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domenica, Agosto 9, 2026
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Operaio morto per mesotelioma, Inail condannata all’indennizzo

operaio morto
La famiglia Panariello

Aveva lavorato per un’azienda che scoibentava l’amianto dalle carrozze ferroviarie e per altre ditte che lavoravano con l’asbesto. Questo purtroppo ha causato la morte di un operaio di Torre Annunziata, Giovanni Panariello, che si è ammalato di mesotelioma.

Vittoria dell’Ona contro l’Inail

Si tratta di quella che viene definita “malattia sentinella“, proprio perché quasi per la totalità dei casi è dovuta proprio all’esposizione da amianto. Eppure l’Inail aveva negato alla famiglia dell’uomo l’indennizzo. Per questo i familiari si sono rivolti all’Osservatorio nazionale amianto e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, che ancora una volta ha ottenuto una vittoria nella battaglia legale a sostegno delle vittime amianto.

In questi giorni, infatti, il giudice Beatrice Marrani del Tribunale di Velletri ha condannato l’Inail a riconoscere l’indennizzo da malattia professionale agli eredi di Panariello. Facendo un conteggio degli arretrati, la famiglia riceverà almeno 110mila euro, compreso il fondo vittime amianto. In più la vedova avrà diritto a una rendita mensile di circa 2mila euro al mese.

Nel 2017 Panariello scopre di avere il mesotelioma

Panariello ha lavorato presso diverse ditte, tra cui l’Avis di Castellamare di Stabia, a contatto con il materiale killer. In particolare ha svolto attività di commercio e pulizia dei materiali di scarto tra cui la scoibentazione dell’amianto presente nelle carrozze ferroviarie. Nel febbraio 2017 è arrivata la terribile diagnosi e l’uomo è morto poco dopo, a soli 68 anni. Ha lasciato la moglie, Rosaria Francesca, che all’epoca aveva 55 anni, e i figli Rocco, 36 anni, e Rosa, 32 anni. Durante il processo l’Inail ha contestato non solo il nesso causale tra il decesso avvenuto per amianto e l’attività lavorativa, ma la stessa esposizione all’asbesto.

Questo nonostante il fatto che fosse stato collocato in pensione nel gennaio 2010, usufruendo dei benefici previdenziali di legge, proprio per esposizione all’amianto con la certificazione dell’Inps. Nella certificazione si legge: “è stata riconosciuta l’esposizione all’amianto per 666 settimane comprese nel periodo dal 11 febbraio 1978 al 16 settembre 1991”.

Operaio morto, Bonanni: “l’Inail nega le sue stesse conclusioni”

“L’Inail ha negato l’evidenza e le sue stesse conclusioni – ha dichiarato l’avvocato Bonanni – evitando per l’ennesima volta di riconoscere i diritti degli eredi di una vittima amianto. Un uomo che ha lavorato tutta la vita per poter sostenere la sua famiglia e si è ammalato proprio di mesotelioma, la malattia sentinella che da sola indica la presenza di amianto nella vita del paziente colpito. Una patologia gravissima che ha portato via un marito e un padre a una bellissima famiglia.

Come Ona continueremo a tutelare i diritti delle vittime e a far sì che le istituzioni riconoscano i giusti risarcimenti. A tal proposito intenteremo una causa separata per il risarcimento danni contro Ferrovie dello Stato, perché ha conferito in appalto all’Avis la scoibentazione delle carrozze ferroviarie”.

Operaio morto, tutti i rischi causati dall’amianto

L’amianto è stato utilizzato fino al 1992, anno della sua messa al bando, per tantissimi usi in Italia. L’eternit (cemento amianto), l’ha fatta da padrone nell’edilizia. Ne hanno beneficiato il settore cantieristico navale e quello ferroviario, come pure gli zuccherifici. Era utilizzato anche dagli orafi, per gli elettrodomestici, per gli acquedotti. Perfino per le tute e i guanti dei vigili del fuoco.

Soltanto troppo tardi però fu accettato il fatto che fosse cancerogeno e che provocasse, oltre al mesotelioma, anche il tumore del polmone, della faringe, della laringe, delle ovaie e del colon. Una vera e propria strage tra i lavoratori che furono esposti e tra gli abitanti vicini ai grandi siti industriali. I casi di mesotelioma sono registrati nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail, che però è incompleto. L’Ona ha stimato che muoiono ogni anno per amianto 7mila persone. I danni del killer silenzioso sono delineati ne “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022“.

L’Ona ha creato anche una App per la segnalazione dei siti contaminati. Per chiedere una consulenza gratuita è possibile scrivere allo sportello amianto online o chiamando il numero verde gratuito 800 034 294.

Stop a commercio e importazione di animali selvatici ed esotici

animali selvatici
serpente su un ramo

L’Italia ha recepito il Regolamento dell’Unione europea che impone lo stop al commercio, all’importazione e alla conservazione di animali selvatici ed esotici. La stessa norma fornisce indicazioni per la formazione per operatori e professionisti degli animali, e introduce norme penali sul commercio illegale di specie protette.

Grande soddisfazione viene espressa dall’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa). Secondo l’associazione la normativa tutelerà maggiormente le specie selvatiche e la salute pubblica.

Un freno al commercio di animali selvatici

Le nuove regole mettono un freno al commercio di operatori di pochi scrupoli, legali e non. Persone che purtroppo, dicono dall’Oipa, vivono ancora sulla pelle di “mammiferi, uccelli, pesci e rettili strappati al loro habitat o allevati e costretti a una vita di cattività e spesso di abusi”.

Il Regolamento (UE) 2016/249, gestisce le malattie degli animali allevati a fini zootecnici. Le norme riguardano, però, anche tutti gli animali terrestri, compresi gli animali da compagnia, selvatici ed esotici tenuti in cattività, potenzialmente in grado di diffondere malattie animali e zoonotiche.

Maggiore tutela della salute pubblica

In Italia, quindi, e in tutti i paesi in cui è stato recepito il Regolamento, porterà a una maggiore tutela della salute pubblica. Consentirà anche di difendere il benessere di animali non certo destinati a vivere in casa e che soffrono una cattività spesso portata ai limiti estremi.

L’Italia è il quinto Paese europeo ad aver recepito le nuove disposizioni europee. Prima l’hanno fatto Belgio, Cipro, Lussemburgo e Olanda.

“Si tratta di un testo – ha spiegato il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto – i cui dettagli sono appena stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale, in linea con la recente introduzione in Costituzione della tutela degli animali e della biodiversità. Ringraziamo il ministro alla Salute, Roberto Speranza, e i parlamentari che hanno lavorato a questo fondamentale provvedimento”.

Animali selvatici ed esotici che importati diventano “alieni”

“Tenere in casa serpenti, grandi felini, scorpioni, tartarughe alloctone, ragni velenosi e pipistrelli, acquistati legalmente o illegalmente, negli anni ha inoltre determinato, a causa di liberazioni o fughe, l’introduzione nei nostri territori di specie cosiddette “invasive aliene” che poi si cerca di eradicare. Sappiamo che questo è un provvedimento molto contrastato dagli operatori di un certo comparto economico, ma stavolta hanno vinto il benessere e l’etica”.

Salute ed etica sono due capisaldi dell’Ona – Osservatorio nazionale amianto, che tramite il suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, lotta ogni giorno per un ambiente libero dai veleni. Perché la salute passa per la tutela dell’ambiente. La salute poi di esseri umani, animali e piante è strettamente correlata ed è necessario metterla al primo posto, anche davanti al profitto.

Nanna-time: andare a letto presto migliora il sonno infantile 

nanna
bambina che fa la nanna

I bambini che vanno a nanna presto dormono meglio. Uno studio clinico randomizzato ci insegna come aiutarli.

Nanna subito dopo il Carosello

Nanna-time. Dal 1957 al 1978, il Carosello delle 20.30 cambiò le abitudini di ogni famiglia italiana. Alla fine del simpatico palinsesto, i bambini erano tenuti ad andare a nanna, senza se e senza ma. Oggi le cose sono cambiate. I programmi in prima serata iniziano molto più tardi e i bambini, di conseguenza, vanno a dormire intorno alle 22.30.

Questo ritardo tuttavia non aiuta la salute dei bambini in età scolare e prescolare.

Un bambino che dorme poco può essere scontroso e iperattivo, con effetti che possono portare all’ADHD, abbassare il livello di attenzione, diminuire il livello di rendimento scolastico e altro. 

Perché è così importante andare a nanna presto?

I bambini piccoli hanno bisogno di riposare in maniera sufficiente e sana per un sonno cognitivo ottimale, per migliorare il lato socio-emotivo, fisico e per ridurre il rischio di obesità. 

Dormire bene ha un effetto cruciale sulla felicità, sulla prontezza e l’attenzione, sull’umore, sulla resilienza, sull’acquisizione del vocabolario, sull’apprendimento e sulla memoria. Il sonno ha anche importanti effetti sulla crescita, soprattutto nella prima infanzia. Nei bambini piccoli, il sonnellino sembra inoltre essere necessario per il consolidamento della memoria, l’attenzione esecutiva e lo sviluppo delle capacità motorie.

In età prescolare (3-5 anni), si raccomandano pertanto da 10 a 13 ore di sonno al giorno, compresi i sonnellini pomeridiani. 

A sostenerlo è uno studio approvato dall’Office of Human Research Affairs dell’Albert Einstein College of Medicine, Bronx, New York.

Condotto dal personale di Head Start, un’agenzia no profit che offre programmi di istruzione e sviluppo per i bambini di famiglie a basso reddito, è stato pubblicato sulla rivista medica JAMA Pediatrics.

Progettazione, impostazione e partecipanti allo studio

Basato su 45 studi clinici randomizzati (RTC) di interventi non farmacologici per migliorare la durata del sonno, lo studio è stato condotto su quasi 14000 bambini e adolescenti di età compresa tra 1 e 18 anni. 

I partecipanti non presentavano condizioni mediche o disabilità note. 

Gli interventi includevano lezioni di educazione al sonno, salute e nutrizione, genitorialità positiva e comportamento.

Questo studio clinico randomizzato si è svolto durante l’anno scolastico 2018-2019, per un periodo che andava dai nove ai dodici mesi.

Head Start ha fornito interventi e raccolto dati sui risultati al basale e 4 follow-up. 

I genitori coinvolti nello studio hanno dovuto compilare un registro del sonno, in cui riportavano tutti i dati dalla domenica al giovedì. 

Al momento del reclutamento, il personale dell’agenzia ha mostrato loro come stabilire gli orari di sonno e sveglia.

Poi hanno risposto a un questionario di valutazione sulla difficoltà di sonno dei bambini: il Tayside Children’s Sleep Questionnaire.

I materiali educativi rivolti ai genitori e ai bambini erano disponibili in inglese e spagnolo.

I partecipanti hanno ricevuto in omaggio una coperta da bambino con il marchio dello studio. Le agenzie hanno ricevuto fondi per ospitare eventi relativi allo studio, tra cui i rinfreschi per il workshop dei genitori.

Punti di forza dello studio sulla “nanna” infantile 

Lo studio ha effettivamente dimostrato che andare a nanna presto e altre pratiche rilassanti, migliorano la qualità del sonno dei bambini. 

I suoi punti di forza si devono alla grande quantità dei soggetti sottoposti al test, alle misurazioni ripetute e alla diversificazione etnica e razziale dei bambini coinvolti. 

I materiali di intervento erano stati testati in precedenza e sviluppati in modo collaborativo ansime con i genitori, aumentandone così l’accettabilità. Ancora più importante, questo studio pragmatico ha valutato l’efficacia degli interventi in condizioni reali.

Le regole di base per una sana “igiene del sonno”

A seguire, una lista delle buone prassi: 

Organizzare un programma equilibrato di educazione al sonno, intervallando il riposo e il gioco; 

Stabilire un’ora precisa per andare a letto regolarmente;

Rendere la camera da letto, una zona no-screen, anche durante il giorno. A letto si dorme e non si guarda la tv;

Far seguire ai bambini una dieta sana e bilanciata;

Impostare il termostato su temperature che non siano né troppo calde, né troppo fredde;  

Usare tende oscuranti per bloccare la luce o posizionare una luce notturna se hanno paura del buio;

Conclusioni dello studio 

Come accennato, i risultati di questo grande studio clinico randomizzato a cluster stepped-wedge, hanno convalidato l’importanza di attuare programmi di educazione del sonno. Essi dovrebbero diventare una sana prassi, una costante volta a promuoverne gli effetti salutari a partire dalla prima infanzia e continuando fino al liceo. 

Riconoscere le effettive difficoltà di sonno dei bambini,  potrebbe consentire ai genitori di affrontarle in maniera adeguata e tempestiva. E’ pertanto necessario avvalersi di utili strumenti di formazione e supporto (per favorire il sonno), da mettere in atto anche dopo lo studio.

Ovviamente, questo richiede un impegno costante e continuato nel tempo.

Fonti 

Magee L, Goldsmith LP, Chaudhry UAR, Donin AS, Wahlich C, Stovold E, Nightingale CM, Rudnicka AR, Owen CG. Interventi non farmacologici per allungare la durata del sonno nei bambini sani: una revisione sistematica e una meta-analisi. JAMA Pediatr. 2022 12 settembre. doi: 10.1001/jamapediatrics.2022.3172. Epub prima della stampa. PMID: 36094530

Registrazione dello studio ClinicalTrials.gov Identificatore: NCT03556462

Alluvione travolge le Marche, 9 morti e dispersi tra cui 2 bimbi

alluvione
video in pausa dell'alluvione nelle marche

Ennesimo evento estremo in Italia, che questa volta ha colpito duramente le Marche. Un’alluvione ha causato 9 morti e ci sono ancora alcuni dispersi. Uno di questi sarebbe un bambino di 8 anni del Comune di Barbara. Il fratello più grande si è salvato aggrappandosi a un ramo.

Alluvione, il fiume Misa distrugge il ponte Garibaldi

Una tragedia indicibile causata dalle precipitazioni. Gli esperti dicono che ha piovuto in alcune ore quello che di solito viene giù in 4 o 5 mesi. Il fiume Misa ha rotto anche le balaustre in pietra del ponte Garibaldi, a Senigallia. Il Comune in cui ci sono più sfollati, che in tutto sarebbero 150.

È stato dichiarato lo stato di emergenza e sono già stati stanziati 5 milioni di euro.

Alluvione, la causa è il cambiamento climatico

Il premier Draghi ha detto che la causa è da ricondurre ai cambiamenti climatici. “Questa tragedia – gli ha fatto eco il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri – ci riporta all’urgenza di affrontare la crisi climatica con tutti i mezzi possibili, presto”. Peccato però che, come denuncia Legambiente, poco sul tema ci sia nella presente campagna elettorale. Eppure questa è la vera emergenza.

Secondo gli esperti, come riporta l’Ansa, è stato il caldo torrido di questa estate 2022, la più calda degli ultimi 20 anni, a determinare il terribile temporale. Questo ovviamente non esclude altri eventi estremi che possano causare danni.

Sono centinaia, intanto i vigili del fuoco intervenuti per gestire l’emergenza. Si sono anche alzati in volo per ispezionare l’area allagata, così come ha fatto la Guardia di finanza con un suo elicottero.

Il sindaco di Barbara: “Che Dio ci aiuti”

Il sindaco di Barbara, nel fornire indicazioni ai cittadini sui social, ha scelto l’espressione: “Che dio ci aiuti”. Davanti a tanta devastazione, ai morti, ai bambini dispersi anche tutto quello che si fa per arginare i danni può non sembrare sufficiente. Eppure tante persone sono state salvate nella notte. Qualcuno si era rifugiato sui tetti delle abitazioni e sugli alberi.

Si cerca di correre ai ripari e in tanti stanno già spalando il fango, cercando di riportare la situazione, per quanto possibile, alla normalità. Poi sarà il tempo della conta dei danni e della ricerca di eventuali responsabilità. Qualcuno dice che è mancato un avviso. In realtà l’allerta meteo è stata diffusa, ma chiaramente l’evento è stato di gran lunga più critico del previsto.

https://youtu.be/Ei5LBo_Tixg

La transizione ecologica che ci serve, le proposte di Legambiente

transizione ecologica
mulini a vento e paesaggio mozzafiato

C’è anche l’annosa questione amianto nelle proposte che Legambiente fornisce ai candidati alle prossime elezioni politiche per una reale transizione ecologica. L’associazione ambientalista lamenta la mancanza di un dibattito sul tema in questa campagna elettorale e fornisce tante proposte concrete.

Sull’amianto indica la necessità delle bonifiche di Siti di interesse nazionale (Sin), ma anche degli edifici (tra cui scuole ed ospedali), e discariche destinate per ogni provincia.

L’emergenza climatica fuori dalla campagna elettorale

“Nei mesi scorsi l’emergenza climatica è stata al centro del dibattito nazionale – si legge nel dossier: “La transizione ecologica che serve all’Italia” – in diverse occasioni, a volte drammatiche. È stato così per la siccità del fiume Po e in tutta la pianura Padana, per la tragedia causata dallo scioglimento del ghiacciaio della Marmolada, per le ripetute ondate di calore e le temperature medie della scorsa estate più alte rispetto a quelle dei decenni precedenti. Ma non è stata fino ad oggi oggetto della campagna elettorale”.

Una questione, mai come ora, decisiva per il futuro dell’umanità non ha attraversato come meriterebbe il dibattito preelettorale.

Si è parlato molto dell’emergenza bollette. Delle misure da adottare per andare incontro ad una possibile chiusura del gasdotto con cui l’Europa e l’Italia importano il gas dalla Russia. Dei rigassificatori galleggianti da localizzare nei porti di Piombino e di Ravenna e addirittura del costosissimo ritorno al nucleare, “sulla cui pericolosità parla la storia passata di questa tecnologia ma anche quella contemporanea, come dimostra la drammatica situazione del conflitto intorno alla centrale ucraina di Zaporizhzhia”.

Non si è posto l’accento, però, sui rischi evidenti che gravano sull’economia italiana in uno scenario di cambiamenti climatici e temperature medie crescenti. Queste minacceranno anche le attività produttive del Paese come, per esempio nelle produzioni agroalimentari.

Transizione ecologiche, le 100 proposte di Legambiente

Così Legambiente è intervenuta con le sue proposte: 100 in totale. I prossimi anni saranno fondamentali. La prossima legislatura dovrà rafforzare le politiche utili al raggiungimento degli obiettivi europei al 2030 (a partire da quelli sulla riduzione delle emissioni di gas climalteranti) e per rispettare gli impegni presi con l’Europa con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) da concretizzare entro la fine del 2026.

Le proposte sono divise in 20 ambiti climatici. Tra questi politiche climatiche, economia circolare,mobilità e agroecologia, Ma anche lotta all’inquinamento delle acque allo smog, aree protette, tutela della biodiversità. E ancora riconversione industriale e turismo, politiche sulle città ai piccoli comuni. Come pure lotta all’illegalità, rigenerazione urbana e ricostruzione post terremoto.

Tra le proposte la bonifica dei siti contaminati dall’amianto

Quello che più apprezza l’Ona – Osservatorio nazionale amianto è l’inserimento, tra le proposte, della bonifica dei siti inquinati. In più punti del Rapporto Legambiente fa riferimento all’amianto.

L’Italia in effetti, come ha più volte denunciato il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, è in forte ritardo con la rimozione del materiale dai siti industriali dismessi e non e da tutti i luoghi contaminati.

“Anche nel Pnrr – ha detto Bonanni – fondi per la rimozione amianto sono stati destinati soltanto per le coperture delle aziende agricole e dire che sia insufficiente è un eufemismo”.

L’asbesto causa diverse malattie, come si può leggere ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“, tra cui il mesotelioma (circa 7mila l’anno). Essendo quest’ultima una patologia sentinella l’Inail ne registra i casi dal 1993 (VII Rapporto ReNaM).

Transizione ecologica, l’appello a Governo e Parlamento

Per questo Legambiente lancia un appello a Governo e Parlamento perché intervengano subito contro la crisi climatica e invita tutti i cittadini a sottoscriverlo.

Il dossier è stato presentato il 15 settembre a Roma, in un convegno che ha visto la partecipazione di rappresentanti dei principali partiti, del mondo dei consorzi e delle imprese. C’erano anche le principali associazioni ambientaliste e del Forum Terzo settore.

Nei prossimi giorni le proposte saranno presentate in 15 regioni italiane. Gli incontri pubblici si terranno il 16 settembre a Lamezia Terme (CZ), Pescara e Udine. Sabato 17 settembre a Milano. Lunedì 19 settembre  a Cagliari, Campobasso, Napoli, Perugia e Torino. E ancora martedì 20 settembre a Bari e Potenza. Infine, mercoledì 21 settembre ad Ancona, Sesto Fiorentino (FI), Roma e Venezia.