20.5 C
Rome
sabato, Maggio 9, 2026
Home Blog Page 425

Ponte Morandi: diffida da ONA e Comitato Liberi Cittadini

Ponte Morandi
Ponte Morandi

Al centro della diffida, presentata da ONA e Comitato Liberi Cittadini di Certosa ci sono alcuni elementi non chiari.

Questi documenti riguardano le gravi problematiche a livello ambientale correlate al pericolo di aerodispersione di polveri e fibre d’amianto presente tra i materiali di costruzione del viadotto crollato e nelle abitazioni sottostanti.

L’ONA e la diffida sull’esplosivo per l’ex Ponte Morandi

Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto e il Comitato Liberi Cittadini di Certosa, la popolazione non sarebbe stata messa a conoscenza adeguatamente sia sull’intenzione riguardo l’esplosione del ponte e su altre tematiche come per esempio l’evacuazione, lo stoccaggio e il trasporto dei detriti delle due pile fatte saltare in aria con la dinamite.

In tema dell’amianto presente nel manufatto, si denuncia l’impossibilità di una “soglia rischio 0” per la popolazione dei due quartieri più vicini al Morandi, Certosa e Sampierdarena.

Inoltre, gli enormi piloni del ponte, andrebbero a cadere sul terreno del Parco Ferroviario contenente amianto e altre sostanze cancerogene.

Così come dimostrano le analisi effettuate sul pietrisco dalla stessa struttura commissariale. In conclusione, la ricaduta di enormi massi di calcestruzzo potrebbe rilasciare nell’aria polveri pericolose.

Una evacuazione “coatta” in una zona densamente abitata e il problema della frantumazione e del trasporto dei detriti rappresentano molto bene il quadro critico che una demolizione con esplosivo porterebbe, soprattutto per la popolazione residente.

L’ONA punta alla bonifica delle abitazioni a rischio

Altro punto della diffida riguarda la bonifica delle abitazioni sottostanti il Ponte Morandi.

Per queste abitazioni sarebbero state previste solo ispezioni delle visive mentre sarebbe necessaria un’analisi più approfondita.

L’ONA da tempo sollecita gli uffici competenti a predisporre proprio un controllo più accurato della situazione.

Da mesi il Comitato e l’ONA collaborano sul fronte della denuncia legale dei danni ad ambiente e salute dei cittadini che sta causando, in questi mesi, la demolizione del Ponte Morandi.

Per queste motivazioni entrambi avevano integrato per la seconda volta l’esposto-querela dello scorso 20 febbraio 2019 con il quale avevano chiesto maggiori controlli sull’ipotesi dell’uso degli esplosivi in relazione alla demolizione della Pila 8 dell’ex viadotto Morandi.

Ona e il Comitato Liberi Cittadini di Certosa chiedono anche la produzione di materiale documentale visivo, necessario per la trasparenza verso i cittadini, sulle bonifiche effettuate nei palazzi collocati sotto al Ponte Morandi.

Occorre sapere se è stata fatta una bonifica secondo norma che abbia individuato, non solo l’eternit “esplicito” e conosciuto, ad esempio, delle vasche delle abitazioni, ma anche quello più “occulto” presente nelle pareti delle stesse case.

Ancora una voltasi cerca di porre l’accento sulla salute pubblica e sulla questione ambientale a tutela dei cittadini più esposti ai cantieri del Morandi.

Difatti ricordiamo che a pochi metri vi è un Istituto Comprensivo e un Asilo Nido. Per questi motivi si chiedendo più centraline per il controllo della qualità dell’aria e uno screening epidemiologico sulla popolazione.

Soprattutto per quella parte di popolazione più soggetta ai pericoli dell’aria inquinata, ovvero i bambini. Anche la ricostruzione del futuro nuovo viadotto pone degli interrogativi.

Necessaria una verifica sulla lavorazione dei nuovi piloni

Le terre di scavo, infatti, non vengono trattate come rifiuto speciale e, come indicano diverse testimonianze foto e video di alcuni residenti, non vengono né bagnate né trattate come si dovrebbe con prodotti adeguati o inertizzanti.

Questi i motivi della diffida in Procura. La gestione di questo grande cantiere, ad oggi, è sembrata non tenere in conto la peculiarità più delicata: la presenza di un centro urbano e di una popolazione di numero importante, intorno all’ex viadotto Morandi. Una “svista” del genere non può essere tollerata.

Contano le opere che fanno muovere l’economia di una città; ma, prima di esse, vi sono le persone. E le persone non sono fantasmi e devono essere tutelati in quanto cittadine e cittadini italiani. Senza se e senza ma.

I servizi di assistenza e tutela legale ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA APS e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni.

L’associazione assieme al suo pool di tecnici e legali, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati. Chiamasi questa: prevenzione primaria.

In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita, identificato dall’ONA come prevenzione secondaria. L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto correlate.

Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione e migliori condizioni di salute.

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita.

Mentre in caso di servizio nelle Forze Armate in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere.

Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

assistenza ona

ESAMI, SOSTENIBILITA’ DELLA SALUTE E SPORT

Inquinamento
Inquinamento

Un anno fa, nel periodo degli esami, mi era toccato in sorte, in rappresentanza del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, di fare l’intervento conclusivo in un convegno tra soggetti titolati, su di un tema che potremmo definire ovvio e convenzionale, se adattato alla bisogna.

Inquinamento e degrado urbano

In buona sostanza, si trattava di “SPORT E SOSTENIBILITA’ “, nel senso delle condizioni in cui la pratica sportiva si svolge, anticipatorio dell’ultimo tenutosi con grande successo, in concorso con ONA, il 30 di maggio scorso nel Salone d’Onore del CONI.

Anche in quel caso, la Sala del Refettorio alla Camera dei Deputati era full di competenze e di autoreferenzialità sulle questioni socio-ambientali, sino agli aspetti della tutela dei consumatori. Tutto perfetto per l’organizzazione di ConfAssociazioni, presenti i Presidenti di Sport e Ambiente, Barbaro e Persici.

Non c’è dubbio che il contesto ambientale in cui si svolgono le attività fisiche dovrebbe essere adatto e che c’è sostanziale differenza tra l’inquinamento urbano e l’aria leggera del territorio agreste, ma è pur vero che per godere del vantaggio bisogna avere giusti interessi, sulla base di una adeguata cultura, quella che purtroppo manca alla nostra collettività, mai adeguatamente educata ai principi dell’attività motoria ed allo stile di vita corretto dalla Scuola, che ambisce a divenire buona, ma che nulla sinora ha fatto per i bambini delle “primarie” e poco per gli altri delle “secondarie”, piuttosto che nei campus universitari, almeno negli ultimi settant’anni.

Prevenzione della salute attraverso lo sport

Sostenibilità

Mancando una testimonianza del nuovo modo d’intendere la prevenzione salute, attraverso l’educazione allo sport nella scuola e di renderla quindi sostenibile anche da un punto di vista economico, con riduzione dei costi nella sanità, era toccato a noi farlo, ricordando che l’idea di introdurre la professionalità dei laureati in scienze motorie, colleghi del Ministro all’Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti, l’aveva già avuta centoquarant’anni fa l’illuminato letterato irpino Francesco De Sanctis.

Se attuato fino in fondo l’articolo ventiquattro del contratto di governo, potremmo trovarci di fronte ad una rivoluzione copernicana, in cui le “medaglie” dei professionisti sportivi non sarebbero più prioritarie, i bulli e le bulle non avrebbero più storia e il lavoro per gli ospedali diminuirebbe.

Sostenibilità

Siamo di fronte all’assurdo!

Ma vi rendete conto che migliaia di strutture scolastiche e di palestre registrano presenza di amianto e non tutte sono state testate, che siamo di fronte all’assurdo che oggi la figura del medico scolastico è totalmente assente, quanto quelle degli educatori civici ed artistici?

E che contemporaneamente, decenni di alimentazione insana basata su perversi spot pubblicitari hanno prodotto una percentuale di bambini obesi, che ci pone sul podio europeo, mentre decine di migliaia di plessi scolastici e sportivi infarciti d’amianto rendono a rischio ogni attività all’interno?

Ecco, basta essere consapevoli dello stato dell’arte e non essere condizionati da pregiudizi per orientarsi sulle migliori scelte da fare. All’epoca, come oggi, avevamo intercettato una rassicurante e temperata intervista con il Ministro Marco Bussetti, prof. di Scienze Motorie, sul tema degli esami di maturità, sul clima da “notte degli esami”, che aleggia in queste ore tra i nostri ragazzi, che sanno di giocarsi il futuro…

La sensazione è quella che occorra davvero adeguato coraggio per governare, per cambiare e mantenere il passo, affinché la prospettiva prenda corpo per divenire realtà, mettendo a tacere tante, troppe giustificazioni di comodo.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

L’APPARTENENZA DI TOTTI

Totti
Totti

Credo che l’epilogo della vicenda Totti, ieri, in quel Salone del CONI dedicato all’Onore, abbia dato significato al valore dell’appartenenza, ovvero più del formale giuramento di fedeltà ad una bandiera, testimoniando un attaccamento le cui radici vanno ben al di là di quanto un Club, sia pure storico, possa rappresentare.

Sempre con la stessa maglia!

Totti

È evidente che i motivi di una gestione ragionieristica, destinata al puro profitto ed ai rientri di capitale, non hanno nulla a che vedere con il sentimento e che collidono con il modo “alieno” di pensare ed agire di uno come Francesco.

Tanto per fare un esempio, Fulvio Bernardini, cui è intitolato lo stesso “quartier generale” giallo-rosso di Trigoria, passando da giocatore ad allenatore, a dirigente, partendo dalla Lazio, era transitato per l’Inter, prima del glorioso periodo romanista, per poi regalare la sua scienza calcistica alla Reggina, al Vicenza, alla Fiorentina, di nuovo alla Lazio, al Bologna e alla Sampdoria, oltre che alla Nazionale…

Che dire dunque di uno come il Capitano “Unico”, sempre con la stessa maglia? Se non che si tratta di un personaggio diverso e peraltro raro, sicuramente ingombrante, al punto di essere stato spinto prima ad un prematuro addio al campo e poi parcheggiato in un binario morto, come una gloriosa locomotiva in attesa che la ruggine ne completi la distruzione.

Totti

Occhi che parlano

Ma perché mi coinvolgo nel paradosso “tottiano”? Perché nei suoi occhi tristi, velati dalla delusione, dal dolore di chi si sente deluso, estraniato dalla propria matrice, vedo riflessa l’immagine di altri, cui inesorabilmente è toccata la stessa sorte, come lo stesso Giulio Onesti, padre putativo del CONI e della rinascita dello sport italiano, messo cinicamente da parte nel 1978.

E allora? Allora, purtroppo, bisogna capire quand’è il momento di lasciare, magari con squilli di trombe e rullar di tamburi, comunque, per scelta o per un destino, magari cinico e pure baro.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione dispone di un pool di tecnici per l’assistenza dei cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto e altri cancerogeni, è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA conduce la ricerca scientifica in materia di mesotelioma e altre patologie asbesto-correlate. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori possibilità di guarigione, maggiore sopravvivenza e, quindi, migliori condizioni di salute.

L’ONA dispone anche di un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti, anche coloro privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi.assistenza ona

L’Antroposociocilturale dello sport

Calcio
Calcio

Cosa volete che pensi dopo aver ricevuto da Renato Mariotti, alfiere dell’International Football Museum, la fotomeraviglia del pallone sberciato e testimone di un passaggio epocale dell’evoluzione umana, nel 1930, in quanto primo modello usato dalle pioniere del calcio italico?

Lo sport come metafora della vita! non più solo per maschi

Beh, penso che la Nazionale vincente di oggi sia l’erede in linea diretta di chi novant’anni fa correva dietro a quella sfera di cuoio, mettendo in moto una autentica rivoluzione, più di quanto capitasse con Alfonsina Strada, unica donna in bici da corsa al Giro, nel tennis con Lucia Valerio o con Ondina Valla, Claudia Testoni e Gabre Gabric nell’atletica.Calcio

Sì, perché si trattava di squadra e di disciplina tosta, impostata sul confronto scontro diretto, fisico, prerogativa per millenni dei maschi. In realtà il calcio o se preferite lo sport, come metafora della vita, soffre e si presta al paradossale, come quello di passare per opportunità di parte, appunto di occasione di straordinaria appartenenza, come capita con le tifoserie anche iperesagitate, per poi fare semplicemente strame delle stesse bandiere, come sta capitando in queste ore con lo storico “Capitano” della A.S. Roma, Francesco Totti, prevalendo logiche esclusivamente aziendali. 

Nuoto

E allora?

Allora occorre prendere la misura e le distanze da ciò che è mero spettacolo, che è soltanto business, per attribuire il valore reale allo sport come fattore di sviluppo sociale, di crescita complessiva, universale, di una cultura che da sempre sta contribuendo in mondo molto importante al superamento di ostacoli, barriere e pregiudizi in termini di pari opportunità, eliminando progressivamente questioni di genere, censo e abilità fisica, di politica e di religione.

Ecco, perché rimane incomprensibile la secolare elusione , l’insensibilità istituzionale del Bel Paese, di fronte ad una opportunità di straordinario profilo olistico, alla esigenza che questi valori siano promossi e resi comprensibili attraverso una diversa fruibilità della cultura sportiva, a cominciare dalla istituzione del Museo Nazionale dello Sport Italiano, che continua a non esserci, mentre vanno sistematicamente in malora le testimonianze superstiti.Ciclismo

Il Museo con vocazione itinerante, scientificamente dedicato al calcio, di Mariotti, nasce in un piccolo, laborioso e vivace centro dell’entroterra abruzzese, a Loreto Aprutino e sta a dimostrare una volta di più, che la volontà ancorché buona è la risorsa principe di cui dover disporre per portare a casa risultati concreti.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori vittime di esposizione ad amianto e altri cancerogeni. L’associazione dispone di un pool di tecnici per l’assistenza dei cittadini per la bonifica e per la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, e possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. La prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie più tempestive, assicurano maggiori possibilità di guarigione e, quindi, migliori condizioni di salute. L’ONA dispone anche di un pool di legali per la tutela dei diritti di tutte le vittime di malattia professionale per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Tutti i lavoratori esposti, anche coloro ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi.assistenza ona

Le patologie asbesto correlate meno conosciute

Patologie asbesto
Patologie asbesto

Le patologie asbesto meno conosciute e difficili da diagnosticare

Le fibre di amianto contaminano l’ambiente e sono nocive per il corpo umano, in base alle loro caratteristiche, dalla composizione chimica alla provenienza, dalla lunghezza e diametro al loro rapporto e alla capacità di dispersione.
Sono cancerogene e non esiste una soglia di esposizione sotto il quale non ci sia rischio di contrarre una patologia tumorale.
Ci sono  casi nei quali le patologie asbesto correlate portano alla morte senza essere state preventivamente diagnosticate, poiché spesso sono asintomatiche.
Oltre al tumore da amianto, il mesotelioma pleurico, i tumori del polmone, della laringe, della faringe, del colon, esistono  altri tipi di patologie asbesto correlate.

Nel 1953 il Dott. Farris, pubblicò ‘Verruche da amianto ed altre manifestazioni cutanee nei lavoratori dei ‘coibenti’’ con una casistica di lesioni dermatologiche negli addetti alla coibentazione delle navi.
Gli operai che erano stati a contatto con materiali contenenti amianto presentavano spesso le cosiddette “verruche da amianto”, cioè elementi papulo-nodulari di tipo granulomatoso, al centro dei quali è possibile rinvenire frammenti di fibre di amianto.
Queste lesioni insorgevano e possono insorgere sulle mani, o in altre parti del corpo, nei soggetti che non usano guanti protettivi.

Amianto causa l’insorgenza di pleuropatie

Le fibre di amianto determinano anche l’insorgenza delle pleuropatie, la cui patogenesi è riconducibile alla migrazione delle fibre di amianto nella cavità pleurica, poiché una volta inalate esse tendono ad accumularsi alla periferia del polmone a causa dell’azione di disseminazione operata dai vasi linfatici drenanti in senso centrifugo verso il plesso sotto pleurico.
Le pleuropatie provocano le placche pleuriche, l’ispessimento pleurico diffuso, versamenti pleurici benigni, atelettasie rotonde e broncopatia ostruttiva.

Le placche pleuriche sono ispessimenti che interessano la pleura parietale.
Spesso aumentano di volume con il passare del tempo e tendono a recidivare dopo il drenaggio.

Le fibre di amianto sono trasportate per via linfatica nel cavo pleurico e qui esercitano un’azione irritativa diretta sulla superficie pleurica innescando la reazione infiammatoria delle cellule mesoteliali, le quali inglobano le fibre di asbesto e producono collagene, elastina, laminina e fibronectina, elementi tutti che costituiscono la matrice connettivale-extracellulare della placca, come evidenziato da Ed. Blackwell Scientific Publications nel 1987.
Le placche pleuriche sono solitamente asintomatiche e la diagnosi è prevalentemente radiologica e si giova di proiezioni oblique con la diagnostica tradizionale.

Secondo Jarvolm B., Sanden la data della prima esposizione, la durata dell’esposizione e l’esposizione cumulativa sembrano correlarsi linearmente con il rischio di placche pleuriche.
Alcuni studi insistono sul rischio morbigeno tra i lavoratori del settore edile per l’utilizzo di materiali friabili contenenti amianto e per i lavoratori degli impianti del cemento-amianto, non solo tra gli operai, ma anche tra gli impiegati.

Ispessimenti e versamenti pleurici e atelettasie rotonde

L’ispessimento pleurico interessa la pleura viscerale, ha localizzazione bilaterale o monolaterale.
Nei casi lievi è asintomatico, mentre nei casi più gravi si associa a una sindrome respiratoria restrittiva che si manifesta con dispnea da sforzo, tosse secca e dolore toracico.
Per avere una diagnosi è necessario effettuare la radiografia del torace.

I versamenti pleurici benigni compaiono dopo non meno di dieci anni di esposizione e spesso rimangono l’unica manifestazione per un altro decennio.
Sono patologie benigne, tranne quando si presentano con febbre, dolore toracico, leucocitosi, ed evolvono verso l’ispessimento pleurico diffuso e l’obliterazione del seno costo-frenico.
Non sono clinicamente distinguibili dai versamenti che preannunciano più serie patologie asbesto correlate e la diagnosi differenziale si basa essenzialmente sul mancato riscontro di altri fattori causali (quali in particolare TBC e tumori) e sulla positività anamnestica per l’amianto.

Le atelettasie rotonde sono lesioni pleuroparenchimali circoscritte, con ispessimento della pleura viscerale conseguenti a versamenti pleurici benigni cui segue l’invaginazione della pleura viscerale con il collasso del parenchima circostante.

Broncopneumatia ostruttiva: patologia asbesto correlata

Broncopneumatia ostruttiva
Si dibatte se le pneumopatie asbesto correlate possono invece determinare anche alterazioni ostruttive e sul ruolo della concomitante esposizione al fumo di sigaretta, anche se queste ultime sono riscontrabili anche tra gli esposti che non hanno mai fumato.
La Broncopneuomatia viene evidenziata attraverso l’esame spirometrico.
Quando la sindrome ostruttiva si associa a quella restrittiva, che è predominante, si accentua l’entità della compromissione funzionale.

Asbestosi causata da amianto e diagnosi

L’asbestosi
Già nel 1927 Cooke ha distinto la fibrosi polmonare diffusa, causata da amianto che egli chiamava ‘asbestosi’dalla silicosi e dalle altre pneumoconiosi e ne ha descritto il meccanismo patogenetico capace di determinarne l’insorgenza: l’asbesto, grazie alle sue caratteristiche polianioniche.

Essendo la fibra di asbesto indistruttibile il processo è destinato a proseguire con sempre maggiore intensità.
In alcune persone la fibrosi è più precoce, mentre molte altre risultano indenni. Alcune condizioni immunitarie come l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso, o situazioni infettive, quali tubercolosi polmonare, bronchiti e polmoniti, determinano certamente uno stato di ipersensibilità e possono favorire l’insorgenza della patologia.
In alcuni soggetti ipersensibili, esposti all’amianto per lavoro, si giungeva prematuramente a morte per scompenso di cuore o per broncopolmoniti intercorrenti; molto frequente era poi il decesso per associazione a tubercolosi polmonare. In questi casi più gravi, l’evoluzione complessiva della malattia poteva rivestire un arco di circa 15 anni dall’inizio dell’esposizione.

In caso di esposizioni più lievi, per minore concentrazione ambientale o per ridotta esposizione temporale, questi periodi si allungavano e in alcuni casi coesisteva il cancro broncopolmonare.

La spirometria completa è un altro esame utile per la diagnosi di asbestosi e per la determinazione dell’asbestosi.
La TAC polmonare, soprattutto in seguito alla recente introduzione dell’alta risoluzione, consente invece una precisa diagnosi delle pleuropatie asbestosiche, e conferma inoltre la fibrosi polmonare, fornendo dati sulla sua estensione.
Questo esame si impone poi in particolari casi di alterazione funzionale dei parametri respiratori, in presenza di normalità radiologica, mentre l’esame istologico del polmone consente una diagnosi di certezza; e poiché è molto invasivo, è riservato ai casi più gravi, o al corso di autopsie, che vengono eseguite nel caso di decesso di titolari di rendita per pneumoconiosi.

Polmonite e fibrosi interstiziale: patologie asbesto correlate

Anche la polmonite interstiziale desquamativa e la fibrosi interstiziale sono classificate tra le patologie asbesto correlate, come è stato dimostrato con uno studio eseguito su un paziente che era stato esposto 59 Marker tumorali, sui quali insistono i sanitari dell’Università di Siena.
L’esame al microscopio elettronico ha permesso di dimostrare la presenza di polveri minerali di amianto, nel polmone del paziente e, quindi, dimostra come devono essere considerate come agente eziologico della polmonite interstiziale desquamativa, come la fibrosi interstiziale.