Centrale nucleare Latina rischio: tutele delle vittime

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Centrale nucleare Latina rischio. Latina è stata la sede del convegno “Latina tra amianto, nucleare e rifiuti”, nel corso del quale sono emerse notevoli criticità ambientali. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni, hanno reso pubblici i dati relativi al dato epidemiologico.

Nei pressi della centrale nucleare, mano a mano che ci si avvicina, è registrato un incremento di casi di cancro tra i residenti. Ciò è stato confermato anche per quanto riguarda la centrale nucleare di Garigliano.

Rischio centrale nucleare Latina e amianto

Non solo radiazioni ionizzanti, ma anche amianto. Un mix di rischio, sia per i lavoratori, che per le popolazioni.

Infatti, nel corso della conferenza, si sono susseguiti diversi interventi, tra i quali quelli del Dott. Alberto Reggiani, direttore de “Il Diario Pontino”.

L’iniziativa promossa dall’ONA a Latina

Centrale nucleare latina rischioLa presenza di una rappresentanza comunitaria del massimo livello, con il vice presidente del Parlamento, Fabio Massimo Castaldo e altri due parlamentari, Laura Agea e Dario Tamburrano. Questi europarlamentari, impegnati e sensibili al contrasto dei fenomeni tossici correlati al pericolo per la salute delle collettività, hanno sottolineato l’urgenza della messa in sicurezza.

Soprattutto, anche la necessità di indagini epidemiologiche, e alla tutela delle vittime.

In buona sostanza, il Presidente dell’ONA, avv. Ezio Bonanni,  proprio con il suo editoriale  “Salvator Mundi” (che riportiamo in conclusione), aveva dato il là al convegno. Quindi, le motivazioni di fondo e di sintesi a quello che si è rivelato ben più di una rituale occasione di pubblico dibattito. È mancato l’apporto richiesto ed invocato del Sindaco Coletta.

Centrale nucleare latina rischio Nell’occasione è intervenuto, per il comune di Latina, l’Assessore al Territorio e Mobilità, Francesco Castaldo.

In quest’occasione, il Comune di Latina ha ribadito il suo impegno nella tutela dell’ambiente e della salute. Ha riconosciuto la Centrale Nucleare di Latina rischio per la collettività.

Epidemiologia mesotelioma Latina e provincia e tutela legale

È intervenuto all’incontro in merito a centrale nucleare Latina rischio, l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto, che ha dettagliato i dati epidemiologici della provincia di Latina per patologie asbesto correlate.

L’ONA ha censito, per la provincia di Latina, circa 150 casi di mesotelioma, con un trend in netto aumento, rispetto ai circa 100 casi censiti dal Dipartimento di Prevenzione per il periodo dal 2000 fino all’anno 2014. 

Le città più colpite dai casi di mesotelioma – secondo quanto rilevato dal presidente dell’Associazione – fino a tutto il 2018, sono Latina con 30 casi; Gaeta con 25 casi; Aprilia con 20 casi; Sezze con 10 casi; Formia con 15 casi”.

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg – ha spiegato Bonanni – perché l’amianto provoca tumori polmonari.

Inoltre, ci sono anche altri cancri dell’amianto, tra i quali quello della laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio. In provincia di Latina, si manifestano, ancora, le asbestosi, le placche pleuriche ed ispessimenti pleurici. Poi ci sono le complicazioni cardio-vascolari. Per questi motivi, l’ONA stima che nella provincia di Latina, si siano verificati 600 decessi per patologie asbesto correlate.

Rischio nucleare centrale nucleare Latina

Circa la centrale nucleare Latina, e tenendo conto delle tabelle INAIL, ci sono tutta una serie di rischi. I lavoratori della centrale, hanno ottenuto, anche grazie all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni, il riconoscimento dei benefici contributivi amianto.

Con riferimento alle radiazioni ionizzanti, ci sono i seguenti rischi, innanzitutto, per:

  • Anemia iporigenerativa, periodo illimitato, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;
  • Infertilità temporanea o permanente maschile, periodo 5 anni, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;
  • Leucopenia, periodo 5 anni, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;
  • Opacità del cristallino, periodo 2 anni, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;
  • Pancitopenia, periodo 5 anni, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;
  • Piastrinopenia, periodo 5 anni, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;
  • Radiodermite, periodo 1 anno, lista I, gruppo 2, codice I.2.07;
  • Radiodermiti, periodo 1 anno, lista I, gruppo 5, codice I.5.06;

Tumori per radiazioni ionizzanti centrale nucleare Latina

Sulla base delle risultanze INAIL, si possono affermare i rischi legati ad una serie di tumori per radiazioni ionizzanti. L’INAIL riconosce una serie di tumori, come legati ad esposizione alla centrale nucleare Latina e ad altre centrali. Il rischio cancerogeno nelle centrali nucleari è molto rilevante.

L’esposizione alle radiazioni ionizzanti può comportare la contrazione delle malattie che la stessa INAIL riconosce come conseguenti all’esposizione alle medesime radiazioni.

I tumori rischio nucleare riconosciuti dall’INAIL sono i seguenti:

  • cerebrale, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • colon-retto, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • fegato, periodo illimitato, lista II, gruppo 6, codice II.6.40;
  • pancreas, periodo illimitato, lista II, gruppo 6, codice II.6.40;
  • polmone, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • rene, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • esofago, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • ovaio, periodo illimitato, lista II, gruppo 6, codice II.6.40;
  • mammella, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • prostata, periodo illimitato, lista II, gruppo 6, codice II.6.40;
  • tiroide, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • vescica, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • ghiandole salivari, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • ossa, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • stomaco, periodo illimitato, lista I, gruppo 6, codice I.6.15;
  • del sistema emolinfopoietico, periodo illimitato, lista I, gruppo 2, codice I.2.07.

Sulla base di tali evidenze, i lavoratori della centrale nucleare, nel caso fossero stati attinti da una di queste neoplasie, possono chiedere il riconoscimento dell’indennizzo INAIL.

Benefici contributi amianto per centrale nucleare Latina

L’ONA ha già ottenuto significativi risultati nella tutela legale dei lavoratori della centrale nucleare Latina, anche con riferimento al rischio amianto. Infatti, i minerali di amianto, sono cancerogeni e sono stati utilizzati nella centrale nucleare di Latina.

Per questo motivo l’Avv. Ezio Bonanni ha ottenuto il relativo accertamento da parte del Tribunale di Latina.

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Centrale nucleare Latina rischio: parere legale

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    Centrale nucleare Latina: notevole la quantità di rifiuti

    La centrale è entrata in servizio nel 1962 con un unico reattore da 220 MW alimentato a uranio naturale, moderato a grafite e raffreddato con anidride carbonica.

    In merito alla situazione della centrale elettronucleare di Latina di Borgo Sabotino, il presidente ONA ha segnalato:

    nonostante l’impianto sia stato chiuso il 1 dicembre 1987 con la disposizione di predisporre le opere necessarie per la custodia protettiva passiva.  

    È ancora notevole la quantità di rifiuti che contiene, “ancora a fine 2017 il volume dei rifiuti radioattivi, presenti nel sito di Latina, era pari a 1739 m3, dei quali 887 definiti ad ‘attività molto bassa’, 821 a ‘bassa attività’ e 31 a ‘media attività (dati conformi a quelli rilevati dalla stessa SOGIN S.p.A.)” (centrale nucleare Latina rischio).

    Centrale nucleare Latina rischio popolazione

    Nel corso del convegno, l’Avv. Ezio Bonanni ha ribadito la necessità della c.d. prevenzione primaria. Quindi, della completa rimozione di tutti i residui del carburante nucleare.

    ONA

    Dott. Maurizio Ascione: esperto dei danni amianto

    Maurizio Ascione, sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, è intervenuto nel corso della conferenza. Questo giovane sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Milano, Dott. Maurizio Ascione, è un esperto in tema di rischio ambientale. 

    Nella Procura di Milano sono più di 10 anni che segue tutti i processi di amianto.

    Nel corso del suo intervento ha precisato che:

    l’emergenza ambientale ormai non ha più alcun confine, nessun baluardo sembra capace di arrestarne la avanzata, intere comunità ne sono vittima, diventa non più differibile una sensibilizzazione diffusa e la esigenza di una nuova idea di progetto sociale e di futuro“.

    Dott. Alberto Reggiani: il suo intervento nella conferenza

    Alberto ReggianiDirettore de il “Diario Pontino”, ha presentato il magazine. In questo numero speciale dell’aprile 2019, sono stati affrontati i rischi ambientali. 

    L’area latinense viene spesso descritta come una sorta di Amazzonia civilizzata. Infatti, è benedetta dagli influssi benefici del mare e con un clima tra i migliori d’Italia, con bassissime soglie di inquinamento ecologico.

    Una informazione decisamente fuorviante. Infatti, stride con l’indice di mortalità e morbilità tumorale che nell’area del nord pontino è tra i più alti d’Italia. La stessa politica diffonde, in modo complice, informazioni sbagliate, così la stampa locale.

    Fanno eccezione le c.d. mosche bianche, che non accettano di minimizzare il grande fenomeno della contaminazione ambientale. Quindi, è giunto il momento di alzare la testa e denunciare, dati alla mano.

    È fondamentale che emerga lo stato delle cose, sensibilizzando cittadinanza, organi di informazione e tutte le parti politiche del territorio alla ricerca della verità”.

    Fabio Massimo Castaldo: rimozione amianto negli edifici

    Fabio Massimo CastaldoVicepresidente del Parlamento Europeo. Il Dott. On.le Fabio Massimo Castaldo, ha dichiarato l’impegno del Parlamento Europeo nella lotta contro l’amianto e il pieno sostegno all’ONA.

    Nel suo intervento:

    “Conosco molto bene le eccellenze di Latina e della sua provincia: qui si trova il più grande polo farmaceutico d’Italia. Un settore nel quale, durante il 2018, abbiamo raggiunto il primato europeo scavalcando persino la Germania. Le bellezze naturali della provincia di Latina attraggono ogni anno numerosissimi visitatori.

    Mi sono però ben noti anche i suoi problemi, come la vicenda della discarica abusiva di rifiuti tossici scoperta ad Aprilia nel 2017 e il sito di stoccaggio di rifiuti radioattivi della centrale nucleare del Garigliano.

    Da anni questi ultimi attendono di essere trasferiti in un deposito nazionale. Stiamo lavorando per aiutare il nostro Ministero ad ottenere fondi europei da investire nella rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici.

    La Commissione Europea ha previsto linee di finanziamento, all’interno della programmazione europea, per la protezione dell’ambiente. Inoltre, per la promozione dell’efficienza delle risorse, e, ancora, per interventi volti al miglioramento dell’ambiente urbano. Infine, anche per la rivitalizzazione delle città e, infine, la riqualificazione e decontaminazione delle aree industriali dismesse”.

    L’Avv. Ezio Bonanni e il suo editoriale Salvator Mundi

    Se la situazione non fosse tremendamente seria, se i fatti e le circostanze di cui si scrive diffusamente su questo numero speciale del Diario Pontino, se tutto quello che viene raccontato punto per punto non ci riguardasse da vicino e non ne fossimo diretti testimoni, si potrebbe pensare ad un surreale eccesso d’immaginazione, posto che la nostra terra a vocazione virgiliana offre da sempre spunti creativi a narratori, poeti ed eroi dell’intrapresa.

    Ecco quindi, che l’idea di rendere palese quel che troppo tempo viene taciuto, sottaciuto, minimizzato. Piuttosto che eluso o comunque  ignorato per via di una informazione di comodo. Quindi, ci impegna a non prendere vie traverse, ad andare diretti sulla questione vitale dello sperpero ambientale, della speculazione che prima è passata per un sviluppo effimero, senza cautele. Nonostante il territorio, le cui suggestioni, bellezze, valori erano gli stessi di coloro che nei millenni. Nei secoli e da ultimo nei decenni della prima metà del Novecento lo avevano recuperato dall’abbandono, mettendoci sudore e sangue.

    Paradossalmente, l’ambiguità e la bellezza estetica dell’asbesto, delle sue fibre così particolari e diverse da altre sostanze in natura. Richiama, quindi, l’attualità misterica dell’ultima opera di Leonardo, quella del “Salvator Mundi”. Quindi, fa il paio con l’uranio arricchito e impoverito che hanno connotato i confini pontini, a nord come a sud, segnati da fiumi dal destino radioattivo, come l’Astura e il Garigliano. Questi due, costretti a  delimitare  un incubo, a rappresentare il fascino perverso di un sogno di potenza energetica trasmutato nel peggiore fattore involutivo, quello genetico.

    Avv. Ezio Bonanni: no all’inquinamento da asbesto e nucleare

    Infatti, la contaminazione capillare da amianto sembra quasi essere il sale, un venefico ingrediente  su di un quadrante dove la tossicità delle discariche. Non solo, ma i fumi alla diossina, il degrado e l’inselvatichimento, fanno addirittura rimpiangere le malattie da mal aria. Quelle malattie orribili ma dalle origini biologiche. Come sapete, presiedo un  organismo estremamente funzionale, vocato  alla difesa dell’ambiente. In più, nel contrasto delle contaminazioni da amianto, gravissima causa di patologie dagli esiti estremi. 

    L’ONA, dunque, nella consapevolezza del proprio ruolo e della possibilità di una complessa ma non impossibile azione che porti alla rinascenza di questa zona particolare del Lazio. Quindi, ritengo che ci si debba e possa assumere un impegno di concreta responsabilità, anche condividendo questa iniziativa. Così, giusto come concreta apertura di confronto e dialogo, giusto come pietra angolare da porre per una rigenerazione del nostro tessuto ambientale, culturale, socialeEzio Bonanni  – Presidente ONA “.

    Amianto emergenza ambientale - il caso industrie meccaniche siciliane

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