Federico D’Incà

Federico D’Incà Federico D'Incà

Federico D’Incà, nato a Belluno il 10 febbraio 1976,  è stato il primo firmatario della proposta di legge sull’amianto, ispirata all’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il nuovo ministro dei Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà

 

Prima di intraprendere la carriera politica, è stato impiegato in una società di servizi con il ruolo di analista in relazione a gestionali informatici.  Laureato in Economia e Commercio, nel 2013 viene eletto alla Camera dei deputati diventando uno dei pentastellati più noti.

In Parlamento è componente della Commissione Bilancio, Tesoro e programmazione, Commissione per l’attuazione del Federalismo Fiscale e vicepresidente della Commissione di inchiesta sulla digitalizzazione e innovazione delle pubbliche Amministrazioni. È impegnato in attività legate alla salvaguardia del territorio e alla gestione dei rifiuti.

Attivista di progetti umanitari in Africa è anche collaboratore nella realizzazione di una palestra a Mel (provincia di Belluno) di aiuto al miglioramento delle funzioni psico-motorie delle persone con disabilità.

Queste le parole del ministro dopo l’elezione: «Ringrazio il presidente Giuseppe Conte per avermi indicato come ministro dei Rapporti con il Parlamento. Sento una grande responsabilità e vi assicuro che dedicherò ogni mia energia per svolgere al meglio questo ruolo: continuerò a rappresentare le istituzioni e i cittadini con l’obiettivo di migliorare il nostro Paese e con l’entusiasmo che mi ha sempre accompagnato in questi anni».

 Ma non solo, Federico D’Incà è stato il primo firmatario della proposta di legge sull’amianto, ispirata all’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Federico D’Incà
Federico D’Incà

Il 20 marzo 2014 ha partecipato alla conferenza internazionale dal titolo Lotta all’amianto: il diritto incontra la scienza”, presso la Camera dei deputati.
Hanno partecipato alla conferenza, presieduta dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, Alberto Zolezzi e Luigi di Maio.

D’Incà, durante il suo intervento, espone la proposta di legge e sottolinea l’importanza e la necessità di poter trovare adeguate soluzioni per la bonifica, lo smaltimento dell’amianto e la tutela e prevenzione delle persone esposte:

«Siamo veramente felici, come Movimento 5 Stelle, di aver contribuito all’organizzazione di questo convegno per mettere in evidenza le problematiche relative all’amianto e trovare soluzioni adeguate».

 

 

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus  e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime dell’amianto e altri cancerogeni. L’associazione con il pool di tecnici, assiste i cittadini per la bonifica e messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria). In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. Fermo il ruolo della prevenzione primaria, la diagnosi precoce, e le terapie più tempestive, assicurano maggiori chance di guarigione, ovvero di maggiore sopravvivenza a migliori condizioni di salute. L’ONA guida anche il pool di legali, per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto. Anche i lavoratori che sono ancora privi di malattia, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. In caso di insorgenza di malattia professionale, l’ONA avvia il percorso INAIL per l’indennizzo e/o la rendita. In caso di servizio reso nelle Forze Armate, ovvero in esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, nel rapporto di pubblico impiego non privatizzato, la struttura medico legale dell’ONA avvia le domande amministrative di riconoscimento di causa di servizio e quelle di vittima del dovere. Tutte le vittime e i loro famigliari hanno diritto al risarcimento di tutti i danni. In caso di decesso, le somme sono liquidate ai famigliari, loro eredi legittimi.

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D’Incà ha conosciuto Ezio Bonanni grazie a un consigliere comunale che si è interessato ai rischi delle fibre di amianto dopo che il padre è stato colpito da una patologia asbesto correlata.

«Prima, conoscevo la problematica da un punto di vista diverso, attraverso l’informazione. Ora, anche se non ho avuto un’esperienza diretta, ho iniziato a guardare questo problema da un punto di vista diverso.
Ho sentito e sento la necessità di aiutare le persone malate e che hanno bisogno anche dal punto di vista sanitario. Quando mi sono addentrato in questa tematica ho capito quanto possa essere nocivo e influire profondamente su alcune comunità locali che vanno dal nord al sud Italia.
Con l’aiuto dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, e con l’aiuto dello pneumologo Alberto Zollezi abbiamo elaborato questa importante proposta di legge».

La proposta di legge n. 1366, stabilisce termini specifici per eseguire la mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, nonché la bonifica; inoltre termini perentori, ovvero con specifica data, per attuare la decontaminazione dei luoghi di lavoro dai materiali in amianto.

Prevede anche la sostituzione dell’amianto con materiali non cancerogeni; la collocazione in pensione dei lavoratori con patologie asbesto correlate e le maggiorazioni contributive per il personale militare.

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