La Guida INAIL 2026 sulla gestione del rischio amianto negli edifici affronta il tema della prevenzione e della sicurezza, indicando le procedure necessarie per individuare, controllare e gestire i materiali contenenti amianto.
“L’amianto o asbesto continua a essere una delle principali emergenze ambientali e sanitarie presenti sul territorio italiano. Nonostante il divieto imposto dalla legge nel 1992, molti edifici pubblici e privati contengono ancora materiali realizzati con questa sostanza altamente pericolosa.” Afferma da sempre l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Il legale accompagna le vittime di malattia nell’iter per il riconoscimento di malattia professionale e nell’ottenimento di tutti i benefici previdenziali previsti dalla legge.
Il documento rappresenta uno strumento importante per amministratori di condominio, enti pubblici, tecnici e proprietari di immobili che devono affrontare il problema della presenza di amianto negli edifici costruiti prima degli anni Novanta.
La prefazione del testo è del presidente INAIL Fabrizio D’Ascenzo
Dove si trova l’amianto negli immobili
Per molti decenni l’amianto è stato utilizzato nell’edilizia grazie alle sue proprietà isolanti e alla resistenza al fuoco.
Secondo la guida INAIL, i materiali contenenti amianto possono essere presenti in numerosi elementi strutturali degli edifici.
Le coperture in eternit rappresentano uno dei casi più comuni, ma la sostanza può trovarsi anche in pannelli isolanti, pavimenti vinilici, canne fumarie, serbatoi, tubazioni e controsoffitti. La presenza di amianto interessa ancora scuole, ospedali, condomini, fabbriche e uffici pubblici costruiti prima del bando definitivo del materiale.
La guida sottolinea come sia fondamentale effettuare verifiche accurate per identificare i manufatti contenenti amianto e valutare il loro stato di conservazione.
Quando l’amianto diventa pericoloso
Uno degli aspetti centrali del documento riguarda il rischio legato alla dispersione delle fibre di amianto nell’aria. Secondo le linee guida generali l’amianto non è sempre immediatamente pericoloso quando si trova in buone condizioni. Il problema nasce quando il materiale si deteriora oppure viene danneggiato durante lavori di manutenzione, ristrutturazione o demolizione.
Le fibre rilasciate possono essere inalate e provocare gravi patologie respiratorie e oncologiche. Tra le malattie correlate all’esposizione all’amianto ci sono il mesotelioma, l’asbestosi e il tumore del polmone.
Per questo motivo la prevenzione e il monitoraggio costante sono considerati strumenti fondamentali per la tutela della salute pubblica.
La valutazione del rischio amianto negli edifici
La Guida INAIL 2026 dedica ampio spazio alla valutazione del rischio. Secondo il documento, ogni edificio con possibile presenza di amianto dovrebbe essere sottoposto a controlli specifici per verificare le condizioni dei materiali e il livello di pericolo.
Le verifiche vengono effettuate da personale qualificato attraverso sopralluoghi, campionamenti e analisi tecniche. L’obiettivo è capire se il materiale sia stabile oppure deteriorato e se possa rilasciare fibre nocive nell’ambiente.
La guida evidenzia inoltre l’importanza della mappatura dei materiali contenenti amianto presenti negli immobili. Disporre di un censimento aggiornato permette di programmare interventi di controllo e bonifica in modo efficace.
Materiali Contenenti Amianto
Per approfondire le classificazioni invitiamo pertanto a scaricare la guida dal sito dell’INAIL. Per praticità l’abbiamo allegata anche in fondo al presente articolo.
Controllo e monitoraggio dei materiali contenenti amianto
Secondo l’INAIL, la presenza di amianto non comporta automaticamente la necessità di rimuovere il materiale. Quando i manufatti sono integri e non danneggiati, è possibile adottare misure di controllo e monitoraggio periodico.
Il documento raccomanda di effettuare ispezioni regolari per verificare eventuali segni di deterioramento. Inoltre, è necessario registrare gli interventi eseguiti e monitorare costantemente le aree a rischio.
La corretta gestione dei materiali contenenti amianto consente di ridurre il rischio di esposizione e di prevenire situazioni di emergenza sanitaria.
L’ONA auspica interventi di bonifica immediati in ogni caso per evitare qualsiasi possibilità, anche remota, di potenziale esposizione.
Quadro Normativo
Ampio spazio viene dato alla guida al quadro normativo europeo, nazionale e regionale.
Bonifica amianto: le soluzioni previste dalla normativa
La guida INAIL illustra le principali tecniche utilizzate per mettere in sicurezza gli edifici contaminati.
La rimozione consiste nell’eliminazione definitiva del materiale contenente amianto ed è considerata la soluzione più efficace. Tuttavia, richiede procedure rigorose e l’intervento di aziende specializzate autorizzate.
Un’altra possibilità è rappresentata dall’incapsulamento, che prevede il trattamento del materiale con prodotti specifici in grado di impedire il rilascio delle fibre. In alcuni casi viene adottato anche il confinamento, cioè l’isolamento dell’area contaminata attraverso barriere protettive.
Ogni intervento deve essere eseguito nel rispetto delle norme di sicurezza ambientale e sanitaria.
Sicurezza durante i lavori di bonifica
La gestione del rischio amianto richiede particolare attenzione durante le operazioni di bonifica. Gli operatori devono utilizzare dispositivi di protezione individuale adeguati e seguire procedure precise per evitare la dispersione delle fibre nell’aria.
La guida INAIL ricorda che anche lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto deve avvenire secondo protocolli specifici previsti dalla normativa ambientale.
La sicurezza dei lavoratori e dei cittadini rappresenta uno degli elementi centrali delle attività di bonifica e prevenzione.
Gli obblighi dei proprietari degli edifici
La normativa italiana attribuisce precise responsabilità ai proprietari degli immobili e ai responsabili delle strutture. Chi gestisce un edificio deve verificare la presenza della sostanza, controllarne lo stato di conservazione e programmare eventuali interventi di manutenzione o bonifica.
È inoltre necessario informare occupanti e lavoratori sui possibili rischi presenti negli ambienti contaminati.
La mancata gestione del rischio amianto può comportare conseguenze sia sul piano sanitario sia su quello legale.
Prevenzione e tutela della salute pubblica
La Guida INAIL 2026 evidenzia quanto sia importante investire nella prevenzione e nella sicurezza ambientale.
La corretta gestione dei materiali contenenti amianto, il monitoraggio costante e gli interventi di bonifica rappresentano strumenti essenziali per ridurre il numero delle malattie asbesto correlate.



