Tar: condannato Ministero difesa ad assumere orfana di vittima amianto

Orfana di vittima amianto

Il TAR del Lazio, ha accolto le richieste dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto e condannato il Ministero della Difesa all’arruolamento di Maria Cristina Brigidaorfana di vittima amianto.

La storia di Maria, orfana di vittima amianto

Maria è figlia di Giuseppe Mario Paolo Anastasi, deceduto per carcinoma polmonare per esposizione ad amianto nel periodo di servizio a bordo delle unità navali della Marina Militare Italiana.

Il militare aveva ottenuto il riconoscimento di vittima del dovere e la figlia dopo la sua morte, volendone seguire le orme nelle Forze Armate, aveva presentato istanza di arruolamento riservata agli orfani dei militari uccisi in servizio dall’esposizione ad amianto.

La giovane ha ricevuto però un “netto diniego, nonostante ci sia un sacrosanto diritto degli orfani ad essere assunti, se riconosciuti orfani di vittima del dovere – spiega il Presidente ONAed è per tale motivo che abbiamo fatto ricorso al TAR, affinché sanzionasse queste condotte vessatorie nei confronti degli orfani, vittime inermi dell’uso dell’amianto da parte della Marina Militare che ha sentenziato l’illeceità di queste condotte”.

“Abbiamo inoltrato centinaia di richieste che l’amministrazione boccia ogni volta – prosegue il legale dell’orfana di vittima amianto e componente della Commissione Amianto del Ministero dell’Ambienteci appelleremo ancora una volta a tutte le autorità, al Ministro della Difesa che sembrerebbe non comprendere la gravità di questi fatti, e ancora al Capo dello Stato Mattarella, quale Comandante Supremo delle Forze Armate”.

La battaglia ONA per debellare l’amianto dalle navi marina militare

L’ONA denuncia ormai da 12 anni la presenza di amianto nelle navi della Marina Militare la quale, solo ultimamente, con un comunicato stampa ha ammesso che sono ancora in corso le bonifiche, eppure la strage amianto tra i militari continua indisturbata.

L’utilizzo di amianto in Marina Militare, non era esteso solo nelle unità navali ma bensì anche negli arsenali.

L’esposizione ad amianto in Marina Militare ha provocato non meno di 570 mesoteliomi, ma anche di altre patologie asbesto correlate (tra le quali ricomprendere il tumore ai polmonitumore alla laringe e della faringe.

Oltre alle suddette neoplasie, l’esposizione alla fibra di asbesto provoca l’insorgenza di placche pleuriche, ispessimento pleurico e di asbestosi.

In tutto, alla Procura di Padova sono stati segnalati 1101 casi di patologie asbesto correlate (dati confermati anche nella relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta).

L’ONA ha ottenuto significativi risultati in merito alle condanne in sede civile alla costituzione delle prestazioni di vittima del dovere. L’associazione ha inoltre intentato decine e decine di giudizi anche per ottenere il risarcimento del danno.

Tutti coloro che sono vittime del dovere, e i loro familiari, possono chiedere al fine di ottenere la tutela dei loro diritti. È sufficiente consultare l’apposita sezione dedicata alla tutela delle vittime del dovere, oppure contattare l’associazione attraverso il numero verde gratuito 800034294.

Orfana di vittima amianto

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