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Rai, amianto nel palazzo di viale Mazzini: verso la vendita

Rai
rai, sede centrale di Roma in via Mazzini

Bonificare dall’amianto il palazzo della Rai di viale Mazzini costerebbe 90 milioni di euro. Per questo, scrive La Repubblica in base ad un documento riservato, la società sarebbe pronta a vendere gli immobili della sede storica della Capitale, caratterizzata dalle tante vetrate e dal Cavallo morente di Messina all’ingresso.

Rai, bonifica bloccata

L’edificio, costruito negli anni ’60, è pieno di amianto e la bonifica, se pur prevista prima del lockdown a causa del Covid, non è mai stata realizzata. Il vecchio cda ritenne che era inutile spostare oltre 1300 dipendenti con lo smart working e lo smaltimento non partì, più probabilmente per il costo elevato dell’operazione. Ora sembra che la società preferisca costruire una nuova sede piuttosto che mettere a posto questa.

Una notizia che rende ancora più attuale il problema amianto in Italia, non arginato a discariche abusive in campagna. Ma, come da sempre denunciato dall’Osservatorio nazionale amianto, ancora presente in edifici pubblici e privati e sui luoghi di lavoro.

Asbesto nel palazzo di viale Mazzini: bonificati solo 2 piani

Un pericolo per tutti i dipendenti che non usano certo dispostivi di protezione (a parte quelli anti Covid), tra i corridoi e nelle stanze della struttura dove lavorano ogni giorno. L’amianto, infatti, è stato eliminato soltanto al settimo piano, quello degli uffici dei vertici e al piano terra. Questa bonifica mirata aveva sollevato non poche proteste.

L’asbesto è stato smaltito anche all’ingresso principale, dove passano i conduttori, gli ospiti e i vip, ma certamente anche tanti lavoratori. L’ingresso secondario, invece, è rimasto così com’era. Il primo era in condizioni peggiori e c’era l’urgenza di intervenire.

Gli operai specializzati hanno liberato anche le zone della mensa e del bar, dalle quali sono state eliminate le fibre killer. L’amianto, però resta negli altri piani e tutti ne sono a conoscenza. A quanto pare, però, la Rai non può sostenere le spese della bonifica.

Rai, i danni dell’amianto

Il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, torna così a ribadire quanto questo materiale possa essere dannoso per la salute umana. Negli anni ha causato tante patologie asbesto correlate e un numero vergognoso di decessi. Il mesotelioma, tumore della pleura, è causato soltanto dall’esposizione all’amianto. L’Inail tra il 1993 e il 2018 ha registrato 31572 vittime causate soltanto da questa malattia.

L’avvocato Bonanni spiega però da tempo che i decessi sono molto di più. I dati sono disponibili nel suo “Libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“, così come le soluzioni per liberare il territorio dal killer silenzioso.

Acqua e reni: attiviamo questo elemento con la MTC

acqua
acqua

MTC: l’elemento acqua è “perturbato”? Problemi a livello “energetico”

Acqua. È un elemento indispensabile per la vita e rappresenta uno dei bisogni fondamentali dell’uomo. Potremmo resistere senza mangiare per trenta giorni, ma senza bere non potremmo sopravvivere più di tre giorni.

Il nostro corpo è composto per il 70% da acqua e già al momento della nascita, il peso corporeo del neonato ne costituisce il 75%.

Essa è necessaria per :

  • La digestione;
  • Trasportare sostanze nutritive, enzimi e ormoni in tutto il corpo;
  • Eliminare i prodotti di scarto attraverso i reni, i polmoni, la cute; 
  • Regolare la temperatura del corpo (evaporazione attraverso l’epidermide); 
  • Mantenere l’equilibrio acido-base dell’organismo;
  • La formazione del liquido oculare, sinoviale, cerebro-spinale, amniotico, succhi gastrici, sistema urinario e respiratorio quando entra in circolo.

Acqua: fonte di vita per gli antichi 

Fin dall’antichità, l’acqua è stata considerata la “fonte originaria della vita”.

Essa rappresenta tutto ciò che è legato alle emozioni, racchiude in sé il principio femminile e ha la capacità di assumere qualsiasi forma, grazie alla sua adattabilità.

Gli Egizi la veneravano, dato che la fertilità delle loro terre era strettamente legata alle acque del Nilo.

Inoltre le attribuivano una capacità generatrice: era il principio di tutte le cose.

Anche la Bibbia è piena di riferimenti simbolici legati a questo elemento.

Basti pensare a Mosè salvato dalle acque. Nella storia, la moglie del faraone, non trovò il neonato nelle acque della sua fonte, ma in quelle del Nilo, fiume che rappresentava la fonte di vita da cui sarebbe nata la cultura egizia.

Per la cultura ebraica e non solo, l’utilizzo dell’acqua come agente di purificazione fa parte della ritualità quotidiana.

Dulcis in fundo, per la Medicina Tradizionale Cinese (MTC), l’acqua ha una sua “anima divina”. Se questa divinità è “perturbata” possiamo persino ammalarci. 

La Teoria dei Cinque Elementi della MTC 

La Medicina Tradizionale Cinese si basa sulla circolazione di una “energia vitale” chiamata Qi, che scorre nell’organismo in sottili canali, noti in occidente come “meridiani”.

Questa potentissima energia si manifesta, sia nell’Universo sia nel corpo, attraverso la perfetta sintesi di Yin, (energia fredda, contraente, femminile), e Yang (energia calda, espandente, maschile).

Due forze che hanno quale obiettivo finale, l’armonia del tutto.

L’essere umano, che secondo la visione della MTC è il prodotto del Cielo e della Terra, si serve dei Cinque Elementi per alimentare la vita e la salute del proprio organismo. Essi sono:

  • Yin nello yin (Acqua – inverno);
  • Yang nello yang (Fuoco estate);
  • Yang nello yin (Legno – primavera);
  • Yin nello yang (Metallo – autunno)
  • La Terra viene associata alla fine dell’estate e corrisponde all’elemento centrale.

Perché è importante la Teoria

La Teoria dei Cinque Elementi, ha portato in occidente il concetto secondo cui il nostro benessere dipende dall’armonia tra le differenti energie che scorrono in noi. 

Un altro concetto che questa teoria ci riporta è quello relativo alla corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo: le stagioni si alternano e così gli stati dell‘Essere.

Correlazioni dell’acqua 

A seguire, elenchiamo le correlazioni di questo straordinario elemento:

  • Organo Yin: Reni, ghiandole surrenali
  • Organo Yang: Vescica urinaria
  • Emozioni: Paura
  • Spirito: Zhi (Potenza di volontà)
  • Stagione: Inverno
  • Colore: Nero/blu
  • Sapore: Salato
  • Organi di senso: Orecchie
  • Tessuti: Ossa
  • Virtù: Forza, coraggio e saggezza

Il sistema endocrino

  • I denti
  • I capelli

Reni e apparato urinario

Per la MTC, l’elemento acqua rappresenta reni e ghiandole surrenali, organi che racchiudono l’energia primaria, l’essenza vitale, chiamata Jing .

Allo stesso modo, svolgono un ruolo importante nella regolazione dei fluidi. 

I reni accendono tutti i processi e le funzioni all’interno dell’intero corpo, mente e spirito. Forniscono l’energia e la forza di volontà, necessarie per superare gli ostacoli e raggiungere gli obiettivi della nostra anima.

Funzionalità dell’elemento acqua

Quando l’elemento acqua è perturbato,si possono ammalare:

  • Reni, ghiandole surrenali e organi deputati alla regolamentazione dell’urina;
  • I segni emotivi di squilibrio, legati al “trattenere acqua“, sono: rancore e gelosia, paura e ansia;
  • Ma anche: distrazione, distacco, esaurimento nervoso, riacutizzazioni autoimmuni, motivazione molto bassa;
  • A livello osseo invece si possono riscontrare: articolazioni rigide, mal di schiena, ginocchia deboli, dolori alla parte bassa della schiena. Questo perché il rene è correlato alle ossa, alle articolazioni e al midollo;
  • Tinnito, ronzio nelle orecchie mentre il rene si apre all’orecchio;
  • Freddo dovuto alla mancanza di Rene Yang;
  • Vampate di calore, palmi delle mani e piedi caldi a causa della mancanza di Yin renale;
  • Invecchiamento prematuro dovuto alla mancanza di essenza renale (Jing), presenza di capelli grigi e rughe precoci;
  • Fertilità e problemi mestruali;
  • Minzione frequente; 
  • Problemi legati all’udito;
  • Problemi legati alla crescita e allo sviluppo

Come attivare l’elemento “acqua” con l’agopuntura

Per attingere alle riserve di energia dei reni, l’agopuntura si concentra lungo i loro meridiani. Si inizia nella parte inferiore del piede e sale all’interno della gamba fino al bacino, all’addome basso e termina al petto.

La vescica urinaria, serbatoio in cui confluiscono le acque del corpo, ha i meridiani di agopuntura più lunghi di tutto il corpo.

Essi partono dagli occhi, poi il canale viaggia sopra la testa fino alla parte posteriore del collo; lungo i lati della colonna vertebrale fino all’osso sacro, fino alla parte posteriore delle ginocchia, lungo i polpacci, fino alle caviglie, terminando all’esterno dell’alluce. 

Altri consigli utili per bilanciare l’elemento acqua

Oltre all’agopuntura, per distribuire armonicamente l’elemento acqua possiamo:

Praticare alcune sequenze fluide come lo Yoga e il Tai Chi;

Terapia al Moxibustione: il calore profondo che  deriva dall’erba di artemisia è utile soprattutto per la carenza di Yang del rene che causa freddo;

Pediluvio allo zenzero: attiva il meridiano del rene sul piede per sviluppare la funzione energetica del rene;

Mantenere un adeguato equilibrio tra attività e riposo è fondamentale per la salute dell’elemento acqua;

Alimentazione: concentrarsi sugli alimenti che condividono le qualità dell’elemento acqua (colori sono scuri, gusto salato, contenuto idratante e nutriente). Ben vengano dunque: noci, semi, legumi, crostacei, pesci d’acqua salata, alghe, bacche di colore scuro, ortaggi a radice, cereali integrali, aglio, zenzero e cardamomo;

Le erbe adattogene rafforzano i reni e le ghiandole surrenali, aumentano l’immunità, sollevano la depressione, alleviano l’ansia e aiutano il corpo ad adattarsi allo stress. Il basilico santo, l’ashwaghanda, l’astragalo, la paglia d’avena e la rodiola sono erbe che possono essere assunte quotidianamente come integratori o tè;

Gli oli essenziali come geranio, ylang ylang, gelsomino e basilico possono essere utilizzati in un diffusore per rafforzare l’elemento acqua. Il basilico è usato nelle miscele per stanchezza, depressione, concentrazione e memoria.

Quale acqua scegliere

L’acqua dovrebbe essere il più possibile pura e viva. Meglio dunque scegliere acque di sorgente che originano da una falda, magari d’alta quota o da un giacimento sotterraneo. 

L’acqua di sorgente, non clorata è un’acqua dinamizzata, ovvero in grado di vitalizzare le cellule dell’organismo e di fornire giovamento alla nostra flora batterica. 

Per quanto riguarda l’acquisto di acque in bottiglia, meglio scegliere la confezione in vetro, e preferite  sorgenti che sgorgano in montagna. 

Non è consigliabile il consumo di acqua del rubinetto in quanto, oltre a contenere cloro, scorre in tubature che potrebbero non essere così sicure visto il probabile contenuto di piombo, ruggine e altri metalli, incluso l’amianto, che possono nuocere alla salute.

Fonti

Tartaglione G., Ripartiamo dal cibo, Aracne editrice, Canterano (RM), 2019

L’Huang Di Nei Jing (“Il classico interiore dell’imperatore giallo”)

Hicks, Angela. “Acupuntura costituzionale a cinque elementi”. (2004).

Swanberg, Sarah (L.Ac.). “Una guida per il paziente all’agopuntura: tutto ciò che devi sapere”

“La stagione dell’inverno”.

Amianto navi: Ferrovie tumore al rene per malattia professionale

Ferrovie tumore al rene
Antonino Ruello, primo piano

La Corte di Appello di Messina ha riconosciuto la malattia professionale ad Antonino Ruello, ufficiale e poi direttore di macchina su traghetti e sulle unità navali delle Ferrovie dello Stato, per il tumore contratto al rene. Le imbarcazioni per il trasporto passeggeri e merci, che hanno fatto la spola tra Reggio Calabria e Messina, contenevano amianto. L’ufficiale è stato esposto così all’asbesto per 31 anni senza essere informato dei rischi e privo di qualsiasi dispositivo di protezione dalle fibre killer.

Nel 2007, all’età di 63 anni, si è ammalato di tumore al rene e alla vescica. Nel 2017 è morto, a 73 anni, dopo essersi ammalato anche il tumore del colon, lasciando la moglie e due figlie, Carmen e Raffaella.

In primo grado il Tribunale aveva rigettato le sue richieste e, a quel punto, i familiari si sono rivolti all’avvocato Ezio Bonanni e all’Osservatorio Nazionale Amianto – Ona, che hanno impugnato la sentenza del Tribunale di Messina.

Antonino con la moglie Angela e la figlia Raffaella

Corte di Appello: l’amianto ha causato il cancro al rene

La Corte di Appello di Messina ha disposto un nuovo accertamento medico legale. Questo ha dimostrato come le fibre di amianto e gli altri cancerogeni presenti nelle navi delle Ferrovie abbiano provocato il tumore uroteliale e quello alla vescica. Ha quindi riconosciuto il diritto alla rendita e i ratei dal 2007 al 2017 (circa 60mila euro) a carico dell’Inail. A cui si aggiungono anche i risarcimenti a carico di RFI, per l’importo di 41.763 euro.

“L’Ona è da sempre in prima linea per la tutela delle vittime dell’amianto in FS. – ha spiegato Bonanni – Ricordo, infatti, che già nel 2014 abbiamo ottenuto un’importante sentenza della Corte di Appello di Roma. Come in questo caso, ha ribaltato gli esiti negativi del primo grado, e che fu confermata poi in Cassazione con un risarcimento che per l’epoca era record (circa 800mila euro). La nostra azione ora proseguirà con la richiesta di bonifica e messa in sicurezza”.

Nulle navi delle Ferrovie diversi agenti cancerogeni

Durante il servizio Ruello fu a contatto con diversi agenti cancerogeni. Oltre all’amianto, gas di scarico, combustibili, oli esausti, lubrificanti e solventi, campi elettromagnetici e pitture.

Le stesse Ferrovie dello Stato riconobbero la presenza dell’amianto. Specificarono poi che l’attività di bonifica iniziò nel 1987, “assumendo di aver fatto tutto il possibile per limitare l’esposizione ad amianto del lavoratore”. Questo non è stato, evidentemente sufficiente, in Appello, per evitare la condanna al pagamento della rendita.

Ora la causa proseguirà per il riconoscimento del tumore del colon alla base della morte del ferroviere, sempre per l’esposizione alla fibra killer.

Ferrovie tumore al rene: un’emergenza

Quella dell’amianto nelle FS è ormai una vera emergenza. L’Inail ha registrato 696 casi di mesotelioma (come da VII rapporto ReNaM – fino al 2018). L’avvocato Bonanni nella sua ultima pubblicazione, “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“, ha spiegato che l’epidemia è più estesa. Sono, infatti, asbesto correlati anche il tumore del polmone, della laringe, della faringe, degli altri organi respiratori, oltre a quelli gastrici.

L’impegno dell’Ona ha permesso di proseguire nelle bonifiche, anche grazie alle segnalazioni pervenute tramite l’App amianto. Chiunque fosse interessato può rivolgersi, per la tutela legale, allo specifico sportello chiamando il numero verde 800.034.294, o chiedendo la consulenza compilando il form attraverso questo link.

L’amianto nei treni e nelle navi delle FS

Le Ferrovie dello Stato, in effetti, hanno utilizzato l’amianto sia sui treni che sui natanti. L’uso di questo materiale altamente cancerogeno è stato ammesso dalla stessa società, in primo luogo quando hanno spiegato anche durante il processo, che negli anni ’80 hanno iniziato la bonifica.

Inoltre, nel 1994 le F.S. hanno costituito un gruppo di studio per valutare il problema conseguente alla presenza di amianto a bordo delle navi traghetto. L’anno precedente venne pubblicato un altro studio che evidenzia la presenza del minerale nelle navi traghetto F.S. 

Secondo l’Ona – Osservatorio nazionale amianto, l’asbesto veniva spruzzato su paratie metalliche a scopo termo coibente o taglia fuoco, a volte libero e a volte isolato sotto lamierini, o sotto cemento (tipo bull-dog), o sotto rivestimento pennellato negli alloggi.

L’impasto cementizio o di corda veniva avvolto intorno ai tubi o alle condotte di scarico gas, a volte rivestito con lamierini rivettati o con tela cucita. Fogli in particolari zone venivano utilizzati a scopo isolante.

L’amianto si trovava anche in placche o rondelle o guarnizioni in molte parti degli impianti elettrici (quadri, interruttori, etc.), e meccanici (come per le rubinetterie).

Asbesto sulle imbarcazioni

Più in generale l’amianto sulle navi, anche quelle della Marina militare, è stato utilizzato sia in forma solida che friabile per le ottime caratteristiche del minerale. Come termoisolante per la coibentazione di strutture, parti meccaniche e elettriche, tubi per le condotte di vapore e del carburante. Ma anche come materiale fonoassorbente, per esempio per le paratie delle cabine.

Così come materiale ignifugo sia per le strutture delle navi che per gli indumenti e le tute di protezione individuale dei lavoratori (tute antifiamma). Saldatori, meccanici, elettricisti, operatori di sicurezza, addetti al decollo e appontaggio elicotteri ne hanno fatto largo uso.

Negli anni, in particolare tra gli anni ’60 e ’70, le aziende hanno utilizzato l’amianto in più di 3mila modi. Come l’Ona ha spiegato più volte l’Italia ne è ricca. Il materiale è di facile estrazione ed è poco costoso.

Ferrovie tumore al rene: vari usi dell’asbesto

L’amianto era presente in varie forme. Per esempio nell’amiantite: composto di resine e amianto per il confezionamento delle guarnizioni. In lastre di cemento amianto usate come rivestimento. Nella marinite (spesso nella varietà di amianto detta amosite): composto gessoso/cementizio/plastificato con cui si fabbricavano pannelli di rivestimento.

Nei cantieri navali gli operai lo utilizzavano per realizzare quadri elettrici, forni, piastre delle cucine, generatori di corrente. I pannelli rilasciavano molte fibre nell’aria. Nelle mattonelle in vinyl-amianto: un impasto di resine, pigmenti e fibra di amianto con cui fra gli anni ’60 e ’80 i lavoratori realizzavano le pavimentazioni anche di numerosi edifici pubblici: come ad esempio ospedali e scuole. Nei rivestimenti di pasta di malta e amianto. Nei pattini frenanti delle parti meccaniche dei macchinari.

Oristano, servizio di micro raccolta rifiuti in amianto

raccolta rifiuti
operai con dovute misure di sicurezza intenti a rimuovere amianto

Ad Oristano è attivo il servizio di micro raccolta rifiuti contenenti amianto a domicilio. Un servizio del Comune della Sardegna difficile da trovare in altri territori italiani e, invece, utilissimo per contribuire alla bonifica da questo elemento cancerogeno.

La possibilità c’è dallo scorso anno, grazie all’impegno dell’assessorato all’Ambiente. L’idea contribuisce anche ad evitare l’abbandono illegale di questi materiali, il cui smaltimento risulta particolarmente oneroso.

Nonostante questo, però, è bene sapere che soltanto ditte specializzate possono occuparsene, perché il materiale è pericoloso per le fibre che rilascia nell’aria. Fibre dette killer perché purtroppo possono causare mesotelioma, tumore della pleura, ma anche il tumore del polmone e tutta una serie di malattie asbesto correlate.

Ona: “Fondamentale la prevenzione”

Per questo l’Osservatorio nazionale amianto, oltre a stare al fianco delle vittime dell’amianto, con il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, ha realizzato anche una App per la segnalazione dei siti contaminati. L’Ona è convinta da sempre che la prevenzione sia, infatti, l’unico modo per evitare nuovi decessi.

Decessi che, purtroppo, in Italia sono stati numerosi. Quelli per mesotelioma (tumore causato soltanto dall’esposizione ad amianto) e considerato quindi sentinella, sono oltre 30mila in Italia, secondo i dati del VII Rapporto ReNaM dell’Inail. L’Ona però, come spiegato bene nel “Libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022” dell’avvocato Ezio Bonanni, sa che le vittime dell’asbesto sono molte di più.

Per questo ogni servizio che agevoli le bonifiche è importante. Nel nostro Paese ci sono, infatti, un milione di siti e micrositi ancora contenenti amianto. L’asbesto si trova nelle tubature dell’erogazione dell’acqua potabile, negli edifici pubblici, negli stabilimenti industriali, e nelle abitazioni. Per un totale di circa 40 milioni di tonnellate di asbesto e materiale che lo contiene.

Raccolta rifiuti amianto: il servizio ad Oristano

I privati residenti nel Comune di Oristano possono ora smaltire piccole quantità di manufatti in amianto (come ad esempio canne fumarie, pluviali, lastre ondulate, serbatoi…) per un peso totale massimo di 150 chili. Basta compilare e presentare domanda al protocollo dell’amministrazione comunale, utilizzando l’apposito modulo.

Il materiale deve trovarsi a terra e in buono stato di conservazione, in insediamenti civili, escludendo quelli di origine industriale e/o artigianale. Non potrà essere effettuatala la rimozione dei materiali contenenti amianto nell’ambito della micro raccolta rifiuti nel caso in cui si tratti di manufatti in amianto a matrice friabile, esistano evidenti rischi di infortunio e/o le quantità siano superiori ai 150 chili.

Le domande saranno valutate in base all’ordine di arrivo al protocollo e saranno evase fino alla concorrenza delle somme disponibili.

Come presentare la domanda

L’istanza di partecipazione dovrà essere trasmessa all’indirizzo e-mail: protocollo@comune.oristano.it specificando nell’oggetto “Domanda per il servizio di microraccolta amianto”. Oppure consegnata a mano al protocollo del Comune di Oristano, Piazza Eleonora 44. È possibile farlo, inoltre, tramite raccomandata A/R indirizzata a Comune di Oristano – Settore Sviluppo del Territorio – Ufficio Ambiente, Via Ciutadella de Menorca n. 19, 09170 Oristano, in busta chiusa e contenente sul retro l’indicazione “Contiene domanda per il servizio di micro raccolta amianto”, oltre all’intestazione del mittente.

Per i titolari di un proprio indirizzo di posta elettronica certificata, l’istanza potrà essere inviata alla casella PEC istituzionale@pec.comune.oristano.it specificando nell’oggetto “Domanda per il servizio di microraccolta amianto”.

Per ulteriori informazioni e/o chiarimenti è possibile contattare il Servizio Ambiente del Comune di Oristano al n° 0783/791617 o inviare una mail al seguente indirizzo servizio.ambiente@comune.oristano.it

Referendum senza mascherina, ma obbligo per la maturità

referendum
referendum, persona inbuca scheda elettorale

A votare per i referendum sulla giustizia, sabato 12 giugno, si potrà andare senza mascherina. Il dispositivo di protezione è soltanto fortemente raccomandato dal governo, ma non è obbligatorio. La decisione è arrivata dopo una serie di polemiche. Non si potrà adesso dare la colpa alla mascherina nel caso non fosse raggiunto il quorum del 50% più uno per rendere valido il referendum.

A porre la questione era stato Roberto Calderoli, della Lega, che è in sciopero della fame insieme ai radicali perché venga dato più spazio al referendum sulle televisioni e sui giornali. Italexit da parte sua aveva sostenuto che l’obbligo della mascherina avrebbe dimostrato “la volontà di far votare domenica 12 giugno solo l’élite, che appoggia la gestione di questo governo”.

La spiegazione data dal governo è il “mutato quadro epidemiologico”.

Al referendum no, ma obbligatori per gli studenti

La mascherina resta, però, obbligatoria per gli esami scolastici di fine anno. Il Tar del Lazio ha infatti dichiarato legittima l’ordinanza del ministero della Salute, che dispone l’obbligo della Ffp2 negli ambienti scolastici. La mascherina a maggiore protezione rispetto anche a quella chirurgica che indosseranno gli studenti di terza media e quelli che si apprestano a sostenere l’esame di maturità.

Il sottosegretario alla Salute aveva auspicato che la restrizione venisse cancellata, anche in classe nelle ultime settimane di scuola. Così non è stato e tutti hanno rispettato ligi le regole. In tanti hanno fatto notare la differenza di trattamento tra adulti e bambini in tutto il periodo della pandemia. Comunque ci si augura che con l’arrivo dell’estate il Covid dia tregua.

Mascherine, cosa cambia dal 15 giugno

“Dal 15 giugno credo – ha detto Costa in un’intervista di pochi giorni fa su Radio 1- che andremo a rimuovere le ultime misure restrittive ancora in essere. Mi riferisco all’utilizzo della mascherina nei luoghi al chiuso. Credo ci siano le condizioni”.

Il 15 giugno termina l’obbligo in cinema, teatri e manifestazioni che si svolgono al chiuso. Ma anche su bus, metro, treni, navi ed aerei. Su questa ultima questione resta il nodo e il Governo sta lavorando.

“L’obiettivo del Governo è creare le condizioni di convivenza con il virus – ha continuato Costa – guai a pensare all’obiettivo del contagio zero”.

Sempre il 15 giugno viene meno, infine, l’obbligo di vaccinazione per gli over 50 e per il personale della scuola e delle Forze dell’Ordine, mentre il personale sanitario dovrà indossarle fino al 31 dicembre 2022.