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Transizione ecologica necessaria, anche per l’economia

transizione ecologica pontificia università urbaniana
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“L’Europa condanni fermamente l’invio delle armi all’uranio impoverito in Ucraina paventato dal governo inglese”. Lo ha detto il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni. Il dibattito tutela della transizione ecologica, di ambiente e crescita, tutela dell’ambiente ed emergenze (tra le quali appunto la guerra) è stato di ampio respiro, oggi, durante il convegno organizzato dalla Fondazione E-Novation, con la collaborazione dell’Ona, presso la Pontificia Università Urbaniana.

Governare la complessità, transizione ecologica non venga frenata

Il titolo del convegno “Governare la complessità” già fa comprendere come non è semplice interrogarsi sul come lavorare in un momento così complesso, con sfide così difficili come il cambiamento climatico per esempio, o i nuovi conflitti in corso. E allora è necessario avere una visione, dei valori condivisi, obiettivi generali e inclusivi ai quali tendere con tutta la nostra volontà. Con l’impegno di tutti, perché sottrarsi ora alle responsabilità verso gli altri e verso il pianeta non pagherà, nemmeno in termini economici. Non bisogna mettere da parte questi valori con l’alibi della guerra o di altre emergenze. Per questo il presidente Ona insiste sul condannare l’utilizzo dell’uranio impoverito, come di tutti gli altri cancerogeni, solo perché per esempio abbiamo armi già pronte da utilizzare su altri territori.

Bonanni: “Condanniamo l’uso di armi all’uranio impoverito”

“Conosciamo già i danni alla salute che ha provocato nei soldati italiani e stranieri impiegati nelle missioni di pace o di guerra e sulle popolazioni residenti nei luoghi dove sono state utilizzate – ha continuato Bonanni – con la contaminazione irrimediabile del suolo e delle acque. Si condannerà la popolazione, ma anche tutte le persone che si recheranno in Ucraina per gli aiuti umanitari, o per la ricostruzione del Paese, a danni peggiori di quanti possa farne il conflitto. Preservare la salute umana e l’ambiente è importante anche durante i conflitti. Ci affidiamo all’intermediazione di Papa Francesco che sta lavorando per la pace”.

Durante l’incontro, organizzato dal giornalista Massimo Lucidi, presidente della Fondazione E-Novation, il presidente ONA si è concentrato sulla sicurezza sul lavoro e sulle malattie professionali, prime tra tutte quelle legate all’amianto, che rappresentano una percentuale ancora purtroppo molto alta. Investire sulla sicurezza sul lavoro è quindi fondamentale per poi fare un ulteriore salto di qualità pensando ad un’economia nuova, inclusiva, digitale. Il tema che poi è stato sviscerato in tutta la giornata.

Transizione ecologica, Paglia: Diritto di abitare la terra è divino

Gli interventi sono stati di alto livello. Mons. Vincenzo Paglia presidente della Pontificia Academia pro Vita ha parlato di sostenibilità, ma anche di immigrazione: “Il diritto di abitare la terra è divino. Altro che barriere. Manca questa consapevolezza”.

Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha ricordato l’andamento del cambiamento climatico. E quello a cui andremo incontro se non lo fermiamo. Ha spiegato che il nascondersi dietro a “gli altri fanno peggio” non funzionerà. Chi ha le maggiori risorse, le maggiori opportunità e le tecnologie adeguate deve fare il primo passo, gli altri seguiranno.

Ronchi: “Fare prosperare economia in spazio ecologico sicuro”

“Senza una transizione ecologica – ha dichiarato – un benessere più esteso e inclusivo non è possibile. La sfida è quella di fare prosperare l’economia in uno spazio ecologico sicuro. E sappiamo come fare. Per decarbonizzare l’economia, per esempio. Non fermare la crisi climatica porterà, altrimenti, alla fine dell’economia europea”.

E’ stata poi la volta di Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, che per anni ha guidato Legambiente. “Non investire nella transizione ecologica – ha spiegato senza ideologismi, ma con grande concretezza – non aiuta l’economia”.

Insomma, è necessario guardare avanti e farsi trovare pronti, perché il cambiamento è in atto e il Paese deve investire verso tecnologie sostenibili e garantire maggiori opportunità alle aziende che lavorano per risparmiare risorse, energia e materiali e per una economia circolare.

L’uomo senza colpa, in sala a Monfalcone il film sull’amianto

cast del film sull'amianto
cast del film sull'amianto

Il cinema Kinemax di Monfalcone propone la visione del film “L’uomo senza colpa”. Una storia che parla di amianto, di ferite nel corpo e nell’anima. Che affronta un argomento difficile, ma certamente sentito in città. Monfalcone è stata, infatti, una delle zone più colpite dalle patologie asbesto correlate per la presenza di Fincantieri.

Il film racconta le vittime dell’amianto

L’asbesto è stato utilizzato per decenni per coibentare le navi, per le sue caratteristiche ignifughe e fonoassorbenti. L’amianto arrivava nei porti nei sacchi di juta. Da questi fuoriusciva la polvere che veniva direttamente respirata dagli operai che non conoscevano la pericolosità del minerale e non avevano neanche una mascherina per proteggersi. Tantissimi di loro si sono ammalati e sono morti lasciando le loro famiglie nella disperazione. In nome di un profitto incontrollato.

Il film di Ivan Gergolet ambientato a Trieste

Il film di Ivan Gergolet è ambientato a Trieste, in un sobborgo dove si parlava la lingua slovena. La protagonista è Angela. Interpretata da Valentina Carnelutti. Fa l’infermiera. Il marito è morto per una malattia contratta a causa dell’amianto. Così come l’amico e collega Sandro, che ha sposato la migliore amica di Angela, Elena. Le due donne sono convinte che la colpa delle loro sciagure sia da attribuire al capo dei due mariti, imprenditore edile.

I numeri della strage dell’amianto

Nel lungometraggio si citano i numeri mondiali: 125 milioni di persone esposte all’amianto sul posto di lavoro e 100mila vittime l’anno. In Italia, secondo l’Osservatorio nazionale amianto, e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, le vittime soltanto nel 2022 sono state circa 7mila. Non solo quelle che hanno contratto il mesotelioma, ma anche tutta una serie di patologie asbesto correlate, come pure il tumore del polmone.

L’amianto, come è ben spiegato ne: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, è stato utilizzato in molteplici usi nella Penisola. Ce n’è in abbondanza e per le sue caratteristiche è stato, per anni, considerato il minerale perfetto. Dai primi del ‘900 se ne conosceva però la pericolosità e, nonostante questo, nulla è stato fatto per tutelare i lavoratori, le loro famiglie e le comunità vicino alle grandi fabbriche.

Ottimo il giudizio della critica

Nel film la vicenda dell’amianto, quella di tutte le vittime, si lega con la parte più buia dell’animo umano, la volontà di vendetta. In gara al concorso per opere prime del Black Nights di Tallinn, il film è ora in alcune sale. Ottima la critica per questa opera prima di Ivan Gergolet. Davvero da vedere.

L’Ona e il suo presidente continuano nella lotta contro l’asbesto e per far capire l’importanza delle bonifiche. Per questo è stata creata anche una App per segnalare i siti contaminati.

Siccità, Legambiente presenta il decalogo urbano

secchio d'acqua con petali di fiori rosa
secchio d'acqua con petali di fiori rosa

La grave siccità registrata nell’ultimo periodo porta ad interrogarsi su cosa possiamo fare per evitare crisi idriche, soprattutto in estate. Legambiente persegue la sua battaglia da tempo, ma ora tutti sembrano accorgersi dell’esigenza sempre più stringente. L’associazione presenta il “decalogo urbano“.

La sfida dell’acqua passa dalle città

Nei giorni scorsi l’associazione ambientalista ha presentato una lista di buone pratiche in città per far fronte alla scarsità idrica del Paese. Il rapporto si chiama: “Accelerare il cambiamento: la sfida dell’acqua passa dalle città”.

Il cigno verde ha stimato in 22 miliardi di metri cubi di acqua all’anno il potenziale che avrebbero insieme la raccolta delle acque meteoriche in ambiente urbano e il riutilizzo di quelle reflue per l’agricoltura. Legambiente chiede quindi una roadmap che punti al 20% di riutilizzo entro il 2025, il 35% entro il 2027 e il 50% entro il 2030. L’appello è ovviamente al governo Meloni che attui una strategia idrica nazionale che prenda in considerazione 3 settori. L’accumulo per affrontare i periodi di carenza, la riduzione della domanda e i prelievi per gli usi dell’acqua in tutti i suoi settori”.

Il 2022 è stato dichiarato dalla Società meteorologica italiana come l’anno “tra i più estremi mai registrati in termini di caldo e deficit di precipitazioni”, registrando un saldo negativo pluviometrico complessivo del 30%.

È necessario, sempre secondo l’associazione ambientalista, il recepimento del regolamento UE 741/2020 per il riutilizzo delle acque reflue. Che avvenga in modo rigoroso, tenendo conto dell’analisi di rischio come previsto a livello europeo.

Decalogo urbano: le buone pratiche da perseguire

Legambiente elabora quindi il “decalogo urbano”. Una serie di azioni e strumenti utili ed efficaci da poter replicare in ogni città, e che potrebbero essere realizzati velocemente e con costi, in alcuni casi, del tutto sostenibili. Tra queste: trattenere l’acqua piovana in eccesso. Incrementare la permeabilità del tessuto urbano.

Applicare norme edilizie per risparmiare e recuperare l’acqua. Utilizzare l’innovazione tecnologica per intervenire sulla mitigazione e sull’adattamento. Esperienze e soluzioni innovative, molte basate sulla natura (Nature Based Solutions). Che darebbero benefici enormi in termini gestione ottimale della risorsa idrica e di significativa riduzione dei prelievi.

Anche le acque reflue sarebbero una importante risorsa per l’agricoltura. Se opportunamente trattata, dai depuratori esce un potenziale di 9 miliardi di m³ all’anno di acqua ricca di nutrienti, che in Italia viene sfruttato solo per il 5%, secondo i dati di Utilitalia. Tutte misure necessarie per tutelare l’ambiente e, di conseguenza, la salute di tutti i cittadini.

Decalogo urbano: “La Meloni passi dalle parole ai fatti”

“Da anni parliamo della necessità di una riforma della gestione della risorsa idrica nel nostro Paese – ha detto Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – ma oggi più che mai è urgente, visto che, quella che chiamiamo emergenza siccità, è una condizione ormai ordinaria a cui è necessario adattarsi.

Il Governo Meloni passi dalle parole ai fatti, con una strategia idrica nazionale che preveda interventi di breve, medio e lungo periodo. Oltre alle proposte dedicate all’ambiente urbano che lanciamo oggi, è fondamentale non dimenticare tutte le altre azioni necessarie per tutelare e preservare i corpi idrici.

Definire un piano di razionamento dell’acqua per agricoltura, usi civili e industriale per una tempestiva riduzione dei prelievi, diffondere e praticare in agricoltura il riutilizzo delle acque reflue depurate – cogliendo al meglio l’occasione del recepimento del regolamento europeo –  e ridurre i consumi scegliendo attività agricole meno idroesigenti e rivedendo i sistemi di irrigazione”.

“Governare la complessità”, Bonanni all’evento E-Novation

Governare la complessità, Pontificia università Urbaniana
Governare la complessità, Pontificia università Urbaniana

Il presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, interverrà giovedì 30 marzo, presso la Pontificia università Urbaniana all’evento “Governare la complessità”.

Governare la complessità: sostenibilità, lavoro e impresa

È l’incontro, organizzato dalla Fondazione E-Novation e dal suo presidente, il professore e giornalista Massimo Lucidi, dal sottotitolo: “Lezioni di sostenibilità dalla trincea del lavoro e dell’impresa”.

L’avvocato Bonanni si concentrerà sulla sicurezza sul lavoro e sulle malattie professionali, prime tra tutte quelle legate all’amianto, che rappresentano una percentuale ancora purtroppo molto alta. Del lavoro del futuro non possono certo essere parte le malattie contratte nei luoghi in cui trascorriamo buona parte del nostro tempo per guadagnare quanto necessario per vivere. Investire sulla sicurezza sul lavoro è quindi fondamentale per poi fare un ulteriore salto di qualità, pensando ad un’economia nuova, inclusiva, digitale.

“Come si fa al tempo della guerra imprevedibile e dei cambiamenti tecnologici repentini – si chiedono gli organizzatori – con cruscotti aziendali inadeguati e mentalità non aggiornate?

La risposta la daranno gli esperti e gli imprenditori che parteciperanno all’evento. La strada è tracciata: è necessario “ripartire dalla persona, dai valori. Promuovendo la cultura della vita, riallineando cuore e cervello, azione e passione, visione strategica e impegno quotidiano”.

Una messa per le vittime dell’amianto

Prima dell’incontro sarà celebrata, alle 9.30, una messa per le vittime dell’amianto presso la Cappella dell’Università. Un momento importante di raccoglimento per gli operai che si sono ammalati e hanno lasciato le loro famiglie sole troppo presto. Per i familiari di quei lavoratori che portavano a casa le tute intrise di polvere di amianto non sapendo che il minerale avrebbe condannato a morte anche mogli e figli. Così come per tutte quelle persone che sono state a contatto con l’amianto anche decenni prima, magari da bambini o da ragazzi, e decenni dopo hanno ricevuto una diagnosi terrificante e inspiegabile.

I lavori del convegno apriranno, invece, alle 10 con il saluto di Padre Leonardo Sileo Rettore della Pontificia Università Urbaniana. Modererà Massimo Lucidi.

Si parlerà quindi di sostenibilità sociale, ambientale, economica e istituzionale, oltre che con l’avvocato Ezio Bonanni, anche con S.E. Mons. Vincenzo Paglia, Pontificia Academia pro Vita; Edo Ronchi, presidente Fondazione della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ed Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola.

Il programma:

Gli ambiti connessi, la società stratificata, quali punti luce

Prof. Vincenzo Naso DG di Cirps   –   Ricerca

Dr. Livio Livi   Direttore Business Management Sistem Q8 – Energia

Avv. Ezio Bonanni Presidente di Osservatorio Nazionale Amianto –   Salute e Società

Dr. Gianluca Bartolini Presidente Assoimpredia Confindustria   –   Impresa

Dr. Carlo Ciampi Facile Rent   Economia Circolare & Mobilità

Dott. Roberto Bramati VP Consiglio Nazionale Centri Commerciali   – Retail & Real Estate

Dr. Giordano Fatali Founder Ceo for Life

Dr.ssa Carlotta Del Bianco Presidente Fondazione Romualdo Del Bianco Firenze

Dr. Giuseppe Mulazzi DG Fondazione Rubes Triva

Prof. Irene Bertucci UNISOB   – La misura della sostenibilità

Prof. Alessandro Miani Presidente SIMA Società Italiana Medicina Ambientale

Professor Massimiliano Falcone C4C Connect for Climate World Bank – Cambiamenti clima

Dr. Andrea Battistoni Funzionario CNEL, Ufficio di Presidenza – SIMA Friuli V.G.

Prof. Roberto Razeto IULM   –   Formazione internazionale

Prof. Vincenzo Pepe Università Luigi Vanvitelli   –   Marketing del territorio

Ore 13 pausa pranzo

Ore 14 ripresa lavori

Milano Roma A/R (dibattito)

Confronto tra due capitali del Paese con le due assessori comunali all’ambiente.

A cura di Assoimpredia intervengono Sabrina Alfonsi (Roma) e Vincenzo Santagada (Napoli)                                                                             

                                                                                                  

Ore 14.30

I casi aziendali, le voci del territorio

Michele Albanese BCC Montepruno

Elisa Bortolomiol   San Gregorio   Vino

Piergiorgio Mangialardi    Industriale del Turismo

Andrea Zucco AZ Consulting    Energia

Mauro Guarini Com-e.it   Comunità Energetiche

Maurizia Morselli Twinset   Moda

Sylvia Sermenghi Legends Monaco Moda

Marco Maffei   Accademia del Profumo

Lombardini22    Progettazione

AICEL   Associazione Italiana Commercio Elettronico

Avv. Emanuela Fancelli Next Level 33

Dr. Federico Fiorentini IOT Domus

Prof. Mario Pasquale Bacco Medico legale

Prof. Ugo Di Tullio Il caso “Cinepolo”

Dr. Francesco Lasaponara   Lab00

Paolo Patrizio Segr. Gen. del Consiglio Internazionale di Cooperazione Italo Arabo

Video Saluti dei Cervelli “non in fuga”, ma “Talenti italiani riconosciuti nel mondo”

Giacomo Valle da Chicago Vincitore Premio Eccellenza Italiana 2021 

Guido Putignano da Harvard Premio Eccellenza Italiana 2022

Ileana Pirozzi da Stanford Candidata al Premio Eccellenza Italiana 2023

Ore 16.30

Rome Education Hub: La visione nella formazione organizza la Speranza (dibattito)

Introduce la prof. Alessandra Schettino DG Rome Education Hub; dal CIRPS i proff. Vincenzo Naso, Stefano Grego, Claudio Margottini, Massimo Guerra e Roberto Ridolfi; con il saluto di Giovanni Felice di Prisco da Villa Durable (Tunisi).

Alle 17.30 l’evento “Governare la complessità” si concluedrà con una riflessione di Massimo Lucidi stimolata dal giornalista e scrittore Marco Frittella

Parco del Partenio, scoperta discarica di amianto

Parco del Partenio
foto amianto rotto a terra

Amianto abbandonato nel Parco del Partenio. Uno scempio venuto alla luce in questi giorni. I materiali contenenti amianto devono essere smaltiti soltanto attraverso ditte specializzate. Si tratta di un cancerogeno altamente pericoloso e gli operai devono essere, per legge, formati e dotati di tutti i dispositivi di protezione adeguati per limitare il rischio di inalare anche una sola fibra del minerale killer.

Parco del Partenio, amianto abbandonato illecitamente

Eppure qualcuno ha pensato bene, nonostante ormai sia nota a tutti la sua pericolosità, di abbandonare materiale in cemento – amianto in un terreno del parco. Contaminando così l’ambiente e con il rischio che le fibre raggiungano anche le falde acquifere. L’Osservatorio nazionale amianto e il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, sostiene, infatti, che anche le fibre ingerite siano cancerogene.

Amianto pericoloso anche se ingerito

Il professor Giovanni Brandi, durante il convegno dell’Ona a San Cesaro sul Panaro ha spiegato come nuovi studi dimostrino la correlazione tra l’amianto e il colangiocarcinoma, tumore delle vie biliari. Le ricerche confermano quello che l’Ona denuncia da tempo. “Rispetto al passato – ha detto il professore associato in Oncologia Medica all’Università di Bologna e responsabile del programma Tumori epato-biliari e pancreatici al Policlinico S. Orsola-Malpighi Brandi – abbiamo dati più solidi per quanto riguarda il ruolo dell’amianto nella genesi dei tumori delle vie biliari”.

“Negli ultimi tempi si è, infatti, riusciti a trovare grandi quantità di fibre di amianto nel fegato. Sia dei pazienti con questo tumore, sia nelle persone sane che vivono in aree altamente esposte (come Casale Monferrato)”.

Troppe ancora le vittime dell’amianto

L’asbesto può causare anche il mesotelioma, il tumore del polmone e altre neoplasie. Oltre a patologie quali l’asbestosi, gli ispessimenti e le placche pleuriche. Per questo l’Italia lo ha messo al Bando nel 1992, come ricorda l’avvocato Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Il VII rapporto ReNaM dell’Inail registra i soli casi di mesotelioma, ma sono sottostimati e non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto correlate. Per questo l’avvocato Bonanni stima in circa 7mila le vittime dell’amianto nel 2022.

Chi ancora abbandona amianto sul territorio italiano per risparmiare non solo viola la legge, ma mette a repentaglio la salute di tanti. Per segnalare i siti contaminati è possibile utilizzare la App dell’Ona.

Parco del Partenio, la denuncia di un consigliere comunale

A denunciare l’ennesimo abbandono è stato, come riporta ilcaudino.it, l’ingegnere Franco Capuano, consigliere di minoranza a San Martino Valle Caudina. Conosce bene il Parco del Partenio e lo frequenta costantemente. Tanto da monitorarne lo stato di salute. Camminando in località Grottola Spineto, nel Comune di Pannarano, ha trovato i rifiuti pericolosi accatastati a terra.

Il Parco regionale del Partenio tra Avellino e Benevento

Il Parco regionale del Partenio è stato istituito nel 2002. Comprende 22 Comuni, distribuiti sia nella parte appenninica del Partenio, che nelle valli adiacenti, Valle Caudina, Valle Del Sabato e Vallo di Lauro-Baianese.

I centri urbani, in prevalenza appartenenti alle province di Avellino e di Benevento, si trovano soprattutto nella fascia pedemontana e le strade che li collegano formano un circuito che circonda l’intero complesso montuoso del Partenio.

La catena del Partenio, lunga 30 chilometri, si colloca tra il Monte Taburno, a nord-ovest, e il complesso dei Monti Picentini a sud-est. Le cime maggiori sono Montevergine (1480 metri), Monte Avella (1598 metri) e Monte Ciesco Alto (1357 metri). Il Bacino imbrifero maggiore è quello del fiume Calore, che percorre l’area Nord del Partenio.