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lunedì, Aprile 19, 2021

Riapertura termini benefici contributivi

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Parlamento accoglie le iniziative sui benefici contributivi

Riapertura dei termini per i benefici contributivi, l’Osservatorio Nazionale Amianto è lieto di annunciare che il Parlamento ha accolto le iniziative ONA.

La risoluzione “Bipartizan” promossa da tutte le forze politiche. A partire dall’On.le Debora Serracchiani (PD), sostenuta poi da altri Deputati dello stesso partito, per poi essere sostenuta anche dal Movimento 5 Stelle (Pallini Maria ed altri).

Inoltre, la risoluzione Bipartizan ha acquisito consenso anche da Forza Italia (On.le Polverini ed altri) e da Fratelli d’Italia (On.le Valter Rizzetto ed altri) e dalla Lega (On.le Elena Murelli ed altri).

Quindi, quasi tutte le forze politiche hanno portato sul tappeto della discussione parlamentare il problema amianto e del prepensionamento dei lavoratori esposti, i quali hanno un’aspettativa di vita di 7 anni inferiore, in media, rispetto agli altri lavoratori.

Necessarie più iniziative a favore delle vittime

La risoluzione impegna il Governo ad incrementare, con iniziative normative … e comunque a partire dal prossimo disegno di legge di bilancio, le risorse necessarie per la riapertura dei termini per la presentazione delle domande volte al riconoscimento dei benefici previdenziali in favore dei lavoratori esposti ad amianto. Ai sensi della L. n. 257/92.

«È una vittoria dell’ONA, poiché finalmente tutte le forze politiche, senza eccezioni, del Governo e dell’opposizione, concordano nella necessità di riaprire i termini del 15.06.2005, per coloro che non rientrano nella previsione normativa della salvaguardia di cui all’art. 47 co. 6 bis della L. 326/03, e dell’art. 3 co. 132 della L. 350/03.

Queste misure sono fondamentali per permettere il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto che sono stati colpiti dalla decadenza del 15.06.2005. In particolare per i lavoratori dell’ILVA di Taranto che potrebbero accedere al prepensionamento. Quindi evitare altre esposizioni ad amianto.

Almeno per quelli che, con i benefici amianto, avrebbero già comunque maturato il diritto a pensione. In questo modo si potrebbero risolvere anche i problemi degli esuberi».

Come dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’associazione ONA e sostenitore di tutte le vittime amianto, in particolar modo dei lavoratori ed ex lavoratori esposti ad amianto e altri cancerogeni.

Caso Ilva di Taranto, l’ONA si mobilita

Quello dell’Ilva di Taranto è un caso particolarmente macabro del nostro Paese. Sono ancora migliaia i lavoratori esposti al rischio amianto e alle patologie asbesto correlate.

Ricordiamo che l’amianto provoca l’insorgenza di cancro e altre neoplasie correlate anche ad altri cancerogeni presenti nella struttura ILVA.

Per avere un quadro più chiaro della situazione basterà dare un’occhiata ai dati epidemiologici diffusi recentemente dall’Osservatorio Nazionale Amianto:

  • 472 casi di mesotelioma, registrati nella sola città di Taranto nel periodo dal 1993 al 2015 (Complessivamente in Puglia negli ultimi vent’anni sono stati censiti 1.191 mesotelioma e di questi il 40% sono a Taranto);
  • Il 400% in più di casi di cancro tra i lavoratori impiegati nelle fonderie ILVA;
  • Il 50% di cancri in più anche tra gli impiegati dello stabilimento, che sono stati esposti solo in modo indiretto;
  • Il 500% di cancri in più rispetto alla media della popolazione generale, della città di Taranto, non impiegata nello stabilimento.

Quella della riapertura dei termini per ottenere i benefici contributivi è una notizia positiva per tutti coloro che aspirano a trascorrere una terza età in tranquillità e nell’affetto dei propri cari, dopo aver passato una vita intera a lavorare, inseguiti dalla continua minaccia della morte.

I servizi di assistenza ONA Aps, la tutela

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Per accedere ai servizi gratuiti dell’associazione, basta consultare la pagina dei servizi di tutela legale e assistenza medica oppure chiamare il numero gratuito 800 034 294.

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