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Antonio Dal Cin: Ona ricusa all’unanimità le sue dimissioni

Antonio Dal Cin
Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin, militare in congedo della G. di F., da oltre 10 anni è in prima linea nella lotta all’amianto all’interno dell’ONA (Osservatorio Nazionale amianto), affiancando il Presidente Avv. Ezio Bonanni, impegnato da circa 20 anni in questa battaglia.

Intervista ad Antonio Dal Cin, eroe ONA ritornato in trincea

L’impegno di Antonio Dal Cin, portato avanti con grande sacrificio e spirito di abnegazione è frutto di notti insonni trascorse a raccogliere, analizzare documenti e divulgare sui social il lavoro di Ona. Purtroppo a causa di alcune “interferenze”, in data 02 Luglio 2019, l’eroe Dal Cin (così lo definisce l’avvocato Ezio Bonanni) ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni, che fortunatamente sono state ricusate dal Presidente e da tutti i membri del direttivo all’unanimità.

Per meglio comprendere quanto accaduto, abbiamo interpellato il finanziere in congedo.

I servizi di tutela e di assistenza ONA Aps

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Aps  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate.

Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

 assistenza ona

Chi è Antonio Dal Cin? Ci parli del suo impegno con l’ONA

Sono semplicemente un uomo giusto che continua a fare il proprio dovere fino in fondo, senza mai voltarsi indietro e senza temere le conseguenze di una giusta scelta. All’interno dell’ONA sono stato sempre in prima linea nella lotta all’amianto e agli altri cancerogeni, al fianco dell’Avv. Ezio Bonanni e di tantissimi altri volontari, con cui ho condiviso innumerevoli risultati, ma anche tanto dolore, per quella sofferenza che (e la vivo sulla mia pelle) cerchiamo di alleviare attraverso i servizi offerti dall’ONA.

Si tratta di prestazioni offerte gratuitamente tramite i Dipartimenti istituiti all’interno dell’Osservatorio, che rappresentano un importante punto di riferimento su tutto il territorio nazionale, dove è in atto una vera e propria pandemia da amianto.

Quali sono i sentimenti per la lotta alla giustizia?

Sono i Valori che ho dentro. Gli stessi per cui il 20 settembre 1991 mi sono arruolato nel Corpo della Guardia di Finanza.

Perché la decisione di dimettersi da Ona?

E’ stata una decisione molto sofferta, ma coerente con i miei principi e quei valori che peraltro vengono richiamati nello stesso statuto dell’associazione e in cui mi identifico.

Una scelta dettata dalla coerenza, orgoglio o dignità?

Dignità sempre, perché quando un uomo perde la sua dignità perde il rispetto di se stesso. Avere dignità, significa essere degno di rispetto.

Cosa vorrebbe dire a chi afferma che l’ONA è schierata?

Che donarsi al prossimo significa sacrificare sé  stessi e non mettersi in mostra per fini personali.

 Cosa intende mettere in campo in vista del suo ritorno?

Intendo agire in modo incisivo come ho sempre fatto, perché si continua a morire e chi salva una vita salva l’intera umanità.

Cosa desidera per se stesso e per le vittime?

Anche se può sembrare banale o utopico, desidero che via sia giustizia su questa vita terrena per tutte le vittime dell’amianto e per i loro familiari.

Come vedrebbe il riconoscimento di titolo di Cavaliere?

E’ una onorificenza “al Merito della Repubblica Italiana” per ricompensare “benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell’economia e nell’impegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”. Sarebbe un importante riconoscimento qualora mi venisse conferito.

L’Osservatorio Vittime Del Dovere ONA

L’ONA ha promosso una nuova unità operativa pronta a tutelare tutte le vittime del dovere: l’Osservatorio Vittime del Dovere.

La nuova associazione di promozione sociale, apartitica e senza fini di lucro, ha Tra i suoi principali obiettivi troviamo la tutela della salute, in particolare del personale Civile e Militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza.

Regione Sicilia: in fiamme a causa del caldo e dello scirocco

Sicilia
Sicilia

Non molla la morsa delle fiamme nella regione Sicilia

Palermo è circondata dalle fiamme di stagione, Messina le contiene, a Trapani evacuate le ville di San Vito Lo Capo, a Catania hanno messo a fuoco l’Etna.

Il caldo e lo scirocco sono sempre la causa individuata, i colpevoli di comodo accertati, i piromani sono stati individuati, ma come capita ovunque, dalla Sardegna in emergenza la scorsa settimana, alla Puglia, alla Liguria che brucia anche d’inverno, al Lazio, dove le catastrofi distruttive degli scorsi anni hanno fatto prevenzione, i veri colpevoli non si beccano quasi mai, anzi non si cercano e se si trovano…

Spegnere costa più che prevenire

Insomma, ma quanto costa il sistema in emergenza, quanto costa spegnere? Sicuramente più che prevenire, a parte i danni ambientali, economici, NEL PIENO DELLA STAGIONE TURISTICA e in vite umane stravolte o incenerite.

Quando sistematicamente vanno a fuoco depositi e discariche, sappiamo che quasi sempre c’è il dolo malavitoso. Per il resto, comunque, il comportamento è criminale. Mi ripeto: ma dopo aver eliminato il Corpo Forestale Nazionale, in Sicilia, si continua con gli “stagionali”, che non avrebbero senso in mancanza d’incendi.

Sicilia
Sicilia

Quest’anno in centinaia hanno disertato la chiamata della Regione: all’appello hanno risposto 4.900 stagionali, ne servirebbero 5.600 per coprire tutto il territorio siciliano. Il problema più grosso a Palermo, dove mancano all’appello oltre 200 uomini. Segue Messina con un centinaio di posti vacanti.

Mancano anche divise e materiali: la gara per la manutenzione è ancora in corso, così come quella per la fornitura di materiale anti-infortunistico come tute, scarponcini ed elmetti. Dunque, almeno il lavoro non deve mancare. 

Anche ieri i roghi, che nei giorni scorsi hanno devastato soprattutto il Catanese, il Siracusano e l’Ennese, sono continuati. In provincia di Palermo interventi sono stati eseguiti in contrada Garrasia ad Alimena e sul monte di Capo Gallo, dove è intervenuto un Canadair.

A fuoco anche contrada Caliato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento… Un “festival” d’incendi dolosi a catena, alimentati dal caldo torrido, che nei prossimi giorni si intensificherà, con temperature superiori a 40 gradi.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

 assistenza ona

  

Uno più uno tre?

Quadro, Italia
Quadro

Oggi, grande annuncio dal Ministro Bussetti, con la reintroduzione della “Educazione Civica”, come materia d’insegnamento a pieno titolo nelle scuole di Italia. Raddoppiando la fase sperimentale in essere dal 2011, con appena trentatré ore l’anno, da incastrare tra i programmi previsti nell’ordinamento, come una sorta di disturbo ai manovratori.

Lezioni ambientali e sanità… in bilico tra fantascienza e realtà

Il recupero di una idea che fu di Aldo Moro, con il decreto del 1958. Un’ora alla settimana di educazione ambientale, stradale, sanitaria , alimentare e sulla Costituzione italiana, laddove occorrerebbe rovesciare letteralmente il sistema come un calzino, per evitare di continuare ad allevare schiere di bulli imbolsiti e “impippati”.

Occorrono squarci di saggezza e di autentico coraggio per recuperare la funzione basica del pensiero di Giovenale, “mens sana in corpore sano”. Care ragazze e ragazzi, dunque ci risiamo… Occorrerebbe una diversa funzione dell’ONU e magari dell’UNESCO, pressoché inutili, tra veti di segno opposto, per la difesa del bene comune planetario.

Uno

Bruciano milioni di ettari di foreste nella Siberia. Si tratta di una emergenza con pochi precedenti, con conseguenze scontate sul clima, milioni di esseri viventi sterminati con le piante e le loro biodiversità, senza che sostanzialmente accada qualcosa di serio, che impedisca nel breve, medio e lungo termine , che eventi simili contribuiscano alla velocità in progressione geometrica con cui Gaia sta compromettendo la sua e la nostra salute.

Annuario dell’Opera Nazionale del Dopolavoro

E parlando di sport e salute, tre giorni fa al Foro Italico, nello storico Salone del vecchio Palazzo “H”, oggi ho rispolverato l’Annuario OND (Opera Nazionale del Dopolavoro) del 1938, in cui attraverso il Movimento per il Lavoro e la Gioia a congresso internazionale il 3 luglio di quell’anno, si enfatizzava la combinazione sport-cultura, in formula ricreativa ed in collaborazione con il CONI – che come la stessa OND era presieduto sempre da Achille Starace – con l’obiettivo dichiarato di perseguire il benessere psico-fisico collettivo, la salute.

Uno

Devo dire che, ottantuno anni dopo, stiamo recuperando, in chiave aggiornata e con location e strumenti solo in parte diversi, principi e concetti, che accompagnarono il gerarca Presidente sino alla fine, fucilato in tuta e scarpe da ginnastica il 29 aprile del 1945, a Milano. Insomma, credere alla befana può anche andar bene, ma non esageriamo.

Giorni fa si commemoravano gli assassinii di Falcone e Borsellino, oggi quello delle ottantacinque vittime, comunque disintegrate dalla nitroglicerina il 2 agosto del 1980, nella Stazione Ferroviaria di Bologna.

Conclusioni

Ma siamo proprio sicuri che i “ torni contino”, ovvero che sommare i fattori secondo le regole ufficiali sia la soluzione giusta? Oppure uno più uno fa tre? Si continuano a curare i dettagli, gli effetti delle bombe e a fare ipotesi sui bombaroli, sugli esecutori, ma…

Nel ma, nei se, tra fumi e nebbie mai diradate della nostra recente storia, si nascondono verità, cause, burattinai e untori delle patologie, che hanno progressivamente minato la sovranità e la dignità di un Paese straordinariamente scomodo, come l’Italia.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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Romano Posarelli vittima amianto Solvay

Romano Posarelli
Romano Posarelli

Posarelli: l’amianto ha ucciso mio padre Romano

Il figlio di Romano Posarelli: “Negano e continuano a negare la presenza dell’asbesto che ha ucciso mio padre”

“La mia rabbia non passerà mai – afferma Massimiliano Posarelli – perché mio padre è morto lavorando continuamente a contatto con l’amianto. E i responsabili continuano a negarne la presenza, anche davanti all’evidenza”.
Romano Posarelli, il padre di Massimiliano, è morto a causa delle fibre di amianto presenti all’interno della fabbrica Solvay.
Nonostante la documentazione tecnica, che attesta tutt’ora la presenza di amianto all’interno della fabbrica e i referti medici che dimostrano la correlazione tra la malattia e le fibre di asbesto, i responsabili affermano il contrario.
Ovvero, secondo il direttore di quel periodo, Romano non sarebbe stato esposto all’amianto.
Romano, nato a Pontedera (PI) il 15 Febbraio del 1940, e deceduto a causa di asbestosi e adenocarcinoma polmonare, ha lavorato alla Solvay di Rosignano dal 28 Febbraio del ’74 al 28 Febbraio del ’93, come operaio con la mansione di montare e smontare gli impianti.

È evidente, secondo la consulenza tecnica, che Romano sia stato esposto all’asbesto in modo massiccio sia perché effettuava le scoibentazioni e sia perché svolgeva attività lavorative in prossimità di coloro che, effettuando questo tipo di manutenzione, determinavano la liberazione di fibre di amianto.

Spesso queste attività, soprattutto quando venivano fatte su apparecchiature da revisionare, erano svolte in ambienti chiusi, per cui la concentrazione delle fibre

era superiore, anche in relazione alla presenza di riscaldamento.

La presenza di amianto e il percolo d’esposizione

L’amianto era presente anche nei teli che dovevano proteggere la parte di impianto non oggetto della manutenzione, o avvolgere la parte riparata per rallentarne il raffreddamento.
L’officina Calderai, dove lavorava Posarelli, e l’officina manutenzione si trovavano all’interno di un unico capannone, in cui l’inquinamento era aggravato anche dall’impiego della pistola Thermospray METCO 5P, utilizzata per ricoprire alcune tubazioni con metalli pesanti, anch’essi cancerogeni per il polmone.

La Solvay, società multinazionale belga con sede a Bruxelles opera in 55 Paesi con 28mila dipendenti.
è attiva nel settore chimico-farmaceutico e delle materie prime.
Quello di Rosignano è stato il primo stabilimento in Italia, costruito nel 1913. Sorse poi, vicino allo stesso, un nucleo urbano intorno alla fabbrica dove risiedevano anche gli operai dello stabilimento, tutt’ora molto popolato.

Questa società è stata già da tempo sede di scandali.
Nel 2016 è stata condannata a risarcire un uomo affetto da placche pleuriche a causa dell’esposizione a fibre di amianto. Quel giorno, il 7 Luglio, presso il Tribunale di Livorno, si sono svolti sette procedimenti per risarcimento danni da amianto di dipendenti della Solvay.
Sempre a Livorno, muore un altro dipendente, per mesotelioma, Umberto Ascanio Bertini.
Anni prima la stessa fabbrica era sotto i riflettori: a Giugno 2013 ci fu un’indagine della Procura a causa di quattro scarichi abusivi della Solvay di Rosignano, sono stati indagati la direttrice e quattro ingegneri. Secondo il Pubblico Ministero questi scarichi non erano resi noti all’ARPAT e i fanghi erano diluiti per mascherare la concentrazione di scarichi immessi nell’ambiente (più precisamente in mare).

La presenza di amianto nella Solvay di Rosignano

Secondo la consulenza Tecnica-Medico Legale del Dott. Paolo Pitotto: “l’Officina Calderai, dove ha lavorato Posarelli, è stata una delle strutture più inquinate dall’ amianto di tutta la Solvay di Rosignano ed è tuttora priva di compartimentazioni.

 L’amianto risulta ancora presente in buona parte dello stabilimento in quanto la bonifica non è stata, a tutt’oggi, radicale.
La mappatura, l’indicazione degli interventi di rimozione già effettuati e relativa documentazione, sono concordi nell’evidenziare l’ingente quantità di amianto già rimosso e ancora da rimuovere prima di poter ritenere conclusa la bonifica dello stabilimento.
La presenza dell’amianto nello stabilimento è testimoniata anche nel programma demolizione amianto UP Perossidati del 2011, in cui viene indicata la coibentazione con fibre di amianto sulle tubazioni delle passerelle (in parte bonificate nel 2006-2007) e su altri tubi, oltre che nelle guarnizioni.
Vi sono poi trecce con fibre di amianto nella zona gruppo frigo.
L’amianto era presente anche nei ceppi frenanti dei carriponte e dei separatori

centrifughi. Nelle grandi strutture metalliche (tubi, cisterne e reattori) venivano impiegate anche resistenze elettriche rivestite di amianto per il preriscaldamento delle parti da unire; a saldatura avvenuta, per rallentare il raffreddamento, si

utilizzavano cuscini in tela di amianto (riempiti di amianto friabile) o teli in amianto.

Numerosi macchinari prevedevano l’impiego di amianto”.

Intervista a Massimiliano Posarelli

Racconta Massimiliano Posarelli durante l’intervista: “I primi sintomi di mio padre furono curati con antibiotici perché, per via della tosse, i medici pensarono che si trattasse di una broncopolmonite.
Anche quando mio padre morì, i medici non ci parlarono della correlazione tra la sua malattia e l’amianto.
Nel 2002 ci fu una denuncia da parte della ASL alla Solvay per l’amianto e capii subito, che la morte di mio padre era correlata all’asbesto.
Così decisi di contattare l’avvocato Ezio Bonanni , presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Per avere giustizia per mio padre.
L’amianto è presente nella fabbrica dappertutto, lo hanno addirittura sotterrato, invece di smaltirlo come previsto dalla legge.
Anch’io lavoro lì e non sono ben visto perché ho scelto di portare alla luce tutto ciò che loro vogliono occultare”.

In effetti, sempre secondo la relazione medica del dott. Pitotti, si è calcolato che nei vari macchinari e nelle tubazioni di collegamento la superficie coibentata dall’amianto superasse gli 8mila mq!
Da un primo censimento della regione Toscana, risulta che tutt’oggi le bonifiche non sono ancora terminate nonostante siano iniziate da tempo.
Dall’88 al 2001, nei primi 14 anni del programma di smaltimento VIRGOLA sono state eliminate 600 tonnellate, contro le 700 del triennio 2002-2004.

Operai malati di neoplasie amianto correlate

Dalla fine degli anni ’70 le operazioni di scoibentazione e ricoibentazione vennero affidate alla ditta Riva & Mariani, che svolgeva questi lavori pericolosi in appalto.

Anche tra gli operai di questa ditta vi sono stati numerosi casi di neoplasie amianto-correlate, che andrebbero sommati a quelli dei dipendenti Solvay. Le pulizie di ripristino delle zone nelle quali venivano svolte operazioni di manutenzione, nonché il recupero delle risulte di amianto (guarnizioni, coibentazioni, eternit, teli, nastri ecc.) venivano anch’esse svolte da ditte esterne. Come la cooperativa ACLI Labor di Rosignano; anche tra questi operatori vi sono stati esposti all’amianto della Solvay, per cui andrebbero monitorati ed eventuali casi di tecnopatia dovrebbero essere accorpati con quelli della Solvay di Rosignano.

Mio padre non doveva morire a causa del lavoro – conclude Massimiliano –. Chissà quante altre persone rischiano di morire o di ammalarsi a causa dell’amianto”.
Persone che agiscono in questo modo, pensano al profitto piuttosto che a tutelare la salute dei lavoratori, si celano dietro la loro posizione chiudendo gli occhi davanti alla morte di esseri umani. Esattamente come loro.
Ma, dopotutto, e parlo dell’allarmante emergenza amianto in Italia, che riguarda non solo fabbriche, ma scuole, strutture pubbliche e private, quelli che chiudono gli occhi davanti ai decessi, davanti alle stragi, non possono essere chiamati esseri umani, poiché privi di umanità e di rispetto.

E la giustizia deve intervenire in tal senso, per difendere e dimostrare che gli esseri umani sono uguali davanti alla legge.

Priolo Gargallo: chiusa per amianto “Plesso La Pineta”

Priolo Gargallo Plesso La Pineta
Priolo Gargallo

Il Sindaco di Priolo Gargallo, On. Pippo Gianni, componente del Comitato tecnico scientifico ONA, con l’ordinanza n. 6 del 26.07.2019 ha disposto la chiusura dell’immobile adibito a Scuola Materna, Primaria e Secondaria di 1°grado, denominato Plesso La Pineta.

La scuola è stata chiusa al fine di salvaguardare l’incolumità e la sicurezza di quanti operano all’interno dell’immobile, dalla presenza di amianto.

Chiusa per amianto la scuola materna “Plesso La Pineta”

L’edificio non risponde agli attuali requisiti di sicurezza ed igienico-sanitari, non è idoneo strutturalmente in quanto dalla realizzazione non è mai stato oggetto di adeguamenti.

Si tratta, difatti, di un prefabbricato con tamponamenti esterni in pannelli Sandwich in lastre di cemento-amianto.

La sua chiusura è disposta fino alla rimozione della situazione di pericolo e, pertanto, per tutto il tempo necessario affinché vengano finanziati ed eseguiti i lavori di adeguamento e/o demolizione e ricostruzione.

“Bene la chiusura della scuola con amianto. Sollecitiamo il Governo Nazionale ad assumere iniziative di bonifica di tutte le 2400 scuole italiane”.

È il commento del presidente dell’Osservatorio nazionale Amianto, Ezio Bonanni, e componente della Commissione Amianto istituita dal Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa.

Il Presidente ONA nel corso dei lavori della commissione, ha a più riprese insistito affinchè fossero adottati gli strumenti tecnico normativi e finanziari per la bonifica dell’amianto nelle 2440 scuole italiane segnalate per presenza amianto.

Quella dell’istituto “Plesso La Pineta” non è la prima occasione in cui l’ONA denuncia la presenza di amianto all’interno delle scuole italiane.

Ricordiamo infatti la vicenda dell’ex scuola Barsanti e la denuncia che ha portato alla demolizione dell’istituto Leonardo Da Vinci di Firenze.

Bonanni rivolge un appello al Premier Conte

“Intervenga il Consiglio dei Ministri con un decreto legge e/o con altri strumenti tecnico legislativi di urgenza per la chiusura di tutte le scuole con amianto e di bonificazione e messa in sicurezza, per evitare le esposizioni degli alunni e del personale docente e non docente.

L’amianto nelle scuole, denunciato dall’ONA fin dal 2012, sta procurando una epidemia di mesoteliomi, e sono almeno altri 400 i decessi causati dalle altre patologie asbesto correlate, solo tra il personale docente e non docente.

È ora che il Governo Nazionale giallo verde, che lo ha inserito nel contratto di governo, già l’anno scorso, assuma iniziative concrete. Siamo fiduciosi nell’operato del Ministro Costa e degli altri Ministri e del Premier, ma riteniamo che ci debba essere un’accelerazione dell’adozione di queste iniziative”.

Scuole a rischio, l’ONA invita ad avviare le bonifiche

La problematica dell’amianto all’interno delle scuole è segnalata dall’ONA da anni, invitando ad avviare le bonifiche degli istituti scolastici, al fine di tutelare la salute dei lavoratori e quella degli alunni che ogni giorno li frequentano.

Dal 1993 ad oggi il Registro nazionale mesoteliomi, istituito che censisce le neoplasie dovute all’amianto. Si sono raccolti dati in merito al tumore della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo. Con almeno 91 casi di docenti nel comparto istruzione: 58 uomini e 33 donne.

A scorrere le categorie professionali, c’è da restare di sasso: 37 insegnanti, 7 bidelli, 6 tecnici-chimici e via di questo passo.

Non è data sapere la loro sorte, ma considerando quanto sia infausto l’esito della malattia dopo la diagnosi, è legittimo supporre che siano deceduti.

“Continueremo dentro e fuori le istituzioni la nostra battaglia contro l’amianto”. Dichiara l’On. Pippo Gianni, redattore dell’ordinanza di chiusura.

Successivamente gli fa eco Calogero Vicario, coordinatore ONA Sicilia, dichiarando: “sempre più determinati a batterci in Sicilia, come nel resto d’Italia per rimuovere tutto l’amianto presente nelle scuole ed evitare che i nostri ragazzi continuino ad essere vittime della fibra killer che uccide in modo silenzioso”.