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Bonifiche amianto Sardegna: 3 milioni per gli immobili privati

Christian Solinas bonifiche amianto Sardegna
Il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas

Nuovi fondi per le bonifiche amianto Sardegna negli immobili privati. La giunta Solinas ha stanziato 3 milioni di euro, per le bonifiche amianto Sardegna. Con questo termine si identificano quei minerali che sono fibrosi e capaci di generare infiammazione e cancro. Sì, perchè l’amianto, il terribile big killer che continua ad uccidere centinaia di migliaia di esseri umani, solo in Italia, può essere affrontato e sconfitto solo con la bonifica.

Incapsulamento, confinamento e smaltimento amianto sono, gli strumenti per le bonifiche amianto e quindi la prevenzione. Infatti, prevenire significa evitare qualsiasi forma di esposizione alla fibra killer. Ancora nel 2021, le fibre di asbesto hanno provocato 7.000 morti solo in Italia. Lo ha chiarito l’Avv. Ezio Bonanni nell’ultima sua pubblicazione ‘Il libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022‘, che traccia un quadro a tinte fosche della attuale situazione in Italia.

Tant’è che il rischio amianto si annida nelle scuole e perfino negli ospedali. La Sardegna è una delle regioni più colpite dalla fibra killer. Quindi, bene lo stanziamento di questi ulteriori fondi per le bonifiche.

I fondi della bonifica amianto in Sardegna, ora stanziati, si sommano a quelli degli stanziamenti precedenti, rispettivamente di 1,7 milioni e di 35,1 milioni di euro. Questi ultimi sono finalizzati alla rimozione della fibra killer da uffici pubblici, scuole e ospedali.

Sardegna: emergenza amianto scuole, ospedali e fabbriche

La Sardegna, come il resto d’Italia, presenta la cronica condizione di rischio asbesto amianto. Infatti, la regione, pur essendo staccata dal Continente è stata oggetto di insediamenti industriali; tra cui insediamenti peltrolchimici. Questi ultimi si sono aggiunti alle miniere della zona del carbone di Carbonia e del Sulcis, e alle basi della Marina Militare Italiana. L’Isola è tristemente famosa per la base di La Maddalena. Questo insediamento, infatti, è quello nel quale si sono rilevati i più numerosi casi di mesotelioma, e di altre malattie asbesto correlate, per le quali è stato attivato un forte contenzioso.

Al di là delle condizioni di più elevato rischio, la Sardegna, come il resto d’Italia, si caratterizza per un elevato numero di casi di malattie asbesto correlate. Inoltre, ci sono molti casi di esposizione ad altri cancerogeni, come l’uranio impoverito e le nanoparticelle per l’uso dei proiettili e le radiazioni.

Comunque, al di là dei siti militari, è significativo e decisivo il ruolo dell’Associazione ONAOsservatorio nazionale amianto, che è interventua in modo incisivo nell’Isola.

Scuole, ospedalie ed edifici pubblici: perchè la bonifica?

‘Bene la Regione Sardegna’, così l’Avv. Ezio Bonanni, a fronte del finanziamento della Regione per le opere di bonifica. Tuttavia questo primo passo non è sufficiente ‘perchè si deve giungere al rischio zero, ed evitare ogni forma di esposizione, specialmente negli ospedali’, così Antonio Dal Cin, vittima del dovere.

Lo sa bene Antonio, perchè è un eroe dei tempi moderni. Combatte contro l’amianto e vince la sua battaglia contro l’asbestosi pleurica ed è riuscito anche a vincere la causa contro il Ministero, che a lungo gli negava i suoi diritti. Tutti insieme contro l’amianto. Le bonifiche amianto Sardegna, come nel resto d’Italia, sono una delle finalità dell’ONA, l’Associazione che tutela le vittime dell’amianto. La fibra killer ha determinato una vera e propria epidemia di malattie asbesto correlate. Quindi ben accolta anche da Antonio l’iniziativa della Giunta della Regione: bonifiche amianto Sardegna.

Nell’Isola l’amianto picchia duro, specialmente tra i militari della Marina, ma anche tra quelli della Guardia di Finanza. Questa esperienza, quella dell’esposizione alla fibra killer, è particolarmente sentita tra i militari, in particolare tra quelli della Marina Militare. Quindi le bonifiche amianto Sardegna, sono un tema importante nell’attività e nell’impegno dello stesso Antonio.

Tant’è vero che, l’allora Presidente della Repubblica, Sen. Giorgio Napolitano intervenì perchè fossero loro riconosciuti i diritti di vittime del dovere. In Sardegna, l’incidenza più elevata è proprio quella tra coloro che hanno svolto servizio nella Marina Militare Italiana.

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Sardegna, bonifica immobili privati: nuovo finanziamento

Il nuovo e più recente intervento della Regione Sardegna è proprio quello relativo agli immobili privati. Ci riferiamo all’amianto nelle case. Questo è il vero e proprio tema dolente. Infatti l’amianto è stato utilizzato maggiormente proprio negli immobili privati, non esclusi quelli industriali.

L’edilizia è proprio il settore a maggior rischio. Tant’è vero che il maggior numero di mesoteliomi censiti nel VII rapporto RENAM è proprio tra coloro che hanno svolto attività di lavoro in edilizia. Quest’ultimo settore è quello che, allo stato, è maggiormente colpito. Questo perchè l’amianto e quindi i minerali serpentini (crisotilo) e anfiboli, tra i quali l’amosite e la crocidolite, sono stati miscelati con il cemento.

Si tratta dell’eternit, che identifica sia il prodotto che il marchio della omonima multinazionale, che ha prodotto questi materiali. Infatti, il loro impiego in Italia si è protratto fino all’entrata in vigore della L. 257/92.

Come accedere ai fondi della bonifica amianto in Sardegna

Quindi, al di là delle misure di carattere nazionale e regionale, questo finanziamento riguarda gli edifici privati.

Per quanto riguarda la Sardegna la somma di denaro sarà così suddivisa: alla provincia del Sud andranno 807.960 euro (1.001 interventi); alla Città metropolitana di Cagliari 772.738 (777); alla provincia Sassari 707.335 (525); a quella di Oristano 430.846 (589); a Nuoro 281.121 (186).

La somma massima ottenibile tramite il finanziamento, inoltre, è stata innalzata per ogni intervento. Coprirà anche una parte della spesa della ricostruzione e il ripristino delle strutture. Da 5mila euro si possono ora ottenere 15mila euro.

“La Regione – ha detto il presidente della Regione Christian Solinas – si batte per assicurare la salute e il benessere dei cittadini, garantendo condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza, sia negli edifici pubblici che privati”.

“Il Piano regionale – ha spiegato l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis – oltre ad assicurare la salute dei sardi, mira a garantire condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza sui luoghi di lavoro. A definire modalità e tempi per le operazioni di bonifica amianto e smaltimento amianto, le modalità di gestione dei rifiuti derivanti dalle operazioni di bonifica”.

“Il contributo ricevuto – ha aggiunto Lampis – potrà coprire il 60% delle spese ammissibili. Dovrà riguardare prioritariamente i costi per la rimozione, l’incapsulamento dei materiali contenenti amianto, il trasporto e lo smaltimento negli impianti autorizzati”.

Amianto in Sardegna: l’impegno dell’ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto è presente in Sardegna con numerose sedi territoriali. Infatti, l’ONA, con il suo presidente l’avvocato Ezio Bonanni, assiste gratuitamente tutti i cittadini esposti e vittime dell’amianto e di altri cancerogeni.

L’asbesto (sinonimo di amianto) è ancora una grande minaccia nel nostro Paese. I numeri dei morti legati alla presenza di questo minerale nelle case, nei luoghi pubblici e di lavoro, è in aumento. Cresce purtroppo anche a causa dell’epidemia Covid. Nonostante questo però le istituzioni non fanno ancora abbastanza. Le bonifiche amianto e lo smaltimento dei manufatti della fibra killer presenti nei siti contaminati sono infatti ancora troppo lente.

Bonifiche amianto Sardegna: accedere ai finanziamenti

Per poter beneficiare dei finanziamenti per le bonifiche amianto Sardegna, è necessario consultare il sito della Regione Sardegna. I cittadini possono segnalare la presenza di edifici contaminati dalle fibre di amianto attraverso l’App Amianto dell’ONA.

In ogni caso, l’Osservatorio Nazionale Amianto, con i suoi consulenti, è a tua disposizione. Tutti i cittadini possono rivolgersi all’Associazione contattando il numero verde 800 034 294, oppure facendo richiesta scritta di consulenza bonifiche amianto Sardegna.

Regione Lombardia: 10milioni di euro per la rimozione dell’amianto

Raffaele Cattaneo Regione Lombardia
Raffaele Cattaneo Regione Lombardia

L’amministrazione lombarda ha destinato 10milioni di euro per la bonifica e lo smaltimento dei manufatti di amianto presenti nei siti contaminati.

Raffaele Cattaneo, assessore all’Ambiente e Clima, ha proposto alla Giunta della Regione Lombardia di stanziare ben 10milioni di euro per la rimozione dell’amianto dagli edifici in cui è ancora presente.

L’amianto sinonimo di asbesto è ancora presente in maniera massiccia nel nostro Paese. Nonostante i numeri relativi ai morti per il killer silenzioso siano in continuo aumento, le istituzioni procedono con un’incredibile lentezza in bonifica e smaltimento dei manufatti di amianto presenti nei siti contaminati.

L’obiettivo è rimuoverli da edifici con qualsiasi destinazione d’uso. L’importante è che in questi non sia svolta alcuna attività economica.

Le operazioni di messa in sicurezza comprendono anche la sostituzione dei manufatti rimossi, come accade per esempio, per la realizzazione di nuove tettoie.

Regione Lombardia e bonifica amianto

Anche se sono trarscorsi quasi trent’anni dalla messa al bando dell’amianto, la Regione Lombardia pare abbia finalmente preso coscienza della problematica e abbia dichiarato guerra al potente cancerogeno.

I destinatari del provvedimento sono Comuni, Province, Città metropolitana e Comunità montane.

Occorre precisare che l’intervento bissa quello del 2021 e potrà essere oggetto di rifinanziamento sia nel 2022, sia negli anni successivi.

La bonifica amianto come mezzo per la rigenerazione urbana

Come affermato dallo stesso assessore Cattaneo, in Lombardia ci sono ancora troppi edifici contenenti amianto. Incentivare gli enti locali alla rimozione dell’eternit, rappresenta anche un prezioso strumento di rigenerazione urbana.

Non tralasciando naturalmente l’obiettivo primario, cioè quello di porre fine alle esposizioni dei cittadini.

I fondi saranno attribuiti sulla base di punteggi tecnici che terranno conto soprattutto della quantità di amianto da rimuovere. Inoltre, sarà finanziabile il 100% delle spese necessarie per ogni intervento. L’importo con un importo massimo di 250mila euro.

Oltre alle spese di rimozione e smaltimento, la Regione Lombardia finanzierà anche interventi per sostituire manufatti in amianto. Come per il classico caso delle tettoie in eternit sostituite con i pannelli fotovoltaici.

La sostituzione avverrà naturalmente secondo i criteri indicati nel bando, di cui l’uscita è prevista per febbraio.

La mobilitazione ONA in regione Lombardia

La mobilitazione dell’Osservatorio Nazionale Amianto è arrivata fino a Milano, così come nel resto d’Italia.

Da anni l’associazione ha proposto in Lombardia numerose iniziative, al fine di sensibilizzare le istituzioni e informare i cittadini sul problema amianto.

È il caso di “Amianto, in fila per morire. Le stragi approdano nelle aule giudiziarie”. L’incontro istituito dall’ONA a Milano nel 2016, che già all’epoca riscosse notevole interesse.

Amianto Regione Lombardia

Per conoscere tutte le iniziative che l’ONA promuove in Lombardia, ti suggeriamo di consultare il seguente link.

Asbesto, amianto: il cancerogeno perfetto

Secondo le stime dell’ONA sono circa 6600 i decessi che ogni anno vengono associati alle patologie asbesto correlate.

Di questi, 2mila sono riconducibili al mesotelioma, il tumore tanto temuto da lavoratori e non. Altri 4mila decessi sono dovuti all’insorgenza del tumore al polmone e i restanti 600 all’asbestosi.

Numeri tosti che accompagnati alle caratteristiche specifiche di questo minerale, hanno la stessa valenza di una condanna a morte.

Difatti, l’amianto è il cancerogeno perfetto perchè agisce indiscreto nel nostro organismo per un periodo di tempo pari anche a 30 anni o più.

Infine, la strage amianto è confermata anche dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – IARC, nella sua ultima monografia.

Amianto nei comuni, l’ONA al fianco di tutti

Amianto nei comuni
pila di tubi di amianto

L’amianto è decisamente un minerale pericoloso per la salute umana. Presenta una struttura fibrosa la cui inalazione può provocare danni irreversibili alla salute. Cosa accade oggi con la presenza di amianto nei comuni?

Gli effetti che provoca sulla salute, si manifestano anche a distanza di molti anni (fino a 40 anni).

L’asbesto è un minerale costituito da fibre filamentose, se inalate sono devastanti, visto che arrivano nella profondità degli alveoli polmonari.

Gli ambienti in cui si è più colpiti sono quello di lavoro e di vita; nelle case di vecchia costruzione, molte volte, è presente amianto, spruzzato o fogli di eternit.

Amianto nei comuni, dove trovarlo

L’amianto è stato utilizzato in moltissime situazioni, sia nell’edilizia che nell’industria, ma anche nella produzione di molti oggetti.

L’asbesto nell’edilizia si può trovare per lo più nelle coperture, nelle centrali elettriche, nelle canne fumarie in cemento, vista la sua nota resistenza.

Nell’industria è servito in particolar modo come isolante termico.

L’amianto è noto come eternit (cemento-amianto); oppure può non contenere cemento (amianto friabile). La friabilità c’è se il materiale, con la sola pressione delle dita, è ridotto in polvere.

Amianto in casa? Ecco cosa fare

Ogni materiale che contiene amianto deve essere censito, verificato e valutato da parte del proprietario dell’immobile.

Se il materiale con amianto si presenta in buone condizioni, è duro e compatto, non danneggiato, si deve solo fare un controllo periodico di manutenzione.

Invece, se il materiale risulta friabile, deteriorato o solo danneggiato, è necessario l’intervento di bonifica.

Il comune, deve adoperarsi nel chiedere informazioni in merito alla presenza o meno di amianto nelle abitazioni.

Nei piccoli comuni è fondamentale anche ristabilire le condutture idriche, composte da CA (cemento amianto). La presenza di questo materiale, a contatto con l’acqua potabile, rappresenta un rischio potenziale di diffusione ambientale. Quindi la necessita di sostituzione delle condutture è decisivo.

Con la legge n.257 del 27/03/1992, che detta le norme per la cessazione dell’impiego di amianto, è stato vietato l’utilizzo per le nuove strutture idrologiche.

Il DM 14/05/1996 richiama la necessità di valutare lo stato di conservazione dei manufatti in eternit, per capire se c’è il bisogno di una sostituzione.  

Amianto nei comuni: progetto INAIL per la rimozione in sicurezza

Le tubazioni in cemento-amianto sono ancora presenti su tutto il territorio nazionale. Le tubazioni in amianto generano rischi quando ci sono interventi di rimozioni o manutenzione che causano una possibile aerodispersione delle fibre.

Lo ricorda bene l’Inail a seguito della presentazione del documento (2019), prodotto dal Dipartimento innovazioni tecnologiche (DIT).

Il documento si aggiunge a diversi documenti già prodotti, per la tutela dei lavoratori e degli ambienti di vita, sulla complessità dell’amianto.

L’obiettivo è quello di integrare le procedure di intervento e la sicurezza indicando alcuni criteri da osservare su tutto il territorio nazionale.

Si tratta di un vademecum relativo alla pianificabilità, alla riproducibilità e all’omogeneità di intervento, così da agevolare i lavori.

Tutto ciò serve a fornire contenuti utili agli addetti ai lavori per prevenire ogni tipologia di rischio.

Per approfondimenti: Rimozione in sicurezza delle tubazioni idriche interrate in cemento amianto. Istruzioni operative Inail per la tutela dei lavoratori e degli ambienti di vita

Esiste il piano comunale per le boniche, serve solo attivarlo

Presso i comuni italiani esiste un piano per la bonifica dell’amianto. È uno strumento di programmazione di una serie di azioni che hanno come obiettivo quello di controllare ed eliminare l’amianto entro il 2028.

Attraverso l’attuazione del piano comunale vengono definiti gli obiettivi, misurati e realizzati secondo le risorse economiche a disposizione.

Le azioni che un comune si prefissa hanno come obiettivo quello di annullare la presenza, in particolar modo di coperture in eternit.

Si cerca di minimizzare ed annullare il rischio ambientale e sanitario.

Decisamente avvincente se venisse fatto in modo metodico, ma oggi ci troviamo ad affrontare un monitoraggio fin troppo dormiente.

L’Osservatorio Nazionale Amianto lavoro ogni giorno per far scomparire questo maledetto serial killer. Una fibra che persiste, ma l’equipe dell’osservatorio è ogni giorno più determinata a trovare nuove metodologie di indagine.

Si parla di indagini ambientali, lavorare sul campo, attraverso delle osservazioni aree (droni), cercando di addentrarsi sempre di più in aree lontane.

Il lavoro si svolge sempre partendo da una zona centrale, per poi allargarsi su tutto il territorio.

Le ricognizioni eseguite per determinare la quantità di amianto presente ancora sul territorio è di vecchia data, servono oggi nuovi aggiornamenti.

I continui sviluppi tecnologici ci permettono anche di fare studi ambientali all’avanguardia.

Amianto nei comuni, segnalazioni tramite l’APPAmianto

Si contano all’incirca 370mila strutture in amianto presenti in Italia. Tra case e edifici la presenza di amianto risulta potenzialmente nociva per chi vive in quei luoghi.

Attraverso l’AppAmianto è possibile denunciare la presenza di amianto in una determinata area. L’ONA ha creato questo dispositivo, di facile utilizzo, grazie al quale si riesce ad avere un continuo aggiornamento sulla situazione amianto.  

La segnalazione che viene fatta è in forma anonima, tramite essa parte una richiesta per il controllo e la rimozione del materiale nocivo.

Per legge, la denuncia, è un obbligo che aspetta al proprietario della struttura interessata.

Purtroppo, ancora oggi, ci troviamo a combattere con questo menefreghismo, e spetta quindi a chiunque evidenziare e segnalare tale presenza.

È senso civico, e segno di responsabilità, per sé stessi, per gli altri e per l’ambiente in cui si vive.

All’interno della segnalazione vanno inserite alcune informazioni del luogo ed eventuali fotografie (qualora fosse possibile farle).

Un metodo efficace e utile che aiuterà gli enti competenti a tracciare in maniere intelligente la mappatura dei siti contaminati.

Una tecnologia pubblica che mette a disposizione i propri dati a chiunque, come agli enti interessati: Ministero dell’Ambiente, Comuni, ARPA e SPISAL.

Scuola Amianto: la morte di un insegnante ed il maxi risarcimento

Scuola Amianto: 930mila euro per la morte di un’insegnante, pesaro
classe chiusa

Amianto e scuole. Quello della danno delle fibre di asbesto anche nelle scuole, ovvero il problema Scuola Amianto è ancora attuale. L’ONA, e l’Avv. Ezio Bonanni, già nel 2012, hanno ribadito l’urgenza della bonifica degli istituti scolastici. Purtroppo, ancora ad oggi, 2021, ci sono circa 2300 scuole con amianto.

La Prof.ssa Olga Mariasofia D’Emilio è deceduta per mesotelioma in data 21 febbraio 2017. L’ONA si è subito schierata con gli orfani per ottenere giustizia. Per cui, in seguito alla prova tecnica e medico legale, quanto sostenuto dall’Avv. Ezio Bonanni e dall’Avv. Massimiliano Fabiani, ha trovato un autorevole riscontro.

Muore una docente a causa dell’esposizione all’asbesto. Il Ministero è condannato; il risarcimento alla famiglia della vittima è di 930mila euro.

La professoressa Olga Marisofia D’Emilio lavorava nella struttura e nei laboratori di chimica e fisica della Scuola Media Farini, a Bologna.

Nel 2002, alla docente viene diagnosticato il mesotelioma, tumore maligno che riveste i polmoni, definito il tumore classico dell’amianto poiché, le sue fibre, sono alla base dell’insorgenza della malattia.

Farini di Bologna: scuola amianto e condanna per il Miur

La scuola Farini di Bologna era caratterizzata dalla presenza di amianto nelle strutture e negli impianti. La Prof.ssa Olga Mariasofia D’Emilio fu esposta all’asbesto dal 10.09.1981 al 31.08.1990. Successivamente, la scuola fu bonificata a partire dal 22.08.2000. La Prof.ssa D’Emilio, nel 2001, ha avvertito dolori al petto. Sottoposta ai controlli sanitari, in data 22 dicembre 2001, ricevette la diagnosi di pleurite.

In seguito (17.05.2002), le fu diagnosticato il “mesotelioma epiteliale maligno diffuso”. Non si perdette d’animo la professoressa. Decise di affrontare il mesotelioma, la terribile bestia che uccide quasi tutte le vittime in pochi mesi.

Con forte spirito combattivo e con l’assistenza dei figli e dei sanitari, le vennero praticate le terapie. L’Inail ha riconosciuto l’origine professionale del mesotelioma e costituito la rendita in suo favore.

Nel frattempo, parte il percorso legale per ottenere anche il risarcimento del danno. Le strade si sono incrociate con l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, e con il suo combattivo Presidente Avv. Ezio Bonanni.

Sono state, quindi, raccolte tutte le prove dell’amianto nelle scuole ed in particolare nell’Istituto Farini di Bologna. Grazie anche all’impegno del Dott. Arturo Cianciosi, medico legale dell’ONA, è stata identificata l’esposizione ad amianto.

L’Avv. Ezio Bonanni ha associato nella difesa, l’Avv. Massimiliano Fabiani, del Foro di Bologna. Lo scontro processuale è stato duro per la resistenza del Ministero. Però, le prove sono state schiaccianti.

Quindi, la sentenza di condanna ed il maxi risarcimento. Questo importo, circa 930mila euro, non restituirà la vita alla Professoressa deceduta per amianto. Quindi la condanna è il segno della tenacia e della forza di volontà e l’eredità della Professoressa deceduta.

In questo modo, anche grazie al sostegno dell’ONA, si è giunti ad una sentenza storica che inchioda il MIUR alle sue responsabilità. Tutti gli insegnanti ed anche il personale non docente che ha subito danni alla salute, per via dell’amianto nelle scuole, dovrà essere risarcito.

Scuola amianto: risarcimento danni anche per gli orfani

L’azione dell’Avv. Ezio Bonanni ha permesso di accertare la responsabilità civile del MIUR, contrattuale ed extracontrattuale. L’azione di risarcimento dei danni sarà promossa anche nell’interesse degli orfani.

Questi ultimi avevano notificato l’atto di citazione anche per i danni iure proprio. Si tratta di quei danni che gli orfani hanno subito per via della malattia e della morte della loro madre. L’impegno della figlia Silvana, che per 16 anni ha assistito la madre, è proprio quello di ottenere la bonifica di tutte le scuole d’Italia.

“Non più amianto, non più morte nelle scuole. Tuteliamo la salute dei nostri figli”, così la Sig.ra Silvana, orfana della professoressa deceduta ed attivista dell’ONA.

Il risarcimento per malattia professionale amianto, riguarda i danni differenziali, ossia la differenza rispetto all’indennizzo INAL.

Scuola Amianto: bonificare per fermare la strage

Il caso di Bologna non è isolato, l’amianto nelle scuole sta provocando una vera pandemia per tutto il personale scolastico.

Nel VI rapporto mesoteliomi sono censiti ben 91 casi (2015), deceduti per questa neoplasia, che è la punta dell’iceberg delle malattie provocate dalla fibra killer. Infatti, intanto i casi si sono moltiplicati fino al 2021, come dimostra il VII Rapporto ReNaM. Inoltre, ci sono tutte le altre malattie asbesto correlate.

L’Osservatorio e tutta l’equipe lotta ogni giorno affinché il Ministero della Salute disponga in tempi brevi la bonifica nonché la messa in sicurezza degli istituti.

Il 58% degli istituti scolastici sono privi di certificazione, tra cui quella sull’agibilità. Oltre modo anche la classe energetica degli impianti è per l’87% sotto la Classe C.

Per non parlare dell’area sismica, il 41% risulta essere ancora non a norma, mentre il 30% ha apportato le dovute modifiche per diventare antisismica.

Oggi, in Italia, ci sono ben 53.313 tra scuole paritarie e statali. Secondo di dati dell’ONA, tra segnalazioni e bonifiche, di quantifica la presenza di amianto in 2.292 istituti.

Sono circa 356mila gli studenti esposti all’amianto. A questa cifra si aggiungono altre 50mila persone tra docenti e personale scolastico.

Dalle indagini effettuate negli anni è emerso che il Sud presenta una carenza di rilevazioni, rispetto al Nord Italia.

È doveroso ricordare che, dopo l’azione dell’ONA nel 2012, i Comuni (il 95,1%) hanno effettuato costanti monitoraggi riguardo la presenza di amianto.

Ad oggi, i Comuni che hanno provveduto alle bonifiche negli edifici sono il 67.3%.

Con il tempo, dopo varie bonifiche, c’è stata una reazione a catena per quanto riguarda le segnalazioni. Difatti, questo meccanismo è servito per ricalcolare e determinare che allo stato attuale sono presenti ancora ben 2300 istituti con l’amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto aggiorna la mappatura

Il grande rischio che trasmette questa fibra viene negato, tanto è vero che, i reati ambientali sono considerati meno pericolosi o importanti di altri.

L’ONA non si lascia impressionare e continua sulla propria strada, tanto da continuare a censire e a rilevare dati.

Ad oggi, dicembre 2021, le segnalazioni totali corrispondono a 4800 scuole (presenza di amianto), rispetto alle quali ne sono state bonificate 2500.

Attraverso le nuove indagini, la mappatura del paese va a prendere forma e a completarsi, tanto che è evidente dei diversi miglioramenti, rispetto agli anni passati.

Non ci rimane che ultimare la mappatura per il Sud Italia e naturalmente avviare le bonifiche.

Alcuni dati delle città italiane:

Torino: 66 edifici con amianto non bonificato (in calo, nel 2010 ne aveva 70)

Milano: gli edifici con amianto 89/665 complessivi

Genova: 154/193 (16 bonifiche tetti, tubazioni e cassoni dell’acqua)

Per le strutture scolastiche, i dati sono quelli riportati già dall’associazione; il fatto che intere Regioni non abbiano inoltrato i dati, ha influenzato il calcolo.

La città di Roma ha omesso la verifica e quindi il censimento dei casi. Questo strano comportamento è stato da monito all’ONA per avviare la segnalazione (2008) alla Procura della Repubblica.

Ci sono state alcune bonifiche, effettuate da alcuni volontari, ma ancora oggi non arrivano risposte da parte delle Istituzioni.

Scuola Amianto: al via il progetto per la rimozione

Nel 2020, il Ministero della Transizione Ecologica, con Decreto n.486/2019 del 13 dicembre 2019, e con riferimento all’annualità 2018, ha emanato un bando. Questo risultato si è ottenuto anche grazie all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni, che, come componente della Commissione Amianto, sollecitò lo stanziamento dei fondi.

Questo bando è nato per la progettazione degli interventi di rimozione e bonifica dell’amianto, presente negli edifici pubblici. Le regioni per queste tipologie di bonifiche, hanno stanziato anche diversi fondi.

Scuola amianto ed epidemiologia

L’incidenza epidemiologica dei casi è di circa 500 decessi per malattie asbesto correlate. Come già evidenziato, nel 2015 erano solo 91 casi, nel 2021 ammontano a più di 130, a cui vanno aggiunte anche tutte le altre neoplasie.

Nelle scuole, la fibra killer, è un problema ancora presente, nonostante la continua mobilitazione, da parte dell’ONA, per le vittime. Non bisogna fermarsi, deve continuare la catena di segnalazioni per avviare continue indagini e vedere una mappatura completa ma con meno numeri.

Per queste ragioni, bisogna andare avanti con le bonifiche. Applicare il principio di precauzione che si traduce nella prevenzione primaria. In altre parole, evitare ogni forma di esposizione ad amianto e ad altre sostanze cancerogene.

Come avvertito dall’ONA, nelle scuole si muore non solo per amianto. Molti nostri istituti scolastici sono fatiscenti. E’, quindi, necessario un programma di ristrutturazione e di nuova edilizia scolastica. Smaltire l’amianto nelle scuole, costruirne di nuove con criteri antisimici e con nuovi modelli organizzativi.

L’ONA e le istituzioni insieme contro l’amianto

Ancora nel corso della recente commemorazione delle Olimpiadi di Roma 1960, l’Avv. Ezio Bonanni ha insisitito perchè ci sia un salto di qualità nella bonifica delle scuole.

Per questi motivi, è stato consegnato, nel corso della manifestazione, dallo stesso Avv. Ezio Bonanni, al sottosegretario Andrea Costa, il dossier amianto.

Intanto, continuano le segnalazioni delle scuole con amianto, attraverso l’APP amianto: intanto è necessario bonificare. Non può essere sottaciuto che anche i danni debbano esser risarciti.

Scuola amianto e tutela dei diritti delle vittime e dei familiari

L’elevata incidenza di casi di malattie asbesto correlate rende necessaria la tutela legale delle vittime e dei familiari. Proprio sulla base di questa importantissima sentenza, interviene Antonio Dal Cin, appuntato della Guardia di Finanza, malato di asbestosi pleurica. In prima linea nella lotta contro l’amianto, sopporta ormai, da circa dieci anni, le stimmate dell’amianto sui suoi polmoni, sulla sua pleura e nel corpo.

Antonio ha condiviso con la professoressa l’impegno civile della lotta contro l’amianto ed è per questo che resiste contro il killer. Recentemente, anche Antonio ha vinto la causa, con la condanna a carico del MEF.

“E’ inaudito ed inaccettabile che le vittime dell’amianto debbano combattere contro la malattia mortale e al tempo stesso, contro la burocrazia. Pur essendo un fervente cristiano, abituato al perdono, ritengo che in questi casi ci debba essere la giustizia. Per questi motivi, e per difendere la sacralità della vita umana, auspico che chi si è macchiato dai crimini risponda delle sue azioni. Ringrazio l’Avv. Ezio Bonanni per la sua vicinanza e per il sostegno”; così Antonio Dal Cin, eroe civile della lotta contro l’amianto.

Proprio quello della resistenza in giudizio del Ministero è un tema molto sentito da Antonio Dal Cin. Antonio auspica che venga meno questa resistenza in giudizio in caso di danno.

Per questi motivi, l’ONA è impegnata nell’informare anche sui diritti delle vittime: rendita Inail e risarcimento danni.

L’Associazione fornisce il servizio di assistenza legale gratuita, che può essere richiesta attraverso questo giornale.

Una cura per il mesotelioma e il COVID-19

laboratorio di ricerca
laboratorio di ricerca

Il farmaco biologico OT-101, utile anche nel trattamento di COVID-19

Oncotelic Therapeutics, una società innovativa di immunoterapia/oncologia di Agoura Hills, California, avvierà un nuovo studio clinico di fase II per il mesotelioma maligno. La ricerca sarà incentrata su OT-101, un farmaco biologico versatile, che ha già mostrato risultati promettenti nel trattamento di casi gravi di COVID-19.

Nuove speranze da OT-101 per il mesotelioma?

Lo studio di Oncotelic Theraputics sul trattamento del mesotelioma con OT-101, inizierà a marzo prossimo.

Esso coinvolgerà diversi centri specializzati nella cura del terribile cancro, tra cui il Cleveland Clinic Cancer Center, l’Università della Pennsylvania Medicine a Philadelphia e Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle.

«Siamo entusiasti circa le potenzialità di questo studio. C’è un grande bisogno di trovare cure per il mesotelioma. La speranza è che possiamo usarlo per aumentare la risposta agli inibitori del checkpoint».

Ad affermarlo, il dottor Anthony Maida, direttore clinico di Oncotelic Therapuetics. 

«L’obiettivo è aiutare questi pazienti a vivere una vita più lunga e migliore».

OT-101: caratteristiche del farmaco 

OT-101 è una terapia con acido ribonucleico (“RNA”) anti-TGF-β (una proteina secreta che fa parte del gruppo delle citochine) di prima classe, che ha dato risultati positivi su pazienti affetti da cancro recidivante/refrattario in più studi clinici. 

Sarà utilizzato nel prossimo studio sul mesotelioma, in combinazione con “farmaci inibitori del checkpoint”, cioè immunoterapici tra cui pembrolizumab e nivolumab.

Entrambi vengono utilizzati abitualmente per trattare il mesotelioma, un cancro raro causato dall’inalazione di fibre di amianto tossiche, che ancora oggi purtroppo ha una diagnosi infausta.

La capacità cancerogena dell’amianto è confermata anche dall’ultima monografia IARC. Purtroppo questo materiale è stato ampiamente utilizzato in passato nel nostro Paese e adesso sono ancora molti gli edifici, anche pubblici, in cui è presente. Denuncia questa situazione di rischio l’Avvocato Bonanni nella sua pubblicazione, “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia -Ed.2021“.

FDA approva gli studi con gli inibitori 

L’Oncotelic Therapeutics, ha presentato alla FDA statunitense il protocollo del suo nuovo studio clinico.

OT-101 nuove cure mesotelioma
OT-101 nuove cure per il trattamento del mesotelioma

Esso prevede di utilizzare OT-101 in combinazione con anti-PD-1 (Pembrolizumab) in quei pazienti con mesotelioma pleurico maligno (MPM), che non riescono a raggiungere o mantenere la risposta all’inibizione del checkpoint.

Utile precisare che Food and Drug Administration (FDA) americana ha recentemente approvato la combinazione di “inibitori del checkpoint” di nivolumab e ipilimumab, per il trattamento di prima linea del mesotelioma pleurico.

A dire il vero, nonostante il miglioramento della sopravvivenza mediana, i risultati ottenuti con questa terapia sono stati modesti rispetto alla chemioterapia standard.

È qui che OT-101 potrebbe fare la differenza, se si dimostrasse efficace nei primi studi clinici.

«La ragione principale del fallimento di questi farmaci inibitori del checkpoint nella cura del mesotelioma sono gli alti livelli di TGF-beta», ha detto Maida.

«Quello che ci auguriamo è che la combinazione di OT-101 con gli inibitori del checkpoint, possa avere una risposta terapeutica migliore in più pazienti. Ci piacerebbe aumentare l’attuale efficacia del 20% -25% sui malati fino a raggiungere la soglia del 50%»,ha poi sottolineato il ricercatore.

OT-101: il farmaco che aiuta il sistema immunitario a funzionare

Il farmaco biologico OT-101 dovrebbe aiutare il sistema immunitario a funzionare meglio. 

Esso è costituito da molecole complesse ed è fabbricato utilizzando microrganismi viventi. Funziona inibendo il fattore di crescita trasformante beta (TGF-β), una proteina che sopprime il sistema immunitario del paziente e consente ai tumori di prosperare.

Il TGF-β si presenta in molti tumori, ma si trova in livelli particolarmente elevati nei tumori del mesotelioma.

 «Stiamo essenzialmente cercando di sopprimere il soppressore», ha detto Maida.

Mesotelioma e Coronavirus 

OT-101 ha anche dimostrato buoni risultati in uno studio clinico di fase II, supazienti ricoverati con gravi sintomi di COVID-19.

Sia le cellule tumorali sia SARS-Cov-2 inducono TGF-β come parte del loro meccanismo di evasione immunitaria. 

Di conseguenza, si prevede che l’inibizione del TGF-β da parte di OT-101 possa avere un impatto sia sul cancro sia sul COVID

Come accennato, il trattamento con il farmaco OT-101 ha già mostrato risultati positivi

Gli esperti di Oncotelic Therapeutics hanno fatto sapere che il farmaco sarà presto testato anche sul glioblastoma (il tumore cerebrale più frequente), sul cancro del polmone e del colon-retto.

Per queste patologie verranno utilizzate analisi del trascrittoma (la totalità degli RNA trascritti a partire da un genoma) guidate dall’intelligenza artificiale. L’obiettivo è quello di derivare il biomarcatore predittivo per le terapie TGF-β come OT-101.

«Questo è il primo di una serie di studi clinici pianificati in pazienti con vari tumori solidi» .

«Soprattutto quelli che valutano il beneficio clinico e allo stesso tempo una serie di parametri».

«Parametri associati ai cambiamenti nel microambiente tumorale, inclusi ma non limitati all’infiltrazione delle cellule T, all’espressione di varie citochine e il fenotipo e la funzionalità modificano la pre-terapia rispetto alla post-terapia». ha osservato il Dr. Anthony Maida.

Informazioni sulla società Oncotelic Therapeutics, Inc.

Oncotelic Therapeutics, Inc. è stata costituita nello Stato di New York nel 1988 come OXiGENE, Inc., è stata reincorporata nello Stato del Delaware nel 1992. 

Ha cambiato nome in Mateon Therapeutics, Inc. nel 2016 e Oncotelic Therapeutics, Inc. nel novembre 2020.

È un’azienda di immuno-oncologia guidata dall’intelligenza artificiale.

I suoi studi si concentrano sulle immunoterapie TGF-β di prima classe per tumori in stadio avanzato come gliomi, cancro del pancreas e melanoma.

Tra le altre cose, Oncotelic sta cercando di sfruttare la sua profonda esperienza nello sviluppo di farmaci oncologici per migliorare i risultati del trattamento e la sopravvivenza dei malati di cancro con un’enfasi speciale sui tumori pediatrici rari.  

Una speranza per il futuro

Molti fattori possono causare differenze tra le aspettative attuali e i risultati effettivi, inclusi dati imprevisti di sicurezza o efficacia osservati durante studi preclinici o clinici.

Non ci resta dunque che attendere fiduciosi, nella speranza che questo o altri studi paralleli possano finalmente produrre un balzo in avanti nella cura del terribile cancro.