Venerdì 14 marzo 2025 alle ore 18:00 si svolgerà il Primo Convegno a Pomezia per le Vittime del dovere. Con i patrocini della città di Pomezia, dell’ Osservatorio Vittime del lavoro ed Equiparati Vittime del dovere e dell’Accademia della Legalità.
Con la presenza del sindaco di Pomezia Veronica Felici, l’evento è a cura di Nicola Zara e Francesco Grimaldi. Modera la Presidente dell’Accademia della LegalitàPaola Vegliantei.
Ospiti Andrea De Priamo (Senatore fratelli d’Italia) Avv. Ezio Bonanni (Presidente ONA – Osservatorio Nazionale Amianto) Colonnello Carlo Calcagni (Coordinamento ONA Vittime del dovere)
L’impegno di ONA per le Vittime del Dovere
Da sempre ONA – Osservatorio Nazionale Amianto è da sempre impegnato nella tutela delle Vittime del dovere. Questi ultimi sono tutti coloro che hanno subito lesioni e/o danni fisici e infermità che in alcuni casi ne hanno causato anche la morte. La riconducibilità di questi danni è legata al servizio. In particolare, in alcune condizioni ed attività specifiche, identificate nell’art. 1, comma 563, della Legge 266 del 2005.
In particolare, nel contrasto ad ogni tipo di criminalità, nello svolgimento di servizi di ordine pubblico, vigilanza ad infrastrutture civili e militari, operazioni di soccorso, attività di tutela della pubblica incolumità. In più sono tutelati anche coloro che hanno subito danni nel corso di missioni internazionali.
Poi ci sono i c.d. equiparati alle vittime del dovere. Si tratta di quei soggetti che hanno svolto la loro attività nell’esecuzione di un dovere, ovvero nel servizio, in particolari condizioni, tra cui quelle ambientali ed operative. In particolare, ci riferiamo all’esposizione ad amianto, radiazioni e nanoparticelle per utilizzo di proiettili all’uranio impoverito, vaccini contaminati, etc.. Queste condizioni di rischio hanno provocato vere e proprie epidemie tra i nostri militari e anche tra coloro che hanno svolto altre attività nel Comparto Pubblico.
L’ONA tutela tutti coloro che hanno subito infermità anche letali. In particolare, per coloro che sono stati esposti a polveri e fibre di amianto, nanoparticelle e radiazioni da uranio impoverito, etc. La tutela è riconosciuta a tutti coloro che, come dipendenti pubblici del Ministero della Difesa (Marina, Esercito, Aeronautica e Carabinieri) e del comparto sicurezza (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia Municipale, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza), hanno subito dei danni. In ogni caso, le malattie per causa di servizio, per infermità, fino al decesso, sono causate da esposizioni a cancerogeni, patogeni e tossico nocivi. L’amianto è principale fattore di rischio.
Amianto e giustizia: un milione di euro alla famiglia di un militare morto per mesotelioma
DOPO ANNI DI BATTAGLIE LEGALI, IL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA HA EMESSO UNA SENTENZA DEFINITIVA CHE CONDANNA IL MINISTERO DELLA DIFESA A RISARCIRE CON UN MILIONE DI EURO LA FAMIGLIA DEL SOTTOCAPO NOCCHIERE CLEMENTE CRISCI, DECEDUTO NEL 2015 PER UN MESOTELIOMA PLEURICO CAUSATO DALL’ESPOSIZIONE ALL’AMIANTO DURANTE IL SERVIZIO NELLA MARINA MILITARE. L’AVVOCATO EZIO BONANNI, PRESIDENTE DELL’OSSERVATORIO NAZIONALE AMIANTO E LEGALE DELLA FAMIGLIA, HA DEFINITO LA SENTENZA «UN PUNTO DI SVOLTA»
Amianto in Marina. Il caso Crisci: storia di ingiustizia e sofferenza
Clemente Crisci, originario di Maddaloni (Caserta), aveva prestato servizio nella Marina Militare tra il 1966 e il 1971, un periodo in cui molte unità navali della flotta italiana erano ancora costruite con materiali altamente pericolosi. Nello specifico, le navi su cui fu imbarcato contenevano elevate concentrazioni di amianto, una sostanza che, una volta inalata, può causare malattie polmonari gravissime, tra cui il mesotelioma pleurico, un tumore particolarmente aggressivo e letale.
Per cinque anni, il marinaio visse e lavorò in ambienti saturi di fibre di asbesto, senza alcun tipo di protezione individuale. Gli spazi più contaminati erano i locali motori, i corridoi, i rivestimenti delle condotte di scarico e persino gli ambienti destinati alla vita quotidiana dell’equipaggio. Le particelle killer, disperse nell’aria e invisibili a occhio nudo, venivano inalate continuamente dai militari a borso, aumentando drasticamente il rischio di sviluppare patologie letali nel corso degli anni.
In effetti, nel 2014, oltre quarant’anni dopo la fine del servizio militare, Crisci ricevette la terribile diagnosi: mesotelioma pleurico. La sua battaglia legale iniziò subito dopo, con la richiesta di riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittima del dovere, diritti che gli sarebbero spettati per legge. Tuttavia, il ministero della Difesa negò inizialmente ogni responsabilità, costringendolo a intraprendere un lungo e doloroso iter giudiziario.
Clemente Crisci morì il 19 agosto 2015, senza aver ottenuto alcun riconoscimento ufficiale da parte dello Stato per i danni subiti a causa della sua esposizione all’amianto.
L’iter legale: un percorso lungo e sofferto
Il presidente dell’ONA, avv. Ezio Bonanni
Nel 2018, la Commissione Medica Ospedaliera (CMO) di Roma certificò ufficialmente il legame tra l’esposizione all’amianto durante il servizio militare e la malattia che aveva portato alla morte di Crisci. L’anno successivo, nel 2019, anche il Comitato di Verifica del Ministero della Difesa confermò il riconoscimento.
Nonostante queste conferme ufficiali, la famiglia del militare dovette continuare a combattere per ottenere un risarcimento adeguato. La causa legale si trascinò per anni, fino alla recente sentenza del Tribunale Civile di Roma, che ha condannato il Ministero della Difesa a pagare un risarcimento di un milione di euro alla vedova e alle due figlie.
Il presidente ONA, l’avvocato Ezio Bonanni, che ha seguito il caso dall’inizio, ha commentato con parole cariche di emozione e di denuncia:
«Ricordo Clemente Crisci gravemente malato. Era molto scettico nella possibilità di ottenere il riconoscimento contro il Ministero della Difesa. Si riteneva tradito come uomo, cittadino e militare e sapeva di dover morire. Ricordo un’ultima telefonata prima della sua morte. La voce lasciava trasparire la fame d’aria e d’ossigeno. Dopo la sua morte, in un’assemblea di vittime dell’amianto che si è tenuta a Napoli, intervennero la vedova ed una delle orfane. Ricordo il loro sconforto, la loro tristezza e anche la loro disperazione. Eravamo impotenti davanti a questa morte e anche al colosso dello Stato e della Marina Militare, che all’epoca non avevano ancora riconosciuto il diritto. Ora abbiamo ottenuto una sentenza passata in giudicato. Questo non restituirà la vita a Clemente, né lo restituirà ai loro familiari, tuttavia è un punto importante di svolta perché imporrà la definitiva bonifica delle navi della marina dall’amianto e quindi salverà vite umane».
Amianto nella Marina Militare: un problema sistemico
Il caso di Clemente Crisci non è isolato. L’amianto è stato ampiamente utilizzato nelle costruzioni navali fino agli anni ’90, e centinaia di militari italiani hanno subito esposizioni prolungate e non protette.
Molti di loro hanno sviluppato gravi patologie asbesto correlate. La lentezza nel riconoscere le malattie professionali legate al pericoloso minerale ha costretto molte famiglie a lunghi contenziosi legali contro lo Stato per ottenere giustizia.
Negli ultimi anni, numerose sentenze hanno condannato il Ministero della Difesa a risarcire le vittime e i loro familiari, ma il problema resta ancora aperto. L’Osservatorio Nazionale Amianto, guidato da Ezio Bonanni, continua a denunciare la mancanza di un piano di bonifica completo. Per le unità navali della Marina Militare e la necessità di maggiori tutele per gli ex militari esposti a questa sostanza mortale.
Una vittoria amara, ma un segnale di speranza
La sentenza che riconosce il risarcimento alla famiglia di Clemente Crisci rappresenta un’importante vittoria legale, ma arriva troppo tardi per l’uomo che ha sacrificato la sua salute al servizio dello Stato.
La sua storia è un simbolo della negligenza istituzionale che per decenni ha ignorato i rischi dell’amianto, lasciando migliaia di militari esposti senza protezione. Tuttavia, grazie a battaglie come questa, qualcosa sta cambiando.
La speranza è che la morte del sottocapo nocchiere non sia stata vana e che, grazie alla sua storia, nessun altro militare debba mai più subire lo stesso destino.
Il cancro è il tumore maligno, patologia per cui vi è una crescita in eccesso del tessuto, una massa, che può provocare la morte. Cancro e tumore sono sinonimi.
Che cosa è un tumore? Questo massa neoplastica, detta neoplasia, deriva dal greco νέος, nèos, «nuovo» e πλάσις, plásis, «formazione». Cos’è neoplasia? Identifica la malattia, detta anche tumore (etimologia cancro deriva anche da tumore etimologia, cioè dal latino tumor, «rigonfiamento»).
L’ epidemia di cancro nel 2022 e le azioni dell’ONA
Se da una parte il numero dei casi rimane stabile il numero dei casi di decesso è in leggero ribasso. Infatti, l’ONA stima che nel 2021 il numero dei decessi sono stati circa 100 mila per gli uomini e 81mila per le donne. Questo al netto dell’epidemia Covid- 19, perché se si sommano i due effetti, i numeri sono stati superiori.
Una neoplasia cos’è e come si forma un tumore maligno? Definita tumore e cancro, la malattia riguarda la crescita incontrollata, priva di coordinazione di un gruppo di cellule, causata dall’alterazione del patrimonio genetico.
Per cui, queste malattie possono essere classificate in base alle loro caratteristiche. In primo luogo, per il cancro definizione nasce su base istologica. Quindi, in base alle cellule proliferate: i tumori epiteliali, mesenchimali, le cellule del sangue e quelle del tessuto nervoso. In secondo luogo, la classificazione distingue, in base all’aggressività, i tumori benigni, non cancerosi, rispetto ai tumori maligni, che sono cancerosi.
Quest’ultimi sono definiti cancro tumore. Inoltre, la classificazione dei tipi di cancro risponde anche allo stadio della malattia, cioè alla stadiazione tumorale, detta anche classificazione TNM, in ordine ai tumori maligni.
In altri termini, la definizione di cancro è priva di univocità, poiché i tumori sono di diversi tipi. Perciò è difficile stabilire tumore cos’è. Tuttavia sono legati anche a cause tumori. Tra queste, oltre agli stili di vita, anche le esposizioni ambientali e lavorative. In sostanza, tutti i tipi di cancri hanno un caratteristica comune, il fatto che, ad un certo punto, una cellula dell’organismo impazzisce. Così, perde alcune sue proprietà e comincia a moltiplicarsi contro ogni regola.
Per rispondere alla domanda: il cancro cos’è? La malattia cancro, dal lat. căncru(m) ‘granchio’, perché le ramificazioni del tumore ricordano le zampe di un granchio, perciò il termine riconduce a come è fatto un tumore. Questa origine del termine si differenzia dalla etimologia tumore, ma rispecchia la stessa definizione di neoplasia tumore.
Come capire se si ha un tumore? E perchè viene il cancro? La malattia tumorale può essere ereditaria o provocata da fattori ambientali.
Fattori ereditari e genetici delle neoplasie
Perchè vengono i tumori? Ma soprattutto, come si forma il cancro? Secondo i ricercatori, alla base di tumore cause, ci sono alcuni tratti del DNA che amplificano la probabilità di contrarre un tumore. Quindi la causa primaria del cancro è una predisposizione genetica. Ci sono, all’interno di ogni cellula anche dei geni in grado di impedire che il meccanismo tumorale si inneschi.
Tuttavia, quando le cellule impazziscono e iniziano a dividersi in cellule con lo stesso difetto, le cellule sane sono soppiantate dalle cosiddette cellule neoplastiche. Ecco come vengono i tumori.
Il tumore maligno e benigno: le differenze
La caratteristica che accomuna entrambi i tumori è la proliferazione delle cellule. Ma le cellule neoplastiche cosa sono? Mentre le cellule di un tumore maligno si staccano e invadono i tessuti vicini, quelle del tumore benigno rimangono circoscritte nell’organo in cui si è sviluppato.
Quindi, il tumore maligno si propaga verso altri organi vitali e ne compromette la funzionalità( polmoni, fegato, cervello). Questo processo prende il nome di metastatizzazione del cancro maligno e, quando si arriva alla metastasi, che è la fase più avanzata del processo tumorale, spesso è causa di morte.
Altre cause che provocano il tumore
Come viene un tumore? Tra le cause del tumore cancro per l’ 80%, secondo gli studi, vi sono i fattori ambientali. Per fattori di rischio tumori di tipo ambientale si intendono il cibo, il fumo, l’alcol e eccessivo uso di farmaci. In più per tumori cause ulteriori sono droghe, vita sedentaria e altro.
Inoltre, un ruolo fondamentale lo assumono le esposizioni ambientali e lavorative. È la causa tumore primaria, come quello del polmone. Tant’è vero che, anche dopo la riduzione del numero dei fumatori, queste neoplasie dell’apparato respiratorio sono in costante aumento.
Cancro cause: quali sono gli agenti cancerogeni?
Come nasce un tumore e cos’è? Le sostanze che provocano la malattia del cancro sono definite cancerogene. Quindi, i cancerogeni sono tutti quegli agenti nocivi che sono cause tumore o cancro. Agente maligno identifica alcol, benzene o anche la naftalina usata come antitarme negli armadi. Anche farmaci quali la ciclosporina etc.. Tutte queste sostanze sono cancerogene, e inserite nel gruppo 1 dello IARC – Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Quest’agenzia si occupa anche di rendere una classifica degli agenti cancerogeni (o carcinogeni) che possono provocare il cancro.
Le sostanze del gruppo 1 sono quelle certamente cancerogene. Inoltre ci sono quelle del gruppo 2A, per le quali vi sono sufficienti evidenze di cancerogenicità per l’uomo. Segue il gruppo 2B quando le prove sono limitate. Poi ci sono le sostanze del gruppo 3, dove non ci sono sufficienti prove, nel gruppo 4 vengono inserite le sostanza prive di attività cancerogena.
Definizione tumore e cancerogeni umani certi
Come capire di avere un tumore? I cancerogeni umani che provocano con certezza il cancro o tumore (inserite nel gruppo 1 IARC), sono circa 120 agenti. Poi, ci sono tutte le altre sostanze, tra le quali quelle del gruppo 2A carcinogeni probabili per l’uomo, che sono 82. Inoltre, ci sono i possibili carcinogeni, che sono 302 sostanze ( gruppo 2B).
Invece, il gruppo 3, quello delle sostanze non classificabili come carcinogene, sono circa 501. Così, per quanto riguarda il gruppo 4, quello delle sostanze probabilmente non carcinogene per l’uomo, è inserita una sola sostanza. Si tratta del nylon.
Risulta, quindi, che la classificazione è assai limitata, perché l’agenzia ha classificato solamente un limitato numero di sostanze come la causa del cancro. Infatti, molte altre non risultano essere state attenzionate nonostante siano state largamente impiegate.
Le cause del cancro: cancerogeni chimici, fisici e virali
Tra le cause dei tumori, come abbiamo già anticipato, ovvero del tumore maligno, ci sono anche le sostanze cancerogene. Infatti, molto spesso la causa dei tumori è l’esposizione prolungata ad agenti cancerogeni, di origine chimica, fisica o virale.
In più occasioni, questi agenti cancerogeni agiscono in sinergia, moltiplicando il rischio e la lesività per la salute umana. Per questo motivo, l’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, e l’Avv. Ezio Bonanni, di fronte all’aumento del numero di casi di tumori, insistono sulla prevenzione primaria. Quest’ultima consiste nell’evitare ogni forma di esposizione cancerogena. Solo così può essere tutelata la salute, a maggior ragione, rispetto a malattie che in molti casi, provocano gravi lesioni e in molti casi la morte.
Amianto e cancro: prevenzione e cura
Uno degli agenti cancerogeni più lesivi per l’essere umano, che causa tumori, è l’amianto, chiamato anche asbesto. Questi due termini, in realtà, sono sinonimi, e identificano quei minerali fibrosi che provocano infiammazione e cancro. Questi minerali di amianto sono cancerogeni come ribadito anche nell’ultima monografia IARC. In questi ultimi anni, e anche nel 2021, il numero dei casi di patologie asbesto correlateè stato in costante aumento.
Purtroppo, fino all’entrata in vigore della L. 257/92, l’amianto ha avuto un largo utilizzo in Italia. Per questi motivi, e tenendo conto anche dei lunghi tempi di latenza, l’epidemia si sta manifestando in questi anni, con crescente numero di casi. Il quadro epidemiologico di rischio è stato tracciato dall’Avv. Ezio Bonanni ne “Il Libro Bianco delle Morti di Amianto in Italia – ed 2024”.
Non solo i cancri da amianto, ma anche tutte le altre neoplasie, comprese quelle maligne, sono in costante aumento, compresi i casi di microcitoma e di adenocarcinoma. Questi tumori del polmone sono in costante aumento perché sono multifattoriali, e l’amianto agisce in sinergia con gli altri cancerogeni. Per questi motivi, è fondamentale la prevenzione primaria, oltre alla sorveglianza sanitaria (prevenzione secondaria).
Mesotelioma: cancro dell’amianto
Il connubio cancro e asbesto assume la plastica evidenza nei casi di mesotelioma, tra i quali, in particolare il mesotelioma pleurico, il tumore più letale. Questo tipo di neoplasie mesoteliali sono legate esclusivamente all’esposizione a minerali di asbesto e possono essere prevenuti soltanto evitando le esposizioni. Infatti, purtroppo, anche poche fibre possono provocare questa neoplasia primaria, asbesto correlata, che ha un’alta incidenza di mortalità. È quindi quasi sempre una forma di tumore mortale.
Poiché i mesoteliomi sono asbesto correlati, dose dipendenti, è fondamentale comunque se non evitare, quantomeno abbattere i livelli espositivi. Al fine di prevenire sia il mesotelioma che le altre malattie amianto correlate, l’ONA ha istituito l’App amianto. Questo strumento è fondamentale per la mappatura e soprattutto per la bonifica amianto. Si segnalano i siti, e allo stesso modo, si evita l’esposizione e si favorisce lo smaltimento.
Inoltre, anche in seguito alla specifica normativa sulla sicurezza sul lavoro, è possibile tutelare la salute nei luoghi di lavoro, in ordine a questo, come agli altri rischi. Infatti, come detto, i luoghi di lavoro sono quelli a più alto rischio per l’uso dell’amianto e di altri cancerogeni.
Cancro e uso di materiali in Eternit
Purtroppo, questi minerali di amianto, in particolare il crisotilo, sono stati utilizzati in tutti i settori, compreso quello delle costruzioni edili.
Quindi, tutte le strutture di civile abitazione, i capannoni industriali e persino le tubature dell’acqua, sono state realizzate in cemento amianto.
Inoltre, in alcuni casi, come nell’impiantistica, l’amianto è stato utilizzato anche in matrice friabile. Il fatto stesso che dopo la messa al bando con la Legge 257/92, non siano state effettuate le bonifiche ha aggravato la situazione.
I materiali in eternit, che è sinonimo dell’omonima multinazionale, con il tempo diventano friabili. Si pensi alle stesse onduline che sottoposte agli agenti atmosferici, danno comunque rilascio di fibre. Inoltre, le stesse coibentazioni sono state realizzate in materiale friabile.
Altri agenti cancerogeni come cause di tumore
Tra gli altri agenti cancerogeni, ambientali e lavorativi, vi sono le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, tra queste anche quelle prodotte da gas radon. Inoltre, ci sono tutti i nuovi agenti chimici e i fattori legati all’inquinamento. Per questi motivi, anche la tutela dell’ambiente è fondamentale nella lotta contro il cancro.
Uno dei settori più ad alto rischio è proprio quello delle Forze Armatee del comparto sicurezza, sia per il rischio amianto che per l’uranio impoveritoe per alcune pratiche vaccinali. Infatti, i vaccini somministrati molto spesso contenevano additivi e metalli pesanti. Quest’ultimi hanno aggravato gli effetti delle esposizioni ad altri cancerogeni.
Le diverse tipologie esistenti di cancro
Le malattie neoplastiche quali sono? In base a dove si sviluppa la massa tumorale, si distinguono varie tipologie di cancro. Esse si differenziano anche per la velocità di sviluppo tumore, per le chance di sopravvivenza e per i sintomi di tumore. Infatti, a seconda dell’organo colpito, si differenziano anche le terapie possibili a cui sottoporre il paziente per aumentare le possibilità di sopravvivenza e guarigione.
In questi ultimi anni, sia in Europa che in Italia, si assiste ad un sostanziale aumento del numero dei casi di cancro. In più, l’emergenza epidemiologica è ancora più grave poiché ha avuto un’alta incidenza l’epidemia di Covid-19. Non solo perché i malati di cancro sono soggetti fragili, ad alto rischio di soccombere a causa del virus, ma anche perché l’epidemia ha rallentato gli screening.
Quindi, purtroppo, assistiamo ad un ritardo nella diagnosi e agli ostacoli cancro cura. Infatti rispondere alla domanda “come accorgersi di un tumore” è sempre più difficile. Sul sito del Ministero della Salute sono riportate tutte le statistiche sul numero dei tumori in Italia nel 2021. Nell’ultimo anno, sono stati diagnosticati circa 400.000 casi di tumore in Italia, in prevalenza negli uomini: tutto ha risentito anche della epidemia ancora in corso.
Cura cancro: chirurgia, chemioterapia e radioterapia
Come si cura il cancro? Coloro che, purtroppo, hanno ricevuto la diagnosi di neoplasia maligna, si trovano in una situazione molto delicata. Infatti, l’indice di mortalità per chi riceve tale diagnosi, in alcuni casi è molto elevato. Nonostante il progresso della medicina e dell’efficacia dei trattamenti per la cura del cancro, l’indice sfiora il 50%.
Quindi, l’indice di mortalità del cancro può essere abbattuto prima di tutto evitando le esposizioni cancerogene, poi con le capacità terapeutiche. Nuovi protocolli, ricerca scientifica, nuovi investimenti nella sanità pubblica.
In Italia esiste un sistema sanitario universalistico, riservato cioè, a tutti i cittadini. L’ONA, in questo contesto, svolge il suo ruolo sussidiario nell’assistenza sanitaria gratuita per coloro che sono vittime amianto.
Chirurgia come cura del cancro
Come si cura un tumore? Uno degli approcci più efficaci per la cura al cancro è proprio la chirurgia che però deve essere praticata solo quando ha significative possibilità terapeutiche. In sostanza, quando determina maggiori aspettative di vita e a migliori condizioni. In caso contrario, si sconsiglia questo approccio. La decisione è rimessa alle valutazioni dell’oncologo e del chirurgo. E’ influenzata, inoltre, dallo stadio della malattia tumore, dal tipo istologico, dalle con dizioni del paziente.
Chemioterapia nella cura del cancro
L’altro strumento terapeutico fondamentale è costituito dalla somministrazione di farmaci chemioterapici: la chemioterapia. Questa terapia, chemo-, da chemical, “chimico” dal greco θεραπεία, therapèia, “terapia” si basa sulla somministrazione di sostanze in grado di “aggredire” le cellule nella maniera più mirata possibile. Nello specifico di impedire la moltiplicazione e replicazione delle cellule cancerogene.
In questi ultimi anni, l’approccio chemioterapico è stato coniugato con la chirurgia anche per quanto riguarda la cura del mesotelioma. Tanto è vero che le nuove linee guida del protocollo cura mesotelioma ne hanno tenuto conto. Inoltre, grazie anche all’impegno del Prof. Marcello Migliore, è stata applicata anche nel corso delle operazioni chirurgiche. Così nella chirurgia toracica è stata applicata la chemioterapia intra pleurica. Con questo nuovo approccio, sono aumentati i casi di sopravvivenza a 5 anni e a migliori condizioni, sia per il tumore dei polmoni che per il mesotelioma. Quindi, le aspettative di vita per questi cancri sono aumentate.
Radioterapia nella cura del cancro
Un ulteriore approccio è quello della radioterapia. Con questa forma di terapia, si intende un trattamento localizzato ed indolore, che irradia, mediante radiazioni ionizzanti, provocando la necrosi delle cellule tumorali.
Immunoterapia: nuove frontiere della cura del cancro
Uno degli approcci più recenti nella strategia della cura del cancro è quello immunoterapico. Infatti, l’immunoterapiapotenzia il sistema immunitario. Così quest’ultimo, agisce impedendo alle cellule tumorali di eludere il nostro sistema di difesa. Così, il nostro sistema immunitario le riconosce e le attacca.
I farmaci immunoterapici sono, quindi, una vera e propria realtà terapeutica e sono già utilizzati per la cura di tumori del polmone, quelli della vescica e i melanomi. Nel tempo, è auspicabile che le frontiere dell’immunoterapia siano ampliate per costituire un’altra freccia nella battaglia contro il cancro.
Nuove cure sperimentali per il cancro
Negli ultimi periodi, sono stati raggiunti importanti risultati nella terapia del cancro, oltre alla immunoterapia. Inoltre, è fondamentale verificare perché i tumori sfuggono dal controllo del sistema immunitario, e perché sono resistenti alle terapie.
Tra le diverse terapie “Gli organoidi stanno già rivoluzionando la ricerca sul cancro permettendoci di sperimentare nuovi farmaci e capire se sono efficaci”. Così, spiega il coordinatore dello studio Chris Tape. Ora l’applicazione di “questa nuova tecnica ci aiuta a capire perché un trattamento funziona o no, rivelando con un dettaglio senza precedenti come le cellule parlano fra loro.
Ascoltarle tutte insieme non serve a molto: per questo i ricercatori hanno separato le singole cellule che formano l’organoide e le hanno mescolate a specifici anticorpi che permettono di catturare le molecole più importanti. Gli anticorpi, a loro volta, erano stati precedentemente legati ad atomi di metalli pesanti, per poterli separare applicando un campo magnetico una volta che il mix di cellule e anticorpi viene nebulizzato. Una sorta di spettrometria di massa, però in versione rivisitata”.
Le frontiere della ricerca sono ancora del tutto inesplorate, come è lunga la battaglia contro il cancro. Ma è sempre più vicino il giorno in cui potremo dire che “la cura del cancro esiste”.
Vincere presuppone innanzitutto, tutelare l’ambiente, farlo rimanere incontaminato, oltre a stili di vita salutistici.
Lotta al cancro: assistenza sanitaria gratuita
L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, anche attraverso questo notiziario, informa sui rischi per la salute e anche sulle nuove terapie. Non solo le news amianto, ma anche nuove frontiere nella ricerca. Tra queste l’immunoterapia, e la diagnosi precoce che è molto importante per capire come scoprire se si ha un tumore.
In questo stesso notiziario amianto possono essere formulate le richieste di assistenza medica gratuita. I nostri sanitari forniranno tutte le informazioni necessarie.
Eziologia dei tumori e tutela dei diritti delle vittime
Nello stesso modo si potrà richiedere l’assistenza legale gratuita. In caso di diagnosi di neoplasia, ed in particolare di eziologia tumori riconducibile ad alcuni cancerogeni specifici, siamo di fronte a malattie professionali. In caso di malattia professionaleoncologica si può avviare il percorso di riconoscimento dell’indennizzo INAIL e di causa di servizio.
Inoltre, in alcuni contesti, sussiste anche il diritto al riconoscimento delle vittime del dovere. Infatti chi appartiene alle Forze Armate e Comparto Sicurezza è stato spesso esposto ad agenti cancerogeni. Per esempio nella Marina Militare si riscontra la presenza di amianto nelle navi e nelle basi a terra.
Per le malattie di amianto, può essere richiesto l’accredito dei benefici contributivi. Le maggiorazioni INPS per le esposizioni ad amianto sono utili al prepensionamento.
In caso di diagnosi di cancro o di altra patologia, si può chiedere l’assistenza medica e legale gratuita dell’ONA. Questo servizio è svolto innanzitutto da personale medico su base volontaria e, se necessario, da dei consulenti. Le attività di supporto nella cura del cancro sono svolte in coordinamento con il Sistema Sanitario Nazionale che ha dato efficiente segno in questa pandemia.
Inoltre, l’ONA svolge il servizio di assistenza legale. L’attività di consulenza legale è molto importante perché permette di conoscere quali siano i diritti e come tutelarli.
La tutela legale, come quella sanitaria, possono essere richieste attraverso il numero verde 800 034 294, oppure con la richiesta scritta attraverso il form.
Il crisotilo è uno dei minerali di amiantopiù estratti della classe dei silicati di magnesio, una sottoclasse dei fillosilicati, che appartiene al gruppo del “serpentino”.
L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto è l’associazione che assiste e tutela legale vittime dell’amianto e quindi anche coloro esposti al crisotilo, dannoso per la salute.
Tutti i cittadini che pensano di correre il rischio di esposizione ad amianto possono rivolgersi all’ONA e al suo presidente, l’Avvocato Bonanni, per chiedere assistenza medicaelegale gratuita.
Crisotilo, che cos’è e come prevenire i danni alla salute
Le fibre di crisotilo sono di lunghezza variabile, oltreché soffici e setose. Inoltre, hanno elevata resistenza meccanica e flessibilità. C’è poi da considerare che questi minerali di amianto hanno anche una buona tenuta degli agenti alcalini, arrivando alla decomposizione con temperature tra i 450-700°C. Per questo motivo, è tra i minerali di amianto più diffusi.
Estrazione e utilizzo del crisotilo
Il crisotilo viene estratto anche in Italia. Precisamente i punti maggiormente fruttuosi si trovano nelle cave della Val Malenco, in alta Valtellina, e della Val di Susa.
In passato è stato utilizzato in migliaia di prodotti commerciali, per via delle sue proprietà fibrose, di incombustibilità e di bassa conducibilità termica. Spesso, infatti, veniva utilizzato non solo nelle guarnizioni dei freni delle automobili, delle caldaie e nell’isolamento per tubi, condotti, ma anche nei rivestimenti dei tetti, soffitti, pareti e perfino nella pavimentazione di case e aziende. Solo nel 1992, furono prodotti circa 28 milioni di tonnellate di prodotti in cemento-amianto in circa 100 paesi.
Il crisotilo è pericoloso per la salute?
L’amianto è un minerale fibroso dalle alte capacità di resistenza e per questo è stato molto utilizzato fino alla messa al bando nel ’92. L’asbesto – altro nome con il quale si indicano le fibre di amianto – comprende una serie di minerali, tra cui il crisotilo. La sua natura fibrosa provoca gravi conseguenze sull’organismo umano.
Anche la letteratura scientifica ha confermato che l’amianto, incluso il crisotilo, provoca gravi danni alla salute, su scala globale. Dalle esposizioni storiche, allo stesso tempo, quelle attuali, sul posto di lavoro, negli edifici pubblici, scuole e ospedali, ma anche in contesti non professionali, come abitazioni. L’inalazione dell’amianto può provocare serie patologie, spesso anche ad esito infausto.
Ogni minerale che appartiene al gruppo dell’amianto può causare malattie. Per questo anche il crisotilo, al pari degli altri anfiboli come crocidolite e amosite, provoca danni alla salute umane.
Come accade per l’asbesto, le fibre di questa sostanza scatenano prima una reazione infiammatoria, principalmente nell’apparato respiratorio, e poi iniziano il processo canceroso, che può arrivare ad estendersi anche per altri organi.
Il tentativo di occultare la pericolosità del crisotilo
Purtroppo, spesso in passato, le aziende produttrici hanno minimizzato gli effetti nocivi riconducibili al crisotilo. Anzi, hanno sempre sostenuto che, con le opportune misure di prevenzione e protezione, le esposizioni possono essere ridotte al minimo per tutto il ciclo di vita del prodotto. In questo modo, le aziende hanno sempre sostenuto che il minerale non fosse cancerogeno.
Eppure, le tesi dell’ONA hanno sempre sostenuto il contrario. Inoltre, quest’ultime sarebbero state confermate anche dall’OMS, che ha precisato come tutti gli amianti, compreso il crisotilo, sono da considerarsi cancerogeni.
Anche l’ultima monografia IARC ha confermato le medesime conclusioni. La scienza, sul rischio di sviluppare malattie umane in seguito all’esposizione a qualsiasi forma di amianto, incluso il crisotilo, è dunque inequivocabile. Tanto è vero che la stessa OMS ha affermato che sono circa 200mila ogni anno i decessi per amianto nel mondo. Solo in Italia si contano annualmente più di 7mila vittime.
Le conclusioni dell’OMS sul danno amianto
A tal riguardo, anche una scheda informativa dell’OMS ha precisato che il crisotilo può provocare il mesotelioma, colpendo diverse sierose. E non è nemmeno l’unico tumore che può causare. L’inalazione di amianto e il conseguente stato infiammatorio che provoca all’organismo umano può determinare l’insorgenza di numerose neoplasie. Tra queste, quelle del polmone e altre vie respiratorie (laringe, faringe), quelle del tratto gastro-intestinale (esofago, stomaco e colon) e delle ovaie.
L’unica soluzione valida per evitare un’esposizione all’amianto è quella della bonifica e conseguente smaltimento. Poiché nemmeno con le più rigide regole di prevenzione e protezione individuale si riuscirebbe ad evitare l’esposizione, qualora il materiale non venga totalmente rimosso. L’esistenza o il riutilizzo di materiali contenenti amianto, nelle abitazioni o luoghi di lavoro, pone ad alto rischio l’intera comunità, non solo per l’aerodispersione delle polveri, ma anche per i potenziali danni che provoca alla salute pubblica e all’ambiente. Purtroppo, anche le catastrofi naturali possono compromettere inevitabilmente qualsiasi approccio “controllato” alla giusta conservazione dei materiali contenenti amianto negli ambienti contaminati.
L’Osservatorio nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i cittadini dal rischio amianto crisotilo. Tutti i materiali di amianto sono cancerogeni. Oltre al crisotilo, vi sono altri minerali asbestiformi. Appartengono alla famiglia degli anfiboli anche la crocidolite e l’amosite. Sono tutti minerali di asbesto amianto. Amianto pericoloso è anche l’actinolide.
Le vittime che hanno subito l’esposizione professionale o ambientale a polveri o fibre di amianto, tra le quali quelle di crisotilo, hanno diritto alle prestazioni previdenziali e alle risarcimento di tutti i danni.
Le esposizione alle fibre di crisotilo provoca innanzitutto infiammazione. L’infiammazione è alla base dell’insorgenza delle placche e degli ispessimenti pleurici. Si tratta di patologie pleuriche, che spesso evolvono nel mesotelioma della pleura. Tra le patologie fibrotiche, quella più rilevante è l’asbestosi, che è la fibrosi del polmone.
In molti casi, poi, questo stato infiammatorio attiva un processo displasico e precanceroso, che dà origine, successivamente, a delle neoplasie.
Tutte queste patologie sono inseriti nella lista I dell’INAIL. L’INAIL riconosce e indennizza, oltre all’asbestosi, alle placche e agli ispessimenti pleurici, anche le malattie neoplastiche riconducibili all’esposizione ad asbesto, in particolare al crisotilo, che è il tipo di minerale che è stato maggiormente utilizzato in Italia.
Nella lista I dell’INAIL sono inseriti oltre ai mesoteliomi, quello della pleura, quello del peritoneo, quello del pericardio e quello della tunica vaginale del testicolo, anche altre neoplasie. Tra le neoplasie inserite nella lista I dell’INAIL, vi sono sia il tumore della laringe che il tumore delle ovaie. Queste neoplasie, al pari del tumore del polmone e dei mesoteliomi, devono essere sempre riconosciute e ottenere l’indennizzo INAIL o la rendita.
Infatti, il loro inserimento nella lista I realizza l’inversione dell’onere della prova, che è a carico dell’INAIL, che se non vuole indennizzare la patologie, ne deve dimostrare l’esclusiva origine extra-professionale.
Poi ci sono anche altri neoplasie come quelle della faringe, dello stomaco e del colon e, inserite nella lista due, e quella della trachea, inseriti nella lista III. Per queste ultime, l’onere della prova è a carico del lavoratore, e quindi, è ancora più importante il ruolo del medico legale, il quale deve ricostruire la condizione di rischio, redigere la prima certificazione, inoltrarla telematicamente e così da avviare il percorso di riconoscimento.
Asbesto crisotilo e Fondo Vittime Amianto
In caso di riconoscimento di danno provocato dalle fibre di crisotilo, come divertirsi altro tipo di minerale di amianto, per motivi professionali, la vittima oltre ad aver diritto all’indennizzo dell’INAIL, deve ottenere anche le prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto.
I lavoratori esposti a fibre di crisotilo, al pari di tutte le altre forme di amianto, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. Le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto sono previste dall’articolo 13 comma 8 della legge 257 del 1992.
Questo diritto si sostanzia in un prepensionamento, nella misura del 50% del periodo di esposizione ultradecennale, e, per chi è già in pensione, anche nella rivalutazione della prestazione pensionistica in godimento.
Nel caso in cui un lavoratore sia stato esposto ad amianto, tra cui le fibre di crisotilo, ed abbia subito un danno alla salute, con il riconoscimento della malattia professionale, ha diritto sempre e comunque all’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto ai sensi dell’articolo 13, comma 7, della legge 257 del 1992.
Il coefficiente, in questo caso è sempre 1,5, utile per il prepensionamento.
Pensione inabilità danni amianto crisotilo
Nel caso in cui, il lavoratore vittima di malattia asbesto correlata riconosciuta, con l’accredito delle maggiorazioni contributive amianto di cui all’articolo 13 comma 7 della legge 257 del 1992, non ha maturato il diritto a pensione, può chiedere sempre comunque di essere collocato in quiescenza.
Infatti, in alcuni casi, le vittime amianto, pur con l’accredito di queste maggiorazioni, non raggiungono i requisiti anagrafici e di anzianità contributiva, per essere collocati in pensione.
In questo caso, questi lavoratori, in seguito al riconoscimento, possono chiedere di essere collocati in prepensionamento, a condizione che abbiano un’anzianità contributiva di 5 anni di cui 3 negli ultimi 5 anni antecedenti la domanda amministrativa.
In particolare, questa prestazione pensionistica consiste nella pensione invalidità amianto, ai sensi dell’art. 1, co. 250, 250 bis e 250 ter, L. 232/2016.
L’INPS ha emanato la Circolare n. 34 del 2020, con la quale ha dettato le linee guida per il prepensionamento, pensioni inabilità INPS, per tutti i lavoratori che abbiano ottenuto il riconoscimento di una patologia asbesto correlata.
Per poter ottenere questo diritto, il lavoratore che ha ottenuto il riconoscimento dell’origine e professionale delle sue infermità per esposizione ad asbesto, dei presentare la domanda all’INPS entro il prossimo 31 marzo del 2022.
Qualora non si rispettasse questo termine la domanda verrà esaminata l’anno successivo, a partire da aprile. La pensione d’inabilità non è cumulabile con la rendita INAIL.
Il futuro del crisotilo e le soluzioni del problema
La nuova scienza dovrebbe pertanto essere orientata a:
comprendere il livello di esposizione associato al materiale contenente amianto in situ e rimuoverlo;
studiare i meccanismi alla base delle malattie legate all’amianto per migliorare le opzioni terapeutiche che riducano i devastanti effetti sulla salute dell’esposizione all’amianto nell’uomo e diminuiscano l’onere globale delle malattie correlate all’amianto;
sviluppare nuove soluzioni di smaltimento e bonifica dell’amianto atte a garantire una soluzione sostenibile a lungo termine.
Poiché esistono alternative sicure ed efficaci all’amianto, tra cui l’uso del fibrocemento, il cui impasto è additivato con fibre naturali o polimeriche, solo il divieto totale della pericolosa fibra potrà garantire la definitiva eliminazione delle malattie correlate all’amianto, ponendo altresì fine alla devastazione ambientale e territoriale.
Gli altri minerali di amianto anfibolo
Infatti, tra i minerali di amianto ci sono anche gli anfiboli. Questi ultimi sono i minerali di asbesto più lesivi per la salute. Il termine anfibolo per gli amianti fu coniato dall’abate René-Just Haüy nel 1801 e deriva dal greco ”amphiboles” che significa “ambiguo“.
Gli anfiboli appartengono al gruppo dei silicati che contengono calcio e magnesio e comprendono actinolite, amosite (amianto bruno), antofillite, crocidolite (amianto blu) e tremolite. Poi c’è l’altro gruppo comprendente il crisotilo (amianto bianco) che è un silicato di magnesio che appartiene al gruppo di amianto serpentino.
Le lavorazioni del minerale del crisotilo
Il crisotilo è stato utilizzato per i prodotti in eternit. Questo termine è il nome commerciale (dal nome di un’azienda produttrice) di un materiale costituito da cemento mescolato a fibre di amianto.
I prodotti in cemento amianto sono stati realizzati in Italia dalla multinazionale Eternit, che ne fu il maggior produttore. Il crisotilo fu impastato con il cemento, e utilizzato per la produzione di cemento amianto, detto eternit.
Solo in minima parte fu utilizzata la crocidolite e l’amosite. Il crisotilo era la componente di amianto di questi prodotti. In Italia fu la cava di amianto di Balangero il luogo di estrazione del minerale più utilizzato.
L’Osservatorio Nazionale Amianto ti tutela
L’ONA, presieduta dall’avv. Ezio Bonanni, ribadisce la necessità della prevenzione primaria. Questa forma di tutela è la più efficace perché prevede di evitare qualsiasi forma di esposizione a tutte le fibre di amianto, compreso il crisotilo. Solo in questo modo si evita l’insorgenza di malattie asbesto correlate, in particolare, il mesotelioma.
Inoltre offre assistenza medica e legale per la tutela delle vittime a 360°. È possibile richiedere la consulenza gratuita chiamando il numero verde o compilando il form.
Un importante incendio ha coinvolto una discoteca a Leeuwarden, nei Paesi Bassi. Fumo e fiamme sono divampate anche in alcune strutture vicine nel quartiere Ruiterskwartier. Considerata l’enorme presenza di fumo, i residenti sono stati allertati a rimanere al riparo per chiudere porte e finestre e disattivare i sistemi di ventilazione.
Visite mediche per chi ha inalato il fumo
Secondo la Veiligheidsregio Fryslân, l’organo preposto alla sicurezza nel territorio, l’incendio potrebbe aver causato la dispersione di particelle di amianto. Cinque persone hanno effettuato visite mediche dopo aver potenzialmente inalato fumo.
Con le fiamme, fibre ancora più invasive per la salute
“Il fuoco modifica le strutture microcristalline delle fibre di amianto, rendendole ancora più penetranti ed invasive per chi le respira”. Ha dichiarato l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente di Ona – Osservatorio Nazionale Amianto in un’intervista su Panorama.
“II fuoco separa le fibre che rischiano di essere inalate con conseguenze gravissime per la salute” ha aggiunto Bonanni.
Non solo mesotelioma
Se il mesotelioma è ormai riconosciuto a tutti gli effetti come patologia asbesto-correlata, non dimentichiamo che l’amianto è causa di diverse malattie e vari tipi di cancro. Secondo uno studio pubblicato su Mdpi, ogni anno 271 decessi per mesotelioma, 302 per tumore al polmone e 16 per tumore alle ovaie sono attribuibili all’esposizione occupazionale all’amianto. Un impatto sulla salute che può manifestarsi anche dopo 30 anni dall’esposizione.
L’attività costante di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto
Per avere maggiori informazioni e richiedere la consulenza gratuita basta chiamare il numero verde 800 034 294 o compilare il form. Attraverso il form si può anche segnalare all’Osservatorio Nazionale Amianto la presenza di amianto, materiali contenenti amianto o siti contaminati da amianto.
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