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Sicurezza sul lavoro, per Franco Bonamassa uno stile di vita

sicurezza
Franco Bonamassa, coordinatore del consorzio Conei

Attenzione all’amianto e alla sicurezza sul lavoro in generale. Questo è uno dei capisaldi del modus operandi del Consorzio Conei e del suo coordinatore, Franco Bonamassa.

L’imprenditore nel settore edile ha partecipato, lo scorso 10 marzo, al convegno organizzato a Bologna dall’Osservatorio nazionale amianto e dalla Fondazione Ant. L’obiettivo è stato quello di creare una rete di associazioni e imprese che lavorino insieme per affrontare il problema amianto.

L’amianto e altri cancerogeni, elevato rischio per la salute

L’asbesto, infatti, utilizzato nel dopoguerra e fino alla messa al bando nel 1992, è ancora presente in tantissimi edifici e le bonifiche sono in ritardo. “Spesso ci capita – ci ha spiegato Bonamassa raggiunto al telefono – di trovare amianto nelle tubature o in altre parti delle strutture. Noi siamo molto attenti in generale alla sicurezza sul lavoro, dei nostri collaboratori, dei nostri dipendenti e dei nostri consorziati. Quando accade blocchiamo il cantiere e ragioniamo su cosa fare per una maggiore sicurezza. Se i nostri clienti ci chiedono, come ci è capitato, di far finta di niente ci rifiutiamo. Però cerchiamo di far capire loro i motivi che ci spingono.

Che mondo lasceremmo ai nostri figli? Questa è l’idea che ci spinge. Vogliamo, però, anche lasciare una buona immagine dell’azienda. Se l’anno successivo, per altri lavori, dovesse venir fuori qualcosa che noi abbiamo solo ricoperto e non smaltito, faremmo una brutta figura. Infine, teniamo anche alla salute dei nostri clienti che in quella casa magari andranno ad abitare: li esporremmo ad un rischio”.

“Non è semplice – ci ha confidato – anni fa persi una commessa perché una seconda azienda propose al cliente di impacchettare materiali in amianto e gettare tutto nella spazzatura”.

“Oggi utilizziamo un’azienda partner che ha tutte le certificazioni, la Eco Agency s.r.l. – ha continuato Bonamassa – Sia con la mia azienda che con quelle dei consorziati. Avere qualcuno che sappiamo come lavora e ci supporta in questi momenti è molto importante”. C’è infatti un risparmio di tempo e denaro quando si agisce subito con una soluzione ottimale.

Sicurezza, le malattie causate dall’asbesto

L’amianto è ancora un enorme problema in Italia. Le aziende, infatti, nonostante ne conoscessero la pericolosità, hanno continuato ad utilizzarlo fino al 1992, anno in cui è stato bandito con la Legge 257.

Causa infiammazioni, mesotelioma, tumori di vario tipo tra cui quello al polmone e, secondo i dati Ona, nel 2021 ha provocato 7mila morti, come evidenziato nell’ultima pubblicazione del presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni: “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022

Cosa potrebbe spingere tutte le imprese a lavorare in questo modo?

Il credito d’imposta potrebbe essere una soluzione, con un recupero in 5 anni, ma poi è necessario non costringere le aziende a desistere per la troppa burocrazia. Il finanziamento deve essere interessante, ma anche strutturato e non oggetto di speculazioni. Non devono esserci nemmeno tempi stretti che causano una corsa all’arrembaggio e scarsa qualità negli interventi”.

Tra i settori in cui i lavoratori risultano essere maggiormente esposti a rischi di diversa natura, troviamo proprio l’edilizia. Oltre ai rischi per la salute, dovuti quindi all’esposizione ad agenti chimici pericolosi, com’è appunto l’amianto, ci sono i rischi per la sicurezza. Cosa fate per ridurli al minimo e per adeguare ogni azienda del consorzio alla normativa?

“Siamo molto attenti, anche se oggi vado leggermente di meno in cantiere, se vedo qualcosa che non funziona mi fermo e se ne parla. Spesso i comportamenti sbagliati sono di persone esperte, che hanno grande esperienza e magari si sentono sicure o sono guidate dall’idea che non sia mai accaduto nulla. Però poi quella volta che l’incidente accade purtroppo è un dramma. Così cerchiamo di fare corsi, aggiornamenti, riunioni per sensibilizzare sull’importanza della sicurezza”.

Questa attenzione fondamentale, ma che non si trova ovunque, da dove nasce?

“Ci siamo dati una linea etica, è una questione di mentalità, di approccio, di educazione. E anche quando cerchiamo i nostri partner cerchiamo sempre realtà che siano allineate. E’ uno stile di vita prima di tutto e un’impostazione mentale. Io dico sempre che l’azienda è lo specchio di come sia il titolare e tutto prima deve partire da noi”.

Benessere e alimentazione: quattro consigli salutari

Benessere: mangiare frutta e verdura fa bene alla salute
piatto con macedonia di frutta mista

La salute parte da una corretta alimentazione

Come “nutrire” il nostro benessere? La salute vien mangiando, eppure non sempre riusciamo a trasformare gli alimenti in alleati. Bastano, però, quattro semplici consigli e il gioco è fatto.

Benessere : dieta acida o alcalina?

Una delle nostre convinzioni, è che il corpo abbia bisogno di chissà quante proteine. A dire il vero, una dieta eccessivamente ricca di proteine, di alimenti acidogeni (carne e formaggio) e carente di alimenti alcalinizzanti (frutta e verdura), aumenta il carico acido alimentare.

Il PRAL (potenziale di carico acido renale) può provocare malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e osteoporosi.

Meglio scegliere cibi alcalinizzanti, soprattutto frutta e verdura fresche di stagione.

A dimostrarlo, uno studio condotto a Boston. Secondo i ricercatori, le diete vegetariane sono più alcaline rispetto alle diete “onnariane” e le diete vegane sono più alcaline rispetto alle diete vegetariane o lacto-ovo-vegetariane (dieta che include cibi a base vegetale, latticini e uova).

Dieta antiossidante: la frutta del benessere

Buona parte dello stress ossidativo proviene dall’ambiente esterno (inquinamento, rumore, fumo, agenti chimici, radiazioni, stress psicofisico). 

Non tutti sanno che anche il nostro organismo produce scarti metabolici con effetti ossidanti.

Mangiare alimenti ricchi di antiossidanti aiuta a prevenire malattie cardiache, patologie croniche e altri problemi di salute.

La frutta è l’unico alimento che non ossida. Scopriamo quale frutta scegliere.

  • Mirtilli: oltre ad avere un effetto antiossidante,  possono rallentare l’invecchiamento. Ciò si deve alla presenza di antociani, sostanze che hanno proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Gli antociani, infatti, aiutano a prevenire elevati livelli di lipoproteina a bassa densità (LDL), il cosiddetto “colesterolo cattivo”. Riducono inoltre il rischio di malattie cardiache;
  • Carciofi: uno studio ha dimostrato che il consumo di carciofi fa bene alla salute di fegato e cuore. Un altro studio ha scoperto che le sostanze chimiche presenti nei carciofi hanno un effetto antiossidante sul colesterolo LDL;
  • Noci pecan: ricche di grassi, calorie, minerali e antiossidanti, il loro consumo aiuta a ridurre i livelli sanguigni del colesterolo LDL ossidato. Un vero rimedio per prevenire le malattie cardiache;
  • Fragole: sono ricche di antiossidanti, vitamine, minerali. Gli antociani presenti nelle fragole hanno poteri antiossidanti, riducono i livelli di colesterolo e possono prevenire le malattie cardiache;
  • Lamponi: oltre agli antiossidanti, contengono anche manganese, vitamina C e fibre. Test di laboratorio suggeriscono che gli antiossidanti presenti nei lamponi possono aiutare a distruggere le cellule tumorali del seno, del colon e dello stomaco.

Benessere: altri alimenti antiossidanti 

  • Cioccolato fondente: ha livelli elevati di sostanze antiossidanti, che apportano benefici per la salute. Riduce il rischio di sviluppare malattie cardiache e infiammazioni, abbassa il livello di colesterolo cattivo e migliora la pressione arteriosa;
  • Cavolo rosso: contiene molti nutrienti, incluse vitamine A, C e K, oltre a diversi antiossidanti e antociani. Aiuta a promuovere la salute del cuore, prevenire il cancro e ridurre infiammazioni e diabete;
  • Fagioli: sono un’eccellente fonte di proteine e fibre. Pare che abbiano anche proprietà antitumorali;
  • Spinaci: contengono vitamine, minerali e antiossidanti. Hanno basso contenuto di calorie. Zeaxanthina e luteina sono due antiossidanti che apportano benefici agli occhi. Aiutano a prevenire danni da raggi ultravioletti (UV) e altre onde luminose dannose;
  • Barbabietole: contengono antiossidanti che possono aiutare a prevenire il cancro del colon, le infiammazioni e i problemi digestivi. Le barbabietole sono anche una fonte di fibre alimentari, ferro e potassio;
  • Verdure e ortaggi arancioni: contengono vitamina A e altri nutrienti. Hanno anche una notevole quantità di fitochimici che possono aiutare a prevenire le malattie cardiache e il cancro.

Fluidità del sangue

Mangiare frutta e verdure è il metodo più salutare per fluidificare il sangue.

Un flusso sanguigno sano e costante aiuta la digestione e la circolazione. È importante quindi per la salute del cuore, dona energia e serve a eliminare i rifiuti che  stagnano nel nostro organismo. È altresì in grado di mantenere costanti i livelli di pH acidici nel corpo. 

Gli alimenti che garantiscono una buona fluidità del sangue sono:

  • Sedano: è ricco di vitamina K, un nutriente necessario per un flusso sanguigno sano e la coagulazione. I suoi elettroliti puliscono l’organismo dalle scorie tossiche. È inoltre un diuretico naturale;
  • Semi grezzi: semi di canapa, Chia, lino e zucca sono ricchi di acidi grassi omega 3, fibre e antiossidanti. Sono anche in grado di abbassare il colesterolo “cattivo” e migliorare la qualità del sangue;
  • Avena: aiuta a rimuovere il colesterolo dal corpo ed è anche un valido antinfiammatorio;
  • Agrumi: limoni, arance e pompelmi sono alimenti antinfiammatori e alcalinizzanti, nonostante siano acidi all’esterno del corpo. Ripuliscono l’organismo dalle tossine, grazie al loro contenuto di vitamina C. Sono abbastanza facili da digerire e contengono fibre solubili preziose per la salute del cuore e del sangue;
  • Mandorle e noci: le mandorle contengono vitamina E, utile a combattere le infiammazioni. Le noci contengono grassi omega 3;
  • Cetrioli piccanti, avocado e cipolla: rimuovono le tossine e forniscono acqua, potassio, vitamina C e fibra. Tutte sostanze che fanno bene al flusso sanguigno;
  • Asparagi: rimuovono le tossine e i rifiuti. Sono diuretici, grazie all’alto contenuto di potassio. Contengono vitamine del gruppo B, folati, vitamina C, fibre e proteine;
  • Peperoni dolci: sono ricchi di vitamina C, fibre, antiossidanti e idratanti che migliorano il flusso sanguigno. 

Il benessere parte dall’intestino

Tutta la storia dell’alimentazione naturale, concorda sul fatto che la salute umana parte dall’intestino, “il secondo cervello”.

Difficoltà digestive, bruciore di stomaco, stipsi e altri disturbi, infatti, sono spesso causati da un tratto intestinale “sporco”.

Del resto, l’intestino è colonizzato da miliardi di cellule batteriche che contribuiscono alla sana elaborazione e digestione di tutto ciò che mangiamo. E ciò che mangiamo, decide il destino di questi batteri. Possono essere “amichevoli” o farci ammalare.

Per pulire l’intestino non dovremmo farci mancare: frutta, verdura e fibra. Di frutta e verdura abbiamo già parlato. E la fibra? A cosa serve?

Consumare fibra porta a una marcata diminuzione del rischio di tumori, obesità, diabete di tipo 2 e colesterolo cattivo. Aiuta, altresì, a rallentare l’assorbimento degli zuccheri nella dieta e, facendoci sentire sazi, contribuisce a prevenire il sovrappeso. 

ONA e salute

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), da oltre 25 anni rappresenta e tutela tutti i cittadini e lavoratori dal rischio amianto, uranio impoverito e di altri cancerogeni pericolosi per la nostra salute. L’Osservatorio Nazionale Amianto lotta altresì in difesa ambiente.

Fonti 

Amianto nel mondo, la Vermont Astm Conference 2011

amianto nel mondo
Vermont University

La storia della lotta all’amianto nel mondo è lunga e carica di periodi in cui il fenomeno sembrò dimenticato. A portarla avanti da oltre 20 anni è l’Ona – Osservatorio nazionale amianto, attraverso il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni. Una delle tappe fondamentali di questo difficile percorso è stata sicuramente la Vermont Astm Conference del 2011. Il viaggio e la partecipazione all’evento negli Stati Uniti fu possibile anche grazie alla collaborazione con l’avvocato Massimiliano Fabiani.

Correva l’anno 2010 e l’avvocato Bonanni era impegnato, quale relatore, ad un convegno a Ferrara sull’amianto. Grazie ad alcuni colleghi ferraresi, conosce l’avvocato Fabiani del Foro di Bologna, che si occupa di tutela del danno alla persona.

Relazione “Asbestos, the killer for humans and the environment”

Tra i due professionisti nasce, fin da subito, un naturale feeling. Questo induce Bonanni a chiedere a Fabiani di recarsi con lui al Congresso sull’amianto organizzato dalla “The Astm Johnson Conference 2011”. Si tiene presso l’University of Vermont Burlington, (VT), negli Stati Uniti D’America. Fabiani accetta di fornire il supporto tecnico logistico alla relazione che egli terrà nel successivo luglio 2011. Il titolo sarà: “Asbestos, the killer for humans and the environment”.

 

Entrambi i professionisti partono insieme, con le loro famiglie, dall’aeroporto di Roma Fiumicino. Dopo uno scalo a New York, atterrano al piccolo International Airport di Burlington nel Vermont. Stato definito “Green Mountain State”. Posati i bagagli, si recano presso la Burlington University per vedere l’aula magna (The Billings Library) dove si terrà la conferenza.

I giorni successivi le famiglie sono piacevolmente impegnate a scoprire le bellezze della zona, a partire dal centro, con le caratteristiche Main e Church Street. Fanno shopping e lunghe passeggiate sulle rive del Lago Burlington. Gli avvocati Bonanni e Fabiani, invece, lavorano incessantemente in hotel. Mettono a punto la relazione che Bonanni esporrà poi davanti ad oltre 120 partecipanti da tutto il mondo.

Il giorno prima dell’evento si recano presso la Middlebury University per un’ultima revisione da parte di un assistente italiano. Un anziano tassista di nome Nicholas che fa da Cicerone del luogo, garantisce gli spostamenti con il suo van e resterà nel cuore del gruppo.

Nicholas, provvidenziale Cicerone del gruppo

La relazione dell’avvocato Bonanni ha notevole successo per il tema trattato e permette all’avvocato Fabiani di prendere contatti con i principali esponenti delle Epa – Environmental Protection Agency, divenendo in quella sede il referente Ona per i rapporti dell’Osservatorio con gli Stati Uniti.

“Zero risk” e “zero tolerance”

Un anno prima della partecipazione all’Astm Conference del 2011, l’Osservatorio Nazionale Amianto, successivamente all’intervento del presidente presso la Camera dei Deputati con un dossier alla Commissione Lavoro, aveva promosso la proposta di legge n. 3426 del 26.04.2010, sul “rischio zero” rispetto a tutti gli agenti patogeni.

La scelta del principio “zero risk”, mutuata dallo “zero tolerance” di Rudolph Giuliani, pensata dall’avvocato Bonanni avrebbe permesso allo Stato un enorme risparmio, anche economico per il futuro. Si consideri che per il solo caso Eternit, dal 1998 al 2006, l’Inail erogò 152.000.000 di indennizzi alle vittime.

La relazione “Asbestos, the killer for humans and the environment?” sottolineò come i costi più rilevanti fossero a carico degli imprenditori. Questi, oltre a pagare maggiori premi assicurativi, sono ancora oggi chiamati a rispondere delle spese di bonifica e sono coinvolti in giudizi civili e penali, che riguardano anche i dirigenti e i responsabili della sicurezza. Il tutto con enormi, reciproci, costi, anche per le azioni di rivalsa degli enti assicurativi, oltre che per i risarcimenti.

L’incontro a NY con i professionisti dello studio Levy Konisberg

Nell’occasione i due professionisti entrano in contatto con l’avvocato Audrey Perlman Raphael e il suo staff del prestigioso studio Levy Konigsberg di New York.  Dopo un primo incontro sulla Church street, la settimana successiva Bonanni e Fabiani si recano presso lo studio Levy Konisberg per un meeting con i legali newyorkesi. Qui siglano un patto di reciproca collaborazione Italia – Usa sul tema dell’amianto e delle patologie che ne derivano.

L’amicizia e collaborazione con il professor Ronald Gordon

E’ in tale occasione che l’avvocato Bonanni incontra anche il professor Ronald Gordon, eminente ematologo del Mount Sinai. Inizia così una collaborazione e uno scambio di sinergie e informazioni vitali sulla pericolosità della dispersione delle fibre.

Da sinistra gli avvocati Ezio Bonanni, Massimiliano Fabiani e il professor Ronald Gordon

Il rapporto tra l’avvocato Bonanni e l’avvocato Fabiani si intensifica ulteriormente, venendo investito quest’ultimo di patrocinare le posizioni incardinate presso i distretti delle Corti di Appello del Nord Italia.

Quattro anni dopo il nuovo congresso alla Vermont University

Nel 2014, i due avvocati partecipano nuovamente al congresso sull’amianto organizzato dalla “The Astm Johnson Conference 2014”, sempre presso l’University of Vermont Burlington, (VT), Stati Uniti D’America, con una seconda relazione dell’avvocato Ezio Bonanni, dal titolo “Asbestos, a killer to defeat”.

Il professor Gordon, con la moglie Anne Marie, raggiunge il Vermont: anche lui interverrà al congresso. Le famiglie dei tre professionisti si ritrovano ogni sera insieme, terminati i lavori, e cenano solitamente in un rinomato ristorante italiano da generazioni, la “Trattoria Delia”. Anne Marie accompagna il marito e i due professionisti al Congresso ogni giorno, divenendo una antesignana “Uber”.

Anne Marie

Seconda conferenza internazionale presso la Camera dei Deputati

Nel marzo 2014 l’Ona organizza presso la Camera dei Deputati – Auletta dei Gruppi Parlamentari – la  Seconda Conferenza Internazionale, dal titolo ”Lotta all’amianto: il diritto incontra la scienza”. L’evento è presieduto dall’avvocato Bonanni e il professor Gordon e l’avvocato Fabiani partecipano in qualità di relatori.

L’esperienza statunitense ha permesso di intensificare i rapporti dell’Ona con altri paesi del mondo, in particolare con gli Stati Uniti. Il fine è quello di scambiare esperienze e professionalità al servizio di questa lunga e duratura battaglia. Dopo due anni di lavoro, nell’ottobre 2014 gli avvocati Bonanni e Fabiani pubblicano per conto dell’allora Giuffrè editore (oggi Editions Francis Lefebvre), l’importante monografia “Il danno da amianto”.

Amianto nel mondo, differenze tra i due Paesi

Dal confronto con gli USA è emerso che in Italia, a seguito della Legge del ’92, non si rimuove l’amianto che si trova negli edifici. Le ditte utilizzano a volte soluzioni alternative, tra le quali impacchettamento, verniciatura, isolamento. Negli USA, invece, per la mancanza del Servizio sanitario nazionale, ogni possibile forma di rischio viene eliminata alla radice. Questo permette di evitare più alti costi sociali per la sanità.

Altro elemento fondamentale è stato lo scambio di conoscenza e apprendimento dei metodi delle EPA americane. Si tratta delle agenzie di protezione dell’ambiente e del territorio, dislocate in ogni stato con sede principale a Washington. Si muovono in tutti gli Stati per accertare l’eventuale presenza di amianto e sostanze tossiche in corsi d’acqua, nell’aria e nel terreno.

Dispongono di notevoli mezzi e apparecchiature in grado di fornire una completa diagnosi anche sul posto in molti casi. In Italia questo compito, all’epoca era demandato all’ISPESL oggi INAIL, che svolgeva un’attività minima e incompleta per carenza di mezzi e non specifica preparazione del personale.

Amianto nel mondo, l’Ona continua la sua missione

A distanza di 10 anni l’Italia è indietro in materia di bonifiche dell’amianto e di mappatura. L’Ona ha creato nel frattempo una App per le segnalazioni e sta contribuendo a realizzare una mappa dei siti contaminati. C’è però necessità di una volontà politica che purtroppo non si intravede neanche nel Pnrr. Qui la questione delle bonifiche è citata una sola volta in relazione ad un settore troppo specifico.

L’amianto ha causato nel 2021 oltre 7mila morti e, secondo le stime Ona cresceranno nei prossimi anni, perché per la latenza della malattia il picco è previsto tra il 2015 e il 2030. I dati sui casi di mesotelioma sono disponibili sul VII Rapporto ReNaM dell’Inail. L’avvocato Ezio Bonanni ha delineato il fenomeno aggiornato nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia- Ed.2022“.

Problema amianto, l’impegno del sottosegretario Andrea Costa

problema amianto
Il sottosegretario del ministero della Salute, Andre Costa e il presidente dell'Ona, l'avvocato Ezio Bonanni

Andrea Costa, sottosegretario di Stato al ministero della Salute, ha mantenuto la sua promessa e, dopo l’evento del 22 febbraio scorso “Sport, salute e sostenibilità, per una nuova cultura d’impresa”, ha incontrato il presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, per proseguire il discorso sul problema amianto.

Già in quell’occasione, al salone d’onore del Coni, Costa aveva mostrato grande sensibilità sulla necessità di migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini, passando anche dall’eliminazione di cancerogeni che ancora sono intorno a noi. Ha poi accettato l’incontro proposto dall’avvocato Bonanni che porta nelle sedi istituzionali il problema legato all’asbesto e tutte le criticità che ancora si affrontano per eliminare il materiale dagli edifici e nello stesso tempo a veder riconosciuti per le vittime i giusti risarcimenti.

Problema amianto, l’incontro tra Costa e il presidente Ona

Ieri, 15 marzo 2022, alle 19, Costa e Bonanni hanno approfondito il fenomeno e ipotizzato alcune soluzioni concrete per affrontarlo e mettersi alle spalle i ritardi legislativi nelle bonifiche. Dopo un’ora e mezza hanno rilasciato alcune dichiarazioni, senza svelare i progetti che metteranno in campo nel futuro, ma sottolineando l’importanza di intervenire.

“Ringrazio il sottosegretario Costa – ha detto il presidente Ona – per l’istituzionale sensibilità sul problema amianto. Non solo per la sua vicinanza alle vittime – forse perché viene da La Spezia (Liguria), un territorio martoriato dall’asbesto per i cantieri navali, come per le basi a terra – ma soprattutto per l’acume e l’intelligenza di capire l’importanza della prevenzione primaria. Fondamentale superare l’idea di poter risolvere il problema amianto con azioni giudiziarie e risarcimenti”.

Problema amianto, Costa: “Dovere morale della politica”

“Credo che sia – ha dichiarato il sottosegretario – un dovere morale della politica. Tanto è stato fatto per fermare la strage, ma molto resta ancora da fare. Introdurre il concetto di bonifica credo sia un elemento di novità, ma allo stesso tempo l’elemento risolutivo. Ringrazio l’avvocato Bonanni che con la sua preparazione, con la sua conoscenza, ritengo possa fornire gli strumenti per portare avanti un’iniziativa che possa finalmente dare risposta risolutiva al problema in questo Paese”.

Le malattie causate dall’amianto

L’amianto, come ha spiegato approfonditamente l’avvocato Bonanni nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022” è un killer silenzioso e per questo ancora più pericoloso. Le fibre di asbesto causano infiammazioni, asbestosi, mesotelioma e tumori che possono comparire anche 30 o 40 anni dopo l’esposizione. Per questo, esattamente 30 anni dopo la messa al bando del minerale, con la Legge 257/1992, le vittime continuano a crescere. Nel 2021 l’Ona stima in 7mila i morti, considerando i casi di mesotelioma registrati e delle malattie asbesto correlate, una tra tutte il tumore del polmone.

Per avere un’idea dei decessi causati dal solo mesotelioma in Italia si può consultare il VII Rapporto ReNaM dell’Inail. L’ente raccoglie i dati della malattia sentinella (causata infatti soltanto dall’amianto), dal 1993.

I colpevoli ritardi delle bonifiche

La Legge 257/1992, sebbene mise al bando l’amianto, non dispose l’obbligatorietà delle bonifiche. Prevede, infatti, l’obbligo solo per l’amianto friabile. Invece, per quello a matrice compatta, è prevista una procedura stabilita dal DM 06/09/94, in relazione alle altre norme.

Tutto sta nel valutare lo stato di degrado della matrice compatta, spesso in cemento amianto. In realtà, però, lo stesso cemento, specialmente per i materiali messi in opera ormai da più di 30 anni perde il potere aggrappante. Le fibre allora si aerodisperdono. Una normativa così farraginosa e ambigua blocca le bonifiche.

Si elude l’obbligo di legge di tutela della salute e continuano le esposizioni. Tenendo conto dei lunghi tempi di latenza, l’epidemia è destinata a proseguire se non ci si muove per ripristinare lo stato dei luoghi eliminando l’amianto.

Barriera corallina, gli scienziati: bisogna estirpare le alghe 

barriera corallina
barriera corallina

Barriera corallina: rimuovere alcune alghe potrebbe funzionare

La Grande Barriera Corallina è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità. 

Ricchissima di biodiversità, fornisce un supporto vitale a centinaia di milioni di persone, sotto forma di cibo e indotto economico. 

La zona che si estende dalla penisola di Cape York, nel Queensland (il punto più settentrionale dell’Australia), fino a Bundaberg, nel sud del continente, corre tuttavia seri pericoli. 

Oltre ai cambiamenti climatici e alle influenze antropogeniche, arrivano nuove minacce. Si tratta di uno sbilanciamento dei coralli della Barriera.

Lo sostengono ricercatori dell’agenzia meteorologica e oceanografica Usa, National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa).

Anche l’ultimo report del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) delle Nazioni Unite, non lascia intravedere spiragli di positivismo.

Grande Barriera Corallina: l’allarme degli scienziati 

Giusto qualche mese fa, un team di ricercatori aveva espresso una certa preoccupazione per le condizioni di salute della barriera.

Al largo della costa di Magnetic Island (nel nord del Queensland), i coralli presentavano infatti un aspetto alquanto pallido e malsano.

A causare lo sbiancamento dei coralli (coral bleaching), sono diversi fattori, inclusa la presenza infestante di alcune alghe simbiotiche

Purtroppo questo fenomeno può uccidere i coralli e non sarebbe la prima volta che ciò accade. 

Dal 1998, si sono verificati altri cinque eventi simili. Nel 2002, 2016, 2017 e 2020. 

Quello del 2016 è stato addirittura descritto come “il più grande sbancamento mai registrato“.

Relazione fra alte temperature, alghe e sbiancamento 

La temperatura ideale dell’acqua sulla Grande Barriera Corallina dovrebbe essere compresa tra 22 e 30°C. In questi giorni,la temperatura dell’acqua al largo di Magnetic Island è arrivata tuttavia a 31°C. Il calore eccessivo, soprattutto nel lungo termine, interrompe la relazione tra i coralli e le loro alghe fotosintetiche simbionti.

Di conseguenza, le alghe unicellulari che vivono in simbiosi con i polipi del corallo, non sono più in grado di fornire loro nutrimento, e vengono espulse dallo scheletro calcareo. Quest’ultimo diventa bianco (perché sono le alghe a colorarlo), mentre i polipi si indeboliscono e muoiono, perché non hanno cibo a sufficienza. Anche quelli che riescono a insediarsi, non ricevono abbastanza luce per crescere bene.

Pertanto possono essere spazzati via dalle alghe galleggianti o addirittura danneggiati dalle sostanze chimiche e dagli agenti patogeni contenuti naturalmente nelle stesse.

Tradotto in parole povere?

Se le temperature dovessero continuare a innalzarsi, entro il 2050 il 95% dei coralli potrebbe correre seri rischi (ad affermarlo, tra gli altri, un rapporto del 2020 redatto dalla Coral Reef Monitoring Network).

Altri fattori di morte 

  • Inquinamento
  • Pesca indiscriminata 
  • Distruzione dell’habitat

Il piano dell’ARC Center: rimuovere le alghe

I ricercatori dell’ARC Centre of Excellence for Coral Reef Studies, hanno già messo a punto qualche piano per evitare un nuovo episodio di sbancamento del corallo.

Innanzitutto ritengono che sia necessario estirpare le alghe più grosse, tra cui il sargasso, la più diffusa all’interno della barriera corallina. Il sistema di “estirpazione”, è stato testato nel 2018 da un team di ricerca condotto dalla dott. Hillary Smith, National Geographic Explorer ed ecologa all’Università James Cook di Queensland.

La dottoressa aveva già fatto eseguire il “diserbo” in diversi punti della barriera. In media, gli snorkelisti e i sub volontari avevano estirpato oltre 86 kg di alghe (il 90% erano sargassi).

Parlando del procedimento “è molto semplice, proprio come pulire il giardino dalle erbacce. Basta afferrare e tirare”, ha spiegato la dottoressa. “L’attività si è svolta sotto la supervisione degli esperti, per controllare che i volontari non si lasciassero prendere dall’entusiasmo, mettendo a rischio i coralli” ha poi precisato.

I risultati dello studio di Hilary Smith e del suo team, sono apparsi sulla rivista scientifica Restoration Ecology. Stando ai ricercatori, pulire i coralli della Grande barriera corallina ha favorito il triplicarsi del numero di nuovi coralli, sia nel 2019 che nel 2020.

Anche il Governo australiano interviene 

Intanto il Governo australiano ha annunciato che investirà un miliardo di dollari australiani (da spendere nei prossimi nove anni), per proteggere la Grande Barriera Corallina.

Al tempo stesso cercherà di sostenere i circa 64.000 abitanti del Queensland che vivono grazie all’economia legata alla barriera corallina.

Il progetto prevede di:

  • Implementare dei sistemi avanzati di monitoraggio;
  • Prevenire la pesca illegale;
  • Sostenere la ricerca;
  • Ripristinare l’habitat;
  • Avviare programmi di volontariato;
  • Eliminare i rifiuti marini.

Conclusioni: spedizioni per salvare la barriera 

Utile ricordare che a febbraio, l’Unesco aveva pesantemente bacchettato il governo australiano per la cattiva gestione della Grande Barriera Corallina.

Intanto, scienziati, ambientalisti, cittadini australiani e volontari di tutto il mondo, stanno organizzando diverse iniziative per tutelare i coralli e ripristinare le barriere degradate. 

Anche una missione di Unesco visiterà la barriera corallina allo scopo di monitorarne lo stato di salute.

ONA:

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), da oltre 25 anni si occupa di tematiche legate l’ambiente e alla salute, rappresentando le istanze di cittadini e lavoratori che si sono ammalati a causa dell’esposizione ad agenti patogeni, tra cui amianto e uranio impoverito.

Fonti

Rosenberg Y., Blecher NS, Lalzar M., Yam R., Shemesh A., Alon S., Perna G., Cardenas A., Voolstra CR, Miller DJ, Levy O. 2022. “L’urbanizzazione altera in modo completo i ritmi negli olobionti di corallo ‘. Biologia del cambiamento globale.