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Neutralità climatica, in testa tre regioni del centro-sud

neutralità climatica, cartello non c'è un pianeta B
neutralità climatica, cartello non c'è un pianeta B

Sono Campania, Calabria e Lazio le migliori tre regioni in tema di neutralità climatica. Sono infatti sul podio del ranking regioni per il clima e sono queste tre regioni del centro-sud Italia a far registrare i valori migliori per le emissioni di CO2 in atmosfera e in fatto di consumo energetico. Ad evidenziarlo è il report “La Corsa delle Regioni verso la neutralità climatica 2022” realizzato da Italy for Climate in collaborazione con ISPRA.

Riguardo alle fonti rinnovabili, invece, c’è ancora molto da lavorare per tutte le regioni italiane. C’è chi va meglio delle altre, ma nessuna di fatto ha raggiunto gli obiettivi europei al 2030 né la neutralità climatica.

Obiettivo neutralità climatica: servono interventi radicali

L’obiettivo della neutralità climatica è estremamente sfidante e richiede di mettere in campo interventi efficaci e spesso anche radicali a tutti i livelli” – spiega I4C. “L’Italia non è purtroppo ancora sulla strada giusta e senza un maggiore coinvolgimento delle Regioni e un loro pieno commitment non riusciremo a rispettare, come Paese, l’impegno sottoscritto a Parigi nel 2015.

Ad oggi inoltre non disponiamo di un quadro complessivo sui contributi delle singole Regioni al raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici nazionali. L’iniziativa “La corsa delle Regioni verso la neutralità climatica” nasce in questo contesto per stimolare il dibattito nazionale“.

La classifica delle regioni per il clima: il podio

Tre i parametri chiave considerati nella classifica delle regioni per il clima. Sono il volume delle emissioni di CO2, i consumi di energia e l’uso di fonti rinnovabili.

Ad essere misurati, i valori assoluti raggiunti nel 2020, ma anche i miglioramenti e i peggioramenti del biennio 2018-2020. Naturalmente è stato anche considerato che nel 2020, causa della pandemia e del lockdown, i consumi energetici e le emissioni di gas serra sono hanno fatto registrare riduzioni generalizzate in 18 Regioni su 20.

In testa, con più della metà degli indicatori sopra la media nazionale per emissioni di CO2 e consumo energetico, ci sono Campania, Calabria e Lazio. Delle tre, la prima fa meglio della media nazionale per uso di fonti rinnovabili, il Lazio invece presenta valori sotto la media. Solo solo cinque le regioni che hanno almeno il 40% di consumi coperti da rinnovabili: sono Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Basilicata, Calabria, Molise.

Fonti rinnovabili: c’è ancora molto da fare

Il gruppo centrale della classifica è invece composto da dieci regioni. Si tratta di Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto. In coda le altre sette regioni: Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Toscana, Umbria ed Emilia Romagna fanno registrare le performance peggiori sulle fonti rinnovabili e, più in generale, andamenti negativi per tutti gli indicatori nel biennio analizzato (fa eccezione soltanto la Lombardia).

Mentre Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Molise, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta hanno azzerato il loro consumo di carbone; tutto il contrario avviene invece inPuglia, Sardegna e Lazio, che da sole fanno quasi l’80% del consumo nazionale di carbone.

Le regioni più piccole (con meno di 1,5 milioni di abitanti) invece presentano le emissioni pro capite di CO2 oltre la media. Sono Basilicata, Molise, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta.

Italia auto-dipendente: 666 ogni mille abitanti

L’Italia si conferma ancora una volta un Paese auto-dipendente. La media nazionale è di 666 autovetture ogni mille abitanti. Risulta così uno dei Paesi europei con la maggiore concentrazione di veicoli.

Nella classifica della neutralità climatica, solo sette regioni risultano avere un tasso di motorizzazione inferiore alla media. Anche se il valore di per sé resta alto. La migliore su questo punto è infatti la Liguria, con 554 auto ogni mille abitanti. Le peggiori sono Trentino Aldo Adige e Valle d’Aosta con oltre un’auto per persona. Il rapporto segnala peraltro, su questo parametro, un trend in peggioramento.

La Commissione europea recentemente ha pubblicato le nuove norme sulle automobili, proponendo lo standard Euro 7. L’obiettivo è proprio quello di ridurre ulteriormente le emissioni in atmosfera. Entreranno in vigore il primo luglio 2025.

neutralità climatica

Al via a Venezia il summit annuale del “World protection forum”

world protection forum
Giudecca, Venezia. world protection forum

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, interverrà domani, venerdì 25 novembre 2022, al Summit annuale del “World protection forum”. Per la sua quarta edizione l’evento si terrà a Venezia, con importanti appuntamenti anche nella giornata di sabato.

L’obiettivo dell’incontro di uomini delle istituzioni, scienziati, economisti e professionisti – spiegano gli organizzatori – è quello di “concentrare insieme in modo concreto tutte le iniziative volte a proteggere le persone, le aziende e il pianeta in cui viviamo”. Le due giornate assumono un’importanza ancora maggiore in questo periodo storico, in cui l’umanità è circondata da rischi, i cui effetti sono crescenti su ogni fronte, sociale, sanitario, economico, ambientale e digitale.

La manifestazione avrà il patrocinio del Comune di Venezia, in occasione della Città in Festa. Promuoverà, inoltre, il lancio degli Stati Generali della Sostenibilità del giornalista Massimo Lucidi. Proprio in questo contesto il presidente dell’Ona presenterà la sua esperienza nella lotta all’amianto e a tutti i cancerogeni.

Tutti i rischi legati all’amianto

L’amianto è un rischio subdolo, per troppi anni sottaciuto, che ancora oggi causa mesotelioma, tumore del polmone e tante altre patologie asbesto correlate. E che causa oltre 7mila morti l’anno soltanto in Italia. Molte di più di quelle registrate nel VII Rapporto ReNaM dell’INAIL che conteggia i soli casi di mesotelioma. Per saperne di più è possibile consultare l’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

L’asbesto, altro modo di chiamare l’amianto, rappresenta però per il presidente Ona l’esempio palese di come, se non si rispetta l’ambiente e la sicurezza degli esseri umani, in nome del profitto, si rischia di provocare danni al territorio e innumerevoli decessi assolutamente evitabili e profondamente ingiusti.

World protection forum: proteggere l’uomo dai rischi

Tornare indietro, come nel caso emblematico dell’amianto, può diventare poi quasi impossibile. Per bonificare tutti i siti contaminati – se le bonifiche iniziassero oggi – ci vorrebbero oltre 80 anni. Le nuove esposizioni in questi anni e in quelli a venire purtroppo continueranno a provocare altre malattie e altri decessi. Questo vale per l’ambiente, ma anche per gli stessi rapporti umani e tra i Paesi del mondo. Alla base dell’agire deve esserci quindi la volontà di “proteggere l’uomo dai rischi in ogni contesto della vita”.

Il “World protection manifesto”

È questa la volontà di chi sottoscrive il “World protection manifesto” che esplicita come il “World protection Forum” porti avanti ogni azione possibile attraverso il lavoro di ricerca scientifica e di divulgazione corale a livello internazionale.

Agli Stati generali della sostenibilità parteciperanno anche Massimiliano Falcone, professore e stratega della comunicazione per SDGs, Adriano Ieva, amministratore delegato della Royal Bank of Scotland Business, Roberto Razeto, responsabile dell’Ufficio Affari Internazionali e Ranking dell’Università IULM, Riccardo Grassi, direttore generale e responsabile delle Politiche Editoriali, Piattaforma dei Cittadini sul Cambiamento Climatico e un Mondo Sostenibile, sostenuto dall’Unesco.

L’Annual summit sarà ospitato da SerenDPT, società benefit che ha il proprio quartier generale nel complesso dei Santi Cosma e Damiano, alla Giudecca. Qui la chiesa sconsacrata è stata valorizzata da un bellissimo restauro che la rende oggi fruibile anche al pubblico.

Tra i temi affrontati ci saranno quelli della sostenibilità, del riscaldamento globale e dell’inquinamento. Ma anche povertà, salute, disuguaglianze sociali. Così come sicurezza informatica, uguaglianza di genere e nucleare. La strategia è quella di anticipare i rischi per neutralizzarli.

Bicicletta, Cenerentola d’Italia: il Paese investe in auto

ragazza in bicicletta
ragazza in bicicletta

La bicicletta è la Cenerentola d’Italia in fatto di investimenti. Il nostro Paese, infatti, investe quasi tutto nel settore dell’automotive. Su 100 miliardi di euro, soltanto uno è per la ciclabilità e 98 sono per l’auto.

Nonostante questo grande divario, la forbice con gli altri Paesi europei in fatto di mobilità ciclistica potrebbe però iniziare a chiudersi investendo 3,2 miliardi in sette anni. Vale a dire almeno 500 milioni all’anno, il 3,5% di quanto già stanziato per auto ed infrastrutture connesse.

La stima è delle ong Clean Cities, Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta), Kyoto Club e Legambiente, che hanno redatto il dossier “L’Italia non è un paese per bici“.

Bicicletta, Italia fanalino di coda dell’Europa

L’Italia è il fanalino di coda dell’Europa in fatto di ciclabilità. Helsinki sta ad una media di 20 km di piste ciclabili per 10mila abitanti; Amsterdam si attesta a 14 km e Copenaghen a 8.

La media delle città italiane è invece, in base ai dati Istat, di 2,8km di piste ciclabili ogni 10mila abitanti. E il dato è estremamente eterogeneo tra nord e sud. Se infatti l’Emilia Romagna fa registrare tra una media di 12-15 km nei capoluoghi di Modena, Ferrara e Reggio Emilia, il centro-sud batte tutti con 0 Km in vari capoluoghi.

Per colmare il divario l’Italia dovrebbe realizzare 21.000 km di piste ciclabili entro il 2030.

Città ciclabili: scatta la petizione

Iniziamo a investire nel futuro che vorremmo per noi e per i nostri figli: rendiamo le nostre città (davvero) ciclabili. Non domani, oggi“. E’ la proposta delle ong che hanno lanciato una petizione online per sensibilizzare il governo a stanziare nuovi fondi e ad aumentare gli investimenti per la ciclabilità.

La proposta delle organizzazioni è rivolta al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Mit) e al nuovo Parlamento. Si tratta di integrare il Piano Generale della Mobilità Ciclistica, approvando un piano straordinario di investimenti. Lo stanziamento richiesto è di 500 milioni di euro all’anno fino al 2030.

La petizione si chiama Vogliamo #CittaCiclabili, per una “città in cui pedoni e ciclisti hanno la priorità, in cui i bambini tornano a giocare per strada, e in cui si può tornare a respirare aria pulita“.

Ching: il libro divinatorio dei mutamenti 

ching, mani che generano una fiamma
ching, mani che generano una fiamma

Il Ching è un sistema di divinazione cinese che affonda le sue radici sulle tradizioni sciamaniche mongole. Considerato da Confucio un “libro di saggezza”, ancora oggi fa parte del bagaglio culturale orientale.

Ching: storia del libro della “saggezza”

Ching (易經T, 易经S, Yìjīng), conosciuto anche come Zhou Yi 周易 o “I mutamenti della dinastia Zhou”, è molto probabilmente il più antico testo classico cinese.

La sua prima versione risale al 3000 a.C.

Antecedente alla nascita del primo Impero cinese, sopravvisse alla distruzione delle biblioteche operata dal Primo imperatore, Qin Shi Huang Di.

In Occidente, il sistema è stato reso noto nell’Ottocento.

In realtà, già nel Seicento esistevano dei resoconti dei Gesuiti sul libro. I religiosi avevano infatti decodificato il testo per rivelarne la verità universale cristiana. Nella loro interpretazione, l’esagramma, numero uno era Dio; due era il secondo Adamo, cioè Gesù; tre era la Trinità; otto erano i membri della famiglia di Noè e così via.

Il testo, incontrò tuttavia la resistenza della Chiesa Cattolica e del Papato, pertanto non fu possibile diffonderne la conoscenza. 

Nel Settecento, scienziati, filosofi e matematici si resero conto che il sistema binario aveva una sua logica. Fu così che grazie alle missioni anglicane e protestanti in Cina, nel 1854 il libro venne tradotto.

La prima pubblicazione, in lingua inglese, avvenne tuttavia solo qualche anno dopo: nel 1882, ad opera del canonico Thomas McClatchie, un religioso anglicano di Hong Kong

Ching composizione del testo 

Il testo è suddiviso in due parti:lo jing o“classico” e zhuan 傳 o “commentario”. La prima parte conta sessantaquattro unità, basate su un esagramma (gua 卦). Questo è composto da sei linee continue, rappresentanti il principio yang o interrotte, rappresentanti il principio yin. 

Ogni esagramma ha la sua spiegazione ( 卦辞 guaci), accompagnata dalla spiegazione delle singole linee costituenti il trigramma chiamate 爻辞 yaoci.

Utile a questo punto ripercorrere le tappe della sua nascita e i successivi mutamenti.

Origine mitologica del Ching

Secondo una leggenda, i sistema divinatorio fu inventato nel 1000 a.C. dall’eroe Fu Xi, un drago o un serpente dal volto umano, che studiava gli schemi della natura nel cielo e sulla terra.

Egli analizzava e interpretava i segni che provenivano dagli uccelli, le incisioni sulle rocce, il movimento delle nuvole e la disposizione delle stelle. 

Si rese conto che tutto poteva essere ridotto a otto trigrammi, ciascuno composto da tre linee piene o spezzate, lo yin e lo yang, l’eterno dualismo che guida l’universo.

I trigrammi rappresentavano, rispettivamente:

Paradiso – Il creativo

Terra – Il Ricettivo

Tuono – L’eccitazione

Acqua – L’Abissale

Montagna – Stare fermi

Vento – Il gentile

Fuoco – L’attaccamento

Lago – Il gioioso

Da questi elementi costitutivi del cosmo, Fu Xi riusciva a divinare ogni aspetto della società. 

Fra mito e leggenda 

Intorno all’anno 1050 a.C., l’imperatore Wen, fondatore della dinastia Zhou, raddoppiò i trigrammi in esagrammi. Numerando e disponendo tutte le possibili combinazioni, si ottennero pertanto 64 esagrammi, ognuno dei quali aveva un proprio nome.

Per ogni linea degli esagrammi scrisse degli oracoli divinatori, noti come i “Giudizi”

Suo figlio, il duca di Zhou, un poeta, aggiunse interpretazioni gnomiche (moralistiche) conosciute come le “Linee”.

Intorno all‘800 a.C. quella che era solo una tradizione orale, prese forma di testo scritto. Il libro divenne noto come Zhou Yii mutamenti della dinastia Zhou”

Con l’ascesa del confucianesimo, furono aggiunti i commentari delle “Dieci ali”, trasformando lo Zhou Yi, da un manuale strettamente divinatorio a un testo filosofico ed etico.

Cleromanzia: dal guscio di tartaruga alle monete

Inizialmente, la divinazione avveniva consultando i segni sui gusci di tartaruga. 

Ad analizzarli era un oracolo esperto, che svelava il responso a un sacerdote.

Successivamente, si passò a un metodo più “terra terra”, cui potevano ricorre anche le persone comuni: il sistema di monete o steli di achillea delle piante ritenute sacre. 

Tre monete, con numeri assegnati a testa o croce, venivano lanciate contemporaneamente; la somma risultante indicava una linea continua o tratteggiata; sei lanci di monete producevano così un esagramma.

Come si ottengono i responsi Ching? 

Per divinare bisogna cercare di capire la struttura. 

Nel diagramma esiste una partenza, che è una “coscienza indifferenziata”.

Da questa parte una spinta immediata, la “conoscenza limitata”, formata da i due simboli tao yin e yang, che sono due forze contrarie ma complementari.

Pertanto, ciascuno dei sessantaquattro esagrammi del Ching è la combinazione di due elementi o attributi. Questa combinazione è come un composto chimico o un’equazione matematica, che galvanizza o produce un nuovo attributo. Ad esempio, Fuoco + Lago = Rivoluzione o Tuono + Cielo = Innocenza.

Nel caso di coppie, come Cielo + Cielo = Il Creativo, l’attributo, che è potere creativo, o energia benevola, è composto. Un’altra coppia è Terra + Terra = Il Ricettivo, che è la capacità di cedere, accettare e nutrire.

Ching: unione di microcosmo e macrocosmo

Il libro del Ching ha rappresentato per secoli la guida essenziale dell’Universo, le “basi della realtà” in cui tutte le parti, il microcosmo, sono interconnesse con l’Uno. 

Era al contempo uno strumento per la meditazione sul Cosmo e un metodo che svelava ciò che sarebbe stato di buon auspicio o infausto per il futuro.

  • I 64 esagrammi divennero le categorie di base per innumerevoli discipline; 
  • I “Giudizi”, il nocciolo di ogni pensiero da elaborare;
  • Le “Dieci ali” rappresentarono i più preziosi consigli per i governanti.

Insegnamenti del Ching

Alcune delle qualità essenziali che il Ching insegna sono: modestia, pace, moderazione, indipendenza, umiltà, accettazione, consapevolezza. E ancora: adattabilità, innocenza, semplicità, distacco, perseveranza, sincerità, gioia, equanimità, pazienza, apertura. Afferma il valore della devozione alla verità interiore, compassione, neutralità e coscienziosità. 

Il testo insegna anche le influenze negative associate all’ego: paura, ansia, rabbia, desiderio, arroganza, aggressività, asprezza, astuzia, orientamento agli obiettivi e avidità.

Fonti 

I Ching. Il Libro dei Mutamenti- Richard Wilhelm

Ricoveri Covid, risalgono le terapie intensive: +77%

pasticche che formano la scritta covid 19
pasticche che formano la scritta covid 19

Dopo una recente diminuzione, torna a salire la curva dei ricoveri Covid. Cambia la percentuale delle terapie intensive con un picco in salita del 77%. Stando ai valori assoluti però i numeri ridimensionano la visione e la rendono meno drammatica: is è passati infatti da 18 a 32 pazienti ricoverati nelle terapie intensive.

Tuttavia è il trend che spaventa. Invece di diminuire, la tendenza è in costante aumento. Torna infatti a salire anche il numero dei pazienti ricoverati nei reparti ordinari: nell’ultima settimana si è passati da 487 a 595 pazienti ricoverati (+22,2%). I dati sono quelli relativi alla rete Fiaso, Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere relativi al periodo 16-22 novembre rispetto al periodo 9-15 novembre.

Fa notare la Fiaso che “si tratta del primo significativo incremento, al di là di qualche lieve assestamento verificatosi ad ottobre, dopo quattro mesi quasi continui di calo progressivo dei posti letto occupati negli ospedali“.

Ricoveri Covid, il virus è tornato a circolare

I numeri testimoniano dunque una ripresa della circolazione del virus, già registrata dall’aumento dei contagi. Con il cambio di stagione e l’arrivo del freddo – rileva il presidente Fiaso, Giovanni Miglioreha ripreso a circolare ampiamente il virus; insieme ai contagi, sono tornati a crescere anche i ricoveri.

Il vaccino, però, rappresenta uno scudo di protezione importante e offre una protezione valida dalle conseguenze gravi del Covid. A finire in ospedale con sintomi respiratori tipici della malattia da Covid – nota Migliore – infatti, sono quasi sempre anziani e fragili che dovrebbero ricevere la quarta dose. Invece, come vediamo dai ricoveri in ospedale, non l’hanno fatta.

La campagna vaccinale per il secondo booster va a rilento nonostante sia partita ormai da mesi. Ben il 65% della platea di destinatari, stando ai dati ministeriali, non ha ancora fatto la quarta dose. È importante accelerare per tutelare i più vulnerabili; ed evitare che le corsie degli ospedali tornino a riempirsi“.

A rilento la campagne vaccinale, anche contro l’influenza

Se viaggia a rilento la campagna vaccinale contro il Covid, altrettanto sta facendo anche quella contro l’influenza stagionale. Corrono invece i contagi, con una incidenza che è arrivata già a 6,6 casi per mille abitanti. Si tratta di numeri che di solito si riscontrano a gennaio e che invece sono arrivati con un anticipo di circa due mesi.

A sottolinearlo è il professor Paolo Bonanni. Il prof. Bonanni è componente del gruppo ‘Vaccini e Politiche Vaccinali’ della Società italiana di Igiene ed ha partecipato a una recente sessione del Congresso SIMG (Società Italiana di Medicina Generale).

Oggi siamo a un livello di incidenza che solitamente si riscontra intorno alla prima settimana di gennaio: siamo in anticipo di quasi 2 mesi. Questo non significa che si debba avere un andamento simile a quello che si avrebbe a gennaio, ma è comunque un motivo di allarme. E rappresenta un invito a procedere con le vaccinazioni quanto prima. In questa prima fase abbiamo riscontrato una lentezza nelle adesioni. Eppure le previsioni per l’influenza non lasciano ben sperare: non solo la curva epidemica ha già iniziato a salire in maniera importante, ma a causa della limitata circolazione negli ultimi due anni la diffusione potrebbe essere superiore rispetto agli anni pre-pandemici, mentre l’abbandono delle misure di distanziamento potrebbe favorire la diffusione di tutte le infezioni alle vie respiratorie, come influenza, COVID-19, virus respiratorio sinciziale“.