33 C
Rome
martedì, Settembre 15, 2026
Home Blog Page 440

Corte di Appello di Firenze: risarcita vedova amianto

Corte di Appello di Firenze
Corte di Appello di Firenze

Firenze, risarcita la vedova di un ex lavoratore esposto

La Corte di Appello di Firenze, Presidente Dott.ssa Simonetta Liscio, in riforma della sentenza di primo grado pronunciata dal Tribunale di Livorno, ha condannato l’Inail a costituire la rendita in reversibilità in favore della Sig.ra B.M..

La signora era moglie del Sig. G.N., deceduto in data 23.10.2007 e dipendente della Solvay Chimica S.p.A. di Rosignano.

La Corte di Appello ha poi condannato l’Inail a liquidare ai superstiti le prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto, oltre all’assegno funerario. Risarcita la vedova.

Difatti, come accertato da tecnici nominati dall’Autorità Giudiziaria, la malattia che ha causato il decesso del Sig. G.N., ovvero carcinoma polmonare, è connessa eziologicamente all’esposizione ad amianto.

La vittima esposta ad amianto presso la Solvay Chimica Sp.A. di Rosignano, ha prestato attività lavorativa dal 19.04.1971 al 28.02.1990, dapprima con mansione di manovale presso il reparto Rifornimenti.

Successivamente come conduttore nastri trasportatori presso il reparto Sodiera e come conduttore BIR sempre presso il reparto Sodiera.

L’utilizzo di amianto nella Solvay di Rosignano

È stato pacificamente accertato, sia in processi penali che civili, l’utilizzo massiccio di amianto nella Solvay.

La fibra killer era presente in guarnizioni, baderne e avvolgimenti, MCA era usato per le coibentazioni e le guarnizioni delle celle e tubazioni in genere.

Amianto in scaglie mescolato con acqua era usato per la preparazione dell’impasto, per il tamponamento di alcune zone dell’impianto negli anni 70. Amianto in trecce poteva essere usato per gli interventi manutentivi.

Tutte queste parti costituite in MCA sono state costantemente presenti nel reparto sodiera, almeno fino agli inizi anni 90.

Le operazioni dirette su queste parti costituite di amianto di macchine ed impianti erano eseguite sia routinariamente che in emergenza dagli operatori manutentori.

Gli operatori del reparto sodiera non avevano compiti diretti di manutenzione o manipolazione se non in occasionali momenti.

Tuttavia, durante le operazioni poste in essere dai manutentori, gli operai presso il predetto reparto erano presenti e potevano certamente subire un’esposizione indiretta, perché fibre e polvere si liberavano inquinando l’ambiente. 

Neoplasie ed esposizione amianto

L’insorgenza di alcune malattie neoplastiche è strettamente correlata con la presenza di amianto. A stabilirlo è lo IARC con la sua ultima monografia.

Infatti, come si legge l’amianto ha delle gravi conseguenze sulla salute umana. Gli esposti alle fibre di asbesto vengono sottoposti ogni giorno al rischio di neoplasie amianto come il mesotelioma per esempio. Oppure, il cancro al polmone o altri tumori del tratto gastro intestinale.

Le azioni ONA e la parola al Presidente

 assistenza ona

La pronuncia della Corte di Appello di Firenze,è fondamentale perchè conferma la condizione di rischio amianto per coloro che hanno lavorato nel sito Solvay di Rosignagno“. Dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, difensore della moglie del lavoratore, componente della Commissione Nazionale Amianto, istituita dal Ministero dell’Ambiente.

Il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che, a tutti i livelli, lavora per incentivare le bonifiche e la messa in sicurezza dei siti, tra i quali edifici pubblici e stabilimenti, la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti ad amianto, e il riconoscimento dei diritti.

Tutti i cittadini possono rivolgersi all’associazione attraverso il numero verde 800 034 294.

Solvay, storia di una strage di amianto

Quella tra l’ONA e lo stabilimento Solvay Chimica S.p.A. di Rosignano è una lunghissima storia. Sono anni che l’associazione e il suo presidente si battono tra le aule di tribunale per rendere giustizia alle vittime amianto e di altri cancerogeni, ammalatesi proprio a causa della Solvay.

Per saperne di più potrebbe essere utile leggere questo nostro articolo.

Alitalia: INPS condannata ai benefici amianto

INPS
INPS

Alitalia e beneficio amianto: prepensionamento e ricostituzione della posizione contributiva. Il periodo di esposizione ad amianto è rivalutato con il coefficiente 1,5.

In questo modo, si accede al prepensionamento. Per chi è già in pensione, si riliquida la pensione con la maggiorazione dei ratei. Nuova vittoria dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni.

Corte di Appello accoglie il prepensionamento Alitalia

La Corte di Appello di Bari, Presidente Dott. Sebastiano L. Gentile, sconfessa il Tribunale di Trani, e condanna l’INPS ad accreditare le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto del dipendente Alitalia G.M., ai fini del prepensionamento.

G.M., in quanto pilota Alitalia, è stato esposto ad amianto utilizzato nella componentistica degli aeromobili, dalle guarnizioni, alle coibentazioni, alla struttura, compreso il vano motore, così nei ferodi dei freni, etc..

Ciò ha determinato un’elevata condizione di rischio da cui discende il superamento della soglia delle 100 ff/ll, per una media giornaliera di 8 ore lavorative, per un periodo ultradecennale.

Avv. Ezio Bonanni: si al prepensionamento per Alitalia

La pronuncia della Corte di Appello di Bari apre una nuova strada, un nuovo filone di pronunce di riconoscimento del prepensionamento causa amianto Alitalia, per coloro che hanno lavorato in Alitalia anche come piloti, nonostante il Tribunale di Trani avesse inizialmente negato il diritto all’indennizzo contributivo e quindi al prepensionamento.

In Puglia vi è un comportamento non condivisibile dell’inps che per i lavoratori esposti ad amianto, che per loro fortuna non si sono ancora ammalati, nega il diritto al prepensionamento e cioè l’applicazione dell’art. 13, comma 8 L. 257/92.

Come Osservatorio Nazionale Amianto siamo operativi in Puglia ormai da 11 anni e i problemi sono sempre gli stessi: condizione di rischio, aumento delle patologie da amianto, difficoltà ad ottenere dall’inps e inail la tutela dei diritti dei lavoratori e dei familiari delle vittime, ecco perchè abbiamo intesificato la nostra attività in questa regione.“.

Le strutture e i servizi dell’ONA

Dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, difensore del lavoratore, componente della Commissione Nazionale Amianto, istituita dal Ministero dell’Ambiente, e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’ONA ha diverse strutture operative, dalla sede provinciale ubicata in Latina, Via Cairoli n. 10, all’ambulatorio medico legale in Cisterna di Latina, diretto dal Dott. Arturo Cianciosi, per l’assistenza sanitaria gratuita, e con collaborazione del Prof. Luciano Mutti, oncologo di fama internazionale, e lo sportello amianto, anche on-line.

L’approfondimento e la guida per i benefici amianto

Non è la prima volta che l’ONA e l’avv. Ezio Bonanni si imbattono in un procedimento riguardante lavoratori Alitalia. La notizia di oggi è preceduta infatti da un’altra vittoria, di cui potete leggere tutto proprio qui.

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, guida un pool di legali per la consulenza gratuita. Tutti i lavoratori esposti ad asbesto, che è sinonimo di amianto, possono rivolgersi all’ONA per la consulenza gratuita (sportello amianto ONA online).

Con lo strumento della consulenza gratuita, potrai acquisire tutte le informazioni utili per ottenere le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto utili per il prepensionamento.

Coloro che sono già in pensione, possono ottenere la ricostituzione della posizione contributiva, con il coefficiente 1,5, e, quindi, la riliquidazione delle prestazioni pensionistiche.

I ratei di pensione saranno, così, adeguati, tenendo conto del moltiplicatore del valore della contribuzione con il coefficiente 1,5.

Amianto nei cosmetici: noto brand USA al centro delle accuse

Amianto
Amianto

Sono state trovate tracce di amianto all’interno di alcuni cosmetici statunitensi. Al centro delle accuse un noto brand degli USA, Beauty Plus Global. I cosmetici in questione del noto brand statunitense sono quattro e secondo alcune fonti alcuni di essi erano destinati anche al mercato italiano.

Amianto e cosmetici, cosa c’è da sapere

La Fda (Food and Drug Administration) ha invitato tutti i consumatori a non acquistare i suddetti cosmetici proprio a causa della presenza di fibre di amianto. L’amianto è una sostanza cancerogena che può provocare patologie invalidanti come: mesotelioma, cancro ai polmoni, asbestosi, ispessimento pleurico, placche pleuriche e altre gravi neoplasie.

Il problema è stato riscontrato all’interno di talco e di alcuni trucchi in polvere. Alcuni cosmetici in polvere vengono infatti prodotti con un particolare minerale che nella sua forma naturale potrebbe contenere fibre di amianto.

Quali sono i cosmetici sotto accusa?

La Beauty Plus Global, in seguito agli esami, ha deciso volontariamente di richiamare i seguenti prodotti dal mercato:

  • City Color Collection Matte Blush (Fuchsia), SKU # 849136008807, lotto n. 1605020 / PD-840
  • Tavolozza di bellezza senza tempo per cosmetici a colori City, SKU # 849136012958, lotto n. 1510068 / PD-C864R
  • City Color Bronzer (Sunset), SKU # 849136016017, lotto n. 160634 / PD-P712M
  • City Color Shimmer Bronzer (caramello), SKU # 849136017106, lotto n. 1612112 / PD-840.

La presenza di amianto o altri cancerogeni all’interno dei prodotti make up è un problema che si manifesta quasi sempre negli Stati Uniti. In America infatti sono solo 11 le sostanze dal bollino rosso per i prodotti di bellezza. In Europa invece sono 1.300 i composti fuori legge.

Talco e Amianto, una vecchia storia

Non è la prima volta che puntiamo l’attenzione su una vicenda simile. Già in passato i riflettori sono stati puntati su un altro colosso mondiale oggetto di accuse, parliamo di Johnson & Johnson e del suo talco contenente amianto.

Sono state 22 le donne al centro della vicenda, donne che hanno contratto il cancro alle ovaie, patologia asbesto correlata. L’azienda nonostante la condanna al versamento di $ 550 milioni di dollari a ciascuna delle donne, ha sempre negato la propria colpevolezza. 

A tal proposito, abbiamo chiesto l’opinione al Prof. Giancarlo Ugazio, uno dei massimi esponenti della comunità scientifica italiana e dedica i suoi studi alle patologie ambientali.

PER SALVARE LA TERRA, “TIFO DA STADIO”

Greta Thunberg
Greta Thunberg

Il linciaggio o pestaggio da stadio

È importante recuperare una dimensione positiva e costruttiva del lessico sportivo.

Da ieri, riecheggia nelle nostre orecchie una nuova definizione del linciaggio, quella di “pestaggio da stadio”, usata dal pubblico ministero Giovanni Musarò nell’arringa del processo bis contro gli autori delle gravissime lesioni a Stefano Cucchi, morto nel 2009.

Ecco, si fa avanti l’idea che i peggiori soggetti, capaci di ogni nefandezza, siano proprio coloro che da decenni avvelenano i pozzi della disciplina sportiva più popolare, il calcio. Bene, si fa per dire, ma allora recuperiamo concetti, linguaggio, metafore, iperboli e paradossi sul gioco del pallone in senso positivo, se possibile.

Ed è possibile, anzi necessario, per dare significato, scatenare flussi adrenalinici a sostegno dell’unica cosa per la quale dobbiamo emozionarci ed attivarci, per il bene supremo della sopravvivenza, prima ancora che per una migliore e diversa qualità di vita, concetto divenuto adesso snob. Se la casa brucia non possiamo pensare di usare le pattine per non sciupare il parquet…

Adesso che la terra, la nostra casa comune è davvero a rischio. Bisogna sporcarsi le mani, oltre che i piedi e bisogna avere la determinazione necessaria per spazzare via i sofismi. Che nascondono le vere cause del disastro ed i colpevoli collusi con i satrapi detentori di irsuti evidenti interessi.

L’elitaria assemblea dell’ONU si accinge ad affrontare il problema ambientale nella sua globalità, nella sua drammaticità, ingessata nella forma e nella sostanza, incaprettata con la vessatoria pratica del veto, dalla suicida visione negazionista di chi pensa a salvare l’economia del fossile e dei suoi mefitici derivati, rinviando da decenni il ravvedimento operoso che forse non ci salverà dal giudizio universale, dalla catastrofe senza appello, perché tardivo, oltre il limite estremo di ogni ragionevole dubbio.STADIO

Si avvertono proposte di cambiamento

Intanto, però, le piazze del mondo raccolgono fiumane, moltitudini di inermi, soggetti sacrificali, rappresentanza dell’umanità suicida, tal quale quella falciata dalle guerre e dalle pestilenze, dal nucleare e dal chimico, dal degrado fisico e morale, dall’integralismo e dalla criminalità nelle sue infinite declinazioni.

Avvertiamo sommesse proposte di cambiamento, invece che radicali decisioni, di brusche inversioni di marcia. L’energia pulita per i più è di fatto ancora un tabù, un bene inaccessibile a causa dell’egoismo di pochi, che giocano sporco.

Ecco, dunque, l’esigenza di gioco pulito, di far crescere il consenso della consapevolezza, il grido di allarme dal profondo, la rivolta delle coscienze, la mobilitazione di chi meglio rappresenta le future generazioni, ovvero i bambini, gli adolescenti, le ragazze ed i ragazzi che ancora non hanno ferite e cicatrici, maturato vizi e cinismo, sfiducia e rassegnazione, odio e perversioni, ma diversamente dispongono dell’entusiasmo dell’appartenenza alla vita, alla bandiera ed ai colori di una squadra planetaria che non può avere alternative, costretta alla vittoria e quindi sostenuta da uno straordinario, incommensurabile, insuperabile “tifo da stadio” per la salvezza di Gaia, noi immeritevoli compresi.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza e tutela ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione. Ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

Luciano Mutti: il mesotelioma può diventare una piaga sociale

giornata mondiale delle malattie reumatiche
Luciano Mutti

Intervista al Prof. Luciano Mutti sul mesotelioma.

Negli ultimi anni, le terapie antitumorali di nuova concezione non hanno migliorato le aspettative di vita dei pazienti ammalati di mesotelioma pleurico maligno (MPM), causato dall’amianto. 

Attualmente l’esito clinico ed il tasso di sopravvivenza è inferiore a 12 mesi, poiché la sua progressione clinica e la resistenza alle attuali terapie sono alla base della scarsa prognosi della malattia.

Un tumore raro e aggressivo

La chemioresistenza è la principale causa di prognosi sfavorevole nei pazienti con MPM.

Questo fenomeno è anche dovuto alla presenza di sottopopolazione di cellule simili a staminali tumorali che subiscono la transizione epiteliale-mesenchimale (EMT) e mostrano alti livelli di attività di aldeide deidrogenasi (ALDH)

La speranza racchiusa in un fiore   

Gli estratti dei fiori di “filipendula vulgaris“, Dropwort in inglese, nota anche come erba peperina, sembrerebbero in grado di riprogrammare il metabolismo del mesotelioma.

Dell’erba perenne erano già noti gli effetti analgesici, antireumatici, antinfiammatori e diuretici, antimicrobici, antigenotossici, antiossidanti ed epatoprotettivi.

Una nuova scoperta promette di colpire, in maniera naturale, il percorso HIPPO (la via di segnalazione HIPPO controlla la proliferazione cellulare e la dimensione dell’organo).

A scoprirlo, un gruppo di ricercatori del laboratorio di Oncogenomica ed Epigenetica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), coordinato da Sabrina Strano e Giovanni Blandino.

Gli effetti antitumorali dell’estratto di fiore – affermano i ricercatori – sono stati caratterizzati in modelli “in vitro” e “in vivo” per studiare il meccanismo d’azione antitumorale.

I risultati rivelano che i composti naturali di questa pianta riducono la proliferazione cellulare, la vitalità e la migrazione delle cellule tumorali del mesotelioma e presuppongono quindi implicazioni chemio-preventive e antitumorali per la gestione della patologia.

Le influenze del trattamento con Dropwort

La profilazione metabolomica ha rivelato che il trattamento con Dropwort ha influenzato sia il ciclo della glicolisi / acido tricarbossilico sia per il ridotto consumo di glucosio, piruvato, succinato e acetato e il metabolismo lipidico.

È stato anche evidenziato che Dropwort ha esercitato i suoi effetti antitumorali, in parte, promuovendo l’ubiquitinazione delle proteine ​​YAP e TAZ (definiti “interruttori generali del cancro” dalla rivista Nature cell biology)

 “Certamente – sottolinea Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE – potrebbe contribuire al miglioramento del trattamento del mesotelioma.

È compito della ricerca validarne l’efficacia poiché in un momento di forte enfasi sui nutraceutici, occorre precisare che non sempre naturale equivale ad efficace e sicuro per la nostra salute.

Questa scoperta sebbene molto promettente necessita di ulteriori approfondimenti per una applicazione clinica”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti, vittime dell’amianto e affetti da mesotelioma.

L’Asbestosi è una malattia sociale”: parere del Prof. Mutti

Così esordisce alla notizia il Prof. Luciano Mutti, uno dei massimi esponenti mondiali nel campo della ricerca del mesotelioma, che abbiamo raggiunto telefonicamente.

Professore, cosa pensa dei risultati della nuova ricerca?

“Concordo pienamente con quanto detto dal Prof. Ciliberto, ma voglio sottolineare che, in particolare per il mesotelioma, la ricerca va fatta in maniera seria, solida, a fronte di numerosi screening e studi biologici effettuati in cliniche “indipendenti”, lontane da conflitti d’interesse e da logiche speculative.

Di conseguenza, anche i risultati devono essere “indipendenti”, non condizionati o peggio “manipolati” per un asservimento alle case farmaceutiche.

Numeri relativi ai costi per la cura mesotelioma

Un paziente in immunoterapia se fosse a carico dello stato costerebbe mediamente 60/80 mila euro al mese.

Ci sono farmaci costosissimi che a fronte di costi onerosi a carico del SSN avrebbero  riscontri  molto deboli in termini di reale efficacia.

Problematiche e proposte per la lotta ai tumori di amianto

È in nome della trasparenza che si vuole sensibilizzare il  Ministro della Salute sulle “problematiche e proposte per la lotta ai tumori di amianto” ?

Certamente. Esistono diverse delibere attestanti le ingenti somme percepite da chi conduce gli studi, così come sono note risorse destinate alla ricerca sul mesotelioma ed,  invece, utilizzate per tutt’altro.

Cosa si aspetta dal Governo Conte Bis?

Il mesotelioma, non è solo un problema, può diventare una piaga sociale, pertanto ritengo che il nuovo Governo debba attivarsi tempestivamente e concretamente, in maniera trasparente.

Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni

Il Presidente ONA, Avv. Ezio Bonanni dichiara:

“Condivido le tesi del Prof. Mutti con riferimento all’approccio terapeutico del mesotelioma e confido che anche attraverso le nostre future iniziative, si possa riuscire a debellare questa neoplasia terribile, che, purtroppo, nella maggioranza dei casi, determina l’exitus del paziente.

Per questo motivo, anche questo nuovo approccio terapeutico sarà utilizzato dai nostri medici volontari, ferma la prosecuzione della ricerca scientifica e la tutela legale, attraverso lo sportello amianto dell’ONA.

Con lo sportello si possono ottenere il risarcimento dei danni, la rendita inail, e le rivalutazioni della posizione contributiva, ex art. 13 comma 7, L. 257/92, con prepensionamento e rivalutazione della prestazioni pensionistica”.

Conclusioni

Poiché abbiamo a cuore la salute sopra ogni interesse speculativo, nella prossima puntata affronteremo con il Professore Mutti le dinamiche celate dietro agli studi, partendo proprio dalla Nota indirizzata al Ministro della Salute.

Ricevere assistenza dall’Osservatorio Nazionale Amianto è semplicissimo, basta un click sulla pagina dello Sportello Telematico Amianto ONA oppure contattare il numero verde gratuito: 800 034 294.