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Marina Militare, strage amianto

Marina Militare
Il Sergente Zuban subì un'esposizione prolungata e pericolosa all'asbesto, presente tanto nelle strutture navali quanto nelle installazioni a terra della base militare

Amianto Marina Militare: muore D.S. tra atroci sofferenze

I familiari della vittima di amianto nella Marina Militare: “Ha trovato la morte per svolgere il suo dovere di cittadino”.

Il sergente D.S. aveva prestato servizio dal 1973 al 1976 nella Marina Militare, prima come militare di leva poi come motorista navale, svolgendo varie mansioni.

I primi sintomi della patologia asbesto correlata

Nel maggio 2011, durante una passeggiata con la moglie, iniziò ad accusare forti dolori e affaticamento, del tutto insoliti per un uomo come lui, abituato agli sforzi e sempre attento alla propria salute.

Inizialmente non diede peso alla cosa, fin quando nel Luglio 2011, un giorno, dopo essersi lavato i denti, iniziò a sputare sangue.

I familiari preoccupati dell’accaduto, lo accompagnarono da uno pneumologo del posto, che gli consigliò una visita da un noto chirurgo toracico dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma.

Dopo aver sottoposto l’ex marinaio ad una toracoscopia (esame consistente nel prelievo della pleura), il chirurgo confermò la diagnosi di mesotelioma pleurico.

I mesoteliomi sono la forma più comune di cancro associata all’esposizione all’amianto, sono tumori maligni della pleura e del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo e molte altre neoplasie.

Marina Militare amianto: la reazione della famiglia

D.S. dopo aver subito due ricoveri all’ospedale Sant’Eugenio di Roma si sottopose, a fine agosto, ad una delicatissima operazione consistente nella rimozione della pleura, del diaframma e parte del pericardio.
Iniziarono anche le estenuanti sedute di chemioterapia, con cicli di forte malessere alternati a piccoli momenti di miglioramento.

Tutti sapevano che il mesotelioma che aveva colpito l’ex marinaio era incurabile, eppure i familiari si facevano forza l’uno con l’altro: D., da una parte, alleggerendo il suo problema e rassicurando i familiari, conferendo loro speranza; dall’altra, i figli e la moglie, pur essendo distrutti psicologicamente dalla terribile malattia, celando la loro sofferenza con attenzioni, amore e sorrisi di speranza.

La figlia in particolare, aveva sempre visto nel padre un modello da seguire. Era la persona che gli aveva insegnato a lottare e che aveva sempre servito lo Stato con onore;  lo stesso Stato per cui  aveva poi perso la vita il 2 Luglio 2012.

La giovane all’epoca dell’accaduto aveva 24 anni, ed era sempre rimasta accanto al padre, trascurando persino gli studi e subendo, come è naturale che sia, un forte stress. Così, dopo la morte del padre, decise di rivolgersi a Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, avvocato a tutela e difesa delle vittime dell’amianto.

Insieme decisero di intraprendere questa battaglia legale per dare giustizia al Sig. S.D e non solo, per dare voce a tutti quelli che sono morti a causa dell’esposizione a fibre killer come l’amianto e che potrebbero essere tutt’ora esposti a tale pericolo.

Inizia il processo contro la MM nel Giugno del 2014

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, comitato di verifica per le cause di servizio, vista la documentazione richiesta dal Ministero della Difesa relativamente al quadro morboso diagnosticato al sergente D.S. considera, ai sensi del D.P.R 461/2001, l’infermità: mesotelioma pleurico, disseminazione metastatica ,cachessia neoplastica. La morte del deceduto può riconoscersi dipendente da fatti di servizio, in quanto l’ufficio generale del personale per la Marina Militare ha dichiarato che le navi a bordo delle quali ha prestato servizio l’interessato sono state costruite quando l’amianto era comunemente impiegato anche nella costruzione delle stesse e non sottoposto a restrizioni.

Secondo gli atti il Sig. S.D. è stato incorporato nella Marina Militare in data 14.05.1973, prima come militare di leva e poi come motorista navale su diverse unità navali tra le quali: ”Mincio” con base navale a Messina per il trasporto d’acqua potabile dal porto di Reggio Calabria a Messina. Assunto il grado di sergente si avviava a un maggiore livello di responsabilità perché adibito a manovrare i motori delle diverse unità navali ,oltre che alla cura della loro manutenzione.

Nell’ agosto del 1975 fu comandato a svolgere le stesse mansioni presso l’unità navale “Brenta” con base a Palermo.

Atto della Marina Militare del 13.01.2000

L’atto della Marina Militare, Arsenale Militare Marittimo di Messina del 13.01.2000  indica nello specifico i lavori di rimozione di materiali in amianto. In particolare l’ “incapsulamento amianto”.

Con questo documento si dimostra che all’epoca dei fatti l’amianto era presente e utilizzato come materia prima nell’unità navale Brenta, (dove il sergente D.S. aveva lavorato) specificando inoltre, tra le attività eseguite “incapsulata la coibentazione di amianto, ormai deteriorata”.

Sia nell’unità navale Brenta che Mincio, entrambe della Marina Militare, nel periodo di servizio del Sig. S.D., le condizioni erano particolarmente insalubri poiché gli ambienti si caratterizzavano oltre alla presenza di amianto, anche di altri cancerogeni. Per tutto il periodo di servizio si espose a polveri e fibre di amianto in assenza di strumenti di prevenzione tecnica e protezione.

Sono rinvenute fibre di amianto persino nel cappello, sugli indumenti che venivano lavati a casa ed esponevano anche i familiari a tale pericolosità di inalazione. Fin dal 1910 l’amianto si usò come coibente dei motori delle navi della Marina Militare, per isolare tutte le tubazioni (essendo caratteristica dell’amianto la sua incombustibilità, isolamento e resistenza al calore.

Corte di Cassazione, sentenza n. 776/2017

L’amianto inoltre si spruzzava per isolare grandi superfici. Dopo varie lotte e ricorsi finalmente le SS.UU della Corte di Cassazione, nella sentenza n.776/2017, hanno stabilito espressamente che “in tema di benefici in favore delle vittime del dovere e dei soggetti ad essi equiparati, l’ammontare dell’assegno vitalizio mensile è uguale a quello dell’analogo assegno attribuito alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata”.

Accerta il diritto soggettivo a percepire l’assegno vitalizio, nell’importo di 500,a far data dal dì del decesso dell’ex marinaio. Un’altra vittoria per l’avvocato e per i familiari dell’ex marinaio che hanno combattuto a lungo per dare giustizia a quell’uomo che si è ammalato ed è deceduto a causa dell’amianto mentre prestava servizio per lo Stato.

La rabbia e il doloroso ricordo dei familiari della vittima

I familiari e in particolare la figlia:
“Finalmente è stata fatta giustizia per mio padre”.

Questa cosa che sto facendo è soprattutto un atto d’amore perché penso che l’amore sia l’eredità più grande che ci ha lasciato e spero che il modo in cui ha vissuto la sua malattia e il modo in cui l’abbiamo accompagnato possa essere racchiuso solo nella parola amore, perché di questo si è trattato, un amore molto sofferto intriso da profondo dolore”.

Queste le parole della figlia, che, ancora oggi, dopo la costante lotta, ricorda ogni giorno suo padre con dolore, amore ma, soprattutto, con forza per continuare a lottare perché il suo ricordo sia sempre vivo e possa essere un esempio per tutti coloro che hanno bisogno di accettare e combattere questa lotta contro l’amianto.

Questa guerra è ancora in corso, nonostante ci sia la messa al bando dal 1992 con la legge 257. Molti siti, edifici e scuole attendono di essere bonificati, come denuncia la pubblicazione dell’Avvocato Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia -Ed.2021“.

Vittime del dovere benefici e diritti

Nella Marina militari vittima di esposizione amianto, o di altri cancerogeni, poiché imbarcati nelle unità navali (amianto navi militari) nel corso del servizio, hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e della qualità di vittima del dovere (amianto militari).

Le prestazioni delle vittime del dovere

La tutela legale delle vittime del dovere, è mirata all’ottenimento delle prestazioni previdenziali, ovvero:

  • Speciale elargizione
  • Assegno mensile vitalizio (€500,00 mensili)
  • Speciale assegno vitalizio (€1.033,00 mensili)
  • Incremento della retribuzione pensionabile di una quota del 7,5%, ai fini della pensione e indennità di fine rapporto o altro trattamento equipollente;
  • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi ai fini della pensione e della buona uscita;
  • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni;
  • Diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altra categoria di soggetti e con preferenza a parità di titoli;
  • Borse di studio vittime del dovere esenti da imposizione fiscale;
  • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, estesa anche ai medicinali di fascia C e anche in favore dei famigliari;
  • Assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • Esenzione dall’imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici;
  • Equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;

Processo Marina Militare: aggiornamenti

Amianto Marina Militare: il Tribunale di Padova, con sentenza n. 68 del 2019, ha assolto gli imputati. Il Procuratore Generale presso la Corte di Appello ha impugnato la sentenza di assoluzione e quindi ci sarà il giudizio di appello. Continua l’impegno dell’avvocato Ezio Bonanni e dell’ONA per la tutela delle vittime dell’amianto Marina Militare. Il giudizio di appello inizierà nel Febbraio 2020.

Assistenza legale ONA vittime del dovere

L’ONA fornisce assistenza medica e tutela legale a tutti coloro che sono stati esposti, per motivi di servizio, ad amianto e ad altri cancerogeni.

Per usufruire dell’assistenza legale gratuita, puoi rivolgerti all’ONA chiamando il numero verde o compilando il form.

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    Amianto in Marina, condannato il Ministero della difesa

    tribunale roma

    Amianto in Marina Militare: necessario l’intervento del Governo

    L’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale dei famigliari di Serru Antonello: “Assurdo dover ricorrere al giudice che un ostinato atteggiamento di chiusura costringa le vittime ad agire per il riconoscimento dei loro diritti, tanto più per le vittime dell’amianto in Marina Militare”. 

    Amianto: strage in Marina, il Tribunale di Roma condanna il Ministero della Difesa ed equipara vittime a quelle del dovere, del terrorismo e della criminalità.

    Una sentenza storica quella pronunciata dal giudice del lavoro Ottavio Picozzi, tanto da essere ripresa dai telegiornali nazionali. Un verdetto nei confronti del Ministero perché tutti i danni subiti dalla vedova e dall’orfana di  Serru Antonello, siano indennizzati anche con il riconoscimento di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo.

    Antonello Serru è morto a  55 anni per mesotelioma pleurico sinistro. Una patologia letale provocata dall’esposizione professionale ad amianto avvenuta nel periodo di servizio nella Marina Militare.

    Amianto

    Amianto in Marina: racconto della figlia della vittima

    “Mio padre ha respirato amianto all’interno dei locali della marina militare. Le navi, i macchinari e le stesse cuccette dove dormiva, erano in amianto. Mio padre era esposto all’amianto ventiquattrore ore su ventiquattro. Di fatto è stato condannato a morte. Non esiste risarcimento  – conclude con gli occhi pieni di lacrime – che possa restituirmi il suo amore. L’amore non si compra e non si vende. Il danno ormai è stato fatto e mio padre non c’è più”.

    E come dare torto ad una ragazza, ora donna, che ha visto morire il padre, a soli 55 anni, dopo atroci sofferenze? L’unica consolazione ora è quella di avere vinto almeno la sua battaglia contro la Marina Militare. Una battaglia durata ben 17 anni che ha visto la vittoria grazie all’avvocato Ezio Bonanni, con il Ministero della Difesa che si è visto condannato.

    La soddisfazione del Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto

    Entusiasta il  Presidente dell’Osservatorio nazionale Amianto e legale delle parti civili, Ezio Bonanni: “E’ una sentenza storica di un giudizio nel quale è stato accertato, come per altre migliaia di militari, che la vittima aveva svolto compiti operativi con esposizione a polveri e fibre di amianto in assenza totale di cautele, tra cui l’aspirazione delle polveri, o la dotazione di maschere protettive. Questa condanna arriva dopo l’inspiegabile assoluzione due giorni fa nel processo Marina bis “perché il fatto non sussiste”, di otto ammiragli della Marina Militare imputati a Padova in netto contrasto, tra l’altro, con gli ultimi arresti giurisprudenziali della Suprema Corte di Cassazione che nel primo filone del processo contro i vertici della Marina Militare (che vede al suo centro i medesimi imputati), con la sentenza emessa dalla III sezione nel novembre 2018 ha annullato la sentenza assolutoria emessa dalla Corte d’Appello di Venezia” con rinvio per nuovo giudizio. C’è da chiedersi perché, alla luce delle continue vittorie in sede civile, le vittime siano ancora costrette a far causa allo Stato perché vengano riconosciuti i loro diritti. Continuiamo ad assistere ad un ostinato atteggiamento di chiusura dei vertici della Marina Militare”.

    I servizi di assistenza ONA

    L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

    L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

    Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

     assistenza ona

    Manovra 2019, arriva il bonus amianto

    Bonus amianto
    Bonus amianto

    Una manovra che si è occupata di molti aspetti imprenditoriali e sociali ma anche di leggi che agevolano la costruzione di un paese migliore pure sotto il profilo ambientale.

    Il Governo ha accolto le richieste del presidente ONA formulate nella trasmissione ‘Uno Mattina‘ del 22 novembre 2017 e nella conferenza stampa in Campidoglio.

    Legge di Bilancio 2019, arriva un bonus amianto del 65%

    Il presidente ONA, avvocato Ezio Bonanni, in quell’occasione fece presente: “Solo evitando ogni forma di esposizione si evitano le terribili conseguenze di questo killer.

    Ancora ad oggi in Italia ci sono 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto che hanno provocato e continueranno a provocare una vera e propria epidemia. Il nostro Paese necessità di un’urgente bonifica dei tanti siti contaminati. È importante che il Governo incentivi tutti i cittadini alla rimozione dell’amianto con nuovi bonus”.

    Un appello, chiaro, diretto e senza mezzi termini. Richiesta ONA accolta dal Governo con l’inclusione nella legge di bilancio del 2019, del nuovo bonus amianto.

    Smaltimento amianto: cosa prevede la manovra?

    All’interno della legge sono stati inseriti dispositivi con l’obiettivo di agevolare le azioni correlate alla bonifica in modo che venga rimosso il materiale cancerogeno. Si parla di smaltimento amianto agevolazioni fiscali per gli interventi di rimozione dell’eternit, della detrazione bonifica amianto, ai benefici previdenziali concessi ai lavoratori esposti.

    È stato incluso nella manovra di bonifica amianto detrazioni fiscali, anche il riconoscimento del credito di imposta. Il tutto nella misura del 65% delle erogazioni, nei confronti di coloro che investono per realizzare interventi su terreni pubblici ed edifici.

    Quando è riconosciuto il credito di imposta?

    Finalmente arriva il credito di imposta, che è riconosciuto per interventi che vengono effettuati su edifici e terreni pubblici. Come previsto nella manovra, coloro che presentano progetti per la rimozione, avranno diritto all’erogazione in denaro.

    Gli interventi sono: la bonifica 10 (rimozione), la ristrutturazione parchi e aree verdi, recupero delle aree pubbliche dismesse e prevenzione o risanamento del dissesto idrogeologico.

    Credito di imposta, percentuale ed erogazione del bonus

    Il credito di imposta spetta a chi presenta un progetto che rientri in quelli sopra elencati, previsti dalla manovra 2019, nella misura del 65% delle erogazioni effettuate del bonus. È ripartito in tre tranche annuali di importo identico. E non è tutto. 

    Per coloro che sono titolari di reddito di impresa, il credito di imposta viene utilizzato a compensazione con il modello F24

    Chi può beneficiare del credito d’imposta?

    Possono beneficiare del credito di imposta i titolari di reddito di impresa nei limiti del 10×1000 dei ricavi annui, gli enti non commerciali nei limiti del 20% del reddito imponibile e le persone fisiche.

    Qual è l’iter da adottare per i soggetti beneficiari?

    Tutti coloro beneficiari delle erogazioni, devono comunicare ogni mese al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il totale delle erogazioni mensili.

    I soggetti beneficiari devono anche pubblicare in una pagina sul sito istituzionale la destinazione e l’utilizzo del denaro in quella del portale gestito dal Ministero.

    Quali sono le disposizioni attuative?

    Entro e non oltre 90 giorni dall’approvazione della manovra 2019, si adottano le disposizioni della disciplina nei seguenti limiti delle risorse disponibili. Per l’anno 2019 il totale è 1 milione di euro, per l’anno 2020, 5 i milioni di euro, mentre 10 milioni a decorrere dall’anno 2021.

    Ultima novità per la previdenza in fine, che riguarda i lavoratori esposti all’amianto, è quella di una norma che ha lo scopo di estendere ulteriormente i lavoratori esposti ad asbesto. A coloro che per anni sono stati in contatto con amianto e altri cancerogeni, sono riconosciuti specifici benefici previdenziali o benefici contributivi amianto, già previsti nella legge del 2015, proprio in materia di trattamento previdenziale dei lavoratori esposti all’asbesto.

    Quali le detrazioni fiscali contenute nella nuova legge finanziaria?

    Nella legge di bilancio 2019 è stata disposta la proroga delle detrazioni fiscali per molti interventi relativi a ristrutturazione edilizia, efficienza energetica e acquisto di mobili. Per gli interventi di ristrutturazione edilizia la proroga è al 31 dicembre 2019, nella misura del 50% detraibile, fino a una spesa 96 mila euro.

    Gli interventi di ristrutturazione edilizia comprendono: adozioni antisismiche, bonifica amianto, opere per evitare infortuni domestici, opere finalizzate al risparmio energetico e all’installazione di impianti basati su fonti rinnovabili di energia, eliminazione delle barriere architettoniche, realizzazione di posti auto, interventi di manutenzione, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, ripristino di immobili danneggiati o ricostruzione a seguito di interventi calamitosi, opere finalizzate al contenimento dell’ inquinamento acustico e alla cablatura degli edifici e misure finalizzate alla prevenzione di atti illeciti da parte di terzi. 

    Firenze: l’INAIL condannata in Appello

    INAIL
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    L’Avv. Bonanni ribalta il verdetto del Tribunale di Livorno

    La Corte di Appello di Firenze ha condannato l’Inail a costituire la rendita dei superstiti a favore di Giuseppa Cucchiara. L’Inail è stata condannata a pagare i ratei alla vedova di Franco Ponsi, rimborsando le spese processuali ed elargendo anche gli arretrati dal 2004.

    Questo è il verdetto della Corte di Appello di Firenze, che smentisce il Tribunale di Livorno. I giudici avevano ingiustamente rigettato le richieste presentate da legale della vedova, Ezio Bonanni.

    Storia di un uomo morto per un cancro ai polmoni provocato dall’amianto

    Franco Ponsi era affetto da cancro al polmone e aveva lavorato nell’impianto Solvay di Rosignano. Dopo anni è deceduto a causa di un cancro. Solo molto tempo dopo la vedova è venuta a sapere che tale neoplasia aveva avuto origine dall’esposizione ad asbesto per motivi professionali.

    Alla luce di tali notizie si è affidata all’avvocato Ezio Bonanni , per essere tutelata. Il legale ha promosso l’azione giudiziaria nei confronti dell’Inail.

    Lo Sportello Amianto ONA Rosignano, coordinato da Massimiliano Posarelli e da Antonella Franchi, con il sostegno legale dell’avvocato Bonanni, ha avviato a partire dal 2010 più di 200 azioni nei confronti dell’INAIL, molte delle quali a buon fine già in sede amministrativa, altre in sede giudiziaria.

    Alcune pronunce giudiziarie erano state però negative ed è per questo motivo che ONA ha perseverato con azioni di impugnazione presso la Corte di Appello di Firenze.

    L’ONA Rosignano e i suoi vari servizi

    I servizi dello Sportello Amianto ONA Rosignano possono essere richiesti direttamente a Massimiliano Posarelli (327/5436055) o ad Antonella Franchi (3284648451) e online al link. 

    Approfondimento sulla condizione di rischio amianto in Toscana

    Dall’impianto Solvay di Rosignano all’acciaieria di Piombino, passando per i cantieri navali e i siti industriali di Livorno, fino alla contaminazione del piccolo paradiso toscano, l’Isola d’Elba. L’amianto killer è arrivato persino qui, nei capannoni di Porto Ferraio, nei materiali utilizzati nel settore minerario e, soprattutto, nel trasporto marittimo.

    L’Ona denuncia da tempo il picco di mortalità tre volte superiore alla media nazionale, registrato nell’area di Livorno: 152 casi di mesotelioma, il tumore per eccellenza dell’amianto killer, su 156mila abitanti in quindici anni, dal 1993 al 2008. La zona di Livorno è la ventisettesima città in Italia per numero di malati e di morti da amianto.

    Sei casi ogni 100mila abitanti contro una media nazionale di 2 casi ogni 100mila abitanti. I dati sono quelli ufficiali pubblicati sui Quaderni della Salute del Ministero nel 2012.

    L’inquietante situazione nella zona di Rosignano

    Venticinque i casi riscontrati di mesotelioma dal 1993 al 2008 su una popolazione di circa 30mila abitanti. Anche i questo caso la media è molto più alta di quella nazionale e di quella regionale, con 5 casi ogni 100mila abitanti. A questi numeri si aggiungono quelli di Piombino, tra i primi posti nella classifica nazionale per numero di mesoteliomi.

    Nella sola città di Piombino sono 22, rispetto ad una popolazione residente di 33.925 persone, con un tasso pari al 4,05. Un dato altissimo. Sul Quaderno del Ministero della Salute (n. 15, maggio-giugno 2012), si legge:

    Per i comuni della Toscana devono essere considerate prevalenti le esposizioni dovute alla presenza di amianto nella centrale elettrica e dell’industria chimica di Rosignano e della acciaieria per Piombino e dei cantieri navali, movimento portuale e dei numerosi siti industriali (chimici, siderurgici, meccanici) per Livorno”.

    Amianto: sì ai benefici per i ferrovieri

    Benefici per i ferrovieri
    Ferrovia Amianto

    L’ONA e l’avvocato Ezio Bonanni hanno ottenuto la condanna di INAIL a costituire la rendita INAIL in favore dei ferrovieri vittime di patologie asbesto correlate.

    Tra le tante malattie asbesto correlate, troviamo: mesotelioma, tumore ai polmoni, tumore laringe e tumore alle ovaie. Come è noto, queste patologie sono indicate nella lista I INAIL e, quindi, assistite da presunzione legale di origine.

    Tra le neoplasie delle vie respiratorie, troviamo l’asbestosi, le placche ed ispessimenti pleurici, anche queste ultime assistite dalla presunzione legale di origine.

    Benefici contributivi per i ferrovieri, legge 257/1992

    Con il riconoscimento INAIL, si ha diritto anche ai benefici amianto con l’art. 13 co. 7 L. 257/92, che riguarda lavoratori ancora privi di patologie.

    Malgrado ciò, ancora molti ferrovieri sono privi di sorveglianza sanitaria. Ovvero, controlli medici, che permettono di effettuare una diagnosi precoce.

    La diagnosi tempestiva rappresenta l’unico strumento per garantire un efficace prevenzione dalle malattie asbesto correlate.

    Ricordiamo infatti che, sfortunatamente nel caso di diagnosi in ritardo, l’esito di queste patologie è sempre infausto.

    Anche in caso di placche pleuriche e ispessimenti pleurici, di solito asintomatici, e quindi diagnosticabili solo con gli esami specifici, si ha diritto ai benefici per i ferrovieri amianto con l’art. 13 co. 7 L. 257/92.

    Inoltre, anche nel caso di mancato raggiungimento del 6%, come chiarito dalla Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 30438/2018, che ha accolto le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni e rigettato quelle dell’INAIL e dell’INPS, che hanno negato i benefici amianto nel caso in cui non si raggiungesse il 6%.

    Ne consegue pertanto, che anche dove ci fosse un grado invalidante con percentuale minima, sussiste il diritto ad ottenere il prepensionamento per i ferrovieri, ovvero per qualsiasi altro lavoratore esposto ad amianto.

    La circolare 52 del 2018 per i ferrovieri

    Rispetto ai benefici per i ferrovieri, con la nuova circolare dell’INAIL, sono state dettate nuove norme che modificano le normative dell’articolo 1 della Legge 208 del 2015.

    Modifiche che favoriscono i ferrovieri. O meglio, tutti coloro che hanno lavorato nel settore della produzione di materiale rotabile ferroviario, senza essere dotati delle adeguate protezioni per lavorare in contatto con le polveri di amianto.

    Per ottenere il riconoscimento dei benefici è necessario che ci sia una continuità del rapporto di lavoro dall’inizio delle bonifiche e per i dieci anni successivi.

    A prescindere dall’attestazione della mancata adozione di tutti gli equipaggiamenti per evitare di inalare la fibra killer.

    È sufficiente per tanto la sola attestazione che il lavoratore svolgeva attività nel sito durante le operazioni di bonifica amianto.

    Dinnanzi a tale evidenze, l’istituto previdenziale è obbligato a trasmettere tutta la documentazione alle direzioni regionali INAIL competenti.

    Compresa la domanda di accesso al beneficio per il rischio della certificazione INAIL, che attesti per tanto l’esposizione amianto nel corso del periodo di tempo previsto dalla legge.

    L’amianto corre sui binari: aggiornamento 2021

    L’Osservatorio Nazionale Amianto ha continuato a puntare l’attenzione sulla questione dei benefici per i ferrovieri anche in tempi più recenti. Anche i riflettori della trasmissione ONA News hanno portato alla luce il problema dell’amianto nei siti rotabili italiani.

    Consulta l’episodio qui.