22.3 C
Rome
venerdì, Giugno 21, 2024

Siccità e guerre, quasi 1 mln di persone verso la fame catastrofica

Letto: 629 volte

Ultimi articoli

Quasi un milione di persone nel mondo affronteranno nel prossimo futuro la “fame catastrofica”. Il livello Ipc5: il più alto nella scala Integrated food security phase classification, che presuppone la carestia. Per la precisione 970mila persone.

Sono i dati dell’ultimo rapporto di Fao e Wfp. Dati più che preoccupanti se si pensa che prima della pandemia la cifra si attestava su 84.500 persone. Due anni dopo, nel giugno del 2021 è aumentato del 517% arrivando a 521.814 persone. E ora è raddoppiato. La prospettiva, con una guerra in corso anche in Europa e la conseguente crisi economica che porterà, non è rosea. A questo si deve aggiungere la crisi climatica che pure, purtroppo, peggiorerà ancora la situazione.

Insomma, è un grave allarme quello lanciato in queste ultime ore e contenuto nel rapporto “Hunger Hotspots – Fao – Wfp early warnings on acute food insecurity”. Pubblicato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) e dall’agenzia Onu World Food Programme (Wfp).

Fame catastrofica, l’Onu chiede azione umanitaria

Le Nazioni Unite chiedono un intervento immediato, un’azione umanitaria per salvare vite e mezzi di sussistenza. L’obiettivo è proprio quello di prevenire la carestia nei paesi hotspot. Qui si prevede un peggioramento dell’insicurezza alimentare acuta da ottobre 2022 a gennaio 2023.

“La grave siccità nel Corno d’Africa – ha spiegato il direttore generale della Fao, QU Dongyu – ha spinto le persone sull’orlo dell’inedia. Distruggendo raccolti e uccidendo il bestiame da cui dipende la loro sopravvivenza. L’insicurezza alimentare acuta sta aumentando rapidamente e si sta diffondendo in tutto il mondo.

Le persone nei paesi più poveri, in particolare, che devono ancora riprendersi dall’impatto della pandemia di Covid 19, stanno soffrendo gli effetti a catena dei conflitti in corso, in termini di prezzi, forniture di cibo e fertilizzanti, nonché dell’emergenza climatica. Senza una risposta umanitaria su vasta scala che abbia al centro un’assistenza agricola urgente e salvavita – ha concluso – la situazione probabilmente peggiorerà in molti paesi nei prossimi mesi”.

La siccità nel Corno d’Africa si protrarrà

Nella zona del Corno d’Africa le popolazioni hanno affrontato una siccità che dura ormai da 40 anni e che a quanto pare si protrarrà, peggiornando le condizioni di salute delle popolazioni. La mancanza d’acqua ha portato a raccolti insufficienti, alla morte del bestiame e tantissime persone si sono spostate per cercare di sopravvivere.

Nel prossimo futuro queste condizioni peggioreranno. I paesi più a rischio sono Afghanistan, Etiopia, Sud Sudan, Somalia e Yemen. Sei anni fa, soltanto due paesi avevano popolazioni nel livello fame IPC5. Bisogna agire in fretta.

L’Ona – Osservatorio nazionale amianto, nel suo piccolo, sta portando avanti una lotta pacifica per sensibilizzare su una transizione ecologica che sia anche etica e sociale. Così come spiega bene il presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, durante gli incontri istituzionali e i convegni necessari a mantenere alta l’attenzione sull’amianto e sull’importanza di tutelare l’ambiente che ci circonda.

- Advertisement -spot_img

Numero verde ONA

spot_img

Chiedi assistenza gratuita