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Quarta dose per anziani e fragili, i nipoti portano i nonni

quarta dose
siringa con dose vaccino

Al via la campagna di informazione per la quarta dose di vaccino anti Covid per gli anziani e i più fragili.

I contagi aumentano in Italia, in un momento, quello estivo, che si sperava fosse di sollievo nella lotta contro la pandemia. L’Omicron 5 invece non dà tregua e i numeri non sono incoraggianti.

Quarta dose, il Twitter del ministro Speranza

L’invito del ministro alla Salute, Roberto Speranza, passa intanto per Twitter dove posta uno spot che vede protagonisti nonni e nipoti. Sono proprio i più giovani che spingono i familiari ad aderire al secondo booster.

La campagna informativa è stata organizzata dal dicastero e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e sarà trasmessa anche in televisione e in radio.

Quarta dose, prenota online: #facciamolopernoi

“La quarta dose del vaccino anti Covid-19 è importante per proteggere over 80, anziani residenti nelle Rsa, over 60 fragili. E ridurre il numero dei ricoveri. Chiedi al tuo medico di famiglia. Prenota online. #facciamolopernoi”, questo il messaggio di Speranza.

“E pensare che per tanti anni sono stato io ad avere bisogno di te, della tua guida, della tua protezione”, afferma il nipote. “Mi accorgo di quanto hai fatto per me in tutto questo tempo” e “sono io a prendermi cura di te” portandoti a fare la quarta dose.

“Nonna, andiamo?”, chiede il ragazzo. “Andiamo”, risponde l’anziana sorridendo. Poi la scritta che recita: “Il vaccino è fondamentale per proteggere te e coloro che ami. Rispetta sempre le regole di comportamento. Per ulteriori informazioni: www.salute.gov”.

Monoclonali, antivirali e vaccini contro il Covid

“Siamo in una fase di ripresa dei contagi – ha specificato il ministro alla Salute – anche se la percentuale di ricaduta sui nostri presidi sanitari è più limitata rispetto al passato, ci sarà comunque”.

In questo momento, però, “abbiamo monoclonali, antivirali e il 90% della popolazione vaccinata con 2 dosi. Possiamo affrontare il futuro con maggior serenità. Il Covid è ancora una sfida aperta, la partita non è archiviata. Per questo, il mio appello, soprattutto ai più fragili, è fare il secondo richiamo e, per tutti, di usare la mascherina nelle situazioni a rischio”.

Roberto Speranza ha infine annunciato che la campagna vaccinale continua e che, in autunno, sarà ampliata la fascia di età per il richiamo”.

L’Ona al fianco di medici e dei più fragili

Con l’arrivo del Covid l’Osservatorio nazionale amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, hanno da subito consigliato maggiore prudenza per chi ha una patologia asbesto correlata.

Il Covid 19 è infatti ancora più pericoloso per chi ha patologie pregresse. L’amianto causa il mesotelioma e altri tumori e i lavoratori e i cittadini colpiti devo fare ancora più attenzione. Ora che le limitazioni si allentano le persone fragili non devono abbassare la guardia e fare anche la quarta dose per una maggiore sicurezza.

Victoria Boliviana: scoperta la ninfea più grande del mondo

Victoria Boliviana
Victoria Boliviana, ninfea più grande del mondo

Victoria boliviana è la ninfea gigante conservata alla Waterlily House di Kew (Londra) per 177 anni, appartiene a una nuova specie botanica.

Vittoria: la ninfea gigante della regina 

La ninfea gigante in questione ha preso il nome dalla regina Vittoria d’Inghilterra nel 1837.

Fino a qualche tempo fa, si riteneva che fosse una variante della specie “Victoria amazonica”.

Oggi, un team di esperti mondiali in scienza, orticoltura e arte botanica, guidato da Lucy Smith dei Royal Botanic Gardens, ha scientificamente dimostrato che “Victoria boliviana” è una nuova specie.

Lo studio dal titolo “Revised Species Delimitation in the Giant Water Lily Genus Victoria (Nymphaeaceae) Confirms a New Species and Has Implications for Its Conservation”, è stato pubblicato su Frontiers in Plant Science.

Victoria: una ninfa da record

Ma le sorprese non finiscono qui: Victoria boliviana è ora la ninfea più grande del mondo, con foglie che raggiungono i tre metri di larghezza in natura. Più grande di un tavolo da ping-pong, per intenderci!

Giardini La Rinconada a Santa Cruz (Bolivia).

A detenere l’attuale record di grandezza è la ninfea conservata nei Giardini La Rinconada a Santa Cruz (Bolivia), dove le foglie sono cresciute fino a 3,2 metri.

Piacere, mi chiamo “Victoria” 

Mi chiamo “Victoria boliviana” e, come si evince da nome, sono originaria della Bolivia. Cresco in una delle più grandi zone umide del mondo, il Llanos de Moxos, nella provincia di Beni (ha come capoluogo Trinidad).

Produco molti fiori all’anno, ma ognuno si schiude a sua volta, uno alla volta, e solo per due notti, con sfumature che vanno dal bianco al rosa. Ho delle foglie spinose e appuntite come lame, circolari, abbastanza forti da sostenere il peso di un bambino piccolo. Le spine lungo i bordi servono a difendermi dai pesci.

Victoria boliviana
Foto di Elsemargriet da Pixabay

Galleggio senza problemi, nonostante le mie dimensioni, grazie alla complicata struttura di costole (le “vene” delle foglie) presenti sulla faccia inferiore, quella che poggia sull’acqua. Esse formano un reticolo al cui interno restano intrappolate delle sacche d’aria che fungono da salvagente.

La parte inferiore delle foglie è simile a un incrocio tra un ponte sospeso e il tetto di una vecchia cattedrale.

Nessun nome “locale” per me

Gli indigeni hanno da tempo nomi locali per altre le due specie conosciute: “auapé-yaponna“, per Victoria amazonica, che usano per fare una tintura per capelli nera, e “yrupé, “yacare yrupé” o “naanók lapotó” per Victoria cruziana, i cui semi possono sostituire il mais. Per me niente nome, proprio perché pensavano fossi una variante delle specie già note.

Sono raffigurata nello stemma della Guyana.

Come si è arrivati alla scoperta 

A sospettare dell’esistenza di una terza specie del genere Victoria (insieme a V. amazonica, V. cruziana), è stato Carlos Magdalena, un esperto mondiale di ninfee e uno degli orticoltori botanici senior dell’erbario di Kew, (quartiere di Londra situato nel distretto di Richmond upon Thames).

Ricostruiamo la storia

Nel 2016, le istituzioni boliviane del Giardino Botanico di Santa Cruz de La Sierra e dei Giardini La Rinconada, avevano donato una collezione di semi di ninfea giganti della “presunta” terza specie all’erbario londinese.

Victoria Boliviana
Foto di Spencer Wing da Pixabay 

Osservando la ninfea crescere fianco a fianco con le altre due specie di Victoria, Magdalena notò delle evidenti differenze, sia nella distribuzione delle foglie appuntite, sia nella forma dei semi, oltre ad altri interessanti dettagli.

Da lì, ha iniziato a fare ricerche nei giardini botanici della Bolivia

Un rompicapo durato 177 anni

Nel 1832, Victoria amazonica fu la prima specie ad essere nominata nel suo genere.

«A causa della mancanza di dati, non siamo mai stati in grado di fare confronti con nessuna nuova specie trovata da allora, un fattore che ha portato all’originale errata identificazione del nuovo Ninfea»- affermano gli studiosi. 

Per via delle loro dimensioni, queste ninfee sono state alquanto difficili da raccogliere, conservare e studiare. 

Tuttavia, i ricercatori di Kew sono stati finalmente in grado di ottenere campioni di DNA e li hanno comparati con quelli di alcuni esemplari freschi delle altre specie. 

Hanno anche usato i dati pubblicati sull’attività genomica e genica su V. cruziana. L’analisi genetica ha trovato inserzioni e delezioni del DNA nei cloroplasti.

Victoria cruziana
(c) https://species.wikimedia.org/wiki/Victoria_cruziana

Risultato?

L’esito delle analisi ha confermato che V. boliviana è una nuova specie distinta dalle altre due.

«Descrivere nuove specie è fondamentale per gli sforzi di conservazione di fronte alla perdita di biodiversità e ai cambiamenti climatici» afferma soddisfatto Magdalena.

Una meraviglia della natura

Carlos Magdalena, ha poi descritto la pianta come “una delle meraviglie botaniche del mondo”.

«È assurdo che una pianta di queste dimensioni, con questo livello di fama, sia stata scoperta solo nel 2022».

«È una cosa abbastanza insolita. Evidenzia che potrebbero esserci tantissime altre varietà sconosciute e che, alla fine, sappiamo ben poco del nostro mondo naturale». Afferma l’esperto.

Victoria è anche un’opera d’arte  

Lucy Smith, artista botanica freelance che collabora con l’erbario di Kew da oltre venti anni, ha creato delle stupende illustrazioni scientifiche della nuova ninfea Victoria

Dal momento che i fiori delle ninfee giganti si aprono solo al crepuscolo, l’artista ha passato intere notti sveglia nelle serre dell’erbario, per disegnare e dipingere i fiori della meravigliosa variante.

Poi, qualcosa ha attirato particolarmente la sua attenzione!

La nuova pianta somiglianza in maniera impressionante a quella disegnata nel 1845 dall’ artista botanico dell’erbario di Kew, Walter Hood Fitch, che aveva ritratto un esemplare raccolto in Bolivia.

Alla fine, la ninfea gigante dei giardini di Kew si è rivelata essere la stessa specie sconosciuta e segnalata come nuova specie da Fitch.

Piccola curiosità: l’erbario di Kew è l’unico posto al mondo in cui tutte e tre le specie del genere Victoria – amazonica, cruziana e ora boliviana – possono essere viste fianco a fianco.

Fonti 

Frontiers in Plant Science

kew.org

science.org

Come risparmiare l’acqua, la campagna informativa del Mite

risparmiare l'acqua
rubinetto chiuso con goccia d'acqua

La siccità sta colpendo questa estate l’Europa mai come prima finora, una campagna di informazione spiega come risparmiare l’acqua. In Italia sono 5 le Regioni più a rischio, che hanno richiesto lo stato di emergenza.

Nei paesi occidentali il consumo medio pro capite è molto più alto rispetto a quelli più poveri che spesso non ne hanno a sufficienza.

Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente nel 2019 il consumo medio d’acqua in Europa era pari a 144 litri d’acqua potabile al giorno. Una statistica Ipsos dimostra come in Italia il consumo giornaliero è di 220 litri pro capite.

In questo senso non facciamo scelte sostenibili, ma è anche vero che la risorsa idrica si disperde (quasi per la metà) in tubature vetuste e danneggiate.
Ognuno di noi comunque può fare la sua parte e in questo momento è ancora più necessario impare ad utilizzare questa preziosa risorsa con maggiore accortezza.

Risparmiare l’acqua, la campagna d’informazione del Mite

Il Mite, ministero per la Transazione ecologica, ha realizzato nei mesi scorsi una campagna di informazione che ha toccato diverse città d’Italia. Si chiama: H2O “Ho rispetto per l’acqua”.

L’obiettivo è stato quello di “informare il singolo su comportamenti e pratiche virtuose. Ma allo stesso tempo a mettere in luce le criticità sulla dispersione idrica e sulla distribuzione, creando tavoli di lavoro tra Enti, Istituzioni, Gestori e Società Private”.

Soltanto il 3% dell’acqua presente sul Pianeta è acqua dolce mentre la restante appartiene a mare e oceani. Il 79% dell’acqua dolce è in forma solida (ghiaccio), mentre il 20% si trova nel sottosuolo.

Risparmiare l’acqua, cosa può fare il singolo cittadino

I consigli per risparmiare l’acqua diffusi dal Mite sono 15. Alcuni banali e già noti, ma in questo momento val la pena ricordarli.

“Chiudi sempre il rubinetto quando non serve, ad esempio mentre ti lavi i denti o ti insaponi. Una doccia di circa 10 minuti consuma fino a 200 litri d’acqua.

Mentre ti radi, non risciacquare il rasoio sotto l’acqua corrente sprecando 6 litri d’acqua al minuto, ma riempi con poca acqua il lavandino per pulirlo.
Se puoi, preferisci la doccia al bagno in vasca: potrai abbassare i consumi del 75%!

Se sei solito far scorrere il rubinetto in attesa dell’acqua calda, impara a raccogliere e riutilizzare per altri scopi quella fredda.

Semplicemente installando il frangigetto ai tuoi rubinetti otterrai un risparmio idrico fino al 50%: per una famiglia di tre persone parliamo di circa 600.000 litri di acqua in meno ogni anno!

Installa una cassetta a doppia pulsantiera sul tuo wc per regolare il carico d’acqua dello sciacquone.

Se ti accorgi di una perdita del water, non rimandare la sua riparazione! Eviterai lo spreco di circa 52.000 litri d’acqua in un anno.
Preferisci la lavastoviglie al lavaggio a mano e utilizzala sempre a pieno carico.

Evita di sciacquare i piatti sotto il rubinetto prima di inserirli in lavastoviglie, sprecando 38 litri di acqua ogni volta”.

Gli elettrodomestici possono essere d’aiuto

“Se puoi, sostituisci i vecchi elettrodomestici con modelli Classe A++ “Energy star”. Le nuove lavatrici e lavastoviglie consentono di risparmiare fino al 50% d’acqua e di regolare la quantità erogata in base al carico.

Per avere il massimo dell’efficienza e del risparmio, ricordati sempre di utilizzare lavatrice e asciugatrice a pieno carico e in modalità eco”.

Questo contribuisce alla tutela dell’ambiente, strettamente correlata a quella della salute. Così come sostenuto dall’Osservatorio nazionale amianto e dal suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni.

Impara a riutilizzare l’acqua: quella della condensa dei condizionatori, per esempio, può essere utile per lavare per terra o per riempire il ferro da stiro. Questo consente risparmi sulla bolletta e allunga la vita dell’elettrodomestico, perché si tratta di acqua priva di calcare!”

E ancora: “Non scongelare gli alimenti lasciandoli sotto l’acqua corrente: si sprecano ben 6 litri al minuto! Puoi riutilizzare l’acqua calda di cottura per sgrassare piatti e padelle”.

All’esterno

“Controlla regolarmente il contatore, ad esempio verificando i tuoi consumi mentre non sei in casa. In questo modo potrai rilevare eventuali perdite, risparmiando fino a 2.000 litri l’anno!

Se hai un giardino, prova a posizionare un contenitore per raccogliere l’acqua piovana collegandolo a dei tubi per innaffiare o a un semplice sistema di irrigazione a goccia”.

Siccità, sono 5 le regioni già in stato di emergenza

Siccità
terra secca da cui escono piante di mais

Roghi, ondate di calore e siccità, sono questi tre elementi che caratterizzeranno l’estate 2022. Una stagione diversa da ogni altro anno, con temperature più alte della media e piogge sempre più isolate.

È proprio a causa di questo caldo infernale e della mancanza di pioggia, che si chiede lo stato di emergenza per almeno 5 regioni italiane.

Nel dettaglio, l’emergenza coinvolge l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, il Piemonte e il Veneto

Grazie allo stato di emergenza annunciato, le suddette regioni potranno usufruire di particolari mezzi di soccorso destinati alla popolazione. Inoltre, le stesse regioni potranno accedere anche a dei fondi speciali destinati a contrastare questa crisi.

Per far fronte ai primi interventi sono stati stanziati 36.500.000 euro a carico del Fondo per le emergenze nazionali, così ripartiti:

  • 10.900.000 euro all’Emilia-Romagna;
  • 4.200.000 euro al Friuli Venezia Giulia;
  • 9.000.000 euro alla Lombardia;
  • 7.600.000 euro al Piemonte;
  • 4.800.000 euro al Veneto.

Il settore più colpito dalla crisi idrica è quello agricolo, che conta già una perdita del raccolto di riso pari al 30%, per arrivare poi ad una perdita complessiva del 40%.

Il piano di Webuild potrebbe salvarci dalla siccità?

Per contrastare il fenomeno della siccità scende in campo la Webuild, la multinazionale italiana che ha progettato un piano per recuperare enormi quantità di acqua e intende farlo direttamente dai nostri mari.

Come? Il piano della Webuild prevede l’installazione di desalinizzatori per rendere potabile l’acqua di mare. Il nostro Paese in questo è fortunato, essendo una penisola, l’unica cosa che non mancherà mai è proprio l’acqua di mare.

Siccità

Secondo Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild, il progetto da loro ideato, che prende il nome di “Acqua per la vita”, sarebbe la soluzione perfetta per porre rimedio alla siccità.

Basterebbe una spesa pari a 2-3 miliardi di euro per installare i dispositivi nelle aree più in difficoltà.

Acquedotti vetusti e pieni di amianto

L’Italia è da anni che deve affrontare un grosso problema, ovvero quello degli acquedotti ormai vetusti e portatori di numerose preoccupazioni, tra cui le fibre di amianto.

Si, perché gli impianti dei nostri acquedotti sono così vecchi da presentare ancora 125.000 km di tubature in amianto.

Acqua potabile

Una vera e propria emergenza, sollevata in svariate occasioni anche dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto. Difatti, il Presidente ONA, l’avv. Ezio Bonanni ha discusso della problematica amianto nell’acqua potabile, anche in uno degli episodi di ONA TV.

Per conoscere maggiori dettagli sull’emergenza amianto nell’acqua potabile, ti consigliamo di leggere questo articolo.

Tubature vecchie e piene di buchi generano una crisi idrica, ma anche economica. Basta pensare alle quantità di acqua perse, proprio lungo il percorso che l’acqua compie attraverso le tubature, per arrivare fino ai rubinetti delle nostre case.

Che sia arrivata veramente l’ora di avviare un cambiamento totale e rivoluzionario della nostra rete idrica?! Speriamo proprio di si!

Lazio, droni per trasportare medicinali, plasma e organi

droni
drone che vola

I droni voleranno nei cieli laziali per portare farmaci, plasma, organi e dispositivi medici. Il Lazio è una delle prime regioni italiane ad avviare il progetto. La Regione e l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, hanno firmato oggi, 5 luglio 2022, il Protocollo d’intesa. L’iniziativa rientra nella promozione della Mobilità Aerea Avanzata (Aam).

Un sistema tecnologicamente avanzato, abbinato ai droni, che rafforzerà i servizi offerti dalle Aziende sanitarie regionali. Queste ultime potranno intervenire con maggiore tempestività ed efficacia sfruttando in maniera flessibile la terza dimensione, quella aerea. L’iniziativa, che partirà nel 2023, in futuro sarà in grado di trasportare anche persone e merci.

Il progetto, che andrà avanti per 3 anni, prevede lo studio dell’ambiente normativo sia aeronautico che urbanistico, operativo e tecnico. Saranno studiate anche le rotte utilizzabili dai droni e le infrastrutture idonee.

Il sistema di Mobilità aerea avanzata

Il sistema di Mobilità aerea avanzata, declinato in questo particolare genere di trasporto, permetterà di utilizzare in maniera integrata i cieli in alternativa alla mobilità terrestre. I vantaggi che miglioreranno la condizione di vita dei pazienti e potranno risolvere situazioni di emergenza per la salute. Consentirà inoltre anche un basso impatto ambientale locale grazie alla riduzione dei consumi, del rumore e delle emissioni.

In occasione della firma del Protocollo è stata inaugurata, in collaborazione con Leonardo e AdR, un’area sperimentale, “sandbox”, dove un drone a propulsione elettrica ha trasportato materiale biomedicale dall’aeroporto al centro. Il drone ha utilizzato la modalità di controllo automatico.

Droni, Leonardo impegnata da anni nella sperimentazione

Da alcuni anni Leonardo è impegnata nelle sperimentazioni. Ora, con questa area apposita a Fiumicino, una delle prime in Europa a essere collocata in prossimità di un grande aeroporto internazionale, Leonardo potrà, in collaborazione con Aeroporti di Roma e in coordinamento con Enac ed Enav, quindi testare nuovi concetti operativi.

L’obiettivo è quello di accelerare il processo di maturazione tecnologica. Ma anche regolamentare e procedurale supportando al contempo l’evoluzione normativa, con l’obiettivo di passare dalla sperimentazione alla fornitura di servizi essenziali ai cittadini.

Anche AdR sta lavorando attivamente in questo campo per progettare le strutture a terra, chiamati vertiporti. Questo permetterà di facilitare l’avvio operativo di questo tipo di servizio su Roma.

All’evento di questa mattina era presente il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

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