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Crollo di Matera, nella palazzina c’era amianto

a matera, crollo palazzina con amianto
A matera, crollo palazzina con amianto

Crollo di Matera: nella palazzina che il 31 luglio scorso è venuta giù mentre gli operai erano a pranzo, c’era amianto. A riportare la notizia è la stampa locale.

Lo stabile che è crollato si trova in centro città. Nella palazzina erano in corso dei lavori di ristrutturazione, ed era disabitata. Quindi sul luogo del crollo di Matera ci sarebbero stati soltanto gli operai, ma per fortuna erano a pranzo in quel momento.

In Via Beccaria il 31 luglio erano accorsi Vigili del fuoco e forze dell’ordine per prestare soccorso e per tutti gli accertamenti del caso. La zona era stata evacuata. Per fortuna il cedimento non ha causato danni a persone e ad altri stabili.

Crollo di Matera, ordinata la bonifica del sito

crollo di matera

A distanza di circa due settimane, nei giorni scorsi il Comune di Matera ha emanato un’ordinanza con la quale si impone la rimozione dei detriti causati dal crollo.

Il vice sindaco, nell’atto, ha ordinato lo smaltimento delle macerie dello stabile, ma bisognerà fare particolare attenzione: sembra infatti che tra i detriti ci sia la presenza di amianto. Tale circostanza emerge dalle rilevazioni dell’Arpa. Il che rende tutto più complicato, ma soprattutto pericoloso per la salute. Dovranno quindi essere usate particolari accortezze durante i lavori di smaltimento.

L’amianto è infatti un cancerogeno ed è necessario che le fibre siano contenute, e non fatte volare. Bisogna impedire che raggiungano le persone, l’acqua, gli alimenti, per evitare che siano inalate o ingerite.

Nei giorni scorsi è stata intanto ripristinata la viabilità, mentre le macerie sono state raccolte in sacchi e coperte da un doppio telo.

ONA in Basilicata: assistenza e servizi di tutela amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto è presente nella regione della Basilicata con diverse sedi territoriali. Offre numerosi servizi di assistenza a tutti i cittadini esposti e vittime dell’amianto e di altri cancerogeni. Ci sono il servizio di assistenza tecnica, medica e di tutela legale; tra i vari servizi svolti si ricorda anche lo screening per i militari esposti ai metalli pesanti del 2022.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto ed il suo presidente, avv. Ezio Bonanni, assistono tutti i cittadini ed i lavoratori esposti non solo all’asbesto, ma anche agli altri cancerogeni, nella regione Basilicata e in tutta Italia. Per informazioni chiama il numero verde gratuito 800.034.294.

Giugliano, sversava amianto nella Terra dei Fuochi

Giugliano, amianto nella terra dei fuochi
Giugliano, amianto nella terra dei fuochi

Un uomo di 37 anni originario di Villaricca è stato scoperto a sversare amianto nelle campagne di Giugliano in Campania. L’accusa è di attività di gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256 del Codice dell’ambiente), infatti stava scaricando circa quattro quintali del materiale inquinante e pericoloso per la salute.

L’uomo è stato denunciato l’altro pomeriggio dal Reggimento Cavalleggeri “Guide” del Raggruppamento “Campania” dell’Esercito Italiano e della Guardia di Finanza. Si trovava tra l’area Asi e quella dei campi rom, nelle campagne del giuglianese. L’amianto era in un furgone e si accingeva a scaricare quando i militari lo hanno sorpreso. Dopo averlo intercettato, si erano insospettiti e lo avevano seguito.

Sversamento di amianto a Giugliano in Campania

Lo sversamento di amianto a Giugliano in Campania per il quale il 37enne ha visto partire una denuncia a proprio carico, riguardava materiale di risulta edile. Esso era composto da pannelli di fibrocemento e onduline che contenevano amianto.

I militari hanno fatto appena in tempo ad intervenire. Il furgone è ora sotto sequestro; l’uomo invece segnalato alla Procura della Repubblica. Ora sono in corso ulteriori accertamenti volti a risalire alla provenienza dei rifiuti e ad individuare eventuali altri responsabili.

Controlli rafforzati ad agosto nella Terra dei fuochi

Rafforzato, per il mese di agosto, il dispositivo dei controlli nella Terra dei fuochi. Attività interforze e pattuglie miste esercito – polizie locali, si sono svolte nel corso di quattro action day realizzati tra Santa Maria Capua Vetere, Caserta, Marano e Nola. Eseguiti anche controlli straordinari contro lo smaltimento illecito ad Arienzo, Castel Volturno, Ponticelli e Casalnuovo di Napoli.

ONA contro l’inquinamento e contro le mafie dei rifiuti

Quella del traffico e della gestione illecita dei rifiuti fa parte di un sistema che può essere definito proprio come una mafia. La cosiddetta Terra dei Fuochi subisce ogni giorno, da anni, le conseguenze di ciò che questo significa. Rifiuti interrati e dati alle fiamme avvelenano la terra e suoi abitanti, causano sofferenza e malattie.

Occorre debellare la mafia che sta alla base anche della mancata risoluzione del problema amianto, perché le mafie gestiscono i rifiuti e hanno interesse nei rifiuti. E’ inoltre necessario togliere questo cappio al collo dei cittadini, uccisi dalla contaminazione di terra, acqua e aria, e quindi anche dei cibi che mangiamo” – afferma il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), avv. Ezio Bonanni.

L’ecomafia distrugge infatti l’ambiente e colpisce gravemente i cittadini, sia in termini economici che di salute. Difatti lo smaltimento illegittimo di rifiuti, e tra questi c’è purtroppo anche l’amianto, può causare gravi malattie come il mesotelioma pleurico.

Scarica l’app gratuita per fare nuove segnalazioni o per consultare la mappa dei siti contaminati. Per contattare l’ONA, chiama il numero verde gratuito 800.034.294.

Ex vetreria Cesa a Empoli, rimosso l’amianto

ex vetreria cesa, Empoli. rimosso amianto
ex vetreria cesa, Empoli. rimosso amianto

Rimosso l’amianto, ad Empoli, dal tetto dell’ex vetreria Cesa. L’edificio si trova in Via Meucci, nel quartiere di Carraia. Ad imporla alla proprietà è stata la sindaca Brenda Barnini, con un’ordinanza dello scorso ottobre.

La proprietà ha comunicato che la copertura contenente amianto è stata totalmente rimossa da una ditta specializzata, per poi essere confezionata a norma e smaltita“. Al posto della vecchia copertura, ora c’è una lamiera zincata calpestabile. A renderlo noto è il Comune di Empoli.

Dopo una pausa del cantiere prevista nel mese di agosto, a settembre verranno ultimati la rimozione e lo smaltimento del guano dei piccioni. La proprietà, in precedenza, si era già occupata invece della rimozione delle lastre e dei frammenti che si erano staccati dalla copertura ed erano caduti nelle zone sottostanti, all’interno dell’area“.

Ex vetreria Cesa, la preoccupazione dei residenti

L’ex vetreria Cesa era una struttura che preoccupava non poco i residenti della zona, che infatti avevano fatto la segnalazione al Comune.

La struttura della zona di Carraia, infatti, presentava materiale contenente amianto, pericoloso perché si stava deteriorando con il tempo. Ora è stata oggetto di un importante intervento di bonifica da parte della proprietà, in ottemperanza a all’ordinanza firmata dalla sindaca Barnini.

L’azione di bonifica impostata dall’amministrazione di Empoli interessa anche proprietà private, come nel caso della ex Vetreria Cesa di via Meucci.

L’ordinanza, nell’ottobre scorso, ha rappresentato l’ultimo atto di un percorso di accertamenti, verifiche e contatti con la proprietà della struttura, con il coinvolgimento anche del personale dell’Ausl Toscana centro” – ha fatto sapere l’ente comunale. “Proprio in seguito a sopralluoghi eseguiti dal personale competente, anche dopo preziose segnalazioni da parte dei cittadini, sono stati accertati fra l’altro il progressivo peggioramento dello stato di conservazione della copertura e il distacco di alcune lastre di eternit“. Giustamente, la struttura, era dunque motivo di forte preoccupazione per i residenti, che si sentivano in pericolo.

Prossimo passo: bonifica dell’ex fornace La Farfalla

L’attenzione dell’amministrazione comunale di Empoli è massima anche per quel che riguarda l’ex fornace La Farfalla, che si trova nella frazione di Casenuove. Anche qui l’intervento di bonifica riguarda la presenza di coperture in amianto.

Gli uffici comunali competenti stanno monitorando la situazione patrimoniale della società, mentre sul piano operativo, abbiamo chiesto ai tecnici di Ausl Toscana centro e agli agenti della polizia municipale di fare degli accertamenti per valutare la possibile emanazione di ulteriori provvedimenti. L’intenzione dell’amministrazione comunale, che in passato ha emesso più ordinanze prima perché fosse fatta la valutazione in merito ai materiali presenti nell’area poi perché fosse effettuata la rimozione delle parti contenenti amianto, è quella di poter risolvere la situazione quanto prima. Tant’è che sono già previste in bilancio risorse per mezzo milione di euro per l’intervento“.

ONA: “Bonifiche fondamentali per la salute”

In Italia, solo nel 2022, ci sono state almeno settemila vittime per colpa dell’amianto. Ci si ammala e si muore nel silenzio. Fondamentali sono la prevenzione e le bonifiche: si stima che in Italia ci siano ancora milioni di tonnellate di amianto in oltre 50mila siti.

Per fare segnalazioni e consultare la mappatura, è possibile usare l’App amianto dell’ONA – Osservatorio Nazionale amianto, presieduto dall’avv. Ezio Bonanni, che difende i cittadini vittime dell’asbesto. Ci si ammala e si muore ancora troppo per amianto. Il Libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed. 2022 dell’avv. Bonanni e il VII Rapporto ReNaM che riguarda, di tutte le patologie asbesto correlate, soltanto il mesotelioma, ne rendono un quadro chiarissimo.

È necessario dunque accelerare con le bonifiche. A distanza di 30 anni dalla legge che ha vietato il minerale killer, siamo ancora fortemente in ritardo. Bisogna evitare nuove esposizioni e quindi altri morti. Le bonifiche sono però onerose, ecco perché devono essere sostenute anche dalle amministrazioni; l’altra strada, proposta dall’ONA, sta nel credito d’imposta per i privati che bonificano.

L’ONA sostiene la lotta all’amianto e a tutti gli altri agenti cancerogeni. Si può richiedere una consulenza chiamando il numero verde gratuito 800 034 294.

Amianto abbandonato nelle strade di Palermo

amianto abbandonato Palermo
amianto abbandonato a palermo

Palermo spenderà 72mila euro per la rimozione, il trasporto e lo smaltimento dell’amianto abbandonato per le strade della città. Purtroppo infatti, quello dell’abbandono di materiali contenenti il materiale cancerogeno, non è un fatto isolato nel capoluogo siciliano.

Nei giorni scorsi, tuttavia, la denuncia di alcuni cittadini aveva reso virale la foto di due vasconi di cemento amianto abbandonati in strada, in particolare in Via Mariano Stabile (a pochi passi dalla sede dell’azienda sanitaria locale), e che erano lì da due mesi senza che nessuno intervenisse. Di conseguenza, la questione ha suscitato forte indignazione tra i residenti, portando così le autorità a promettere un intervento rapido.

La decisione del Comune di dotare la città di un servizio ad hoc, con una ditta specializzata che si occuperà della messa in sicurezza delle strade dai rifiuti in cemento amianto abbandonato, un pericolo per la salute e per l’ambiente.

Amianto abbandonato a Palermo, il Comune corre ai ripari

La spesa che il Comune di Palermo ha messo in bilancio per la rimozione dell’amianto è di circa 72mila euro. L’ufficio contratti e approvvigionamenti ha espletato la gara e tra pochi giorni si saprà chi è il vincitore. Entro la fine di agosto si provvederà alle prime rimozioni.

Lo ha spiegato l’assessore comunale all’Igiene ambientale, Andrea Mineo, al Giornale di Sicilia. “Con il settore Politiche Ambientali abbiamo lavorato per stanziare le risorse idonee a garantire un servizio costante e capillare.

Il fenomeno dell’amianto abbandonato è causato da chi, a Palermo e dintorni, preferisce non rivolgersi agli smaltitori autorizzati. L’assessore promette maggiori controlli della polizia municipale e un aumento delle sanzioni per chi inquina e mette a rischio la salute pubblica.

Rifiuti di amianto, in 12 anni rimosse oltre 886 tonnellate

Secondo i dati del Sistema Informativo Comunale Amianto di Palermo, negli ultimi 12 anni, sono state oltre 886 le tonnellate (886,736) di amianto abbandonato rimosse dalle aree pubbliche della città 2.068 gli interventi effettuati; con picchi compresi tra il 2014 e il 2017. I dati vanno dal 2010 all’ultimo aggiornamento di ottobre 2022.

Amianto abbandonato, l’ONA al fianco dei cittadini

Ci sono ancora un milione di siti contaminati in Italia dall’amianto. Accelerare con le bonifiche è necessario per evitare nuove esposizioni e altri morti causati dalla fibra killer. Lo sostengono l’ONA e il suo presidente avv. Ezio Bonanni, autore del Libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed. 2022. Solo in Italia si stimano 7mila vittime di amianto nel 2022. Il Rapporto ReNaM calcola solo le vittime di mesotelioma, il più pericoloso dei tumori da amianto, ma le patologie asbesto correlate sono molto più numerose.

Le bonifiche, è vero, sono onerose e per questo devono essere sostenute dall’amministrazione. Gli investimenti sono necessari e importanti per rimuovere l’amianto ed eliminare le esposizioni. E’ importante però anche la responsabilità dei cittadini, che si eviti l’amianto abbandonato perché il rischio è per tutti.

Come forma di prevenzione l’ONA ha ideato l’App Amianto, al fine di facilitare la segnalazione e per visualizzare la mappa delle zone già segnalate con la presenza di amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’avv. Bonanni sono al fianco dei cittadini per sollecitare le bonifiche e la prevenzione. Per ottenere una consulenza, assistenza o tutela, basta chiamare il numero verde gratuito 800 034 294.

Bari, a rischio il Parco della Rinascita ex Fibronit

Bari, immagine del parco della rinascita ex fibronit
Bari, immagine del parco della rinascita ex fibronit

Il Parco della Rinascita, a Bari, che rappresenterebbe la rivincita sull’amianto dell’ex stabilimento Fibronit, rischia di rimanere irrealizzato. Il ministro per il PNNR, Raffaele Fitto, ha apportato modifiche ai finanziamenti dei progetti di rigenerazione urbana in tutto il Paese, con una riduzione di 16miliardi di euro.

Questo valore potrebbe soddisfare le richieste del ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Matteo Salvini, per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.

Le conseguenze di questa “rimodulazione” del PNRR si fanno sentire in tutta Italia. La Puglia è tra le regioni più colpite, rischiando di perdere 600milioni di euro destinati a 238 progetti. Tra questi, i fondi stanziati per trasformare l’area dell’ex stabilimento Fibronit nel “Parco della Rinascita”, per il quale erano stati assegnati 11milioni di euro.

«È di fondamentale importanza che siano utilizzati tutti i fondi – ha commentato l’avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amiantoper bonifica, messa in sicurezza e riqualificazione dei siti contaminati dall’amianto. Il governo centrale e le istituzioni locali prestino ascolto all’appello dei cittadini».

parco della rinascita fibronit bari

“Parco della Rinascita”, possibilità di riscatto per la città di Bari

La trasformazione dell’area della ex Fibronit, nota come la fabbrica della morte, è stata vista come una possibilità di riscatto per la città di Bari, segnata dalla presenza dell’amianto e dalle sue vittime. Il cronoprogramma prevedeva la conclusione dei lavori entro il 2026, secondo quanto stabilito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Nonostante le assicurazioni di sostituzione dei finanziamenti da altre fonti, le cui origini e tempi rimangono vaghi, l’ansia e l’incertezza dei cittadini permangono, come affermato in una nota del Comitato cittadino Fibronit – Bari.

parco della rinascita
Ex Fibronit Bari, abbattimento edificio in sicurezza

Il Comitato cittadino Fibronit – Bari

Il Comitato cittadino Fibronit – Bari, attivo da 25 anni, nella richiesta di un parco al posto dell’ex fabbrica di componenti in amianto, è scettico riguardo al destino dei finanziamenti cancellati. Alcune fasi dei lavori di trasformazione del sito in un parco cittadino sono state già eseguite e l’associazione non accetta che le risorse previste siano “tagliate”.

Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha chiesto garanzie al ministro Fitto e alle istituzioni per il finanziamento del progetto. L’associazione si è rivolta ai rappresentanti istituzionali locali, invitandoli a proteggere la città da questa scelta arbitraria e illegittima e a sostenere l’appello dei cittadini.

Il “Parco della Rinascita” rappresenterebbe un piccolo riscatto per le vittime dell’amianto, oltre 700 persone, che hanno pagato con la loro vita la vicinanza all’ex stabilimento. La lotta per la trasformazione dell’area è una dimostrazione di determinazione e impegno da parte dei cittadini, che non si arrenderanno fino a quando non vedranno il loro “Parco della Rinascita” diventare realtà.

parco della rinascita

I rappresentanti politici dimostrino la loro capacità di agire

In conclusione, l’associazione chiede che tutti i fondi siano destinati a bonifica e riqualificazione dei siti contaminati dall’amianto. La battaglia continua, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica, amministratori e politici locali, anche in vista delle prossime elezioni amministrative. Il Comitato cittadino Fibronit – Bari incita i rappresentanti politici a dimostrare la loro capacità di agire nell’interesse della salute e del benessere dei cittadini, al di là del colore di partito e degli interessi economici.

Il presidente del Comitato: «faremo valere le nostre ragioni»

«Laddove questa proposta dovesse essere approvata – ha detto Nicola Brescia, presidente del Comitato -, dovesse andare avanti, prevediamo di muoverci con la civiltà che ci ha contraddistinto in tutti questi anni, con manifestazioni, con tutto quello che sarà necessario per far valere le nostre ragioni. E con noi tutti i cittadini. Considerando che fra un anno qui a Bari si vota, penso che qualcuno ci presti attenzione».

“È la vostra occasione di dimostrarci di cosa siete capaci. Non sprecatela”, chiosa il Comitato cittadino Fibronit – Bari.