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domenica, Maggio 10, 2026
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Libia e Tratta: il business sporco dei clan e delle tribù

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Tribù

Dal tratta di esseri umani al business della criminalità organizzata

Rispetto a situazioni al limite della sopportazione e fuori delle regole. Dopo i giorni del trionfo azzurro nel nuoto, ma anche  dell’acuirsi della tratta di esseri umani, che insieme al traffico delle armi, della droga e dello smaltimento irregolare dei rifiuti tossici costituisce uno dei grandi business per la criminalità organizzata internazionale.

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Una volta si diceva “Pugno di ferro in guanto di velluto” e vorremmo che ancora funzionasse così

Si, mi riferisco al non senso, al pasticciaccio che s’è creato con la Libia, che si insiste a considerare dotata di sovranità nazionale, ma che in realtà è divisa in centoquaranta e più frazioni, tante quante sono le fazioni e le tribù, che la compongono, compresi i due governi nazionali autoreferenziali di comodo per soggetti terzi.

La verità è che l’omogeneità difficilissima di quella terra è stata artatamente distrutta per iniziativa autonoma francese nel 2011, per mero interesse petrolifero, continuando la saga che vide tra le illustri vittime lo stesso Enrico Mattei.

Ora si ritorna alla carica, anche da parte italiana, facendo leva sui due Governi improbabili, in guerra tra loro, senza incidere adeguatamente sul contesto tribale, quello che gestisce la transumanza verso l’Italia secondo modalità corsare.

Dunque i Fratelli della Costa e dell’Interno libici gestiscono di fatto traffici di donne e bambini, donne ed uomini ad esclusivo scopo di ricatto e riscatto nei nostri confronti e noi dovremmo addirittura mandare le nostre navi da guerra senza appoggio aereo e per giunta disarmate, a fare cosa?

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Bisogna riflettere sul tipo di accoglienza

Il rischio che corriamo è che ciò avvenga con taratura delle regole d’ingaggio, dietro ingiunzione di uno dei due governi (quello di Serraj) che a suo tempo si era accordato con Macron. Il Presidente francese in quanto a sovranità ci aveva fatto capire chiaramente come la pensa attraverso la vicenda dei cantieri navali STX, nazionalizzati in barba all’acquisto da parte dell’italiana Fincantieri.

Provate a pensare al tipo di accoglienza che riceverebbero i migranti se provassero a sbarcare in Francia. Scaraventare sulle coste italiane centinaia di migliaia di umani oggetto di tratta è dunque di fatto una azione doppiamente offensiva da parte libica, onde per cui non provvedendo soggetti terzi ad interrompere questo surreale andazzo, alla fine siamo costretti a provvedere noi.

Ipotesi della difesa comune europea

Tribù

La difesa comune europea è una pia futuribile ipotesi, al momento basata su esborsi (alla Turchia) e su sanzioni (alla Russia). la NATO si interessa solamente di questioni baltico – ucraine e l’ONU appare disciolta come neve al sole, completamente disinteressata ad una vicenda dalle proporzioni pur macroscopiche e destinata ad ingenerare una rivoluzione copernicana negli equilibri intercontinentali.

Diciamo che, quando le Nazioni Unite si sveglieranno da questo peloso letargo, sarà comunque troppo tardi, perché a mio avviso la loro funzione sarà nel frattempo cessata, per perdita di credibilità, salvo penose manovre su questioni di politica e religione, in cui viene sistematicamente coinvolta anche l’UNESCO, che bene farebbe a difendere concretamente i siti del patrimonio comune dell’umanità, prima e non dopo la loro distruzione…

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

assistenza ona 

 

Sicilia, terra di amianto

Tutela vittime amianto Sicilia
Amianto

Intervista a Calogero Vicario, coordinatore Sicilia e Siracusa

L’Osservatorio Nazionale Amianto è stato costituito, a livello nazionale, nel 2008 per dar voce e assistenza medica, tecnica e legale, a tutte quelle persone esposte a fibre di amianto e altri agenti cancerogeni.
In Sicilia, l’associazione è nata nel 2011 ma l’attività del coordinatore, Calogero Vicario, era già iniziata nel 2008.

“Purtroppo, in queste regioni c’è una massiccia presenza di amianto – afferma Calogero Vicario – a causa anche della presenza del polo petrolchimico più grande d’Europa. Noi lavoratori a contatto con l’amianto abbiamo subito, rispetto alle altre regioni, una forte discriminazione perché, non essendoci una legge con la mappatura dei siti a rischio amianto, la regione Sicilia non è stata inclusa tra gli atti di indirizzo ministeriale”.

La Sicilia, inoltre, è piena di manufatti in cemento amianto per la presenza dell’ex stabilimento Eternit.
Infatti a Siracusa, per circa 40 anni, c’è stata una fabbrica di Eternit che ha provocato, secondo la Procura di Torino,  48 morti e 68 malati a causa dell’amianto su 300 operai che vi lavoravano. Questo fino al 2012.
Ancora non sappiamo se ci saranno altri morti e quanti potrebbero essere in futuro  perché la malattia da amianto ha tempi di latenza molto lunghi e può manifestarsi  anche dopo 40 anni dall’esposizione.
Inoltre, l’asbesto è ancora presente nelle industrie poiché c’è stata solo una bonifica parziale, esterna e non interna, degli edifici.

Il riconoscimento dei benefici previdenziali

“Per ottenere il riconoscimento dei benefici previdenziali – aggiunge Calogero – coloro che sono stati esposti, dovevano agire per vie legali.
Insieme ai lavoratori, come me, esposti alle fibre di amianto abbiamo depositato un’istanza  presso il Tribunale di Siracusa e nel 2018. Dieci lavoratori hanno avuto il riconoscimento.
Ho visto molti colleghi morire per questo.
Qui in Sicilia sono circo 20.000 gli esposti.
Molti operai sono morti per mesotelioma, carcinoma polmonare e altre patologie asbesto correlate”.

Grazie alla costanza di Vicario, dell’avv. Bonanni e dell’On. Pippo Gianni, in Sicilia sono stati attivati due sportelli di assistenza per gli esposti, uno aperto presso l’assessorato allo Sviluppo Economico della Provincia regionale e l’altro al comune di Priolo.

“Abbiamo lottato molto – conclude Vicario ­- siamo soddisfatti dei risultati ottenuti perché abbiamo raggiunto traguardi importanti, grazie alla legge introdotta da Pippo Gianni nel 2014. Ora le persone che lavorano e hanno lavorato a contatto con l’amianto e altri agenti cancerogeni hanno la possibilità di essere monitorate senza doversi spostare fuori dalla regione.
Chiediamo, ancora una volta, l’intervento del ministro Di Maio perché tutti gli esposti hanno diritto al cosiddetto accredito contributivo per le minori aspettative di vita e non ci devono essere discriminazioni tra la Sicilia e le altre regioni”.

L’Italia a dispetto delle regole

Italia
Italia

Per il fair play, come tutti sanno o dovrebbero sapere, la prima regola è il rispetto delle regole. Ecco, questo è il punto.  Il nostro è il Paese in cui ognuno se la canta , se la suona e magari la legge la interpreta , ovvero se ne frega.

Italia in fiamme e senza regole

Questo ragionamento vale anche per l’inaccettabile storia che si ripete ritualmente ogni anno, ovvero la stagionalità e il volontariato a volte  peloso dei “pompieri non per caso”.

E’ strarisaputo che su incendi estivi e riforestazione, oltre alle realtà virtuose, cui tributiamo plauso e riconoscenza civile,  ci campano eserciti di furbi e mascalzoni, ma è anche vero che non si riesce a  bloccare questa spirale perversa, un gorgo micidiale che inghiotte risorse diversamente utili, vite vegetali, animali ed umane,  case e strutture,  rendendo impossibile ogni razionale prospettiva civile di sviluppo in territori strategici ed in particolare nel Meridione e nelle Isole.

E’ evidente che il territorio nazionale – soggetto a sismicità ed altri rischi naturali per sua stessa costituzione – è vittima predestinata di speculatori, sciacalli e bradipesca  burocrazia, spesso fuori controllo e in preda al degrado, anche perché  i frequentatori non sempre sono cittadini educati e responsabili.

La mancanza di regole e divieti

Voglio dire che, se molti incendi partono dalle strade e dalle linee ferrate percorse dai “regionali”, è evidente che ai viaggiatori fumatori che si liberano delle cicche andrebbero tolte le sigarette con rigorosi divieti, tanto quanto le griglie per barbecue nei boschi e le discariche abusive pronte da accendere.

Italia
Italia

Penso che i piromani psicopatici esistano e siano da curare, ma sono troppi i casi in cui la mano incendiaria non è malata, ma semplicemente criminale. Ora, se il metro della giustizia è inadeguato, se paradossalmente a un vigile del fuoco piromane si contesta paradossalmente soprattutto  la truffa ai danni dello Stato, per aver percepito indebitamente dieci euro all’ora, a fronte di danni incalcolabili artatamente provocati, credo non ci sia salvezza.

Di fronte a  crimini premeditati e così efferati andrebbero comminate le pene più severe previste dal codice e sanzioni pecuniarie parametrabili ai danni provocati. Macché, con le prime bombe d’acqua già in arrivo cambierà il tema dell’emergenza e allora sarà il turno dei corsi d’acqua ostruiti da pattume e cemento selvaggio all’asbesto: così l’inferno cambierà aspetto, ma rimarrà tale.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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Caporalato Italia

Caporalato Italia
Caporalato Italia

Il 31 luglio l’apocalittico ripetersi di un incidente con tir in fiamme nel tratto autostradale di Borgo Panigale in quel di Bologna ha confermato quello di Viareggio nel 2009. Con il GPL non si scherza.

Un degrado comportamentale ai limiti dell’immaginabile

Ieri, altro schianto ed uccisione di due operai, sempre  a Borgo Panigale e un anno fa la morte dei dodici migranti schiacciati in un camion tra le casse  di pomodoro a Foggia, hanno dato e danno la misura di un degrado comportamentale, di un non rispetto delle regole, che la dice lunga sulla radice del male: la nostra cultura, la nostra visione del sociale.

Diciamo che quello che si è reiterato più volte  e ieri  a Bologna poteva avere conseguenze ben più gravi, ma deve essere comunque assunto come un deterrente assoluto per rivedere leggi e regole. Il processo di primo grado per i trentatré morti di Viareggio si è concluso con condanne, ma con i tempi della buro crazia e senza innescare provvedimenti ispirati alla prevenzione, così come ancora ci si attarda con sofismi sulla natura, sul perché e sul come del fenomeno del caporalato in tutto il nostro Paese, nonostante la legge in vigore.

Caporalato Italia
Caporalato Italia

La sufficienza e della leggerezza con cui vengono ignorate le norme sul traffico, i limiti di velocità, i divieti, sottovalutando i rischi derivanti dal trasporto di materiali e sostanze di alta pericolosità devono far pensare, riflettere sulla cultura ed il senso di responsabilità di chi è al volante, ma anche di chi lo promuove e lo abilita prima e durante l’esercizio della guida, salvo reprimere e sanzionare a disastro avvenuto.  

Il problema della manutenzione del materiale rotabile

Dopo la fine orribile dei dodici ragazzi, migranti senza nome, stipati su panche di legno in un furgone con targa bulgara, raccoglitori in nero d’oro rosso, sappiamo qual è l’utente finale della tratta degli schiavi, che fine fanno le migliaia di salvati nel Mediterraneo e accolti nel Bel Paese, protagonisti da anni di un fenomeno carsico, che li trasferisce dai centri di accoglienza alle baraccopoli, ai campi di lavoro forzato, tra le braccia della morte annunciata.

Peraltro verso, la catastrofe di Bologna ripropone il tema dell’alternativa perversa tra il trasporto su gomma e quello su ferro, tra il materiale rotabile arrugginito e le autostrade budello, piuttosto che autisti inaffidabili e/o la carenza di sicurezza.

Tutti ci chiediamo come mai per un aereo occorra un intero equipaggio super addestrato e sottoposto a controlli severi e per il trasporto pesante, per garantirci da una bomba di venticinquemila litri di gas liquido, tutto sia in capo alla salute ed alla fallibilità di un autista, alla fortuna ed alla casualità, che possono cambiare il destino di una intera collettività.

Per questo credo che, in attesa di una biblica ristrutturazione delle nostre vie di trasporto, sulla riorganizzazione del lavoro, sulla tracciabilità e l’eticità dei prodotti, dall’origine alla commercializzazione, le regole sulla sicurezza e sulla qualità debbano divenire assolutamente stringenti.

Caporalato Italia
Caporalato Italia

Vivi e lascia vivere, uno slogan che maschera il degrado

Infine, non vi siete mai sentiti minacciati dall’incombere di un TIR o di un furgone, laddove vi eravate azzardati a rispettare al chilometro il limite di velocità imposto? Non avete mai avuto la sensazione di essere considerati dei vecchi rimbambiti, ridicoli perché rispettosi dei novanta e dei centotrenta?

Non vi siete mai chiesti chi siano quegli zombi che vagano sui cigli delle strade in attesa dei caporali o quelle poverette prostitute-schiave, che vi sostano in attesa di incauti incontri ? Io penso di sì, come capita spesso a me, oltre che alle forze dell’ordine sul territorio.

Vi siete mai chiesti perché tutto lo scenario rimane immutabile da anni ed anni ? Forse, perché, come mi spiegò un volta un generale della finanza, non è perseguendo le piccole irregolarità, la piccola criminalità, che si risolve il problema, che diversamente deve essere affrontato alla radice o dalla testa, se preferite.

In realtà, il vivi e lascia vivere, che spesso ispira il degrado nelle sue varie declinazioni, sino a vere e proprie  irreparabili catastrofi, è espressione sintomatica di una filosofia perniciosa, scorciatoia di comodo ed espressione di finto buonismo.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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Eravamo e siamo felici, alla ricerca dell’arca

Arca
Arca

Ieri sera, improvvisamente, il tempo si è fermato

Un fenomeno che si ripete ogni qualvolta il circuito si accorcia per connessione alchemica con il passato ancora presente. Con l’attivazione di uno straordinario laboratorio pieno di provette, di dati acquisiti, di spie luminose in piena attività, sino a trarne suggerimenti preziosi per ipotesi futuribili.

Una tavola rotonda carica di energia trasmutante, proiettata indietro e in avanti tra fantasia e realtà

Come una navicella governata da antichi cursori alla ricerca ognuno ed insieme della propria arca perduta. Al comando un capitano di lunghissimo corso e Vittorioso, Vincenzo, Enzo per gli amici dell’equipaggio, Giuseppe Gentile, Roberto Frinolli, Augusto Frasca, Giuseppe Fischetto, Sandro Aquari, Rita Bottiglieri e il sottoscritto.

Cosa pensate che sia capitato nel travolgente attraversamento degli spazi siderali. In cui restano ben chiari fatti e personaggi con e senza valore, meriti e tempo? Ma diamine! Un inevitabile delirio di emozioni, di sussurri e grida, in cui vecchi e nuovi eroi e peones, furbi ed idealisti, pronubi del vecchio e del nuovo sport e salute hanno contrappuntato l’algoritmica rotta degli argonauti.

Siamo prossimi al dieci di agosto e sicuramente vedremo ancora stelle cadenti, poi altre torneranno meno fatue a brillare, magari nelle scuole e fuori, nelle piste e sulle strade, nelle piscine, con quel nerbo, con lo spirito gioioso dell’ottimismo della volontà, che è carburante propulsivo insostituibile per chi promuove e non specula, per chi ama lo sport senza cinismo.

A cura del Dott. Ruggero Alcanterini direttore “L’Eco Del Litorale” ed editorialista di “Il Giornale sull’amianto”.  

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L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria).

L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

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