33 C
Rome
martedì, Settembre 15, 2026
Home Blog Page 441

Laura Agea vittime amianto: nuove tutele

Laura Agea
Laura Agea

Laura Agea vittime amianto. La nomina potrebbe garantire una sensibile accelerazione alla delicata questione amianto. Infatti, si tratta di un sottosegretario del Governo Conte.

In questo modo, nel Governo vi è chi è sensibile alla problematica amianto. In più occasioni l’On.le Agea è stata vicina all’ONA. Fu presente, infatti, in due conferenze nella città di Latina.

Laura Agea vittime amianto: la svolta alla questione

In tal senso, è stato nevralgico il suo ruolo da protagonista nella direttiva “cancerogeni e mutageni” e la traduzione in norme comunitarie dell’impegno ad una tutela più estesa (in chiave preventiva), delle vittime dell’amianto.

In materia di amianto, l’Europa ha rappresentato il motore propulsore della messa al bando del minerale. Tanto che il 19 Settembre 1983 l’Europa, con la direttiva 477/83/CEE, si era impegnata ad adottare le prime misure sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi all’amianto. Cosi in Italia giungendo così all’entrata in vigore della L. 257/92, che ne vietava l’estrazione, la lavorazione, la produzione e la commercializzazione.

Il Presidente ONA Ezio Bonanni esprime fiducia

L’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) nella persona del suo Presidente, Avv. Ezio Bonanni, pertanto non può che gioire della nomina.

“La nomina dell’On. le Laura Agea, quale sottosegretario di Stato per i rapporti UE, sarà centrale per ottenere i finanziamenti dai fondi strutturali europei per le bonifiche dai /SIN (siti di interesse nazionale).

Cosi per la Terra dei Fuochi e all’amianto ancora presente in 40 milioni di tonnellate ed in 1 milione di micro siti, ivi comprese scuole ed ospedali.

La nomina di Laura Agea è un raggio di luce per la salute nei luoghi di vita e di lavoro e nella lotta contro l’amianto” ha dichiarato l’Avv. Ezio Bonanni.

E proprio sull’utilizzo dei fondi europei per bonificare edifici pubblici, in particolare le scuole, il sottosegretario di Stato, On. le Laura Agea, era stato abbastanza chiaro.

Infatti ha dichiarato: “Abbiamo dimostrato che nelle pieghe della normativa europea è possibile utilizzare i fondi anche per la bonifica dell’amianto. Mi riferisco alle scuole e agli altri edifici pubblici. Anche su questo continuerò il mio impegno a tutela della salute dei nostri bambini, e in generale di tutti i cittadini”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni.

L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). Ecco perché la bonifica amianto è fondamentale .  Come altrettanto importante è la nomina degli onorevole Laura Agea Sottosegretario di Stato del Governo.

Laura Agea: un impegno costante nella lotta all’amianto

Laura Agea vittime amianto. Sottosegretario di Stato. Per meglio comprendere l’importanza di tale nomina, ricordiamo che il 26 settembre 2017, Laura Agea, insieme a David Borrelli, Dario Tamburrano e Fabio Massimo Castaldo, aveva presentato una interrogazione sull’amuanto. In particolare con richiesta di risposta scritta alla Commissione Articolo 130 del regolamento.  Su “Tubature dell’acqua potabile in amianto e aumento di incidenza dei casi di cancro tra le posizioni da cui l’acqua viene erogata con contaminazione di fibre di amianto”.

Inoltre durante l’incontro titolato “Tutela dell’ambiente: gli stati generali” (Latina, 21 maggio 2019). Già in quello precedente “Latina tra amianto, nucleare e rifiuti” (Latina, 13 aprile 2019), entrambi organizzati dall’ONA.

In entrambi gli incontri, l’On. le Laura Agea aveva rimarcato la necessità di fronteggiare l’emergenza amianto.  Nella città di Latina, nella Regione Lazio, nel resto del nostro Paese ed in Europa. Ed ha affermato:

In Italia e in Europa sono ancora troppi gli ambienti contaminati da sostanze cancerogene.

In questa legislatura all’Europarlamento ho ottenuto la revisione della direttiva sulla protezione dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni. Per cui ho intenzione di chiedere alla Commissione Europea un’iniziativa legislativa anche per i lavoratori esposti a farmaci pericolosi, compresi i citotossici”.

Laura Agea un post significativo

A seguito dell’incontro avvenuto a Latina, l’On. le Agea aveva postato su Fb:

“In questi 5 anni al Parlamento Europeo abbiamo ottenuto un miglioramento concreto delle tutele dei lavoratori.  Anche per quanto riguarda la salute.

Siamo riusciti ad esempio ad ottenere l’aggiornamento della direttiva sui cancerogeni, la quale da troppo tempo richiedeva una revisione. Il cancro è tutt’oggi la principale causa morte legata al lavoro, nell’Unione Europea. Per questo motivo abbiamo fatto approvare la “direttiva Agea” più stringente. Infatti, comprende 5 nuovi agenti chimici cancerogeni: cadmio, berillio, acido arsenico, formaldeide e bismetilene. 

Sono ancora però moltissime le sostanze che ogni giorno, anche in Italia, mettono a rischio e spesso annientano la salute dei cittadini. Una di queste è l’amianto. Il tema dello smaltimento dei residui di amianto, che ho potuto affrontare oggi a Latina durante l’incontro “Tutela dell’ambiente: gli stati generali” , ci deve stare molto caro. 

Per troppo tempo lo si è affrontato solo raccogliendo dati sempre più allarmanti sulle vittime presenti e future.
Proprio per le vittime e le loro famiglie ci siamo impegnati, nella scorsa legislatura europea. Cosi nella prossima, a prendere provvedimenti concreti contro le malattie asbesto correlate e le relative cause.

 Perché si deve lavorare per vivere e non morire a causa del lavoro”.

Laura Agea: le conclusioni

Ebbene, la forza dell’amianto risiede nel suo etimo: nella sua “alfa” privativa, che dà inizio alla parola “amianto”, a-mianto, dal greco, “non macchiato”, incorruttibile.

 In passato, le aziende hanno utilizzato le fibre di amianto in virtù delle sue eccellenti proprietà: è infatti un materiale resistente al fuoco, all’usura, alle trazioni.

Oggi che ne conosciamo gli effetti nefasti. Ciò da quando il termine “mesotelioma” è entrato nel lessico comune in riferimento all’alto tasso di mortalità in ambiente lavorativo. Non possiamo che sperare nelle azioni concrete della On. Agea, affinché si possa mettere la parola fine alla lotta contro l’asbesto. Cosi ad una storia che da industriale è diventata sociale, da politica a giudiziaria, con processi ancora in corso).

Ripercorrendo dunque le tappe di una storia lunga, cocente, scandalosa, fatta di omertà, negazionismi e silenzi che ha coinvolto intere comunità. Il rapporto tra necessità di lavorare per vivere e morire per il lavoro, sottolineato giustamente dall’On. le Agea, risulta quanto mai attuale ed urgente.

Adesso “L’Unione Europea dovrà dire la sua e sollecitare la messa al bando globale dell’amianto. Tanto con una più efficace interlocuzione con i palesi produttori e utilizzatori, dalla Russia alla Cina, dall’India al Brasile, e così via”. Queste le parole di Laura Agea. 

Latina: due condanne dell’INPS per prepensionamento amianto

Amianto Latina
Amianto Latina

Condanne INPS per amianto da Tribunale di Latina

Il Tribunale di Latina ha emesso condanne INPS a rivalutare la posizione contributiva dei lavoratori esposti ad amianto. Continuano ad essere accolte le domande giudiziali dell’Avv. Ezio Bonanni in favore dei lavoratori esposti in provincia di Latina (amianto Latina).

L’Avv. Ezio Bonanni ha iniziato a tutelare le vittime dell’amianto già dalla fine degli anni ’90. Nel gennaio 2000, è stata depositata la prima richiesta di prepensionamento amianto.

Nel tempo, sono migliaia le domanda di pensione asbesto presentate dall’Avv. Ezio Bonanni. Solo successivamente, altri hanno seguito le sue tesi giuridiche.

Nel gennaio 2000, l’Avv. Ezio Bonanni ha sostenuto che i benefici contributivi per esposizione ad amianto, costituissero un diritto di tutti i lavoratori.

La provincia di Latina e la stessa Regione Lazio, presentano siti contaminati asbesto. Il Tribunale di Latina ha emesso ulteriori 2 sentenze, che hanno permesso il prepensionamento di altri lavoratori.

Ezio Bonanni: prepensionamento per i lavoratori esposti

L’Avv. Ezio Bonanni, originario della provincia di Latina, pioniere nella tutela dei diritti delle vittime dell’amianto, continua il suo impegno professionale in favore dei lavoratori esposti ad asbesto. Queste ulteriori due sentenze del Tribunale di Latina sono molto importanti.

L’Avv. Ezio Bonanni  ha dichiarato: doppia sentenza storica che legittimerà risarcimento e sorveglianza sanitaria in provincia di Latina

Tribunale di Latina: Condanne INPS al risarcimento

Il Giudice del Lavoro Umberto Maria Costume, con sentenza n. 1128/2019 condanna l’INPS a rivalutare la posizione contributiva del Sig. Ferdinando Nardin, per la sua attività di lavoratore della Good Year di Cisterna di Latina per 12 anni, con i benefici contributivi per esposizione ad amianto, prepensionamento e rivalutazione della pensione. Nardin potrà godere così di un notevole aumento della pensione, e della liquidazione dei ratei maturati dopo il deposito della domanda amministrativa.

Non è la prima volta che il Tribunale di Latina sottolinea con un condanna i rischi recati dalla fibra killer presente nella Good Year. Ricordiamo infatti non molto tempo indietro un altro caso analogo, proveniente dalla stessa azienda.

Nella stessa giornata, sempre il Tribunale di Latina, Giudice del Lavoro Valentina Avarello ha emesso la sentenza n. 1122/2019 a favore del Sig. Emidio Bruno che condanna ancora una volta l’INPS al risarcimento previdenziale per l’intero periodo di accertata esposizione ad amianto (20 anni). Anche in questo caso la vittoria del lavoratore comporterà un aumento dei suoi ratei di pensione e la liquidazione degli arretrati per i maggiori importi dovuti in seguito al risarcimento contributivo.

“Il Tribunale di Latina continua a condannare l’INPS, che vìola le norme che stabiliscono l’obbligo di accredito delle maggiorazioni contributive, con il coefficiente 1,5, per coloro che sono stati esposti ad amianto, anche se privi di malattia. E’ un risarcimento previdenziale che deve essere erogato per permettere il prepensionamento e l’aumento della pensione.

Però l’INPS di Latina non accredita la prestazione all’avente diritto, e impone il ricorso al Giudice. Ecco i motivi per i quali si susseguono sentenze giudiziarie di condanna dell’ente”, dichiara Bonanni, Presidente ONA e legale dei due lavoratori.

Assistenza legale gratuita lavoratori esposti ad amianto

L’ONA assiste tutti i lavoratori che sono stati esposti ad amianto. Qualora l’esposizione sia superiore ai 10 anni, sussiste il diritto ai benefici contributivi per l’esposizione ad amianto. Nel tempo la normativa ha subito diverse modifiche. Sono stati inseriti i termini di decadenza al 15.06.2005 per la domanda all’INAIL, che è sempre necessaria tranne le eccezioni di cui all’art. 47 co. 6bis L. 326/2003 e l’art. 3 co. 132 L. 350/2003.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni ti guidano nei meandri della legislazione amianto. L’art. 13 co. 8 L. 257/92 è invocato in assenza di malattia. In caso di lesioni, si ha diritto ai benefici amianto con l’art. 13 co. 7 L. 257/92. Nel caso non si raggiunga il diritto a pensione, si può fare la domanda INPS per ottenere la pensione di inabilità amianto.

Approfondisci su: Pensione amianto, i requisiti e le ultime novità (prepensionamento amianto news)

Condanne INPS Latina: le iniziative dell’ONA

Come reso pubblico nella conferenza amianto che si è tenuta a Latina il 13.04.2019 (consulta il video della conferenza ONA Latina), è ancora in corso il fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate nell’intero territorio della provincia. L’ONA assiste tutti i lavoratori esposti ad amianto nella provincia di Latina.

“l’ONA ha censito, per la provincia di Latina, circa 150 casi di mesotelioma, con un trend in netto aumento, rispetto ai circa 100 casi censiti dal Dipartimento di Prevenzione per il periodo dal 2000 fino all’anno 2014”Spiega Bonanni: “le città più colpite dai casi di mesotelioma fino a tutto il 2018, sono Latina con 30 casiGaeta con 25 casiAprilia con 20 casiSezze con 10 casiFormia con 15 casi.

Il mesotelioma è solo la punta dell’icebergl’ONA quindi stima un’incidenza di mortalità per patologie asbesto correlate in provincia di Latina per il periodo dal 2000 al 2018 di circa 600 decessi, con una media di poco superiore a 30 decessi ogni anno.

 L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto – è operativo in provincia di Latina con il numero verde gratuito 800034294, e fornisce assistenza sportello amianto telematico, e presso la sede in Latina, Via Cairoli n. 10.

Approfondimenti benefici e prepensionamento amianto

Tumore polmone manutenzione pullman: Luigi Pennacchietti

Luigi Pennacchietti-amianto killer alla COTRAL

Luigi Pennacchietti, giovane padre di 37 anni, muore a causa dell’amianto

L’avvocato Ezio Bonanni interviene a difesa delle vittime

Questa è la triste storia di un padre, Luigi Pennacchietti, che è stato ucciso dalle fibre di amianto presenti nel luogo in cui lavorava.

Un’altra vittima di quel killer silenzioso che ha stroncato non solo la vita di un uomo ma anche quella della sua famiglia, lasciando un incolmabile vuoto e dolore.

Luigi ha lavorato alle dipendenze della Cotral (Compagnia Trasporti Laziali) dell’ATAC (Azienda per la mobilità, del comune di Roma) presso l’officina di Centocelle. Ha esercitato la mansione di operaio elettromeccanico dal 1988 fino a poco prima della sua morte, il 24  Agosto del ’94.

È stato a contatto continuo con le fibre di amianto che ha inalato per tutto l’orario lavorativo (otto ore al giorno).

Si occupava della sostituzione dei pannelli in amianto per l’isolamento dei vani e delle apparecchiature interne alle vetture, dell’isolamento termoacustico di tetto, pareti e pavimento con utilizzo di amianto e spruzzo; della rimozione ed installazione delle guarnizioni in amianto degli impianti frenanti.

Inoltre, provvedeva quotidianamente alla sostituzione di parti usurate in fibra di amianto di componenti elettriche, con l’ausilio di utensili, come le lime, che determinavano il sollevamento di una grande quantità di polvere e, di conseguenza, la dispersione nell’aria di una notevole quantità di fibre di amianto che veniva inalata, non solo da lui ma anche dagli altri colleghi di lavoro.

Il danno alla salute a causa dell’esposizione d’amianto

“L’utilizzo massiccio di amianto nelle officine COTRAL,  in cui ha lavorato Luigi Pennacchietti, è stato riconosciuto anche dall’INAIL con una relazione redatta il 12.10.2005. Tant’è che l’origine professionale della malattia è stata peraltro anche già riconosciuta dal Tribunale di Roma che, con la sentenza n. 6946/99, ha riconosciuto in favore della vedova  di Pennacchietti,  Giovanna Macciocca, la costituzione della rendita INAIL. In tale giudizio il CTU, dott. De Simone, aveva concluso la propria indagine “ritenendo sussistere il nesso causale tra la patologia sofferta e l’attività lavorativa svolta dal de cuius”.

L’esposizione alle fibre di amianto, dato che era un fumatore, è stata ancora più letale, causando un tumore al polmone che ne ha provocato la morte a soli 37 anni.
Infatti, come dimostrato da studi scientifici, “la coesposizione al fumo di tabacco e alle fibre di amianto moltiplica gli effetti cancerogeni e aumenta la possibilità di sviluppare il cancro al polmone”.

Dal trattato del Prof. Massimo Menegozzo, specialista in immunologia clinica e medico
del lavoro si evince: “L’esposizione al fumo di tabacco e fibre minerali di amianto amplificano le mutazioni genetiche acquisite indotte dai cancerogeni del fumo e amplificano la proliferazione cellulare in risposta del danno tissutale che porta ad un aumentato rischio per lo sviluppo del cancro della laringe e del polmone”.
Anche Richard Doll, della London School of Hygiene, nel 1995 pubblicò uno studio condotto nello stabilimento di Rochdale della Turner & Newall a Manchester e sottolineò che il rischio di ammalarsi di tumore al polmone fra chi aveva lavorato in fabbrica per almeno 20 anni era 10 volte superiore di quello che si riscontrava nella popolazione generale.

Amianto come causa del tumore al polmone

Aggiunge anche che l’amianto fa aumentare di cinque volte il rischio di tumore al polmone nei non fumatori e di 53 nei fumatori.
I primi sintomi di Luigi – come racconta la moglie nell’intervista – furono la tosse, che passò inosservata fino a quando non iniziò a perdere sangue dalla bocca.
Spaventata, Giovanna corse a Roma portando il marito in ospedale per una visita specialistica. Il medico diagnosticò subito il tumore al polmone e Luigi venne ricoverato a Roma nel ’92.
Iniziò per Giovanna un vero e proprio calvario per assistere il marito, tra le corse in ospedale e le due bambine piccole di cui doveva occuparsi da sola.
Luigi venne sottoposto ad un intervento di lobectomia superiore destra e il medico, quando  si riprese gli sconsigliò di riprendere il lavoro in officina perché il suo tumore era causato dalle fibre di amianto presenti all’interno del luogo di lavoro.
Ma Luigi decise di tornare a lavorare, per la sua famiglia. Sua moglie non aveva un lavoro e le bambine erano molto piccole. Amava loro più di ogni cosa, più della sua stessa vita, dopo l’orario lavorativo correva dalle sue figlie per abbracciarle, strappargli un sorriso, un momento insieme, filmava quei momenti perché sapeva che sarebbero stati gli ultimi. Anche prima di morire, portò la sua famiglia in vacanza al mare, il loro sorriso era la cosa più importante per lui, voleva stampare nella loro mente il ricordo indelebile di quei giorni in riva al mare, anche se le sue forze non gli permisero di godere del sole o del tramonto, ma lui voleva esserci.
Fino alla morte. Quei momenti di felicità erano una speranza di vita in quel calvario che l’attendeva.
Ma presto iniziò a peggiorare e fu ricoverato presso il presidio ospedaliero di Palestrina, nel quale è deceduto dopo cinque giorni.
Poco prima della morte chiese a Giovanna di poter salutare le bambine.
è un’immagine indelebile, quella di mio padre in ospedale sdraiato su un letto d’ospedale con dei tubi nel naso-racconta Valeria durante l’intervista – mi accarezzò per l’ultima volta prima di morire. Ho portato con me questo triste ricordo per anni e non c’è giorno in cui non pensi a lui, a come sarebbe stato avere un padre, vivere le piccole cose e i grandi eventi.
Ma me lo hanno strappato via. Per questo voglio giustizia”.

La tutela dei diritti dei familiari della vittima

Così i familiari decisero di rivolgersi all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Sig.ra Giovanna mi parli del lavoro di suo marito, quali erano le sue mansioni?

“Mio marito era un operaio, lavorava in officina, quando rientravano i trenini lui doveva aprire i cassonetti e controllare tutta la parte meccanica. I cassonetti erano rivestiti di amianto, lui usava dei soffiatori per pulire i cassonetti, li doveva limare. Era a contatto con l’amianto per tutto l’orario lavorativo di otto ore al giorno.

Quando tornava a casa, scherzando, lo chiamavo carbonaro perché rientrava dal lavoro con il viso tutto nero. Io gli chiedevo cosa fai sul lavoro? E lui rispondeva che, con l’uso del soffiatore, la polvere che mandiamo in aria la respiriamo.
Ricordo che lavavo i sui indumenti di lavoro a parte, l’acqua era completamente nera dopo averli immersi”.

Lui era consapevole della presenza di amianto nell’officina?

Sicuramente sapeva che le sostanze con cui veniva a contatto erano pericolose ma aveva bisogno di lavorare”.

Dal punto di vista legale l’amianto è stato abolito nel 92, suo marito è morto nel 94. Forse lui sapeva che queste polveri erano nocive ma non ne aveva la certezza.

Dopo l’operazione ha avuto la certezza che fossero cancerogene. La dottoressa gli comunicò la pericolosità dell’amianto e il fatto che il suo tumore era correlato all’esposizione a queste fibre. Fu proprio lei che ci consigliò di fare domanda all’INAIL per la causa di servizio”.

Dev’essere stato difficile ritrovarsi da sola, con due bambine piccole, suo marito era così giovane.

Si aveva solo 37 anni. Ancora adesso non riesco a parlarne senza soffrire. Non è stato facile affrontare la vita da sola senza di lui, mi sono ritrovata senza l’uomo che amavo con due figlie piccole, una di tre e l’altra di cinque anni, senza un lavoro e senza nessuno che potesse aiutarmi.
Qualcuno mi dava una mano, i colleghi di mio marito, i nonni, ma ho dovuto lavorare molto.
Anche quando era malato ho dovuto dedicarmi a lui e con le bambine non era facile, avanti e indietro per l’ospedale.
Mi sono dovuta adattare a fare qualunque lavoro, in campagna, a raccogliere le olive, davo una mano a mia sorella a vendere i fiori. Non è stato facile.
La bambina più grande iniziò ad avere problemi e la portai in cura da uno psicologo. Non riusciva ad accettare tutto questo.
Mi chiese di vedere le bambine prima di morire. Era il suo ultimo desiderio, salutarle prima di andarsene. Prima di morire mi disse di stare attenta alle bambine.
Abbiamo fatto di tutto per salvarlo. Purtroppo, la morte era inevitabile”.

Valeria, la figlia più grande, mi racconta di quanto sia stato difficile per lei e per sua sorella vivere affrontare la vita senza una figura paterna.
Avrebbe voluto conoscerlo e viverlo, anche per pochi anni:

Non ricordo molto di mio padre. Io e mia sorella lo conosciamo tramite quello che ci hanno raccontato i familiari, gli amici, i filmini che faceva con la telecamera.
Era un tipo scherzoso, aveva molti interessi, amava le piante, la pesca. Aveva tanti amici
”.

La signora Giovanna continua raccontandomi di quanto sia stata dura cambiare scuola e trasferirsi dalla nonna materna che poteva occuparsi di loro quando la madre lavorava: “Io e mia sorella non abbiamo vissuto bene il periodo scolastico. Ci sentivamo sempre inferiori, perché non avevamo il papà. Ogni volta che cambiavamo classe, alla Festa del Papà, alla comunione. C’era sempre una mancanza.
Alle medie, per un periodo inventai che avevo un padre pur di non dire che non avevo il papà.
Ho scoperto che anche mia sorella faceva la stessa cosa, inventavamo un papà per non sentirci inferiori, non volevamo far pena a nessuno”.

Sua madre mi ha detto che è stata lei a contattare l’avvocato Bonanni.

Ho avuto un’ottima impressione dell’avvocato Bonanni. È una persona che crede veramente in quello che fa e spero che la nostra causa venga riconosciuta, per avere giustizia per mio padre e per tutte le persone che hanno perso la vita a causa dell’amianto”.

Fondi europei bonifica amianto: l’impegno di Laura Agea

Laura Agea
Laura Agea

Fondi europei bonifica amianto: L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni hanno avuto per più di 5 anni l’On.le Laura Agea agli affari UE come paladina sostenitrice delle vittime dell’amianto.

L’Onorevole Laura Agea vicina all’ONA

L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, era stata protagonista di due importanti conferenze nella provincia di Latina. Queste ultime, sono state organizzate proprio dall’ Osservatorio Nazionale Amianto. La prima “Latina tra amianto, nucleare e rifiuti” (Latina, 13 aprile 2019) e la seconda “Tutela dell’ambiente: gli stati generali” (Latina, 21 maggio 2019).

Il ruolo dell’On.le Laura Agea fu centrale in Europa per l’aggiornamento della direttiva “Cancerogeni e mutageni”. Con la consulenza dell’Avv. Ezio Bonanni, ha portato ad un significativo aggiornamento della normativa per la tutela della salute e dell’ambiente nei luoghi di lavoro (leggi l’intervista all’On.le Laura Agea).

Agli stati generali dell’ambiente che l’ ONA ha organizzato lo scorso 21 maggio 2019, nella città di Latina, sono intervenuti, oltre ai cittadini e alle Istituzioni, anche i rappresentanti di tutte le  Forze Politiche. Ad esempio, l’On.le Dario Tamburrano e il vicepresidente del Parlamento Europeo, Fabio Massimo Castaldo. In quell’occasione, l’impegno dell’On.le Laura Agea fu rimarcato con riferimento alla questione amianto e all’emergenza di Latina, nella Regione Lazio, come per il resto di Italia.

Fondi europei bonifica amianto
Laura Agea

Il ruolo dell’Onorevole Agea nel governo Conte bis

Il ruolo dell’On.le Laura Agea nel governo Conte bis sarà centrale. Ciò anche con riferimento ai lavori della Commissione Amianto del Ministero dell’Ambiente. Poiché, sono proprio i finanziamenti europei quelli decisivi per poter attuare le bonifiche richieste dall’ ONA.

La nomina dell’On.le Laura Agea, quale sottosegretario di Stato per i rapporti UE, sarà centrale per ottenere i finanziamenti dai fondi strutturali europei per le bonifiche dai SIN (siti di interesse nazionale), alla Terra dei Fuochi e all’amianto ancora presente in 40 milioni di tonnellate ed in 1 milione di micro siti, ivi comprese scuole ed ospedali. La nomina di Laura Agea è un raggio di luce per la salute nei luoghi di vita e di lavoro e nella lotta contro l’amianto” dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’Avv. Ezio Bonanni con l’On.le Laura Agea, Salvatore La Penna, Consigliere Regionale del Lazio (Partito Democratico), e la Dott.ssa Cinzia Pellegrino, della direzione nazionale Fratelli d’Italia.

Fondi europei bonifica amianto: il programma dell’On.Le Agea

Come precisato nell’intervista precedentemente resa al nostro giornale notiziario: Occorre, innanzitutto, essere molto attenti in sede europea. È lì che si gioca quasi tutta la partita in tema di tutela ambientale e, per molti aspetti, della salute nei luoghi di lavoro.

Come precisato nell’intervista precedentemente resa al nostro giornale notiziario: Occorre, innanzitutto, essere molto attenti in sede europea. È lì che si gioca quasi tutta la partita in tema di tutela ambientale e, per molti aspetti, della salute nei luoghi di lavoro.

Sull’utilizzo dei fondi europei per bonificare edifici pubblici, in particolare le scuole:

Il sottosegretario di Stato, On.le Laura Agea, ha così puntualizzato: “Sicuramente. Abbiamo dimostrato che nelle pieghe della normativa europea è possibile utilizzare i fondi anche per la bonifica dell’amianto, mi riferisco alle scuole e agli altri edifici pubblici. Anche su questo continuerò nel governo il mio impegno a tutela della salute dei nostri bambini, e in generale di tutti i cittadini”.

Sollecitare il bando globale dell’amianto

L’Unione Europea dovrà dire la sua e sollecitare la messa al bando globale dell’amianto. Ciò con una più efficace interlocuzione con i palesi produttori e utilizzatori, dalla Russia alla Cina, dall’India al Brasile, e così via.

Modifiche ed aggiornamenti direttiva cancerogeni e mutageni

Innanzitutto, c’è da dire che il 20 febbraio 2019 è entrata in vigore la Direttiva (UE) 2019/130 del 16 gennaio 2019 (G.U.U.E. L 30 del 31 gennaio 2019). Questa ha modificato la cd. “CMD – Carcinogens and Mutagens Directive”, e cioè la Direttiva 2004/37/CE.

 In materia di principi minimi di protezione dei lavoratori dai rischi dell’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni nel corso dell’attività lavorativa, con la fissazione di misure preventive e protettive e limiti di esposizione.

La suddetta CMD, già oggetto di modifiche nel 2014 e nel 2017, rispettivamente a mezzo delle Dir. 2014/27/EU e Dir. 2017/2398/EU, trova applicazione a tutte le sostanze o miscele classificate come cancerogene di categoria 1A o 1B o mutagene di cellula germinale di categoria 1A o 1B di cui all’allegato I del regolamento CLP, oltre che alle sostanze cancerogene o miscele o ai processi di cui all’allegato I della medesima, e per sostanze o miscele rilasciate da un processo.

Fondi europei bonifica amianto: nuova direttiva 2019/130

La nuova Direttiva 2019/130 ha introdotto il nuovo Art.13 bis – Accordi sulle parti sociali, in cui fa riferimento alla Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA), e modifica gli allegati I e III.

Le modifiche hanno aggiornato la Direttiva CMD con i contributi del comitato scientifico per i limiti dell’esposizione professionale agli agenti chimici (SCOEL), e del comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro (CCSS), specialmente in merito ai valori limite fissati e ai dati sui rischi residui.

L’allegato III è caratterizzato dall’aggiunta di 5 sostanze cancerogene: il tricoloretilene (TCE), la 4,4’ – metilendianilina, l’epicloridrina, l’etilene dibromuro e l’etilene dicloruro.

Sono state introdotte tre miscele cancerogene:

-gli oli minerali usati nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare le parti mobili all’interno del motore

-le emissioni di gas di scarico dei motori diesel

-miscele di idrocarburi policiclici aromatici, in particolare quelle contenenti benzo[a]pirene, e quindi che rispondono ai criteri di classificazione come sostanze cancerogene (1A o 1B ai sensi del Reg. CLP e pertanto classificati come agenti cancerogeni ai sensi della CMD).

Esposizione professionale: come avviene

Per i primi non sono stati stabiliti valori limite ma, essendo assorbiti in misura significativa attraverso la pelle, lo SCOEL ha concluso che l’esposizione professionale avviene per via cutanea e ha vivamente raccomandato  l’osservazione di una serie di migliori pratiche volte a ridurre la penetrazione cutanea.

Per i secondi è stato fissato il valore limite di 0,05 mg/m3, misurato sotto forma di carbonio elementare, come consigliato dallo IARC, mentre i terzi, alla cui esposizione possono includersi processi di combustione ad alta temperatura, recano l’osservazione di un rilevante assorbimento cutaneo senza l’indicazione di un valore limite, nonostante al 18° Considerando della Direttiva si espliciti la raccomandazione del CCSS di valutare gli aspetti scientifici allo scopo di proporre un valore limite di esposizione professionale in futuro.

C’è un termine di due anni per poter recepire questa direttiva nell’ordinamento interno (20.02.2011), ad eccezione delle disposizioni dell’allegato III relative alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel, per le quali si aggiunge un ulteriore periodo transitorio di due anni (21 febbraio 2023) o addirittura, per i settori delle attività minerarie e della costruzione di gallerie, di cinque anni (21 febbraio 2026). C.Z.

Amianto cancerogeno: le conferme dello IARC

La cancerogenicità dell’amianto e delle fibre dei suoi minerali, è stata confermata anche dallo IARC nella sua ultima monografia, nella quale si legge testualmente:

Asbestos is the generic commercial designation for a group of naturally occurring mineral silicate fibres of the serpentine and amphibole series. These include the serpentine mineral chrysotile (also known as ‘withe asbestos’), and the five amphibole minerals – actinolite, amosite (also known ad ‘brown asbestso’), anthophyllite, crocidolite (also known as ‘blue asbestos’), and tremolite (IARC, 1973; USGS, 2001). The conclusions reached in thism Monograph about asbestos and its carcinoegenic risks apply to these six types of fibres wherever they are found, and that includes talc containing asbestiform fibres. Erionite (fibrous aluminosilicate) is evaluated in a separate Monograph in this volume” (1.1, pag. 219).

Mesotelioma danno psichico: malattia che distrugge l’animo

Mesotelioma danno psichico
Mesotelioma

Mesotelioma danno psichico. Una volta all’interno del corpo, il “killer silente” inizia a danneggiare lentamente il DNA in modi che causano il cancro delle cellule.

Un cancro conosciuto da tutti come mesoteliomaUna volta che una cellula diventa cancerosa, si replica in modo incontrollabile, provocando un accumulo di cellule che forma lentamente un tumore.

Mesotelioma danno psichico: la più nefasta delle patologie

I trattamenti utilizzati per sconfiggere il mesotelioma sono: la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia. Attraverso di questi si cerca di gestire la crescita del cancro, ridurre i sintomi e aiutare le persone a vivere più a lungo.

Oltre ad uccidere nel corpo, il male uccide anche nella mente

Gli studi hanno ampiamente dimostrato che i pazienti affetti da mesotelioma hanno un significativo disagio psicologico che implica quindi un mesotelioma danno psichico.

Ovvero reazioni di stress, shock, sgomento, ansia, depressione che viene chiamata in gergo “depressione amianto”.

Successivamente i sintomi continuano con senso di disperazione, apatia, difficoltà di concentrazione, paura di malattie e condizioni legate all’amianto, paura di un “contagio aereo” o “assassino invisibile”, paura di morte prematura, rabbia, disfunzione sociale, nosofobia (ossia il timore della malattia connessa alla paura di fare controlli), negazione della malattia, somatizzazione, reazione d’anniversario (legata alla difficoltà di elaborare il lutto),  sindrome di demoralizzazione, alessitimia (ovvero la difficoltà di esprimere emozioni).

I servizi di tutela e assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni.

L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

Assistenza ONA per malattia professionale

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita.

In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere.

Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

Mesotelioma danno psichico

Un aiuto dalla psicologia clinica oncologica

Il ruolo della psicologia clinica in ambito oncologico è di fondamentale importanza. È infatti utile al paziente in quanto favorisce la “storicizzazione” della malattia, l’elaborazione della sofferenza e della rabbia connesse alla diagnosi. 

È utile ai familiari, perché insegna loro a prendersi cura in modo continuativo del malato, facendo attenzione sia agli aspetti connessi al corpo sia a quelli più squisitamente psichici. 

L’intervento psicologico permette inoltre di dare un nome chiaro alla paura connessa all’esposizione ad amianto: un killer silenzioso e invisibile, da affrontare a viso aperto.

Il supporto di ONA per i malati di mesotelioma

L’Osservatorio Nazionale Amianto, nella persona del Presidente avvocato Ezio Bonanni, ha istituito un servizio gratuito di consulenza psicologica e psichiatra online, avvalendosi del supporto di esperti nel settore.

Il Dipartimento di Psicodiagnostica clinica e Psicopatologia secondaria correlata all’asbesto e all’esposizione di sostanze cancerogene negli ambienti di lavoro e di vita, consente alle vittime ed ai loro familiari di contattare lo psicologo ogniqualvolta ne sentano il bisogno.

Dichiarazioni del Presidente dell’ONA

Parlando del Dipartimento l’avvocato Bonanni ha dichiarato “Non si può dimenticare che ci sono state per decenni esposizioni professionali e ambientali ad amianto e ad altri cancerogeni, che hanno provocato, stanno provocando e provocheranno, purtroppo, decine di migliaia di altre vittime; è per questo che oltre alla ricerca nel campo biomedico, è necessario assistere coloro che si sono ammalati, che si ammaleranno e i loro familiari, anche con una parola di conforto e di sostegno e non solo con la chemioterapia e radioterapia: ecco perché stiamo incrementando l’azione e l’operatività del dipartimento di assistenza psicologica per le vittime dell’amianto e degli altri cancerogeni e dei loro familiari”.

La battaglia dell’ONA contro il mesotelioma danno psichico

Purtroppo le malattie connesse al disagio psicologico, tra cui il mesotelioma danno psichico, ancora non rientrano nelle tabelle Inail.

L’ ONA ovviamente farà di tutto perché questo importante traguardo venga raggiunto e venga dato il giusto riconoscimento alle vittime.