ONA News: Uranio impoverito e danni alla salute

Uranio Impoverito

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha pubblicato il quarto appuntamento di ONA TV con ONA News: uranio impoverito.

ONA News: il nuovo strumento di comunicazione ONA

ONA News – ONA Tv è il nuovo strumento di comunicazione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, associazione di categoria delle vittime dell’amianto e di altri cancerogeni.

L’ONA attraverso questo nuovo format, intende portare l’attenzione del pubblico sulle principali problematiche sanitarie e ambientali che affliggono gli italiani.

Tra queste troviamo l’esposizione a polvere e fibre di amianto e ad altri cancerogeni. Proprio come accade per i militari italiani esposti ad uranio impoverito durante le missioni estere.

ONA News: uranio impoverito la battaglia dei nostri militari

Finalmente è online l’episodio registrato il 27 ottobre 2020. Ovvero, il quarto appuntamento di ONA TV intitolato “ONA News: Uranio impoverito, la dura battaglia dei militari italiani”.

Dura battaglia dei militari contro l’uranio impoverito

Nella trasmissione di ONA TV, il Dott. Massimo Maria Amorosini, Giornalista e conduttore televisivo, ha riepilogato i dati ONA. Ed in più, le condizioni di rischio multiplo dei nostri militari.

Non solo l’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito, ma anche vaccini contaminati e pratiche vaccinali errate. In più, ancora, minerali di amianto. Tant’è vero che, come detto, nella relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018, si fa riferimento a tutti questi cancerogeni.

In tale relazione finale della Commissione presieduta dall’On.le Scanu, si richiama, infatti, prima la questione delle radiazioni ionizzanti e, poi, quella dell’amianto.

L’epidemia di malattie asbesto correlate, ed in particolare, di mesoteliomi, è confermata anche dal VI Rapporto mesoteliomi. Si fa riferimento agli 830 casi di mesotelioma nelle Forze Armate. Il tutto, dimostra, dunque, che ci fu un sinergismo.

Massimo Maria Amorosini: il dramma dell’uranio impoverito

Il conduttore di ONA TV, come si evince dal video sottostante, ha introdotto il tema ed il problema.

I dati ONA sono significativi, e confermano che ci sono circa 381 casi di decessi per malattie da uranio impoverito. Hanno colpito i nostri militari al rientro dalle loro missioni.

Poi, il sinergismo, il potenziamento degli effetti cancerogeni, il fatto stesso che i nostri militari non sono stati informati. È mancata l’applicazione del principio di precauzione, di valutazione del rischio e di informazione:

Gli ospiti di ONA TV sull’uranio impoverito  

Alla puntata amianto ONA news, dedicata all’uranio impoverito, sono intervenuti ospiti qualificati:

  • Avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA.
  • Dott. Pasquale Montilla, componente del Comitato Tecnico Scientifico ONA.
  • Lorenzo Motta, Coordinatore Dipartimento di tutela delle vittime del dovere ONA.

La quarta puntata della trasmissione può essere consultata al seguente link: https://youtu.be/ZKS43mJDoJ0

ONA News: Uranio impoverito

L’Avv. Ezio Bonanni: diritti delle vittime

Le vittime hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio. Non solo, ma tenuto conto anche delle particolari condizioni ambientali ed operative, anche al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

Più che vittima del dovere, siamo di fronte ad equiparati alle vittime del dovere, ai sensi dell’art. 1, co. 564, L. 266/05.

Sotto questo punto di vista, c’è tutta una problematica specifica legata all’uranio impoverito:

C’è, infatti, il problema della pratica vaccinale errata:

Per questi motivi, le vittime dell’uranio impoverito, e anche dei vaccini, hanno diritto anche al risarcimento del danno:

Il risarcimento spetta anche alle vittime dei vaccini contaminati e somministrati in modo errato:

Lorenzo Motta: la sua storia umana e giudiziaria

Lorenzo racconta la sua storia. Era fiducioso nell’arruolarsi nella Marina Militare Italiana e lo consiglia ancora per i giovani. Lealtà ed onore, sono profili fondamentali cui tiene Lorenzo, e cerca di istillare ai giovani.

Eppure, la Marina Militare è stata matrigna!

Amianto, pratica vaccinale errata e nanoparticelle per utilizzo di proiettili a uranio impoverito e, quindi, radiazioni. Si ammala di linfoma di Hodgkin.

Ma non solo, il linfoma di Hodgkin è la conseguenza dell’esposizione ad uranio e, al tempo stesso, delle pratiche vaccinali:

Per questi motivi, il Prof. Giancarlo Ugazio, è autore di due importanti studi pubblicati su questo giornale:

Per questi motivi, dunque, Lorenzo ha raccontato la sua storia sulla quale è intervenuto anche l’oncologo Dott. Pasquale Montilla.

Sono, ancora, in corso le azioni giudiziarie di Lorenzo Motta, e sono state oggetto anche di denuncia da parte dall’Avv. Ezio Bonanni presso la Commissione Uranio Impoverito.

La scheda tecnica sui proiettili all’uranio impoverito

Al fine di tutelare la salute dei nostri militari, per l’ONA è fondamentale che essi vengano protetti da tutti i rischi. Compresi quelli dovuti all’esposizione a nanoparticelle

Situazione di rischio abbastanza frequente nei territori balcanici e in altri teatri di guerra come per esempio il Kosovo.

Il proiettile uranio impoverito è stato ampiamente utilizzato nei Balcani e nel Golfo. È stato prodotto con il c.d. uranio impoverito. Un metallo pesante definito uranio depleto, chimicamente l’U238.

La maggior parte degli isotopi radioattivi nell’U238 è stata rimossa con un complesso processo nucleare. Essendo un sottoprodotto dell’uranio arricchito, questo metallo, chimicamente modificato. In questo modo, la radioattività è inferiore del 40% rispetto a quella dell’U238.

Proiettile uranio impoverito

Nella fabbricazione del proiettile DU è determinante anche una percentuale di plutonio.

La presenza del plutonio e dell’uranio impoverito, rende questi proiettili particolari. Infatti, al momento dell’esplosione, come chiarito nel corso della trasmissione, sviluppano una temperatura di, almeno, 2.500 gradi. 

L’impatto e la relativa esplosione di plutonio ed uranio, scatena la reazione atomica che eleva la temperatura del punto di contatto del proiettile. Così, con 2.500 gradi centigradi, anche la corazza del carro armato è penetrata. Nell’atto della penetrazione, il proiettile è in grado di sfondare e fondere la corazza.

Esplosione carro armato

Una parte dell’uranio impoverito si dissolve nell’aria. Questo proiettile all’uranio impoverito, di circa 30cm è in dotazione agli aerei americani A-10. Ogni quattro proiettili normali o al tungsteno, le quattro mitragliatrici rotanti dei velivoli sparano un proiettile DU.

Sono a maggior rischio i reparti dell’Esercito, dell’Aviazione e della Marina Militare. Considerando anche coloro che sono stati impiegati in missioni di pace.

Carlo Calcagni: il Colonnello

Carlo Calcagni è Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano. Già paracadutista, pilota ed istruttore di volo di elicotteri. Nel corso della missione di peacekeping in Bosnia, è contaminato da sostanze tossiche e radioattive. Nel suo corpo sono stati trovati 28 metalli pesanti tra cui due radioattivi.

Per questi motivi, da circa 18 anni, è costretto a sottoporsi ad invasive terapie farmacologiche. I metalli pesanti, anche le polveri di amianto (i proiettili hanno polverizzato anche il cemento amianto), hanno provocato danni biologici. Quindi, ora è afflitto da lesioni multiorgano, neurodegenerativa, cronica, progressiva e irreversibile. 

Nella quinta puntata di ONA TV Vittime del dovere – serve maggiore attenzione”,  è intervenuto il Colonnello Carlo Calcagni. Il Colonnello combatte la sua battaglia per la vita, per sé e per gli altri.

È considerato, infatti, un miracolo vivente e, nel corso della trasmissione “Vittime del dovere – serve maggiore attenzione”,  ha raccontato la sua storia. L’ONA, in ordine alla vicenda del Colonnello, si è attivata per chiedere lumi al Ministero della Difesa.

La storia di Carlo Calcagni è, ora, narrata in un docufilm. È un atleta paralimpico, con un palmares eccezionale. Il Colonnello, proprio nello sport, ha trovato la modalità per esprimere la forza di volontà. Ha affrontato e vinto sfide ciclistiche impossibili.

Il motto del Colonnello: “mai arrendersi”. L’ONA e Carlo Calcagni combattono insieme una importante battaglia, la tutela della vita di tutti i militari, compresa quella dei loro familiari.Colonnello Carlo Calcagni

Nella quinta puntata della trasmissione ONA, il Colonnello Calcagni ha rilasciato significative dichiarazioni. Ha narrato quanto ha vissuto durante la missione nei Balcani, insieme al calvario per il riconoscimento dei benefici di equiparato alle vittime del dovere.

L’intervento di Paola Santospirito e il rischio dei familiari

Anche i familiari corrono rischi per la salute. Lo ha ricordato in trasmissione l’Avv. Ezio Bonanni. Ha riepilogato il contenuto della sua audizione alla Commissione uranio impoverito. In quella sede, ha fatto riferimento ai numerosi casi dei familiari delle vittime. 

Ciò è riportato nella stessa relazione finale della Commissione d’Inchiesta della Camera dei Deputati. È una prova inoppugnabile, quindi, le tesi della Sig.ra Santospirito Paola non sono infondate.

Quindi, l’ONA insiste anche per la tutela dei familiari. Anche i familiari di coloro che sono dipendenti del Ministero hanno dei danni alla salute e devono ricevere tutela.

Dott. Pasquale Montilla e la conferma delle tesi dell’ONA

Il Dott. Pasquale Montilla, oncologo ONA, ha chiarito che la pratica vaccinale crea dei problemi. In particolare, quella multipla praticata dai nostri militari. Allo stesso modo, le nanoparticelle di metalli pesanti e anche le fibre di amianto per l’utilizzo di proiettili ad uranio impoverito.

Ecco perché il Dott. Pasquale Montilla ha elaborato un particolare protocollo, detto protocollo Montilla

Questo protocollo è molto importante, poiché permette una valutazione clinico-tossicologica. Ciò è molto importante, ed è quello che è mancato per i nostri militari.

Per questo motivo, è in corso l’attività dell’ONA, per la tutela dei nostri militari impiegati nelle missioni.

Già i primi risultati risultano positivi. Lo stesso Lorenzo Motta, sottoposto al protocollo Montilla, ha i primi benefici dalla terapia.

La tutela dell’ONA per le vittime di uranio impoverito

L’associazione per tutelare le vittime di uranio impoverito, ha istituito uno speciale dipartimento coordinato da Lorenzo Motta.

Il dipartimento si rende disponibile ad accogliere tutte le richieste di consulenza gratuita attraverso il formulario in basso, oppure, attraverso il servizio di numero verde 800 034 294.

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