La bonifica è uno dei processi più significativi per garantire il diritto alla salute dei cittadini. Un magazzino comunale in Provincia di Piacenza a Carpaneto di via Fratelli Cervi con all’interno strumenti lavoro, mezzi di trasporto, aveva il tetto in amianto. Inoltre presentava infiltrazioni.
Smantellamento e sostituzionedell’amianto
Secondo quanto si apprende da Il piacenzasono state tolte e smaltite tutte le lastre in fibrocemento e sostituite con nuove in metallo coibentato. Inoltre sono state sistemate le infiltrazioni e installati i dispositivi di sicurezza. Un costo di circa 110.000 euro, coperto da fondi ministeriali e comunali. Sono state eliminate le infiltrazioni, e sistemati i pluviali. Inoltre, sono stati installati dei dispositivi di sicurezza all’interno.
Garantire il diritto alla salute
In base alle Linee guida approvate con il Decreto ministeriale 47 del 2021, tutti i rifiuti in cui si c’è presenza di amianto sono automaticamente classificati come pericolosi. Liberare il mondo dall’amianto è determinante per tutelare l’esistenza delle persone. Il diritto alla salute è sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Esso dichiara: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Per rendere possibile questo bisogna procedere al più presto con la prevenzione primaria, la bonifica e la creazione di nuove discariche. Ogni regione dovrebbe averne una. Concetto anche ribadito durante il convegno organizzato a febbraio 2025 dall’ONA – Osservatorio Nazionale amianto “Sicurezza sul lavoro e benessere psicologico”.
L’importanza della prevenzione
La prevenzione primaria rischio amianto consiste nell’evitare l’esposizione ai minerali di amianto. In questo modo si evitano i danni alla salute.L’ONA ha predisposto un sistema di segnalazione dei siti contaminati. Inoltre è possibile richiedere la propria consulenza legale e medica in caso di esposizione. L’ONAe l’Avvocato Bonannihanno come principale finalità portare avanti la prevenzione, soprattutto per i lavoratori esposti ad agenti cancerogeni, come l’amianto. Alle vittime è anche fornito un servizio di consulenza gratuita sia medica sia legale.
“Questa iniziativa è un punto di partenza, non di arrivo. Adesso bisogna vedere cosa sapranno fare insieme”. Ad affermarlo è il Generale Giampiero Cardillo dopo il convegno “Sicurezza sul lavoro e Benessere psicologico” che si è svolto il 25 febbraio presso il Campidoglio. Durante l’evento il Generale ha mostrato i dati agghiaccianti relativi alle morti e gli infortuni sul lavoro. “Questo nonostante la legge 626, da rivedere” ha aggiunto.
Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente di ONA
“Questo importante convegno è un momento di sintesi sul fatto che la tutela della salute non presuppone solo l’assenza di malattia quanto il pieno equilibri psicofisico. Quindi operare in situazioni di armonia in assenza di esposizioni a rischio come amianto e altri cancerogeni. Anche per la lunga latenza delle malattie asbesto correlate. E’ per questo che con l’Osservatorio nazionale Amianto perseguo l’esigenza della prevenzione primaria. non solo nel settore degli agenti cancerogeni e tossici, ma anche sotto il profilo del benessere psicofisico e affettivo. Anche perché ci sono effetti neuroendocrini che si determino in seguito a stress. Stress nell’affrontare una malattia cancerogena e danni di natura epigenetica che si aggiungono nel patrimonio delle future generazioni.” ha puntualizzato l’avvocato Bonanni.
Matteo Villanova: educazione costante per le nuove generazioni
Teoria epigenetica esposta durante il convegno anche da Matteo Villanova, professore di Roma Tre. Dopo l’incontro ha confidato: intanto ci sono i danni del passato dovuti all’ignoranza a cui dover rimediare. Poi abbiamo il presente e la necessità della prevenzione sul territorio delle sostanze nocive che non riguardano solo l’amianto, ma anche differenti tossici. A questo si aggiunge il problema delle armi, con sostanze che rimangono nell’aria con l’utilizzo bellico. Non c’è solo il mesotelioma, ci sono i danni al midollo, che assorbe tutto. Oltre ai danni epigenetici. Poi c’è l’importanza della formazione permamente, la componente educativa delle nuove generazioni”.
Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno parla del diritto alla salute
“Questo convegno ha avuto una funzione sociale. Come diceva il Presidente Luigi Einaudi bisogna conoscere per deliberare. Ebbene, oggi abbiamo preso contezza di quanto il problema amianto sia così radicato nel nostro territorio, 40 milioni di tonnellate di amianto, lo ripeterò sempre. E di quanta ignoranza ci sia ancora sull’argomento. Questi incontri hanno la funzione di spiegare quanto il diritto alla salute non può essere solo formale, ma deve essere sostanziale. E noi faremo di tutto affinchè la cittadinanza sia consapevole non soolo del danno che l’amianto arreca, ma di come prevenirlo.”
Nel contesto mediatico odierno, dove l’informazione è sempre più veloce e frammentata, è fondamentale comprendere come i temi vengono selezionati e trattati dai media e quali sono le implicazioni di queste scelte sulla percezione pubblica e sull’opinione sociale.
Tristemente noto è il caso di Satnam Singh, il bracciante indiano morto dopo aver perso un arto mentre lavorava in un’azienda agricola nei pressi di Latina. Per diverse settimane la notizia fece giustamente scalpore e l’attenzione mediatica era altissima.
Ma quante volte si parla delle morti per amianto?
“Noi siamo qui grazie alle sentenze storiche vinte dall’Avvocato Ezio Bonanni, che hanno portato alla ribalta tematiche passate per anni sotto silenzio” ha affermato l’Avvocato Guerrino Petillo durante il Convegno Ona “Sicurezza sul lavoro e benessere psicologico” svoltasi presso il campidoglio il 25 febbraio. Ha inoltre evidenziato come i tempi di latenza delle malattie asbesto correlate spesso non combacino con le esigenze di cronaca, rischiando di gettare nella “spirale del silenzio” le notizie che meriterebbero più visibilità.
“E’ grazie ad Ezio Bonanni che sono cambiate le cose, bussando alle porte della politica e vincendo difficilissime cause.” ha aggiunto Petillo.
Ma vediamo cosa determina ciò che è “notiziabile”.
Agenda Setting: il potere di decidere cosa merita di essere detto
Il concetto di agenda setting si riferisce al potere dei media di determinare quali temi entrano nell’agenda pubblica e, di conseguenza, quali argomenti vengono discussi nella società. In altre parole, i media non sono solo passivi diffusori di notizie, ma attori attivi che influenzano l’orientamento della conversazione pubblica. Questo potere si esercita attraverso la selezione e la priorità assegnata alle notizie, ma anche attraverso il modo in cui esse vengono presentate e trattate. Il giornalismo, sia tradizionale che digitale, ha la capacità di focalizzare l’attenzione del pubblico su determinati eventi, temi o problemi. La scelta di dare spazio ad un argomento piuttosto che a un altro può determinare la rilevanza che quest’ultimo avrà nel dibattito pubblico.
Notiziabilità: cosa rende una notizia importante?
Il concetto di notiziabilità si riferisce alla capacità di un evento, fatto o argomento di attirare l’attenzione dei media. Diversi fattori determinano la notiziabilità di una notizia. L’immediatezza dell’evento, la sua rilevanza per il pubblico, la sua novità, la vicinanza geografica, l’emotività e il potenziale di conflitto. Una notizia è più probabile che venga trattata se presenta caratteristiche che la rendono interessante o sensazionale, anche a costo di sacrificare la sua completezza o veridicità.
In un mondo in cui i media sono sovraccarichi di informazioni, la selezione della notizia gioca un ruolo fondamentale. Le novità più “spettacolari” o quelle che possono suscitare emozioni forti tendono ad avere maggiore visibilità. Questo, però, comporta anche un rischio: la parzialità nell’analisi dei fatti o l’orientamento verso una certa narrativa. A scapito di notizie più complesse o difficili da raccontare.
La spirale del silenzio: il rischio di non dare voce a tutti
La spirale del silenzio si verifica quando le opinioni meno popolari vengono progressivamente emarginate, mentre quelle dominanti amplificate. E’ un concetto sviluppato dalla sociologa Elisabeth Noelle-Neumann che ha osservato come le persone siano meno inclini a esprimere opinioni in pubblico se percepiscono che non sono condivise dalla maggioranza.
Questo fenomeno può portare a una distorsione della realtà in cui alcune voci non vengono mai ascoltate e temi cruciali rimangono fuori dall’agenda pubblica.
Il rischio maggiore è che questo meccanismo contribuisca a consolidare un potere mediatico che definisce non solo cosa sia importante, ma anche chi ha il diritto di parlare e chi invece è condannato all’invisibilità. Può avere effetti deleteri sulla democrazia, limitando il dibattito pubblico e impedendo la rappresentazione delle voci e delle esperienze più marginali.
Le soluzioni: promuovere un giornalismo inclusivo e responsabile
Per contrastare il rischio è necessario dare voce a tutti i segmenti della società. Urge quindi incrementare l’attenzione mediatica attraverso anche la collaborazione non competitiva tra i giornalisti. Ona Notiziario Amianto e Ona TV accendono i riflettori sulle vicende legate all’amianto e sulle vittime del dovere.
E’ un mondo dove ogni anno sono almeno 10.000 le persone che si ammalano di malattie legate all’amianto. Questo materiale continua a fare parte del nostro quotidiano. E’ ancora presente nelle nostre scuole, nei nostri ospedali, nelle nostre abitazioni nonostante sia stato bandito dal 1992 perché potenzialmente mortale. Solo questo basterebbe per essere considerato un argomento prioritario a cui dare estrema visibilità.
Non c’è più tempo da perdere, la lotta contro l’Amianto urge soluzioni immediate e le bonifiche non possono essere più essere procrastinate”, l’ha affermato Sergio Costa, Vicepresidente della Camera ed ex Ministro dell’Ambiente durante il convegno organizzato dall’Osservatorio Nazionale Amianto che si è svolto il 25 febbraio presso la sala Laudato Sì in Campidoglio. Immagini visibili sul canale TV di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, sia nella versione diretta streaming, che nello speciale realizzato dal giornalista Luigi Abbate, figlio di vittima del dovere. L’ Avv. Ezio Bonanni, Presidente di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto ha messo insieme per il convegno i rappresentanti delle principali forze politiche. “Perché la salute dei lavoratori e la lotta all’amianto non è né di destra né di sinistra”.
La diretta streaminge lo specialesul convegno
Un convegno di oltre tre ore che ha visto la presentazione di un modello convergente e bipartisan che dovrebbe essere adottato sempre dalla politica, troppo spesso impegnata in contrapposizioni per opposizione. L’approccio basato sulla lotta comune tra i partiti politici è un potente strumento per affrontare le sfide più urgenti. La cooperazione tra forze politiche differenti può generare soluzioni più stabili e durature per la società, superando le divisioni ideologiche e mirando al bene collettivo.
Del Convegno ha realizzato uno speciale anche il giornalista Luigi Abbate, figlio di una vittima del dovere. Oltre a realizzare il seguente servizio è intervenuto durante il convegno dichiarando: mio padre era sottufficiale di Marina, motorista navale, affetto da angiosarcoma, patologia asbesto-correlata. I suoi diritti sono stati inizialmente negati, ma hanno visto pieno riconoscimento grazie alla professionalità, perseveranza e inflessibilità di Ezio Bonanni. Qui di seguito il servizio del giornalista con interviste ai relatori.
La proposta dell’Onorevole Maiorano
Durante il convegno l’On. Giovanni Maiorano (Fratelli d’Italia) ha ribadito di aver presentato in calendario una proposta di legge sull’amianto: “Mi fu illustrata una proposta ed ho depositato una legge come firmatario ma solo perché l’ONA non poteva essere firmataria. Sono stato invitato ad un convegno dove si parlava di amianto e mi fu presentata una proposta che ho trasformato in proposta di legge che prevede l’accesso pensionistico anticipato per coloro che hanno lavorato entrando in contatto con l’amianto per almeno 10 anni. E’ qualcosa che non è facile, ha un costo ed è un percorso complesso che ha bisogno l’appoggio di tutti. Da una parte questa proposta è stata accolta con entusiasmo, dall’altra alcuni sindacati cercano di metterci il cappello. Non mi interessa se questa legge porti il mio nome, l’importante è che si faccia” ha affermato.
La consapevolezza di ONA della difficoltà di portare avanti gli obiettivi
L’Avv. Ezio Bonanni ha puntualizzato che tutti i Governi hanno dichiarato che avrebbero affrontato la tematica amianto, ma in realtà è un argomento molto scivoloso. “Destra, centro e sinistra hanno fatto poco e nulla per le vittime di amianto. Io la ringrazio per la sua iniziativa che troverà molti ostacoli. Ricordiamo che la conoscenza dell’amianto è antica, la prima legge è la 455 del 1943, ma solo nel 1992 è stato bandito. La sua pericolosità è stata occultata. Lei ha assunto una iniziativa più difficile di quanto pensa. Io spero che lei possa avere la forza per portare avanti questa battaglia dove auspico il sostegno di tutte le forze politiche. Ognuno poi si assume la responsabilità di quello che fa prima di tutto davanti alla propria coscienza” ha ribadito.Ha proseguito parlando della sua storia personale: “Dopo tanti anni che mi occupavo di amianto due miei cugini sono morti di mesotelioma. Le dico che la sua iniziativa è positiva, ma molto difficile” – ha continuato.
L’augurio di ONA
“Nella precedente legislatura l’on. Costa, in qualità di Ministro dell’ambiente stanziò 385 milioni per la progettazione della bonifica dell’amianto nelle scuole e negli ospedali che rispondeva ad una normativa di metà anni ’80 rimasta nel dimenticatoio. Nel frattempo la gente moriva negli ospedali e nelle scuole. Quando sollevai il caso nel 2010 trovai almeno 160 morti per mesotelioma tra personale docente e non docente. Spero che la sua iniziativa possa trovare il sostegno di tutte le forze politiche, alcune oggi qui presenti.” ha augurato Bonanni.
Le risposte dell’On. Lisini (Lega)
Rivolgendosi all’On. Tiziana Nisini (Lega) ha ricordato che il Ministro Salvini ha sottoscritto un emendamento per i figli non a carico delle vittime del dovere, ma non è passato. La stessa ha riconosciuto che uno dei meccanismi che inceppa la democrazia è la burocrazia.
Bonanni ha fatto presente la difficoltà di doversi difendere per chi è malato di cancro e di dover dimostrare a Inail e Inps la correlazione. “C’è anche un problema di etica. Io vorrei portare alla Commissione lavoro della Camera dei deputati una serie di sentenze di gente che è morta e che per un cavillo si è vista negare dei diritti dove bisogna arrivare in secondo e terzo grado”.
A tal proposito Nisini ha risposto che bisognerebbe fare un’indagine conoscitiva per raccogliere tutte le criticità che ci sono e per quanto riguarda la proposta di legge, seguirà l’iter di tutte le leggi.
I lunghi periodi di incubazione offrono il fianco a strategie difensive
“Sono stato coinvolto in tutta una serie di processi dove l’ONA si è costituita parte civile in tutta Italia. Questo per far ottenere giustizia oltre che risarcimenti alle vittime per le patologie derivanti dall’amianto. Sono quindi andato ad Ancona Barcellona, a Latina, più o meno dappertutto, verificando sul campo come dal punto di vista tecnico processuale, la battaglia si svolga essenzialmente sul terreno del nesso causale. Se la diretta correlazione tra le patologie e la diretta esposizione alle fibre di amianto è riconosciuta, la lunga latenza ed i tempi di incubazione della manifestazione di queste malattia, d’altra parte questo mostra il fianco alle strategie difensive sulle possibili concause”. ha sottolineato l’Avv. Riccardo Brigazzi. Il mesotelioma infatti, direttamente correlato all’amianto, può manifestarsi anche a dopo 50 anni dall’esposizione.
L’importanza della consapevolezza sulla sicurezza
“Ad esempio è capitato che a fronte di una carriera lavorativa spesa per intero nello stesso posto, con evidenti responsabilità a carico del datore di lavoro, magari il dipendente aveva sospeso 20 anni prima l’attività, per recarsi a lavorare temporaneamente per 2 anni da un’altra parte. Questo ha dato la possibilità ai colleghi difensori di poter affermare che la cosiddetta dose killer poteva essere stata assunta in quel periodo. Quello che bisognerà fare, nel corso del lavoro che si protrarrà negli anni, è la formazione di un compendio giurisprudenziale utile a fissare paletti a cui tutti i giudici dei tribunali possano conformarsi per far ottenere le giuste pronunce di giustizia a chi ne ha diritto.” ha proposto Brigazzi. La mancanza di consapevolezza relativa alla pericolosità dell’amianto è stata fatale per tantissime persone. Del resto questo materiale è stato messo al bando solo nel 1992. Ho avuto esperienza di persone dove il marito, tornava a casa da lavoro con la tuta sporca con le polveri di amianto. Poi metteva candidamente a lavare la tuta mettendo a rischio tutta la sua famiglia.” ha aggiunto Brigazzi.
Disciplina e responsabilità
Una consapevolezza che è fondamentale per la sicurezza sul lavoro in generale. A tal proposito, significativo l’intervento di Paola Vegliantei, Presidente dell’Accademia della legalità: “È importante sapere qual è il proprio ruolo e la disciplina. Noi militari lo sappiamo bene. Con persone non preparate non possiamo pretendere che ci sia qualità nel lavoro. Anche i dipendenti hanno delle responsabilità, per delle cavolate si perde la vita. Nonostante ci siano regole c’è chi non indossa la cintura, chi non mette il casco perché magari è andata a farsi i capelli dal parrucchiere.Per il discorso sul benessere psicologico punterei invece sul datore di lavoro. Sono importanti qualità, trasparenza, serenità e contratti di lavoro regolari.”
Nessuno sceglie di morire
Anche il Tenente Pasquale Trabucco, Presidente del Comitato per il ripristino del 4 Novembre, ha ribadito che spesso sono gli stessi operai nei cantieri a non utilizzare i dispositivi di sicurezza. Ha inoltre ricordato la performance che effettuerà da Roma fino al Vallo di Adriano al Confine con la Scozia per il riconoscimento della festività in onore dei caduti della Prima Guerra Mondiale e per le Vittime del Dovere. “Come ho spesso ricordato nessun soldato vuole morire, uccidere o combattere. È la politica che decide quando e come fare una guerra.” ha affermato.
Dichiarazioni che arrivano nel contesto della lotta all’amianto, indicata da Bonanni come metafora della contrapposizione tra il bene e il male.
Lotta alla spirale del silenzio sulle morti lente
“Noi siamo qui grazie alle sentenze storiche vinte da Bonanni, che hanno portato alla ribalta tematiche passate per anni sotto silenzio” ha affermato l’Avvocato Guerrino Petillo che ha evidenziato come i tempi di latenza della malattia spesso non combaciano con le esigenze di cronaca, rischiando di gettare nella spirale del silenzio le notizie che meriterebbero più visibilità sulle morti di amianto. Ad esempio, il triste caso del bracciante indiano di Latina non soccorso in maniera adeguata e poi deceduto è stato su tutti i giornali. Quante volte invece si parla delle morti silenziose? E’ grazie ad Ezio Bonanni che sono cambiate le cose, bussando alle porte dei potenti e della politica vincendo difficilissime cause milionarie. Non sarà facile affrontare questo percorso che deve essere programmato. La dote necessaria è la costanza e la tenacia, è importante che ONA entri nel mondo delle Università.
Morti ed infortuni continuano costantemente
Morti ed infortuni sul lavoro continuano costantemente ed il generale Giampiero Cardillo ha presentato un grafico dove le fatalità persistono senza diminuire dichiarando: “Questo nonostante dal 1994 abbiamo le leggi la 81 sbagliate perché non nascono dal mondo sindacale e organizzativo-statale”. Ha inoltre ricordato l’art. 41 della Costituzione: “l’attività imprenditoriale non si può svolgere in contrasto con l’utilità sociale in modo da recare danni alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Da questo dovrebbe uscire scendere un corpus di legis che faccia arrivare alla definizione di un imprenditore alla Olivetti, alla Cucinelli. Ma tutto questo non è bastato. La nostra organizzazione imprenditoriale e statale non era pronta. Ad esempio la Terra dei Fuochi è stata una reazione (…) Quando la malavita si inserisce ed i legami diventano indissolubili. Dalla mafia o esci morto o non ne esci” ha specificato. Ha inoltre ricordato la pubblicazione fatta alla Gazzetta Ufficiale dell’integrazione fatta con gli ingegneri al Ministero dell’Interno che dichiarava che chiunque non avesse né il potere ed il denaro per poter sistemare le cose non poteva essere perseguito. “Altrimenti sarebbe andato in galera mezzo mondo. Immaginate solo riguardo l’obbligo delle scale antincendio: in un carcere le mettiamo domani mattina?”
“Per quanto riguarda l’amianto ha ricordato che dal 1992 non si è riuscite a realizzare le discariche necessarie, una per Regione.” ha ricordato Cardillo. Possibilità paventata dall’Avv. Ezio Bonanni, anche in occasione dell’incontro informale con il Vicepresidente della Camera Sergio Costa antecedente questo Convegno.
Oltre ogni ideologia
Bonanni ha affrontato anche argomenti che non riguardano solo l’amianto e che meriterebbero un approccio simile, come ad esempio la lotta al crimine organizzato ed il miglioramento delle condizioni degli uomini in divisa. “A volte le forze dell’ordine sono costrette a fare inseguimenti con mezzi poco adeguati come ad esempio delle macchine utilitarie” ha dichiarato nel ribadire la vicinanza agli uomini in divisa che tutelano la nostra sicurezza. “Chi è morto sul lavoro e facendo il suo dovere rimarrà vivo al di là di ogni colore politico o strumentalizzazione ideologica”.
Spazio al convegno, tra gli altri interventi, anche alla criminologa MelissaTrombetta che ha introdotto un’interessante possibilità della ippoterapia per il benessere psicologico ed al prof. Nicola De Marinis che ha presentato una fotografia sulle conseguenze relativa alla condizione dei lavoratori e l’evoluzione tecnologica, tra rischi e benefici.
“Sicurezza sul lavoro e benessere psicologico”: un convegno per costruire imprese sane
OGGI, 25 FEBBRAIO 2025, SI È SVOLTO NELLA SALA LAUDATO SÌ, IN CAMPIDOGLIO A ROMA, UN IMPORTANTE CONVEGNO SULLA SICUREZZA SUL LAVORO E IL BENESSERE PSICOLOGICO. ORGANIZZATO DA ONA E PATROCINATO DALL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DELLA CAPITALE. L’EVENTO SI È FOCALIZZATO SULLE STRATEGIE PER MIGLIORARE LE CONDIZIONI LAVORATIVE E TUTELARE LA SALUTE DEI LAVORATORI
Le imprese sane si fondano su sicurezza e benessere psicologico
Il tema della sicurezza sul lavoro è sempre più rilevante nel dibattito pubblico, in quanto rappresenta un elemento imprescindibile per garantire il benessere e la produttività dei lavoratori. La prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali non può essere considerata un onere accessorio per le aziende, ma una vera e propria responsabilità sociale. Parallelamente, il benessere psicologico è emerso come un fattore determinante: lo stress, il burnout e la precarietà lavorativa sono problematiche che incidono negativamente sulla qualità della vita e sulle performance professionali.
In questo contesto, il convegno si è posto l’obiettivo di fornire una visione multidisciplinare su come le imprese possano evolversi in modo sostenibile, promuovendo ambienti di lavoro sicuri e attenti alla salute mentale dei dipendenti.
L’avv. Bonanni: la lotta contro l’amianto e le malattie professionali
L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto(ONA), ha sottolineato un aspetto fondamentale del dibattito sulla tutela della sicurezza sul lavoro e del benessere psicofisico dei lavoratori. «I progetti di legge in atto da più parti politiche possono essere sintetizzati in un’unica proposta. La tutela della salute e della sicurezza sul lavoro non è né di destra né di sinistra». Secondo Bonanni, è necessario lavorare concretamente per garantire ai lavoratori un ambiente sicuro e una qualità della vita che vada oltre la semplice assenza di malattia: «Il benessere non è inteso soltanto come assenza di malattia organica, ma anche come equilibrio psicofisico, come serenità, possibilità di pensare al futuro».
Tale diritto, ha precisato il presidente ONA, non riguarda solo i lavoratori civili, ma si estende anche alle forze dell’ordine e alle forze armate, che spesso operano in condizioni difficili e con mezzi inadeguati. «Il cittadino lavoratore, ma anche il cittadino lavoratore militare, deve essere tutelato. Questo tema non è estraneo alle forze armate, che hanno diritto alla sicurezza sul lavoro come qualsiasi altro cittadino».
Ha poi citato la giurisprudenza recente, ricordando che anche il Consiglio di Stato ha recepito gli orientamenti della Cassazione in merito all’applicabilità delle tutele dell’articolo 2087 del Codice Civile ai militari.
Focus sulla sicurezza
Il presidente dell’ONA, avv. Ezio Bonanni
«Non possono essere imposti rischi estranei a quelli di origine bellica per i militari, così come per le forze dell’ordine non possono essere tollerati rischi che vadano oltre il normale esercizio della loro funzione di tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza».
Bonanni ha portato un esempio concreto delle difficoltà operative delle Forze dell’Ordine, spesso costrette a lavorare con mezzi non all’altezza delle sfide quotidiane: «Dobbiamo cominciare a pensare che i nostri carabinieri e la nostra polizia sono spesso dotati di veicoli non adeguati, come Fiat Panda o Fiat Uno, con cui devono inseguire pericolosi delinquenti armati di tutto punto e dotati di mezzi molto più potenti e attrezzati».
Ha poi aggiunto:«Non si tratta solo di un problema di sicurezza fisica, ma anche di dignità. Negare ai nostri uomini in divisa strumenti adeguati significa negare la loro stessa dignità professionale».
Infine, ha accennato anche all’importanza della digitalizzazione nelle forze dell’ordine, che devono essere messe nelle condizioni di operare con strumenti tecnologici avanzati per affrontare le sfide del crimine moderno. In conclusione, l’avvocato ha rivolto un appello alla politica affinché non si perda tempo e si dia concretezza alle riforme necessarie: «Credo che possiamo subito iniziare con azioni concrete, perché non possiamo più permetterci di ignorare queste problematiche».
Il convegno sulla sicurezza sul lavoro e il benessere psicologico ha visto la partecipazione di diversi esperti, tra cui l’avvocato penalista Riccardo Brigazzi e la criminologa Melissa Trombetta. Mentre Brigazzi ha approfondito gli ostacoli giuridici nel riconoscimento delle responsabilità nei casi di esposizione all’amianto, Trombetta ha posto l’accento sulla prevenzione e sulla creazione di un ambiente di lavoro sano, introducendo anche nuove prospettive di supporto psicologico per le vittime.
Intervento dell’Avv. Riccardo Brigazzi
L’avvocato Riccardo Brigazzi ha raccontato il suo coinvolgimento nei processi in cui l’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) si è costituita parte civile, sottolineando come la battaglia si giochi soprattutto sulla dimostrazione del Nesso Causale tra esposizione all’amianto e malattia.
«Sono stato inviato a cercare di farla parte tecnica professionale nella ricerca di questa giurisprudenza di cui l’ONA è in caccia ormai da diverso tempo, che fissi finalmente dei paletti utili a far ottenere giustizia oltre che risarcimenti alle vittime delle patologie derivanti dall’amianto».
Brigazzi ha evidenziato come, sebbene ormai la correlazione tra esposizione all’amianto e malattia sia generalmente riconosciuta, le strategie difensive si concentrano sulla questione delle concause, mettendo in difficoltà i giudici.
«Due anni di lavoro precedenti fatti vent’anni prima da un’altra parte hanno dato la possibilità agli stimati colleghi della difesa di poter dire che la cosiddetta dose killer poteva essere stata assunta in quei due anni, e questo ha portato più di una volta i giudici a non poter riconoscere al di là di ogni ragionevole dubbio la responsabilità principale del datore di lavoro».
Ha raccontato casi di operai esposti per decenni senza protezioni adeguate e delle loro famiglie inconsapevolmente contaminate dalle polveri. L’obiettivo dell’ONA è creare una giurisprudenza solida, con sentenze uniformi, affinché la giustizia sia garantita a chi ne ha diritto.
«Dal 1992, con la messa al bando dell’amianto, si sono fatti passi da gigante, ma gli strumenti processuali per ottenere giustizia sono ancora inadeguati. Dobbiamo continuare questa battaglia affinché si possano ottenere risultati concreti nel minor tempo possibile, perché la vita non aspetta».
La criminologa Dott.ssa Melissa Trombetta e il tema della prevenzione
La dottoressa Melissa Trombetta ha invece affrontato il tema della sicurezza sul lavoro in un’ottica preventiva e criminologica, spiegando che un’impresa sana si costruisce con regole, prevenzione e tutela del benessere psicologico dei lavoratori.
«Una gestione delle risorse, la legalità e la prevenzione dei rischi sono elementi essenziali per un ambiente di lavoro sicuro. Bisogna mettere in pratica meccanismi che riguardino tutto a 360 gradi».
Un aspetto innovativo del suo intervento ha riguardato l’introduzione di percorsi di recupero psicologico per le vittime del lavoro attraverso interventi assistiti con i cavalli.
«Vogliamo incentivare gli interventi assistiti con i cavalli, una novità che sta dando risposte concrete. Il contatto con questi animali permette alle persone di riemergere dalla paura e dalla malattia in modo naturale».
L’obiettivo, secondo la criminologa, è affiancare alle misure di sicurezza sul lavoro strategie di supporto psicologico per coloro che hanno subito esposizioni dannose. Un’impresa sana, ha concluso, non deve solo garantire protezione dai rischi, ma anche prendersi cura del benessere psicologico ed emotivo dei lavoratori e delle vittime.
“Il 4 Novembre deve tornare ad essere la Festa dell’Unità Nazionale”
Il Tenente Pasquale Trabucco, presidente del Comitato per il ripristino della Festa del 4 Novembre, è intervenuto sottolineando l’importanza della responsabilità individuale nella sicurezza sul lavoro e della tutela dei diritti delle vittime del dovere.
«Noi discutiamo sempre del problema dei datori di lavoro, ma il problema è sempre del singolo, è sempre individuale. Siamo noi che dobbiamo stare attenti alla nostra salute, che è una salute che è appunto psicofisica».
Il militare ha poi parlato della sua iniziativa simbolica, un viaggio di 75 tappe, che lo porterà da Roma, dal Mausoleo di Adriano, fino al Vallo di Adriano, per promuovere il riconoscimento del 4 Novembre come Festa dell’Unità Nazionale.
«Lo farò per il 4 Novembre, perché la nuova legge non è sufficiente. Noi vogliamo che torni ad avere gli effetti civili che aveva fino al 1976».
Ha ringraziato il Ministro Prosetto per l’istituzione della Giornata dell’11 Novembre, dedicata ai veterani della difesa, ma ha anche ribadito che i militari non desiderano la guerra e che è la politica a decidere quando e come combattere.
Nessun militare vuole uccidere
«Nessun militare vuole fare la guerra, nessun militare vuole uccidere. È la politica che decide se, come e quando farlo. Il militare è semplicemente, tra virgolette, un lavoratore».
Uno dei temi centrali del suo intervento è stata la necessità di equiparare le vittime del dovere alle vittime del terrorismo, denunciando le attuali disparità nei benefici e nei riconoscimenti.
«Non è possibile che ci siano benefici differenti. Come si diceva anche l’altra volta, nessuno sceglie da chi farsi colpire. Le vittime del dovere devono essere equiparate alle vittime del terrorismo».
Ha poi sottolineato come in Italia la legge non sia sempre uguale per tutti, nonostante il principio costituzionale di uguaglianza.
«C’è scritto ‘la legge è uguale per tutti’, poi ci accorgiamo che in fondo la legge non è uguale per tutti. Su questo dobbiamo lavorare».
Paola Vegliantei: la cultura giuridica come strumento di tutela
La dottoressa Paola Vegliantei, presidente dell’Accademia della Legalità
La dottoressa Paola Vegliantei, presidente dell’Accademia della Legalità, ha aperto il suo intervento sottolineando l’importanza dell’umiltà nel contesto lavorativo. «Mantenere l’umiltà è la cosa più bella, perché oggi anche questo fa parte del benessere psicologico nell’ambiente lavorativo».
Ha poi evidenziato come la consapevolezza del proprio ruolo e della disciplina siano fondamentali per un lavoro svolto con eccellenza. «Se sei preparato, il tuo ruolo lo ricopri all’eccellenza».
Tuttavia, ha denunciato la mancanza di tutela in molti settori, spiegando che il problema non è nato con la pandemia, ma era già presente e la crisi sanitaria lo ha solo amplificato. «Non è stata la pandemia a tirare fuori le criticità. C’erano già prima».
Ha quindi posto l’accento sulla responsabilità dei datori di lavoro nel garantire condizioni adeguate, mettendo in evidenza la mancanza di cultura della sicurezza. «Purtroppo non c’è la cultura del volersi bene».
Nello specifico, la dottoressa Vegliantei ha ribadito che la sicurezza e il benessere psicologico dipendono sia dai lavoratori sia dai datori di lavoro. «La responsabilità è 50-50, nessuno è escluso».
Un altro punto chiave del suo discorso è stato il riferimento alla condizione di donne e giovani nel mondo del lavoro. «Se il datore di lavoro non mi consente di poter lavorare, come faccio a rendere?». Ha poi aggiunto che il benessere psicologico parte dalla leadership aziendale. «Se il datore di lavoro mi dà dei semplici ma importanti strumenti per crescere, io fiorirò e fiorirà anche l’azienda».
Infine, ha chiuso il suo intervento con un appello alla chiarezza e alla trasparenza nelle dinamiche lavorative, denunciando le problematiche legate ai contratti illeciti e alla precarietà lavorativa. «Laddove c’è chiarezza, trasparenza e buona volontà, non ci possono essere altre situazioni».
La proposta di legge avanzata dall’onorevole Giovanni Maiorano
L’On. Giovanni Maiorano, membro della Commissione Antimafia, ha illustrato la sua proposta di legge per l’accesso pensionistico anticipato a chi ha lavorato per almeno dieci anni in ambienti contaminati da amianto. Ha sottolineato che il governo ha dato parere favorevole alla sua richiesta, anche se il percorso resta complesso.
«A me non interessa che si chiami Legge Maiorano, mi interessa che questa cosa si faccia».
Ha poi ribadito che il riconoscimento di questo diritto non può ripagare le sofferenze subite, ma può restituire dignità ai lavoratori esposti al pericoloso minerale.
Vicepresidente Sergio Costa: un approccio ambientale alla sicurezza
Il Vicepresidente della Camera dei Deputati Sergio Costa, ex ministro dell’Ambiente, ha posto l’attenzione sull’intersezione tra sicurezza sul lavoro e sostenibilità ambientale.
In merito alla piaga dell’amianto, Costa ha denunciato la presenza di oltre 32 milioni di tonnellate di questo materiale altamente nocivo ancora disseminate sul territorio italiano, con stime fornite dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) che fanno salire la cifra fino a 40 milioni di tonnellate. Ha evidenziato come il problema interessi ospedali, scuole e intere aree contaminate, spesso trascurate nonostante l’esistenza di una normativa di riferimento sin dal 1992.
«L’amianto non ha colori. La priorità non ha colori».
L’ex ministro ha successivamente posto l’accento sulla necessità urgente di finanziamenti per le bonifiche, ricordando che, durante il suo mandato, aveva dimostrato come le risorse fossero già disponibili e immediatamente utilizzabili. Ha quindi rivolto un appello alla maggioranza parlamentare affinché venga calendarizzata e approvata una legge organica sull’amianto entro il 31 dicembre 2025, in conformità con le direttive europee.
«Se non approfittiamo di questa spinta europea, poi non ci lamentiamo»
Fabrizio Santori: la prospettiva amministrativa
Fabrizio Santori, consigliere dell’Assemblea Capitolina, ha ribadito con fermezza l’importanza del monitoraggio costante della sicurezza nei luoghi di lavoro, elogiando l’impegno dell’ONA e delle istituzioni nel contrastare il rischio amianto, con un’attenzione particolare alla sua presenza nelle scuole e negli edifici pubblici. Ha pertanto sottolineato come le segnalazioni dei cittadini rivestano un ruolo cruciale nel portare alla luce situazioni di pericolo e nel sollecitare azioni tempestive da parte delle autorità competenti.
«Le istituzioni avevano timore non solo dell’organo politico, ma anche della presenza dell’ONA, che ha sempre aiutato a raggiungere risultati concreti».
Santori ha quindi posto l’accento sulla necessità di un controllo più capillare del territorio, ricordando che a Roma è già attivo un osservatorio sui luoghi di lavoro. Infine, ha evidenziato come rafforzare la prevenzione e garantire la legalità sia un obiettivo imprescindibile per arginare il drammatico fenomeno degli infortuni e delle morti sul lavoro, richiamando la responsabilità delle istituzioni nel promuovere azioni concrete e incisive.
Nicola De Marinis: il ruolo della giurisprudenza
Nicola De Marinis, consigliere della Corte di Cassazione, ha esaminato con rigore il panorama giuridico della sicurezza sul lavoro, ripercorrendo le sentenze più significative e analizzando l’evoluzione normativa che negli ultimi anni ha ridefinito il quadro della tutela dei lavoratori.
Il cassazionista ha posto l’attenzione su come la salute e la sicurezza negli ambienti lavorativi non si limitino più ai soli rischi fisici, ma includano anche le criticità psichiche derivanti dai profondi cambiamenti organizzativi delle imprese e dall’adozione di nuove tecnologie, come lo smart working e i sistemi decisionali automatizzati.
«Si ha una traslazione ormai dal rischio fisico al rischio psichico».
Infine, De Marinis ha evidenziato l’impatto pervasivo dell’intelligenza artificiale, spiegando come gli algoritmi governino sempre più dinamiche lavorative, influenzando valutazioni delle prestazioni, possibilità di avanzamento e persino la stabilità occupazionale. Ha citato il caso dei rider e dei lavoratori delle piattaforme digitali, i cui incarichi vengono assegnati in base a meccanismi automatizzati, che premiano o penalizzano i singoli sulla base di metriche opache e in costante evoluzione.
Interviene il consigliere dell’ Assemblea Capitolina Giorgio Trabucco
Il consigliere Trabucco ha sottolineato con fermezza la necessità di una sinergia istituzionale per garantire bonifiche efficaci e un rafforzamento delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione ai cantieri aperti in vista del Giubileo 2025. L’imponente piano infrastrutturale che sta trasformando la Capitale richiede, secondo Trabucco, un controllo stringente affinché le opere vengano realizzate nel rispetto delle normative sulla tutela della salute dei lavoratori.
«Queste battaglie non hanno colore politico».
Ha poi aggiornato sull’importante operazione di rimozione di 3.500 metri quadrati di amianto dall’Istituto Ambroselli di Centocelle, uno degli interventi di bonifica più significativi condotti di recente. Ha evidenziato come questo risultato sia frutto di un coordinamento interistituzionale tra Roma Capitale, Regione Lazio, PNRR e Città Metropolitana, che ha permesso di reperire i fondi necessari e avviare i lavori.
Infine, ha ribadito l’urgenza di garantire che gli appalti legati al Giubileo rispettino rigorosi standard di sicurezza, scongiurando il rischio di ribassi indiscriminati che potrebbero compromettere la qualità delle opere e, soprattutto, mettere in pericolo la salute e la dignità dei lavoratori coinvolti
La testimonianza di Luigi Abbate
Luigi Abbate, giornalista e presidente del Consiglio Comunale di Taranto, ha denunciato le difficoltà nel riconoscimento delle malattie asbesto-correlate, raccontando il caso di suo padre, la cui patologia è stata riconosciuta dalla commissione medico-ospedaliera, ma negata dalla commissione di verifica. Solo dopo una battaglia legale il tribunale ha riconosciuto lo status di vittima del dovere, rendendo la sentenza definitiva.
«La cosa che mi ha fatto rabbia è voler negare la letteratura scientifica. Oramai è chiaro come il sole che queste patologie hanno un periodo di latenza enorme».
Ha poi evidenziato le difficoltà delle vittime e dei loro familiari nel far valere i propri diritti, sottolineando il ruolo fondamentale dell’ONA:
«Si gioca molto sulla difficoltà delle persone ad affrontare un giudizio, perché tu hai di fronte lo Stato, non un privato».
Matteo Villanova: il contributo accademico
Il professore Matteo Villanova, docente dell’Università Roma Tre, ha lanciato un allarme sulla presenza e la pericolosità delle sostanze tossiche, con un focus particolare sull’amianto, ribadendo come la sua diffusione rappresenti una minaccia non solo per i lavoratori esposti, ma anche per le generazioni future. Ha spiegato come le conseguenze dell’inquinamento ambientale non si esauriscano nell’immediato, ma possano avere ripercussioni a lungo termine attraverso un impatto diretto sulla salute psico-neuro-endocrino-immunitaria, alterando persino il patrimonio genetico e trasmettendo il danno alle generazioni successive.
«Il cittadino deve vedere nello Stato un padre che protegge, nutre, istruisce e non qualcosa da cui doversi difendere».
Il professore ha poi puntato il dito contro la corruzione e la mancanza di sinergia tra il mondo medico, giuridico ed educativo, denunciando come questa frammentazione ostacoli l’adozione di strategie efficaci per la tutela della salute pubblica. Ha infine sottolineato l’urgenza di un approccio multidisciplinare e scientificamente fondato per affrontare le emergenze sanitarie e sociali, abbandonando logiche di interesse e inerzia burocratica.
Il punto di vista del medico legale Pasquale Bacco
Pasquale Bacco, medico legale, ha denunciato con forza l’ingiustizia sistematica che circonda le vittime dell’amianto, sottolineando che troppo spesso si investe più per negare il nesso di causalità che per prevenire il problema.
«L’amianto è uno degli scandali d’Italia. Se solo si fosse voluto, e ancora oggi si volesse, tutto questo potrebbe essere evitato».
Ha evidenziato l’impatto sociale della malattia, che non colpisce solo i pazienti, ma intere famiglie, e ha attaccato la disuguaglianza nell’accesso alla sanità, dove la salute è diventata un lusso e non più un diritto.
«Ci sono bambini che studiano in scuole con l’amianto e altri che non sanno nemmeno cosa sia. Noi non possiamo più continuare così».
Infine, ha sottolineato come la medicina moderna e l’intelligenza artificiale abbiano ormai gli strumenti per garantire giustizia e cure adeguate, ma manca la volontà politica di applicarli.
Il bisogno di applicare le leggi: parla il Generale Giampiero Cardillo
Il Generale Cardillo ha parlato dell’inefficacia delle normative sulla sicurezza sul lavoro, evidenziando come, nonostante l’introduzione di leggi come la 626 e la 81, il numero di infortuni e morti non sia realmente diminuito. Ha sottolineato che la legislazione sulla sicurezza è stata influenzata più dagli interessi delle assicurazioni che dalle reali esigenze dei lavoratori e che spesso manca una struttura adeguata per applicarla concretamente.
«Se promulghi una legge senza avere l’apparato per applicarla, non serve a nulla».
Interviene l’Avv. Guerrino Petillo, coordinatore del Comitato di UNIT
L’avvocato Petillo ha sottolineato l’importanza delle sentenze ottenute dall’ONA nella lotta contro l’amianto, definendole decisive per portare alla ribalta un problema spesso ignorato:
«Le morti sul lavoro impressionano perché sono un evento traumatico, ma quelle di cui ci stiamo occupando sono le morti silenziose».
Ha evidenziato altresì la necessità di un impegno costante e strutturato, che vada oltre iniziative sporadiche:
«Non è un percorso che può essere trattato per spot. Servono tenacia, pazienza e programmazione».
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