6.5 C
Rome
venerdì, Maggio 15, 2026
Home Blog Page 185

Rovigo: amianto abbandonato su 2 terreni, sequestro della Gdf

Guardia di Finanza, Rovigo
Guardia di Finanza, Rovigo

Materiali in amianto abbandonato sui terreni privati di un imprenditore nel settore del commercio auto, a Rovigo. I finanzieri del comando provinciale hanno sequestrato 400mq di eternit e denunciato l’uomo per abbandono di rifiuti speciali. Tra questi autovetture, appunto, ma anche moto, materiali ferrosi e residui di cantieri edili.

Sequestro della Gdf a Rovigo, discarica di rifiuti

Gli stessi capannoni della società sarebbero, secondo gli investigatori, ricoperti di eternit. La copertura risulta deteriorata e in alcune parti proprio rotta. All’interno degli edifici erano stipati altri mezzi di trasporto, tra i quali alcune imbarcazioni. Sempre durante il sequestro la Guardia di Finanza avrebbe accertato l’assenza della certificazione antincendio.

Per questo le Fiamme Gialle hanno chiesto un sopralluogo dei Vigili del fuoco e dell’Arpav di Rovigo. I primi si occuperanno di valutare se il capannone sia a norma rispetto al rischio incendio. La seconda esaminerà gli elementi della copertura per chiarire se si tratti effettivamente di cemento amianto.

Imprenditore denunciato per abbandono di rifiuti

Per il reato di abbandono di rifiuti speciali si rischia una pena da 6 mesi a 2 anni di reclusione e un’ammenda da 2600 a 26mila euro. Il sequestro è stato convalidato dalla Procura della Repubblica di Rovigo che coordina le indagini.

Nonostante ormai da 30 anni sia stato messo al bando con la Legge 257 del 1992 e si conoscano quindi gli effetti dell’amianto sulla salute umana, ancora troppo spesso viene smaltito illegalmente o abbandonato. Oltre ad essere illegale è anche molto pericoloso. L’asbesto causa, infatti, il mesotelioma, il tumore del polmone, alla laringe, alla faringe, al colon e alle ovaie. Soltanto i casi di mesotelioma sono stati, secondo il VII rapporto ReNaM, oltre 30mila in Italia dal 1992. A questi vanno aggiunti i casi di tutte le patologie asbesto correlate. Tanto che l’Osservatorio nazionale amianto ha stimato soltanto nel 2022 circa 7mila vittime dell’amianto.

Per questo l’Ona e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, insistono nel sensibilizzare la popolazione e nella prevenzione. L’Ona ha realizzato anche una App per segnalare i siti contaminati. Per conoscere i danni causati dall’amianto e come liberarsi del minerale killer è possibile consultare “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

Bonifica amianto: la protezione dei lavoratori coinvolti

lavoratori bonifica amianto, ceprano
Lavoratori bonifica amianto (foto free di SELİM ARDA ERYILMAZ su Unsplash)

Quando si parla di bonifica amianto uno dei temi sensibili è quello che riguarda la protezione dei lavoratori coinvolti nelle operazioni di bonifica. In effetti, in questa fase delicata, non solo sono possibili contaminazioni ambientali, ma i rischi sono alti per tutti coloro che si occupano della bonifica stessa. L’esposizione alle fibre di amianto infatti, anche a bassa dose, provoca gravi malattie tra cui infiammazioni e cancro. Tra questi il mesotelioma è il più temibile e con più basse aspettative di vita (approfondisci su “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia-Ed.2022“).

In questo articolo parliamo della legislazione in materia, circa le ditte specializzate che si occupano di bonifica amianto e le norme in materia di protezione dei lavoratori coinvolti.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto è l’associazione che rappresenta le vittime dell’amianto e offre tutela legale e medica agli esposti e ai lavoratori colpiti.

In questo giornale è possibile restare costantemente aggiornati sulla materia e gli sviluppi giudiziari, consultando la categoria news amianto.

Bonifica amianto: un rischio per i lavoratori

La legge italiana permette tre tipi di bonifica amianto:

  • Incapsulamento
  • Confinamento
  • Rimozione attraverso lo smaltimento in discarica

I primi due tipi di bonifica amianto avvengono di solito in concomitanza. I materiali di amianto vengono incapsulati, in modo da prevenire possibili contaminazioni durante il confinamento e per rendere più sicuro il confinamento stesso. Quest’ultimo consiste nell’installazione di una barriera a tenuta o di una sovra copertura con lastre isolanti, che separano i materiali contenenti amianto dalle aree fruibili di un edificio.

L’incapsulamento permette di ricoprirli preventivamente con una pellicola penetrante e impermeabile che non permette il rilascio delle fibre killer.

La normativa di riferimento è quella relativa al D.M. 06/09/1994 e al D.M. 20/08/1999. In genere lo si applica in presenza di aree circoscritte.

La rimozione è la forma di bonifica più efficace e indicata, perché evita i problemi dovuti alal manutenzione futura dei manufatti o quelli derivanti da un evento imprevisto, come un terremoto. Si tratta però della tipologia di bonifica più pericolosa per i lavoratori coinvolti e per l’ambiente durante le procedure di trasporto e smaltimento.

Leggi anche: le linee guida per il trasporto e lo scavo dell’amianto naturale

Ditte specializzate per la rimozione amianto

Per le operazioni di bonifica amianto è necessario rivolgersi a una ditta autorizzata allo smaltimento amianto, ovvero avvalersi di professionisti regolarmente iscritti all’Albo Gestori Ambientali nella Categoria 10A o 10 B secondo quanto regolamentato dall’articolo 212 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

Soltanto le ditte autorizzate infatti possono svolgere la bonifica amianto in sicurezza e seguire il protocollo affinché l’edificio, l’abitazione o il capannone risultino a rischio 0. Il trasporto in discarica, in particolare, consistendo nel conferimento in discarica di rifiuti speciali prevede l’accesso al sistema SISTRI.

Piano di lavoro e protezione dei lavoratori

Le ditte autorizzate predisporranno un apposito Piano di Lavoro (ai sensi dei cc. 2 e 5) per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell’ambiente esterno.

I contenuti del piano sono fissati dallart. 256, al comma 4; è importate il disposto del comma 5 dello stesso articolo: «5. Copia del piano di lavoro è inviata all’organo di vigilanza, almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Se entro il periodo di cui al precedente capoverso l’organo di vigilanza non formula motivata richiesta di integrazione o modifica del piano di lavoro e non rilascia prescrizione operativa, il datore di lavoro può eseguire i lavori».

Il personale delle ditte specializzate nella bonifica amianto è dunque a conoscenza dei rischi e segue un piano di lavoro redatto ad hoc in base alla friabilità e ad altre caratteristiche dell’amianto e del sito contaminato.

Importanza dei DPI: dispositivi di protezione dei lavoratori

I dispositivi di protezione individuale giocano un ruolo fondamentale nella protezione dei lavoratori coinvolti nella bonifica amianto. Essi devono:

  • Essere adeguati ai rischi da prevenire;
  • Non devono costituire rischi aggiuntivi;
  • Devono essere compatibili alle condizioni presenti sul luogo di lavoro;
  • Terranno conto delle esigenze ergonomiche e di salute dei lavoratori;
  • Saranno compatibili con gli altri DPI utilizzati contemporaneamente.

Le figure professionali preposte alla sicurezza sui luoghi di lavoro devono garantire: fornitura e fit test RPE (respiratori) per i lavoratori; garantire che i lavoratori indossino i DPI quando necessario; fornire formazione ai lavoratori su come utilizzare i DPI in sicurezza, all’inizio del rapporto di lavoro e ad intervalli regolari su base continua e fornire un deposito sicuro per i DPI riutilizzabili.

Quali DPI devono essere indossati in presenza di amianto?

L’articolo 251, comma1, lettera b, del D.Lgs. 81/2008 prevede che i DPI per le vie respiratorie debbano garantire una concentrazione di fibre di amianto nell’aria respirata non superiore ad 1/10 del valore limite, fissato a 0,1 fibre per cm3 di aria e misurato come media ponderata nel tempo di riferimento di 8 ore.

In presenza di amianto DPI devono includere:

  1. dispositivi di protezione delle vie respiratorie (RPE);
  2. tute (monouso di carta o impermeabili o di cotone a tessitura stretta con biancheria monouso al di sotto);
  3. stivali;
  4. elmetti standard;
  5. guanti.

Cos’è l’RPE per la protezione delle vie respiratorie?

L’RPE è uno dei dispositivi di protezione individuale (DPI) più importanti nella protezione dei lavoratori dai pericoli della polvere e delle fibre di amianto.

Il respiratore deve essere sempre indossato in qualsiasi ambiente in cui sia presente o si sospetti la presenza di amianto. Ha infatti la capacità di ridurre al minimo il rischio di respirare le sottilissime fibre. Per essere efficace, è essenziale scegliere il tipo più indicato all’attività lavorativa da svolgere. Bisogna inoltre assicurarsi che sia montato correttamente.

Quando si monta per la prima volta il respiratore, è necessario eseguire un test di adattamento (Fit test) che ne valuti la perfetta aderenza al viso. Il test deve essere eseguito da personale accreditato.

Il Fit-test deve essere effettuato anche: 1) se chi lo indossa ha avuto un significativo aumento o perdita di peso; 2) annualmente (o più frequentemente se specificato dalla policy aziendale). I respiratori non sono adatti a persone con la barba, lunga o corta che sia.

Leggi tutto sui dispositivi di sicurezza per la protezione dall’amianto

Amianto e vendetta, nelle sale il film “L’uomo senza colpa”

mani sporche, datori di lavoro, film ''l'uomo senza colpa''
mani sporche, datori di lavoro, film ''l'uomo senza colpa''

Arriva finalmente nelle sale il film denuncia che racconta il fenomeno amianto in Italia. Il titolo è “L’uomo senza colpa” e si tratta della prima pellicola di Ivan Gergolet, che ha vinto il premio Ettore Scola per la Miglior Regia al Bif&st 2023.

“L’uomo senza colpa” dal 22 giugno al cinema

Dal 22 giugno sarà possibile scoprire al cinema la vicenda di tanti operai per anni a contatto con l’asbesto che, purtroppo, si sono ammalati e sono morti per la sete di profitto. È stato questo ad impedire, infatti, che i lavoratori venissero informati dei reali rischi legati al minerale killer. E che si arrivasse prima alla messa al bando arrivata soltanto nel 1992.

I numeri dell’amianto e il desiderio di vendetta

Tutto questo ha portato a numeri che da soli gridano giustizia: 125 milioni le persone al mondo esposte all’amianto sul posto di lavoro. 100.000 le vittime all’anno. L’opera realizzata da Arch Film in collaborazione con Athena Cinematografica accende i riflettori sulla vicenda, ma anche sull’animo umano. E sulla voglia di vendetta per le vite spezzate e per quelle rovinate dei familiari delle vittime. Spesso le vedove – molte volte casalinghe – si sono ritrovate a perdere l’amore del marito, ma anche la sicurezza economica. Altre volte si sono ammalate soltanto per aver lavato le tute di lavoro dei loro partner.

Una sentenza di assoluzione cancella la colpa?

La protagonista Angela, che si ritroverà nella casa del datore di lavoro del marito ormai deceduto, pensa di farsi giustizia da sola, dopo che l’imprenditore è stato assolto dal tribunale. Per questo “L’uomo senza colpa”. Il film viaggia tra questi due spaccati: della società di una cittadina del nord-est italiano, proprio al confine con la Slovenia, Monfalcone, e dei peggiori istinti umani.

Un modo per ricordare quante vittime abbia mietuto l’amianto, ma anche che le patologie asbesto correlate non sono terminate. C’è, infatti, un lungo periodo di latenza tra l’esposizione e la malattia e il picco dovrebbe presentarsi nel 2030. Per questo l’Osservatorio nazionale amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, puntano molto sulla prevenzione. Prevenzione che si concretizza, come spiegato ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, soltanto con le bonifiche. L’Ona ha realizzato anche una App che i cittadini possono utilizzare per segnalare i siti contaminati.

Riscaldamento globale, Aie: “Triplicare gli investimenti”

riscaldamento, pannelli solari
riscaldamento, pannelli solari

Non è stato fatto abbastanza per scongiurare l’aumento della temperatura globale oltre 1,5 gradi centigradi. L’Agenzia internazionale dell’energia lo ha spiegato in modo chiaro nei giorni scorsi. Se il Pianeta vuole contenere il riscaldamento globale deve investire il triplo del denaro. Non 600 miliardi di dollari, ma 1.800 miliardi entro il 2030. Quindi in 8 anni.

Stop al riscaldamento globale con l’efficienza energetica

Durante l’ottava conferenza annuale sull’efficienza energetica, a Versailles, si è parlato di efficientamento energetico. Hanno lavorato insieme 700 delegati provenienti da più di 80 Paesi. Tra questi erano presenti 30 ministri e 50 amministratori delegati.

Quarantacinque governi hanno approvato l’obiettivo di raddoppiare il tasso medio globale di miglioramento dell’efficienza energetica entro la fine del decennio. L’obiettivo è quello di promuovere una crescita economica sostenibile e contribuire a mettere il mondo su un percorso sicuro e conveniente verso emissioni nette zero.

Aumentare l’efficienza energetica anche solo di 1,8 punto percentuali, dal 2,2 al 4% entro il 2030 significherebbe ridurre le emissioni di gas serra in modo significativo. Dal report “Energy Efficiency: The Decade for Action”, l’Aie, organizzazione internazionale intergovernativa fondata dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), diviene chiaro che porterebbe anche altri 12 milioni di posti di lavoro a livello globale.

Non solo, sarebbe più semplice l’accesso all’energia, ci sarebbe una riduzione delle bollette energetiche. E ancora diminuirebbe l’inquinamento atmosferico e la dipendenza dei Paesi dalle importazioni di combustibili fossili. E arrestare così il riscaldamento globale del nostro Pianeta.

Il direttore dell’Aie: Lieto del risultato

“È difficile sopravvalutare l’importanza dell’efficienza energetica per rafforzare la sicurezza energetica e mantenere in vista l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 C. Quindi sono lieto che i paesi di tutto il mondo si stiano unendo attorno all’appello dell’AIE per raddoppiare i progressi in termini di efficienza energetica entro il 2030”, ha affermato Birol, direttore esecutivo dell’Aie. “Questo può aiutare a dare uno slancio più forte agli sforzi per raggiungere un risultato ambizioso alla COP28 a Dubai”.

I ministri hanno chiarito nella dichiarazione che il settore pubblico deve essere un modello per migliorare l’efficienza energetica. Come deve pure guidare gli investimenti che incoraggeranno altri settori come l’industria, i servizi, l’edilizia, i trasporti e l’agricoltura a seguire. 

La promozione del progresso dell’efficienza energetica nelle economie emergenti e in via di sviluppo sarà al centro della prossima conferenza globale IEA, che si terrà a Nairobi, in Kenya, nel 2024. 

Morto Silvio Berlusconi: Momento triste per l’intera Nazione

Silvio Berlusconi, televisione, intervista
Silvio Berlusconi, televisione, intervista

Silvio Berlusconi è morto. La notizia ha fatto presto il giro del mondo questa mattina dopo che, sembrava, la notte fosse trascorsa tranquilla. Poi il leader indiscusso di Forza Italia si è aggravato e alle 9.30 è passato a miglior vita. Era ricoverato al San Raffaele di Milano, dove era tornato da qualche giorno.

Morto Berlusconi, bandiere a mezz’asta a Palazzo Chigi

In ospedale erano già arrivati i familiari più stretti. A Palazzo Chigi le bandiere sono a mezz’asta in segno di lutto. Questo fino a mercoledì prossimo, quando l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, celebrerà i funerali, che si terranno nel Duomo, alle 15. Bandiere issate a mezz’asta anche al Senato e a Montecitorio.

Non si terrà la camera ardente

Non si terrà, invece, per motivi di ordine pubblico la camera ardente, in un primo momento prevista nella sede Mediaset di Cologno Monzese.

Berlusconi ha scritto la storia d’Italia

Si è spento un imprenditore e un politico che ha contribuito a scrivere la storia d’Italia. Partendo da un investimento che non arrivava ai 200mila euro ha creato un impero. In primis ricordiamo l’ex Mediaset, che ora si chiama Media For Europe. Arrivata dopo gli investimenti immobiliari, con la costruzione di Milano 2. Il quartiere residenziale nel comune di Segrate, nella città metropolitana di Milano negli anni ’70. Il suo patrimonio oggi vale 7 miliardi e mezzo. E poi, come dimenticare l’avventura con il Milan e i 29 trofei vinti. 

Cambiò il modo di fare e di intendere la politica. Con il suo protagonismo, ingigantito dalle televisioni prima e dal social poi, ha modificato anche la società e la cultura italiana.

Bonanni: “Berlusconi sottoposto a lunghi processi”

“Sottoposto a lunghi processi – ha commentato la dipartita il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni – ci si rammarica per il fatto che in molti casi queste energie giuridiche potevano essere utilizzate nella lotta contro al crimine ambientale. Lunghi processi anche per il caso Ruby: contestazioni fondate sulla morale interpersonale in senso unilaterale, come se il processo penale potesse indagare la vita privata e sentimentale. 

In questo triste momento che riguarda l’intera Nazione esprimo, a titolo personale e come presidente dell’Ona, la vicinanza alla famiglia e alla formazione politica di Forza Italia, che ha condotto fino alla fine dei suoi giorni”.

Il ricordo del Presidente Sergio Mattarella

Commenti sono sopraggiunti da più parti. “Apprendo con profonda tristezza la notizia della morte di Silvio Berlusconi, – ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella –  fondatore e leader di Forza Italia, protagonista di lunghe stagioni della politica italiana e delle istituzioni repubblicane. Berlusconi è stato un grande leader politico che ha segnato la storia della nostra Repubblica, incidendo su paradigmi, usi e linguaggi”.