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domenica, Luglio 3, 2022

Nattokinasi: l’enzima “salva vita” che viene dal nattō giapponese

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La nattokinasi è un enzima anticoagulante in grado di curare le malattie cardiache 

Nattokinasi: origine del nome

La nattokinasi è un enzima estratto e purificato da un alimento giapponese chiamato nattō: un pietanza giapponese composta da soia fermentata. Il batterio che fermenta i fagioli di soia, trasformandoli in nattōnattō, si chiama Bacillus subtilis.

Caratterizzata da una consistenza viscida, appiccicosa e filante, il nattō si condisce con olio di sesamo oppure con salsa di soia, senape, erba cipollina, Tamari o Shoyuo. Il suo aroma ricorda la nocciola con una punta di acido tipica degli alimenti fermentati. 

Generalmente accompagnato da riso bianco a chicco corto, viene inoltre utilizzato per la preparazione del sushi e nella zuppa di miso, oltre che nelle insalate e in altre ricette tradizionali non molto note in Occidente. In Giappone è popolare soprattutto nella regione di Kanto. Qui, viene spesso consumato a colazione, accompagnato da riso bianco e pesce in salamoia, ma ci sono molti altri modi per gustarlo, soprattutto per noi occidentali.

Le vere origini del nattō rimangono un mistero, alcuni dicono che venne scoperto quando il clan samurai giapponese Minamoto no Yoshile venne attaccato dai nemici. Proprio mentre stava facendo bollire la soia per sfamare i loro cavalli. Velocemente chiusero i semi di soia in dei sacchetti di paglia che rimasero sigillati per diversi giorni e nel momento in cui i samurai andarono ad aprirli, trovarono i semi che avevano fermentato per formare il nattō.

Nattokinasi: un enzima che viene da una pietanza giapponese

Una scoperta casuale 

Il primo ad identificare l’enzima fu il Dr. Hiroyuki Sumi dell’Università di Chicago, nel 1980.

Il ricercatore stava studiando il potere anticoagulante di una varietà di farmaci convenzionali, quando accadde l’imprevisto. 

Mentre pranzava in laboratorio, gli cadde un po’ di nattō nella capsula di Petri, contenente un coagulo di sangue (trombo). 

Dopo diciotto ore, del trombo non vi era più traccia.

I farmaci su cui stava effettuando le ricerche avevano bisogno di tempi più lunghi per sciogliere i grumi.

Un potente anticoagulante 

La nattokinasi è stata ampiamente studiata in Giappone, Corea e Cina. 

Le ricerche ne hanno riconosciuto la più alta attività anticoagulante (fibrinolitica), rispetto a tutti gli altri enzimi. 

Cosa che la rende un promettente come trattamento naturale per le malattie cardiache.

Oltre a far bene al cuore, la nattokinasi

Riduce la pressione sanguigna

Previene i coaguli di sangue

Scioglie i coaguli di sangue e migliora il flusso sanguigno

Abbassa il colesterolo

Previene l’indurimento delle arterie (arteriosclerosi)

Riduce il rischio di ictus 

Utile nella malattia di Alzheimer 

Aumenta la longevità 

Sinusite cronica 

Riduce i polipi nasali e asma 

Riduce il dolore toracico (angina)

Aumenta la longevità

Protegge il sistema immunitario 

Utile nella terapia del dolore, contro la fibromialgia, sindrome da affaticamento cronico, endometriosi, fibromi uterini, spasmi muscolari, infertilità, cancro e nella cura di una malattia derivata da una carenza vitaminica chiamata beriberi.

Previene la trombosi della vena profonda (DVT), emorroidi, vene varicose.

Può aumentare il metabolismo e ridurre il grasso corporeo, regolare e prevenire i disturbi metabolici come l’obesità e il diabete. 

Nattokinasi: controindicazioni

Sebbene sia consumata da migliaia di anni come rimedio popolare per malattie del cuore e del sistema circolatorio, non ci sono studi sufficienti atti a stabilire che la nattokinasi sia totalmente priva di controindicazioni.

Sicuramente può interferire con l’azione di farmaci anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici e anti-ipertensivi.

Non assumere mai prodotti a base di nattokinasi se si è allergici alla soia.

Chi soffre di tiroide dovrebbe consultare il medico prima di assumere la nattokinasi.

Non ci sono abbastanza ricerche per stabilire se le donne incinte o durante l’allattamento debbano evitare l’enzima.

Va utilizzare con cautela prima e dopo un intervento chirurgico. Questo perché la nattokinasi potrebbe aumentare la possibilità di sanguinamento.

La nattokinasi potrebbe ridurre la pressione sanguigna in alcune persone. 

Nattō: un alimento molto nutriente 

Ma veniamo alla pietanza

  1. Il nattō è ricco di proteine, vitamine del gruppo B, K1, k2, minerali, fibra, manganese, rame, magnesio, calcio, potassio, zinco, selenio, acido folto e pantotenico e antiossidanti.
  2. Grazie alla fermentazione della soia, il nattō ha anche un potere probiotico. Può dunque aiutare a ridurre il gas, la stitichezza, la diarrea e il gonfiore associati agli antibiotici, oltre ai sintomi della malattia intestinale infiammatoria (IBD), la malattia di Crohn e la colite ulcerosa.

Integratori a base di nattokinasi

Nei supermercati del Giappone, il nattō viene venduto in piccole confezioni. Nel resto del mondo si può reperire in versione bio al reparto etnico.

In alternativa, si possono assumere degli integratori a base di nattokinasi. I ricercatori dell’NSK Bio Sciences Laboratories Company Ltd. (Giappone), suggeriscono di consumare un integratore al giorno per 8 settimane.

La dose appropriata di nattokinasi dipende da diversi fattori come: l’età, la salute e molte altre condizioni.

Quindi è sempre meglio rivolgersi al medico di fiducia prima di sperimentare delle cure fai-da-te.

Ona attenta alla salute

L’Ona – Osservatorio nazionale amianto è da sempre attenta alla salute. Per chi fosse interessato, è attivo lo sportello per l’assistenza medica e l’assistenza legale. Si può contattare l’Associazione anche attraverso il numero verde 800.034294.

Fonti 

healthline.com

dionidream.it

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Numero verde ONA

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