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lunedì, Aprile 19, 2021

Federico D’Incà

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Federico D’Incà è il nuovo Ministro dei Rapporti con il Parlamento

Federico D’Incà, nato a Belluno il 10 febbraio 1976, prima di intraprendere la carriera politica, è stato impiegato in una società di servizi con il ruolo di analista in relazione a gestionali informatici e successivamente come caposettore in una multinazionale della grande distribuzione.

Laureato in Economia e Commercio, nel 2013 viene eletto alla Camera dei deputati ed è uno dei pentastellati più noti. In Parlamento è componente della Commissione Bilancio, Tesoro e programmazione. Inoltre, della Commissione per l’attuazione del Federalismo Fiscale e vicepresidente della Commissione di inchiesta sulla digitalizzazione e innovazione delle pubbliche Amministrazioni.

È impegnato in attività legate alla salvaguardia del territorio e alla gestione dei rifiuti.
Attivista di progetti umanitari in Africa è anche collaboratore nella realizzazione di una palestra a Mel di aiuto al miglioramento delle funzioni psico-motorie delle persone con disabilità.

Queste le parole del ministro dopo l’elezione: «Ringrazio il presidente Giuseppe Conte per avermi indicato come ministro dei Rapporti con il Parlamento.
Sento una grande responsabilità e vi assicuro che dedicherò ogni mia energia per svolgere al meglio questo ruolo: continuerò a rappresentare le istituzioni e i cittadini con l’obiettivo di migliorare il nostro Paese e con l’entusiasmo che mi ha sempre accompagnato in questi anni».

Ma non solo, Federico D’Incà è stato il primo firmatario della proposta di legge sull’amianto, ispirata all’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
Il 20 marzo 2014 ha partecipato alla conferenza internazionale dal titolo “Lotta all’amianto: il diritto incontra la scienza”, presso la Camera dei deputati.
Hanno partecipato alla conferenza, presieduta dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, Alberto Zolezzi e Luigi di Maio.

D’Incà, durante il suo intervento, espone la proposta di legge e sottolinea l’importanza e la necessità di poter trovare adeguate soluzioni per la bonifica, lo smaltimento dell’amianto e la tutela e prevenzione delle persone esposte:

«Siamo veramente felici, come Movimento 5 stelle, di aver contribuito all’organizzazione di questo convegno per mettere in evidenza le problematiche relative all’amianto e trovare soluzioni adeguate».

D’Incà ha conosciuto Ezio Bonanni grazie a un consigliere comunale che si è interessato ai rischi delle fibre di amianto dopo che il padre è stato colpito da una patologia asbesto correlata.

«Prima, conoscevo la problematica da un punto di vista diverso, attraverso l’informazione. Ora, anche se non ho avuto un’esperienza diretta, ho iniziato a guardare questo problema da un punto di vista diverso.
Ho sentito e sento la necessità di aiutare le persone malate e che hanno bisogno anche dal punto di vista sanitario. Quando mi sono addentrato in questa tematica ho capito quanto possa essere nocivo e influire profondamente su alcune comunità locali che vanno dal nord al sud Italia.
Con l’aiuto dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, e con l’aiuto dello pneumologo Alberto Zollezi abbiamo elaborato questa importante proposta di legge».

La proposta di legge n. 1366, stabilisce termini specifici per eseguire la mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, nonché la bonifica; inoltre, termini perentori, ovvero con specifica data, per attuare la decontaminazione dei luoghi di lavoro dai materiali in amianto.

Prevede anche la sostituzione dell’amianto con materiali non cancerogeni; la collocazione in pensione dei lavoratori con patologie asbesto correlate e le maggiorazioni contributive per il personale militare.

La proposta di legge nel dettaglio:

Art. 1: è fatto OBBLIGO ALLE AMMINISTRAZIONI COMPETENTI E AI PROPRIETARI PRIVATI di PROVVEDERE ALLA BONIFICA dell’amianto o dei materiali contenenti amianto ENTRO IL 1° GENNAIO 2020

Art 2: Nei LUOGHI DI LAVORO dove i lavoratori sono, o possono essere, esposti alla polvere proveniente da amianto o da materiali contenenti amianto ivi presente, IL DATORE DI LAVORO, DEVE PROVVEDERE ALLA BONIFICA DI TALI MATERIALI ENTRO IL 1° GENNAIO 2020

Art. 3: OPERAZIONI DI BONIFICA dell’amianto o dei materiali contenenti amianto di cui agli articoli 1 e 2, gli interventi di rimozione di coperture, tettoie e altri rivestimenti di immobili su edifici esistenti sono eseguiti in modo che le successive azioni di verifica, manutenzione e riparazione delle opere stesse e delle loro pertinenze, comprese le componenti tecnologiche, avvengano in condizioni di sicurezza per i lavoratori

Art. 4 Fuori dei casi previsti dagli articoli 1 e 2, è fatto obbligo di diminuire progressivamente il rischio di esposizione all’amianto attraverso la PROGRESSIVA SOSTITUZIONE DEI MATERIALI IN AMIANTO con altri prodotti di uso equivalente non contenenti amianto e altre sostanze cancerogene

Art. 5 Entro il 1° gennaio 2015, la PRESENZA DI AMIANTO, in qualunque luogo, deve essere evidenziata con l’apposizione di un’etichetta chiara e visibile recante l’indicazione della presenza di amianto e il simbolo del teschio raffigurante la morte. Entro la stessa data terminare la mappatura.

Art. 6. RIAPERTI I TERMINI DI RICHIESTA DEI BENEFÌCI PREVIDENZIALI (DL 269/2003 art 47 c.1) ai lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto che devono presentare domanda agli enti previdenziali presso i quali sono iscritti entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Per gli addetti alle bonifiche o per coloro che lavorano in ambienti nei quali sono presenti fibre di amianto, al fine del riconoscimento dei benefici previdenziali non è fissato nessun termine per la presentazione della relativa domanda.

Art. 7. COLLOCAZIONE IN PENSIONE DEI LAVORATORI AFFETTI DA PATOLOGIE ASBESTO CORRELATE. I lavoratori affetti da patologie asbesto correlate di origine professionale, qualora non abbiano ancora raggiunto i requisiti per la maturazione del diritto alla pensione, anche dopo la rivalutazione del periodo contributivo possono comunque accedere al pensionamento anticipato, con il sistema contributivo.

Artt. 9 e 10: MAGGIORAZIONI CONTRIBUTIVE PER IL PERSONALE MILITARE. Gli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia, compresi l’Arma dei carabinieri e il Corpo della guardia di finanza, che nel corso dell’attività̀ di servizio prestata nelle installazioni o a bordo di naviglio dello Stato sono stati esposti all’amianto per oltre dieci anni, hanno maggiorazioni contributive con un coefficiente pari all’1,5 del periodo di esposizione, lo stesso vale per la stessa tipologia di soggetti a cui sia stata diagnosticata una patologia professionale.

Art. 11: ISTITUZIONE DEL REGISTRO NAZIONALE DEI LAVORATORI ESPOSTI all’amianto e dei casi accertati di patologie asbesto-correlate. È istituito, d’intesa con le regioni, il Registro nazionale dei lavoratori esposti all’amianto e dei casi accertati di patologie asbesto-correlate, realizzato mediante la raccolta e l’analisi dei dati rilevati a livello territoriale, dei dati contenuti nei registri tumori e dei dati rilevati delle associazioni delle vittime dell’amianto.

Art. 12: RIMOZIONE DELL’AMIANTO DA EDIFICI PRIVATI. Inserimento dell’intervento fra le spese detraibili per interventi di recupero del patrimonio edilizio con il 72% di defiscalizzazione.

Art. 13: PRESTAZIONI SANITARIE PER I LAVORATORI ESPOSTI ED EX ESPOSTI ALL’AMIANTO. I lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto hanno diritto a fruire gratuitamente dei necessari controlli sanitari ai fini della diagnosi precoce e, in caso di patologia ai trattamenti sanitari specifici.

Art. 14: FONDO per il RISANAMENTO DEI LOCALI PUBBLICI E APERTI AL PUBBLICO. Per l’attuazione della bonifica dei locali pubblici e aperti al pubblico di cui all’articolo 1, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è istituito un apposito fondo. La dotazione del fondo è stabilita in 100 milioni di euro.

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