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Novara, processo Eternit bis: sfilano i testi della difesa

Novara
tetto di eternit

Il troncone del processo Eternit – bis che conta un numero elevato di vittime dell’amianto (ben 392), riprende oggi (11 luglio 2022), davanti la Corte d’Assise di Novara.

Stephan Schmidheiny è l’unico imputato, accusato dell’omicidio volontario di tanti operai che hanno lavorato nella sua azienda a contatto con l’amianto, ma anche tantissimi residenti vicino la fabbrica incriminata.

Novara, riprende il processo Eternit bis

Il 23 maggio scorso l’udienza era saltata per l’impossibilità di un testimone della difesa di raggiungere l’Italia. Sarà quindi ascoltato oggi, come scrive IlMonferrato.it, il professor Gary M. Marsh, professore dell’università di Pittsburgh.

Si tratta di un consulente della difesa dell’imprenditore svizzero 74enne.
Il professore sarà quindi controinterrogato a Novara dai due pm, Gianfranco Colace e Mariagiovanna Compare.

Attesa per la sentenza del processo di Appello a Torino

Tra pochi giorni uscirà, invece, la sentenza del processo Eternit bis di Torino, davanti al Corte di Appello, che vede imputato sempre Stephan Schmidheiny. L’udienza per le repliche dopo le discussioni di avvocati e pm è fissata per il 14 luglio.

Il procuratore generale ha chiesto la conferma della condanna di primo grado per l’imputato, a 4 anni di reclusione. L’imprenditore, ex proprietario dell’Eternit, è accusato di omicidio colposo plurimo, aggravato dalla previsione dell’evento, di due persone. Sono Rita Rondano e Giulio Testore, entrambi lavoratori nello stabilimento Eternit di Cavagnolo.

Gli avvocati Ezio Bonanni e Merlino Ferrero assistono i familiari di Testore (colpito da asbestosi), che si sono costituiti parte civile. Anche l’Osservatorio nazionale amianto si è costituito parte civile.

Novara, il caso Eternit

Il processo Eternit dopo due condanne, in primo grado e in appello, si era concluso con la prescrizione dichiarata dalla Corte di Cassazione. Il pubblico ministero aveva ipotizzato il reato di disastro ambientale.

La richiesta di giustizia delle tante famiglie che hanno perso i propri cari a causa dell’amianto è ancora forte. E’ stato così incardinato il processo Eternit bis, dove l’accusa è diversa tra i vari tronconi, e va dall’omicidio colposo all’omicidio volontario, quest’ultimo contestato a Novara.

Schmidheiny è stato condannato più volte per omicidio colposo, ma mai ancora in via definitiva.

I familiari delle vittime dell’amianto, invece, lottano ogni giorno per veder riconosciuti i propri diritti. Dopo aver perso un loro caro spesso si vedono negati rendite e risarcimenti e devono intraprendere lunghissime battaglie legali per ottenerli. Si sentono abbandonati dallo Stato e questa vicenda segnerà tutta la loro vita.

L’Osservatorio nazionale amianto

L’Osservatorio nazionale amianto è nato per loro. Per offrire supporto, prima di tutto, e poi assistenza legale e tecnica. Il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, ha racchiuso nel “Libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“, tutto il dolore, ma anche tutti i dati relativi a questa che è una vera e propria strage.

Se, infatti, l’Inail conta i casi di mesotelioma dal 1992, anno in cui è stato messo al bando l’amianto, nel VII Rapporto ReNaM, secondo l’Ona le vittime sono molte di più. Bisogna infatti aggiungere tutte quelle legate alle patologie asbesto correlate. Tra queste il tumore al polmone, alla faringe, alla laringe, alle ovaie e tante altre, che possono essere causate anche dall’esposizione all’amianto.

L’Ona insiste anche per le bonifiche, perché il territorio è ancora fortemente contaminato da materiali contenenti asbesto. Ha realizzato per questo anche una App per contribuire alla mappatura.

Toscana, investimenti aziende e amianto: spostata scadenza bando

investimenti
onduline di amianto

C’è ancora tempo per presentare domanda per i finanziamenti destinati a investimenti aziendali in Toscana. Con i 26 milioni di euro a disposizione è possibile anche rimuovere l’amianto.

La Regione Toscana ha spostato la scadenza del bando legato al Psr, che prima era fissata per il 4 luglio. Adesso, invece, è possibile richiedere le somme che sono necessarie fino al 25 luglio prossimo. Venti giorni in più che hanno consentito l’aggiornamento dei valori unitari di costo per i frantoi oleari e per i nuovi impianti erboreie la modulistica di Artea.

Investimenti per le aziende agricole

Il bando è, infatti, destinato alle aziende agricole e copre fino al 40% delle spese sostenute per investimenti materiali e immateriali.

All’avviso pubblico possono partecipare gli imprenditori agricoli professionali, i così detti Iap, anche iscritti agli elenchi regionali a titolo provvisorio, e i soggetti loro equiparati.

Tra i lavori finanziati rientrano anche quelli che prevedono la rimozione e lo smaltimento delle coperture in amianto, comprese quelle dei capannoni e delle rimesse.

I danni causati dall’amianto

L’amianto è un minerale che è stato molto utilizzato in Italia soprattutto durante gli anni ’70 per le sue caratteristiche. L’asbesto è, infatti, ignifugo e fonoassorbente, nonché molto flessibile. Una sua miscela con il cemento ha dato vita all’eternit, le onduline con cui sono ancora formati tanti tetti e coperture.

Già negli anni ’40 erano noti anche i pericoli legati all’asbesto, ma le aziende non hanno smesso di utilizzarlo fino alla messa al bando, con la legge 257/1992. Da allora sono passati 30 anni e ancora il territorio è disseminato di materiali in amianto che contaminano l’ambiente e mettono a serio rischio la salute di chi ne viene a contatto.

Le sue fibre causano, infatti, come spiegato dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, nel “Libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“, tante malattie spesso con esito infausto. Prima tra tutte il mesotelioma. E poi il tumore del polmone, della faringe, della laringe e delle ovaie. Le patologie asbesto correlate possono manifestarsi anche a distanza di 30-40 anni dall’esposizione.

L’Inail, che riconosce la rendita per malattia professionale, ha registrato tutti i casi di mesotelioma dal 1992. Gli ultimi dati sono contenuti nell’ultimo rapporto ReNaM, il VII. Le vittime dell’amianto, però, secondo l’Ona sono molte di più. Circa 7mila l’anno.

Gli altri interventi finanziati dal bando

Il bando copre le spese per altri interventi nelle aziende agricole. Tra questi la costruzione o la ristrutturazione di fabbricati da usare per scopi produttivi o per locali di trasformazione e vendita dei prodotti agricoli. Interventi di efficientamento energetico dei fabbricati, serre comprese. La costruzione o il rifacimento di strutture per lo stoccaggio dei reflui zootecnici sia palabili che liquidi.

E ancora la realizzazione o la ristrutturazione di sistemi di recupero delle acque aziendali. La realizzazione di miglioramenti fondiari, dagli impianti di coltivazioni poliennali, alle sistemazioni idrauliche agrarie, alle recinzioni per gli allevamenti.

Sono finanziati anche l’acquisto di macchinari e attrezzature. L’acquisto e la realizzazione di targhe, cartelloni e poster per attività di informazione e di pubblicità. Così come pure l’acquisto di beni immateriali come software e siti web.

I giovani agricoltori (con meno di 40 anni), hanno diritto ad un aumento del 10% del contributo e per le zone montane di un altro 10%.

La somma minima finanziata è di 5mila euro, mentre quella massima varia da 150mila a 350mila euro.

Gli aspiranti beneficiari devono inviare le domande, debitamente compilate, ad Artea entro le 13 del 25 luglio 2022.

Libri verdi all’arsenico: un team li ha raccolti e identificati

Libri verdi
libri verdi all'arsenico

Anticamente, per colorare i libri si usava un pigmento verde tossico. Un museo ha raccolto i testi “avvelenati”.

Libri avvelenati: una ricercatrice li ha individuati e catalogati

Libri. Nel XIX secolo andava di moda il colore verde smeraldo. Usato sia per confezionare capi di abbigliamento, sia nell’arredamento di casa, sia per rilegare le copertine dei libri, in realtà il pigmento conteneva arsenico.

La cosa ha incuriosito Melissa Tedone, responsabile del laboratorio per la conservazione del materiale librario del Winterthur Museum, Garden & Library nel Delaware (USA).

Risultato? La studiosa ha avviato il “Poison Book Project”, progetto che ha il fine di individuare e catalogare i volumi tossici sparsi in tutto il mondo.

Al momento, il team ha rintracciato 88 libri del XIX secolo “contaminati”.

Libri avvelenati
Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay 

Di questi, settanta hanno una copertina in stoffa verde brillante, gli altri presentano parti pigmentate all’interno, sotto forma di etichette cartacee o decorazioni. La ricercatrice ha inoltre individuato un libro “velenoso” in un mercato locale.

Tranquilli! L’importante è mangiare i libri solo con gli occhi

Al di là di ogni allarmismo, i testi non sono particolarmente pericolosi, a meno che non si decida di “divorarli” in senso letterale.

Ad ogni modo, il loro colore effettivamente non è privo di rischi. 

Le persone che li maneggiano spesso, soprattutto bibliotecari e ricercatori, potrebbero accidentalmente inalare o ingerire le minuscole particelle contenenti arsenico.

Questo potrebbe provocare un live stato di letargia e stordimento, oppure episodi di diarrea e dolore addominale. A livello cutaneo, l’arsenico può provocare irritazione e lesioni. 

Libri
Foto di José Manuel de Laá da Pixabay

Per arrivare alla morte, come nel caso del celebre film “Il nome della rosa” bisognerebbe entrare in contatto con dosi massicce di veleno. Ma si tratta di un’ipotesi molto ma molto remota.

Per evitare qualsiasi rischio, ai ricercatori e ai lavoratori impegnati nel progetto di conservazione, è stato raccomandato di isolare i libri, conservandoli in sacchetti di plastica di polietilene sigillabili, indossare guanti in nitrile e utilizzare uno spazio ben circoscritto. 

Un colore bello “da morire” 

Il verde smeraldo, noto anche come “verde Parigi”, “verde Vienna”, e “verde Schweinfurt” , è un colore che si ottiene dalla combinazione del rame acetato con triossido di arsenico. Unione che produce il rame acetoarsenite. 

A livello commerciale, i primi a produrre questo pigmento tossico furono nel 1814 la Dye Wilhelm e la White Lead Company (azienda produttrice di piombo bianco) a Schweinfurt, in Germania

Da quel momento, il colore ha trovato larghissimo impiego praticamente in ogni settore: per realizzare capi di abbigliamento, carta da parati, fiori finti e vernici. 

Il primo impiego su larga scala nel settore dei libri

Inizialmente, era difficile realizzare copertine in tessuto, perché il procedimento tradizionale non reggeva la rilegatura.

Nel 1820, l’editore inglese William Pickering e il rilegatore Archibald Leighton idearono il primo processo commerciale per rivestire il tessuto con amido, riempiendo le lacune della tessitura e producendo un materiale robusto.

Nasceva la prima copertina in stoffa!

Nel 1840 l’uso di arsenico nelle copertine dei libri divenne prassi consolidata e, complice la rivoluzione industriale, si realizzarono migliaia di volumi “contaminati”.

“Qualsiasi biblioteca che raccoglie testi di panno del XIX secolo probabile avrà almeno uno o due libri all’arsenico” spiega Melissa Tedone.

Nel 1860, in piena età vittoriana, erano state prodotte orami più di 700 tonnellate del pigmento e sebbene la tossicità dell’arsenico fosse nota, il colore era talmente in voga ed economico, che le questioni legate alla salute passarono in secondo piano.

Il problema con i pigmenti, però, è che tendono a rompersi, sbucciarsi e sfaldarsi nel tempo. Cosa che espone all’inflazione dei materiali nocivi.

Come si è arrivati alla scoperta 

Mentre leggeva “Bitten By Witch Fever: Wallpaper & Arsenic in the Nineteenth-Century”* di Lucinda Hawksley, Melissa Tedone, notò che i vivaci motivi di carta da parati mostrati nel libro, corrispondevano alla tonalità di un libro verde brillante a cui stava lavorando.

Il tomo in oggetto si intitolava “Rustic Adornments for Homes of Taste, ed era stato pubblicato nel 1857 da Hibberd, Shirley.

Esaminando il libro al microscopio, la studiosa notò che il colore si sfaldava – una caratteristica tipica dei pigmenti. Caratteristica che lasciava presagire la presenza di arsenico.

Per avere conferme sulla presenza della pericolosa sostanza, Tedone si è rivolta a Rosie Grayburn, capo del laboratorio scientifico della ricerca e analisi del museo. 

Greyburn ha inizialmente studiato il campione con uno spettrometro a fluorescenza a raggi X, in grado di determinare la sua composizione chimica. 

Successivamente, sono stati interpellati gli esperti del Soil Testing Lab del College of Agriculture and Natural Resources (CANR) dell’University of Delaware.

Il laboratorio ha confermato livelli pericolosi di arsenico e rame nel libro verde smeraldo di Melissa Tedone. 

  • *“Morso dalla febbre delle streghe: carta da parati e arsenico nella casa del XIX secolo”.

Inizia la “caccia al libro”

Dopo l’interessante scoperta, il team di ricerca ha intrapreso una “caccia al libro” , che si è estesa per tutto il suolo, fino alla “Library Company of Philadelphia (LCP)”, la più antica biblioteca americana.

Lì sono stati identificati altri ventotto libri di stoffa verde smeraldo.

Soprattutto si è scoperto che l’utilizzo di arsenico per realizzare le copertine si è protratto fino agli anni ’80

Come gestire la situazione in sicurezza?

Per aiutare le biblioteche a monitorare i libri con copertine contaminate, i ricercatori hanno progettato dei segnalibri raffiguranti un secchiello di vernice verde smeraldo.

Poi hanno allegato un protocollo contenente le precauzioni di gestione e sicurezza e spedito oltre 900 segnalibri in tutti gli Stati Uniti e in 18 altri Paesi.

Nasce il Poison Book Project

Tedone e Grayburn hanno infine creato il Poison Book Project per documentare i loro progressi. 

Ad oggi, hanno testato circa 350 libri verdi della collezione di Winterthur, circa il 10% dei quali conteneva arsenico. Altre istituzioni hanno aggiunto i loro libri “positivi” al database.

Lavorare al Poison Book Project offre agli studenti di conservazione dell’arte, l’opportunità di fare esperienza nel mondo reale e, dare un contributo significativo alla ricerca mentre sono ancora studenti.

(c) ArtStation

Oltre a creare un archivio di libri “avvelenati”, gli studiosi hanno dato vita al Bibliotoxicology Working Group, un gruppo internazionale di bibliotecari, conservatori, storici, scienziati del patrimonio culturale e professionisti della salute e della sicurezza. 

L’obiettivo è creare standard per identificare componenti tossici nei libri e definire le migliori pratiche per mantenere al sicuro sia i materiali sia le persone.

Fonti

udel.edu (University of Delaware)

Grimm, D. F. “A History of the Library Company of Philadelphia, 1731-1835”. Tesi di dottorato

Pubmed.ncbi 

Cioccolato, il cibo degli dei che fa tanto bene agli uomini

cioccolato tavolette
tavolette di cioccolato miste alle nocciole

Il cioccolato, altrimenti detto “cibo degli dei“, è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Le donne, più degli uomini, ne fanno uso, probabilmente per una questione ormonale e tutte possono dire di trarne grandi benefici. In primo luogo le sue proprietà hanno conseguenze positive sull’umore.

Il cioccolato, in particolare quello fondente e di buona qualità, è davvero un aiuto per la salute e non dovrebbe mai mancare nella dieta. Anche nel caso in cui si sta cercando di perdere qualche chilo. A questo alimento è stata dedicata una giornata mondiale, che si celebra ogni anno il 7 luglio.

La storia del cioccolato

I primi coltivatori furono i Maya, nel 1000 a.C., in particolare nello Yucatàn, nel Chiapas e in Guatemala.

I semi di cacao erano così preziosi da essere usati come monete e avevano significati simbolici religiosi. Furono proprio i Maya a chiamarlo “kakaw uhanal” (cibo degli dei), perché era consumato solo dalle alte classi sociali come i sovrani, i nobili e i guerrieri.

A portarlo in Europa fu Cristoforo Colombo, che lo assaggiò nel 1502 durante il suo quarto viaggio nelle Americhe, quando toccò Gunaja, al largo della costa dell’Honduras. Al ritorno portò con sé dei semi di cacao da far assaggiare a Ferdinando ed Isabella di Spagna, e sembra fosse proprio il 7 luglio.

I benefici del cioccolato sulla salute

Dagli ultimi studi è emerso che il cacao oltre a migliorare l’umore e ad avere un effetto antistress è anche antinfiammatorio.

Un utilizzo anche quotidiano di dosi limitate di cacao influisce sulle infiammazioni croniche. Contribuisce anche a ridurre l’incidenza di malattie come l’aterosclerosi, tumori, malattie degenerative e infiammazione dell’endotelio con conseguente ipertensione.

Protegge anche dalla steatosi epatica (fegato grasso), causata dall’alimentazione scorretta, diabete e abuso di alcol. Un’assuzione regolare riduce anche il colesterolo. nel cacao sono, infatti presenti i flavonoidi, sostanze benefiche che agiscono sul sistema cardiovascolare.

I flavonoidi hanno notevoli effetti benefici sulla nostra salute, come abbiamo detto riducono i livelli di colesterolo. Hanno un effetto protettivo su tutto il sistema cardiovascolare ( cuore in particolare), ma hanno anche un effetto anti-age: migliorano lo stato di salute della pelle e del nostro corpo.

Addirittura il cioccolato ridurrebbe il numero di infarti e ictus.

Va bene anche per gli sportivi, prima delle attività che richiedono concentrazione e calma.

Può integrare la dieta di chi soffre di insonnia. Uno studio condotto dalle Università di Cambridge e di Edimburgo, pubblicato sulla rivista Nature, ha dimostrato che mangiare un pezzetto di cioccolato fondente migliora notevolmente il sonno. Il magnesio controlla, infatti, la modalità con cui le cellule regolano il ritmo sogno-veglia.

Quale cioccolato comprare?

Il cioccolato da prediligere è quello fondente al 70%. Ha una buona quantità di cacao, ma il suo sapore amaro è coperto dallo zucchero aggiunto. Il cioccolato al latte non ha le stesse proprietà e quello bianco potrebbe non contenere proprio cacao.

Le quantità consigliate

Nonostante questi grandi benefici non se ne può abusare. Basti pensare che 100 grammi di fondente corrispondono a ben 500 calorie. La giusta quantità sono uno o due quadratini al giorno. Certo, però, che quando ci concediamo un piccolo sgarro, possiamo farlo ora con meno sensi di colpa.
Chi non dovrebbe assumerlo
Il cioccolato è controindicato per chi soffre di gastrite, reflusso gastroesofageo, ulcere e sindrome del colon irritabile. In caso di acne evitare quello al latte e quello bianco.

Medici morti per Covid, question time su elargizioni a famiglie

medici
Il ministro Roberto Speranza

Mentre i casi di Covid aumentano in questa ondata estiva il governo non dimentica i tanti medici ed operatori sanitari che hanno perso la vita all’inizio della pandemia. Il Covid 19 è arrivato improvviso, sembra non ci fosse un piano d’emergenza o che fosse troppo datato, non c’erano cure e nemmeno dispositivi di protezioni sufficienti.

In quel contesto in tanti hanno dato tutto per cercare di salvare più vite possibile. Tanti non ce l’hanno fatta, 374 per la precisione. Professionisti, uomini, donne, che hanno lasciato soli i propri familiari.

In relazione all’elargizione per le famiglie dei medici di medicina generale è intervenuto rispondendo ad un question time di Villani (M5s), il ministro alla Salute, Roberto Speranza.

Medici morti per Covid, prima riunione con l’Inail

“Il 4 luglio del 2022, si è tenuta una prima riunione di coordinamento tra il Dipartimento per le politiche della famiglia e l’Inail per verificare i dati sulla platea dei destinatari. È ferma intenzione del Governo procedere con ogni possibile sollecitudine per garantire in tempi rapidi l’erogazione“.

Elargizione alle famiglie dei medici di medicina generale

“Voglio rassicurare gli onorevoli interroganti – ha detto Speranza – che è ferma intenzione del Governo procedere con ogni possibile sollecitudine per garantire in tempi rapidi l’erogazione delle speciali elargizioni riconosciute dalla disposizione in esame in favore dei familiari di tutto il personale sanitario, naturalmente compresi i medici di medicina generale che, per noi, rappresentano un punto essenziale del Servizio sanitario nazionale”.

“Ringrazio in modo particolare gli interroganti – ha specificato – che mi consentono di tornare su un tema che mi è particolarmente caro”.

Medici, il fondo per le speciali elargizioni

Ha quindi ricordato ai presenti come la legge 27 aprile 2022, n. 34, abbia incrementato da 10 a 15 milioni di euro le risorse del fondo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, destinato proprio a speciali elargizioni.

Queste sono destinate al coniuge, ai figli e, in mancanza, ai genitori degli esercenti le professioni sanitarie e degli operatori sociosanitari che, durante la pandemia, abbiano contratto mentre lavoravano una patologia alla quale sia conseguita la morte per effetto diretto o come concausa dal contagio Covid.

A giugno il Dipartimento per le politiche della famiglia ha convocato una riunione di coordinamento con il Ministero della Salute. Sono stati affrontati diversi nodi. In primis la natura dell’elargizione da corrispondere. Poi l’individuazione degli eredi destinatari dell’elargizione, secondo l’accezione del codice civile. Quindi le modalità concrete di corresponsione delle quote, da definire a seguito dell’individuazione esatta della platea dei beneficiari previsti dalla legge. Infine l’individuazione di un soggetto per la procedura anche di erogazione del beneficio. A tale ultimo riguardo, si è ipotizzato di proporre all’Inail di svolgere tale ruolo.

M5S: “Ci auguriamo decreto in tempi rapidissimi”

“Più volte, in quest’Aula – ha sottolineato Gilda Sportiello del Movimento 5 stelle – abbiamo celebrato e sinceramente e sentitamente ringraziato tutto il personale. Sia quello sanitario che sociosanitario, che durante l’emergenza del Covid, dai primi momenti, ha lavorato e ha fatto molto di più.

Non si è limitato a svolgere il proprio lavoro, ma è andato oltre ogni dedizione possibile. Sacrificando a volte anche la propria stessa vita per tutelare una comunità intera”. Ora i loro cari “aspettano anche un gesto, una presenza, dallo Stato e da tutta la comunità.

Noi, quindi, ci auguriamo che l’emanazione del decreto avvenga in tempi rapidissimi, perché l’attesa è già stata lunghissima”.