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giovedì, Agosto 6, 2026

Amianto, dalla bonifica dell’ex Albergo Roma alla vicenda Rai: due casi che riaccendono l’attenzione sulla prevenzione

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L’amianto continua a essere un tema di grande attualità, sia sul fronte delle bonifiche degli edifici sia su quello della tutela della salute dei lavoratori. Nelle ultime ore due vicende hanno riportato l’attenzione sul tema: da un lato la conclusione della bonifica dell’ex Albergo Roma a Ro, nel comune di Riva del Po (Ferrara), dall’altro la richiesta di archiviazione dell’inchiesta relativa all’episodio avvenuto nella sede Rai di viale Mazzini a Roma dopo una perdita d’acqua che aveva interessato materiali contenenti amianto.

Riva del Po, completata la bonifica dell’ex Albergo Roma

Si sono conclusi i lavori di rimozione della copertura in cemento-amianto dell’ex Albergo Roma, edificio storico situato nella piazza di Ro, nel comune di Riva del Po.

L’intervento era atteso da tempo e riguardava una copertura in eternit che, secondo quanto segnalato negli anni, mostrava un possibile deterioramento dovuto all’esposizione agli agenti atmosferici.

La conclusione della bonifica è stata accolta con soddisfazione dalla Commissione Amianto ANMIL Nazionale e dal presidente di ANMIL Ferrara, Alberto Alberti, che hanno evidenziato il lavoro svolto in collaborazione con cittadini e amministrazione comunale.

L’associazione ha inoltre ringraziato la sindaca di Riva del Po, Daniela Simoni, per il completamento dell’intervento.

Una vicenda iniziata anni fa

Già nel 2016 una petizione popolare aveva sollecitato la rimozione della copertura in cemento-amianto. Negli anni successivi il tema è stato più volte riproposto all’attenzione dell’amministrazione comunale.

Nel 2025, dopo le valutazioni dell’Azienda USL di Ferrara sullo stato della copertura, il Comune aveva emesso un’ordinanza nei confronti della proprietà per procedere alla bonifica del tetto.

ANMIL: la prevenzione deve continuare

ANMIL invita cittadini e istituzioni a proseguire il monitoraggio degli edifici che presentano ancora coperture in cemento-amianto deteriorate, favorendo gli interventi di bonifica quando necessari.

Amianto nella sede Rai: la Procura chiede l’archiviazione

Sul fronte giudiziario, la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del fascicolo aperto dopo l’episodio del 17 dicembre 2024, quando una perdita d’acquaaveva provocato il rilascio di fibre di amianto all’interno della sede Rai di viale Mazzini.

La ricostruzione dell’inchiesta

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, subito dopo l’evento furono adottate una serie di misure precauzionali.

L’impianto di condizionamento venne spento e alcune aree del piano terra e del primo piano furono interdette al personale.

Nelle aree interdette sono state rilevate concentrazioni di amianto fino a 8,9 fibre per litro.

Secondo quanto riportato dalla ricostruzione della Procura, il valore risulta superiore ai livelli di fondo ambientale, ma inferiore al limite previsto dalla normativa per gli ambienti di lavoro nei quali l’amianto viene trattato, pari a 100 fibre per litro come media ponderata su otto ore.

Successivamente la Rai ha disposto una campagna straordinaria di monitoraggio dell’intero edificio.

Il 14 gennaio 2025 sono stati effettuati 46 campionamenti, distribuiti dal piano interrato fino all’ottavo piano, comprendendo anche mensa e bar.

Secondo quanto riferito, le analisi non hanno evidenziato fibre di amianto aerodisperse nelle aree monitorate al di fuori di quelle già interdette.

La richiesta della ASL e il trasferimento della sede

Pur prendendo atto degli interventi effettuati, la ASL Roma 1 aveva chiesto alla Rai una roadmap per il progressivo trasferimento dalla sede di viale Mazzini.

La richiesta era collegata anche alla vetustà dell’edificio, costruito in un periodo storico nel quale l’amianto veniva largamente utilizzato nei materiali da costruzione.

Il trasferimento della sede era già programmato ed è stato successivamente accelerato.

La posizione dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Sulla richiesta di archiviazione è intervenuto anche l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA).

Bonanni ritiene opportuno un ulteriore approfondimento. Ha inoltre ribadito la personale posizione secondo cui non esisterebbe una soglia di esposizione priva di rischio per le fibre di amianto.

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