di cui è fondatore. In sala anche Maria Elena Boschi e il ministro per le Pari Opportunità, Elena Bonetti.

Women, lo Sportello a contrasto

Lo Sportello a contrasto è nato per aiutare le vittime di violenza, non soltanto di genere, ma anche sul posto di lavoro. Anche il mobbing è una forma di persecuzione che può portare a danni molto gravi per chi ne è vittima. Chiunque avesse bisogno può rivolgersi al numero verde dello Sportello 800 034 294, oppure direttamente a questo link, per un’assistenza gratuita.