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La Marina affonda sull’amianto

Marina Bis
Marina Bis

Sono tre i processi penali in corso. Due in Corte di Appello a Venezia e uno in istruttoria a Padova. Sono alla sbarra alti ufficiali della Marina Militare Italiana. L’amianto continua a mietere vittime tra coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali della Marina Militare. Sono stati censiti 570 casi di mesotelioma fino al 2015: l’ONA è in prima linea per la bonifica, la terapia e cura e l’assistenza sanitaria e la tutela dei diritti.

La storia di una strage silenziosa

L’uso dell’amianto nella Marina Militare Italiana risale già all’inizio del secolo scorso. Il minerale, noto per le sue capacità ignifughe, la sua resistenza alla trazione e al calore e per le capacità insonorizzanti, è stato utilizzato anche in matrice friabile. Le unità navali della Marina Militare, perfino l’Incrociatore Vittorio Veneto è stata una bara del mare. Sono morti a decine, coloro che nelle nostre unità navali, compresa la nave Ammiraglia Vittorio Veneto (specialmente nella sala macchine – motoristi navali rischio amianto).

La Commissione Parlamentare di Inchiesta (07.02.2018)

L’Avv. Ezio Bonanni è stato udito dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta della Camera dei Deputati della XVII Legislatura in materia di rischi per le Forze Armate il 06.12.2017, ed ha denunciato la condizione di rischio del personale delle Forze Armate, in particolare della Marina Militare Italiana.

>>Consulta il video dell’audizione dell’avv. Ezio Bonanni presso la commissione Parlamentare di inchiesta

Amianto e Marina Militare: epidemiologia

La Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati ha acquisito tutte le informazioni e i dati, anche quelli epidemiologici. A pag. 35, si fa riferimento al rischio amianto:

Rischi minacciosi gravano persino su caserme, depositi, stabilimenti militari: sia deficienze strutturali (particolarmente critiche nelle zone a maggior sismicità), sia carenze di manutenzione, sia materiali pericolosi come l’amianto. Amianto, d’altra parte, la cui presenza ha purtroppo caratterizzato navi, aerei, elicotteri.

Tanto è vero che la Procura della Repubblica di Padova è giunta ad accertare che solo nell’ambito della Marina militare 1.101 persone sono decedute o si sono ammalate per patologie asbesto-correlate (circa 570 i mesoteliomi). Ed allarmano le prospettive di ordine generale delineate dal Direttore del RENAM Alessandro Marinaccio, audito il 19 ottobre 2017: “il picco dei casi di mesotelioma, sia il numero di casi sia il numero di tassi, è presumibile sia nel periodo tra il 2015 e il 2020”.

Intanto, come si desume da una relazione tecnica di Marinaccio trasmessa in data 29 gennaio 2018 dal Presidente dell’INAIL Massimo De Felice, nell’ambito dei corpi militari, “sono stati identificati 830 casi di mesotelioma maligno con esposizione in tale settore”.

Ed è sconfortante apprendere da tale relazione che “negli archivi del RENAM sono presenti informazioni relative a n. 9 casi di mesotelioma maligno con codice di esposizione ‘familiareinsorti in soggetti esposti per ragioni di convivenza con familiari professionalmente esposti nel settore della ‘Difesa nazionale’”: una esposizione, dunque, che si è insinuata persino nel domicilio dei militari, coinvolgendo i loro congiunti”.

Mesotelioma trai familiari dei militari della Marina

Gli stessi familiari del Personale Civile Militare della Marina, come delle altre Forze Armate, ha subito esposizioni ad amianto. Le tute, gli abiti da lavoro, le stesse uniformi, si sono contaminate di polveri e fibre di amianto. In più, in molti casi, questo personale è stato dotato di alloggi attigui alle basi, da Taranto a La Maddalena, da Genova a La Spezia, con contaminazione di polveri e fibre di amianto ed altri cancerogeni.

Continua LA STRAGE silenziosa nella Marina Militare

Purtroppo, i casi di mesotelioma e di altre malattie asbesto correlate sono destinati ad aumentare in Marina Militare. Le bonifiche dell’amianto sono tutt’ora in corso, tant’è vero che nell’ultima finanziaria sono state stanziate delle somme per completarla (leggi di più su bonifica amianto unità navali marina militare).

Il fatto stesso che le esposizioni ad amianto sono proseguite fino ai tempi più recenti, ha perpetuato lo stato di rischio, che è emerso anche nel corso delle indagini preliminari della Procura della Repubblica di Padova nel procedimento rubricato al n. 15150/2013 R.G.N.R..

Marina Militare: gli Ammiragli alla sbarra

Sono tre i procedimenti penali in corso. Nel primo procedimento, la Marina Militare Italiana ha immediamente risarcito le vittime. Il secondo procedimento è stato istruito sempre dalla Procura della Repubblica di Padova, ed è culminato nella sentenza del Tribunale di Padova n. 68/2019 con la quale gli Alti Ammiragli sono stati assolti.

Il Procuratore Generale della Corte di Appello di Venezia ha impugnato la sentenza di assoluzione del Tribunale Penale di Padova (Appello del Procuratore Generale di Venezia Marina Bis). L’Alto Magistrato ha ritenuto che ci fossero tutti gli elementi di colpevolezza per portare alla colpevolezza degli Ammiragli della Marina Militare Italiana che hanno causato l’esposizione ad amianto che sta provocando questa strage (Al via il processo di appello Marina Bis). Il processo Marina Bis si è celebrato presso la Corte di Appello di Venezia in data 09.07.2020, ed è stato aggiornato al 14.01.2021, per l’audizione dei periti e consulenti.

In sintesi:

  • primo procedimento penale – Marina I: Corte di Appello di Venezia, proc. 2453/2019 R.G. Appello;
  • secondo procedimento penale – Marina II: Corte di Appello di Venezia, proc. n. 2905/2019 R.G. Appello. Prossima udienza 14.01.2021 (rinnovazione del dibattimento);
  • terzo procedimento penale: Tribunale di Padova, proc. n. 15082/2013 R.G.N.R. Richiesta di archiviazione. Opposizione delle vittime.

Prosegue l’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni per rendere giustizia alle vittime dell’amianto nella Marina Militare Italiana.

Le vittime della Marina Militare con lo status di vittime del dovere

Il Legislatore Italiano, nel 2010 è intervenuto con la legge c.d. Salva Ammiragli. In seguito all’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il testo originario è stato inventato. L’art. 20, L. 183/2010, ha stabilito:

1.  A decorrere dall’anno 2012, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 562, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, è incrementata di 5 milioni di euro.

Al relativo onere, pari a 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2012, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per il medesimo anno, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della difesa. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Fermo restando il diritto al risarcimento del danno del lavoratore, le norme aventi forza di legge emanate in attuazione della delega di cui all’articolo 2, lettera b), della legge 12 febbraio 1955, n. 51, si interpretano nel senso che esse non trovano applicazione in relazione al lavoro a bordo del naviglio di Stato e, pertanto, le disposizioni penali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, non si applicano, per il periodo di loro vigenza, ai fatti avvenuti a bordo dei mezzi del medesimo naviglio.

I provvedimenti adottati dal giudice penale non pregiudicano le azioni risarcitorie eventualmente intraprese in ogni sede, dai soggetti danneggiati o dai loro eredi, per l’accertamento della responsabilità civile contrattuale o extracontrattuale derivante dalle violazioni delle disposizioni del citato decreto n. 303 del 1956”.

Immunità penale per Ammiragli senza immunità risarcitoria

L’art. 20 del D.L.vo 183/2010, prevede, sostanzialmente, l’equiparazione di coloro che hanno contratto patologie asbesto correlate nel corso e a causa dello svolgimento del servizio nella Marina Militare alle vittime del dovere.

Infatti, il primo comma dispone l’incremento di spesa stanziata dall’art. 1 comma 562 della legge 266 del 2005. Questo prevede l’estensione dei benefici previsti per le vittime di terrorismo e criminalità a tutte le vittime del dovere.  Queste sono individuate ai sensi dell’art. 13 della legge 13.08.1980, n. 466, e sono dipendenti pubblici che hanno subito una invalidità permanente in seguito a lesioni riportate in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto.

Nonché, a tutti gli altri soggetti equiparati che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegue il decesso in occasione di missioni dentro e fuori dei confini nazionali.

Missioni riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative.

In questo modo, il Legislatore ha recepito il principio già proprio dell’applicabilità, della disciplina, di riconoscimento della qualità di vittima del dovere per il personale Civile e Militare della Marina che è stato esposto ad amianto perché imbarcato nelle unità navali e che, per ciò stesso, ha contratto patologie asbesto correlate.

Approfondisci: riconoscimento vittima del dovere in Marina Militare

Risarcimento danni Marina Militare

Le vittime hanno diritto anche al risarcimento del danno. Colui che, nello svolgere il servizio, è vittima di danno biologico, ovvero lesione dell’integrità psicofisica, in seguito a malattia professionale asbesto correlata, o per altre condizioni di rischio, ha diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, ovvero con determinazione degli importi dovuti tenendo conto della lesione biologica, delle sofferenze fisiche e morali, e del c.d. danno esistenziale.

Liquidazione in favore degli eredi della vittima defunta

In caso di morte dell’avente diritto, gli importi da questi maturati, sono liquidati agli eredi.

Risarcimento danni famigliari vittime del dovere Marina Militare

In caso di infermità contratte da coloro che sono stati in servizio nella Marina Militare Italiana, compresi gli impiegati civili, e, a maggior ragione, nel caso di decesso, i famigliari hanno diritto al risarcimento del danno iure proprio. In altre parole, queste lesioni riconosciute per causa di servizio, e per esposizioni ad agenti morbigeni, provocano dei pregiudizi anche ai famigliari.

I diritti delle vittime di mesotelioma in Marina Militare

Il mesotelioma è tra le patologie asbesto correlate quella classica, il timbro dell’amianto sulla vita e sulla morte: la diagnosi di questa patologia preclude, nella stragrande maggioranza dei casi, ad un esito infausto. Il mesotelioma piomba sulla vita dell’essere umano e dei suoi famigliari e lo sconvolge già prima della morte.

Quantificazione dei danni: tabelle del Tribunale di Milano

La quantificazione dei danni deve sorreggersi sull’equità e sul principio dell’integrale risarcimento.

L’amianto provoca dei danni già con la sola e semplice esposizione. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, IV Sez. Pen. n. 45935/2019, sulla base delle evidenze scientifiche (Aspirin delays mesothelioma growth by inhibiting HMGB1-mediated tumor progression).

Marina militare: il Tribunale di Roma condanna al risarcimento

Il Tribunale Civile di Roma, con sentenza n. 7951/2020, ha accolto le richieste dell’Avv. Ezio Bonanni, e ha condannato la Marina Militare Italiana al risarcimento di tutti i danni subiti iure proprio dai familiari di L.V., deceduto per mesotelioma.

Il diritto degli orfani ad essere assunti

Il TAR del Lazio, nel pronunciarsi sulle richieste di Maria, orfana di vittima del dovere, per il decesso del padre per carcinoma polmonare amianto, ha chiesto di seguire le orme paterne e, quindi, di essere arruolata nella Marina Militare. In base al riconoscimento del suo status di orfana di vittima del dovere, la Sig.ra Maria ha diritto ad essere assunta.

Il Ministero della Difesa ha negato questo diritto all’orfana di vittima del dovere, nonostante il riconoscimento. L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto ha, quindi, ottenuto la significativa vittoria con la condanna del Ministero della Difesa all’arruolamento di Maria Cristina Brigidaorfana di vittima amianto.

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Processo Marina Militare Amianto

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Il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Venezia, Antonio Mura, ha impugnato la sentenza del Tribunale Penale di Padova.

Ciò a seguito dell’istanza presentata dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e difensore di tre parti civili, familiari di 3 ex componenti della Marina Militare deceduti per mesotelioma, e dagli altri difensori di parte civile nello stesso processo (Marina Bis).

Con la sentenza del Tribunale Penale di Padova, Giudice Dott. Chiara Ilaria Bitozzi, depositata il 15 aprile 2019, tutti gli imputati venivano assolti. Da una parte, con la formula “il fatto non sussiste“, adducendo che non si fosse raggiunta la prova in ordine alla certezza della diagnosi di mesotelioma.

Inoltre, per tre casi, con la formula “per non aver commesso il fatto“. Quindi, si ritiene inesistente la legge scientifica del c.d. effetto acceleratore. Effetto in base alla quale ogni esposizione rileva, quantomeno, per l’abbreviazione dei tempi di latenza e, quindi, per l’anticipazione del decesso.

Il Procuratore Generale: “processo da rifare”

Si tratta degli Alti Ufficiali della Marina Militare. Il P.M. ha contestato, tra gli altri, il reato di omicidio e lesioni colpose. Ciò a causa della morte e/o le infermità di numerosi appartenenti alla Marina Militare Italiana esposti alle polveri di amianto. 

Marina Militare: risarcire le vittime e punire i colpevoli

La Procura Generale della Corte di Appello di Venezia, impugna la sentenza di assoluzione pronunciata dal Tribunale di Padova. Il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto: “sempre più determinato nella battaglia di legalità per assicurare giustizia ai familiari degli Ex Militari, vittime di uno Stato che non li ha tutelati”.

Questo il grido di battaglia dell’Avv. Ezio Bonanni. Il primo ad aver sempre creduto nella possibilità di ottenere giustizia anche in sede penale. Infatti, nel corso dell’udienza di discussione del 17.12.2018, ha avuto un duro scontro con la difesa degli imputati.

Egli ha contestato a spada tratta le tesi del consulente della Marina Militare, il quale voleva negare le diagnosi di mesotelioma.

Queste tesi hanno trovato rituale conferma e sostegno nel Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Venezia, Dott. Antonio Mura, il quale ha rilevato l’inattendibilità del consulente della difesa, Prof. Pira, di cui disconosce la totale valenza scientifica che invece gli ha attribuito il Tribunale di Padova.

Con riferimento, infatti, ai casi in cui sono state negate le diagnosi di mesotelioma, il Procuratore Generale fa riferimento a tutta la documentazione medica presente negli atti del dibattimento con necessità di una perizia, ai sensi dell’art. 507 c.p.p., come per altro richiesto ed auspicato nell’atto di appello a firma dell’Avv. Ezio Bonanni, il quale aveva già impugnato la sentenza assolutoria ai soli effetti civili, come è consentito alla parte civile costituita, ai sensi dell’art. 576 c.p.p.

Allo stesso modo, per quanto riguarda la causa di Caserta Tommaso, è stata negata la teoria dell’accelerazione indotta dalle successive esposizioni ad amianto, in netto palese contrasto con la sentenza della Corte di Cassazione, I processo, n. 3615/2016, proprio nel caso di Marina Militare.

I motivi dell’Appello del Procuratore Generale

Il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Venezia, unitamente alle parti civili, ha sostenuto l’erroneità del ragionamento e delle considerazioni contenute nella sentenza assolutoria di I grado. Sono state quindi accolte le tesi espresse da Bonanni “sempre più determinato nella battaglia di legalità per assicurare giustizia ai familiari degli Ex Militari, vittime di uno Stato che non li ha tutelati”.

Marina Militare: la strage amianto

L’utilizzo di amianto in Marina Militare, nelle unità navali e negli arsenali, ha provocato non meno di 570 mesoteliomi, che costituiscono la punta dell’iceberg delle patologie asbesto correlate (tra le quali ricomprendere il tumore del polmone, della laringe, degli altri organi del tratto gastrointestinale, oltre che le placche pleuriche, l’asbestosi).

In tutto alla Procura di Padova risultano segnalati 1101 casi di patologie asbesto correlate. Si attende, quindi, il processo di appello, “nella speranza che le vittime di questa strage trovino giustizia”

Marina Bis, aggiornamento del 09.07.2020

Prima udienza post Covid- 19 oggi  nell’aula bunker della Corte di Appello di Venezia del processo di appello del procedimento c.d. Marina Bis, conclusosi in primo grado con l’assoluzione degli imputati da parte del Tribunale di Padova, impugnata dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello, Antonio Mura e dall’Avv. Ezio BonanniPresidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e difensore di tre parti civili, famigliari di tre ex Militari deceduti per mesotelioma.

Nella precedente udienza, in data 06.02.2020, la Corte di Appello ha accolto l’istanza di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale formulata dalla Procura Generale e dalle parti civili. Si è disposta poi una perizia volta a verificare la certezza delle diagnosi di mesotelioma messe in discussione dalla sentenza di I° grado.

I periti nominati dalla Corte sono: Dario Consonni, epidemiologo e medico del lavoro, affiancato da Bruno Murer, anatomopatologo, che, insieme, avranno il compito di riesaminare tutti i referti e la documentazione medico-clinica delle vittime decedute.

L’Avv. Marika Marcantonio, legale dell’ONA., nel corso dell’udienza, ha nominato come consulente tecnico di parte Fiorella Calabrese, Professore ordinario di Anatomia Patologica – Dipartimento di scienze cardiologiche, toraciche, vascolari e sanità pubblica dell’Università di Padova.

Il processo di appello è stato rinviato al 14.01.2021.

L’indecifrabile limbo che sospende il fare

Ruggero Alcanterini - limbo
Ruggero Alcanterini

L’indecifrabile limbo che sospende il fare: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Indecifrabile limbo: pochi gli investimenti nel settore dello sport

C’è da chiedersi che senso abbia operare in assenza di un progetto generale, universale e concretamente condiviso con le autorità internazionali ed europee, nazionali. In realtà, si danno per scontate molte cose, ma per capire come va il mondo bisogna analizzare i bilanci economici in materia d’investimenti.

Il settore dello sport, per primo, ha brillato e brilla per scarsa sensibilità sui temi dell’etica e della cultura. Quel poco che si riesce a fare verte sulle spalle del volontariato riconosciuto e su chi, da privato, comunque nutre intenti speculativi, avvalendosi di marchi commerciali e con l’esigenza effimera dell’apparire, piuttosto che dell’essere.

Numero Verde Assistenza ONA

La vera svolta, con esiti concreti, non può prescindere dalla volontà politica e dall’azione istituzionale, che da settant’anni brilla per assenza, salvo i segnali dalla Presidenza Mattarella.

Ieri sera, la RAI ha mandato in onda un servizio sul Museo del Calcio a Coverciano. Presto si proporrà la celebrazione di quello Internazionale, sempre del football, a Loreto Aprutino, Comune Fair Play, come iniziative di spessore, lodevoli, ma comunque gocce nel mare, tessere di un mosaico incompiuto, quello del Museo Nazionale dello Sport Italiano, sacrosanto e dovuto alla collettività, paventato, ma mai nato, lasciato andare sciattamente nel tempo insieme a migliaia di testimonianze fondamentali per la nostra storia, parte delle quali ormai irrimediabilmente perse nell’indecifrabile limbo che sospende il fare.

I servizi di assistenza ONA

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano i diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti ad amianto ed altre sostanze cancerogene. L’associazione con un pool di tecnici assiste i cittadini per la bonifica e per la messa in sicurezza dei siti contaminati (prevenzione primaria).

In caso di esposizioni ad asbesto ed altri cancerogeni, si può chiedere il servizio di assistenza medica gratuita (prevenzione secondaria). L’ONA guida la ricerca scientifica in materia di mesotelioma ed altre patologie asbesto-correlate. 

L’ONA guida anche un pool di legali per la tutela di tutti i diritti delle vittime di malattia professionale, tra cui quelle asbesto correlate, per il prepensionamento e l’adeguamento dei ratei pensionistici, con i benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Due cuori e una testa, complicazioni salvo intese

Due cuori e una testa
Due cuori e una testa

Due cuori e una testa, complicazioni salvo intese: Editoriale a cura di Ruggero Alcanterini già direttore de “L’Eco Del Litorale”

Il COVID-19 ha fatto emergere alcune lacune politiche

Scusate, ma la considerazione viene spontanea. Sì, prima per un impulso emotivo, forte, direi proprio una gioia condivisa per quello che la comunità scientifica giustifica e l’immaginario collettivo attribuisce al mistero, appunto gaudioso e salvifico del miracolo, quello che ha consentito, all’Ospedale Bambin Gesù, la separazione delle gemelline siamesi del Centro Africa, due cuori uniti per la nuca.

Poi, per un irrefrenabile senso di smarrimento, un forte prurito sulla sommità del capo, il mio, alla notizia che la Ministra Lucia Azzolina, quella che si occupa d’Istruzione, tema cardine tra le funzioni di Governo e che dovrebbe aprire il cuore all’attività motoria nelle scuole primarie, è stata commissariata, aggiungendo alla sua la testa di Domenico Arcuri.

Numero Verde Assistenza ONA

Ecco dunque due casi completamente opposti e diversi, da cui trarre spunto per un titolo esemplificativo. Certo, la battuta viene anche facile. Ma il ragionamento da farsi è ben più profondo, proprio in considerazione dei due estremi, dall’eccellenza scientifica al dubbio di negligenza.

Due cuori, una testa: di fronte al paradosso italiano

Siamo di fronte al paradosso tutto italiano, per cui riusciamo a segnalarci per aver ristretto il COVID 19 ai minimi internazionali, in attesa del vaccino, ma al contempo per aver dilapidato con “pagherò” montagne di euro in bonus, senza alcun obiettivo concreto, salvo che questa sia una strategia non percepita.

Quando i carabinieri, rotti gli indugi, fermarono un tale che puntualmente usciva da un cantiere con una carriola completamente vuota, si seppe che quel signore in realtà rubava proprio le carriole.

Quindi, secondo la metafora della carriola, mi sembra che la realtà sia quella che tra consulenti, manager e commissari, gli stessi partiti, il parlamento, le alte cariche dello Stato, le rappresentanze delle parti sociali, dell’associazionismo di primo, secondo , terzo settore e i cittadini tutti tollerino iniziative dilatorie, in attesa che qualcuno proclami “tecnico” il Governo, presieduto da un “commissario”, l’Avvocato Giuseppe Conte, posto che è palese la scarsa qualità e la debolezza della politica rappresentativa, insomma degli eletti, che non bastano a reggere botta.

Di fatto, l’Italia fuori dai Palazzi, quella che sopravvive a dispetto di tutto, dispone paradossalmente di qualità straordinarie, quelle che quando serve fanno davvero la differenza.

È per questo, che bisogna chiedersi come e perché siamo precipitati progressivamente in questa situazione paradossale, che il Bel Paese assolutamente non merita. Per capire e trovare una via d’uscita seria, probabilmente occorrerà tornare alla normalità, separando le teste, ristabilendo ruoli, valori e responsabilità, secondo buon senso, uscendo da questo artato stato emergenziale, che nell’ultimo decennio ha mandato in aritmia gli elettori ed in crisi d’identità i corpi separati dello Stato, complicando il tutto, salvo intese.

In un sogno con Ennio Morricone: musica Maestro!

Ennio Morricone
Ennio Morricone

Non belle parole, ma armoniose note musicali per accompagnare la dipartita di Ennio Morricone, genio dotato di straordinaria fantasia creativa e che, dopo la bacchetta, ha deposto anche la sua instancabile penna, lasciando basito il mondo.

Sì, di colpo, moltitudini si sono sentite orfane e la voluta riservatezza delle esequie è stata stravolta da un tributo popolare senza confini, a conferma del fatto che la melodia costituisce messaggio ben più potente di qualsiasi altro umano orpello, perché trae linfa dalla natura stessa che la ispira, dal sibilo al tuono, dallo sciabordio all’infinito variegare dei versi animali, dalle conchiglie e i corni agli arcani concerti riservati agli dei.

Ennio Morricone era molto legato a Sergio Leone e il grande regista – che rese italico il western – era amico storico del Generale Giampiero Casciotti, con me, lui vice Presidente, alla FIDAL.Numero Verde Assistenza ONA

Così, quando ci toccò di organizzare i Campionati del Mondo d’Atletica a Roma, nel 1987, fummo ad un passo dal proporre a Leone la regia della Cerimonia d’apertura e a Morricone la colonna sonora dell’Evento.

Ma questa è un’altra storia, quella di un capitolo mai scritto, anzi di uno spartito mai immaginato dal grande Compositore per l’atletica, piuttosto che per il Calcio, come invece avvenne con l’inno per i Mondiali in Argentina, nel 1978.

Ennio Morricone: la musica del Maestro

Ma perché io oggi titolo “Musica Maestro!”? Ma perché lui, Ennio, era e rimarrà, come gli altri grandi trasmutatori della materia vile in preziosa, irripetibile interprete del sentimento istintuale in chiave musicale.

Se è pur vero che molte delle sue composizioni sono scaturite dalla combinazione chimica con il cinema, mondo che ha infinitamente beneficiato della sua sapienza e sensibilità artistica, è altresì vero che le sue opere, a prescindere dai soggetti, avevano ed hanno una valenza speciale, la stessa che ha reso popolari, a prescindere dai libretti, le opere degli immortali, come Rossini, Verdi e Puccini.

Insomma, profondamente grande la musica di Morricone, unica ed espressiva di vibrante sentimento, indipendentemente dal connubio con il cinema, che del resto, nella sua muta fase d’avvio, storicamente si avvalse di esecuzioni, di chiaroscuri orchestrali dal vivo, affinché le sequenze dell’ex lanterna magica divenissero primo paradiso.