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sabato, Maggio 9, 2026
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NUOVO STADIO, VECCHIE STORIE

Stadio della Roma
Stadio della Roma

Eccomi, care ragazze e ragazzi. E’ un po’ che non ci becchiamo e qualche motivo ci sarà pure. Diciamo che ogni tanto serve una pausa di riflessione, di osservare da un punto neutro quel che accade intorno. Io l’ho fatto e zac!, puntualmente si sono materializzate ombre e fantasmi, le solite allucinazioni o se preferite incubi che da settantuno anni ci perseguitano.

Idea di rinascita

Diciamo che la puntualità di questi fenomeni è davvero sconcertante, nonostante che il clima del Pianeta si sia involuto, che siano saltate le mezze stagioni… Macché!, sono cambiati tutti i partiti e i loro riferimenti tra la prima e la seconda, quindi la terza “repubblica” e comunque, senza por tempo in mezzo, ci arriva uno smottamento di fango, quello molto liquido che permea, sommerge ed infine sigilla il buono e il cattivo, estingue ogni alito di intenzioni di vita.

E’ chiaro che mi riferisco a questa incredibile storia dello Stadio o meglio del “Mall” ormai mitico dell’A.S. Roma, una storia che la dice lunga su quello che sarebbe accaduto se anziché un impianto se ne fosse realizzato un set completo, come e più di quanto necessario per una edizione olimpica, quella ipotizzata del 2024.

Dunque, basta paventare una qualsivoglia idea di rinascita di realizzazione del nuovo, che forse verrà, per scatenare l’inferno. C’è da immaginare che adesso il vento caldo, quello che annuncia trombe d’aria, tornado ed uragani, continui fino a mettere in discussione ben altro, magari l’infante Governo del Paese con tutti suoi vagiti velleitari, prima ancora che possa attivare alcunché. Se scrivo questo è perché sono ormai troppe le pulsioni di riforma che ho visto abortire nel corso dei decenni.

Stadio della Roma

Quasi sempre le migliori intenzioni sono finite nei tritacarne delle crisi di governo e delle elezioni anticipate. Più di qualche volta gli scandali si sono rivelati meno gravi del paventato o pretestuosi, se non addirittura fake news, ma comunque micidiali nella loro azione destabilizzante.

Distruggere è necessario per poter costruire del nuovo?

E vengo al dunque. Ma secondo voi era proprio necessario distruggere lo storico Ippodromo di Tor di Valle per ipotizzare un nuovo Stadio – che forse non si costruirà mai almeno lì – e lasciare andare in malora il Flaminio con un cinismo che grida vendetta?

Ma è mai possibile che ci si debba incartare nelle incongruità evidenti, che vedono il patrimonio storico degli impianti romani abbandonato agli insulti del tempo e degli uomini, mentre si tenta di realizzarne degli altri in mezzo ad un polverone di competenze, di opinioni ed interessi in aspro contrasto?

Questa è la storia del Foro Italico, protagonista di una costante inesorabile metamorfosi che lo avviluppa nel pleonastico e nel posticcio , mentre le policromie dei mosaici si sfaldano ed il “bianco” di carrara va in pezzi, giorno dopo giorno.

Stadio della Roma

Questa è la storia del Velodromo Olimpico fatto saltare nel 2009 con le sue tonnellate di “mesoteliomiche” fibre d’amianto . Questa è la storia della Vela di Calatrava che, gonfia d’inutile vento, resta immobile come cattedrale nel deserto di Tor Vergata.

Questa è la storia de La Nuvola, che è servita soltanto a fare ombra al Palacongressi, senza quel decollo verticale che si sarebbe dovuto accompagnare con i ritorno alla vita delle vecchie torri del MEF e alla trasformazione fantasmagorica del Lago dell’EUR in mega acquario.

Purtroppo siamo prigionieri di un di un maleficio, di una sofferenza che incute giustificato timore, che ci allontana da parchi e giardini inselvatichiti, che ci attenta con il dissesto delle strade, che ci umilia con il pattume incontrastato, che ci affligge con le botteghe sbarrate nel centro storico, che ci abbrutisce nell’ignorare i disperati accolti ed abbandonati ovunque, senza meta né destino.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

A che gioco giochiamo? Giochiamo per vincere!

Nazionale Italia Femminile
Nazionale Italia Femminile

Ma certo che sì. Bisogna conoscere il gioco e giocare per vincere.

Saper vincere!

Basta con balle, meline e sotterfugi. Dal taroccamento degli assalti alle petroliere nel Golfo di Oman, al girotondo pilotato degli uomini forti di Libia, alla giustizia più o meno giusta, alle dislessiche regole dell’europoliburocrazia, ai sintomatici refoli dello spread, alla primavera negata dal mondo avvelenato, alle buche sicure senza assicurazione, al diluvio olimpico nel nord del Bel Paese, oggi preferiamo i dribbling ed i tiri in porta delle nostre toste ragazze del calcio, che questo pomeriggio se la vedranno con le giamaicane.

gioco

L’Italia c’è e ci sarà comunque.

Basta con le storie autolesive, basta con i timori reverenziali, con i dubbi. Torno a chi ha già vinto e allo spirito con cui occorre sfidare o se preferite affrontare il destino che era e pur sempre sarà cinico e baro…

Pensate al ballo propiziatorio di Ondina Valla e Claudia Testoni, prima dell’exploit a Berlino 1936, piuttosto che al trionfo di Sara Simeoni a Mosca nel 1980 o a quello di Gabriella Dorio a Los Angeles nel 1984, perché quel che conta è … saper vincere !

gioco

Gioco

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con un pool di tecnici assiste i cittadini per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, è possibile richiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). La prevenzione primaria, la diagnosi precoce e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA con un pool di legali assiste le vittime di malattia professionale per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona

“Rischio amianto e altri patogeni”, convegno in Sicilia

Rischio amianto Sicilia
Rischio amianto Sicilia

Ad Augusta un evento ONA, sul rischio amianto

Il convegno si svolgerà sabato 15 giugno alle ore 17 nell’aula consiliare di Augusta.
L’intervista a Pippo Gianni, sindaco di Priolo e Calogero Vicario, coordinatore dell’ONA Sicilia e Siracusa.

«Sabato 15 giugno alle ore 17 si svolgerà un incontro nella sede del Comune di Augusta per continuare una battaglia intrapresa da tempo contro l’amianto e altri patogeni.  Ogni giorno che passa continuiamo a vedere numerosi ciechi, sordi e muti (mi riferisco al governo nazionale e regionale) che rimangono impassibili dinanzi alla sofferenza e ai decessi».
Lo ha detto l’onorevole Pippo Gianni, sindaco di Priolo, a proposito della conferenza dal titolo “Rischio Amianto e altri patogeni” che si terrà questo sabato ad Augusta.

Scopo dell’incontro informare i lavoratori e i cittadini esposti ad agenti nocivi e cancerogeni e assicurare agli esposti sorveglianza sanitaria sia attraverso controlli preventivi sia con cure.

«Siamo in una zona ad alto rischio a causa del polo petrolchimico più grosso d’Europa», riprende Calogero Vicario coordinatore dell’ONA nella regione Sicilia e Siracusa, «e riteniamo che tutti i lavoratori esposti, oltre 200MILA persone, abbiano il diritto di essere sottoposti a sorveglianza sanitaria e controlli gratuiti.

ONA e l’importanza della sorveglianza sanitaria

Il convegno è teso nella direzione della sorveglianza sanitaria presso il centro di riferimento di Augusta, l’ospedale civile “E. Moscatello”, che tra l’altro è incluso ai fini della legge regionale n.10 del 2014.

Secondo Vicario, però, i lavoratori di questa zona non possono usufruire dei benefici previdenziali poiché non c’è un atto amministrativo che lo permette e gli esposti, per poter godere di questo diritto devono intraprendere azioni legali.

«Riteniamo che l’INAIL debba condividere con la banca dati il numero degli esposti in modo tale che i lavoratori siano contattati, informati del rischio che hanno corso e siano sottoposti a sorveglianza sanitaria a titolo gratuito», afferma Calogero Vicario.

Per ripristinare le risorse della legge 10 sull’amianto è stato più volte chiesto un incontro con il Ministro dell’Ambiente ma Sergio Costa non si è mai presentato.

«Le nostre aspettative sono state costantemente disattese. Siamo convinti che prima o poi, quando il dolore diventerà troppo alto, quando le morti saranno più numerose, a quel punto forse qualcuno si sveglierà e speriamo che non sia troppo tardi. L’ecatombe è vicina», continua IL sindaco di Priolo.

Le dichiarazioni dell’On. Pippo Gianni

Pippo Gianni, relatore della legge 10, è molto irritato per questa situazione e ritiene che ciascuno debba assumersi le sue responsabilità.


Il polo petrolchimico di Augusta è quello a più alta densità d’ Europa: raffinerie, centrali ENEL, depuratori e tutto ciò che può produrre danni malattie e inquinamento, sono concentrati nella stessa area.

«Io e altri cinque sindaci dell’area ad alto rischio ambientale abbiamo firmato una lettera rivolta a Conte, Salvini, Di Maio chiedendo di riservare a quest’area l’uno per cento del prelievo fiscale, al fine di utilizzarlo per l’ambiente e per la salute. E non abbiamo ricevuto nessuna risposta».
Entrambi sostengono che nonostante la ricchezza di PIL prodotta nella zona, i cittadini hanno pagato in termini di patologie e non hanno avuto alcun beneficio anzi, a causa dei gravi problemi ambientali, moltissime persone si sono ammalate e la Regione deve sostenere un costo ospedaliero molto alto.
Quindi un’enorme ricchezza che equivale a una grande povertà in termini di salute e patologie tumorali provocate dall’amianto e altri patogeni.
Questo anche perché il petrolchimico, che si trova vicino ai centri abitati, ha esposto non solo i lavoratori, ma anche cittadini e bambini a questi enormi pericoli.

Interverranno al convegno, oltre all’On. Pippo Gianni E il coordinatore regionale dell’ONA della Sicilia e di Siracusa Calogero Vicario, anche l’avv. Ezio Bonanni, Presidente Nazionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto e altre personalità eminenti.

«Colgo l’occasione di ringraziare l’avv. Bonanni per il fatto che si sta facendo carico di portare questo grido di aiuto e di dolore e di assistere i cittadini esposti ad amianto e altre sostanze cancerogene in qualunque parte d’Italia con la sua insistenza e perseveranza così come faremo sabato 15 ad Augusta», conclude l’On. Pippo Gianni.

IL FAIR PLAY DELL’APPARIRE O DELL’ESSERE?

Fair Play
Fair Play

Come vogliamo considerare la presa di posizione del Premier canadese Justin Trudeau sulla plastica monouso, piuttosto che le rivelazioni sulla morte di Kim Jong-nam, nel 2017 in Malesia o sulla incandidabilità forse orchestrata di Lula in Brasile? Gesti di concreto fair play a sostegno del gioco corretto, della verità o mera espressione di sentimenti e interessi diversi?

Prima regola del Fair Play è il rispetto!

Certo, la nostra esperienza italica non è stata avara di vicende analoghe, di interrogativi che ancora difettano di plausibili risposte, di eventi di “foul play”, di cui oggi soffriamo pesantemente le conseguenze.

Comunque, l’irresistibile tentazione dell’apparire non risparmia quasi nessuno e comunque chi avverte l’esigenza irrinunciabile di mostrarsi vicino a qualcuno che gli dia luce riflessa, più di quanta ne sia capace in proprio.

Purtroppo questo è il rischio che si corre nel divenire di un percorso evolutivo, che mai avrà fine, se mai non comincerà, partendo proprio da quel principio essenziale che regola il fair play, quello del rispetto.Fair Play

Il rispetto di se stessi e degli altri, in termini di dignità e decoro, partendo da quello delle regole, qualsiasi esse siano, anche non scritte, ma conclamate nell’educazione convenzionale e nel gentleman agreement, che è o dovrebbe essere alla base del sistema, della società che ambisce ad essere considerata civile, della titolarità formale dei ruoli, quella che dovrebbe attestare il valore degli stessi riconoscimenti, che in tante occasioni, sono stati e vengono attribuiti come “attestati, premi e titoli” a protagonisti dello sport prevalentemente d’alto livello e a meritevoli “laici” a vario titolo, come giornalisti, tecnici, mecenati, personaggi della politica e delle istituzioni.

Rispetto delle regole e stile di vita

Per quanto mi riguarda, ho voluto sempre segnalare l’esigenza di cambiare filosofia e passo, stante l’aggravarsi del contesto sociale, in cui ci si muove: corruzione, violenza criminale, droga, scarsa attività fisica, totale mancanza della medicina scolastica e scarsa educazione civica, compresa la cultura dello sport, nella scuola.

Antonio Ghirelli, presidente onorario del CNIFP, affermava che il fair play è la prima regola non scritta di ogni statuto sportivo. Io aggiungo che purtroppo è venuto il momento di scriverla e imporla con estrema determinazione, pena l’inutilità di tutte le altre.

Fair PlayRispetto delle regole e stile di vita corretto sono le due parole d’ordine del nostro agire, anche a livello internazionale, insieme all’EFPM (European Fair Play Movement) e al CIFP (Comitato Internazionale Fair Play) che sommano la presenza di oltre cento paesi nel vecchio Continente e nel mondo.

Occorre scendere in campo per lo sport

Non si può continuare con i simposi e le celebrazioni, che meritano comunque considerazione e rispetto, ma occorre scendere in campo, sul territorio, al fianco dei comuni, tra i cittadini, che possono avere nello sport un punto di partenza e un punto di approdo per ritrovare la serenità e non il contrario.

Quando si parla di fair play finanziario nel calcio, sappiamo che siamo prossimi all’utopia, ma possiamo pensare che sia giusto soccorrere gli usurati affinché si liberino dagli usurai, che gli stessi comuni vengano risarciti per le truffe dei “derivati”, liberando risorse a favore del welfare perduto, sport compreso…

Quando si parla di salvaguardia della natura, non basta annunciare il bando della plastica monouso dal 2021 o cincischiare sugli interventi drastici sulla complessità della catastrofe amianto, che ha avvelenato il fenomeno antropico durante tutto il ventesimo secolo, per continuare nel ventunesimo con i suoi letali effetti: quando la casa brucia, lo spegnimento deve avvenire prima che poi, senza se e senza ma!

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

L’ONA per la ricerca scientifica sul mesotelioma

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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ONA oceanica, World Ocean Day

World Ocean Day
World Oceanic Day

Oggi si celebra nel mondo il  World Ocean Day, che ci vuole ricordare da dove veniamo e dove torniamo ogni giorno, purtroppo insultando la nostra matrice di vita con milioni di tonnellate di venefico deturpante pattume. Tra tanto orribile comportamento, che ha stravolto irrimediabilmente il  nostro  bene essenziale, oltre la plastica, tra  le sostanze altamente pericolose che vengono sversate o finiscono nelle profondità,  c’è l’amianto contenuto nei relitti delle imbarcazioni, ma anche e in via di crescita esponenziale, paradossalmente proprio  quello dello smaltimento irregolare  dei materiali eliminati a terra, dall’eternit ai prefabbricati in cemento amianto.

Oceani da difendere

In Italia, sono stati fatti rinvenimenti casuali come quelli ultimi di Santa Marinella, Massa e in Calabria, ma sappiamo che il vezzo di liberarsi di ciò che imbarazza nel fiume o in mare è diffuso. Sappiamo che l’ingestione delle fibre d’amianto non è meno pericolosa della inalazione e qualche dubbio lo dovremmo avere anche per quel che tocca alla fauna marina di cui ci cibiamo. 

Ecco dunque,  nel giorno dedicato agli Oceani, determinarsi la conferma di un impegno , di un imperativo per l’Osservatorio Nazionale Amianto, ovvero quello di determinare un focus particolare, una attenzione speciale sull’argomento amianto e bacini imbriferi, coste e fondali marini, coinvolgendo in primis la Commissione Nazionale presso il Ministero dell’Ambiente, della tutela del Territorio e del Mare.World Oceanic Day

***Se nelle tubature degli acquedotti c’è l’amiantole fibre possono essere ingerite, oppure anche inalate, in quanto si può determinare evaporazione dell’acqua e quindi aerodispersione delle fibre, uno dei più potenti agenti cancerogeni noti in medicina.

Il pericolo dell’ingestione di amianto

L’amianto ingerito fa male, lo dice un rapporto dello IARC, agenzia di ricerca sul cancro dell’organismo Mondiale della Sanità (OMS). Il rapporto recita: “Esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo. Provoca il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe, e dell’ovaio. Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto Esistono prove sufficienti negli animali per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto Tutte le forme di amianto sono cancerogeni per l’uomo.” L’ingestione di amianto è considerata “esposizione primaria” al pari dell’inalazione (capitolo 1.5, pagina 225).

C’è un rischio in Italia che viene fortemente sottovalutato ed è il rischio di inquinamento da amianto proveniente dalle tubazioni per la distribuzione dell’acqua potabile. Infatti non c’è una norma specifica che vieta la presenza di amianto nell’acqua potabile anche se dovrebbe essere chiaro che si dovrebbe evitare l’ingestione di cancerogeni e dell’amianto in particolare.

L’Allegato I al Decreto Legislativo 31/2001 detta i criteri della potabilità dell’acqua destinata al consumo umano e tra questi parametri non è prevista la ricerca delle fibre di amianto.

World Oceanic Day

Conclusioni

In Italia, l’entità del problema dovrebbe corrispondere a circa 100 mila chilometri di tubazioni, secondo una stima del 2013 dell’Arpa Lazio. Rinnovare il sistema della tubazione togliendo le vecchie tubature in amianto farebbe risparmiare anche molta acqua, che è un bene prezioso, soprattutto in un periodo di crisi idrica come quello che sta attraversando il nostro paese.

Infatti, in media circa il 50% dell’acqua si perde per vetustà delle tubature e poi si deve tener conto anche del fatto che con i cambiamenti climatici ci sarà sempre meno acqua con un prolungamento delle aspettative di vita che renderanno ancora più probabile l’aumento di casi di patologie asbesto correlate per via dell’ingestione delle fibre.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutte le vittime da esposizione ad amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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