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Di cui in cui, sino al prodest…

Parlamento - Prodest
Parlamento

Di cui in cui, sino al prodest…: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Scusate, ma tutta questa cagnara sui bonus a parlamentari e consiglieri non vi sembra sospetta e fuorviante? Non abbiamo dati ufficiali, salvo indiscrezioni di provenienza INPS, affidate alla stampa e due outing di consiglieri comunali, che si professano poveri in canna.

Dunque, a chi giova lo sputtanamento indiscriminato dell’intera classe politica, posto che siamo già alla frutta? Diciamo che piove sul bagnato. Il tema è dimezzare, giusto con il referendum abbinato al prossimo election day del 20 – 21 settembre. Non sono stati fatti nomi, ma quelli dei presunti partiti di appartenenza sì.

Prodest, l’idea del bonus è pessima

Diciamo che l’idea dei bonus, come concepita, di per sè è pessima, tanto quanto la raffazzonata gestione. Il vero problema è che abbiamo messo decine di miliardi in fuoriuscita e con un destino improbabile. Mentre il Paese abbisogna di investimenti strutturali e lavoro. Provate a capire quale impiego abbiano trovato i destinatari del reddito di cittadinanza. Vi renderete conto che il sistema è in preda ad una crisi di nervi.

Collocare i beneficiari del “reddito” nel lavoro socialmente utile sarebbe stato e sarebbe giusto e dignitoso, eppure siamo di fronte ad un vulnus operativo, ad un rebus al momento irrisolto e che, stando sempre ai dati forniti dall’INPS il 17 dicembre dello scorso anno, danno un quadro di oltre un milione di domande accolte, salvo altre centomila in lavorazione e oltre quattrocentomila respinte.

Insomma, potremmo disporre di un esercito operoso a libro paga ed invece registriamo una massa di assistiti in ozio. Forse dovremmo porci qualche domanda, di cui in cui, sino al prodest, e cercare di capire come mai siamo così combinati e a chi giova, COVID o non COVID.

Numero Verde Assistenza ONA

ONA: servizi di tutela delle vittime di amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. Durante questa pandemia covid-19, l’amianto ha aumentato il suo impatto e l’indice di mortalità è più elevato.

L’Avv. Ezio Bonanni evidenzia proprio questo dato nel corso della conferenza stampa amianto del 13.10.2020 in Campidoglio. Inoltre la capacità cancerogena dell’asbesto è stata confermata anche dallo IARC nell’ultima monografia.

A tal proposito si rivolge un appello al Premier Draghi e reiterata la richiesta di un nuovo protocollo Covid-19 per le vittime amianto.

Bonus di qua, bonus di là

INPS -Bonus
INPS

Bonus di qua, bonus di là: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

I Bonus sono tanti e sono dati un po’ a caso

Il bello del bonus è che viene erogato a prescindere, salvo i requisiti reddituali del soggetto, ma relativi alla specificità del bonus. Per cui, se il “paperone” di turno ha una partita iva inchiodata, al miliardo in banca può aggiungere tranquillamente il bonus con gli spiccioli. Ma se è un “paperino”, che con la partita ci lavora e non ha avuto un calo superiore al trentatré per cento, nisba! Se per caso il soggetto “ivato” gode di una pensione minima, sempre nisba!

Questa storia dei bonus erogati e percepiti a gogo, senza certezza che i beneficiari fossero quelli giusti, esplode adesso. Il motivo è che si tratta di parlamentari di cui non è possibile conoscere l’identità ma l’appartenenza, per via della privacy. Come dire, sputtaniamo i partiti che non c’entrano, ma salviamo gli onorevoli furbi.

La realtà è che da tempo prevale la strategia dell’elargizione, nel convincimento che possa aumentare i consensi e pure il PIL.

Bonus: le risorse vanno gestite in con un’ottica più efficiente

Dal reddito di cittadinanza all’emergenza COVID, perché non fare i conti, nel senso del valsente gettato al vento e di chi ne ha beneficiato. Se la filosofia è quella del lancio dei confetti e di viva gli sposi, troppi incauti troveremo per strada. Magari qualcuno chiederà scusa per non aver resistito alla tentazione.

Come stanno chiedendo scusa i rappresentanti del Giappone per aver vomitato le prime mille tonnellate di greggio sulla barriera corallina dei nostri sogni, le mitiche Mauritius. Addio immaginifico paradiso, tal quale Seychelles, Maldive, Caraibi e Polinesia, addio battute del tipo: “Vi saluto, vi lascio in questo posto di m…, me ne vado alle Mauritius!”. “Adesso è meglio che tu rimanga nella tua casetta, Cretinetti!“, continua a ripeterci l’immortale Franca Valeri, che ieri ha raggiunto in Borea l’altro centenario compagno di scena, Albertone Sordi. Eh, care ragazze e ragazzi, la vita per noi continua, ma … attenti al lupo e alle volpi!

Numero Verde Assistenza ONA

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. La loro salvaguardia è ancora più importante durante questa pandemia di Covid-19.

L’amianto ha infatti aumentato il suo impatto e l’indice di mortalità è più elevato. Tanto è vero che ciò è stato evidenziato anche dall’Avv. Ezio Bonanni, nel corso della conferenza stampa amianto del 13.10.2020 in Campidoglio.

Si rivolge anche un appello al Premier Draghi. Occorrono infatti maggiori misure per contrastare i danni provocati dall’amianto. Inoltre attualmente diventa ancora più importante l’adozione di un nuovo protocollo Covid-19 per le vittime amianto.

Calogero Vicario per la tutela vittime amianto Sicilia

Delegazione ONA Sicilia

Ezio BonanniL’Osservatorio Nazionale Amianto trasforma la Sicilia nella trincea della legalità. La mobilitazione di Calogero Vicario e dell’ONA Sicilia, è sostenuta dall’Avv. Ezio Bonanni ed è promossa al fine di garantire tutela vittime amianto Sicilia

È il tempo che il Governo assuma chiare iniziative a tutela della legalità e della giustizia, per quanto riguarda i diritti legati alle vittime dell’amianto.

Alla luce del contenuto pubblicato a cura del “Fatto Quotidiano”, l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’associazione fa un appello ai Ministri Costa e Catalfo.

Infatti, le dichiarazioni rese dal Ministro ai giornalisti del F.Q. secondo le quali non potrebbe intervenire perché sussiste una causa in corso non sono condivisibili.

Non è stato chiesto al Ministro di intervenire nella causa, bensì, di verificare le condotte dell’INPS e di evitare che si potraggano quelle condotte vessatorie, in danno dei lavoratori esposti ad amianto.

Vicario: la lotta delle vittime amianto non va in ferie

È il 37 giorno di sciopero della fame davanti al comune di Priolo Gargallo. È l’ONA Sicilia che protesta per ottenere la tutela vittime amianto Sicilia. A il sostegno anche del Senatore Pino Pisani, un medico che ben conosce il rischio amianto, che è al fianco di questi sventurati lavoratori.

La vicenda di Calogero Vicario e dei suoi colleghi di lavoro è emblematica di quello che accade in tutta Italia. I diritti delle vittime dell’amianto sono negati dall’INPS. Per questo motivo l’ONA continua a a mobilitare gli animi di tutti i lavoratori esposti per la tutela vittime amianto Sicilia.

Questi sventurati lavoratori le cui fibre di amianto pentrano i polmoni, e li indeboliscono provocando il cancro, hanno diritto al prepensionamento. L’INPS lo nega. Fa orecchio da mercante, e gioca con la lungaggine della giustizia. Qualche volta con la inefficienza della giustizia. Il caso Palamara, dimostra che occorre fare chiarezza.

Le speranze dell’ONA riposte nel Ministro Buonafede

L’ONA ha fiducia nel Ministro Buonafede. Le vittime dell’amianto si aspettano che il Ministro faccia chiarezza sui recenti scandali che hanno colpito la Magistratura.

Il Governo Cinque Stelle aveva dichiarato di voler cambiare l’Italia. I cittadini siciliani hanno premiato il movimento Cinque Stelle, ed è, quindi, necessario che dalle parole si passi ai fatti, e che quanto è stato annunciato nel corso della campagna elettorale, venga tradotto in impegni concreti. Per questo motivo, l’ONA chiede al Ministro della Giustizia, On. Avv. Alfonso Buonafede, provvedimenti concreti per sveltire i processi e renderli più equi.

ONA Sicilia: i motivi dello sciopero

La Corte di Appello di Catania ha riformato la sentenza del Tribunale di Siracusa che aveva riconosciuto i c.d. benefici amianto. Una lunga vertenza iniziata nel 2009 e portata a termine con caparbietà dall’Avv. Ezio Bonanni. Con l’Avv. Ezio Bonanni aveva collaborato anche l’Avv. Alessandro Scuderi. Anche lui schierato dalla parte dell’ONA per la tutela vittime amianto Sicilia.

Tornando al punto, l’INPS è stata quindi condannata all’accredito delle maggiorazioni contributive. Se da una parte l’INPS ha accreditato le maggiorazioni, dall’altra ha poi proceduto con l’appello.

La Corte di Appello di Catania ha riformato la sentenza del Tribunale di Siracusa, che aveva accreditato i benefici amianto.

L’ONA al Ministro del Lavoro: tutelare le vittime amianto

L’Avv. Ezio Bonanni, grazie all’intercezione del Senatore Giuseppe Pisani, è stato ricevuto presso il Ministero del Lavoro. Era presente anche il Senatore Giuseppe Pisani, componente della Commissione Igiene e Sanità.

Nel colloquio è stata presente anche la Prof.ssa Paola Bozzao, Vice di Capo di Gabinetto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’Avv. Ezio Bonanni ha ribadito la richiesta di un intervento tecnico normativo del Ministro del Lavoro per sanare la ferita inferta alla dignità dei lavoratori dalla sentenza della Corte di Appello di Catania.

Corte di Appello di Catania contro il Tribunale di Siracusa

Il Ministro del Lavoro è chiamato a dirimere un contrasto epico. Corte di Appello di Catania contro il Tribunale di Siracusa!

La sentenza in questione, è incentrata sulla vicenda giuridica del prepensionamento di 21 operai esposti ad amianto presso l’officina “Industrie Meccaniche Siciliane” , i quali per tutelare i propri diritti, hanno dato luogo ad uno sciopero della fame. La predetta sentenza è stata contestata dalla Corte di Appello di Catania e potrà essere impugnata in Cassazione.

L’Avv. Ezio Bonanni si è incontrato con  il vice capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro, Professoressa Bozzao, coadiuvata dalla  Dott.ssa Monterosso, funzionario del Ministero, e dal Dott. Lelli, collaboratore di segreteria del Ministro Nunzia Catalfo.

L’Avv. Ezio Bonanni: come il Ministro può intervenire

La modifica della decisione sui benefici amianto di questi lavoratori si basa su un cavillo. La Corte di Appello di Catania ha interpretato in modo difforme alcune norme che riguardano il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto.

Con riferimento al complesso normativo che regola i benefici amianto, ovvero il prepensionamento amianto, occorre considerare tutta una serie di norme che si sono sovrapposte.

L’art., co. 6bis della L. 326/03, e l’art. 3, co. 132 L. 350/03,  fanno riferimento alla applicazione dell’art. 13, co. 8, L. 257/92, nella loro originaria formulazione.

Decadenza per mancanza di domanda INAIL entro il 15.06.2005

L’art. 47, L. 326/03, con la quale è stato convertito il D.L. 269/2003, imponeva l’obbligo della domanda all’INAIL entro i 6 mesi dalla emissione di un decreto ministeriale (art. 47, co. 5, L. 326/03).

Salvezza della decadenza per mancanza di domanda all’INAIL

In alcuni casi, vi è la tutela dei c.d. diritti quesiti. L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA hanno sempre valorizzato alcune norme poste a tutela dei diritti quesiti dei lavoratori vittime dell’amianto.

Il testo dell’art. 47, co. 6bis, L. 326/2003

L’art. 47, co. 6bis, L. 326/03: Sono comunque fatte salve le previgenti disposizioni per i lavoratori che abbiano già maturato, alla data di entrata in vigore del presente decreto, il diritto di trattamento pensionistico anche in base ai benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, nonché coloro che alla data di entrata in vigore del presente decreto, fruiscono dei trattamenti di mobilità, ovvero che abbiano definito la risoluzione del rapporto di lavoro in relazione alla domanda di pensionamento”.

Il testo dell’art. 3, co. 132, L. 350/03

L’art. 3, co. 132, L. 350/03: In favore dei lavoratori che abbiano già maturato, alla data del 2 ottobre 2003, il diritto al conseguimento dei benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, sono fatte salve le disposizioni previgenti alla medesima data del 2 ottobre 2003. La disposizione di cui al primo periodo si applica anche a coloro che hanno avanzato domanda di riconoscimento all’INAIL o che ottengono sentenze favorevoli per cause avviate entro la stessa data. Restano valide le certificazioni già rilasciate dall’INAIL”.

Il valore giuridico dell’art. 3, co. 132, L. 350/03

Il tenore letterale dell’art. 3, co. 132, L. 350/03, non lascia dubbi sul fatto che la platea di coloro che sono tutelati dalla decadenza, è più ampia.

Infatti, mentre la prima disposizione normativa fa riferimento all’applicabilità della precedente formulazione dell’art. 13, co. 8, L. 257/92, solo per coloro che avevano maturato il diritto a pensione alla data del 02.10.2003 (data di entrata in vigore della nuova normativa), il successivo intervento, fa riferimento solo alla maturazione del diritto alla prestazione dei benefici amianto.

Come è di tutta evidenza, il tenore letterale di quest’ultima disposizione non lascia dubbi sul suo portato tecnico normativo, salvando dalla decadenza anche tutti coloro che alla data del 02.10.2003 avessero maturato soltanto il diritto ai benefici contributivi amianto, con il perfezionamento della fattispecie legale (10 anni di esposizione a soglie superiori alle 100 ff/ll), prima che entrasse in vigore l’art. 47 del D.L. 269/2003, che non può avere effetto retroattivo, ovvero che non era dotato di effetto retroattivo.

Necessaria applicazione vecchia normativa benefici amianto

Nel caso di questi lavoratori, come per tutti gli altri che alla data del 02.10.2003, avessero maturato il diritto ai benefici amianto, dovrebbe trovare applicazione l’originaria formulazione dell’art. 13, co. 8, L. 257/92.

Questa normativa non prevedeva alcuna domanda all’INAIL. Al più, la domanda doveva essere depositata soltanto all’INPS per ottenere dall’ente l’accredito delle c.d. maggiorazioni contributive con il coefficiente 1,5, valido per il prepensionamento.

I diritti dei lavoratori esposti

In altre parole, i lavoratori dell’amianto hanno diritto al conteggio del periodo di esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5. Questa maggiorazione contributiva prolunga il periodo di retribuzione del 50% utile per maturare anticipatamente il diritto a pensione, e per chi è già in pensione, per il ricalcolo dell’entità della pensione.

Poiché questa norma non prevede alcuna decandenza, e alla data del 02.10.2003, sia Calogero Vicario e i suoi colleghi, avevano maturato i benefici amianto, proprio alla luce dell’art. 3, co. 132, L. 350/03,  per cui la precedente normativa trova applicazione aveva maturato anche solo i c.d. benefici amianto, è evidente che sussiste il diritto di questi lavoratori alle maggiorazioni e, quindi, al prepensionamento.

La corretta interpretazione dell’art. 3, co. 132, L. 350/03

Applicando la precedente disposizione normativa, quella dell’art. 13, co. 8, L. 257/92, si evita la decadenza. Infatti, con l’applicazione dell’art. 3, co. 132, L. 350/03, non è necessario il requisito della maturazione del diritto a pensione alla data del 02.10.2003 per applicare la vecchia normativa. È sufficiente aver maturato i 10 anni alla data del 02.10.2003 e, quindi, aver maturato il diritto al beneficio amianto.

La Corte di Appello di Catania sostiene, invece, che il secondo testo normativo e, cioè, l’art. 3, co. 132, L. 350/03, debba essere intepretato come l’art. 47, co. 6bis L. 326/03. e cioè di richiedere la maturazione del diritto a pensione per evitare la decadenza.

Per i lavoratori delle Industrie Meccaniche Siciliane,  non era necessaria alcuna domanda all’INAIL entro il termine del 15.06.2005, per l’applicazione della precedente normativa.

La tesi del Tribunale di Siracusa

Pertanto, nel caso di specie, ben correttamente il Tribunale di Siracusa aveva rigettato le eccezioni dell’INPS, perché aveva tenuto conto che alla data del 02.10.2003, per i ricorrenti si era già perfezionata la fattispecie legale di cui all’art. 13, comma 8 L. 257/1992, in vigore prima dell’emissione del D.L. 269/03, in modo coerente con l’art. 38 della Costituzione e la giurisprudenza.

Infatti, tutti i lavoratori delle Industrie Meccaniche Siciliane, alla data del 02.10.2003, avevano maturato i benefici ex art. 13 comma 8 L. 257/1992, ovvero i 10 anni di esposizione qualificata ad amianto, come provato dalla CTU tecnico-ambientale espletata nel giudizio di primo grado e, quindi, in applicazione del disposto normativo di cui all’art. 3, co. 132, L. 350/03, ha accolto le domande di tutti i ricorrenti.

Per questa ragione, si è chiesto di intervenire affinché il Ministro del Lavoro, alla luce del tenore letterale dell’art. 3, co. 132, L. 350/03, emetta una successiva norma interpretativa con cui sanare questa ferita ai diritti dei lavoratori.

Lavoratori vittime di un contrasto giurisprudenziale

Si insiste affinché, quanto già richiesto dall’Avv. Ezio Bonanni in data 20.07.2020, che si possa definire il contrasto giurisprudenziale con intervento tecnico normativo coerente con due principi:

  • Tutela dei diritti quesiti;
  • Tenore letterale dell’art. 3, co. 132, L. 350/03 che salva coloro che hanno acquisito il diritto alle maggiorazioni amianto al 02.10.2003;
  • Irretroattività dell’art. 47, L. 326/03;

Il Senatore Giuseppe Pisani: appello dei lavoratori

Il Senatore Giuseppe Pisani, componente della Commissione Salute del Senato della Repubblica, così, nel suo post facebook:

Questa  mattina, insieme all’avvocato Bonanni, ho partecipato ad un incontro  con il vice capo di gabinetto del ministero del Lavoro, Professoressa Bozzao, coadiuvata dalla dottoressa Monterosso, funzionario del Ministero, e dal dott. Lelli, collaboratore di segreteria del Ministro Nunzia Catalfo, che ringrazio per la immediata disponibilità a trattare la vicenda dei lavoratori della ditta Belleli; come noto, questi ex dipendenti della ditta che ha operato nel SIN di Priolo per molti anni, da alcuni giorni  stanno attuando lo sciopero della fame per  proclamare  la loro protesta contro la sentenza della sezione lavoro della CdA di Catania, avversa in merito al riconoscimento di taluni benefici relativi alla loro pregressa esposizione lavorativa all’amianto – scrive Pisani sul suo profilo di facebook.

Ex Dipendenti esposti amianto

“senza voler entrare nel merito delle disposizioni giudiziali, considerato che questi ex dipendenti sono, comunque, persone professionalmente esposte ad un agente altamente patogeno, bandito dai cicli lavorativi proprio per il suo elevato  rischio oncogeno, si vuole trovare, nel rispetto del quadro normativo,  una soluzione che consenta loro la fruizione delle prerogative di legge”.

L’Avv. Ezio Bonanni: la lotta continua!

L’ONA non ci sta e, non solo faremo una battaglia legale, ma andremo avanti con lo sciopero della fame ad oltranza. Non faremo sconti a nessuno”, annuncia Bonanni che, pur mantenendo la veste istituzionale di componente della Commissione Amianto voluta dal Ministro Costa, è stato chiaro: “non si accettano compromessi al ribasso, i lavoratori, in quanto malati, hanno comunque diritto al prepensionamento anche in base all’art. 13 comma 7 della l n. 257/1992.

Poi ci sono tutte le altre questioni che verranno illustrate nelle competenti sedi giudiziarie”, e aggiunge: “l’O.N.A. chiede che il Ministro del lavoro intanto vigili perché l’INPS non revochi le pensioni che ha concesso con autonomi atti amministrativi. Questo colpo di mano non può giustificare la revoca delle pensioni”.

Il grido di battaglia di Calogero e di tutte le altre vittime in Sicilia

Calogero al 37simo giorno dello sciopero della fame. Non è solo. Al suo fianco il Senatore Giuseppe Pisani del Movimento Cinque Stelle, che ha sollecitato il Ministro del Lavoro, Senatrice Nunzia Catalfo. L’ONA ha molta fiducia nella compagine governativa. Il Movimento Cinque Stelle in sede di elaborazione di programma di governo, ha, infatti, sostenuto che le tesi dell’ONA fossero fondate.

La proposta di legge D’Incà: abolire la decadenza

L’attuale Ministro Federico D’Incà è stato il primo firmatario della proposta di legge che traduce le tesi dell’ONA. Tutto il Movimento Cinque Stelle ha sottoscritto questa proposta di legge, ed è per questi motivi che l’ONA ha fiducia nella compagine governativa.

Per questo motivo l’ONA aveva sospeso le azioni di protesta che, però, si renderanno necessarie qualora non si desse corso a realizzare tecnicamente e concretamente quanto oggetto di una lunga interlocuzione  e collaborazione dell’associazione con le istituzioni.

Per questo motivo è iniziato lo sciopero della fame di Calogero e di altri. L’ONA intende, però, intensificare la mobilitazione per l’autunno, qualora non si desse corso ad interventi concreti. Per continuare così, a lottare per la tutela vittime amianto Sicilia.

On.le Raciti Fausto

Vicario: lo sciopero della fame non deve andare in ferie!

L’ONA è sulla breccia. Calogero Vicario, Antonio Dal Cin, Nicola Panei, Lorenzo Motta, Massimiliano Posarelli e centinaia di altri, sono impegnati in tutte le regioni di Italia per sollecitare le istituzioni ad affrontare e risolvere il problema amianto.

È stata istituita dal Ministero dell’Ambiente la Commissione Amianto. In questa Commissione l’Avv. Ezio Bonanni ha già presentato numerose proposte, al vaglio del Ministro.

Abbiamo maneggiato, respirato e mangiato l’amianto. La terribile fibra killer che uccide senza pietà. Ci sono precise responsabilità dello Stato Italiano. Il SIN di Siracusa non è stato ancora bonificato. Chiediamo l’urgente bonifica, e costituiamo in mora lo Stato Italiano. Il Tribunale di Siracusa ci ha dato ragione e ora la Corte di Appello ribalta l’esito della causa e questo è inammissibile, per cui continueremo lo sciopero della fame fino alla morte. Il Governo, che si è presentato come espressione del popolo, risolva il problema amianto, anche con la trasparenza della giustizia.

Appello alla magistratura e al Ministro della Giustizia

Il caso Palamara è inaccettabile, e anche alcuni provvedimenti di scarcerazione nel periodo del Co-vid. Ci aspettiamo che il Ministro della Giustizia dia delle direttrici chiare alla Magistratura: i criminali dell’amianto debbono essere perseguiti. La loro immunità merita di essere attenzionata dal Ministro della Giustizia attraverso l’utilizzo dei suoi poteri ispettivi. Se tutti i casi di malattia professionale asbesto correlata sono trasmessi con il referto all’autorità giudiziaria, come mai i procedimenti penali in corso si concludono sempre con archiviazione?”.

Conferenza Mondiale dell’Amianto a Taormina

Il primo nucleo dell’Osservatorio Nazionale Amianto in Sicilia fu costituito nell’estate del 2009, per l’iniziativa di Calogero Vicario ed un gruppo di altri lavoratori di Priolo Gargallo. L’iniziativa fu promossa al fine di avviare azioni di tutela vittime amianto Sicilia.

Nella Conferenza Mondiale sull’amianto di Taormina del novembre del 2009, l’Avv. Ezio Bonanni ha rappresentato la Sicilia terra contaminata dall’amianto e si batte per la tutela vittime amianto Sicilia.

Questo primo nucleo di lavoratori, esposti ad amianto, sostenne l’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni che fu relatore alla Conferenza Mondiale dell’Amianto organizzata dal ISPESL presso Taormina. L’iniziativa ha avuto il patrocinio della Presidenza della Repubblica e della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

I relatori erano i rappresentanti dei governi dei 5 continenti. Erano presenti anche scienziati indipendenti dagli Stati. Qualcuno rappresentante dei produttori di amianto. Qualcuno ha pure sostenuto che l’amianto crisotilo fosse innocuo.

L’impegno dell’ONA in Sicilia contro l’amianto

In tale occasione, a favore dell’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni erano presenti esponenti a sostenere la relazione dell’ Avv. Ezio Bonanni maestranze dei Cantieri Navali di Messina, nonché di Palermo, dipendenti dei Petrolchimici, dalle Raffinerie di Milazzo, di Gela e del Polo Petrolchimico di Siracusa, il più grande d’Europa.

Proprio la Sicilia, terra di sole e di mare, di vulcani e di aranci, è stata contaminata da tanti veleni, tra i quali le fibre di asbesto.

Bonificare il triangolo della morte e giustizia alle vittime

È questa la richiesta dell’ONA, dell’Avv. Ezio Bonanni, dell’On.le Pippo Gianni, di Calogero Vicario e di Antonio Dal Cin.

Il c.d. ‘triangolo della morte’, Augusta-Siracusa, Ragusa e Gela, è stato oggetto di numerose interrogazioni dell’On.le Pippo Gianni, quando era parlamentare nazionale, e la tutela della salute è il suo faro ora che è tornato a fare il Sindaco di Priolo Gargallo.

Calogero Vicario guida la riscossa dei lavoratori siciliani per ottenere tutela vittime amianto Sicilia. Una mobilitazione che va contro le multinazionali e le imprese del Nord Italia che hanno sventrato la Sicilia, con una colonizzazione selvaggia, con l’inquinamento, cancro e morte.

Già nel 2009, l’On.le Pippo Gianni, all’epoca Assessore presso la regione Sicilia, aveva avanzato numerose proposte al Governo Regionale e Nazionale, ma le sue gride sono rimaste inascoltate.

Nel 2014, l’On.le Pippo Gianni fu il promotore della c.d. legge regionale Gianni (10/2014) che, però, è rimasta lettera morta fino ai tempi più recenti.

I servizi di assistenza ONA

 assistenza ona

Uranio Impoverito e i danni alla salute

Uranio Impoverito
Uranio Impoverito

Il Prof. Giancarlo Ugazio sui danni da uranio impoverito

Il Prof. Giancarlo Ugazio parla di uranio impoverito e danni alla salute. L’uranio impoverito e i proiettili per cui è stato utilizzato, ha provocato una vera e propria epidemia tra i nostri militari in missione.

Infatti, i nostri militari impegnati nelle missioni, hanno svolto servizio in territori contaminati per via dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito. Circa 8.000 di loro si ammalarono e più di 400 sono deceduti per malattie uranio impoverito.

L’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, è l’associazione che tutela le vittime dell’amianto e degli altri cancerogeni, come l’uranio impoverito.

consulenza Uranio impoverito

C’è tutta la problematica della pratica vaccinale per coloro che sono stati impiegati in queste missioni, e che si è tradotta in una ulteriore situazione di rischio, che ha aggravato i danni provocati dall’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito.

L’associazione, presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni, ha denunciato questa situazione, e chiesto la tutela delle vittime dei familiari. Perciò l’associazione ha costituito il Dipartimento “Tutela delle Vittime dell’Uranio Impoverito e dei Vaccini Contaminati”.

Indice dei contenuti

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Ordigni e proiettili all’uranio impoverito

Alla fine degli anni ‘90 l’Italia ha autorizzato gli attacchi con l’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito. Sono stati utilizzati più di 10.800 proiettili all’uranio impoverito in tutto il territorio attorno a Sarajevo, da parte del sesto stormo Ami di stanza a Ghedi e in Jugoslavia, dove la Nato ha bombardato con 10.800 ordigni all’uranio impoverito.

L’uranio impoverito o DU (depleted uranium) è un sottoprodotto della raffinazione dell’uranio per l’energia nucleare. Questi proiettili si impiegarono nella zona dei Balcani, negli anni ’90 e anche in Afghanistan e Iraq.

Gli effetti delle nanoparticelle sulla salute umana

L’uranio impoverito è meno radioattivo di altri isotopi di uranio e la sua alta densità – il doppio di piombo – lo rende utile per le armature.

L’ONA ritiene fondamentale che per il futuro i nostri militari, sia in patria che all’estero, siano protetti da tutti i rischi, compresi quelli dovuti alle nanoparticelle. Per uranio impoverito Kosovo e altri territori balcanici sono stati luogo di condizioni di rischio per i nostri militari. I reparti dell’Esercito, dell’Aviazione, piuttosto che della Marina Militare, sono stati impiegati in missioni di pace.

Tuttavia, i nostri militari furono impiegati in territori contaminati, dopo l’impiego di proiettili all’uranio impoverito. L’Osservatorio Nazionale Amianto ha censito circa 8.000 militari che, dopo aver preso parte alle missioni, sono stati colpiti da patologie. Le più varie, tra le quali linfomi di Hodgkin e non Hodgkin e leucemie. I deceduti in seguito a patologie riconducibili ad esposizione a questi cancerogeni, sono più di 375. Le vittime e i loro famigliari combattono ancora le loro battaglie.

Luigi Sorrentino, vittima dell’uranio impoverito, si è suicidato, per le condotte negazioniste del Ministero della Difesa.

La tutela legale gratuita delle vittime dell’uranio impoverito

L’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, è l’associazione di tutela delle vittime dell’amianto e degli altri cancerogeni.

L’associazione ha costituito un pool di sanitari e avvocati per assistere le vittime ed i loro familiari. Il pool di legali è coordinato dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA. L’Avv. Ezio Bonanni è stato sentito dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sull’uranio impoverito.

L’ONA ha realizzato la più ampia tutela dei diritti delle vittime dell’uranio impoverito, grazie alla consulenza legale gratuita online. La tutela legale mira al riconoscimento causa di servizio e status di vittima del dovere. Inoltre fornisce assistenza medica gratuita alle vittime uranio impoverito.

Vi è una sinergia dell’effetto dell’uso dei proiettili ad uranio impoverito con i danni da amianto. Infatti, i proiettili all’uranio impoverito hanno polverizzato mezzi corazzati e installazioni, tra cui quelle in cemento amianto.

Le fibre di asbesto hanno potenziato gli effetti uranio impoverito delle nanoparticelle. Quest’effetto sinergico è riconosciuto anche per il caso di Lorenzo Motta, come di altre vittime, come il Maresciallo Leopoldo Di Vico, e il caso del Maresciallo Luigi Sanna.

Le vittime dell’uranio impoverito, dei vaccini e degli altri veleni, nella maggioranza dei casi, hanno ottenuto il riconoscimento della causa di servizio e della equiparazione a vittime del dovere e il risarcimento dei danni.

La prova dei danni dell’uso dei proiettili all’uranio impoverito

In molti casi, le cause sono ancora in corso, come per Lorenzo Motta, per altre, invece, i risultati sono stati già ottenuti, come per il caso del Maresciallo Luigi Sanna. Anche se, pure per coloro che sono stati riconosciuti, prosegue la tutela legale.

La relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati costituisce un pesante atto di accusa contro i vertici delle Forze Armate.

Giancarlo Ugazio: uranio impoverito e danni alla salute

Il Giornale dell’amianto, organo di stampa dell’Osservatorio Nazionale Amianto, intervista il Prof. Giancarlo Ugazio, già professore ordinario di Patologia Generale – dal 1976 al 2007 – presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Torino. Il Prof. Giancarlo Ugazio è una delle più eminenti autorità nella scienza medica e biomedica del panorama Italiano. 

Ci fu all’inizio la sottovalutazione del rischio uranio?

Le operazioni belliche nel Kosovo e nell’area Balcanica hanno comportato l’esposizione uranio impoverito soldati italiani e non solo (radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, metalli pesanti, nanoparticelle, residui di proiettili ad uranio impoverito).

I primi governi del paese hanno sempre, però, negato l’evidenza e la presenza in Kosovo uranio impoverito. Perfino l’attuale Capo dello Stato, persona esemplare, quando fu Ministro della Difesa, dal 1999 al 2001, non venne informato correttamente della gravità della situazione sanitaria.

Uranio impoverito: l’inizio dell’epidemia dopo il 2000

Inizialmente, prima del 27 settembre 2000, quando l’allora Ministro della Difesa On.le Sergio Mattarella, successivamente eletto Presidente della Repubblica, era privo di riscontro di casi, sembrava che i proiettili all’uranio impoverito non avessero procurato danni alla salute.

Infatti, l’On.le Sergio Mattarella così dichiarò:

“Desidero anzitutto riaffermare che a oggi nessun militare del nostro contingente in Kosovo è stato rimpatriato perché affetto da leucemia e che non sono mai emersi casi sospetti di questa malattia. In questo senso si sono già espressi nei giorni scorsi i comandi competenti e lo stesso procuratore militare di Roma che dal gennaio scorso ha avviato un monitoraggio in seguito a segnalazioni su possibili rischi di inquinamento e di contaminazione”.

Successivamente, lo stesso On.le Sergio Mattarella, in data 21 dicembre 2000, durante un’audizione alla commissione difesa della Camera fu costretto a smentirsi perché in Bosnia, furono utilizzati i proiettili con uranio impoverito.

La “Sindrome dei Balcani”: chi sono i colpevoli?

C’è una lunga lista di vittime civili e militari che sono stati vittima e sono vittime della poca attenzione degli alti comandi per la salute umana, ed in particolare, quella dei nostri militari. Non cerchiamo, certo, un capro espiatorio. Non sono un legale, né un magistrato. Più e meglio di me potrà rispondere l’Avv. Ezio Bonanni, che ha assistito ed assiste molte di queste vittime.

Come cittadino, prima ancora che come medico, penso che tutti coloro che esercitano una funzione pubblica, avessero il dovere ed abbiano il dovere di denunciare e di opporsi alla violazione dell’art. 11 Cost.

Il ripudio della guerra come valore costituzionale

L’art. 11 Cost. stabilisce il perimetro di legittimità di qualsiasi azione e missione delle Forze Armate Italiane:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

A mio avviso, in questo fatto sta il peccato originale causativo dei problemi correlati con l’impiego del DU, integrato poi da un’infinita successione, di scelte ispirate sia dall’ignoranza passiva, quella naturale, sia dall’ignoranza attiva, quella che è programmata intenzionalmente dagli “addetti i lavori”, per mero conflitto d’interessi.

Gli obblighi di precauzione e di prevenzione per la salute

L’ONU e l’Italia sono state informate dell’impiego delle munizioni in Bosnia nel 1994 e nel 1995. Le informazioni per l’Italia sono state tardive, dopo che si erano verificate le esposizioni. In più, è dubbio che sia stato legittimo l’uso dei proiettili all’uranio impoverito.

Il contingente italiano in Kosovo doveva essere collocato in territori privi di utilizzo di proiettili all’uranio impoverito. Successivamente, gli italiani hanno occupato le posizioni che erano state assegnate ai militari USA. In quei territori erano stati impiegati proiettili all’uranio impoverito.

I militari USA sono stati, invece, destinati a territori un tempo assegnati alla missione italiana. Questo modo di fare e l’assenza di qualsiasi informazione e formazione, ha esposto i militari italiani in un territorio altamente contaminato.

Ciò è contrario, e doveva essere escluso, tenendo conto dell’art. 35 e 55 del protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1977.

Quali sono le norme di tutela della salute del militare?

L’ordinamento giuridico Italiano tutela anche la salute dei militari. L’art. 32 deve essere declinato anche alla luce dell’art. 11 della Costituzione.

Con la L.11.07.1978 n. 382,  avente ad oggetto “norme di principio sulla disciplina militare” ,  sono stati dettati anche i principi di tutela della salute del personale civile e militare delle Forze Armate.

Il d.p.r. 18.07.1986 n. 545 di “approvazione del regolamento di disciplina militare”, contente, all’art. 21, co. 2,  la chiara disposizione dell’obbligo di tutela della salute e dell’obbligo di incolumità dei militari. Tutti i superiori debbono:

  • curare le condizioni di vita e di benessere del personale;
  • assicurare il rispetto delle norme di sicurezza e di prevenzione per salvaguardare l’integrità fisica dei dipendenti.

La Corte di Cassazione, IV Sez. Pen., con sentenza n. 3615/2016, ha chiarito  che l’art. 2087 c.c., e tutte le altre norme di tutela della salute e dell’integrità psicofisica e personalità morale del dipendente si applicano anche ai militari.

Prof. Ugazio, lo Stato Maggiore e i Governi erano stati informati?

È assai arduo, anche per un medico, scrutare nei pensieri dei personaggi sopra-citati che hanno contribuito al divenire di questo disastro sanitario.

La mancanza del doveroso “warning” a favore dei “nostri bravi ragazzi” cioè i militari combattenti per la pace, da parte degli amministratori della cosa pubblica e/o dei comandanti delle Forze Armate, è un fatto grave. 

Perché non ci fu informazione sul rischio uranio impoverito?

Ci fu assenza di formazione ed informazione del personale civile e militare impiegato nei Balcani.

Sicuramente ci fu sciatteria, superficialità, egoismo. Non credo che ci fosse dolo. Ma, naturalmente, questo andrebbe approfondito. Noi come Osservatorio Nazionale Amianto abbiamo tutelato e tuteliamo la salute.

Io sono un medico non pentito e non in vendita. Non esiste una somma che possa comprare il mio silenzio. Per cui riaffermo che, tutti i metalli pesanti, il benzene, le polveri, comprese quelle di amianto, sono lesive per la salute umana, e l’esposizione deve essere limitata.

Gli agenti cancerogeni: che cosa provocano?

Sono circa 8.000 i militari e civili italiani ammalati, di cui almeno 400 coloro che sono venuti a mancare. Negligenza, imprudenza ed imperizia. Le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti. Accettare il rischio, ovvero non valutare il rischio, costa vite umane.

Nella migliore delle ipotesi, uranio impoverito malattie gravemente invalidanti.

Quando sono fuori pericolo coloro che sono stati esposti?

Per la vita, MAI. Le alterazioni morbose che configurano la patologia ambientale, procedono su diversi scenari biologici, da un livello subcellulare, molecolare, a quello cellulare, poi tessutale, quindi d’organo, d’apparato, infine organismico.

D’altra parte, i fenomeni iniziali possono anche essere reversibili, dietro all’interruzione di un’esposizione patogena, oppure grazie all’opera di meccanismi naturali di difesa, come quelli anti-cancro.

In seguito, se lo stimolo patogeno persiste e se le difese naturali sono esaurite o sopraffatte, compaiono uranio impoverito sintomi. Questo è il momento del superamento dell’orizzonte clinico.

Per certe patologie, ma non per le neoplasie, la cessazione della noxa patogena potrebbe favorire la restitutio ad integrum, altrimenti gli eventi procedono nel male fino a superare punto di non ritorno, dell’irreversibilità.

Questa catena di patologie è illustrata nel “Compendio di Patologia Ambientale” di Giancarlo Ugazio.

La lesione alla capacità riproduttiva

Per la fertilità, sia dei soldati sia delle soldatesse, il fattore limitante è l’andropausa o la menopausa, rispettivamente, che sono tappe di evoluzione naturale correlata con l’età del soggetto.

Parlando brutalmente, in questo caso, l’infertilità acquisita per effetto del DU rimuoverebbe il rischio di malformazioni dei figli di soldati i cui testicoli o le cui ovaie mettessero sul piatto della riproduzione, rispettivamente, spermatozoi o ovuli latori di un patrimonio di DNA alterato dagli atomi di DU o materiali consequenziali del suo effetto balistico piroforico (micro-fibre di asbesto o nanoparticelle di metalli).

Si può terminare dicendo che il silenzio funzionale naturale dei testicoli e delle ovaie è un fattore limitante dei rischi ma che, fino a quella fase, sui reduci di guerra incombe il rischio di dare vita a figli malformati, con diversi livelli di gravità.

La Commissione d’Inchiesta sull’uranio impoverito

Il 22 dicembre è stata istituita una Commissione d’indagine medico-scientifica, che finalmente ha ammesso il nesso tra tumori ed esposizione all’uranio impoverito. È stato creato un Gruppo operativo di assistenza sanitaria ai militari e definito un nuovo protocollo di controlli, da ripetere nel tempo.

I controlli saranno effettuati prima e dopo ogni singola missione all’estero e saranno applicati anche a tutti i militari impegnati in passato. A livello medico, cosa pensa della gestione della situazione, prima e dopo la salvifica ammissione.

In prima battuta, in teoria, il provvedimento sembra un atto favorevole alla salute dei prestatori d’opera delle forze armate.

C’è solo da sperare, oltre che da augurare ai suddetti, che le operazioni sanitarie prescritte non cadano al livello vergognoso di certe visite pre-assuntive o di sorveglianza sanitaria eseguite in corso d’opera che a tutto servono tranne che a preservare la salute in diversi settori produttivi “civili”.

L’uranio impoverito provoca danno al DNA nelle cellule polmonari?

Uno studio sugli effetti del metallo sulle cellule polmonari umane stabilisce che l’uranio causa un danno esteso al DNA. Lo studio aggiunge alla crescente evidenza che il DU causa problemi di salute sui campi di battaglia molto tempo dopo che le ostilità sono cessate. 

Un agente cancerogeno, chimico o fisico, colpisce la molecola a doppia elica del DNA promuovendo la formazione di due principali tipi di alterazioni. Uno è una modifica dell’avvolgimento dell’elica nelle tre dimensioni spaziali, l’altro consiste nell’adesione di qualche molecola o frammento di essa estranea sull’elica originaria.

A queste alterazioni le difese naturali dell’organismo fanno fronte per opera degli enzimi riparatori del DNA. Queste funzioni di rinaturalizzazione del DNA operano in un regime di flessibilità.

Infatti, riparano fintanto che non sono sopraffatte dalle noxae patogene. Nel caso dell’insufficienza della funzione riparativa, qualunque cellula portatrice di un DNA nucleare alterato si configura come una cellula cancerosa, suscettibile della risposta anticorpale del sistema immunitario dell’organismo il quale riconosce come non self la cellula alterata nel DNA nucleare.

Che cosa significa il rigetto immunitario?

Il “rigetto immunitario” è la seconda linea di difesa dell’organismo contro il cancro. Anch’essa può fallire quando, per esempio, un grave stress psicogeno blocca l’immunogenesi (O’Leary, 1990).

Tutti questi variabili equilibri funzionali, che operano nell’ambito della cancerogenesi, sono illustrati nell’immagine del ”Tiro alla fune”.

Oltre agli enzimi riparatori del DNA e agli anticorpi, le batterie di difesa dell’organismo possono essere arricchite da agenti, per lo più di origine nutrizionale, dotati di azione antiossidante e/o chelante.

Le difese dell’organismo contro i danni da uranio

Si deve a Yoshiaki Omura la conoscenza del cilantro (2006) e dell’haritaki (2013), e a Guha quella della Lawsonia (2011). A questi agenti favorevoli si affiancano anche gli acidi grassi poi-insaturi (DEA e EPA).

Nella tenzone del tiro alla fune, agli agenti favorevoli detti in precedenza si contrappone un’ampia batteria di agenti nocivi, che comprende minerali, quali l’asbesto e il talco, e diversi metalli pesanti, come il cromo, l’alluminio, il mercurio, il piombo, l’arsenico e il ferro, oltre a dosi eccessive di due vitamine, la C e la D3.

Alcuni microrganismi portano un contributo sinergistico all’azione nociva di questi agenti. I microorganismi lesivi sono: l’Helicobacter pylori, della Clamidia trachomatis, della Candida albicans e del Citomegalovirus.

Inoltre, a questo pacchetto di agenti sfavorevoli per la salute, si trovano altri fattori negativi, alcuni sono di origine nutrizionale, altri derivano dall’ambiente esterno.

Questo gruppo include: gli alimenti abbrustoliti, la cute di molti animali commestibili, come quella dei pesci, soprattutto se abbrustolita, il fumo di tabacco, di legna, di gas combustibile, poi pepe, mango, ananas, cocco, mandorla, aglio e cipolla, zucchero, ciclamato e aspartame.

I danni delle radiazioni e le tecniche di Yoshiaki Omura

A questi agenti nocivi si aggiungono i campi elettromagnetici. Le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti sono emesse dalle attrezzature per telefonia mobile, schermi TV e di computer, oltre che dai motori elettrici di automezzi ibridi.

A Omura si deve il merito di aver scoperto, e poi brevettato, un metodo rapido e non invasivo per determinare accuratamente, in modo quantitativo, i fattori biologici che rilevati dimostrano la cancerogenesi in fieri. 

L’oncogene dell’integrina, e soprattutto di un eccessivo livello del telomero delle cellule cancerose, a fronte di quello delle cellule normali.

L’autore Yoshiaki Omura ha fatto riferimento a tale metodo BDORT, cioè Bi Digital O Ring Test o saggio con un anello ad O fatto con due dita.

La trattazione originale di queste tecniche è stata riportata in seguito, tradotta, in “Attualità su Ambiente e Salute” di Giancarlo Ugazio e in “Patologia Ambientale, Passato-Presente-Futuro” di Giancarlo Ugazio.

C’è anche il ruolo dei vaccini nell’epidemia di cancri dei militari in missione?

Oltre 8.000 – secondo i dati dell’ONA – sono i nostri Militari colpiti da patologie oncologiche riconducibili all’esposizione a nanoparticelle di metalli pesanti come l’uranio impoverito, cui sono esposti durante le missioni internazionali di guerra, imposte dalla NATO.

Anche le vaccinazioni indiscriminate, eseguire prima e durante le missioni hanno svolto un ruolo cruciale per la salute dei soldati. I vaccini somministrati ai militari sono stati deleteri. 

Già dai primi tempi dell’incontro con la MCS, quando ebbi modo di studiare il meraviglioso lavoro di Alison JohnsonCasualties of Progress”, cioè “Vittime del progresso” notai con grande stupore la costanza di un possibile agente patogeno della sensibilizzazione chimica multipla, definita Gulf War Syndrome.

I vaccini multipli poco prima della missione

I militari combattenti in Iraq avevano ricevuto, prima di partire per il fronte, una dozzina di vaccini in un intervallo troppo breve, due-tre giorni: un insulto biologico non trascurabile e certamente non innocuo.

Poi, in tempi recenti, ho avuto la ventura d’imbattermi nella ricerca, pubblicata su Pub Med, di uno scienziato israeliano, Yehuda Shoenfield.

Questo studio dimostra che l’alluminio provoca danni alla salute. I soggetti nefropatici che sono esposti anche ad alluminio, e sottoposti a dialisi, hanno subito la Sclerosi Laterale Amiotrofica. La reazione autoimmune verso i neuroni scatena questa malattia. 

L’autore mette in guardia i sanitari vaccinatori contro la possibilità che l’adiuvante Al presente in quasi tutti i vaccini possa produrre questo tipo di gravissima neuropatia, molto peggiore del paventato autismo.

Uranio e riconoscimento di causa di servizio

L’uranio si configura come causa di malattie professionali. L’uranio impoverito fa parte delle tabelle delle malattie professionali. La Tabella INAIL delle malattie professionali approvata nel 2008 riconosce il nesso causale dell’uranio impoverito con la “nefropatia tubolare“. 

Cosa si poteva fare per evitare l’epidemia da uranio impoverito?

Prima di tutto, invito a consultare la pagina di questo notiziario che spiega come poter ottenere il riconoscimento di causa di servizio. Poi aggiungo che questa domanda merita una risposta ispirata dalla R4. Anche per questa novità, giacche’ con la salute non è lecito scherzare, occorre distinguere tra finzione e realtà.

La storia degli accadimenti, prima, durante, dopo, die Geschichte, è chiara e lampante per essere un vademecum per l’immancabile futuro.

Uranio impoverito danni per la salute dei militari

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente.

Le risultanze della Relazione Finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta hanno permesso all’Avv. Ezio Bonanni di proseguire il suo impegno a tutela delle vittime da uranio impoverito.

Lorenzo Motta, Antonio Dal Cin, Nicola Panei, lo stesso Calogero Vicario, quest’ultimo impegnato in un duro sciopero della fame, annunciano che la lotta prosegue nel 2022, poiché l’ONA non intende retrocedere nella richiesta di verità e giustizia.

È paradossale che cittadini che hanno dato la vita per la patria, debbano lottare contro lo stesso stato che hanno servito. Per questi motivi è stato istituito l’Osservatorio Vittime del Dovere.

Inoltre l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni hanno approfondito i diritti e le problematiche delle vittime uranio impoverito e amianto durante il quarto appuntamento di ONA news TV: “Uranio impoverito, la dura battaglia dei militari italiani“.

Vaccini contaminati e la tutela dell’ONA

L’ONA nelle attività del dipartimento, coordinato da Lorenzo Motta, ha previsto la tutela legale. Un pool di legali, infatti, ha approfondito la problematica e dimostrato la contaminazione dei vaccini. L’azione dannosa dell’utilizzo dei proiettili all’uranio impoverito, si è innestata sul danno provocato dalla pratica vaccinale:

  • militari sottoposti a vaccinazioni poco prima della partenza in missione;
  • almeno 5 vaccinazioni alla volta;
  • eccessiva quantità di farmaci, additivi e contaminanti;
  • mancata verifica delle condizioni di salute prima della vaccinazione;
  • mancata verifica degli effetti delle vaccinazioni.

Ciò ha determinato, successivamente, con l’esposizione ad altri cancerogeni, dovuto all’uso dei proiettili ad uranio impoverito, una sinergia e un potenziamento dei danni. Per questo le vittime hanno il diritto di richiedere il risarcimento dei danni da vaccino.

Consulenza gratuita per le vittime uranio impoverito

Le vittime di uranio impoverito possono chiedere la consulenza gratuita legale e medica chiamando il numero verde o compilando il form.

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Beirut, botto Mediterraneo

Beirut
Beirut

Beirut, botto Mediterraneo: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Delle due, l’una: o dopo decenni e decenni di vita sul filo del rasoio, l’idea della sicurezza diventa labile e opinabile come per i viadotti e le gallerie delle nostre autostrade. Oppure, aver lasciato al centro di Beirut duemilasettecento tonnellate di nitrato di ammonio, rappresenta la differenza che può esserci tra il rischio calcolato e la follia.

L’esplosione di ieri non ha soltanto distrutto la Capitale Beirut, ma ha messo in ginocchio l’intero Libano, destabilizzando ulteriormente un’area di per sè già critica. Ma questa è da sempre cuscinetto tra realtà complesse, che fanno del Mare Nostrum un problema, piuttosto che un vantaggio. 

Il disastro di Beirut varia gli equilibri

Ve lo scrivo con molta serenità di giudizio, avendo anche un minimo di conoscenza di situazioni e luoghi. Il disastro di ieri, le cui cause sono tutte da appurare, peggiora di gran lunga la situazione generale e se volete anche quella in particolare dei conflitti guerreggiati e dei flussi migratori. Questi sono infatti sempre suscettibili alle variazioni degli equilibri in Oikoumene, la casa comune dei popoli del Mediterraneo, di cui noi siamo coinquilini.

Provate a farvi un film. Partite dal sequestro di una nave carica del componente principe del cocktail esplosivo, che viene servito sistematicamente come aperitivo di guerra, morte e disperazione sino all’Iraq, passando per la Siria.

Che cosa accade? Il tutto viene stipato e custodito, in attesa che accada qualcosa. Appunto il botto, che mette in ginocchio una componente strategica, se non vitale, per chi spera nella pace e in un ritorno alla prosperità.

Il Cui prodest?” di ciceroniana memoria torna in ballo. Ripeto, casuale o doloso che sia, il fatto è gravissimo. Ci coinvolge, al di là dei nostri due militari nella Missione UNIFIL feriti.

Il discorso del Presidente della Repubblica

Credo che sollecitare una diversa strategia della Unione Europea e dell’Italia, al riguardo, costituisca davvero il minimo sindacale. Ormai tutti e da troppo tempo mettono le mani, piuttosto che il becco in situazioni in cui noi siamo esposti, oltre che con la faccia, anche con il resto, dall’economia del petrolio e del gas alla nostra stabilità sociale e politica.

D’altra parte, riflettiamo sulle ”ultime” riguardanti i nostri fatti interni. Sorvolando sull’ennesimo sconcerto relativo al processo di riforma dello sport italiano, rimasto alla formula data da Ferretti e Turati nel 1927, la cosa che mi ha colpito è che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’incontro con i Governatori delle Regioni, ha ricordato il ruolo delle Provincie, oltre che quello dei Comuni.

Bene, sappiamo tutti che le Provincie, pur garantite dalla Costituzione, fondamentale nesso per il Bel Paese, oggetto di miope riforma negli anni duemila, sono state devitalizzate, al punto di lasciarne appena parvenza e di creare un vulnus assurdo, rispetto alle vecchie competenze, con tutte le conseguenze del caso, a cominciare dai territori abbandonati al degrado ed agli incendi, alle strade divenute pericolose, se non impraticabili, agli immobili non manutenuti.

Forse bisognerebbe ammettere gli errori a suo tempo compiuti. Farne ammenda e riparare, prima che sia troppo tardi, come l’Aquila accerchiata dal fuoco insegna.

Numero Verde Assistenza ONA

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti ad amianto ed altre sostanze cancerogene. L’associazione fornisce servizi per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria).

In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può ricevere assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA è in prima linea per incentivare la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. 

Infine l’ONA guida un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale. Tutti i lavoratori esposti, anche coloro privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto e al risarcimento di tutti i danni.