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mercoledì, Settembre 28, 2022

Operaio morto per mesotelioma, Inail condannata all’indennizzo

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Aveva lavorato per un’azienda che scoibentava l’amianto dalle carrozze ferroviarie e per altre ditte che lavoravano con l’asbesto. Questo purtroppo ha causato la morte di un operaio di Torre Annunziata, Giovanni Panariello, che si è ammalato di mesotelioma.

Vittoria dell’Ona contro l’Inail

Si tratta di quella che viene definita “malattia sentinella“, proprio perché quasi per la totalità dei casi è dovuta proprio all’esposizione da amianto. Eppure l’Inail aveva negato alla famiglia dell’uomo l’indennizzo. Per questo i familiari si sono rivolti all’Osservatorio nazionale amianto e al suo presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, che ancora una volta ha ottenuto una vittoria nella battaglia legale a sostegno delle vittime amianto.

In questi giorni, infatti, il giudice Beatrice Marrani del Tribunale di Velletri ha condannato l’Inail a riconoscere l’indennizzo da malattia professionale agli eredi di Panariello. Facendo un conteggio degli arretrati, la famiglia riceverà almeno 110mila euro, compreso il fondo vittime amianto. In più la vedova avrà diritto a una rendita mensile di circa 2mila euro al mese.

Nel 2017 Panariello scopre di avere il mesotelioma

Panariello ha lavorato presso diverse ditte, tra cui l’Avis di Castellamare di Stabia, a contatto con il materiale killer. In particolare ha svolto attività di commercio e pulizia dei materiali di scarto tra cui la scoibentazione dell’amianto presente nelle carrozze ferroviarie. Nel febbraio 2017 è arrivata la terribile diagnosi e l’uomo è morto poco dopo, a soli 68 anni. Ha lasciato la moglie, Rosaria Francesca, che all’epoca aveva 55 anni, e i figli Rocco, 36 anni, e Rosa, 32 anni. Durante il processo l’Inail ha contestato non solo il nesso causale tra il decesso avvenuto per amianto e l’attività lavorativa, ma la stessa esposizione all’asbesto.

Questo nonostante il fatto che fosse stato collocato in pensione nel gennaio 2010, usufruendo dei benefici previdenziali di legge, proprio per esposizione all’amianto con la certificazione dell’Inps. Nella certificazione si legge: “è stata riconosciuta l’esposizione all’amianto per 666 settimane comprese nel periodo dal 11 febbraio 1978 al 16 settembre 1991”.

Operaio morto, Bonanni: “l’Inail nega le sue stesse conclusioni”

“L’Inail ha negato l’evidenza e le sue stesse conclusioni – ha dichiarato l’avvocato Bonanni – evitando per l’ennesima volta di riconoscere i diritti degli eredi di una vittima amianto. Un uomo che ha lavorato tutta la vita per poter sostenere la sua famiglia e si è ammalato proprio di mesotelioma, la malattia sentinella che da sola indica la presenza di amianto nella vita del paziente colpito. Una patologia gravissima che ha portato via un marito e un padre a una bellissima famiglia.

Come Ona continueremo a tutelare i diritti delle vittime e a far sì che le istituzioni riconoscano i giusti risarcimenti. A tal proposito intenteremo una causa separata per il risarcimento danni contro Ferrovie dello Stato, perché ha conferito in appalto all’Avis la scoibentazione delle carrozze ferroviarie”.

Operaio morto, tutti i rischi causati dall’amianto

L’amianto è stato utilizzato fino al 1992, anno della sua messa al bando, per tantissimi usi in Italia. L’eternit (cemento amianto), l’ha fatta da padrone nell’edilizia. Ne hanno beneficiato il settore cantieristico navale e quello ferroviario, come pure gli zuccherifici. Era utilizzato anche dagli orafi, per gli elettrodomestici, per gli acquedotti. Perfino per le tute e i guanti dei vigili del fuoco.

Soltanto troppo tardi però fu accettato il fatto che fosse cancerogeno e che provocasse, oltre al mesotelioma, anche il tumore del polmone, della faringe, della laringe, delle ovaie e del colon. Una vera e propria strage tra i lavoratori che furono esposti e tra gli abitanti vicini ai grandi siti industriali. I casi di mesotelioma sono registrati nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail, che però è incompleto. L’Ona ha stimato che muoiono ogni anno per amianto 7mila persone. I danni del killer silenzioso sono delineati ne “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia – ed. 2022“.

L’Ona ha creato anche una App per la segnalazione dei siti contaminati. Per chiedere una consulenza gratuita è possibile scrivere allo sportello amianto online o chiamando il numero verde gratuito 800 034 294.

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