16.1 C
Rome
mercoledì, Settembre 28, 2022

DPI appropriati riducono i rischi in fase di bonifica amianto

Letto: 414 volte

Ultimi articoli

I DPI dispositivi di protezione individuale, comprendono qualsiasi abbigliamento o attrezzatura che fornisca protezione da un potenziale rischio.

In caso di presenza di amianto, minerale messo al bando con la legge 257/92, DPI per amianto appropriati riducono al minimo eventuali rischi nel corso della bonifica.

L’importanza dei DPI nei luoghi di lavoro 

Per garantire totale sicurezza in ambito lavorativo i DPI devono:

  1. Essere adeguati ai rischi da prevenire;
  2. Non devono costituire rischi aggiuntivi;
  3. Devono essere compatibili alle condizioni presenti sul luogo di lavoro;
  4. Terranno conto delle esigenze ergonomiche e di salute dei lavoratori;
  5. Saranno compatibili con gli altri DPI utilizzati contemporaneamente;
  6. Non escludono la capacità di protezione da altri rischi.

Responsabili della sicurezza in merito ai DPI amianto

Le figure professionali preposte alla sicurezza sui luoghi di lavoro devono garantire:

  1. fornitura e fit test RPE (respiratori) per i lavoratori;
  2. garantire che i lavoratori indossino i DPI quando necessario;
  3. fornire formazione ai lavoratori su come utilizzare i DPI in sicurezza, all’inizio del rapporto di lavoro e ad intervalli regolari su base continua;
  4. fornire un deposito sicuro per i DPI riutilizzabili;

Note: La formazione all’uso dei DPI dovrebbe includere l’uso corretto, l’ispezione, la cura e la manutenzione, la riparazione e la sostituzione dei componenti, le procedure di emergenza e lo stoccaggio.

Quali DPI devono essere indossati in presenza di amianto?

Nota bene: I lavoratori che prestano servizio in luoghi contaminati da amianto, devono essere informati sulla presenza della fibra killer.

Devono essere formati altresì su: 

  • pulizia del luogo di lavoro;
  • uso delle mascherine respiratorie e degli altri DPI,
  • sulle corrette modalità di decontaminazione.

Larticolo 251, comma1, lettera b, del D.Lgs. 81/2008 prevede che i DPI per le vie respiratorie debbano garantire una concentrazione di fibre nellaria respirata non superiore ad 1/10 del valore limite, fissato a 0,1 fibre per cm3 di aria e misurato come media ponderata nel tempo di riferimento di 8 ore.

In presenza di amianto DPI devono includere:

1) dispositivi di protezione delle vie respiratorie (RPE); 

2) tute;

3) stivali;

4) elmetti (non ci soffermeremo sulla loro descrizione poiché basta utilizzare un elmetto standard);

5) guanti

RPE: Respiratory protective equipment 

L’RPE è uno dei dispositivi di protezione individuale (DPI) più importanti nella protezione dei lavoratori dai pericoli della polvere e delle fibre di amianto. 

Il respiratore deve essere sempre indossato in qualsiasi ambiente in cui sia presente o si sospetti la presenza di amianto.

Ha infatti la capacità di ridurre al minimo il rischio di respirare le sottilissime fibre.

Per essere efficace, è essenziale scegliere il tipo più indicato all’attività lavorativa da svolgere. Bisogna inoltre assicurarsi che sia montato correttamente.

Gli RPE, si dividono in:

  • Respiratori isolanti (indipendenti dall’aria ambiente) possono essere di due tipi: 

collegati: sono dotati di una sorgente d’ aria non inquinata (a flusso continuo o a flusso a domanda);

autorespiratori con bombola di aria compressa (a circuito aperto) o con ossigeno (a circuito chiuso). 

Essi possono essere:  

– senza filtro, collegati ad una bomboletta d’aria con autonomia limitata;

– respiratori a filtro (attingono l’aria dall’ambiente).

  • Respiratori a filtro sonoformati da:

un facciale (semimaschera, boccaglio, maschera intera, semimaschera filtrante)

un sottofiltrante per bloccare gli aerosol solidi e/o liquidi (filtri antiparticelle), i gas o vapori (filtri antigas), o entrambi (filtri combinati).

Le maschere possono essere: 

– intere: coprono tutto il viso e devono essere usate con filtri che non pesano >600 gr. e con perdita di tenuta <0,2%;

– semimaschere: coprono naso e bocca, devono essere usate con filtri <300 gr., con perdita totale di tenuta <0,2%;

– boccaglio: un’apparecchiatura stretta tra le labbra, non adatto a protesi completa, associato a stringi naso, perdita di tenuta <0,2%;

– facciali filtranti: con filtro tutt’uno con semimaschera, perdita totale <25% per FF1, <10% per FF2, <3% per FF3.

Quanto è importante che RPE sia montato correttamente?

Quando si monta per la prima volta il respiratore, è necessario eseguire un test di adattamento (Fit test) che ne valuti la perfetta aderenza al viso.

Il test deve essere eseguito da personale accreditato. 

Se viene montato in maniera scorretta, si corre il rischio di inalare sostanze tossiche potenzialmente letali; su tutte: le pericolose fibre di amianto

L’esposizione al minerale,può causare una serie di malattie asbesto correlate, tra cui il mesotelioma canceroso.

Quante volte bisogna eseguire il Fit test?

Il Fit-test deve essere effettuato anche:

1) se chi lo indossa ha avuto un significativo aumento o perdita di peso;

2) annualmente (o più frequentemente se specificato dalla policy aziendale).

L’importanza dell’autotest

L’autotest del respiratore andrebbe effettuato ogni volta che si indossa il dispositivo. In questo caso, non è richiesta alcuna formazione specializzata.

Come eseguire il test

1) Mettete le mani sulla maschera o sui filtri e poi inspirate fino a quando la maschera non aderisce saldamente al viso.

2) Bloccate le valvole di espirazione/inspirazione ed espirate con forza. Si dovrebbe notare un effetto rigonfiamento, ma non dovrebbe fuoriuscire l’aria. 

In caso contrario, occorre innanzitutto regolare nuovamente le cinghie. Se continua a perdere aria, è necessario cambiare taglia o modello di respiratore e fare un altro test di adattamento.

Attenzione e precauzioni per l’uso dei respiratori

I respiratori non sono adatti a persone con la barba,  lunga o corta che sia. È consigliabile pertanto una rasatura perfetta prima di indossarli.

Anche l’uso di occhiali può influire sulla capacità di sigillare l’intero viso intorno alla maschera. 

Se non si può fare a meno di indossare gli occhiali, è necessario utilizzare un cappuccio per l’alimentazione dell’aria a pressione positiva.

Tute protettive: tre tipologie 

Esistono diversi tipi di tute protettive:

Tuta intera: deve essere preferibilmente di tessuto liscio (evita di trattenere le fibre), completa di cappuccio, non avere tasche esterne, chiusa (o chiudibile) ai polsi e alle caviglie con elastici o nastro adesivo.

– Tuta monouso di carta, di tela plastificata o in tyvek: sono igienicamente più adatte alle bonifiche, in quanto non devono essere rilavate.

Purtroppo hanno una scarsa traspirabilità, dunque non sono indicate per bonifiche in zone in cui si sviluppano alte temperature.

Inoltre si rompono facilmente.

Utile precisare che è necessario smaltire tali indumenti come materiale contenente amianto. 

Il lavoratore dovrà indossare una nuova tuta ogni volta che ritorna nella sua postazione di lavoro;

– Tute di cotone o altro tessuto a tessitura compatta: può essere monouso o riutilizzabile.

Quelle in cotone trattato o goretex, prima di essere riutilizzate devono essere aspirate accuratamente a fine turno. Vanno altresì riposte in contenitori chiusi, e asciutti. Il lavaggio (prima del riutilizzo) deve avvenire rigorosamente in una lavanderia attrezzata.

Tute impermeabili: possono essere riutilizzate più volte e, dopo la pulizia eseguita in doccia, vanno riposte, a fine turno, in un box protetto all’interno del cantiere.

Attenzione: sotto la tuta va indossata biancheria intima possibilmente monouso: slip, calzini e magliette.

Meglio optare per tute di taglia comoda che consentono di muoversi più comodamente. Le tute vanno indossate sopra gli stivali

Stivali in gomma o calzature antiscivolo

Stivali e calzature non devono avere lacci poiché   questi sono difficili da pulire. 

In alternativa si possono indossare copristivali usa e getta con solette in polietilene (evitano di scivolare).

Le calzature vanno tolte prima di lasciare l’area contaminata, per evitare di raccogliere fibre di amianto sulle o sotto? suole.

Guanti protettivi a prova di amianto 

I guanti da utilizzare nelle bonifiche di amianto devono essere impermeabili, a “manichetta lunga” e in grado di garantire una sufficiente resistenza alle sollecitazioni meccaniche.

È consigliato indossare anche dei sottoguanti in cotone.

Come vengono puliti o smaltiti i DPI contaminati dall’amianto?

I DPI bonifica amianto devono essere indossati in una parte pulita dell’area di decontaminazione.

Al termine del lavoro, i DPI smaltimento amianto (ad eccezione del respiratore) devono essere tolti e smaltiti nella parte sporca dell’area di decontaminazione

Questo per evitare che gli indumenti puliti vengano contaminati dalle fibre di amianto.

Dopo rimozione amianto DPI riutilizzabili (RPE, stivali, ecc.) devono essere:

1) Decontaminati aspirando le polveri con un accessorio a spazzola; 

2) Dopo l’aspirazione, i DPI vanno lavati con un panno umido monouso.

3) Il lavaggio degli indumenti deve essere effettuato esclusivamente in lavanderie predisposte per la manipolazione di abiti contaminati da amianto. 

Non deve essere fatto a casa o in una lavanderia pubblica;

4) I DPI riutilizzabili devono essere conservati in un contenitore pulito, asciutto e sigillato quando non vengono utilizzati;

5) La maschera dell’RPE va pulita e asciugata. Bisogna controllare i diaframmi, le valvole e le parti frontali. Infine occorre ricaricare le batterie secondo necessità

- Advertisement -spot_img

Numero verde ONA

spot_img

Chiedi assistenza gratuita