Amianto: fibrosi pleurica, placche pleuriche e ispessimento

Amianto asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento: tutela gratuita, medica e legale dell'ONA. Amianto fibrosi pleurica

La fibrosi pleurica e le placche pleuriche

Asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento pleurico da amianto: cocktail mortale. Necessario evitare l’esposizione ad amianto (prevenzione primaria). Questo l’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni. Tutte le esposizioni ad amianto, oltre a provocare fibrosi pleurica, placche pleuriche e ispessimento pleurico, sono cancerogene, e provocano il tumore della pleura, altri mesoteliomi, il tumore del polmone e tumori del tratto gastro-intestinale.

Asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento sono quindi fenomeni displasici precancerogeni, comunque lesivi per la salute umana, per cui, se se ne accerta l’origine professionale, è dovuto l’indennizzo INAIL, il prepensionamento e il risarcimento del danno (approfondisci sulla tutela legale dell’ONA per le vittime di asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento).

Il versamento pleurico per fibrosi e placche

La fibrosi pleurica è l’infiammazione della pleura, provocata dalle fibre di amianto.  Le fibre di asbesto, sia per contiguità, che in seguito a frantumazione con la respirazione, penetrano nello spazio pleurico, e avviano la fase displasica. Si originano così gli ispessimenti pleurici e le c.d. placche pleuriche, e il versamento pleurico essudativo.

I meccanismi indotti dalle fibre di amianto: fibrosi pleurica, placche pleuriche e ispessimento, ma anche cancro, che è lo step successivo, poichè i tempi di latenza della fibrosi pleurica, placche pleuriche e ispessimento pleurico, sono inferiori. I meccanismi che seguono il processo infiammatorio che porta alla fibrosi sono chiari, e riconducibili ad esposizione ad amianto.

Tutela legale per fibrosi, placche pleuriche e ispessimento

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno istituito il servizio assistenza legale gratuita asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento e in particolare:

  •  rendita INAIL asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento;
  •  benefici previdenziali INPS per esposizione ad amianto e pensionamento immediato;
  •  risarcimento dei danni asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento.

La asbesto fibrosi, le placche pleuriche e l’ispessimento sono le conseguenze delle esposizioni a polveri e fibre di amianto. Per tali motivi è necessario prima di tutto evitare ogni forma di esposizione alle polveri e fibre di asbesto, comprese le fibre di crisotilo – amianto, perchè anche questo minerale è comunque cancerogeno.

L’ONA è l’associazione di tutela contro il rischio asbesto. L’ONA insiste perchè ci sia prevenzione primaria. Anche le semplici infiammazioni della pleura debbono essere prevenute ed evitate.

Placche e ispessimenti pleurici nella Lista I dell’INAIL

Queste patologie asbeto correlate sono inserite nella Lista I dell’INAIL.

Asbestosi e diritto all’indennizzo inail

L’asbestosi è inserita nella Lista I dell’INAIL (gruppo 4, cod. 4.03). L’unica causa dell’asbestosi è costituita dall’amianto (DD.MM. del 09.04.2008 e del 10.06.2014). L’asbestosi è stata tabellata con la L. 455/1943. L’asbestosi, e quindi la fibrosi da asbesto provoca anche delle complicazioni cardiache. Le complicazioni cardiache, cardiocircolatorie e cardiovascolari debbono concorrere alla determinazione del danno biologico.

Nell’art. 145 del T.U., alla lettera b, testualmente: ‘b) in tutti i casi di silicosi o di asbestosi associate ad altre forme morbose dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio. In tali casi si rocederà alla valutazione globale del danno. Le prestazioni di cui alla lett. b) del comma precedente si intendono dovute anche nei casi di morte derivata da silicosi o da asbestosi, associate ad altre forme morbose dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio‘.

placche pleuriche e ispessimenti pleurici e diritto all’indennizzo inail

le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici sono inseriti nella Lista I dell’INAIL, gruppo 4, cod. 4.03. Il riferimento contenuto nel D.M. 09.04.2008, indica al n. 57 lett. A ‘lavorazioni che espongono all’azione delle fibre di asbesto‘. Le placche e gli ispessimenti pleurici sono inseriti nella Lista I dell’INAIL, per l’erionite, nella Lista I, gruppo 4, cod. 4.06. Nella Lista III dell’INAIL, le placche e gli ispessimenti sono ricondotti all’agente eziologico delle fibre ceramiche (Lista III, gruppo I, cod. 1.02.).

Presunzione legale di origine: diritto all’indennizzo

Con riferimento all’asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento, tenendo presente che queste infermità sono inserite nella Lista I dell’INAIL, sussiste il diritto all’indennizzo. L’onere della prova quindi è a carico dell’INAIL.

Solo nel caso in cui l’INAIL eccepisca e dimostri che l’infermità sia il risultato di una esposizione ad amianto esclusivamente extraprofessionale, può negare l’indennizzo.

In caso contrario, anche a titolo di semplice concausa (art. 41 c.p.), deve comunque riconoscerne l’indennizzo. E’ sufficiente l’esposizione ambientale, ovvero la presenza dell’amianto nell’ambiente di lavoro. La tutela legale è affidata all’ Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA. 

La tutela INAIL (indennizzo e fondo vittime amianto)

Nel caso di fibrosi polmonare e/o pleurica, è necessario segnalarlo al medico curante, per avviare il percorso legale di riconoscimento di malattia professionale da parte dell’INAIL.

Solitamente, nel caso di diagnosi di fibrosi polmonare, placche e ispessimenti pleurici, è necessario inoltrare la certificazione di malattia professionale all’INAIL, per ottenere l’istruttoria e la definizione del giudizio, e l’eventuale riconoscimento di malattia professionale. Essendo inserite nella Lista I dell’INAIL, si applica il principio della presunzione legale di origine, per cui l’ente deve riconoscerne l’origine professionale e l’indennizzo. Nella quantificazione del danno biologico si deve tener conto del fatto che la fase infiammatoria è il primo step dell’eventuale, successiva, insorgenza del tumore del polmone (in caso di fibrosi polmonare), ovvero del mesotelioma della pleura (in caso di placche pleuriche e ispessimenti pleurici).

Benefici contributivi, art. 13 co. 7 L. 257/92

Le placche e gli ispessimenti pleurici sono valutati dall’INAIL con un grado invalidante inferiore al 6%, e quindi al di sotto della franchigia INAIL. Tuttavia, il riconoscimento è molto importante, in quanto, anche se inferiore al 6%, vi è il diritto alle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, ex art. 13 co. 7 della L. 257/92, e quindi la rivalutazione dell’intero periodo di esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5, utile per maturare anticipatamente il diritto a pensione, e di adeguare la prestazione per coloro che sono già pensionati. Nel caso di mancata maturazione del diritto a pensione, a prescindere dall’età anagrafica, e dall’anzianità contributiva, si può chiedere l’immediato pensionamento (pensione inabilità amianto).

Pensione invalidità amianto (art. 1 co. 250, 250 bis e 205 ter, L. 232/2016)

L’avente diritto, entro il prossimo 31.03.2021, deve depositare la domanda amministrativa all’INPS (art. 1 co. 250, 250-bis e 250-ter L. n. 232/2016).

L’art. 41-bis della legge 58 del 2019 ha ampliato la platea di coloro che hanno diritto a questa tutela (tutela vittime amianto malattia professionale).

Non sussiste alcuna selezione tra vittime, purchè ci sia il riconoscimento della malattia professionale da parte dell’INAIL, ovvero da parte dell’ente che detiene la posizione assicurativa.

Placche e ispessimenti pleurici: si al prepensionamento

Le placche pleuriche da asbesto debbono essere riconosciute come malattia professionale. In quasi tutti i casi, l’INAIL, pur riconoscendo le placche pleuriche, valuta il danno biologico inferiore al 6%. Le placche pleuriche da amianto, sono infatti ricondotte alla voce 331, che attribuisce un quadro invalidante dall’1% al 5%, e quindi al di sotto della c.d. franchigia INAIL (placche pleuriche INAIL).

Tutti coloro che hanno ottenuto il riconoscimento anche delle placche e ispessimenti pleurici, per esposizione professionale ad amianto, se con l’art. 13 co. 7 della L. 257/92, non hanno ancora maturato il diritto a pensione, possono fare domanda di pensione di inabilità amianto (pensione invalidità amianto).

Le placche pleuriche da amianto, come già specificato, costituiscono il primo step di un eventuale cancro della pleura, per cui, secondo l’Avv. Ezio Bonanni, le placche pleuriche da asbesto debbono essere, oltre che riconosciute, anche indennizzate. 

Nel caso di placche pleuriche e ispessimenti pleurici, con riconoscimento INAIL, anche se il grado invalidante delle placche plueriche INAIL fosse inferiore al 6%, risultano soddisfatti i presupposti giuridici per ottenere l’accredito dei benefici contributivi con il coefficiente 1,5 per l’intero periodo di esposizione, utili per il prepensionamento e per la rivalutazione della prestazione eventualmente in godimento.

Benefici amianto anche con il danno biologico inferiore al 6%

L’INPS aveav sostenuto che nel caso di un danno biologico inferiore al 6% non fossero dovuti i benefici amianto. La Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 30438/2018, ha smentito le tesi dell’INPS, poichè il diritto sussiste sempre e comunque, anche se il danno biologico fosse all’1% (benefici contributivi amianto placche pleuriche e ispessimenti pleurici).

La Corte di Cassazione ha quindi confermato questo principio già da tempo sostenuto dall’Avv. Ezio Bonanni, e quindi le azioni dell’ONA stanno ottenendo il risultato della tutela di quei lavoratori che per esposizione occupazionale da amianto hanno subito le infiammazioni della pleura e la fibrosi del polmone.

Pensione inabilità amianto: come ottenerla

Se con l’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, il lavoratore non ha maturato la necessaria anzianità contributiva per ottenere il trattamento di quiescenza, può comunque chiedere ed ottenere di essere collocato in prepensionamento amianto (art. 1, co. 250, 250-bis e 250-ter all’art. 1 della L. n. 232/2016).

Tutti coloro che hanno subito un danno biologico da asbesto, per cui ne hanno ottenuto dall’INAIL, o da altro ente, il riconoscimento, all’esito della verifica dell’accredito e della maturazione o meno del diritto a pensione, hanno diritto ad essere collocati in pensione. E’ sufficiente presentare la domanda amministrativa all’INPS. 

In questo caso è possibile sfuggire alle forche Gaudine della legge Fornero: ottenuto il riconoscimento anche delle placche e ispessimenti della pleura, per amianto, sussiste il diritto al prepensionamento.

Valutazione medico legale delle placche, ispessimenti e fibrosi

Asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento non sono solo segni biologici di esposizione ad amianto. Sicuramente sono patognomici della riconducibilità del tumore del polmone, e del tumore della pleura alle esposizioni ad amianto. Sicuramente ad esposizioni professionali, tenendo conto che tali patologie fibrotiche richiedono elevate dosi per soglia e per periodo di esposizione. 

In sede medico legale, è quindi fondamentale anche la diagnosi di fibrosi placche pleuriche e ispessimento, per dimostrare l’origine asbesto correlata del tumore del polmone (che è multifattoriale), e del mesotelioma.

Per il tumore del polmone, infatti, il segno biologico di esposizione ad amianto, permette di marcare la neoplasia come asbesto correlata, ovvero come la conseguenza anche dell’esposizione ad amianto. 

Questo è molto importante nel caso dei lavoratori fumatori, che sono stati allo stesso modo esposti ad amianto. Il fumo di tabacco e l’amianto agiscono in modo sinergico, potenziandosi l’uno con l’altro. Dimostrare asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento significa dunque dimostrare il presupposto dell’esposizione, anche elevata, per dimostrare il nesso causale.

Placche e ispessimenti pleurici predittivi del mesotelioma

Nel caso di placche e ispessimenti pleurici da amianto, il programma di sorveglianza sanitaria deve prevedere una maggiore assiduità nelle verifiche, tra cui quelle tecnico strumentali (TC torace, etc.). 

Questi fenomeni displasici e infiammatori, infatti, costituiscono la prima fase della induzione (iniziazione), cui fa seguito, in alcuni casi, la promozione e la progressione, e al termine la fine della latenza preclinica e quindi la diagnosi di mesotelioma della pleura.

Con la pubblicazione Aspirin delays mesothelioma growth by inhibiting HMGB1-mediated tumor progression(approfondimenti scientifici sulla cancerogenesi del mesotelioma).

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno infatti divulgato, e fatto valere  giudiziariamente gli effetti dannosi dell’infiammazione, rilevanti sia in sede INAIL che risarcitoria. Questa consapevolezza (Cassazione, IV sezione penale, 45935/2019), provoca anche il c.d. patema d’animo, ovvero turbamento fisico e morale (Cass., sez. lav., 24217/2017), quale pregiudizio che si aggiunge al danno biologico, che deve essere risarcito anche quando inferiore al 6% (Cass., sez. lav., 2491/2008). 

Nel quantificare il danno su base personalizzata, si dovrà tener conto anche del c.d. danno morale

L’azione legale per ottenere l’indennizzo e il risarcimento 

Le vittime di fibrosi, placche e ispessimenti pleurici, hanno diritto all’indennizzo INAIL. In assenza di degenerazione neoplastica, il grado invalidante potrebbe essere inferiore al 6%. Anche se così fosse, sussiste comunque il diritto ai benefici amianto e al prepensionamento INPS. Per la quantificazione dei danni si dovrà tener conto anche di quello morale, ovvero della c.d. paura di ammalarsi.

Danni morali ed esistenziali per fibrosi placche pleuriche e ispessimento

In caso di asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento, la vittima ha diritto all’integrale risarcimento di tutti i danni. Quello patrimoniale e quello non patrimoniale. La vittima di fibrosi, placche pleuriche e ispessimento, ha diritto al risarcimento del pregiudizio non patrimoniale, tenendo conto della componente biologica, e allo stesso tempo dei pregiudizi morali ed esistenziali.

La quantificazione dei danni, subiti da un lavoratore malato di fibrosi, placche pleuriche e ispessimento, per la sfera non patrimoniale, deve essere quindi personalizzata, tenendo conto delle tabelle del Tribunale di Milano, come criterio di guida per la quantificazione che corrisponda al principio di integrale ristoro (SS.UU. 26972/2008).

La Corte di Cassazione, sez. lav., n. 24217/2017, ha confermato questi principi. Nel quantificare il danno non patrimoniale, con i criteri di equità, si deve tener conto del c.d. danno morale e/o danno esistenziale da paura di ammalarsi. Anche il criterio equitativo puro, di cui agli artt. 432 c.p.c. e/o 1226 e/o 2056 c.c., non può prescindere dal presupposto dell’integrale ristoro che debba tener conto della c.d. paura che le placche e gli ispessimenti pleurici evolvano in tumore della pleura.

Ciò anche per il tumore del polmone, che è dose dipendente, e per cui rileva anche l’azione sinergica con altri cancerogeni.

Quantificazione dei danni per fibrosi, placche e ispessimenti

Il criterio della Corte di Appello di Venezia, che ha tenuto conto del turbamento e della paura di ammalarsi, è un vecchio cavallo di battaglia dell’Avv. Ezio Bonanni.

Il Presidente dell’ONA ha sempre sostenuto che anche nel caso in cui le placche e gli ispessimenti pleurici non siano ancora evoluti in cancro della pleura, comunque sia il pregiudizio è elevato. Si pensi a colui che riceve dai medici la diagnosi e anche la prognosi di rischio di evoluzione in tumore della pleura. Il mesotelioma della pleura ha un indice di sopravvivenza ai 5 anni del 7%: è quasi una sentenza di condanna.

I controlli debbono essere reiterati, e tra l’uno e l’altro, la vittima e la famiglia vive in attesa e nell’incertezza. Per questo motivo ‘La sentenza della Corte d’appello di Venezia ha commisurato il danno morale spettante all’appellante precisamente al patema e al turbamento provati per il sospetto di malattia futura, correlata al maggior rischio di contrarre il mesotelioma (tumore maligno) rispetto a soggetti con storie espositive comparabili non affetti da placche pleuriche (paura di ammalarsi). Perciò questa Corte ritiene che la quantificazione del danno morale, lungi dal conseguire da meccanismi semplificati di liquidazione automatica, sia scaturito da un’adeguata e circostanziata “personalizzazione” del pregiudizio subito e, pertanto, sia adeguata ai criteri generalmente accolti’.

Il servizio gratuito di assistenza medica e tutela legale 

L’ONA, per volontà dell’Avv. Ezio Bonanni, ha istituito il servizio di assistenza legale e di tutela medica gratuita di coloro che, affetti da fibrosi, placche pleuriche e ispessimento, hanno subito, o pensano di aver subito, dei danni, anche solo morali ed esistenziali.

 

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I primi effetti dell’esposizione ad asbesto

Solitamente può derivare da una vasta gamma di processi infiammatori, tra cui l’esposizione alle fibre di amianto, (ma potrebbe anche essere il risultato di ripetuti attacchi di pleurite legata all’amianto), malattie immunologiche (pleurite reumatoide), infezione (empiema batterico, pleurite tubercolare), emotorace non adeguatamente drenato, farmaci, neoplasie, bypass post coronarico  chirurgia (CABG) e pleurite uraemica. 

Questa patologia diventa clinicamente importante quando coinvolge la superficie pleurica viscerale. 

La fibrosi pleurica parietale isolata, come con le placche pleuriche correlate all’amianto, non provoca sintomi respiratori o decrementi clinicamente rilevanti nella funzione polmonare. 

Al contrario, lo sviluppo della fibrosi pleurica viscerale può portare “all’intrappolamento” polmonare con conseguente dispnea e, in alcuni pazienti, insufficienza respiratoria.

Sintomi della fibrosi pleurica

La fibrosi pleurica limita il movimento dei polmoni;  in assenza di malattia parenchimale associata, i segni clinici possono essere minimi, anche se è rilevabile una compromissione funzionale.  

Asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento

Esistono due forme distinte di fibrosi pleurica indotta dall’amianto, placche pleuriche parietali e ispessimento pleurico diffuso, che rappresentano oltre il 90% delle anormalità pleuriche prodotte dall’asbesto. Infatti asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento sono le conseguenze dell’esposizione sia al crisotilo (serpentino), che all’amosite e alla crocidolite, e altri anfiboli.

Diagnosi di fibrosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici

I lavoratori esposti ad amianto hanno diritto ad essere sottoposti a sorveglianza sanitaria.

L’obbligo è a carico del datore di lavoro. In caso di pensionamento, è la ASL a dover effettuare le verifiche tecnico strumentali e le visite di medicina del lavoro, secondo protocolli prestabiliti della c.d. sorveglianza sanitaria. Quest’obbligo è sancito dall’art. 259 del D.L.vo 81/2008.

La sorveglianza sanitaria permette la diagnosi precoce di qualsiasi lesione, ivi compresa la fibrosi, le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici. In questo modo è possibile modulare il programma di sorveglianza sanitaria, e allo stesso tempo l’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, con l’art. 13 co. 7 L. 257/92.

L’accredito delle maggiorazioni consiste nella moltiplicazione del periodo dell’esposizione con il coefficiente 1,5, utile per maturare anticipatamente il diritto a pensione per il 50% di quello di esposizione. Si ha diritto sempre e comunque al prepensionamento (art. 1 co. 250, 250 bis e ter della L. 232/2016).

I lavoratori in pensione hanno diritto alla ricostituzione della posizione previdenziale, e alla riliquidazione della pensione in godimento. 

La rilevanza della diagnosi precoce di placche e ispessimenti pleurici

Inoltre la diagnosi precoce è fondamentale, prima di tutto per il tumore polmonare, e poi anche per lo stesso mesotelioma della pleura, anche se con minore efficacia, rispetto al tumore del polmone. Per quest’ultima neoplasia, la diagnosi precoce è fondamentale, perchè permette di estirpare il tumore del polmone prima che si possa estendere e provocare l’irreversibilità del processo cancerogeno.

Le diagnosi di placche pleuriche parietali o di ispessimento pleurico correlato all’amianto si basano inizialmente sulla radiografia del torace. L’esame mostra aree intorno ai polmoni con bordi nodulari ispessiti che ricordano una foglia di agrifoglio.  In alcune località, la condizione può essere difficile da identificare tramite radiografia. Tuttavia è la TAC il metodo preferito per diagnosticare questa condizione, in quanto può identificare placche in qualsiasi parte del torace, anche se non sono calcificate.

La valutazione medica e medico legale sulla fibrosi da amianto

La diagnosi si fonda:

  •  Pregressa esposizione ad amianto, con reazioni pleuriche maggiormente correlate alla distanza dall’inizio dell’esposizione che all’entità della stessa, e con latenza di circa 15 anni. Spesso vi è un lento aumento di volume delle placche; i versamenti durano a lungo e tendono a recidivare dopo il drenaggio.
  •  Quadro clinico paucisintomatico.
  •  Quadro radiologico con placche localizzate inizialmente in sede parieto-basale o in corrispondenza del tratto centrale del diaframma. I versamenti sono molto spesso bilaterali.
  •  Quadro funzionale con deficit di tipo restrittivo [M.R. Beckelake, Asbestos Related Diseases of the Lung and Other Organs, Am. Rev. Resp. Dis., 1976, 114, 187 – 227], senza riduzione della diffusione alveolo-capillare.

Nel caso di estensione marcata degli ispessimenti, se lo spessore è di almeno 5 mm con estensione ad almeno il 25% della parete toracica bilaterale o obliterazione di entrambi i seni costo-frenici, si parla di “fibrosi pleurica diffusa”. In questi casi non si tratta più solo di un segno di esposizione, ma di un’affezione morbosa da amianto [ G. Chiappino, G. Pierucci, Benign Pleuropathies due to Asbestos: their clinical prognostic significance and the medicolegal aspects, Med. Lav., 1992, 83 (3) p. 244 – 8], che comporta una riduzione della compliance torace-polmone, con conseguente indebolimento dell’apparato respiratorio.

Placche pleuriche e amianto: conferma della dose dipendenza

Nel 1955, sulla base di un diluvio di pubblicazioni scientifiche, si cominciano ad attenzionare anche le c.d. reazioni pleuriche negli individui affetti da asbestosi [P. Ollino, Le reazioni pleuriche nel quadro radiologico dell’asbestosi polmonare, Arch. Sci. Med.100 (II): 403-413, 1955], un articolo sui rilievi elettrocardiografici in 88 casi di asbestosi polmonare [F. Gobbato, A. Meda, G. Monarca, Rilievi elettrocardiografici in 88 casi di asbestosi polmonare, G. Accad. Med. Torino, 118: 31-37, 1955], ed un riepilogo dei casi di asbestosi in Italia tra il 1946 e il 1954 [R. Ricciardi Pollini, L’asbestosi in Italia nel periodo 1946-1954, Riv. Ing. Mal. Prof. 42: 780-784, 1955], dove si segnala che, su 489 casi denunciati, sono state concesse 205 rendite per asbestosi, di cui 181 in Piemonte (153 sono operai in manifatture d’amianto, adibiti per lo più alla filatura), 11 in Lombardia e 13 in Liguria.  Uno studio giapponese del 2018 su 2.132 lavoratori esposti all’amianto ha trovato placche pleuriche su scansioni TC dell’89,4% del gruppo.

Conferma della legge scientifica, aggiornamento al 2020

Sulla base della letteratura scientifica più recente, si deve tener conto di tutti coloro che hanno ricevuto la diagnosi di mesotelioma della pleura,  sono stati esposti ad amianto. Il 90% delle vittime di placche e ispessimenti pleurici sono lavoratori esposti ad amianto per motivi professionali.

L’elevato numero e l’intesa esposizione dei lavoratori esposti ad amianto, in Italia, ha provocato un vero e proprio fenomeno epidemico.

I dati epidemiologici confermano le risultanze scientifiche, oncologiche, della 3^ Italian Consensus Conference on Malignant Mesothelioma of the Pleura, pubblicato nel 2015.

Infatti, gli oncologi italiani, esperti di mesotelioma, precisano che:  ‘l’aumentare dell’esposizione si determina sia l’anticipazione del tempo con cui la popolazione raggiunge un predeterminato livello di incidenza, sia l’anticipazione del tempo di verificazione di ogni singolo caso di malattia che si verifica all’interno di tale popolazione’.

L’epidemiologia, quindi, ha dimostrato la scientificità delle conclusioni degli oncologi medici italiani esperti di mesotelioma, circa l’applicabilità della teoria multistadio della cancerogenesi come legge scientifica universale esplicativa della causalità individuale.

Le ripercussioni di queste acquisizioni sono molto importanti anche in chiave preventiva: evitare, oppure diminuire, l’esposizione, influisce non solo sulla incidenza del numero dei casi di fibrosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, ma anche sui casi di mesotelioma, che come detto hanno un indice di sopravvivenza limitato.

La fibrosi, le placche e gli ispessimenti sono precancerosi

La Corte di Cassazione, IV sezione penale, sentenza n. 45935/2019, tiene conto delle diverse pubblicazioni scientifiche, comprese quelle più recenti degli anni 2018 e 2019. Già il “III Italian Consensus Conference on Malignant Mesothelioma of the Pleura. Epidemiology, Public Health and Occupational Medicine related issues”, aveva riaffermato questo principio. 

La pietra miliare è l’ultima monografia IARC in materia di amianto (International Agency for Research on CancerVolume 100 C del 2012: Arsenic, Metals, Fibres and Dusts), e le posizioni del Ministero della Salute, lo Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, n. 15, maggio-giugno 2012 – Quaderni del Ministero della Salute, confermano il ruolo di tutte le esposizioni (pag. 41). 

Su questa base sono state elaborate dall’Avv. Ezio Bonanni le nuove linee guida dell’ONA per la prevenzione, la terapia e la cura del mesotelioma (gennaio 2020):

La Corte di Cassazione sull’effetto acceleratorio di tutte le esposizioni

La Corte di Cassazione chiarisce che ‘la scienza medica evidenzia che il processo carcinogenetico inizia con uno stato infiammatorio dell’ambiente respiratorio indotto dalle fibre di asbesto introdottesi nell’organismo; che questo stato si cronicizza a causa del ripetersi degli insulti infiammatori dando luogo a una condizione patologica (placche pleuriche o ispessimenti pleurici) che costituisce “terreno fertile” per quella che in seguito sarà la possibile prima mutazione genetica da cellula sana a cellula maligna”’ (pag. 25 -Corte di Cassazione, IV sezione penale, 45935/2019). Tutte le successive esposizioni alimentano l’infiammazione e determinano l’angiogenesi, e  sono alla base della promozione e progressione fino alla diagnosi del mesotelioma della pleura, con abbreviazione dei tempi di latenza, oltre che della successiva accelerazione del decorso clinico, e quindi l’anticipazione della data della morte del paziente (Cassazione, IV sezione penale, sentenza 3615/2016 ed ex multis).

La cancerogenesi, dalle placche e ispessimenti, al mesotelioma

Oltre alla risposta immunitaria e alla reazione autoimmune, si vengono a determinare ulteriori fenomeni, displasici, attraverso l’infiammazione (asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento), le reazioni chimiche di superficie, quelle meccaniche, e le abberrazioni cromosomiche.

Il mesotelioma si sviluppa con il meccanismo patogenetico complesso e multistadio, con accelerazione in proporzione all’entità delle esposizioni (c.d. dose cumulativa). La dose è il risultato del tempo di esposizione e della concentrazione media delle fibre, oltre alla dose innescante, che attiva il processo (iniziazione), rilevano tutte le successive esposizioni (promozione e progressione), con la diagnosi del mesotelioma (latenza preclinica). Nel momento della diagnosi, il più delle volte, le chance terapeutiche sono minime, ed è per questo motivo che è necessaria la diagnosi precoce delle stesse placche pleuriche e ispessimenti pleurici.

Insorgenza delle placche: quando compaiono

Le placche pleuriche compaiono in media 15-20 anni dopo all’esposizione iniziale all’amianto, con l’incidenza variabile a seconda del tipo di fibra di amianto e la durata dell’esposizione stessa.

Le lesioni che compaiono più comunemente avvengono tra la quinta e l’ottava costola nel torace posteriore-laterale.  Gli angoli e gli apici costofrrenici sono in genere risparmiati.  Le placche possono anche essere trovate sopra la cupola del diaframma e del pericardio.

Sull’istologia, le placche pleuriche sono ipocellulari lesione composta da fasci di collagene denso disposti in una configurazione “a trama di cesto”.  Raramente si possono osservare lievi infiammazioni, tuttavia lo strato di cellule mesoteliali sovrastante la placca appare normale.

Avere le placche pleuriche tuttavia non significa necessariamente che il malato svilupperà il mesotelioma.


Sintomi delle placche e degli ispessimenti pleurici

Le placche e gli ispessimenti pleurici solo apparentemente sono privi di sintomi. In realtà le placche e gli ispessimenti della pleura incarcerano il polmone, e ostacolano la respirazione, diminuendone le capacità. Il sistema cardiaco è quindi sottoposto ad uno stress maggiore. 

Alcuni pazienti descrivono il dolore o una sensazione spiacevole e fastidiosa mentre respirano.

La prova dell’origine professionale delle placche e ispessimenti pleurici

Le placche pleuriche sono causate da esposizione ad amianto ed erionite. 

Costituiscono segni di esposizione, e, allo stesso tempo, prognostici della evoluzione fibrosa e neoplastica [D. E. Flechter, A mortality study of shipyard workers with pleural plaques, Br. J. Ind. Med. 29, 142-5, 1972].

Gli esami autoptici e radiologici hanno permesso di dimostrare che nel 90% dei casi le placche pleuriche sono di origine lavorativa.

I corpuscoli di asbesto, rilevati in sede autoptica, in coloro che sono affetti da placche pleuriche, ne hanno confermato l’origine professionale per elevate esposizioni ad amianto. Si dimostra quindi che le placche pleuriche, e gli ispessimenti pleurici, sono patologie dose dipendenti. Nei paesi industrializzati il 2%-4% delle persone che hanno più di 40 anni, sono affette da placche pleuriche. 

La diminuita funzionalità respiratoria di coloro che sono affetti da placche pleuriche e ispessimenti pleurici, si associa al maggior rischio di sviluppo di neoplasie, tra le quali il tumore del polmone e il mesotelioma [G. Hillerdal, Radiological changes as markers of environmental exposure and environmental risk of lung cancer and mesothelioma, 2001 Asbestos Health Conference, may 24-25 Oakland, CA. US., Environmental Protection Agency, 2001].

Ispessimento pleurico diffuso ed amianto

Quando una persona inala la polvere di amianto, le microscopiche fibre minerali possono incastrarsi nella pleura.

Ciò innesca una risposta infiammatoria che provoca un accumulo cronico di liquido nello spazio pleurico.  Questo accumulo è chiamato versamento pleurico. La progressiva raccolta di tessuto cicatriziale fibroso è nota come ispessimento pleurico.

Alcuni studi sull’argomento hanno rilevato che l’ispessimento pleurico si verifica tra il 5% e il 13,5% dei lavoratori esposti all’amianto.  La condizione può insorgere entro un anno dall’esposizione o non può presentarsi fino a decenni dopo.

L’ispessimento pleurico legato all’amianto viene più comunemente diagnosticato come ispessimento pleurico biapico, il che significa che di solito colpisce entrambi i polmoni. 


Quali sono i sintomi dell’ispessimento

L’ispessimento pleurico precoce non ha sintomi, tuttavia, poiché sempre più rigide cicatrici pleuriche si formano attorno ai polmoni, diventa più difficile espandersi completamente durante la respirazione.

Con il progredire della malattia, lo spazio tra i due strati della pleura si può chiudere ed il polmone viene “ingabbiato”, causando ai pazienti dolore toracico e affanno, che è anche noto come dispnea. 

Nello specifico, in uno studio iniziale condotto su pazienti con ispessimento pleurico da moderato a grave, il 95,5% si è lamentato della dispnea, il 65% ha descritto una dispnea moderata e l’11% ha descritto una dispnea grave.

L’ispessimento pleurico può essere grave, specialmente quando raggiunge stadi più avanzati, ma non è sufficiente per confermare una diagnosi di mesotelioma pleurico.
Diagnosi 

 Il modo più comune per diagnosticare l’ispessimento pleurico è con studi di imaging come risonanza magnetica a raggi X o scansioni TC, che possono rilevare i primi segni di ispessimento pleurico quando il tessuto cicatriziale ha uno spessore di 1-2 mm.

Sportello nazionale amianto – ONA

L’ONA assiste e tutela le vittime dell’amianto (anche detto asbesto) e di altri cancerogeni, sia per esposizione ambientale che lavorativa e per via di esposizione durante le attività di missione per quanto riguarda il personale militare e civile delle Forze Armate. L’asbesto induce fibrosi e cancro. Necessario evitare l’esposizione. Con questa misura è possibile la prevenzione, cosiddetta primaria. Nel caso di dubbi sulla presenza di amianto, si può chiedere l’assistenza tecnica all’ONA.

Nel caso di avvenuta esposizione, o purtroppo di diagnosi di asbesto fibrosi placche pleurice e ispessimento, si può ricorrere allo staff medico dell’ONA (oncologo specialista cura mesotelioma). L’associazione ha ottenuto significativi risultati nella prevenzione, terapia e cura del mesotelioma. 

L’ONA fornisce anche il servizio di assistenza legale gratuita, con il suo staff di legali guidati dall’Avv. Ezio Bonanni (consulenza legale gratuita on-line asbesto fibrosi placche pleuriche e ispessimento).

L’ONA assiste gratuitamente cittadini e lavoratori esposti ad asbesto e altri cancerogeni.

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