Prepensionamento amianto: ultime novità

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Pensione inabilità malattie di amianto (2020)

L’amianto è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. Si ottiene a seguito di un’attività estrattiva, e il suo nome deriva dalla parola Asbesto che tradotto significa “Che non si spegne mai”.

Le patologie asbesto correlate,  sono quelle malattie causate dall’amianto: asbestosi, ispessimento pleurico, placche pleuriche, cancro del polmone, tumore alla faringe, tumore alla laringe, tumore all’esofago, tumore delle ovaie e degli altri organi del tratto gastrointestinale.

Coloro che subiscono danni da amianto, con patologie asbesto correlate, hanno diritto al prepensionamento amianto, sia attraverso l’art. 13 co. 7 della L. 257/92, sia in caso di assenza di maturazione del diritto, alla pensione inabilità amianto (prepensionamento per malattia).

La pensione inabilità amianto dopo la riforma

La legge tutela i lavoratori che richiedono la pensione di inabilità per malattie da amianto. Infatti, i soggetti che durante lo svolgimento della loro attività lavorativa hanno contratto malattie professionali per l’esposizione amianto, possono richiedere la pensione di inabilità.

I criteri e le modalità che definiscono la concessione del trattamento previdenziale sono contenuti nel D.M. del 16 dicembre 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 34 dell’11 febbraio 2020 (prepensionamento ultime notizie).

Aggiornamento pensione di inabilità aprile 2020 (aggiornamento)

I lavoratori malati di amianto, grazie all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni possono ottenere l’immediato pensionamento (pensione inabilità amianto). Il testo di legge di cui all’art. 1, co. 250, L. 232 del 2016, è stato, infatti, modificato. Sono state ampliate le categorie che hanno diritto al prepensionamento. Inizialmente potevano essere collocati in pensione immediata solo coloro che avevano ottenuto il riconoscimento di malattia professionale per asbestosi, mesotelioma e tumore del polmone. Ora, per effetto  del Decreto L. 34 del 2019, convertito con legge 58 del 2019, e della Circolare INPS n. 34 del 09.03.2020 (pensione inabilità amianto), tutti coloro che hanno ottenuto il riconoscimento della patologia asbesto correlata, compreso il cancro della laringe, il cancro delle ovaie, etc., possono chiedere di essere immediatamente collocati in pensione (ultime notizie su prepensionamenti).

Importante: verificare i requisiti, poiché, con il riconoscimento di queste malattie (prepensionamento per patologia), a prescindere dal grado di invalidità, si ha diritto ai benefici amianto con l’art. 13 co. 7 L. 257/92. Inizialmente, l’INPS richiedeva il grado di invalidità almeno del 6%. La Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, sentenza n. 30438/2018, ha stabilito, invece, che la rivalutazione del periodo  contributivo con il coefficiente 1,5, spetta sempre e comunque. Si prescinde dal grado di invalidità riconosciuto dall’INAIL.

Questo è molto importante, perché la pensione di inabilità INPS non è cumulabile con le prestazioni INAIL. In questo modo, coloro che hanno chiesto ed ottenuto la pensione di inabilità INPS, si vedono precluso il diritto alle prestazioni INAIL.

Allora, a questo punto, se con i benefici amianto si matura ugualmente il diritto al prepensionamento, perché sono raggiunti limiti di età e di anzianità contributiva, a questo punto è preferibile mantenere la rendita INAIL, e allo stesso tempo, acquisire il prepensionamento, con i requisiti ordinari. Infatti, ottenuto il riconoscimento delle maggiorazioni contributive (ex art. 13 co. 7 L. 257/92), con la maggiorazione amianto, nella stragrande maggioranza dei casi si raggiungono i requisiti per il pensionamento. Se le contribuzioni mancanti sono limitate è preferibile attendere la maturazione ordinaria, sempre con il prepensionamento pari al 50% del periodo di esposizione (prepensionamento per amianto).

In caso di riconoscimento di grado poco elevato, come succede per esempio con le placche e gli ispessimenti pleurici, si potrebbe valutare con più tranquillità. Infatti,  con queste patologie, il grado di inabilità è quasi sempre inferiore al 6%. L’ONA ha contestato queste valutazioni, perché il danno da esposizione, con placche ed ispessimenti, è più elevato. Le placche e gli ispessimenti pleurici sono quel fenomeno di infiammazione che, di solito, anticipa il mesotelioma della pleura.

Tuttavia, in questi casi, specialmente se il lavoratore malato è molto giovane, e mancano molti anni al pensionamento, a questo punto, è preferibile chiedere di poter essere collocato in pensione di inabilità (domanda di prepensionamento).

Pensione inabilità amianto: le nuove linee guida

L’art. 41-bis della legge 58 del 2019 ha ampliato la tutela vittime amianto malattia professionale con i commi 250-bis e 250-ter all’art. 1 della L. n. 232/2016.La pensione di inabilità è subordinata alla condizione che le patologie asbesto–correlate siano di origine professionale. Inoltre è necessario che le stesse siano documentate da apposita certificazione rilasciata dall’INAIL ed allegata alla domanda di certificazione del diritto al beneficio: viene a cadere la liquidazione originaria, e il diritto sussiste nel caso di riconoscimento anche delle altre patologie asbesto correlate.

In altre parole, anche in caso di placche ed ispessimenti pleurici, oppure di cancro della laringe, ovvero delle ovaie ed in ogni caso, di patologia asbesto correlata riconosciuta dall’INAIL si avrà diritto a pensionamento immediato. Rispetto all’art. 13 co. 7 della L. 257/92, si maturerà il diritto pur senza raggiungere l’età pensionabile e l’anzianità anagrafica (ultime novità sui prepensionamenti).

A specificarlo è l’INPS con la Circolare n. 34 del 9 marzo 2020. Nel documento di prassi forniscono le istruzioni in merito all’applicazione delle disposizioni su indicate (prepensionamento inps).

Assistenza legale gratuita ONA prepensionamento amianto

L’ONA assiste tutti coloro che sono vittime di patologie asbesto correlate riconosciute e certificate, per ottenere la pensione di inabilità amianto (domanda amianto). L’ Avv. Ezio Bonanni guida il pool di legali per l’assistenza legale gratuita vittime amianto malattie professionali.

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Mobilitazione dell’ONA per la tutela legale gratuita

Lo rende noto l’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il suo presidente avv. Ezio Bonanni. Tutti i lavoratori interessati potranno essere assistiti gratuitamente. La domanda di pensionamento amianto può essere depositata presso l’INPS.

  • Circolare INPS n. 34 del 09.03.2020 (pensione inabilità amianto)

<<Spero che non ci siano altri ostacoli ai fini dell’operatività delle nuove norme, che premiano l’impegno dell’ONA, che fece questa prima proposta già nel 2016>> dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

I soggetti titola del diritto al prepensionamento

I soggetti destinatari della pensione di inabilità sono i lavoratori in servizio o cessati dall’attività, iscritti all’INAIL o alle forme esclusive e sostitutive, affetti da patologia asbesto-correlata accertata e riconosciuta ai sensi dell’art. 13, co. 7, della L. n. 257/1992, che abbiano contratto malattie professionali a causa dell’esposizione all’amianto documentate dall’INAIL, ivi compresi coloro che:

transitati in una gestione diversa da quella dell’INPS, inclusi coloro che per effetto della ricongiunzione contributiva effettuata ai sensi dell’art. 2 della L. n. 29/1979, non possono far valere contribuzione nell’Assicurazione generale obbligatoria;

  • coloro che siano titolari del sussidio per l’accompagnamento alla pensione entro l’anno 2020, riconosciuto ai sensi dell’art. 1, co. 276, della L. n. 208/2015, secondo i criteri e le modalità indicate nel D.M. 29 aprile 2016, che scelgano la pensione di inabilità di cui all’art. 1, co. 250 della L. n. 232/2016.

I requisiti previdenziali per il prepensionamento amianto

La pensione di inabilità spetta a tutti i lavoratori vittime di patologie asbesto correlate che siano in possesso (amianto prepensionamento):

  • del requisito contributivo, che si intende perfezionato quando risultino versati o accreditati a favore dell’assicurato almeno cinque anni nell’arco dell’intera vita lavorativa;
  • del riconoscimento, da parte dell’INAIL, secondo la normativa vigente, di una patologia asbesto-correlata di origine professionale, anche qualora l’assicurato non si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa.

I requisiti sanitari

Le patologie asbesto correlate sono i seguenti:

Questo elenco è tassativo. Il diritto alla pensione di inabilità amianto è subordinato alla condizione che le dette malattie amianto siano riconosciute di origine professionale ovvero come causa di servizio con apposita certificazione rilasciata dall’INAIL (domanda amianto inail) o da altre amministrazioni competenti secondo la normativa vigente.

I riconoscimenti delle altre amministrazioni, come per esempio il Ministero della Difesa sono equivalenti ed hanno pari efficacia. Pertanto l’avvenuto riconoscimento della causa di servizio non comporta per il lavoratore l’obbligo di certificazione da parte dell’INAIL del riconoscimento della patologia di origine professionale ai fini dell’attribuzione della pensione di inabilità per esposizione ad amianto.

Il termine per la domanda della pensione amianto

A decorrere dal 1° gennaio 2020, le domande di accesso al beneficio devono essere presentate all’INPS entro e non oltre il 31 marzo di ogni anno. A tal fine, l’INPS ha dedicato risorse finanziarie per:

  • 13,1 milioni di euro per l’anno 2020;
  • 12,6 milioni di euro per l’anno 2021;
  • 12,3 milioni di euro per l’anno 2022;
  • 11,7 milioni di euro per l’anno 2023;
  • 11,1 milioni di euro per l’anno 2024;
  • 10 milioni di euro per l’anno 2025;
  • 9,2 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 8,5 milioni di euro per l’anno 2027;
  • 7,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2028.

L’INPS a seguito della presentazione della domanda, comunica al lavoratore ammalato:

  • l’accesso al beneficio, accertata la sussistenza della relativa copertura finanziaria;
  • l’accesso al beneficio, con indicazione della prima decorrenza utile della pensione di inabilità di cui al presente decreto, differita in ragione dello scostamento del numero delle domande rispetto ai limiti annuali di spesa;
  • il rigetto della domanda di accesso al beneficio qualora l’interessato non risulti in possesso dei requisiti previsti.

L’ incompatibilità e incumulabilità

Il prepensionamento amianto

  • è incompatibile con lo svolgimento da parte del titolare di qualsiasi attività lavorativa dipendente o autonoma;
  • è incumulabile con la rendita vitalizia liquidata per lo stesso evento invalidante, a norma del testo unico approvato con Dpr. n. 1124 del 30 giugno 1965, n. 1124;
  • è incumulabile con altri benefici pensionistici previsti dalla normativa vigente.

La trappola dell’INPS in danno delle vittime amianto

Questo aspetto della incomulabilità con la rendita INAIL è un fatto grave, perchè esclude il trattamento dell’Ente INAIL, per cui è sempre preferibile ottenere i benefici contributivi per esposizione ad amianto ex art. 13 co. 7 L. 257/92, ed utilizzare gli ordinari strumenti di pensionamento.

L’accesso alla pensione di inabilità amianto può essere preferibile nel caso in cui il grado invalidante sia poco elevato: infatti, fino al 6% vi è la franchigia INAIL, e dal 6 al 15% solo l’una tantum.

La pensione di reversibilità

Si specifica, infine, che la pensione di inabilità è reversibile in favore dei superstiti del pensionato che, in possesso del requisito sanitario e di quello contributivo, deceda durante l’iter facente seguito alla presentazione della domanda di pensione di inabilità.

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