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Lobby amianto bando mondiale: appello dell’ONA

Meeting of the COPs to the basel Rotterdam and Stockholm convention
Amianto crisotilo

Sono contrarie le Lobby amianto bando mondiale. I produttori dell’amianto continuano ad insistere sostenendo che il crisotilo, uno dei minerali di amianto della classe dei serpentini, sarebbe innocuo per la salute.

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Lavori della Convezione di Rotterdam sulla questione amianto

I lavori della Convezione di Rotterdam, a Ginevra, hanno avuto come centro di riferimento, la discussione sull’amianto crisotilo. I produttori e anche alcuni Stati, per anni, hanno insistito per poter commercializzare i materiali di amianto. Questo è il caso per esempio di amianto Canada.

L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA hanno, più volte, ribadito la necessità di una messa al bando globale e di un intervento dell’OMS. Si auspica che ponesse un divieto di utilizzo di amianto rispetto alla semplice raccomandazione.

Crisotilo amianto cancerogeno: divieto di utilizzo nel mondo

L’ONA ribadisce che, anche l’amianto crisotilo è cancerogeno. Lo stesso IARC nella sua ultima monografia lo conferma:

Asbestos is the generic commercial designation for a group of naturally occurring mineral silicate fibres of the serpentine and amphibole series. These include the serpentine mineral chrysotile (also known as ‘withe asbestos’), and the five amphibole minerals – actinolite, amosite (also known ad ‘brown asbestso’), anthophyllite, crocidolite (also known as ‘blue asbestos’), and tremolite.

The conclusions reached in thism Monograph about asbestos and its carcinoegenic risks apply to these six types of fibres wherever they are found, and that includes talc containing asbestiform fibres. Erionite (fibrous aluminosilicate) is evaluated in a separate Monograph in this volume“.

Lo stesso OMS dichiara:

All types of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials”.

Quindi, se ciò è precisato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per quale motivo, non è posto un divieto fermo?

Si ha il terribile sospetto che il tentennare dell’OMS sia legato alle pressioni della Russia e dell’India ma, soprattutto, della Cina. Quest’ultima, ha il controllo politico ed economico dell’OMS ed è tra i maggiori utilizzatori di amianto.

Produzione amianto nel mondo: Russia e Cina in prima fila

Prosegue, ancora, nel 2018, la produzione di amianto nel mondo. Nonostante l’unanime consenso scientifico circa l’elevata lesività dell’amianto per la salute umana, ci sono, ancora, Stati canaglia. Ci riferiamo alla Russia, al Kazakhstan e alla Cina.

La produzione di amianto nel 2018 in migliaia di tonnellate:
   Russia 710,000
   Kazakhstan 203,000
   China 125,000
   Brazil 110,000

È necessario, quindi, intervenire con accordi dell’Organizzazione Internazionale del Commercio, perché l’amianto sia posto al bando in tutte le Nazioni. In particolare, deve essere posto il divieto di estrazione e commercializzazione. Ma le lobby amianto bando mondiale continuano a essere contrarie.

Tant’è vero che le stesse raccomandazioni dell’OMS sono rimaste inascoltate. La produzione nel 2018 è stata più elevata rispetto al 2016:

La produzione di amianto nel 2016 in migliaia di tonnellate:
   India 308,000
   China 288,000
   Russia 234,000
   Brasile 120,000
   Indonesia 114,000

La capacità lesiva dell’amianto e l’epidemia in Italia

In Italia, poiché si è fatto largo utilizzo di questi minerali, vi è un’elevata incidenza di malattie asbesto correlate. Infatti, oltre al mesotelioma, che uccide, ogni anno, fa migliaia di vittime, come confermato anche dal VII Rapporto Mesoteliomi, ci sono tutte le altre malattie asbesto correlate.

Ci sono quelle fibrotiche, tra cui asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici, ma anche tumori amianto. Tra questi ultimi ci sono i vari tipi di mesotelioma:

Ci sono, anche, tutte le altre neoplasie ricollegabili alla esposizione amianto:

Questi sono i cancri per i quali vi è unanimità scientifica sulla loro eziologia da esposizione a fibre di asbesto. Poi, ci sono le altre neoplasie:

Su queste neoplasie non vi è unanimità scientifica. Però, la stessa monografia dello IARC comprova che, nei lavoratori dell’amianto ve ne è una più alta incidenza.

Queste malattie, presentano tempi di latenza che possono raggiungere anche i 50 anni. Basti pensare che, solo il mesotelioma e il tumore polmonare, causano 107.000 decessi ogni anno, come accertato dalla stessa OMS e confermato dalle monografie IARC.

Lobby amianto bando mondiale: ancora nessun fatto

Ancora oggi, soltanto 60 Paesi nel mondo hanno posto al bando il minerale. L’amianto viene estratto e lavorato per più di 2 milioni di tonnellate ogni anno. I Paesi principali responsabili di questo crimine sono: la Russia (il 28,3%), la Cina (23,5%), l’India (17,7%) e amianto Brasile (10,1%).

Gli ultimi dati che abbiamo sopra riportato, impongono, quindi, a dispetto delle lobby amianto bando mondiale, con riferimento alla Convenzione di Rotterdam.

I Paesi firmatari della Convenzione di Rotterdam

L’ONA, sostiene con l’Ituc, il Sindacato Mondiale dell’Industria, l’iniziativa assunta dalle 12 Nazioni africane, che hanno chiesto l’inserimento dell’amianto crisotilo, nella Convenzione di Rotterdam.

Ci sono state diverse riunioni, prima della quale l’ONA, anche attraverso questo notiziario, ha lanciato questo appello. Sono, ora, trascorsi altri anni senza che si sia risolto nulla. L’ONA insiste per la messa al bando globale dell’amianto.

ONA: appello al Governo per il bando globale dell’amianto

L’ONA, nella conferenza stampa del 13.10.2020, ha reiterato l’appello rivolto attraverso questo notiziario amianto. Il Giornale sull’Amianto, organo di informazione dell’ONA, ha lanciato l’appello per la messa al bando globale.

Già il 02.05.2017, nella sua intervista a questo notiziario amianto, l’Avv. Ezio Bonanni ha dichiarato:

Abbiamo preso in prestito il nostro pianeta, e quindi lo dobbiamo restituire ai nostri figli integro“. È quanto affermato dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

La salute del pianeta è la salute di tutti i cittadini, o meglio, di tutto il genere umano. La prevenzione primaria è l’unica legge in grado di tutelare la salute dal rischio amianto. Una legge scientifica, e al contempo etico-morale, con il suggello dell’autorevole insegnamento di Papa Francesco, ispiratore delle attività dell’ONA”.

Papa Francesco a supporto delle tesi dell’ONA

Lo stesso Papa Francesco: “Questa Terra, protesta per il male che provochiamo a causa dell’uso irresponsabile, e dell’abuso dei beni, che Dio le ha posto. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La distruzione dell’ambiente umano è qualcosa di molto serio”.

La Lobby dell’amianto bando mondiale opposizione

Negli anni, infatti, l’hanno sempre avuta vinta alcuni Stati “canaglia”, ostaggio di lobby, che hanno bloccato il divieto di commercializzazione dell’amianto crisotilo. Questi Stati hanno posto il veto alla messa al bando di questo killer silenzioso.

Ora l’iniziativa dei 12 Stati africani tende a modificare le regole e a rendere sufficiente una maggioranza qualificata del 75%. In questo modo sarà più semplice imporre le limitazioni al commercio dell’amianto crisotilo.

La questione amianto a livello internazionale

Il Governo Francese, con décret 96-1133 del 24.12.1996, aveva imposto delle limitazioni alla fabbricazione, importazione e commercializzazione di prodotti contenenti amianto.

Il 28.05.1998, il Governo canadese ha impugnato il provvedimento innanzi l’OMC, con la conseguente apertura di una procedura di consultazione con la Comunità Europea. Il Canada informò il Dispute Settlement Body dell’OMC, e chiese l’istituzione di un Panel, per censurare le proibizioni imposte dal governo francese.

La richiesta si fondava sulla base della presunta violazione dell’art. 2 dell’Agreement on Technical Barriers to Trade (TBT Agreement), del principio di non discriminazione previsto nell’art. 111 del GATT. Oltre alla presunta violazione, di tutte le altre disposizioni che proibivano le restrizioni alle importazioni, e per il fatto che ci si paventasse una lesione ai sensi dell’art. XXIII: 1 (b) del GATT.

Lobby amianto bando mondiale: costituzione del Panel

Il Panel istituito in data 25.11.98, sulla base del ricorso del Canada, ha poi formulato al Dispute Settlement Body, perché fossero assunti provvedimenti. In data 18.09.2000 con il Report WT/DS135/R European Communities – Measures Affecting Asbestos and Asbestos-Containing Products non ha soddisfatto il Canada.

Il Canada ha ricorso all’Appellate Body dell’OMC per contestarne il contenuto. L’Appellate Body, nel suo Report WT/DS135/AB/R European Communities Measures Affecting Asbestos and Asbestos-Containing Products del 12.03.2001, ha parzialmente riformato il Report del Panel.

Entrambi furono adottati dal Dispute Settlement Body in data 06.06.2001.  Le decisioni del Governo Francese, vennero ritenute legittime e compatibili con gli impegni assunti in seno all’OMC.

In quanto, questa disciplina adottata dalla Francia, era giustificata dalla necessità di proteggere la vita e la salute umana, ai sensi dell’art. XX B degli accordi del GATT.

Iniziative ONA a favore della rimozione amianto crisotilo

L’ONA non comprende le ragioni secondo cui, nell’ambito della Convenzione di Rotterdam, non si riesca ad ottenere l’imposizione di limitazione al commercio dei materiali amianto. 

Dato che sia l’OMS che lo IARC hanno dichiarato anche l’amianto crisotilo cancerogeno, l’ONA insiste affinché vengano finalmente imposte restrizioni nel commercio dei materiali amianto. L’obiettivo finale, è giungere alla messa al bando globale della fibra killer.

Nei prossimi mesi, l’ONA, inoltrerà una formale istanza, presso la sede delle Nazioni Unite, affinché si dia corso a una formale declaratoria di sollecitazioni. In questo modo, ci auspichiamo sarà possibile limitare il commercio dei materiali amianto e, quindi, prediligere a dispetto delle lobby amianto bando mondiale. 

Lobby amianto bando mondiale: assistenza ONA alle vittime

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto fornisce un servizio di assistenza gratuita per le vittime amianto, sia legale gratuita sia medica e tecnica.

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Scuole amianto: i diritti delle vittime

amianto scuole Regione Lazio

Il rischio scuole amianto è stato denunciato dall’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni

La prima sentenza di condanna del Ministero dell’Istruzione per mancata bonifica dall’amianto arriva nel 2021. Il Tribunale di Bologna ha condannato il Ministero al risarcimento del danno subito dalla professoressa Olga Mariasofia D’Emilio, per la somma di 930.258 euro, che vanno alla sua famiglia. La professoressa, infatti, dopo aver contratto il mesotelioma pleurico, purtroppo è morta nel febbraio 2017.

Un provvedimento storico – ha commentato l’Avvocato Ezio Bonanni – che sancisce i diritti dei lavoratori esposti all’amianto anche nel mondo della scuola. Tanti studenti e insegnanti sono stati per anni a rischio esposizione amianto e anche tra questi sono stati registrati moltissimi casi di patologie asbesto correlate“.

L’ONA ha istituito il servizio di tutela legale, che permette di richiedere assistenza per ottenere il risarcimento danni, il prepensionamento e l’indennizzo INAIL. Inoltre mette a disposizione anche l’assistenza medica, grazie all’aiuto di medici volontari.

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Scuole amianto: le bonifiche vanno avanti

L’impegno dell’ONA è stato premiato. Molti siti sono stati bonificati grazie alle segnalazioni dell’ONA e alle azioni giudiziarie.

Dopo reiterate richieste, l’associazione ONA è riuscita a far convocare l’XI° Commissione Capitolina. In data 20.03.2018, l’ONA partecipa ai lavori. L’Avv. Ezio Bonanni ha sollecitato la bonifica dei plessi scolastici nella capitale e in tutto il Lazio.

Molto ancora resta da fare. Secondo i dati Ona (aggiornati al 2022), infatti, le scuole italiane nelle quali è ancora presente amianto sono 2292. Sono circa 356.900 gli studenti esposti, ai quali si devono aggiungere circa 50mila persone tra personale docente e non docente.

Tanti sono stati negli anni gli insegnanti e gli operatori scolastici colpiti dal mesotelioma, il tumore causato dall’amianto. Il VII Rapporto ReNaM dell’INAIL, uscito nel 2021, ne ha registrati, tra il 1993 e il 2018, ben 121. Maestre e maestri elementari, operatori scolastici, insegnanti nelle scuole e nei corsi di qualificazione professionale e tecnici di laboratorio chimico hanno avuto la terribile diagnosi. Purtroppo l’esito è molto spesso infausto.

Il loro numero, rispetto ai primi anni di rilevazione, è purtroppo in crescita. Tutte esposizioni che si sarebbero potute evitare se il Legislatore fosse intervenuto prima. La pericolosità del minerale è, infatti nota, già dai primi del Novecento. I nostri bambini e chi lavora nella scuola continua ad essere a rischio amianto in tante strutture.

Rischio danni alla salute dei professori e degli alunni

Le fibre dei minerali di amianto, provocano danni alla salute anche alle basse dosi. In più, come dimostrato dall’Avv. Ezio Bonanni, le fibre di amianto sono presenti nelle scuole contaminate con alte esposizioni.

Infatti, l’incidenza dell’esposizione amianto scuole, è stata trattata dall’Avv. Ezio Bonanni in Palazzo Vecchio a Firenze, nella conferenza stampa del 10 aprile 2015. Inoltre Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2022 censisce 2.400 scuole contaminate.

Studenti e insegnanti continuano a essere esposti per i ritardi nelle bonifiche a causa della presenza di amianto spruzzato nelle palestre, pannellature in amianto, coibentazioni di tubazioni. Inoltre, cartoni e tessuti di amianto potevano essere utilizzati nei laboratori tecnici e artigianali.

A questi rischi si aggiungono quelli dovuti al fatto che il 58% delle scuole è privo delle certificazioni, tra cui quella sull’agibilità. In più, il 41,4% sono in area sismica 1 e 2 e soltanto il 30% è costruito con la tecnica antisismica.

Tutela legale del personale docente e non docente

L’amianto nelle scuole provoca l’esposizione del personale docente e non docente. L’ONA ha, più volte, sollecitato la bonifica, anche con azioni giudiziarie. Nel VI Rapporto mesoteliomi, pubblicato nell’autunno 2018, risultano censiti 91 casi di mesotelioma.

Questo dato epidemiologico, circoscritto a soli casi di mesotelioma amianto istituti scolastici, cresce secondo l’ultimo rapporto ed è solo la punta dell’iceberg. Infatti, questi minerali provocano molti danni alla salute. L’ONA ha dimostrato l’elevato potere cancerogeno di tutte le esposizioni, anche quelle a basse dosi.

Tant’è vero che, le fibre di amianto provocano tutta una serie di altre malattie asbesto correlate, tra le quali il tumore del polmone, della laringe e molti altri tipi di cancro.

Per tali motivi, l’ONA continua a insistere sulla prevenzione primaria. Non va trascurata neanche la prevenzione secondaria del personale docente e non docente.

Riconoscimento malattia professionale scuole amianto

Infine le vittime devono salvaguardare i propri diritti attraverso la prevenzione terziaria. Nel caso di malattie asbesto correlate e danni amianto per il personale scolastico, occorre ottenere il riconoscimento di malattia professionale e attivare la tutela INAIL.

Oltre alle prestazioni INAIL (indennizzo o rendita), il personale docente e non docente danneggiato dall’amianto nelle scuole ha diritto ai benefici contributivi. Queste maggiorazioni contributive amianto scuole sono riconosciute dall’art. 13, co. 7, L. 257/1992.

I contributi aggiuntivi sono pari al 50% del periodo di esposizione alle fibre di asbesto nelle scuole.

Il personale scolastico esposto ad amianto, che ha subito un danno alla salute riconosciuto dall’INAIL, ha diritto al prepensionamento. Tuttavia, nel caso in cui tali maggiorazioni non dovessero far maturare il diritto a pensione allora, si può domandare la pensione invalidità amianto.

In caso di danni alla salute con il riconoscimento INAIL, esiste il diritto all’integrale risarcimento del danno. Si tratta dei danni differenziali, che debbono essere risarciti. La quantificazione è sempre equitativa.

Scuole amianto, la condanna del Ministero dell’Istruzione

Si condanna al risarcimento il Ministero dell’Istruzione per la morte della professoressa Olga Maria D’Emilio, insegnante presso la Scuola Media Farini di Bologna. È stata esposta ad amianto, presente sia nelle strutture sia nei laboratori di chimica e fisica. Il 17 maggio 2002 si diagnostica il mesotelioma pleurico.

Oltre ad affrontare la malattia la donna ha intrapreso anche un lungo procedimento penale. In questo è stata assistita dagli avvocati Ezio Bonanni e Massimiliano Fabiani, e dall’ONA che, come associazione, è da sempre al fianco dei lavoratori esposti ad amianto. Il Dott. Arturo Cianciosi, medico legale dell’ONA, ha identificato l’esposizione ad amianto.

La sentenza arriva nel dicembre 2021, quasi 4 anni dopo la morte della donna. Il risarcimento andrà ai figli, rimasti orfani. Il provvedimento si può considerare l’eredità della professoressa per tutti quei lavoratori del mondo della scuola che si trovano, o si troveranno, purtroppo, a vivere il suo stesso incubo, magari con qualche tutela in più.

Inizio delle bonifiche nelle scuole di Roma

A Roma si è giunti finalmente a una svolta. Grazie a un investimento di 10 milioni di euro, 111 edifici della Città metropolitana saranno bonificati. L’amministrazione provvederà così a rimuovere e smaltire il minerale dagli istituti superiori del territorio.

I fondi sono regionali e arrivano dal Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020. Il Piano di rimozione dell’amianto riguarderà 48 scuole del nord del territorio metropolitano, 41 a sud, 22 a est e 77 nel territorio comunale di Roma.

Consulenza gratuita vittime nelle scuole

L’ONA assicura l’assistenza alle vittime nelle scuole. Si può richiedere una consulenza gratuita attraverso il form o chiamando il numero verde.

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    Roma rischio amianto scuole: l’ONA per la bonifica

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    Amianto nelle scuole

    Roma rischio amianto scuole: riflettori puntati sulla capitale, presso cui l’ONA è operativa già dal 2008. Molti edifici scolastici sono stati oggetto di bonifica nella città di Roma.

    È stato così premiato lo sforzo dell’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Avv. Ezio Bonanni. Un lavoro, quello della bonifica delle scuole, necessario. Inoltre l’ONA continua a tutelare le vittime esposte alla fibra killer con il servizio di consulenza gratuita legale e medica.

    Consulenza Roma rischio amianto scuole

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    Tempo di lettura: 4 minuti

    Roma rischio amianto scuole: XI Commissione Capitolina

    Nonostante l’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni, la problematica dell’amianto nelle scuole non sembrerebbe ancora arginata. Molti cittadini, però, iniziano a riconoscere la gravità del problema e temono per la vita dei propri figli.

    L’Osservatorio Nazionale Amianto parteciperà all’iniziativa e prenderà parte ai lavori per risolvere la situazione amianto, presente ancora in molti edifici scolastici della Capitale.

    Situazione, denunciata dall’associazione stessa dal lontano 2009, e che tutt’oggi non sembra trovare spazio per scrivervi la parola fine.

    Questo appuntamento è stato fortemente voluto dall’On.le Francesco Figliomeni, nonché Consigliere del Comune di Roma con Fratelli d’Italia. Un incontro necessario per spronare a riaprire un dibattito che sembrerebbe ormai dormiente, sulla presenza di materiali cancerogeni all’interno di edifici scolastici ancora frequentati.

    Il fine dell’On.le Figliomeni infatti, è quello di sollecitare le istituzioni ad eseguire operazioni di bonifica e messa in sicurezza delle strutture pubbliche. Anche queste, richieste avanzate da lungo tempo dall’ONA, proprio per tutelare i cittadini.

    Roma rischio amianto scuole: parla l’Avv. Ezio Bonanni

    «Ci auguriamo che dalle parole seguano i fatti. Per l’amianto nelle scuole, come per le buche nelle strade di Roma. Noi il prossimo 20 marzo saremo presenti per continuare a chiedere prima di tutto la messa in sicurezza degli edifici scolastici, e poi la rimozione dei materiali di amianto e contenenti amianto» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

    La bonifica degli edifici pubblici rappresenta infatti per l’ONA uno degli obiettivi primari, per il quale bisogna insistere fino ad ottenere la vittoria. È infatti preoccupante pensare che i nostri figli possano un domani contrarre una patologia asbesto correlata, facendo un’azione così comune come stare seduti tra i banchi di scuola.

    “Daremo il nostro contributo e per chiedere al Comune di Roma e all’amministrazione Raggi l’adeguata applicazione delle norme finalizzate allo smantellamento di amianto dalle strutture pubbliche e scolastiche, eliminando le criticità che possono essere adottate in una logica di superamento del problema”, dichiara Michele Rucco, Segretario Generale dell’ONA, che sarà presente all’incontro di domani rappresentando l’associazione ed incalzando così l’impegno dell’associazione nella lotta contro l’amianto.

    Focus di approfondimento sul rischio amianto

    In seguito alle numerose denunce esposte dall’ONA, è stata effettuata una verifica del numero dei casi di mesotelioma tra il personale docente e non docente e sono stati registrati 63 casi nel comparto istruzione: 41 uomini e 22 donne. A scorrere le categorie professionali, c’è da restare di sasso: 25 insegnanti, 6 bidelli, 5 tecnici di laboratorio e così via.

    Questo lancia un serio allarme non solo per i bambini, adolescenti che frequentano le strutture pubbliche contaminate, la minaccia infatti incombe anche sul personale degli edifici scolastici.

    Nel corso degli anni, il numero dei casi di mesotelioma è aumentato. L’ amianto nelle scuole era presente perché veniva adoperato come isolante termico e antincendio, come è avvenuto a lungo in tutti gli edifici pubblici.

    Nelle scuole, l’amianto era presente anche nei cartoni e nei tessuti d’amianto nei laboratori tecnici e artigianali e prima che venisse commercializzato sotto forma di panetto premiscelato e pronto all’uso perfino il Das, nel quale è stato trovato il crisotilo.

    Speriamo quindi che alla luce dell’incontro che avverrà domani, qualcosa possa cambiare in modo da tranquillizzare le famiglie, gli insegnanti e il resto del personale impiegato nelle scuole, costretti a convivere con l’incubo di doversi ammalare pur avendo come unica colpa quella di compiere il proprio dovere.

    Scuole amianto, condannato il Ministero dell’Istruzione

    La professoressa Olga Mariasofia D’Emilio, ha inalato la fibra killer dove insegnava, nella scuola media Farini di Bologna, per oltre 10 anni. Il 17 maggio 2002 gli è stato diagnosticato un mesotelioma pleurico. L’esposizione all’amianto è stata identificata da dottor Arturo Cianciosi, medico legale ONA. Da qui si è partiti per il ricorso.

    La sentenza è arrivata nel dicembre 2021, quasi 4 anni dopo la morte della donna. La famiglia della professoressa è stata risarcita per 930mila euro. Il Tribunale di Bologna ha condannato il Ministero dell’Istruzione a pagare l’ingente somma, proprio per la mancata bonifica dell’istituto scolastico.

    Una sentenza storica“, ha dichiarato il presidente dell’ONA, che è sicuro che questo risultato sarà utilizzato in tanti procedimenti simili, anche a Roma.

    Consulenza gratuita ONA dedicata alle vittime

    L’ONA e l’Avvocato Bonanni garantiscono alle vittime esposte ad amianto e ai loro familiari l’assistenza medica e l’assistenza legale. Per avere maggiori informazioni e richiedere la consulenza basta chiamare il numero verde o compilare il form.

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      Sport scuola ambiente amianto: prevenzione primaria

      Coni Sport
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      Sport scuola ambiente amianto: la prevenzione primaria è il punto di partenza. Questo è il punto chiave che anche il CONI ha ribadito al Ministro dell’Ambiente quando fu sottoscritto il protocollo nel maggio del 2019.

      Il successivo 30.05.2019, si è celebrata la conferenza ONA, alla quale è intervenuto anche l’Avv. Ezio Bonanni e il presidente del CONI Giovanni Malagò.

      Il protocollo d’intesa Ministero dell’Ambiente e CONI

      La recente sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra Ministero dell’ambiente, CONI e nuova Agenzia Sport e Salute (maggio 2019). Infatti, il protocollo è “Per la sensibilizzazione sulle tematiche ambientali legate allo sviluppo sostenibile”. Si apre, così, a tre ordini di problemi.

      Ovvero, l’esigenza che soggetti come le Associazioni Benemerite con precipuo ruolo di promotrici di valori etici e sociali. In questo modo, è coinvolto anche ONA Fairplay. Il tutto grazie all’impegno del Dott. Ruggero Alcanterini.

      La “plastic free” ed altri obiettivi come il risparmio energetico e delle risorse naturali, a partire dall’acqua, sono condivisibili. Tuttavia, questi non possono essere temi che escludono quelli della tutela dello sport.

      Importante anche l’attività sportiva, ovvero le attività scolare e prescolare.

      Sul punto, vi è un’azione sinergica di ONA con il CONI, ferme le rispettive competenze. Per questo motivo, il Dott. Ruggero Alcanterini insiste perché il Governo Nazionale assuma gli impegni dovuti a tutela dello sport. 

      In particolare, è necessaria la presa d’impegno globale per le risorse necessarie per gli impianti sportivi e per le attività del CONI. Senza entrare nel merito delle recenti modifiche legislative. Tuttavia, l’impegno del Governo in favore dello sport, avrebbe ricadute importanti.

      Infatti, intensificare l’attività sportiva sarebbe fondamentale per la prevenzione di alcune malattie come, per esempio, il diabete e i danni cardiaci.

      Per cui, è fondamentale che il Governo affronti il gravissimo problema ambientale e di salute pubblica legato alla presenza di amianto. In particolare, al rischio esponenziale di esposizione nelle strutture sportive pubbliche e private.

      C’è un rischio complessivo, anche per quanto riguarda i plessi scolastici, come anche le palestre delle scuole. Per tali motivi, è condivisibile l’azione dell’ONA, finalizzata alla bonifica anche degli impianti sportivi.

      ONA news: Amianto nelle scuole, un pericolo ancora presente

      La prima puntata di ONA news, è stata dedicata al tema  “Amianto nelle scuole, un pericolo ancora presente”. Questo tema è stato approfondito anche con riferimento alle palestre negli istituti scolastici.

      Mai esplicitamente aperti alla problematica amianto

      AmiantoSempre sulla base dei contenuti del Protocollo, potenzialmente ma non esplicitamente aperti alla grave problematica derivante dall’amianto.

      Il tema dell’amianto, infatti, non può essere dimenticato dal Governo.

      Ruggero Alcanterini ed Ezio Bonanni insieme per la bonifica

      Posto che in base ai monitoraggi acquisiti le percentuali di contaminazione da fibre di asbesto raggiungono punte del 78% (scuole) e dell’82% (impianti sportivi), si deve affrontare il problema.

      Per cui, l’Osservatorio Nazionale Amianto e il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, tramite i Presidenti Ezio Bonanni e Ruggero Alcanterini, rinnovano l’appello al Governo. Anche al Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa, perché, dopo un investimento sulla scuola, siano messi in sicurezza anche gli impianti sportivi.

      Si chiede che il Ministro Costa affronti con criterio di priorità questo problema. Nel maggio del 2019, il Ministro Costa ha dichiarato: “Investiamo oltre 1,5 milioni di euro e le nostre conoscenze tecniche per trasformare lo sport nel miglior testimonial ecologico e plastic free”.

      Il protocollo di intesa del 19.04.2019, è stato sottoscritto presso il Ministero dell’Ambiente. In questo protocollo, si fa riferimento alla “valorizzazione della natura e della diffusione delle buone pratiche ecologiste e specificatamente plastic free su cui tanto stiamo lavorando”.

      Così ha dichiarato il ministro Sergio Costa. Questi ha esaltato lo sport nelle sue potenzialità, che è diffuso  dai giovanissimi agli adulti, possiamo renderci conto che questo protocollo ci permetterà di compiere un cambiamento potenziale di sensibilità in milioni di italiani”.

      Il Ministro Costa ha esaltato il binomio cultura sportiva e ambientale”.

      Proprio per questo l’ONA esprime fiducia nel Ministro dell’Ambiente Generale Sergio Costa.

      Infatti, fa riferimento all’investimento di 1,5mln di euro che, però, l’ONA ritiene insufficienti, anche se fosse tutto circoscritto alla “collaborazione continua tra mondo dell’ambiente e dello sport”.

      Un accordo tra Sport e Ministro dell’Ambiente

      L’accordo sancisce la collaborazione nella realizzazione di attività ed iniziative. Il Ministero metterà a disposizione il proprio know how di competenze specifiche e tecniche. Ci sarà un finanziamento complessivo di oltre 1,5 milioni di euro e avrà la durata di 5 anni.sport

      Il Coni e la sua società di organizzazione eventi si impegnano a promuovere una serie di iniziative.

      Tra queste, in particolare, la sensibilizzazione dei temi legati con gli obiettivi della “Agenda 2030”. Quest’ultima sullo Sviluppo sostenibile, di incentivare la formazione. Questo programma riguarderà dirigenti, tecnici, operatori del settore sportivo, affinché la tutela dell’ambiente venga considerata con un approccio multidisciplinare.

      Il tutto, in un’ottica di economia circolare, di promuovere relazioni e partenariati con Federazioni ed Enti di promozione sportiva, Amministrazioni, enti di ricerca, università. Ciò per la diffusione di una cultura della salvaguardia della biodiversità e della riduzione dell’impatto ambientale in tutti gli eventi sportivi.

      Ma anche di valorizzare il ruolo delle istituzioni no profit sportive e dei volontari attivi in questo settore. Sono state premiate le migliori pratiche di integrazione degli obiettivi ambientali nello sport. Con una particolare attenzione alle iniziative sportive che coinvolgono le fasce più deboli e marginali di giovani.

      Le conclusioni e i programmi dell’ONA: bonificare

      Nello sport, come nella scuola, occorre bonificare. Questo il programma di sport scuola ambiente amianto. Così, il cavallo di battaglia dell’ONA rimane quello della prevenzione primaria.

      In più, la tutela delle vittime, cioè, di coloro che, purtroppo, si sono ammalati, perché l’amianto è un cancerogeno perfetto. Anche poche fibre possono essere mortali. L’Avv. Ezio Bonanni ha denunciato questa condizione di rischio diffusa:

      Infatti, come chiarito dallo IARC nell’ultima monografia, l’amianto provoca una serie di patologie molto gravi. Non solo il mesotelioma, ma anche tumori del polmone e altri gravi cancri.

      ONA News: Uranio impoverito e danni alla salute

      Uranio Impoverito

      L’Osservatorio Nazionale Amianto ha pubblicato il quarto appuntamento di ONA TV con ONA News: uranio impoverito.

      ONA News: il nuovo strumento di comunicazione ONA

      ONA News – ONA Tv è il nuovo strumento di comunicazione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione di categoria delle vittime dell’amianto e di altri cancerogeni.

      L’ONA attraverso questo nuovo format, intende portare l’attenzione del pubblico sulle principali problematiche sanitarie e ambientali che affliggono gli italiani.

      Tra queste troviamo l’esposizione a polvere e fibre di amianto e ad altri cancerogeni. Proprio come accade per i militari italiani esposti ad uranio impoverito durante le missioni estere.

      ONA News: uranio impoverito la battaglia dei nostri militari

      Finalmente è online l’episodio registrato il 27 ottobre 2020. Ovvero, il quarto appuntamento di ONA TV intitolato “ONA News: Uranio impoverito, la dura battaglia dei militari italiani”.

      Dura battaglia dei militari contro l’uranio impoverito

      Nella trasmissione di ONA TV, il Dott. Massimo Maria Amorosini, Giornalista e conduttore televisivo, ha riepilogato i dati ONA. Ed in più, le condizioni di rischio multiplo dei nostri militari.

      Non solo l’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito, ma anche vaccini contaminati e pratiche vaccinali errate. In più, ancora, minerali di amianto. Tant’è vero che, come detto, nella relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018, si fa riferimento a tutti questi cancerogeni.

      In tale relazione finale della Commissione presieduta dall’On.le Scanu, si richiama, infatti, prima la questione delle radiazioni ionizzanti e, poi, quella dell’amianto.

      L’epidemia di malattie asbesto correlate, ed in particolare, di mesoteliomi, è confermata anche dal VII Rapporto mesoteliomi. Si fa riferimento agli 830 casi di mesotelioma nelle Forze Armate. Il tutto, dimostra, dunque, che ci fu un sinergismo.

      Massimo Maria Amorosini: il dramma dell’uranio impoverito

      Il conduttore di ONA TV, come si evince dal video sottostante, ha introdotto il tema ed il problema.

      I dati ONA sono significativi, e confermano che ci sono circa 381 casi di decessi per malattie da uranio impoverito. Hanno colpito i nostri militari al rientro dalle loro missioni.

      Poi, il sinergismo, il potenziamento degli effetti cancerogeni, il fatto stesso che i nostri militari non sono stati informati. È mancata l’applicazione del principio di precauzione, di valutazione del rischio e di informazione:

      Gli ospiti di ONA TV sull’uranio impoverito  

      Alla puntata amianto ONA news, dedicata all’uranio impoverito, sono intervenuti ospiti qualificati:

      • Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA.
      • Dott. Pasquale Montilla, componente del Comitato Tecnico Scientifico ONA.
      • Lorenzo Motta, Coordinatore Dipartimento di tutela delle vittime del dovere ONA.
      ONA News: Uranio impoverito

      L’Avv. Ezio Bonanni: diritti delle vittime

      Le vittime hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio. Non solo, ma tenuto conto anche delle particolari condizioni ambientali ed operative, anche al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

      Più che vittima del dovere, siamo di fronte ad equiparati alle vittime del dovere, ai sensi dell’art. 1, co. 564, L. 266/05.

      Sotto questo punto di vista, c’è tutta una problematica specifica legata all’uranio impoverito:

      C’è, infatti, il problema della pratica vaccinale errata:

      Per questi motivi, le vittime dell’uranio impoverito, e anche dei vaccini, hanno diritto anche al risarcimento del danno:

      Il risarcimento spetta anche alle vittime dei vaccini contaminati e somministrati in modo errato:

      Lorenzo Motta: la sua storia umana e giudiziaria

      Lorenzo racconta la sua storia. Era fiducioso nell’arruolarsi nella Marina Militare Italiana e lo consiglia ancora per i giovani. Lealtà ed onore, sono profili fondamentali cui tiene Lorenzo, e cerca di istillare ai giovani.

      Eppure, la Marina Militare è stata matrigna!

      Amianto, pratica vaccinale errata e nanoparticelle per utilizzo di proiettili a uranio impoverito e, quindi, radiazioni. Si ammala di linfoma di Hodgkin.

      Ma non solo, il linfoma di Hodgkin è la conseguenza dell’esposizione ad uranio e, al tempo stesso, delle pratiche vaccinali:

      Per questi motivi, il Prof. Giancarlo Ugazio, è autore di due importanti studi pubblicati su questo giornale:

      Per questi motivi, dunque, Lorenzo ha raccontato la sua storia sulla quale è intervenuto anche l’oncologo Dott. Pasquale Montilla.

      Sono, ancora, in corso le azioni giudiziarie di Lorenzo Motta, e sono state oggetto anche di denuncia da parte dall’Avv. Ezio Bonanni presso la Commissione Uranio Impoverito.

      La scheda tecnica sui proiettili all’uranio impoverito

      Al fine di tutelare la salute dei nostri militari, per l’ONA è fondamentale che essi vengano protetti da tutti i rischi. Compresi quelli dovuti all’esposizione a nanoparticelle

      Situazione di rischio abbastanza frequente nei territori balcanici e in altri teatri di guerra come per esempio il Kosovo.

      Il proiettile uranio impoverito è stato ampiamente utilizzato nei Balcani e nel Golfo. È stato prodotto con il c.d. uranio impoverito. Un metallo pesante definito uranio depleto, chimicamente l’U238.

      La maggior parte degli isotopi radioattivi nell’U238 è stata rimossa con un complesso processo nucleare. Essendo un sottoprodotto dell’uranio arricchito, questo metallo, chimicamente modificato. In questo modo, la radioattività è inferiore del 40% rispetto a quella dell’U238.

      Proiettile uranio impoverito

      Nella fabbricazione del proiettile DU è determinante anche una percentuale di plutonio.

      La presenza del plutonio e dell’uranio impoverito, rende questi proiettili particolari. Infatti, al momento dell’esplosione, come chiarito nel corso della trasmissione, sviluppano una temperatura di, almeno, 2.500 gradi. 

      L’impatto e la relativa esplosione di plutonio ed uranio, scatena la reazione atomica che eleva la temperatura del punto di contatto del proiettile. Così, con 2.500 gradi centigradi, anche la corazza del carro armato è penetrata. Nell’atto della penetrazione, il proiettile è in grado di sfondare e fondere la corazza.

      Esplosione carro armato

      Una parte dell’uranio impoverito si dissolve nell’aria. Questo proiettile all’uranio impoverito, di circa 30cm è in dotazione agli aerei americani A-10. Ogni quattro proiettili normali o al tungsteno, le quattro mitragliatrici rotanti dei velivoli sparano un proiettile DU.

      Sono a maggior rischio i reparti dell’Esercito, dell’Aviazione e della Marina Militare. Considerando anche coloro che sono stati impiegati in missioni di pace.

      Carlo Calcagni: il Colonnello dell’Esercito

      Carlo Calcagni è Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano. Già paracadutista, pilota ed istruttore di volo di elicotteri. Nel corso della missione di peacekeping in Bosnia, è contaminato da sostanze tossiche e radioattive. Nel suo corpo sono stati trovati 28 metalli pesanti tra cui due radioattivi.

      Per questi motivi, da circa 18 anni, è costretto a sottoporsi ad invasive terapie farmacologiche. I metalli pesanti, anche le polveri di amianto (i proiettili hanno polverizzato anche il cemento amianto), hanno provocato danni biologici. Quindi, ora è afflitto da lesioni multiorgano, neurodegenerativa, cronica, progressiva e irreversibile. 

      Nella quinta puntata di ONA TV Vittime del dovere – serve maggiore attenzione”,  è intervenuto il Colonnello Carlo Calcagni. Il Colonnello combatte la sua battaglia per la vita, per sé e per gli altri.

      È considerato, infatti, un miracolo vivente e, nel corso della trasmissione “Vittime del dovere – serve maggiore attenzione”,  ha raccontato la sua storia. L’ONA, in ordine alla vicenda del Colonnello, si è attivata per chiedere lumi al Ministero della Difesa.

      La storia di Carlo Calcagni è, ora, narrata in un docufilm. È un atleta paralimpico, con un palmares eccezionale. Il Colonnello, proprio nello sport, ha trovato la modalità per esprimere la forza di volontà. Ha affrontato e vinto sfide ciclistiche impossibili.

      Colonnello Carlo Calcagni

      Il motto del Colonnello: “mai arrendersi”. L’ONA e Carlo Calcagni combattono insieme una importante battaglia, la tutela della vita di tutti i militari, compresa quella dei loro familiari.

      Nella quinta puntata della trasmissione ONA, il Colonnello Calcagni ha rilasciato significative dichiarazioni. Ha narrato quanto ha vissuto durante la missione nei Balcani, insieme al calvario per il riconoscimento dei benefici di equiparato alle vittime del dovere.

      L’intervento di Paola Santospirito e il rischio dei familiari

      Anche i familiari corrono rischi per la salute. Lo ha ricordato in trasmissione l’Avv. Ezio Bonanni. Ha riepilogato il contenuto della sua audizione alla Commissione uranio impoverito. In quella sede, ha fatto riferimento ai numerosi casi dei familiari delle vittime. 

      Ciò è riportato nella stessa relazione finale della Commissione d’Inchiesta della Camera dei Deputati. È una prova inoppugnabile, quindi, le tesi della Sig.ra Santospirito Paola non sono infondate.

      Quindi, l’ONA insiste anche per la tutela dei familiari. Anche i familiari di coloro che sono dipendenti del Ministero hanno dei danni alla salute e devono ricevere tutela.

      Dott. Pasquale Montilla e la conferma delle tesi dell’ONA

      Il Dott. Pasquale Montilla, oncologo ONA, ha chiarito che la pratica vaccinale crea dei problemi. In particolare, quella multipla praticata dai nostri militari. Allo stesso modo, le nanoparticelle di metalli pesanti e anche le fibre di amianto per l’utilizzo di proiettili ad uranio impoverito.

      Ecco perché il Dott. Pasquale Montilla ha elaborato un particolare protocollo, detto protocollo Montilla

      Questo protocollo è molto importante, poiché permette una valutazione clinico-tossicologica. Ciò è molto importante, ed è quello che è mancato per i nostri militari.

      Per questo motivo, è in corso l’attività dell’ONA, per la tutela dei nostri militari impiegati nelle missioni.

      Già i primi risultati risultano positivi. Lo stesso Lorenzo Motta, sottoposto al protocollo Montilla, ha i primi benefici dalla terapia.

      La tutela dell’ONA per le vittime di uranio impoverito

      L’associazione per tutelare le vittime di uranio impoverito, ha istituito uno speciale dipartimento coordinato da Lorenzo Motta.

      Il dipartimento si rende disponibile ad accogliere tutte le richieste di consulenza gratuita attraverso il formulario nella pagina oppure attraverso il servizio di numero verde 800 034 294.