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Assistenza ai malati oncologici, la missione della Fondazione Ant

assistenza
La dottoressa Raffaella Pannuti, presidente di Ant Italia onlus, con in mano la monna lisa pelata

L’assistenza domiciliare come forma di cura

Assistenza domiciliare ai malati oncologici: alleviare la sofferenza e lasciare il paziente vicino ai propri cari.

L’11 marzo scorso l’Ona – Osservatorio nazionale amianto Bologna e la Fondazione Ant Italia onlus hanno organizzato un convegno per affrontare il tema dell’asbesto. Un minerale molto utilizzato fino alla sua messa al bando, ma purtroppo altamente cancerogeno che ha causato mesotelioma e altri tumori, come pure tutta una serie di malattie asbesto correlate.

L’evento si è tenuto nella sede dell’Ant e uno degli interventi principali è stato quello della presidente, Raffaella Pannuti, che ha sottolineato come sia importante l’assistenza domiciliare ai pazienti oncologici in tutte le fasi della malattia. L’abbiamo raggiunta la telefono per approfondire la nascita della Fondazione, che svolge un ruolo così importante, e quali sono gli obiettivi per il futuro.

“La solitudine è la più grande alleata della sofferenza, diceva mio padre – ci ha detto Pannuti – Se la famiglia del paziente e lo stesso malato vengono abbandonati a loro stessi la sofferenza è moltiplicata: diventa sofferenza non solo fisica, ma anche psicologica e sociale. Quando si parla di eutanasia penso sempre ai pazienti che quando conoscono i nostri professionisti esprimono a volte la volontà di farla finita. Quando però si sta loro vicini, si assistono nelle cure palliative, con una reale assistenza domiciliare allora in molti tornano sui loro passi. Questo lo dico ovviamente rispettando le idee di tutti”.

Lei raccoglie il testimone di suo padre, il professor Franco Pannuti, che fondò l’Ant nel 1978. Quali sono i suoi insegnamenti?

“Due cose mi ha tramandato: l’importanza dell’umiltà e dell’onestà: 2 valori che mi ha trasmesso. Ha rilasciato una dichiarazione che mi commuove sempre: ‘Non so se mia figlia sarà in grado di guidare la fondazione dal punto di vista operativo, ma sono convinto che sarà garante dell’idea dell’Eubiosia’, che significa qualità della vita. Lui ci ha sempre creduto e spero che il tempo abbia dimostrato che aveva ragione. Quei valori sono stati portati avanti come lui ci ha insegnato.

Anche questa mattina ho detto ai miei operatori sanitari: il regalo più grande che possiamo fare a mio padre è portare avanti l’Ant. A volte il passaggio generazionale crea un grande vuoto e mancando la figura forte di riferimento le associazioni possono sfaldarsi. Questo ci tengo che non accada mai: mio padre è morto un venerdì, il lunedì successivo eravamo tutti a lavorare, senza interruzione del servizio. Non ci siamo mai chiesti: adesso cosa faccio”.

Assistenza, dove è nata la volontà di aiutare i malati oncologici?

“Il primo assistito – ha raccontato ancora Pannuti – è stato mio nonno. Mio padre era il medico e c’era un’infermiera che lo assisteva in casa: da lì è partito tutto. L’Ant ha permeato la mia vita familiare ed è riuscita a portare quel sistema di assistenza domiciliare ad altre 144mila persone”.

Oltre all’assistenza l’Ant si occupa anche della ricerca clinica. In che modo?

La Fondazione Ant è impegnata nel promuovere e realizzare progetti in ambito oncologico, psico-oncologico e di cure palliative. L’obiettivo è sempre quello di migliorare costantemente la qualità delle cure rivolte ai malati di tumore.

“La ricerca clinica – ha concluso la presidente – è fondamentale perché alla base di un modello assistenziale. In questo senso lavoriamo anche a livello europeo, per creare le basi per il nostro modello di assistenza e anche per implementarlo. La società, infatti, cambia, si evolve e non si può restare fermi. Non utilizziamo famaci innovativi sui nostri pazienti, ma cerchiamo di migliorare l’uso di quelli che già ci sono per la gestione del dolore. Affinchè la qualità di vita possa essere sempre più accettabile. La ricerca quindi è finalizzata a migliorare il modello di assistenza e anche la comunicazione tra medici e familiari.

La Fondazione Ant è un ospedale senza muri che ogni giorno cura gratuitamente a domicilio 3.000 malati di tumore in 29 province in 11 regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Basilicata, Puglia, Umbria). È stata tra i pionieri dell’assistenza sanitaria domiciliare in Italia e anche in questi ultimi due anni, con l’epidemia da Covid 19, è sempre stata in prima fila, non in corsia ma nelle case delle persone. Conta 170 sedi in tutta la Penisola.

L’amianto e le finalità dell’Ona

L’amianto, come ribadito anche durante il convegno a Bologna, dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona, è un killer silenzioso. Per decenni le aziende hanno continuato ad utilizzarlo nonostante se ne conoscesse la pericolosità e adesso continua a mietere vittime. Anche 30 anni dopo dalla sua messa al bando. È subdolo: anche poche fibre inalate possono causare danni. Le malattie possono manifestarsi anche dopo 30 o 40 anni.

L’unico modo per fermare la strage, ha spiegato più volte Bonanni, anche nel “Libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022” è quello di bonificare. Per questo l’Ona ha creato anche una App per le segnalazioni. Per realizzare una mappatura completa dei siti contaminati.

Transizione ecologica, l’Ona insieme al Miur verso l’obiettivo

onduline amianto
tetto onduline di amianto

L’Osservatorio nazionale amianto farà parte della “Green Community” del Ministero dell’Istruzione. Insieme contribuiranno a realizzare la transizione ecologica prevista dall’Agenda 2030 dell’Organizzazione delle nazioni unite.

L’Ona è stato selezionato insieme ad altre associazioni per 2 progetti presentati per le scuole. L’associazione si impegna a realizzare attività di educazione ambientale con esperti e ad eleminare l’amianto dagli istituti scolastici.

La transizione ecologica passa anche dalla rimozione dell’amianto

L’amianto utilizzato in Italia almeno fino al 1992 (anno della sua messa al bando), nonostante se ne conoscesse la pericolosità, è ancora un grave problema.

Le bonifiche sono in ritardo e l’eternit (cemento amianto) è presente ancora in numerosi edifici pubblici, perfino negli ospedali. L’Osservatorio ed il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, già nel 2012 segnalò il rischio amianto nelle scuole.

Ancora 2292 scuole contaminate dall’amianto

Rischio confermato anche nell’ultimo rapporto ReNaM (il settimo), pubblicato il 14 febbraio 2022, che segnala 121 casi di mesotelioma nel personale docente e non docente. Ma è solo la punta dell’iceberg, perché l’amianto è un potente cancerogeno e provoca molte altre malattie, più comuni, e sempre, purtroppo, altamente lesive, e quasi sempre mortali. Per approfondire i danni dell’amianto è possibile leggere l’ultima pubblicazione del presidente Ona: “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022“.

Secondo le stime Ona, sono ancora 2292 le scuole nelle quali è ancora presente l’asbesto. Gli studenti esposti sono invece 356.900, ai quali si devono aggiungere circa 50mila persone tra personale docente e non docente.

C’è molto da fare perché, ad esempio, la legge 257 del 1992 che ha vietato l’utilizzo dell’amianto è ormai obsoleta. Troppe persone sono ancora oggi a rischio esposizione e non è stata realizzata una mappatura completa dei siti contaminati da cui poi partire per le bonifiche. Per questo motivo l’Osservatorio ha creato una App apposita, per le segnalazioni.

La bonifica ha bisogno di incentivi statali

Il progetto dell’Ona è quello di avviare delle operazioni di bonifica per la salubrità delle scuole attraverso un sistema di incentivi statali anche tramite imprese private vincitrici di appositi appalti.

Vuole anche creare una rete di tecnici, tra cui igienisti, personale medico ed esperti di organizzazione dei sistemi sociali e produttivi. Saranno in grado di sensibilizzare gli studenti sul problema amianto e altri cancerogeni in Italia, anche nella prospettiva del loro inserimento nel mondo del lavoro in un contesto di cultura di sicurezza del lavoro.

Transizione ecologica, obiettivo del Piano RiGenerazione Scuola

La transizione ecologica, che è l’obiettivo del Piano RiGenerazione Scuola del Ministero dell’istruzione, passa anche dalla tutela dell’ambiente e quindi anche dall’eliminazione di tutti gli agenti cancerogeni che danneggiano la salute. “La tutela dell’ambiente e quella della salute – ha spiegato l’avvocato Bonanni – sono indissolubilmente legate e l’una non può prescindere dall’altra”.

Il compito della scuola è fondamentale: si devono educare gli studenti e renderli protagonisti del cambiamento. Con il termine “rigenerazione” viene superato anche il concetto di “resilienza”. Non si tratta più di adattarsi o resistere ai cambiamenti climatici. È tempo di generare un nuovo modo di abitare che guardi “lontano” nel tempo e nello spazio. Nel triennio 2022-2025 le scuole potranno inserire nel curricolo di istituto, le attività relative ai temi della transizione ecologica e culturale.

L’Ona continua, anche con l’opportunità messa in campo dal Ministero dell’Istruzione, la sua missione di sensibilizzazione ed azioni concrete. Per richiedere una consulenza gratuita i lavoratori e i cittadini possono utilizzare lo sportello on-line o contattare il numero verde 800 034 294.

Il dono di Donatella Gimigliano

il dono
Al centro la giornalista Donatella Gimigliano

La giornalista e Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, Donatella Gimigliano, grazie al suo dono, ha ricevuto il Premio “RomaRose – Non solo 8 marzo”. L’evento è alla sua prima edizione e si è svolto presso la Sala Pietro da Cortona, ai Musei Capitolini.

L’ultima sferzata di una realtà sempre più cruda, quella della migrazione biblica in atto da un teatro di guerra improbabile, ma possibile, come drammaticamente si sta rivelando adesso l’Ucraina. Come appena ieri ci traumatizzava l’improvvisa catartica conclusione del dramma afgano, in un folle rigurgitare di altre pessime vicende, vede sempre le donne come salvifico baricentro di un sistema altrimenti irrimediabilmente fuori sesto.

E’ pur vero che si è consolidata l’abitudine quasi rituale di riconoscimenti a scadenze e luoghi debiti, con motivazioni a volte indebite, ma è anche vero che i meriti, quelli veri, sono come i bisogni e alla fine arrivano a dama. E Gimigliano ha un dono, quello di saper supportare le donne che hanno bisogno di aiuto.

“RomaRose – Non solo 8 marzo”

Per questo, la straordinarietà del Premio conferito a Donatella Gimigliano, in Campidoglio, il “ROMA ROSE – NON SOLO 8 MARZO”, consiste nel fatto che chi lo ha ricevuto, valente giornalista di lungo corso, più di altri si è spesa e si spende senza remore per dare sostegno alle donne. A queste eroiche protagoniste di un movimento perenne della salvezza, non di genere ma del genere, quello umano. Che rischia finanche la propria estinzione ad ogni piè sospinto.

Essere contro ogni forma di violenza è un imperativo che riscuote finanche ipocrite condivisioni e poi magari lascia solo chi è sul campo. Con il proprio carico di responsabilità e dolore, spesso con il problema di supplire a necessità elementari. Quelle che il vero volontariato con le mani nude alla fine risolve, anche in nome e per conto di chi il proprio compito istituzionale non sempre lo assolve. Adesso Roma Capitale, attraverso i suoi vertici, il Sindaco Roberto Gualtieri e la Presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, ha mandato un segnale chiaro e forte. Considerando il dono del coraggio e della solidarietà, da parte di Donatella. Un contributo sostanziale al cambiamento, alla transizione etica che urge per la nostra collettività.

Il dono: l’impegno di Gimigliano contro la violenza e il tumore

Il Premio “RomaRose – Non solo 8 marzo”, importante riconoscimento per l’impegno nella realtà del no profit, è stato dunque conferito a Donatella Gimigliano, come capo della comunicazione dell’Associazione Salvamamme e come ideatrice e produttrice, con l’Associazione Consorzio Umanitas, di cui è Presidente, della kermesse tv “Women for Women against ViolenceCamomilla Award”, che mette al centro del racconto i due temi della violenza di genere e del tumore al seno partendo dalle cicatrici e dai segni indelebili che lasciano nelle donne.

Un evento dedicato alle donne per le donne contro la violenza che le colpisce che, però, vuole celebrare la vita e la rinascita con storie di donne sopravvissute al mostro. Mostro che si può trovare “a fianco, ma anche dentro di noi”, grande esempio di forza per quelle più fragili. A tutte viene assegnato il Camomilla Award che s’ispira al fiore di camomilla, simbolo della solidarietà. L’ultima edizione del format tv è andata in onda su Rai Due il 25 novembre in occasione della giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.

All’evento era presente la Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, che ha promosso l’iniziativa con l’obiettivo di “dare voce alla forza che le donne mettono in campo sempre e in ogni settore e riflettere sulle conquiste fatte fino ad ora per la parità di genere”. Con lei il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, l’Assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità, Monica Lucarelli e la Consigliera Regionale, Michela Di Biase.

Il dono, tutte le donne premiate

Nel corso della cerimonia, presentata dalla giornalista Rai Monica Marangoni, è stata premiata inoltre la giornaliste Barbara Carfagna del Tg1. E la giornalista Franca Giansoldati, vaticanista e coordinatrice di “Mind The Gap”, lo speciale del Messaggero contro ogni discriminazione di genere.

Così come Gabriella Palmieri Sandulli, già a capo del Consiglio di Stato, prima donna magistrato al vertice della giustizia sportiva del Coni, Giovanna Melandri, presidente del Maxxi.

E ancora Antonella Polimeni, rettore de la Sapienza Università di Roma, Paola De Nicola, magistrato. Anna Safroncik, attrice di origine ucraina che ha letto un toccante testo contro la guerra che si è abbattuta contro la sua gente. La campionessa Simona Quadarella, vincitrice oro olimpico nuoto a Tokyo. Berta Zezza, capo comunicazione Auditorium Parco della Musica. Simona Agnes, componente Cda Rai, Claudia Gerini, attrice, Emanuela Aureli, personaggio televisivo ed imitatrice. Liana Berishvili, di nazionalità georgiana, medico specializzato in geriatria, si è occupata di persone anziane malate di Covid presso una residenza pubblica a Bergamo. L’operatrice ecologica di Ama Federica Pagotto e le agenti della Polizia Locale di Roma Capitale Nicoletta Nicolosi, Katia Prece e Rosalba Pucciariello.

Bonanni “Giornalista brillante, il suo dono è la forza”

“Donatella è l’esempio di donna – ha commentato l’avvocato Ezio Bonanni – che incarna una visione limpida e lucida e al tempo stesso illuminata. Giornalista esperta e brillante, che trasfonde in questa sua professione quella che era la brillantezza dell’avvocato Gimigliano principe del foro.

Purtroppo venuto a mancare troppo presto non solo all’amore della famiglia ma anche alla professione e all’avvocatura che tanto avrebbe la necessità di avvocati brillanti e con la schiena dritta”.

“Quando Alcanterini mi fece il nome di Donatella – ricorda il presidente Ona – come ufficio stampa dell’Osservatorio Nazionale Amianto, il cognome mi suggerì subito quello dell’illustre principe del foro che io, ancora giovane della professione, avevo apprezzato in alcuni brillanti difese. Era proprio così.

Donatella merita molto, sia come donna che come giornalista, il premio è più che meritato. A lei vanno anche i ringraziamenti delle vittime dell’amianto per la forza e la determinazione con le quali vi dà voce, il suo dono”.

“Energia, eccellenza, e-novation”, il convegno di The Map Report

Energia
energia, eccellenza, e Novation

Si è tenuto oggi pomeriggio, 11 marzo, presso la Camera dei Deputati, un convegno su energia, eccellenza e innovazione promosso da “The Map Report” al quale partecipa anche il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni.

L’evento è stato organizzato dal periodico internazionale sulla sostenibilità assieme al Premio Eccellenza Italiana protagonista, tra l’altro delle Giornate dell’Emigrazione di Asmef che si avvale del patrocinio del Ministero degli Esteri.

In un contesto in cui siamo concentrati sulla guerra in Ucraina e i suoi possibili sviluppi e sulla coda della pandemia, almeno per questa primavera 2022, non si può dimenticare la sfida più grande, quella di salvare il Pianeta e ridurre la povertà. Sfida raccolta da tanti italiani, che si impegnano e che rappresentano il Paese resiliente, l’Italia del Merito e del Talento.

Nasce il Comitato Amici di Papa Francesco

“La guerra – ha detto Massimo Lucidi direttore editoriale di The Map Report e ideatore del Premio che si svolgerà per la nona edizione a Washington Dc e a Roma il 15 ottobre prossimo – è la madre di tutte le politiche insostenibili da contrastare. È la più grande offesa che l’Uomo possa muovere a Madre Terra ed è inaccettabile, incomprensibile, inspiegabile pensare di avere un conflitto così terribile nel 2022″.

Anche per questo, senza dimenticare gli altri obiettivi “abbiamo chiesto ai nostri Amici a riconoscersi vicini a Papa Francesco. L’unico leader capace di parlare al mondo, del mondo, per il mondo perché afferma la cultura della vita per tutti non per una parte. In questo spirito nasce il comitato Amici di Papa Francesco“.

Proprio oggi alla Camera viene presentato il Comitato e sarà distribuito ai presenti il libro di Bergoglio ‘Perché avete paura? Non avete ancora Fede?‘.

Bonanni: “Fondamentale il ruolo di Bergoglio”

“Sono molto emozionato – ha dichiarato l’avvocato Ezio Bonanni in relazione al Comitato – in questo momento in cui aleggiano messaggi belligeranti è sempre più importante il ruolo di Papa Francesco. È il vero, unico leader nel mondo in questo nostro pianeta. Dove oltre la transizione ecologica è necessaria anche la transizione morale, sociale e una sostenibilità economica. Il mio impegno raddoppia. L’amianto è il caso paradigmatico che ci fa comprendere come la dignità della persona sia stata sacrificata sull’altare del profitto. A questo modo di fare dobbiamo reagire, non con le cause giudiziarie ma con la prevenzione. Con l’amianto, come con tutte le altre catastrofi, dobbiamo agire in prevenzione“.

Il giornalista Massimo Lucidi e l’avvocato Ezio Bonanni

Questo tema forte stiamo portando alla Camera dei Deputati confidando che tutte le forze politiche, tutti i gruppi politici, possano condividere l’appello di Papa Francesco alla fratellanza dei popoli, alla bonifica dall’amianto e dei cancerogeni, all’impedire l’uso delle armi e alla tutela dei più deboli. Ce la possiamo fare tutti insieme per vincere le nostre battaglie per la libertà, la giustizia, l’uguaglianza, la fraternità e i diritti civili”.

Energia, imprenditori e professionisti al convegno

Quindi, sono intervenuti oltre al presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, anche Massimiliano Falcone di Connect4Climate e World Bank Group; Giordano Fatali, founder di CeoForLife; Livio Livi, Direttore Risorse Umane, Sostenibilità e Relazioni Esterne Q8; Adriano Ieva, Responsabile Sales Europeo di Royal Bank of Scotland Business – NatWest Markets; Marco Gabriele Proietti, founder di Cyber Security Italy e Head of Institutional Relations & Partnerships di Vantea Smart S.p.A.

Hanno partecipato anche imprenditori innovatori che hanno dato vita al Comitato Amici di Papa Francesco. Gli imprenditori Romano Solai, (toscano, sicurezza), Elio Savoca (siciliano, food), Federico Marini (lombardo, servizi). Così come Luca De Sordo (veneto, digital innovation), Jonathan Spataro (emiliano, impiantistica industriale), Fabio Sprio, (lombardo, ricerca), Giuseppe Caruso (campano, industriale). E i professionisti Armando Lanza (arte), Simone Zin (social media), Aldo Morgillo (consulenza direzionale), Salvio Passariello (chef), Maverick Lo Presti (web commerce).

La leadership di Papa Francesco e il NO alla guerra

Chiediamo all’avv. Ezio Bonanni le ragioni del suo impegno sociale per la pace, la sostenibilità economica e sociale.

Cosa c’entra l’amianto nell’impegno contro le guerre e la povertà?

“Intanto nella guerra in Ucraina le bombe stanno distruggendo manufatti in amianto. Poi ci sono le distruzioni nelle centrali nucleari. Spesso, questi materiali nelle centrali sono in amianto. Così per esempio tutte le coibentazioni”.

Qual è il ruolo di Papa Francesco?

Mi riconosco solo nella leadership di Papa Francesco.
Il 11.03.2022 dalla Camera dei Deputati il Comitato Amici di Papa Francesco ha riaffermato la speranza e la fede per un mondo migliore”.

Quali sono le finalità del comitato Amici di Papa Francesco?

NO ALLA GUERRA, NO ALLO SFRUTTAMENTO DEI PIÙ DEBOLI!
NO ALL’INQUINAMENTO, NO ALLA FAME, NO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI E NO ALL’AMIANTO!

Cosa la muove in questa iniziativa?

Sicuramente la fede! Con la preghiera possiamo raggiungere una nuova consapevolezza dell’importanza del bene contro il male.

Dobbiamo combattere il male e la cattiveria. La sopraffazione dei più forti, contro i più deboli. Così si è verificato, per esempio nella storia dell’uso dell’amianto nelle fabbriche. La sopraffazione dei più forti contro i più deboli.

Il movimento ambientalista, la fede e il NO alla guerra?

Certo! Ha colto la finalità di questo movimento. L’iniziativa nasce dal basso per riaffermare il principio della solidarietà, il valore della preghiera e della fratellanza.

L’esempio è quello di Papa Francesco, che il 27 marzo del 2020, ha attraversato da solo le vie della città di Roma e la Piazza San Pietro pregando per il genere umano.

Chiediamo a tutti di unirsi nella preghiera, per Papa Francesco e per il Mondo:
Pregate per me dice Papa Francesco. Sono certo che in realtà la preghiera per lui è quella per l’intero essere umano. NO ALLA GUERRA! La guerra è una pazzia, così ancora Papa Francesco.

Bonifiche amianto e prevenzione: Ona, Ant e imprese insieme a Bologna

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Il problema asbesto, ancora presente in Italia per il ritardo delle bonifiche amianto, affrontato in sinergia da diverse associazioni che hanno lo stesso obiettivo: fermare la strage.

Insieme, a Bologna, si sono incontrati, il presidente dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, che da anni si occupa di assistere le vittime e i loro familiari, la presidente dell’AntAssociazione nazionale tumori, Raffaella Pannuti, che assiste i pazienti nel loro domicilio rendendo la malattia più accettabile. E ancora gli esponenti del mondo delle imprese che vogliono lavorare al fianco delle associazioni e dei lavoratori per eliminare l’amianto in modo sicuro, nel rispetto della vita dei loro dipendenti.

Salute e ambiente, binomio indissolubile

“Amianto: prevenzione e bonifica, tutela della salute e dell’ambiente. Questo il titolo del convegno che si è tenuto presso la sede dell’Ant, organizzato dal coordinatore Ona Bologna, Massimiliano Fabiani, presidente Capitolo BNI Reno cittadino.

Dopo un intervento accurato della responsabile Laboratorio Lifeanalytics e Rocchi Consulting di Bazzano, Paola Lazzari, ha preso la parola l’avvocato Ezio Bonanni.

“La tutela della salute – ha iniziato Bonanni – e quindi dell’essere umano nella sua singolarità e nella sua collettività acquisisce oggi un significato ancora più importante. In questo contesto dominato dall’epidemia Covid 19, non possiamo dimenticare i poveri della terra, tanto più in un contesto bellico quale quello che stiamo vivendo alle nostre porte. E’ necessaria una transizione ecologica, ma anche etica, morale e sociale. La sostenibilità non deve essere solo ecologica, ma sociale ed economica. Deve tutelare i poveri della terra che non possiamo dimenticare, come evidenzia sempre anche Papa Francesco“.

L’avvocato Ezio Bonanni

Lotta all’amianto, esempio esemplare della tematica ambientale

“La lotta all’amianto è un esempio paradigmatico, la lotta non violenta delle vittime e delle loro famiglie, che deve portare l’Ona ad ampliare il suo orizzonte, come sta facendo, a tutta la tematica ambientale. E a svilupparla nel contesto più ampio dell’impegno sociale. Bene ha detto la presidente della Fondazione Ant che il pubblico non può prescindere dalla solidarietà delle associazioni e del volontariato. E’ per noi tutti una responsabilità”.

L’avvocato è poi entrato nel clou della sua relazione con gli ultimi dati raccolti dall’Ona e dell’INAIL, in particolare del VII Rapporto ReNaM che registra i casi di mesotelioma, il tumore causato dall’amianto. Non è l’unico, l’asbesto provoca infatti, oltre a infiammazioni e all’asbestosi, tanti altri tumori, tra cui quello al polmone.

Storica sentenza del Tribunale di Bologna

Il presidente Ona ha poi citato la storica sentenza del Tribunale di Bologna che, grazie al ricorso presentato dallo stesso avvocato Bonanni e dall’avvocato Fabiani, ha condannato il ministero dell’Istruzione al risarcimento degli eredi della professoressa di Bologna, Olga Mariasofia D’Emilio. L’insegnante di Scienze alle medie Farini, di via Populonia, che si era ammalata a causa dell’amianto a scuola.

È stato solo il punto di partenza per spiegare quante scuole ancora siano contaminate dall’amianto. La stima è di 2292 istituti, soltanto 100 in meno rispetto a 10 anni fa. Pochissimo è stato fatto in Italia, anche se l’Emilia Romagna in questo senso è una regione virtuosa.

“Occorre la prevenzione primaria – ha sottolineato Bonanni –  evitare ogni esposizione all’amianto e a tutti gli altri cancerogeni per tutelare la salute. Dove c’è inquinamento c’è malattia. Per questo bisogna prevenire e sono importanti le bonifiche amianto”.

Il presidente Ona ha ripercorso anche gli sforzi per arrivare ad una legge che vietasse l’uso del minerale di cui si conosceva la pericolosità già nei primi anni del Novecento. La vicenda e i suoi maggiori responsabili, è delineata anche nell’ultima pubblicazione dell’avvocato Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“.

Bonifiche amianto, l’App Ona e il ritardo delle istituzioni

Come Ona abbiamo creato una App per le segnalazioni e iniziato così una mappatura. Abbiamo contribuito a realizzare il progetto di riforma per la legge amianto, che il ministro Cingolani ha da poco riscoperto.”

“Da tempo – ha continuato il presidente Ona – abbiamo lanciato due proposte. Le istituzioni devono darsi da fare, presentare un testo di legge con un credito d’imposta per le imprese che bonificano. Si tratterebbe, in realtà, di un risparmio per lo Stato relativo a meno spese sanitarie e sociali e di ore di lavoro perse. Sono circa 10mila persone l’anno che ammalano per amianto, con 7mila decessi.

Inoltre è necessario premiare le imprese sane e sanzionare quelle che inquinano. Dobbiamo agire in sinergia. Tutelare chi ha la malattia, ma fermare la strage, anche attraverso la politica. Ecco perché le associazioni si debbono unire”.

L’Ant e l’assistenza domiciliare gratuita ai pazienti oncologici

La presidente della fondazione Ant, Raffaella Pannuti, ha presentato il progetto Eubiosia, che è forte di gruppi di assistenza in tutta Italia. Eubiosia vuol dire “la buona vita – vita in dignità”, intesa come insieme di qualità che conferiscono dignità alla vita, in ogni fase della malattia. Da anni la Fondazione si occupa di assistenza socio-sanitaria domiciliare gratuita ai pazienti oncologici. Toccanti le testimonianze dei malati che hanno potuto affrontare, grazie ad Ant la malattia in modo più sereno, circondati dall’affetto dei propri cari.

Progetto Cresciamo insieme FenImprese Bologna. “L’Ona mi ha dato un assist – ha dichiarato poi il presidente provinciale FenImprese, Gianfranco Cavarretta – quando il presidente ha indicato la necessità di superare la divisione datore di lavoro dipendente, per lavorare insieme. Bologna ha iniziato questo percorso che va a realizzare con Cresciamo insieme. Per la bonifica per esempio ci sono diversi bandi per lo smaltimento dell’amianto. FeiImprese può sensibilizzare, mettere insieme diverse realtà. Quello che posso fare da solo è molto limitato rispetto a quanto è possibile fare insieme”.

Bonifiche amianto, il risparmio sulla sicurezza si paga nel tempo

“Lo troviamo spesso l’amianto – gli ha fatto eco il geometra Franco Bonamassa, coordinatore del consorzio Conei – nelle nostre ristrutturazioni. Si può pensare ‘Costa, leviamolo e basta’ e invece non va bene. Dobbiamo farlo in sicurezza, perché è una questione morale, etica, e per rispetto dei nostri dipendenti e di chi opera a contatto con l’amianto per smaltirlo”.

Sono poi intervenuti Mario Colonnese, Chief Executive Officer Sicer s.r.l., sul rischio amianto e l’importanza di una consulenza professionale, e Laura Schiavoni, amministratore di Ecoagency s.r.l., sulla rimozione dell’amianto dagli edifici.

Un evento importante, al quale ha partecipato anche il vice coordinatore Ona Carpi, Mirco Zanoli, che ha posto le basi per nuove collaborazioni per affrontare in maniera coordinata e sinergica un fenomeno che purtroppo continua a mietere vittime.