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mercoledì, Settembre 16, 2026
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Aprile: cosa piantare nel nostro orto biologico 

aprile
vanga nell'orto

Dalla semina alla raccolta, crescere le verdure bio ad aprile 

Ad aprile, le temperature generalmente iniziano a essere miti e il rischio di gelate tardive diminuisce. 

Per tali motivi si possono seminare una grande varietà di ortaggi direttamente nell’orto. Cosa impossibile quando la temperatura esterna (in particolare le minime notturne), è bassa e bisogna pertanto ricorrere alla semina in semenzaio.

In alternativa, si possono anche realizzare dei semenzai all’aperto. In questo caso, non sarà necessario irrigare grandi superfici e si eviterà di dissipare spazio nell’orto.

Aprile è anche il mese più giusto per trapiantare nell’orto le piantine dei nostri vasetti. Il trapianto si può fare a radice nuda oppure posizionando direttamente  la piantina con il pane di terra del vasetto.

Nel meridione e nelle isole, si può iniziare già a marzo a trapiantare gran parte delle piante orticole che poi produrranno frutto in estate.

Nelle zone più fredde meglio invece aspettare il mese di maggio.

Calendario delle semine di Aprile 

Per meglio orientarci nel calendario delle semine, sul blog ortodacoltivare.it di Matteo Cereda si può trovare un utilissimo calcolatore automatico.

Si tratta di un prezioso strumento che, tenendo conto del mese, delle condizioni e anche di cosa abbiamo coltivato precedentemente, ci suggerisce la più corretta rotazione colturale. 

Anche se il calendario delle semine fornisce delle utili indicazioni, nella scelta dei prodotti da coltivare dobbiamo tener presente soprattutto:

  • Condizioni climatiche dell’anno specifico;
  • Caratteristiche della zona in cui si trova l’orto;
  • Esposizione e posizione dell’orto stesso.

Cosa seminare ad aprile?

Se vogliamo mantenerci sul “tradizionale”, potremmo seminare: barbabietole, bieta da coste, soncino, topinambur, carote, carciofi, cardi, cicoria, cappuccio, cetrioli, fagiolini, cipolle, rape, ravanelli, agretti, spinaci, rucola, valeriana, lattuga, grumolo, verza e fragole. 

Attenzione alle cucurbitacee: zucche, zucchine, cetrioli, meloni, angurie. Questi ortaggi estivi temono gelate tardive. Meglio aspettare la fine del mese. 

Sì a bulbilli di patate, cavoli, porri. 

Tra i legumi (preziosi perché fonte di azoto), possiamo mettere: fagioli nani e rampicanti, fagiolini, ceci. 

Se la temperatura è particolarmente calda si possono anche piantare solanacee: peperoni, pomodori, e melanzane. 

Aprile è inoltre il mese giusto per piantare erbe aromatiche come il basilico e il prezzemolo, sedano

Se vogliamo sperimentare coltivazioni poco conosciute possiamo invece optare per: arachidi, luffa (una spugna vegetale), alchechengi (pianta perenne delle Solanaceae).

Semina e luna di aprile 

In passato, i contadini iniziavano la semina dopo aver osservato attentamente le fasi lunari. L’origine di questa consuetudine risale probabilmente ai tempi dei Sumeri, degli antichi Egizi e dei Maya. Queste antichissime civiltà ritenevano infatti che la luna influenzasse la fertilità del terreno. Oggi, non ci sono evidenze scientifiche sufficienti a supportare queste tesi, ma molti coltivatori continuano a osservare le fasi lunari. 

Entriamo nel dettaglio: il mese di aprile 2022 inizia e finisce con la luna nuova, mentre il giorno di luna piena è il 16 aprile.

  • 01 aprile: luna nuova
  • 02-15 aprile: luna crescente
  • 16 aprile: luna piena
  • 16-29 aprile: luna calante
  • 30 aprile: luna nuova

In fase di luna crescente, è consigliabile seminare le piante da frutto e da seme. Dopo la luna piena, dal 17, quandoinizia la fase calante che termina con il nuovilunio, è meglio seminare le verdure da tubero e radice, oltre alle insalate e le biete.

Come si trapianta: passo dopo passo

Prima di iniziare le operazioni di trapianto, occorre preparare bene il terreno almeno qualche settimana prima.

L’ideale sarebbe iniziare quando la terra è “in tempera”, cioè quando non è eccessivamente bagnata dalle piogge, ma neppure secca. 

  • Vangare: si inizia scavando in profondità, per garantire un buon drenaggio e rompere le zolle;
  • Concimare: per l’orto biologico si possono utilizzare il compost o il letame;
  • Zappare: dopo la concimazione si può iniziare a zappettare, per poi spianare il letto di semina con un rastrello;
  • Seminare: infine siamo pronti a fare delle buche dove piantare le giovani piantine, rispettando sempre il giusto distanziamento fra una pianta e l’altra.

Cosa fare in caso di gelate tardive

A volte un’improvvisa gelata può danneggiare le piante. Per ripararle, si possono usare delle piccole serre in policarbonato oppure coperture in tessuto non tessuto per la notte. Si può utilizzare anche il telo di pacciamatura (preferibilmente nero), per tenere calde le piante. Infine si possono realizzare dei mini tunnel con telo trasparente.

Attenzione alla cura 

  • Infestanti: importante mantenere curato e pulito l’orto dalle erbacce infestanti e dalle erbe spontanee. Per contrastarle possiamo servirci del frangizolle sarchiatore o ricorrere alla pacciamatura (coprire il suolo con materiali che impediscono alla luce di passare);
  • Acqua: non bisogna mai far mancare acqua al terreno e provvedere, se necessario, a irrigare le coltivazioni, sopratutto se fa particolarmente caldo.  Bisogna fare molta attenzione alle piantine più giovani, appena trapiantate oppure appena seminate, dato che il loro apparato radicale non è ancora ben sviluppato;
  • Insetti e parassiti: il caldo favorisce il risveglio dei parassiti, che ovificano in questo periodo. Un buon rimedio per tenerli lontani consiste nel mettere biotrappole tipo Tap Trap. Questo ci consentirà di monitorare e catturare gli insetti;
  • Malattie fungine: le temperature più alte, unite alle frequenti piogge, sono terreno fertile per le malattie funginee. In questo caso, è importante una buona gestione del terreno e un intervento pronto nel rimuovere parti di pianta malate.

Piante da raccogliere ad aprile 

Oltre a seminare, in questo mese si possono raccogliere già alcune piante. In particolare quelle da foglia a ciclo breve, come erbette, insalate da taglio, rucola, scarola, songino, lattuga, ravanellil, carote. Ma anche biete da costa o da taglio. Sono disponibili anche due ortaggi perenni molto apprezzati: carciofi e asparagi.

Si possono anche raccogliere alcuni ortaggi invernali quali porri, piselli, taccole, finocchi e cavoli, e in generale tutte quelle verdure a lunga conservazione che sono state colte nei mesi precedenti: patate, cipolle, aglio, scalogna, legumi secchi come fagioli, ceci e lenticchie.

Presenti pure le erbe aromatiche disponibili tutto l’anno, come timo, salvia e rosmarino, e alcune erbe che iniziano a rispuntare come la menta e il prezzemolo. Il più ritardatario è invece il basilico. Per lui ci sarà da aspettare ancora un mese.

Aprile nel frutteto 

La frutta di stagione è perlopiù quella raccolta precedentemente ma che si conserva bene.

Possiamo trovare tutti gli agrumi (arance, pompelmi, limoni, cedri, mandarini, clementine), mele, pere e kiwi, mandorle, nocciole, noci e altri frutti a guscio.

Allora, non ci resta che seminare… fa bene al cuore e alla salute.

Fonti

greenme.it

ortidacoltivare.it

Aprile semina orto e giardino- Agricoltura Biologica Online agricolturabiologicaonline.eu

Stop ai lavori nell’ex Garage Ruspi a Latina, trovato amianto

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Comune di Latina

I cittadini di Latina si chiedono da tempo come mai i lavori all’ex Garage Ruspi non vengano completati. Lo stop è dovuto all’amianto presente nell’edificio. La notizia arriva dall’assessore ai Lavori pubblici, Pietro Caschera, che ha spigato il problema in commissione.

Uno stop necessario per tutelare la sicurezza degli operai che si stanno occupando della manutenzione e dei residenti. L’asbesto è, infatti, un materiale altamente cancerogeno che causa mesotelioma e diverse patologie asbesto correlate. Malattie che hanno purtroppo, nella maggioranza dei casi esito infausto.

Stop ai lavori, i negozianti chiedono spiegazioni

I negozianti del quartiere hanno sollecitato la fine dei lavori, preoccupati che il cantiere bloccato potesse creare problemi anche alle vendite. L’amministrazione ha così chiarito che prima è stata trovata una condotta non presente nella mappatura del locale tecnico interrato. Questo ha reso necessario cambiare il progetto iniziale. Gli operai hanno poi scoperto l’amianto, durante la demolizione.

La ditta ha così fermato tutto e ha provveduto ad effettuare analisi a campione sul materiale d’asporto, prassi di routine. Le analisi hanno dimostrato la presenza di fibre di asbesto negli strati di guaina. Questo per forza di cose allungherà i tempi della ristrutturazione. La rimozione e lo smaltimento dell’amianto saranno ora affidati ad una ditta specializzata con tutte le certificazioni del caso. Il Comune ha avviato la procedura per l’affidamento della messa in sicurezza che si concluderà il 14 aprile.

Se da una parte, quindi, i tempi dei lavori si dilateranno, dall’altra tutto è stato predisposto per evitare la contaminazione dell’area con fibre di amianto altamente dannose per la salute. Gli operai potranno stare tranquilli e operare poi in completa sicurezza e l’amianto sarà smaltito in siti autorizzati.

Amianto, un minerale altamente pericoloso

L’Ona – Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, che ha uno studio anche nel capoluogo pontino, da sempre si batte contro la fibra killer. Le aziende purtroppo utilizzato l’asbesto per decenni in Italia nell’edilizia, ma anche in altri 3000 utilizzi, contaminando il territorio. Le società hanno continuato ad utilizzarlo anche quando ormai studi scientifici avevano dimostrato che tutte quelle malattie erano causate proprio da questo minerale, tanto utile quanto pericoloso.

Stop alla strage silenziosa

Soltanto nel 1992 è stato messo al bando con la Legge 257. Da allora ne è stato vietato l’utilizzo, ma le bonifiche sono in forte ritardo. Questo purtroppo e la lunga latenza delle malattie asbesto correlate, ha comportato che il picco dei decessi non sia ancora avvenuto. E’ previsto infatti tra il 2025 e il 2030. Di amianto si continua a morire, come spiegato nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, ma anche nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail che registra soltanto i casi di mesotelioma.

L’Ona ha realizzato anche una App per la segnalazione dei siti contaminati. L’associazione affianca le vittime di amianto e delle vittime del dovere fornendo assistenza legale e medica.

Famiglia, ambiente, salute e lavoro: le priorità degli italiani

family
famiglia passeggia nel parco

Famiglia, ambiente, salute e lavoro: sono questi gli aspetti importanti della vita nel post pandemia. Lo ha rilevato Comieco, il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, che ha reso noti i risultati dell’Osservatorio sul senso civico degli italiani. L’indagine è stata realizzata in due tranche, una a febbraio e la seconda a maggio 2020, in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Ipsos.

Cos’è cambiato con la pandemia

La rilevazione quest’anno è ancora più importante perché indaga la società italiana in un momento di massima difficoltà. I primi 6 mesi della pandemia da coronavirus. I cittadini hanno riscoperto o apprezzato maggiormente gli antichi valori, lo stare in famiglia, ma anche l’amicizia e l’importanza della tutela dell’ambiente.

“Lo spartiacque costituito dalle drastiche misure di distanziamento sociale – spiegano dal Comieco – emerge chiaramente nella crescita dell’attenzione e della fiducia degli italiani nei confronti degli altri e della collettività. Rispetto a prima dell’epidemia, infatti, cala di 4 punti, dal 26% al 22%, la percentuale di coloro che considerano che la principale responsabilità di una persona sia verso la propria famiglia e non verso la collettività”.

Famiglia, ma responsabilità anche verso la collettività

Costretti ad affrontare una situazione completamente nuova e complessa, gli italiani hanno riscoperto una rinnovata responsabilità civile che conferma, tuttavia, la sua origine nella sfera privata. Il campione Ipsos, infatti, è omogeneo nell’indicare come fonte del senso civico i valori individuali (79%) che si formano principalmente all’interno della famiglia (65%).

Fondamentale in questo senso è insegnare fin da piccoli a prendersi le proprie responsabilità nei confronti della collettività (72%). Nella formazione del senso civico cresce anche il ruolo chiave riconosciuto all’educazione (51%, +1%) mentre è secondaria la rilevanza attribuita alle sanzioni (42%, -2%).

Ambiente, la raccolta differenziata non si ferma

Una cartina di tornasole per valutare il senso civico è espresso sicuramente dalla raccolta differenziata che durante il lockdown non è venuta meno. In 15 anni è maturata quindi la sensibilità ambientale. La qualità dell’ambiente sale, infatti, al terzo posto nella priorità degli italiani, accanto a sicurezza e amore. L’attenzione a differenziare carta e cartone sale dal 65 al 91%.

“Dalla ricerca – ha commentato il direttore generale di Comieco, Carlo Montalbetti all’Ansa – emerge come la raccolta differenziata sia sempre più un comportamento consolidato e in crescita. Tanto che il 67% della popolazione lo considera un compito utile alla collettività e il 72%, non solo la svolge tutti i giorni, ma pulisce anche i contenitori in carta e cartone prima del conferimento”.

Il Comieco è il consorzio nazionale italiano che si occupa del riciclo e del recupero degli imballaggi a base cellulosica. Raggruppa cartiere, produttori, trasformatori e importatori di carta e cartone per imballaggio.

Ambiente e salute vanno di pari passo

L’attenzione all’ambiente negli italiani non è quindi venuta meno. I cittadini hanno orami chiaro il profondo legame tra la tutela dell’ambiente e la salute, così come sostiene da tempo anche il presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni. L’Ona si occupa da oltre venti anni della questione amianto, ben rappresentata nel “Libro bianco per le morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Da qui l’associazione è partita, però, per una riflessione profonda sull’importanza della salute dei lavoratori e dei cittadini in generale. Che non può prescindere dalla tutela dell’ambiente.

Per questo l’Ona ha creato anche una App apposita per le segnalazioni dei siti ancora contaminati dall’amianto, per fermare la strage. Questo minerale infatti causa il mesotelioma, altri tumori e tutta una serie di gravissime patologie asbesto correlate. L’Ona è al fianco delle vittime dell’amianto e del dovere con un’assistenza legale, medica e tecnica per le bonifiche.

Tamponi e mascherine, prezzi calmierati addio

tamponi
tamponi

I prezzi calmierati che ci hanno consentito di acquistare mascherine e tamponi spendendo meno non sono più in vigore. Il costo rischia di aumentare da oggi, 1 aprile, con la fine dello stato di emergenza.

Stop allo stato di emergenza, ma il Covid e le regole restano

Eppure, nonostante questa nuova fase, tutti dovremo continuare ad indossare per legge i dispositivi di protezione e fare tamponi in caso di sintomi del Covid 19. La pandemia non è, infatti, alle nostre spalle. Anzi i contagi, nonostante la stagione, diminuiscono molto lentamente e tanti sono ancora i decessi.

Tamponi e mascherine, la Circolare di Federfarma

A spiegare la situazione è stata Ferderfarma, l’associazione dei farmacisti titolari, in una recente circolare alle associazioni provinciali e regionali.

Ne documento, come riporta l’Adnkronos Salute, “deve ritenersi che l’ordinanza 11/2020 pubblicata sulla G.U. 108/2002 emanata dal commissario Arcuri circa l’imposizione del prezzo calmierato a 0,50 euro al netto dell’Iva delle mascherine chirurgiche, non è più applicabile a decorrere dal 1 aprile 2022”. I farmacisti ricordano anche che scadranno le deroghe per la vendita di alcuni prodotti. “Non sono più vendibili dal 1 aprile 2022 le mascherine chirurgiche la cui etichettatura non è in lingua italiana ma in altra lingua utilizzata nell’Unione europea”. “Le mascherine chirurgiche con etichettatura in italiano ma autorizzate in deroga alle vigenti disposizioni dall’Istituto superiore di sanità, sono vendibili sino al 31 maggio 2022″.

Nella circolare è spiegato, inoltre, che “il prezzo calmierato dei dispositivi di protezione Ffp2 è stato stabilito in 0,75 euro Iva compresa per ciascun dispositivo nel Protocollo d’intesa del 3 gennaio 2022 la cui validità è esplicitamente prevista fino al 31 marzo 2022″. Non saranno più applicabili le autorizzazioni per prodotti non etichettati in lingua italiana e autorizzate in deroga. Dal 1 aprile “il prezzo al pubblico di tali dispositivi è libero anche per quelle farmacie che hanno volontariamente aderito al protocollo”.

Viene meno il protocollo d’intesa con il ministero della Salute

A partire sempre dal 1 aprile “termina l’efficacia del protocollo d’intesa tra il ministero della Salute, il commissario straordinario per l’emergenza epidemiologica Covid-19, Federfarma, Assofarm e Farmacieunite, e la normativa di riferimento che rendeva obbligatori prezzi calmierati e stabiliva modalità di esecuzione dei tamponi”. Le farmacie potranno però continuare a “somministrare i test mirati a rilevare la presenza di anticorpi IgG e IgM e i tamponi antigenici rapidi per la rilevazione di antigene Sars-Cov-2”.

Resta valida “la normativa di riferimento che autorizza la farmacia a caricare i dati sulle specifiche piattaforme al fine di emettere il Green pass anche a seguito di tampone antigenico rapido”.

Tamponi e mascherine, due anni di Covid

Il coronavirus ha portato dolore e morte e ha cambiato radicalmente le nostre abitudini di vita. Anche soltanto abbracciare una persona che si incontra per strada è diventata un’abitudine ormai del passato. La pandemia ci ha segnato e molte saranno le conseguenze economiche che tutti pagheremo nei prossimi anni.

Il Governo ha ora deciso, dopo due anni e una imponente campagna vaccinale, di non prorogare lo stato di emergenza. Il Covid però non è finito e dovremo continuare a tutelarci. Ora sarà, molto probabilmente, anche più costoso.

Tante decisioni del governo in questo periodo sono state contestate. Tanti hanno ritenuto che fossero lesi i propri diritti. L’Ona – Osservatorio nazionale amianto, e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, da anni vicina alle vittime dell’amianto e del dovere è ora pronta a sostenere anche queste persone, con una prima assistenza legale gratuita.

A Napoli il murales che elimina lo smog

murales
murales

A Napoli e in particolare nel quartiere Bagnoli dove sono sorte l’Eternit e l’Ilva, è stato realizzato un murales di 370 metri quadrati che è in grado di eliminare l’inquinamento atmosferico. Si chiama “Unlock the change” (sblocca il cambiamento), e grazie alle eco pitture può assorbire ogni giorno lo smog di 79 automobili.

Sembra fantascienza e, invece, il progetto fa bella mostra di sé grazie all’iniziativa dell’associazioni no-profit Yourban2030 e B Corp in Italia. L’opera è dello street artist Zed1 e di PalomArt, piattaforma internazionale di arte indipendente.

Gli studenti del Silio Italico di Napoli coinvolti attivamente

A partecipare attivamente alla creazione dell’eco murales più grande del sud anche i giovani studenti della secondaria di I grado Silio Italico di Napoli, nel quartiere di Fuorigrotta, che potranno ammirarlo sulle mura della loro scuola.

Murales, una bimba svela un futuro possibile

La raffigurazione racconta la favola di una bambina che scopre a chiunque guardi un nuovo futuro possibile: dal vecchio mondo inquinato dipartono idee di sostenibilità e di economia positiva e con queste colori, gioia, vita.

Il primo eco-murales #UnlockTheChange è un invito a tutti per un cambiamento che parte dell’omonima campagna di comunicazione lanciata dalle B Corp italiane, aziende certificate dall’ente non-profit B Lab in virtù delle loro performance ambientali, sociali ed economiche e che adottano e promuovono un paradigma economico più giusto e responsabile. Un impatto positivo che circa il 30% delle B Corp italiane si sono già impegnate a produrre, attraverso l’obiettivo di climate neutrality entro il 2030.

La scuola media Silio Italico, insieme al suo dirigente Diego Rije, hanno concesso il muro per la realizzazione dell’opera, ma coinvolto anche professori e studenti in laboratori creativi che hanno dato vita alle lampadine del cambiamento. Hanno stimolando così una riflessione collettiva intorno al tema di #UnlockTheChange.

L’ambiente al centro della missione dell’Ona

“Un’ottima iniziativa” ha dichiarato il presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni. Da anni l’associazione si batte per eliminare l’asbesto che tante vittime ha causato anche a Bagnoli, sede dell’Eternit, e per facilitare le bonifiche.

L’amianto è un killer silenzioso ed è stato messo al bando in Italia soltanto nel 1992. Fino a quel momento le aziende hanno continuato ad utilizzarlo anteponendo il profitto alla salute dei lavoratori. Dipendenti e cittadini negli anni si sono ammalti di asbestosi, mesotelioma. Così come di tutta una serie di patologie asbesto correlate tra le quali vari tipi di tumore. I dai sono nell’ultima pubblicazione dell’avvocato: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

Adesso il quartiere vive una nuova possibilità. Dove prima c’erano le fabbriche ora è stato realizzato un polmone verde. La bonifica tuttavia è ancora in corso anche se, fortunatamente, sta per essere completata.

L’importanza della tutela della salute e dell’ambiente, che sono correlati, diventa fondamentale per salvare il pianeta e tutta l’umanità. Alle parole, però, devono seguire i fatti.