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martedì, Settembre 27, 2022

La transizione ecologica che ci serve, le proposte di Legambiente

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C’è anche l’annosa questione amianto nelle proposte che Legambiente fornisce ai candidati alle prossime elezioni politiche per una reale transizione ecologica. L’associazione ambientalista lamenta la mancanza di un dibattito sul tema in questa campagna elettorale e fornisce tante proposte concrete.

Sull’amianto indica la necessità delle bonifiche di Siti di interesse nazionale (Sin), ma anche degli edifici (tra cui scuole ed ospedali), e discariche destinate per ogni provincia.

L’emergenza climatica fuori dalla campagna elettorale

“Nei mesi scorsi l’emergenza climatica è stata al centro del dibattito nazionale – si legge nel dossier: “La transizione ecologica che serve all’Italia” – in diverse occasioni, a volte drammatiche. È stato così per la siccità del fiume Po e in tutta la pianura Padana, per la tragedia causata dallo scioglimento del ghiacciaio della Marmolada, per le ripetute ondate di calore e le temperature medie della scorsa estate più alte rispetto a quelle dei decenni precedenti. Ma non è stata fino ad oggi oggetto della campagna elettorale”.

Una questione, mai come ora, decisiva per il futuro dell’umanità non ha attraversato come meriterebbe il dibattito preelettorale.

Si è parlato molto dell’emergenza bollette. Delle misure da adottare per andare incontro ad una possibile chiusura del gasdotto con cui l’Europa e l’Italia importano il gas dalla Russia. Dei rigassificatori galleggianti da localizzare nei porti di Piombino e di Ravenna e addirittura del costosissimo ritorno al nucleare, “sulla cui pericolosità parla la storia passata di questa tecnologia ma anche quella contemporanea, come dimostra la drammatica situazione del conflitto intorno alla centrale ucraina di Zaporizhzhia”.

Non si è posto l’accento, però, sui rischi evidenti che gravano sull’economia italiana in uno scenario di cambiamenti climatici e temperature medie crescenti. Queste minacceranno anche le attività produttive del Paese come, per esempio nelle produzioni agroalimentari.

Transizione ecologiche, le 100 proposte di Legambiente

Così Legambiente è intervenuta con le sue proposte: 100 in totale. I prossimi anni saranno fondamentali. La prossima legislatura dovrà rafforzare le politiche utili al raggiungimento degli obiettivi europei al 2030 (a partire da quelli sulla riduzione delle emissioni di gas climalteranti) e per rispettare gli impegni presi con l’Europa con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) da concretizzare entro la fine del 2026.

Le proposte sono divise in 20 ambiti climatici. Tra questi politiche climatiche, economia circolare,mobilità e agroecologia, Ma anche lotta all’inquinamento delle acque allo smog, aree protette, tutela della biodiversità. E ancora riconversione industriale e turismo, politiche sulle città ai piccoli comuni. Come pure lotta all’illegalità, rigenerazione urbana e ricostruzione post terremoto.

Tra le proposte la bonifica dei siti contaminati dall’amianto

Quello che più apprezza l’Ona – Osservatorio nazionale amianto è l’inserimento, tra le proposte, della bonifica dei siti inquinati. In più punti del Rapporto Legambiente fa riferimento all’amianto.

L’Italia in effetti, come ha più volte denunciato il presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, è in forte ritardo con la rimozione del materiale dai siti industriali dismessi e non e da tutti i luoghi contaminati.

“Anche nel Pnrr – ha detto Bonanni – fondi per la rimozione amianto sono stati destinati soltanto per le coperture delle aziende agricole e dire che sia insufficiente è un eufemismo”.

L’asbesto causa diverse malattie, come si può leggere ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022“, tra cui il mesotelioma (circa 7mila l’anno). Essendo quest’ultima una patologia sentinella l’Inail ne registra i casi dal 1993 (VII Rapporto ReNaM).

Transizione ecologica, l’appello a Governo e Parlamento

Per questo Legambiente lancia un appello a Governo e Parlamento perché intervengano subito contro la crisi climatica e invita tutti i cittadini a sottoscriverlo.

Il dossier è stato presentato il 15 settembre a Roma, in un convegno che ha visto la partecipazione di rappresentanti dei principali partiti, del mondo dei consorzi e delle imprese. C’erano anche le principali associazioni ambientaliste e del Forum Terzo settore.

Nei prossimi giorni le proposte saranno presentate in 15 regioni italiane. Gli incontri pubblici si terranno il 16 settembre a Lamezia Terme (CZ), Pescara e Udine. Sabato 17 settembre a Milano. Lunedì 19 settembre  a Cagliari, Campobasso, Napoli, Perugia e Torino. E ancora martedì 20 settembre a Bari e Potenza. Infine, mercoledì 21 settembre ad Ancona, Sesto Fiorentino (FI), Roma e Venezia.

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