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Papa Ratzinger se n’è andato, appoggiò l’Ona contro l’amianto

Papa Ratzinger, Benedetto XVI
Papa Ratzinger, Benedetto XVI

Se n’è andato Papa Ratzinger, teologo tedesco, bavarese. Era il 27 aprile 2011 in piazza San Pietro, Papa Ratzinger invita l’Osservatorio nazionale amianto e l’Avani ad andare avanti nella tutela della salute e dell’ambiente.

Lo stesso Osservatore Romano e lo stesso comunicato della Sala stampa romana fanno espresso riferimento alle vittime dell’amianto e alla tutela dell’ambiente. Il Papa teologo, quindi, è un Papa progressista e ambientalista e non conservatore. Ha anche rivalutato la teologa tedesca Santa Ildegarda di Bingen che già nel secolo XII sanciva la questione specifica della tutela dell’ambiente e della natura. Riprendendo così alcuni studi che poi verranno ripresentati da Papa Francesco. Di lei Benedetto XVI scrisse: “Il suo messaggio appare straordinariamente attuale, prosegue, per il suo vivace incentivo al dialogo della Chiesa e della Teologia con la cultura, la scienza e l’arte contemporanea”.

Papa Ratzinger, la Chiesa proiettata verso il futuro

La morte di Papa Ratzinger, di questo teologo, dottore della Chiesa, che diverrà Santo probabilmente dopo la canonizzazione, è molto importante. Segna il confine di una visione della Chiesa che si proietta verso il futuro. Lo stesso Papa Benedetto XVI è stato colui che, senza contraddizioni e senza iprocrisie, ha condannato anche tutti i comportamenti dei pedofili. Così come di tutti coloro i quali, all’interno della Chiesa, hanno posto in essere degli abusi.

Papa Ratzinger contrapposto all’ideologia nazista

Ci piace ricordarlo anche come oppositore della ideologia nazista, anzi della contrapposizione. Questo non solo dopo essere diventato Papa ed aver visitato il campo di sterminio di Auschwitz, il 24 luglio 2016, ma anche quando disertò, quando fu inquadrato nelle truppe naziste. Si salvò solo perchè un sergente lo aiutò a fuggire e lo coprì.

Papa Benedetto XVI e la questione amianto

Questo è un fatto fondamentale: la cifra di un cambio di rotta anche per quanto riguarda il Vaticano in ordine alla questione amianto. Ricordiamo che Stephan Schmidheiny era accreditato in Vaticano, prima che Papa Ratzinger lo ha detronizzato.

Dobbiamo dire, con molta umiltà, con semplicità, con tranquillità, che siamo stati protagonisti di questa detrinizzazione. Ciò grazie all’acume, alla sensibilità, alla onestà di papa Ratzinger. Che, rispetto alla possibilità di avere delle elargizioni dai “signori dell’amianto” e in particolare dalla famiglia Schmidheiny, ha preferito porsi a sostegno delle vittime. In questi termini il comunicato stampa della sala stampa vaticana del 27 aprile 2011. Così come la stessa prima pagina dell’Osservatore Romano del 28 aprile 2011.

Questo ruolo dell’Ona era stato quindi compreso da Papa Ratzinger, in accoglimento del mio appello per le vittime, ma anche nella prospettiva della dimensione della prevenzione primaria, della tutela della salute pubblica. Per questo rivolgiamo una preghiera al Signore perchè accolga Papa Ratzinger che se n’è andato. Se n’è andato così, in punta di piedi, il 31 dicembre 2022, l’ultimo dell’anno, ci ha abbandonato.

E’ stato, quello del 2022, un anno veramente tragico e drammatico per vicende personali e anche per lutti che hanno coinvolto il movimento che si occupa della tutela delle vittime dell’amianto.

Siamo fiduciosi e sicuri che tutti i nostri cari vivranno in eterno, e con loro anche Papa Ratzinger, nella sua santità, nell’immensità del suo pensiero teologico e cristiano. Ci uniamo a questo pensiero, lo condividiamo in toto, ci impegnamo tutti i giorni affinché questo messaggio di tutela degli ultimi, dei fragili, dei deboli, della santità sia affermato nella vita comune, anche nella nostra laicità.

Ambiente e salute: il dono del Creato

Quella della tutela dell’ambiente e della salute da parte di Papa Ratzinger si impone nella scia della tradizione tedesca del principio di precauzione e cioè di prevenzione. Questi temi e l’importanza della salute pubblica e dell’ambiente sono oggi quanto mai attuali anche con riferimento al messaggio di Papa Francesco. Ritengo Papa Francesco il vero e unico leader in grado di raccogliere l’eredità e proseguire l’impegno di Papa Ratzinger.

Come ho spiegato nel mio intervento in Campidoglio, a Roma, in occasione dell’evento “Fair Play for peace“, proprio questi aspetti sono fondamentali. Come quello della pace. Ambiente, salute e pace sono i veri elementi del progresso, contro ogni forma di relativismo. Il relativismo è proprio la cifra che Papa Ratzinger intendeva smascherare rispetto ai valori della cristianità. Per questi motivi l’Ona si riconosce in pieno nell’impegno programmatico ed istituzionale di Papa Francesco, che prosegue il percorso di Papa Ratzinger. Anche per qusto l’avvocato Bonanni è tra i fondatori, insieme anche al giornalista Massimo Lucidi, del comitato Amici di Papa Francesco.

Sviluppo sostenibile, crescita non omogenea tra regioni

pianura verde con pale eoliche, sviluppo sostenibile
pianura verde con pale eoliche, sviluppo sostenibile

L’Asvis – Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile ha presentato, il mese scorso al Cnel, il suo ultimo rapporto sul tema. Il dato più preoccupante è l’aumento del divario tra le varie Regioni italiane. La crescita nella Penisola, purtroppo, continua a non essere omogenea. E la pandemia ha peggiorato la situazione.

Cosa si intende per sviluppo sostenibile

Lo sviluppo sostenibile è quello che riesce a rispondere alle esigenze della generazione attuale, ma anche a quelle di chi verrà dopo. In questo senso l’economia sostenibile non è orientata soltanto al profitto, ma al benessere e al miglioramento della qualità della vita. Il concetto di sostenibilità, quindi, deve essere parte centrale e fondamentale dello sviluppo sociale, economico e ambientale di tutte le nazioni.

La definizione ampiamente condivisa è quella contenuta nel rapporto Brundtland, scritto nel 1987 dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo. Prende il nome dall’allora premier norvegese Gro Harlem Brundtland, che presiedeva la commissione:

“Lo sviluppo sostenibile, lungi dall’essere una definitiva condizione di armonia, è piuttosto processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali”.

Soddisfare i bisogni di ogni individuo presuppone non solo eliminare la povertà, ma anche che tutti abbiano le risorse necessarie per sostenere la crescita del proprio Stato. Il sistema politico quindi, dovrebbe anche assicurare la partecipazione dei cittadini al processo decisionale.

La sostenibilità ha quindi 3 aspetti fondamentali, quello economico, quello sociale e, infine, quello ambientale. Tutti devono essere attuati per realizzare uno sviluppo completamente sostenibile.

Sviluppo sostenibile, l’Italia viaggia a diverse velocità

L’indagine dell’Asvis è stata condotta attraverso l’utilizzo di indici compositivi in relazione ai 15 obiettivi dell’Agenda Onu 2030 perseguiti da Regioni, Province e Città metropolitane. L’Italia come sempre viaggia a diverse velocità e, complice anche il Covid, le differenze aumentano.

Gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite

Sono 17 gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il primo è sconfiggere la povertà. E poi eliminare la fame nel mondo. Seguono salute e benessere, istruzione di qualità e parità di genere. Come pure acqua pulita e servizi igienico-sanitari, energia pulita e accessibile. Si punta anche ad un lavoro dignitoso e ad una crescita economica. Tra gli obiettivi hanno un importante ruolo anche imprese, innovazione e infrastrutture. Gli Stati devono poi ridurre le disuguaglianze e realizzare città e comunità sostenibili. Attuare un consumo e una produzione responsabili. Devono lottare contro il cambiamento climatico e preservare la vita sott’acqua e sulla terra. Perseguire pace, giustizia e istituzioni solide.

Tutti obiettivi che possono sembrare di ardua realizzazione, se non impossibili. Invece è necessario indirizzare verso questi propositi tutte le nostre energie e tenerli da conto quando facciamo le nostre scelte, a livello locale, nazionale e internazionale. Ovviamente, come da tempo sostengono l’Osservatorio nazionale amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, gli Stati devono cooperare tra loro per poterli raggiungere, per una transizione non soltanto ambientale, ma etica e sociale. In cui la tutela dell’ambiente è strettamente legata a quella della salute.

Aumenta il divario per povertà e salute

Sono diversi gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 per cui le Regioni si sono mosse, tra il 2010 e il 2021, con velocità differenti. Sono povertà, salute, parità di genere, energia, lavoro, città e comunità.

Solo relativamente ad economia circolare e giustizia e istituzioni la differenza è diminuita. Per gli ultimi 5 obiettivi la situazione è rimasta invariata.

“Il ritardo del nostro Paese – ha dichiarato il presidente del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro), Tiziano Treu – nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 Onu trova ragione in un errato modello di sviluppo i cui effetti devastanti, in termini di cambiamenti climatici, generano un’automatica accentuazione delle disuguaglianze sociali”.

“Questa situazione – ha aggiunto – oggi aggravata dalla pandemia e dal complesso contesto geopolitico internazionale affonda, in verità, le proprie radici in problematiche strutturali del nostro sistema economico-produttivo e sociale che possono trovare soluzione solo in serie politiche volte a colmare i divari territoriali, generazionali e di genere. In questo quadro si collocano le cosiddette priorità trasversali previste dal Pnrr e la necessità di nuove competenze, soprattutto digitali, in capo a tutti i cittadini”.

Decalogo per un’Agenda territoriale

Il rapporto non analizza soltanto i dati. All’interno si trova anche un “Decalogo per un’Agenda territoriale per lo sviluppo sostenibile”, che contiene spunti di miglioramento concreti e attuabili.

Si è soffermato, per esempio, sulla necessità di un controllo dell’urbanizzazione, soprattutto in questo momento in cui i cambiamenti climatici hanno aumentato gli eventi estremi. Quanto accaduto nelle Marche e ad Ischia, solo per citare due casi, lo dimostrano.

Da almeno tre legislature, tuttavia, il Parlamento non riesce a legiferare in materia di consumo del suolo e rigenerazione urbana. Asvis, assieme all’associazione degli urbanisti, propone l’attivazione di una sede di confronto interistituzionale con tutti gli stakeholder istituita dalle Commissioni Ambiente e Territorio di Camera e Senato. Avrebbe 6 mesi di tempo per individuare il “nucleo essenziale” delle questioni che necessitano di un aggiornamento normativo indicando anche lo strumento, legislativo o amministrativo.

Tra le altre proposte del rapporto le più importanti sono l’approvazione in via definitiva della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. L’estensione a tutti i ministeri dell’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile del Mims (oggi Mit) approvata il 20 ottobre scorso. L’attuazione delle raccomandazioni sul dissesto idrogeologico della deliberazione della Corte dei Conti in materia di finanziamenti, di accelerazione dei tempi degli interventi e di governance.

Epidemia da Covid 19, circolare per prepararsi a nuova ondata

gatto, fa le fusa a un ragazzo con la mascherina, pandemia
gatto, fa le fusa a un ragazzo con la mascherina

L’epidemia da Covid torna a preoccupare. Un po’ per quanto sta succedendo in Cina, un po’ per il nuovo aumento dei contagi e per l’arrivo anche di un’influenza più virulenta del solito. Così il ministro della Salute ha firmato un’ordinanza per gestire la nuova emergenza e una circolare. Il titolo dell’ordinanza è: “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’epidemia da Covid-19 concernenti gli ingressi dalla Cina”.

“Sebbene l’evoluzione della pandemia sia allo stato attuale imprevedibile – si legge, invece, nella circolare – il nostro Paese deve prepararsi ad affrontare un inverno in cui si potrebbe osservare un aumentato impatto assistenziale attribuibile a diverse malattie respiratorie acute. Prima fra tutte l’influenza, e alla possibile circolazione di nuove varianti di SarsCoV2. Determinato anche dai comportamenti individuali e dallo stato immunitario della popolazione”.

Epidemia, le misure previste per un’eventuale nuova ondata

La circolare ha posto le basi per affrontare una nuova ondata nell’inverno 2022 – 2023 che soltanto ora è entrato nel vivo con temperature un po’ più rigide. Anche se le previsioni anche per la prima decade di gennaio sono di un clima mite rispetto alla media stagionale.

Se la situazione dovesse peggiorare il ministero potrebbe reinserire le mascherine al chiuso, ritornare allo smart working e limitare gli assembramenti come durante i grandi eventi. Potrebbero essere intensificate le quarte dosi per le categorie a rischio. Che comunque, come da sempre sostiene il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, dovrebbero sempre prestare maggiore attenzione. Tra i fragili ci sono anche le persone colpite da patologie asbesto correlate e, in generale, quelle che hanno malattie o problemi respiratori.

Categorie a rischio, consigliata quarta dose con vaccini bivalenti

La quarta dose con vaccini bivalenti (aggiornati contro le varianti), è consigliata alle categorie a rischio. Così come un’altra dose di richiamo con vaccino a m-RNA nella formulazione bivalente “è attualmente raccomandata alle seguenti categorie di persone che hanno già ricevuto una seconda dose di richiamo con vaccino a mRNA monovalente. Una volta trascorsi almeno 120 giorni dalla stessa o dall’ultima infezione. Persone dagli 80 anni in su, ospiti Rsa, persone dai 60 anni in su con fragilità. Su richiesta dell’interessato, anche tutti gli altri soggetti ultrasessantenni, che hanno già ricevuto un secondo richiamo, potranno, comunque, vaccinarsi con una della vaccinazione anti-Covid”.

A metà dicembre è stata estesa la raccomandazione anche ai bambini fragili nella fascia d’età tra i 6 mesi e i 4 anni.

Epidemia, mascherine sempre utili contro diffusione

L’utilizzo di mascherine, si legge nella circolare, “è efficace nel ridurre la trasmissione dei virus respiratori e nel caso in cui si documentasse un evidente peggioramento epidemiologico con grave impatto clinico e/o sul funzionamento dei servizi assistenziali, potrebbe essere indicato il loro utilizzo in spazi chiusi. Finalizzato in particolare a proteggere le persone ad alto rischio di malattia grave”. In questo momento i dispositivi di protezione per le vie aeree sono obbligatori soltanto per i lavoratori, gli utenti e i visitatori delle strutture sanitarie e Rsa.

Allo stesso modo “nel caso di un eventuale sensibile peggioramento del quadro epidemiologico, si potrà valutare l’adozione temporanea di altre misure, come il lavoro da casa o la limitazione delle dimensioni degli eventi che prevedono assembramenti”.

Si torna a consigliare anche la ventilazione negli ambienti chiusi, una misura fondamentale per ridurre il rischio di trasmissione del SarsCoV2 e di altri virus respiratori.

Epidemia, fondamentale sorveglianza nuove varianti

Oltre a porre in stato di allerta le Regioni per un eventuale aumento dei ricoveri si punta a rafforzare la sorveglianza per rilevare nuove varianti del virus SarsCoV2. “È fortemente raccomandato, per lo meno in ospedali e pronto soccorso, raccogliere campioni da sottoporre a test molecolare, per garantire in ogni Regione un numero minimo di campioni da genotipizzare”.

Intanto nei giorni scorsi è stato reintrodotto il tampone per chi arriva dalla Cina.

Marina bis, vertici condannati: non informarono su rischi amianto

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nave inrtepido, marina bis

La Corte di Appello di Venezia ha depositato le motivazioni della sentenza Marina bis con la quale, nel giugno scorso, ha condannato 4 alti ufficiali della Marina Militare, per la morte da mesotelioma di alcuni militari. Non informarono sui rischi amianto.

In primo grado, il Tribunale di Padova aveva assolto tutti gli imputati, credendo che le diagnosi di mesotelioma non fossero certe, così come non hanno ritenuto certo il collegamento tra le malattie e la lunga esposizione al minerale killer.

La super perizia dimostra le responsabilità della Marina

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, e lo stesso Procuratore Generale di Venezia, Federico Prato, hanno impugnato l’assoluzione. Il giudizio si è celebrato presso la Corte di Appello di Venezia e una nuova perizia ha dimostrato questa volta le responsabilità della Marina Militare.

Nel giugno 2022 è arrivata la sentenza di condanna degli ex ammiragli della Marina Militare per la presenza di amianto sulle navi. Ora sono disponibili le motivazioni dei giudici che, in oltre 80 pagine, hanno chiarito perché si è arrivati a quella decisione.

Rischi amianto, parti civili assistite dall’avvocato Bonanni

Diverse le vittime che, respirando amianto, si sono ammalate negli anni di mesotelioma, asbestosi e altre patologie asbesto correlate. Tra questi anche il triestino Tommaso Caserta, originario di Taranto, ma vissuto sempre a Trieste. Il maresciallo era stato infermiere nella Marina Militare e insignito della Croce d’Argento. La moglie e i figli dopo la morte dell’uomo, nel 2009, si erano rivolti all’avvocato Bonanni.

Il presidente Ona, che li ha rappresentati quale parte civile, come i familiari del motorista navale e ufficiale di sala macchine, Francesco Paolo Sorgente, e dell’elettricista Giovanni Gallo, è riuscito in secondo grado, insieme agli altri legali di parte civile, a scardinare il primo giudizio.

Gli errori del giudice di primo grado per la Corte d’Appello

In primo luogo perché era basato su un dubbio relativo al nesso causale tra amianto e malattia, insinuato dalla teoria di un professore isolato dalla comunità scientifica. Secondo i giudici di Appello si tratta però di “una posizione isolata nel panorama scientifico nazionale e internazionale”. Il giudice di primo grado l’ha utilizzata “per pervenire alla pronuncia assolutoria, senza verificare che le sue tesi fossero condivise dalla comunità scientifica e senza accertare il grado di indipendenza dell’esperto”. Sempre in primo grado furono contestate le diagnosi di mesotelioma. Diagnosi che, invece, secondo i giudici d’Appello sono “corrette e vanno ritenute tutte certe”.

Fondamentale è risultata poi la perizia dei massimi esperti in materia Dario Consonni e Bruno Murer.

Una esposizione prolungata aumenta i rischi amianto

In primo grado il giudizio fu inficiato dalla teoria che una lunga esposizione all’amianto non acceleri il processo del tumore, o non sia determinante.

Eppure, dice il collegio di Appello “se il mesotelioma fosse veramente dose indipendente, la curva storica della sua incidenza sarebbe stata pressocché piatta. Invece la stessa si è impennata proprio in funzione del progressivo utilizzo dell’amianto nei diversi comparti produttivi, a partire dalla cantieristica navale“. Vuol dire che i casi di mesotelioma sono di molto più alti dove le persone vengono sottoposte a una lunga esposizione. I rischi amianto aumentano in questo caso esponenzialmente.

Questo viene adeguatamente spiegato dall’avvovato Bonanni nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022“. Così come il fatto che le vittime, oltre 7mila l’anno secondo una stima Ona che parte dai dati del VII Registro ReNaM dell’Inail, continuano a crescere.

L’Ona combatte la sua battaglia per le bonifiche, per evitare nuove esposizioni. Per questo ha creato una App per segnalare i siti contaminati. E’ sempre accanto alle vittime e alle loro famiglie perchè vengano riconosciuti i loro diritti.

Vertici Marina assolti anche per accuse mai contestate

Da sottolineare anche un altro errore del giudice di primo grado, sempre secondo i giudici di Appello. Ha, infatti, assolto gli imputati perché non avrebbero avuto il denaro necessario per le bonifiche. In realtà, fa presente il collegio di Appello, questo non è mai stato contestato agli ex ammiragli. Piuttosto la loro responsabilità starebbe nella mancata informazione dei rischi, nel mancato utilizzo dei dispositivi di protezione e di misure volte a limitare le esposizioni. Tutti comportamenti che potevano essere attuati a costo zero e che erano un esatto dovere dei responsabili.

I ritardi dei vertici della Marina Militare sono palesi se si pensa che il primo opuscolo informativo sull’amianto, che informava sui rischi e indicava le precauzioni da attuare, è stato stampato e diffuso nel 2007. La Marina militare inglese lo aveva predisposto già dal 1970 e quella americana l’aveva distribuito sin dal 1943. I vertici della Marina quindi sapevano, spiegano i giudici, della pericolosità dell’asbesto ed erano già a disposizione dispositivi di protezione quali mascherine e sistemi di aereazione che non furono mai utilizzati. 

Vertici Marina condannati

Per tutti questi motivi Agostino di Donna è stato condannato alla pena di 2 anni di reclusione, Angelo Mariani alla pena di 1 anno e 6 mesi, Guido Venturoni a 1 anno e 6 mesi, Sergio Natalicchio a 1 anno di reclusione.

La Corte di Appello li ha condannati tutti, in solido al responsabile civile Ministero della Difesa, al risarcimento dei danni a favore delle parti civili costituite. Così come al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 50mila euro ad erede.

Riscaldamento globale, tempesta in USA e Capodanno mite in Italia

riscaldamento globale, neve, paesaggio di montagna
riscaldamento globale, neve, paesaggio di montagna, Stato di New York a Natale

La causa della tempesta di neve così violenta negli Stati Uniti e del clima mite che avremo in Italia per Capodanno sarebbe da ricondurre al cambiamento climatico e a quello che lo ha causato. Vale a dire il riscaldamento globale.

Il 2022 anno più caldo dal 1800 in Italia

Questo 2022 che ormai sta terminando sta per diventare l’anno più caldo dal 1800. Anche le temperature di dicembre sono, infatti, sopra la media e in linea con il trend degli altri 11 mesi dell’anno. Lo ha dichiarato in questi giorni il climatologo Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma del Consiglio nazionale delle ricerche. Ha quindi spiegato che il record del 2022 riguarda sia le temperature massime che quelle medie. Per le minime, invece, il primato spetta per ora al 2018 (il secondo anno più caldo di sempre dopo il 2022).

Secondo dati di Cnr, Ispra e Protezione civile, da gennaio a novembre 2022 la temperatura media nazionale ha registrato un +1,08° rispetto alla media del periodo. Al Nord +1,38°, al Centro +1,01° e al Sud +0,85°.

Nel mondo, invece, è stato il 2016 l’anno più caldo a livello mondiale. Temperature più elevate del 2022 sono state registrate anche nel 2020 e nel 2019.

A Capodanno in Italia temperature primaverili

“Saranno un 31 dicembre e un Capodanno miti – ha continuato Gozzini – con temperature di 5-6 gradi sopra la media e localmente anche di qualche grado in più”. Non pioverà sulla Penisola, ma in pianura Padana potrebbe arrivare la nebbia, come pure sul litorale adriatico e tirrenico.  

La siccità la fa da protagonista anche in queste feste. Il meteo lo conferma, anche se comunque almeno nel centro Italia novembre è stato ricco di precipitazioni. “Dopo un Natale decisamente mite e poco piovoso, anche i giorni a ridosso della fine dell’anno saranno praticamente senza precipitazioni”.

Anche le previsioni per la prima decade di gennaio indicano temperature sopra la media, almeno di 3 o 4 gradi. Per gennaio non sembrano previste ondate di freddo sull’Italia e su buona parte dell’Europa.

Riscaldamento globale, caldo e freddo sono correlati

Questo caldo anomalo e la tempesta artica negli Stati Uniti che ha causato 64 morti, sono due facce della stessa medaglia. Potrebbero sembrare eventi estremi isolati, ma tante cose dicono il contrario. E anche se la questione è ancora dibattuta a livello scientifico, molti esperti sono concordi nel dire che la causa è legata al riscaldamento globale. È questo che ha causato il cambiamento climatico (e non il contrario) e potrebbe aver alterato il meccanismo delle correnti a getto. Quelle che Gozzini chiama jet-stream.

Le temperature record in Italia e in Europa di questi giorni e la tempesta artica negli Usa “sono – secondo Gozzini – le conseguenze del cosiddetto jet-stream, la naturale circolazione d’aria ad andamento sinuoso che a 9-12 km di altitudine attraversa tutto il Pianeta, influenzando il posizionamento dei sistemi di alta e bassa pressione.

Nel caso specifico – ha continuato Gozzini – l’intensità del jet-stream può essere stata influenzata, a sua volta, dai cambiamenti climatici, determinando temperature molto basse. Sia nel caso del gelo negli Stati Uniti che della penisola scandinava a causa dell’aria fredda trasportata a quelle latitudini. E temperature miti nel bacino del Mediterraneo a causa del richiamo di aria di origine nord-africana. Il tutto, quindi, dividendo sostanzialmente il bacino del Mediterraneo in due dal punto di vista termico”.

Cosa causa il riscaldamento globale

Il riscaldamento globale è l’effetto dell’innalzamento della temperatura media atmosferica in superficie registrato nel mondo negli ultimi cento anni. Questo effetto è quantificabile in circa 0,75 °C, con un margine di incertezza di circa 0,2 °C.

Le conseguenze del riscaldamento globale sono particolarmente evidenti nello scioglimento dei ghiacciai, nella riduzione dell’estensione delle calotte polari e nell’innalzamento globale del livello degli oceani.

Oltre a questo causa anche l’aumento di fenomeni estremi legati al ciclo dell’acqua. Parliamo di alluvioni, siccità, desertificazione e modifiche ai pattern di circolazione atmosferici con ondate di freddo e fenomeni ciclonici più intensi.

Come ridurre il riscaldamento globale

L’Osservatorio nazionale amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, sono convinti che ognuno possa fare la propria parte per ridurre il riscaldamento globale. Certamente i governi di tutto il mondo devono prendere le giuste decisioni per salvare il Pianeta e tutelare l’ambiente e la nostra salute. Per questo l’Ona si impegna a più livelli per sensibilizzare cittadini e politici.

Tutti possiamo fare qualcosa prima che sia troppo tardi per lasciare un mondo migliore ai nostri figli. Bisogna però cambiare le nostre abitudini di vita. Molti lo stanno già facendo, per altri è più difficile. Ci sono però tanti modi per risparmiare energia e consumare meno.

Comportamenti per limitare l’impatto ambientale

In casa per esempio possiamo abbassare il riscaldamento e usare meno l’aria condizionata in estate. Utilizzare lampadine a LED e dispositivi elettrici efficienti sotto il profilo energetico. Possiamo abbassare la temperatura per lavare la biancheria e stendendo i panni ad asciugare invece di usare l’asciugatrice.

I veicoli a motore sono tra i maggiori inquinanti. Per i brevi tratti si può camminare o andare in bicicletta anziché guidare. Questo ridurrà le emissioni di gas a effetto serra e aiuterà la forma fisica. Per le distanze più lunghe, si può valutare l’ipotesi di prendere un treno o un autobus e ricorrere all’uso condiviso dell’automobile quando possibile.

Anche con la giusta alimentazione possiamo fare molto. Mangiare più verdura, frutta, cereali integrali, legumi, frutta secca e semi. Ridurre il consumo di carne e latticini può ridurre l’impatto ambientale. In genere la produzione di alimenti di origine vegetale dà luogo a minori emissioni di gas a effetto serra e richiede meno energia, terra e acqua.