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Mesotelioma: terapie efficaci grazie all’AI e alla radiomica

radiomica, mesotelioma. terapie efficaci grazie all'AI
radiomica, mesotelioma. terapie efficaci grazie all'AI

L’intelligenza artificiale (AI) e la radiomica potranno aiutare i medici nella scelta delle terapie più efficaci per il mesotelioma pleurico. Lo dimostra lo studio in corso dell’Istituto tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. È stato presentato durante il congresso internazionale dedicato al mesotelioma pleurico, che si è svolto a Lille, in Francia.

AI e radiomica, insieme per migliori terapie

Il team di ricercatori, guidati dall’oncologa Annamaria Catino, ha analizzato i dati clinici e biologici dei pazienti insieme a quelli ricavati dall’analisi delle immagini diagnostiche. In questo modo è stato possibile proporre a ciascun paziente la terapia personalmente più adatta ed efficace.

L’applicazione di questa metodologia sarà importante soprattutto per coloro a cui è stato diagnosticato il mesotelioma, patologia spesso mortale correlata esclusivamente all’esposizione ad amianto. Gli oncologi dovranno perciò lavorare fianco a fianco con biostatistici e bioinformatici per elaborare e interpretare i dati biomedicali dei pazienti con mesotelioma.

«I dati preliminari del nostro studio confermano che la radiomica potrà essere efficacemente integrata nella pratica clinica – dichiara la dottoressa Catinoe l’intelligenza artificiale potrà essere usata per supportare i medici nei processi decisionali del trattamento di questa patologia polmonare. I nuovi strumenti digitali permetteranno di affinare sempre più l’oncologia di precisione».

L’uso della radiomica nel trattamento del mesotelioma

Ma in cosa consiste precisamente la radiomica? È una scienza che analizza le immagini mediche. Applica poi a queste immagini metodi matematici e di intelligenza artificiale per ricavare informazioni sulla natura della malattia, sulla sua prognosi e sulle possibili risposte terapeutiche.

L’uso della radiomica è già una realtà nei percorsi di cura di alcune patologie oncologiche, come il tumore della mammella. Finora, però, è stata poco applicata nel trattamento del mesotelioma, in particolare della tipologia più diffusa: il mesotelioma pleurico. È un tumore piuttosto raro, che colpisce la pleura del polmone e che è associato esclusivamente all’esposizione alla fibra killer.

Nonostante la messo al bando del pericoloso minerale con la legge 257/1992, la presenza di asbesto è ancora diffusa sul territorio nazionale, come conferma la pubblicazione del presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’avvocato Ezio Bonanni, “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”. Continua così l’esposizione, spesso inconsapevole, dei cittadini e i conseguenti gravi danni alla salute, che possono portare allo sviluppo del mesotelioma. Infatti, secondo il VII Rapporto ReNaM, il numero delle vittime di questa patologia cresce di anno in anno.

Progressi nella ricerca per le malattie asbesto correlate

La ricerca sta compiendo passi avanti nelle terapie e nelle diagnosi precoci non solo del mesotelioma ma anche di tutte le altre malattie correlate all’amianto: tumore del polmone, della laringe, della faringe, delle ovaie e del colon.

A supportare le vittime dell’amianto e le loro famiglie c’è anche l’ONA, che aiuta coloro che si rivolgono all’associazione a far valere i propri diritti, offrendo il servizio di assistenza legale.

Bollino rosso in dieci città: arriva il caldo di Caronte

caldo bollino rosso, arriva caronte
foto da uno specchietto retrovisore, bollino rosso Caronte

Il caldo da bollino rosso è tornato ed è destinato a rimanere ancora per un po’. Sono dieci le città indicate dal Ministero della Salute per il picco di calore previsto in questi giorni.

Si tratta di otto capoluoghi di provincia del Centro-Sud, ai quali andranno ad aggiungersene altri due nella giornata di venerdì. Sono le città di Bologna, Firenze, Latina, Frosinone, Rieti, Perugia, Roma e Viterbo, alle quali si aggiungono venerdì Pescara e Campobasso. Il bollino rosso indica massima allerta per tutta la popolazione.

Scendono invece i bollini arancioni. Oggi sono solo due: Messina e Catania; mentre per la giornata di domani sono tre: alle prime due città di aggiunge Cagliari. Il bollino arancione indica il livello di rischio massimo solo per le categorie più fragili della popolazione: bambini, anziani e malati cronici.

Caldo da bollino rosso, ma non al Nord

Mentre dunque sull’Italia del Centro-Sud il meteo è destinato al caldo record ancora per tutto il fine settimana, con Caronte che prende il posto di Cerbero, al Nord abbiamo una situazione opposta.

Qui infatti il forte maltempo di questi giorni ha deciso di far respirare le città. Bollino verde infatti per Verona, Brescia, Milano e Torino. Nessun rischio per tutta la popolazione, quindi, almeno dal punto di vista del caldo estivo. Sono però previste forti grandine, anche con grossi chicchi, e raffiche di vento.

I neonatologi: attenzione ai più piccoli di casa

neonato bollino rosso

La Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha redatto un vademecum per i neogenitori, per rispondere alle domande più frequenti e per sciogliere qualche dubbio. Una particolare attenzione, ovviamente, non poteva mancare sul caldo. I neonati infatti sono tra le categorie più sensibili della popolazione alle variazioni di temperatura.

Il neonato – raccomandano i neonatologi – non dovrebbe mai essere esposto direttamente ai raggi solari ed è questo il modo migliore per prevenire scottature ed eritemi. Non è, dunque, consigliato l’utilizzo di routine di creme solari sui neonati; occasionalmente ed in particolari situazioni, possono essere utilizzate sulle zone esposte creme con filtro fisico, ovvero contenenti minerali quali ossido di zinco, ad alto potere filtrante e non troppo untuose“.

E in casa: si può usare il climatizzatore? Come regolarsi? Spiegano dalla Sin: “Non è controindicato, tuttavia, è bene adottare alcune precauzioni: pulire i filtri prima dell’utilizzo dopo una lunga pausa, mantenere la temperatura non troppo inferiore a quella esterna e comunque non scendere sotto i 22-23 gradi, fare attenzione a dove viene indirizzato il flusso d’aria (mai sul bambino, meglio verso l’alto), non ridurre eccessivamente l’umidità dell’aria e assicurare una frequente areazione degli ambienti climatizzati“.

A Rose e Acri, in Calabria, arriva il Piano Comunale Amianto

Acri, piano comunale amianto
Acri, piano comunale amianto

Pronto il Piano Comunale Amianto (PAC) sia a Rose sia ad Acri, entrambi in provincia di Cosenza, in Calabria.

Dopo il piano già presentato nel comune di Mandatoriccio, altre due città si adeguano al Piano Regionale Amianto e alle direttive della legge regionale 14/2011. Tutto è stato possibile grazie al supporto di ONA Cosenza e delle rispettive amministrazioni comunali.

Questi due piani saranno presentati dagli esperti dell’Osservatorio Nazionale Amianto di riferimento in due particolari occasioni: il 14 luglio a Rose e il 19 luglio ad Acri, alla presenza della cittadinanza e delle rispettive amministrazioni comunali.

Il Piano Comunale Amianto per tutelare la salute ambientale

Il Piano Comunale Amianto è uno strumento fondamentale per attuare correttamente tutte le misure previste dalla legge, volte a prevenire ed eliminare il rischio di contaminazione da amianto in Calabria. In questo modo si vuole promuovere la cultura ambientale nei giovani. Si cerca quindi di sensibilizzare sui principali fattori che incidono sulla salute, sull’ambiente e sul benessere della persona.

Questo mezzo è flessibile e in continua trasformazione, perché implementa di volta in volta le nuove informazioni acquisite dai singoli territori riguardo la presenza di materiali contenenti amianto e la loro bonifica. Infatti, il modello ideato dall’ONA prevede la gestione cartografica interattiva della mappatura. Attraverso un sistema informativo geografico (GIS), può essere aggiornato rapidamente quando cambiano le condizioni dello stato della copertura degli edifici in cemento amianto.

L’importanza di questo lavoro influisce positivamente sulla tutela della salute ambientale. Ha ottenuto infatti il riconoscimento anche dal dipartimento Lavoro e Welfare della Regione Calabria. Con i fondi ADP 2019-2021, ha finanziato il progetto “Tutela della salute pubblica dal rischio amianto in Calabria”.

La strage da amianto non si ferma: ritardi nelle bonifiche

Purtroppo i ritardi nelle bonifiche, non solo in Calabria ma sul tutto il territorio nazionale, fanno sì che non si arresti la strage causata dall’esposizione ad asbesto. Infatti, come testimonia il VII Rapporto ReNaM, i casi di mesotelioma, patologia provocata esclusivamente dalla fibra killer, continuano ad aumentare.

A denunciare il protrarsi di questa tragica situazione è anche l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, nella sua ultima pubblicazione “Il libro bianco delle morti di amianto- Ed. 2022”.

«Chiediamo la bonifica integrale e totale dei luoghi di lavoro e di vita – dichiara l’avvocato Bonanni -. Paghiamo ancora il caro prezzo in termini di vite umane per le vecchie esposizioni. Finché non ci sarà la bonifica, ci saranno nuove esposizioni e continueranno a verificarsi nuove malattie e nuovi decessi».

Oltre a insistere sulla rimozione immediata del materiale cancerogeno, Bonanni segnala anche la mancanza di una puntuale mappatura su tutto territorio nazionale. Per facilitare le segnalazioni di siti contaminati da parte dei cittadini l’ONA ha deciso di realizzare l’App Amianto.

Cantieri Posillipo, condannata l’INAIL all’indennizzo

cantieri posillipo, condannata INAIL
cantieri posillipo, condannata INAIL

La Corte di Appello di Roma ha riconosciuto il nesso causale tra la patologia di un operaio di San Felice Circeo, un adenocarcinoma polmonare, e l’esposizione all’amianto, all’interno dei cantieri Posillipo di Sabaudia.

La vittima aveva lavorato, dal 1979 al 1994, ai cantieri Posillipo. Poi, fino al 2012, è stato dipendente di una ditta privata. Purtroppo in entrambi i luoghi di lavoro sarebbe stato a contatto con le fibre di asbesto, che gli hanno causato la grave malattia.

Nel 2014 il lavoratore aveva presentato denuncia all’INAIL per la malattia professionale. Le prestazioni però gli erano state negate. Si era poi affidato all’Osservatorio Nazionale Amianto e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, per ottenere giustizia. In primo grado anche il Tribunale di Latina aveva respinto il ricorso. Ora, finalmente è arrivata la sentenza positiva. I giudici della Corte di Appello hanno condannato l’INAIL a corrispondergli un indennizzo e hanno riconosciuto alla vittima una invalidità dell’8% a causa della malattia professionale e dei postumi inabilitanti permanenti.

Cantieri Posillipo e l’esposizione ad amianto

Gli operai nei cantieri Posillipo erano quotidianamente esposti alla fibra killer a causa della lavorazione di vetro resina usata per la realizzazione di imbarcazioni. Inoltre l’amianto era utilizzato per:

  • imbottire l’intercapedine tra guscio e paratoie;
  • rivestire le paratie della sala macchine e dei vani di alloggio dei motori e dei serbatoi;
  • coibentare la zona motori, come i pannelli delle porte tagliafuoco;
  • rivestire marmitte e altri parti del motore;
  • come guarnizioni.

Per di più i materiali in amianto erano conservati in magazzino e poi tagliati direttamente nelle navi, in spazi ristretti e mal ventilati.

L’esposizione a questo pericoloso minerale causa gravi danni alla salute, come conferma la monografia IARC, tra cui asbestosi, diversi tipi di tumore e, soprattutto, il mesotelioma. Tutti i casi in Italia di questa malattia, spesso fatale, sono riportati nel VII Rapporto ReNaM.

Riconoscimento dei benefici contributivi a ex dipendenti

In un altro procedimento in corso relativo ai cantieri Posillipo l’avvocato Bonanni ha ottenuto un risultato storico. È infatti riuscito a far riconsiderare, per alcuni ex dipendenti dello stabilimento di Sabaudia, il termine ultimo per la presentazione della domanda per i benefici contributivi amianto, importanti per accedere al prepensionamento.

«Trovo sconcertante la poca attenzione e il poco riguardo per le vittime dell’amianto – commenta l’avvocato Bonanni -. Auspico che per il futuro le norme siano interpretate correttamente, secondo criteri che siano rispettosi della nostra Costituzione e dei diritti dei cittadini».

L’Osservatorio Nazionale Amianto è sempre a fianco delle vittime di agenti cancerogeni, come l’amianto, al fine di ottenere giustizia. Basta contattare il numero verde 800034294 per chiedere assistenza.

La salute degli studenti ancora messa a rischio

salute degli studenti, Mengaroni Pesaro
elementari maschili, studenti del liceo marangoni di Pesaro

Ancora una volta sono gli studenti a rischiare danni alla salute a causa dell’esposizione inconsapevole al temibile cancerogeno, l’amianto.

Stavolta è una scuola di Pesaro a essere sotto l’occhio del mirino. Una tettoia in eternit incombe infatti vicino alle aule del liceo artistico Mengaroni. A dare l’allarme è stato un professore che insegnava proprio in quell’istituto. Già cinque anni fa aveva fatto una segnalazione a colui che ricopriva allora il ruolo di responsabile della sicurezza nei luoghi di lavoro.

«Quando lavoravo al Mengaroni, ho segnalato alla scuola la presenza di quella tettoia in amianto – racconta il docente Andrea De Biagi al Corriere Adriatico -. Inizialmente ho allertato, mi pare nel 2018, l’insegnante che si occupava delle questioni legate alla sicurezza, il quale ci aveva tenuto anche dei corsi di formazione specifici sull’argomento. Poi, tramite raccomandata, ho contattato direttamente la dirigenza scolastica a fine luglio del 2022».

La mancata segnalazione del pericolo amianto

Eppure, nonostante l’istituto avesse risposto all’insegnate che erano in “attesa di ricevere comunicazione dall’organo competente”, la prima segnalazione ufficiale al Comune e alla ASL del territorio risale invece solamente ad aprile 2023. Questa però non proviene dal liceo Mengaroni, bensì dall’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto.

Salute degli studenti-tettoia Pesaro
La tettoia in eternit si trova vicino al liceo artistico Mengaroni (Foto: Corriere Adriatico)

Infatti è stata la responsabile di ONA Pesaro, Elisabetta Sacchi, ad avvisare il Comune e l’Azienda sanitaria territoriale, al fine di verificare lo stato di conservazione del manufatto che si trova vicino la scuola, in via XI Settembre, e di rintracciare il proprietario per attuare la bonifica.

«L’asbesto è altamente cancerogeno. Può causare il mesotelioma e altri gravissimi tumori, che colpiscono il polmone, la faringe, la laringe, le ovaie e il colon – ricorda il presidente dell’ONA, l’avvocato Ezio Bonanni -. Esporre bambini e ragazzi a questo minerale è un crimine contro la salute. Ancora di più se altamente deteriorato. In questo caso, infatti, il cemento perde la sua capacità aggrappante e le fibre killer sono più libere di disperdersi nell’aria».

La salute degli studenti va tutelata

Gli studenti e il personale dell’istituto sono stati quindi costantemente esposti sia durante la ricreazione all’aperto sia nel parcheggio, che si trova in prossimità della tettoia. Inoltre, dopo la pandemia di Covid-19, sono stati messi in atto dei protocolli specifici per i quali le finestre nelle aule dovevano essere aperte frequentemente per favorire i ricambi d’aria. Questo però ha favorito anche l’esposizione alle fibre rilasciate dal manufatto adiacente l’istituto.

«Si sarebbe dovuto intervenire già da tempo, con la valutazione dei rischi e la messa in sicurezza del sito in via precauzionale, anche in assenza di un evidente rilascio di fibre d’amianto – continua il professor De Biagi-. La bonifica dovrebbe essere effettuata prima che il manufatto si deteriori completamente».

Continua la strage causata dall’amianto

La tutela della salute degli studenti che frequentano la scuola è un diritto e un interesse per la collettività. Purtroppo però sono ancora circa 2400 gli istituti scolastici in tutta Italia ancora contaminati, come riporta lo stesso avvocato Bonanni in “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”.

Risultano in aumento anche i casi di mesotelioma tra il personale docente e non docente, secondo il VII Rapporto ReNaM pubblicato dall’INAIL. E a questi si aggiungono le vittime delle altre patologie asbesto correlate.

L’unico modo per fermare la strage causata dall’amianto è perseguire la bonifica, che risulta ancora in grave ritardo. I cittadini possono collaborare alla mappatura del territorio nazionale e alla segnalazione dei siti contaminati grazie all’App Amianto. In alternativa si può chiedere assistenza direttamente all’ONA, chiamando il numero verde 800 034 294.