GAS RADON: MISURA E BONIFICA

Il Radon, scoperto nel 1898 da Pierre e Marie Curie, è un elemento chimico rappresentato nella tavola periodica dal simbolo Rn. È un gas radioattivo naturale, incolore e inodore, generato dal decadimento del radio, a sua volta, prodotto dalla trasformazione dell’uranio, è presente nelle rocce, nel suolo, nelle acque e nei materiali da costruzione.

Poiché è un gas, i flussi di aria presenti nei suoli possono trasportare il Radon anche a distanze notevoli e passare all’esterno grazie alle faglie – numerose in Puglia, dato il sottosuolo in prevalenza carsico -, che gli permettono di raggiungere abitazioni e ambienti di lavoro. Dove si accumula. Alte concentrazioni di Radon possono essere nocive alla salute. Secondo statistiche, inalato, è la seconda causa di tumore al polmone dopo quella delle sigarette.

La direttiva 2013/59/EURATOM del Consiglio Europeo del 5 dicembre 2013, stabilisce le norme di sicurezza relative alla protezione dai pericoli che derivano dall’esposizione alle radiazioni di questo elemento. In merito a detta tutela, già disciplinata a livello nazionale dal Decreto Legislativo 230/95 e successive modifiche e integrazioni, il 3 febbraio scorso la Regione Puglia ha ratificato la Legge 3 novembre 2016, n. 30, “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confinato”, modificata dalla Legge Regionale n. 36 del 09/08/2017, per quanto concerne gli ambienti aperti al pubblico, comprese le scuole, gli asili nido e le scuole materne. Sono esclusi gli edifici residenziali.

L’aula di un asilo nido

Entro il 3 febbraio scorso, quindi, soprattutto le attività commerciali hanno dovuto attrezzarsi per evitare sanzioni o addirittura la chiusura dei locali. Con costi notevoli. I lavori di adeguamento, per esempio, possono essere eseguiti solo da tecnici esperti in radioprotezione.

Per ogni locale è necessario applicare un dosimetro ogni 100 metri quadri di superficie, al costo di 20 euro ciascuno, con l’obbligo di eseguire due misurazioni l’anno. Il livello di concentrazione del Radon non deve essere superiore al limite fissato di 300 βq/mc. Se il rilevamento della concentrazione di gas dovesse essere superiore a questo limite, i locali dovranno essere sottoposti a risanamento e i lavori non potranno superare i dodici mesi. Dal rispetto di queste e delle restanti norme dipende il rilascio della certificazione di agibilità.

Il presidente dell’Ordine dei Geologi di Puglia, Salvatore Valletta, a destra

Per aggiornare in primo luogo i tecnici sulla gestione del Gas Radon, i rischi per la salute, gli strumenti e le tecniche di rilevamento e monitoraggio delle concentrazioni, gli interventi di bonifica, il 10 aprile, a Bari, si è svolto il corso di aggiornamento professionale “Gas Radon: misura e bonifica”, organizzato dall’Ordine Regionale dei Geologi (ORG) della Puglia e dalla Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA) con il patrocinio di ARPA Puglia.

“Il corso di aggiornamento professionale si propone di illustrare – oltre agli aspetti geologici – le azioni da intraprendere allo scopo di valutare l’esposizione alla radioattività naturale derivante dal Gas Radon e, dove necessario, i sistemi di mitigazione da adottare per gestirne i rischi connessi”.

Al convegno sono intervenuti esperti del panorama normativo, di radioprotezione, di tecniche di mitigazione, dell’ARPA, dell’ENEA, del CNR e dei geologi.

 

 

 

 

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