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Canada, il riciclo della più grande miniera di amianto del mondo

La Miniera Jeffrey in Canada
La Miniera Jeffrey in Canada (ph Wikipedia Commons)

Un tempo epicentro dell’industria dell’amianto, Val-des-Sources, l’ex cittadina di Asbestos, in Québec, in Canada, si prepara a ospitare una nuova infrastruttura all’avanguardia. Infatti qui, a partire dal 2027, sorgerà il più grande impianto al mondo dedicato alla trasformazione degli scarti minerari in materiali per batterie e sistemi di stoccaggio.

Una startup canadese per trasformare l’orrore in possibilità

Un progetto possibile grazie a un finanziamento di circa 14,5 milioni di dollari statunitensi ottenuto dalla startup canadese Exterra Carbon Solutions, con sede a Montréal. L’obiettivo è quello di costruire un impianto capace di gestire ogni anno oltre 300mila tonnellate di rifiuti minerari e di ricavare risorse utili per la transizione ecologica.

Un sito carico di significato

Val-des-Sources ospitava la miniera Jeffrey, un tempo la più grande cava di amianto a cielo aperto al mondo, responsabile di circa metà della produzione globale del terribile minerale. L’amianto, usato in maniera capillare e trasversale praticamente ovunque è diventato simbolo di una delle più gravi emergenze sanitarie del Novecento. La sua esposizione, infatti, è legata a patologie gravi come mesotelioma, cancro ai polmoni e asbesosi, tanto da essere classificato come cancerogeno.

Un aspetto fondamentale da sottolineare

L’amianto, in questo processo, viene distrutto grazie a una tecnologia all’avanguardia. L’azienda Exterra Carbon Solutions sarà in grado di neutralizzare le fibre cancerogene presenti nei detriti e trattare i residui minerari con un processo chimico. A essere utilizzati sono solo i minerali trasformati in composti stabili non pericolosi. Tra questi, ossido di magnesio, utilizzato in agricoltura e nel trattamento delle acque e concentrato di nichel, fondamentale per la produzione di batterie destinate ai veicoli elettrici.  Ma la vera novità è il sistema di cattura del carbonio integrato nel processo di trasformazione. Il metodo si basa sulla mineralizzazione, un meccanismo naturale che consente di intrappolare e solidificare l’anidride carbonica nei minerali.

Energia pulita e riciclo per migliaia di anni

Il nuovo impianto funzionerà esclusivamente con energia rinnovabile e, secondo i piani, sarà in gradi di trattare ogni anno centinaia di migliaia di tonnellate di residui. Basti pensare che solo in Québec, la quantità di scarti minerari disponibili supera gli 800milioni di tonnellate. Questo permetterebbe di tenere in piedi il progetto per oltre due millenni.

Lo scopo di coniugare economia circolare e rigenerazione ambientale

Il cofondatore e amministratore delegato di Exterra, Olivier Dufresne, ha ribadito l’importanza strategica del progetto : “Stiamo attualmente sviluppando un impianto pre-commerciale a Val-des-Sources che sfrutterà gli 800 milioni di tonnellate di residui minerari di amianto del Québec, circa un terzo di tutto l’amianto prodotto in Nord America”, ha dichiarato.
La nostra tecnologia trasformerà l’industria locale e potrà essere applicata su scala globale”, ha aggiunto. Se l’esperimento avrà successo, potrebbe diventare un modello per altri territori segnati dallo sfruttamento dell’amianto, mostrando come innovazione, scienza e sostenibilità possano lavorare insieme per risanare ferite ambientali profonde.

Non abbassiamo la guardia

Ovviamente ogni iniziativa volta a bonificare o neutralizzare l’amianto è accolta con favore ma anche i progetti più innovativi devono garantire, in modo trasparente e scientificamente validato, l’assoluta eliminazione del rischio per la salute pubblica. L’amianto, in qualunque forma si presenti, è un killer silenzioso.
“Continueremo a vigilare affinché la tutela della salute venga prima di ogni interesse industriale o economico”, ha affermato l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto in occasione dei vari convegni che ha organizzato in Italia sulla pericolosità di questa pericolosa sostanza.

Viaggio nei luoghi dimenticati che minacciano la salute

edificio moderno, amianto
edificio moderno

Inizia il nostro percorso tra migliaia di edifici industriali, scuole, caserme e strutture pubbliche lasciati al tempo e al degrado. Luoghi apparentemente vuoti, perché al loro interno, spesso nascosto dietro tetti sfondati o tubature sbriciolate, c’è ancora lui: l’amianto.
Ci rechiamo direttamente in questi posti, denunciamo la presenza della sostanza killer.
Lo facciamo anche grazie alla segnalazione dei cittadini, entriamo in questi spazi apparentemente innocui, dove a volte giochiamo, entriamo per curiosità, o lavoriamo senza protezione. Luoghi che nessuno bonifica, che (quasi) tutti ignorano.

Nel frattempo ancora novità dal Paese e dal mondo rispetto alla fibra killer.

Le news di oggi sull’amianto in Italia

Una delle patologie asbesto correlate che spesso non lascia scampo è il mesotelioma.
In Puglia i casi registrati in trent’anni sono 2.281 di cui 900 solo a Bari.

Ogni anno solo in Piemonte registriamo circa mille decessi legati all’amianto. La Regione ha censito oltre 1.800 siti, di cui il 29% contaminati. Sono in corso interventi di bonifica e prevenzione, inclusi strumenti digitali di monitoraggio e azioni concrete per tutelare salute e territorio.

A Lendinara, in provincia di Rovigo, hanno annunciato un progetto che prevede la costruzione di un impianto fotovoltaico. Per renderlo possibile sono state rimosse circa 160 tonnellate di amianto dai tetti dell’area che ospitava in passato porcili abbandonati con le coperture di materiale pericoloso.

In provincia di Oristano, a Santa Giusta, i cittadini hanno segnalato che una casa recentemente crollata in pieno centro sembrerebbe avere il tetto in amianto. L’associazione ex esposti, ha chiesto che l’area venga messa in sicurezza.

Canada: nasce la più grande struttura al mondo per riciclare amianto

Una startup in Canada rende noto un progetto innovativo per costruire la più grande struttura al mondo per il riciclo dei rifiuti provenienti dalle miniere di amianto, trasformandoli in componenti per batterie di veicoli elettrici.
La struttura, la cui apertura è prevista per il 2027, gestirà oltre 300mila tonnellate di residui minerari di asbesto l’anno.

A Gaza l’amianto ucciderà per decenni

A Gaza le bombe israeliane colpiscono edifici contenenti amianto, quindi rilasciano la pericolosa sostanza nell’aria. La popolazione è esposta a rischi di malattie respiratorie e tumori che si manifesteranno per i prossimi 30-40 anni.
“L’esposizione all’amianto delle persone colpite da ogni bombardamento israeliano può essere paragonata a quella registrata intorno al World Trade Center quando crollò a New York City l’11 settembre 2001“, ha affermato Roger Willey, un esperto internazionale sulla fibra mortale.
Il problema dell’amianto rilasciato durante i bombardamenti durante le guerre è stato più volte segnalato anche dall’avv. Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Australia, nuovi progetti per liberarsi dall’asbesto

In Australia l’Agenzia per la sicurezza e l’eliminazione dell’amianto ha annunciato nuovi piani strategici nazionali e campagne di sensibilizzazione.

200mila vittime l’anno: l’abbraccio della morte dell’amianto

amianto
pezzo d'amianto

Ogni anno, nel silenzio dei numeri, 200mila vite si spengono. Vite strappate, come foglie portate via dal vento di una polvere invisibile, ma letale. Amianto, un nome che echeggia nel dolore di chi ha respirato la sua ombra. Di chi ha visto i suoi giorni spegnersi uno dopo l’altro, risucchiati da mesotelioma, tumore al polmone, asbestosi.

Arriva forte il grido del presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avv.Ezio Bonanni, che continua a lottare per queste persone che non sono numeri ma vite rimaste invisibili. In Italia, l’amianto è stato bandito nel 1992, ma le cicatrici di quel passato sono ancora vive, e i conti con il presente sono duri.

Le vittime non sono solo numeri, ma volti, famiglie spezzate da un male che non fa rumore. he non si vede, ma che è lì, a strappare lentamente la vita. Per questo la frase di Bonanni divenuta ormai storia: “l’Italia ha messo al bando l’amianto, ma l’amianto non ha messo al bando l’Italia” è un richiamo forte alla responsabilità. 
Per non dimenticare, per fermare un dramma che continua a mietere vittime, per costruire un futuro che non sia più segnato dalla tragedia di un passato negato.

La necessità di una comunicazione capillare

Tenere alta l’attenzione sul tema dell’amianto è essenziale per prevenire ulteriori danni e sensibilizzare le persone sui rischi di esposizione a questo materiale pericoloso. Una comunicazione efficace deve arrivare in ogni angolo della società. Dalle scuole alle aziende, dalle case private ai luoghi di lavoro, in modo che ogni cittadino divenga consapevole dei rischi e delle modalità di protezione.

È fondamentale che le informazioni vengano diffuse in modo chiaro e comprensibile, per evitare che altre vite siano. L’obiettivo dell’Osservatorio Nazionale Amianto è anche quello di creare un’efficace cultura della prevenzione. E lo si può fare informando in modo continuo e costante, per ridurre al minimo le tragedie.

Amianto sul Sentiero del Tidone

Abbandonato sul Sentiero del Tidone asbesto. Delusione e rabbia nel comune di Borgonovo per la scoperta. La situazione ha costretto l’amministrazione locale a utilizzare risorse pubbliche per affrontare l’emergenza e procedere alla rimozione del materiale.

L’amministrazione ha annunciato di aver sporto denuncia contro ignoti e di aver incaricato una ditta specializzata per la rimozione. Infine, ha invitato i cittadini a segnalare eventuali informazioni alla polizia locale o ai carabinieri di Borgonovo per aiutare a identificare i responsabili.

Interrogazione di Ilaria Fontana (M5S) ai ministeri

Ilaria Fontana, vicecapogruppo del M5S alla Camera ha sottolineato che gli strumenti attuali non sono sufficienti a fronteggiare la situazione. Ha chiesto un aggiornamento urgente del Piano nazionale amianto per risolvere problemi nella raccolta dati e nella pianificazione delle bonifiche.

Il fondo per la rimozione dell’amianto ha avuto una buona adesione da parte degli enti locali, ma le risorse sono limitate. Fontana ha presentato un’interrogazione ai ministeri dell’Ambiente e della Salute per chiedere un’accelerazione nella pubblicazione della mappatura e la previsione di nuovi finanziamenti per le bonifiche.

Mille morti ogni anno solo in Piemonte

In Piemonte, ogni anno si registrano circa 1.000 morti a causa di malattie legate all’amianto. La Regione sta cercando di accelerare gli interventi di bonifica e prevenzione. Sono stati censiti oltre 1.800 siti contaminati, di cui il 29% risulta effettivamente inquinato, mentre il 17% ha già completato la bonifica.

Per monitorare e prevenire i rischi, è stato sviluppato un geoportale pubblico in collaborazione con ARPA Piemonte, che consente ai cittadini di consultare lo stato delle aree contaminate. Inoltre, è stata introdotta una piattaforma digitale che permette alle imprese di gestire in modo trasparente i piani di lavoro per la rimozione dell’amianto, con procedure semplificate anche per i cittadini che vogliono rimuovere piccole quantità di amianto dalle proprie abitazioni.

A Inveruno, messa in sicurezza e demolizione scuole

A Inveruno, comune della provincia di Milano, è stato dato il via libera alla rimozione dell’amianto presente nelle vecchie scuole, che saranno successivamente demolite.

Le analisi effettuate sugli edifici scolastici hanno rivelato la presenza di amianto, trovato nei sigillanti dei serramenti delle ex scuole elementari di via Veneto e nel tetto della vecchia bidelleria, mentre nelle ex scuole medie di via Palestro l’amianto era presente nella colla del pavimento in linoleum. Dopo aver valutato i piani per la rimozione e lo smaltimento del materiale pericoloso, sono arrivate le autorizzazioni per la bonifica.

Successivamente gli edifici saranno demoliti, con l’abbattimento previsto entro metà giugno, una volta completate tutte le operazioni di smaltimento. I costi per il trattamento dell’amianto ammontano a 48mila euro più IVA e saranno sostenuti dal Comune, mentre l’impresa incaricata si occupa dei lavori di demolizione.

Una volta liberato il sito, l’area delle ex scuole elementari potrebbe essere trasformata in appartamenti a prezzi accessibili per giovani coppie, mentre sul terreno delle ex scuole medie si prevede la costruzione di una palestra.

Gelo d’amianto

L’abbraccio mortifero dell’amianto non avvisa, non lascia scampo, continua a mietere vittime nonostante i divieti, le leggi, le promesse di bonifica. 
Il ricordo di chi è caduto non deve svanire: lottare per chi ha perso la vita è un atto di giustizia, di memoria e di responsabilità collettiva che ONA continuerà a portare avanti con ossequioso impegno.

Amianto, notizie internazionali della minaccia che non conosce confini

attenzione amianto
attenzione amianto

In tutto il pianeta l’amianto continua a far sentire la sua pericolosa presenza, invisibile ma fatale. Nonostante sia stato bandito in molte Nazioni lo troviamo ancora in milioni di strutture, e nelle vite di chi ha subito, e continua a subire, le sue devastanti conseguenze. Il suo impatto non si limita a singole persone o Paesi, ma attraversa confini, generazioni e settori, creando la necessità di una consapevolezza globale.

Usa, un terzo dei casi di mesotelioma riguarda i veterani

Negli Stati Uniti, circa un terzo dei circa 3.000 casi diagnosticati ogni anno riguarda i veterani. Si tratta si una notizia che conferma purtroppo il largo impiego dell’amianto in ambito militare.
L’Osservatorio Nazionale Amianto in Italia lo afferma da anni: nelle Forze Armate la percentuale di insorgenza delle patologie asbesto correlate è molto alta. Una strage silenziosa che anche a distanza di anni non si riesce a fermare.

Un registro digitale statunitense

I Centers for Disease Control and Prevention hanno proposto la creazione di un registro nazionale del mesotelioma nel tentativo di migliorare la diagnosi e il trattamento del mesotelioma.

I nuovi casi saranno monitorati in tempo reale tramite questo registro, nato anche per supplire alle carenze dell’attuale sistema di segnalazione dei tumori, che impiega anni per fornire dati effettivi.

Florida, riconosciuta responsabilità suddivise tra diverse società

Una giuria della Florida ha assegnato un risarcimento di 18 milioni di dollari ad un uomo affetto da mesotelioma del peritoneo. La giuria ha ritenuto in questa fase Johnson & Johnson e Hennessy responsabili per circa il 25 con la restante suddivisa tra più di una dozzina di altre società.

Ohio, South Point tra i più colpiti

In Ohio, dal 1999 al 2017, sono stati registrati 12.697 decessi correlati all’amianto, di cui 2.353 per mesotelioma. Nello stesso periodo, nella contea di Lawrence, sono stati registrati 80 decessi correlati all’amianto.  Il rischio di contaminazione è particolarmente elevato a Lawrence, poiché l’amianto è stato impiegato capillarmente in edifici, strutture industriali e militari.

Un’area di particolare interesse è l’ex impianto di biomassa di South Point, il quale fece largo uso di asbesto. Nacque come fabbrica di munizioni militari durante la Seconda Guerra Mondiale e nel 2013, l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) stimò milioni di dollari per la sua bonifica. Gli interventi iniziarono nel 2019, con una messa in sicurezza che ha interessato una superficie di quasi 20.000 metri quadri.

Nel 2022, fu concesso un ulteriore finanziamento federale di 3,2 milioni di dollari per sostenere la bonifica non solo di South Point, ma anche dialtri edifici contaminati, come la First National Bank di Ironton, la US Bank, il Tempio Massonico e il Chesapeake Community Center.

Tuttavia, ancora adesso, alcune zone sono ancora piene di amianto a causa della complessità e dei costi necessari alla bonifica.

Villaggio di Ballston Spa, scuola chiusa dopo allagamento per rischio amianto

Alla fine di aprile, la Biblioteca Pubblica di Ballston Spa, nello stato di New York, è stata chiusa dopo la scoperta di amianto nell’edificio, avvenuta dopo un’alluvione verificatasi durante il fine settimana di Pasqua.

La biblioteca potrà riaprire solo al completamento delle operazioni di bonifica e le tempistiche sono stimate entro l’estate 2025.

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto,  punto di riferimento in Italia

In un Paese dove l’amianto ha seminato malattia e morte nel silenzio delle fabbriche e dei cantieri, l’ONA custodisce la memoria e la trasforma in azione. Fondata e guidata dall’avvocato Ezio Bonanni, rappresenta un punto di riferimento per i cittadini, i lavoratori e le famiglie che affrontano malattie causate dall’amianto. Sostiene il diritto ad una vita libera dai cancerogeni, invisibili ma letali. Nell’ONA, la giustizia non è solo un obiettivo legale: è una tensione morale, un dovere verso l’esistenza.

L’associazione offre supporto legale, sanitario e previdenziale gratuito e promuove azioni legali per il riconoscimento dei diritti. E’ attivamente coinvolta in attività di informazione e sensibilizzazione pubblica attraverso eventi, campagne e pubblicazioni. Collabora con enti pubblici per la mappatura e la bonifica dei siti contaminati. Ha un ruolo attivo nelle Commissioni parlamentari d’inchiesta e mantiene un dialogo continuo con le istituzioni. L’associazione è in prima linea per il riconoscimento di benefici economici per le vittime.

Storie quotidiane di amianto in Italia

amianto - Casale Monferrato, amianto: risarcimento INAIL alla vedova Patrucco
Casale Monferrato, amianto: risarcimento INAIL alla vedova Patrucco

Quotidianamente raccogliamo storie che parlano di amianto. Lo facciamo raccogliendo notizie da ogni parte d’Italia e dal mondo, per entrare nel cuore oscuro di questa fibra assassina, per svelarne la diffusione e le drammatiche conseguenze di un lascito iniziato nel secolo scorso e destinato a durare ancora decenni.

Piacenza, 487 segnalazioni

Nel 2024 la città di Piacenza ha registrato 487 segnalazioni di presenza della sostanza killer per procedere allo smaltimento. Tra i lavori di bonifica più significativi lo scalo merci ferroviario. Ma rimane ancora troppo da fare.
Ona – Osservatorio Nazionale Amianto, segnala che l’Emilia Romagna è la terza Regione italiana per mortalità correlate all’asbesto con 660 decessi.

Reggio Calabria, urgenza di bonifiche vere

L’Osservatorio Nazionale Amianto locale, che ha da poco aperto la nuova sede a via Micene, continua a segnalare una situazione allarmante nel territorio. L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente di ONA, avrebbe già presentato istanza di accesso agli atti agli enti competenti.
“Chiediamo bonifiche vere, trasparenti e tracciabili” ha affermato Massimo Alampi.

Pavia: i morti di amianto martiri del nostro tempo

Don Gian Paolo Civillini, arciprete di Broni, ha paragonato le vittime dell’asbesto ai martiri. la dichiarazione è avvenuta questo lunedì durante l’omelia alla Basilica del Comune in provincia di Pavia. Una messa in occasione della Giornata Mondiale delle Vittime dell’amianto.
In base ai dati dell’Agenzia Tutela della Salute di Pavia, tra il 2016 e il 2022, sono stati ben 262 i morti legati all’amianto, di cui il 50% nel distretto Broni-Casteggio. Rischi dovute alle coperture in amianto ancora da bonificare.

Larderello, in provincia di Pisa, l’amianto alla Valle del diavolo

In un articolo su Il Manifesto, Franco Berti, ex operaio affetto da asbestosi, ha dichiarato: “Dei 20 che eravamo nella cooperativa dove lavoravo, siamo sopravvissuti in 2. E siamo ammalati. Gli altri sono morti di mesotelioma. L’amianto era dappertutto: praticamente lo mangiavamo”.

Colpiti anche i parenti delle vittime

L’amianto ha colpito spietato anche le mogli, compagne e addette al lavaggio delle tute degli operai. Alcuni familiari hanno vinto la causa in tribunale ma diversi lavoratori non sono stati riconosciuti come possibili beneficiari.
“La contaminazione fu elevata per centinaia di lavoratori almeno fino agli anni ’90″ ha comunicato l’avvocato Ezio Bonanni, difensore di Berti.